Cena di Natale coi colleghi: dove andare a Milano

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Dalla trattoria tipica milanese al ristorante greco a quello giapponese: dodici idee e locali per organizzare una cena di Natale (e non solo) tra colleghi

Le feste si avvicinano e negli uffici serpeggia già la domanda di rito: dove organizzare la cena di Natale coi colleghi?

A Milano poi la scelta è pressoché infinita e l'ampiezza dell'offerta genera sempre maggiore incertezza e confusione.

Per questo abbiamo pensato di venirvi in soccorso con una serie di consigli su locali provati apposta per voi (è un duro lavoro, ma qualcuno dovrà pur farlo) che accontenteranno ogni tipo di necessità: per chi vuole un ristorante intimo ma sofisticato, chi invece preferisce la classica e informale trattoria, chi vuole la cucina etnica e chi invece quella tradizionale italiana.

Ora non avete più scuse, dovete solo prenotare.

12 ristoranti a Milano dove organizzare la cena di Natale con i colleghi

(Continua sotto la foto)

Mammarà Bistrot

Mammarà Bistrot

È una delle aperture più recenti a Milano, all'ombra del nuovo quartiere di Porta Nuova, tra grattacieli e locali.

Si tratta di un piccolo bistrot, accogliente ed elegante, nato dall'estro dello Chef Christian Busca la cui idea è molto chiara: «Non esiste una cucina creativa e una tradizionale, esiste solo la buona cucina».

Così al Mammarà si possono gustare prelibatezze mediterranee, belle da vedere e soprattutto da mangiare, che uniscono le origini biellesi dello chef alle influenze siciliane, sua terra d'adozione.

Il risultato è un'esplosione di gusto, colore e sapore, dagli assaggi alle portate principali.

Il locale è piccolo e perfetto per essere riempito da amici, con la possibilità di cenare seduti al bancone e ammirare Christian Busca e il suo Sous Chef all'opera.

È anche possibile prenotare l'intero locale e stabilire un menù degustazione uguale per tutti i commensali.

Wicky Japanise Milano

Wicky's Innovative Japanese Cuisine

Se pensate che si tratti del classico ristorante giapponese, vi sbagliate di grosso. Qui troverete solo materie prime di eccellente qualità e lavorate in modo da esaltare ogni aroma e ogni sapore.

Lo Chef Wicky Priyan ha una storia incredibile alle spalle, fatta di un destino che lo voleva medico ayurvedico come da tradizione familiare, un percorso di studi in criminologia e una passione per le arti marziali.

Eppure dentro di lui qualcosa era pronto a esplodere: un palato sopraffino e una manualità sorprendente. In sole due ore la sua vita cambia, quando riesce a ottenere un incontro con il grande maestro del sushi Kan, che lo prese come allievo e gli tramandò tutta la sua sapienza.

Quella che ora lui riversa nei suoi piatti.

Il percorso culinario offerto nel suo Wicky's Innovative Japanese Cuisine è composto da Onde, di cui una interamente dedicata al suo maestro.

Qui si cena in religioso silenzio, assaporando ogni portata con ogni papilla gustativa. Il locale, in zona Missori, è ideale per un piccolo gruppo che voglia farsi guidare in una degustazione dallo Chef, magari nella sala con i posti a sedere sul bancone e con la cucina a vista.

Mu Fish(1)

Mu Fish

Altra proposta di cucina giapponese ben lontana dal sushi dozzinale e all you can eat è quella di Mu Fish.

Questo ristorante si trova a Nova Milanese ed è quindi più comodo per chi lavora in periferia e preferisce organizzare una cena lontano dal traffico cittadino e con la possibilità di parcheggio interno.

L'offerta culinaria è di altissimo livello e spazia dal sushi più classico alle proposte più elaborate come le Capesante canadesi leggermente scottate
con spuma di latte, shiso, salsa di scalogno e scorza di limone o i carpacci dagli abbinamenti insoliti (salmone, salsa allo yuzu, lime e cioccolato fondente o branzino con sale maldon, crescione d’acqua e olio all’aneto).

La carta dei vini contiene anche alcune chicche e il corner dei cocktail consente di proseguire la serata nello stesso locale provando varianti della mixology che non vi deluderanno.

Vasiliki

Vasiliki Kouzina

Nei pressi della Rotonda della Besana, in via Clusone, si trova questa chicca che sta diventando punto di riferimento per tutti gli appassionati di cucina greca.

Il locale prende il nome dalla proprietaria Vasiliki, che qui a Milano ha messo radici, ma non ha dimenticato le sue origini.

Il locale è super accogliente, lo staff cordiale, simpatico e sempre disponibile a offrire consigli e raccontare un po' di storia dei piatti.

Se vi aspettate la classica moussaka o la semplice insalata di feta, vi sbagliate di grosso. Da Vasiliki proverete le pietanze più insolite e saporite che vi sia mai capitato, con un'ampia scelta sia di carne che di pesce.

Imperdibili i calamari fritti con marmellata di barbabietola e maionese di seppie, ma anche il polpo con cipolline caramellate o le due insalate che nulla hanno a che vedere con le tristi insalate cui siamo abituati (quella Vecchia Atene, a base di merluzzo, e quella di zucchine).

Anche la carta dei vini e dei liquori è rigorosamente made in Grecia e non delude, anzi. Noi abbiamo fatto poi rifornimento di liquori digestivi speziati nello shop online.

Il locale dispone di due sale, una vista strada più classica e una al piano di sotto (quella in foto) con un grande bancone per le tavolate più numerose. In ogni caso, è possibile prenotare un'intera sala e definire un menù degustazione che accontenti tutti.

Frades Porto Cervo Milano

Frades Porto Cervo

Se cercate un angolo di Sardegna nel cuore di Milano (in via Mazzini) questo posto è l'ideale.

Frades è un'insegna già molto nota a Porto Cervo che da poco ha aperto anche in città e propone un menù alla carta di prelibatezze tipicamente isolane, come i Culurgiones o i Maloreddus, ma anche un menù degustazione che segue la stagionalità degli ingredienti.

Imperdibili i Sandwiches di triglia con maionese al lentisco, ma anche i tacos in diverse varianti per spizzicare in attesa della portata principale.

Il locale è ampio e suddiviso in tre sale, di cui una dedicata proprio alle cene più riservate con una tavolata da dodici coperti e bancone per gli show cooking dello Chef Roberto Paddeu, uno dei tre fratelli che ha dato vita al progetto. Bellissima anche la sala delle tele realizzate a mano, così come tutti i cuscini che arredano gli spazi.

È possibile prenotare e in base al numero di persone scegliere in quale sala stare oppure prenotare l'intero locale (circa una cinquantina di coperti).

C'è anche un angolo bottega, dove acquistare alcune delle prelibatezze che la Sardegna ha da offrire, tra oli aromatizzati, salumi, formaggi, sughi e marmellate, oltre all'immancabile pane carasau.

Trattoria De Mibabbo

Trattoria La Cucina De' Mibabbo

Come avrete intuito dal nome, parliamo di una trattoria toscana, ma non pensate che questo voglia dire pane insipido. Tutt'altro.

Già solo la focaccia di Mibabbo che vi serviranno prima ancora di ordinare vi farà perdere la testa, per non parlare poi dei crostini di vario genere (tra cui gli immancabili fegatini, per gli amanti del genere).

Il menù poi prevede una lista di piatti a base di carne, ma anche primi sfiziosi e tartare.

Il locale, in piena zona Porta Romana, a due passi da via Muratori, è abbastanza grande ed è dotato di un soppalco in cui si trovano altri tavoli. Sì quindi a grandi tavolate o a gruppi più piccoli e ristretti.

La carta dei vini è ampia e tutta di ottima scelta.

Volemose bene

Osteria Volemose bene

Tra i locali tipicamente regionali non può mancarne uno dedicato alla cucina romana. L'Osteria Volemose bene è ormai un'istituzione a Milano.

In piena zona Moscova, questo locale vi trasporterà dritti nella capitale, per la location, il menù e persino per le t-shirt dello staff, ognuna con alle spalle un soprannome tipicamente romanesco.

Imperdibili i carciofi fritti, i fiori di zucca e il tagliere di salumi tipici. E poi il pezzo forte: le paste della tradizione. La nostra preferita resta in assoluto l'Amatriciana, ma a voi la scelta.

Il locale è piccolino, quindi vi consigliamo di prenotare con largo anticipo, anche se ora è possibile sedersi anche fuori, grazie ai funghi che riscaldano il dehor su strada.

Trattoria Burlagiò

Trattoria Burlagiò

Chiudiamo la parentesi regionale con la cucina milanese, forse quella che più si presta al freddo e all'atmosfera natalizia (in fondo il burro serve a creare grasso per scaldarsi, no?).

A Rozzano, poco fuori Milano, c'è un posto che è un'istituzione: la Trattoria Burlagiò (che in dialetto milanese indica qualcuno che è caduto rovinosamente) è il classico ristorantino in cui sentirsi a casa e uscire a pancia piena e soddisfatti.

Dal risotto con l'ossobuco all'orecchia di elefante (enorme!) alla guancia di maiale «che si taglia con un grissino» - come diceva una vecchia pubblicità sul tonno, ma sono dettagli - qui tutto è da provare.

Il consiglio è di ordinare un po' di tutto e di dividere tra commensali, in modo da poter assaggiare ogni piatto (anche perché le porzioni sono davvero abbondanti).

Buonissimi anche i dolci.

Spirit de Milan

Spirit de Milan

Siete un gruppo piccolo e cercate un posto in cui cenare, divertirvi e magari conoscere gente nuova? O, al contrario, siete un gruppo numeroso ma non avete voglia di prenotare un intero locale e preferite una situazione più informale con lunghe tavolate? Lo Spirit de Milan è l'ideale in entrambi i casi.

La Fabbrica de la Sgagnosa infatti è composta da lunghe tavolate da 16 persone (che diventano da 8 con le disposizioni Covid in vigore).

Qualora il vostro gruppo non fosse in numero sufficiente a occupare un tavolo intero, vi siederete vicino ad altri avventori.

Ogni sera, poi, è previsto uno spettacolo di musica dal vivo per proseguire la serata tra le danze.

Il menù comprende piatti della tradizione lombarda (dai pizzoccheri alla polenta al risotto) e una lunga lista di vini, liquori, distillati e cocktail.

God Save the Food

God Save the Food

Tra le proposte non poteva mancare anche quella adatta a chi, anche in vista del Natale e di tutte le cene che lo precedono, preferisce un ristorante che promuove un menù con una variegata scelta di piatti healthy.

Parliamo di God Save the Food, insegna ormai super nota a Milano che vanta ben quattro location, a partire dalla primissima in via Tortona, grazie al successo della quale sono nate tutte le altre sparse per la città.

Un locale semplice, dallo stile minimal e accogliente, perfetto anche per un aperitivo leggero prima di una cena più corposa o - come dicevamo - anche per una cena più salutare, ma non per questo priva di gusto grazie a un al menù internazionale, con le ormai famose wok, i club sandwich da abbinare ai centrifugati di frutta e verdura oppure ad un calice di vino.

Il mannarino

Il Mannarino

Funziona così: prenotate il vostro tavolo in uno dei tre locali di Milano; arrivate lì, andate al banco e scegliete la carne che preferite (noi consigliamo le bombette - involtini di carne - in tutte le loro varianti da dividere palla al centro), i contorni e le cose da bere (c'è una bella selezione di birre); accomodatevi al tavolo e aspettate che Il Mannarino ve le arrostisca sul momento.

Questo locale nasce infatti dalla passione per la carne di due giovani amici con il sogno di rinobilitare l’antica “arte” della macelleria. Hanno origine così le tre macellerie di quartiere con cucina sparse per Milano (più una ad Arcore), che propongono carni allevate rispettando i diritti degli animali, selezionate in Italia e nel mondo da fornitori altamente qualificati, con una forte attenzione alla sostenibilità.

Da pochissimo, poi, Il Mannarino ha inserito in menù anche una selezione accurata di formaggi e salumi che vede coinvolti oltre 100 produttori italiani.

Pizzeria Cocciuto

Cocciuto

Nella lista dei locali e ristoranti in cui organizzare una cena di Natale coi colleghi non poteva mancare la pizzeria.

Per l'occasione, però, vi proponiamo Cocciuto, insegna nata da poco che ha già raggiunto quota tre ristoranti in tutta Milano: in via Bergognone, in corso di Porta Romana e in via Melzo.

Tutti e tre i locali sono ampi e arredati con gusto in stile urban, ma con un tocco di eleganza che non è così scontato trovare in una pizzeria.

Il menù poi è non è limitato alle pizze, ma comprende anche primi e secondi.

Ovviamente la regina è la pizza, proposta in diverse varianti che soddisferanno ogni tipo di palato e che non resteranno certo sullo stomaco grazie a un impasto a doppia lievitazione, maturato 30 ore e ingredienti provenienti da eccellenze e presidi Slow Food.

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10 ristoranti italiani da provare a Milano

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Tra nuove aperture, trattorie contemporanee e indirizzi storici: una guida aggiornata dei migliori ristoranti italiani a Milano

Se sognate i sapori genuini dei (buoni) ristoranti italiani Milano ha di che farvi contenti.

Laboratorio gastronomico in costante movimento, Milano tiene comunque molto alle sue origini e ai sapori della tradizione e accanto ai grandi classici che hanno fatto la storia della ristorazione cittadina, nascono nuovi progetti capaci di riportare al centro il valore della cucina italiana fatta bene, delle ricette di casa e delle materie prime.

Ecco una selezione di ristoranti italiani a Milano da provare, tra locali di recente apertura e indirizzi iconici, posti da segnare in agenda per chi cerca autenticità, identità e qualità.

I ristoranti italiani a Milano da provare

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Veramente Milano

Veramente

Nel cuore di Brera nasce il progetto firmato da Gianmarco Venuto e Filippo Sironi, già founder de Il Mannarino. Il payoff “Abitudini Italiane” racconta perfettamente lo spirito del locale: un luogo pensato per far sentire gli ospiti a casa, tra atmosfere da salotto anni Settanta e Ottanta, cucina ampia a vista e piatti che parlano di memoria collettiva.

In carta si trovano grandi classici come la parmigiana di melanzane, gli spaghettoni alla Nerano con provolone del Monaco (buonissimi), i pici fatti in casa al ragù mantecati al tavolo e l’arancina alla milanese ripiena di ossobuco e gremolada. E poi i dolci, fatti in casa. Alla prima visita d'obbligo il gelato alla vaniglia servito dal carrello e personalizzabile con crunch e topping. 

Via Palermo, 11

Sandì

In zona Città Studi si trova una delle aperture più interessanti e recenti di questi ultimi mesi. Un progetto coerente, curato nei dettagli e nella proposta gastronomica. La cucina attinge alle tradizioni regionali italiane con una dichiarata influenza francese. Tra i piatti più riusciti spiccano la zuppa imperiale con aringa affumicata, la tarte di cipolle con puntarelle, la verza ripiena di maiale e gamberi e il cordon bleu di lombata. La formula pranzo rende il locale particolarmente competitivo anche nei giorni feriali.

Via Francesco Hayez, 13

CreDa Milano

CreDa

CreDa nasce dall’incontro tra Crescenzo Morlando e Dario Pisani, due chef campani che hanno trasformato la cucina partenopea in un progetto gastronomico riconoscibile. L’atmosfera è informale, con banco gastronomia e sala dal gusto rétro, tra stoviglie d’epoca e dettagli recuperati nei mercatini. In menu spiccano piatti simbolo come parmigiana di melanzane, friarielli, polpette al ragù di “nonna Maria”, la celebre pasta e patate e la pasta “con voto”, arricchita dai ricci di mare. Tutto è disponibile anche da asporto, senza perdere identità e qualità.

Via Orti, 12

Trattoria all'Antica

Un nome che è già una dichiarazione d’intenti. Trattoria All’Antica riporta in primo piano la cucina italiana tradizionale, fatta di porzioni generose, ricette riconoscibili e un’atmosfera che privilegia la convivialità. Il ristorante si trova a due passi dal parco Solari, quasi ad angolo con quella via Savona che ha visto nascere e morire nel giro di poco tanti locali. La cucina di Lucio Conti, però, sa il fatto suo. Qui si viene per mangiare piatti rassicuranti, preparati con rispetto delle stagioni e delle materie prime, in un contesto che conserva il sapore delle trattorie di una volta, reinterpretato con sobrietà contemporanea. Un menù stampato ogni giorno, con alcune proposte fisse come la cotoletta - alta, con l'osso - e il risotto e altre che variano a seconda della disponibilità e qualità del prodotto. E una lista dei vini da enoteca specializzata.

Via Montevideo, 4

Al vecchio porco Milano

Al Vecchio Porco

Un’osteria lombarda dichiaratamente carnivora, dove il maiale diventa protagonista anche nell’arredo, tra oggetti a tema, scritte ironiche e atmosfera calda. Al Vecchio Porco è un'istituzione in città, qui capita spesso di incontrare volti noti che cercano un rifugio in cui sentirsi a casa. Gli ingredienti punta su piatti tradizionali ben eseguiti: salumi di qualità, risotti stagionali, paste rustiche e secondi di carne costruiscono una proposta concreta e coerente. La taverna sotterranea è ideale per cene conviviali e occasioni speciali.

Via Messina, 8

Speciale Osteria

Una trattoria in chiave contemporanea, dall'ambiente curato ma che mette subito a proprio agio. Uno staff cordiale ed efficiente e una cucina sincera e curata. Il menù è stagionale, con alcuni piatti sempre disponibili e altri che cambiano durante l'anno. Ad accomunarli, l'idea che la tradizione possa essere sempre attuale pur senza snaturarla. Dai pizzoccheri alle tagliatelle al ragù, dal galletto alla guancia - tenerissima - fino ai dolci. Nei dessert si riassume la cura per i dettagli e l'autenticità di questo locale: cannoncini alla crema serviti su un trenino di legno, il tiramisù cremosissimo portato al tavolo e servito direttamente con una sorta di cazzuola, la tarte tatin d'altri tempi.

Via Pastrengo, 11

Sant Ambroeus Milano

St. Ambroeus

St. Ambroeus tra i ristoranti italiani a Milano è senza dubbio uno dei nomi simbolo della tradizione. Un indirizzo che attraversa generazioni mantenendo uno stile riconoscibile, fatto di eleganza discreta e cucina italiana borghese. Tra colazioni iconiche, pranzi di lavoro e piatti storici, resta una tappa obbligata per chi cerca un’esperienza classica, curata e senza tempo.

Corso Giacomo Matteotti, 7

Trattoria del Ciumbia

In via Fiori Chiari, nel cuore di Brera, si trova questo locale che rappresenta uno dei primi investimenti - riusciti - di Leonardo Maria Del Vecchio nella ristorazione. Un luogo che unisce design e tradizione. Il progetto di interni firmato Dimorestudio richiama le storiche trattorie milanesi degli anni Sessanta, tra boiserie in noce, bancone in peltro e dettagli rétro. In cucina l’executive chef Paolo Rollini propone una lettura contemporanea della tradizione lombarda: risotto alla monzese, costoletta alta, trippa, lumache valtellinesi, insieme a reinterpretazioni come la lasagnetta al bollito e i mondeghili in foglia di verza.

Via Fiori Chiari, 32

Autem Milano

Autem

Gli spaghetti in bianco più buoni che vi capiterà di mangiare (a Milano, ma non solo). Autem lavora sull’equilibrio tra tecnica e identità, da sempre tratti distintivi della cucina dello chef Luca Natalini. Il progetto ruota intorno a una cucina italiana moderna, pulita nei sapori e precisa nelle esecuzioni, con grande attenzione alla qualità degli ingredienti e alla costruzione dei piatti. L’ambiente è essenziale ed elegante, con la cucina a vista e all'ingresso, ad accogliere i commensali. Un menù che, salvo alcuni piatti come gli spaghetti in bianco, appunto, cambia continuamente nel rispetto della stagionalità e reperibilità degli ingredienti. Una scelta che fa sì che ogni cena (o pranzo) da Autem possa essere un'esperienza sempre diversa.

Via Serviliano Lattuada, 2

Il Luogo di Aimo e Nadia

Un’istituzione della cucina italiana contemporanea. Il Luogo di Aimo e Nadia rappresenta uno dei massimi esempi di alta cucina legata al territorio e alla biodiversità italiana. La filosofia del ristorante si fonda sulla valorizzazione delle eccellenze regionali, raccontate attraverso piatti che uniscono ricerca, tecnica e memoria gastronomica. Una tradizione che gli chef Alessandro Negrini e Fabio Pisani portano avanti con consapevolezza, esperienza e passione. Un’idea di eleganza sobria e profonda, che ha reso questo indirizzo un punto di riferimento internazionale.

Via Privata Raimondo Montecuccoli, 6

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Cioccolata, salmone e... 5 cibi da mangiare contro la tristezza

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Dalla cioccolata calda al pesce azzurro: ecco cosa mangiare per essere più felici e contrastare la tristezza invernale

A volte per migliorarsi l'inverno basta sapere cosa mangiare per essere più felici.

Con le giornate corte e il freddo pungente, infatti, l’umore può risentirne più di quanto pensiamo. Non è solo una sensazione passeggera: per molte persone l’inverno porta con sé stanchezza mentale, malinconia e una sorta di rallentamento emotivo che gli esperti chiamano winter blues (cioè tristezza invernale).

La buona notizia è che, accanto a uno stile di vita equilibrato, anche ciò che mettiamo nel piatto può fare la differenza nel nostro umore. 

L’alimentazione, infatti, non influisce solo sul corpo ma ha un ruolo diretto anche sul benessere mentale, sull’energia e sulla stabilità dell’umore. Alcuni cibi, più di altri, possono infatti diventare veri alleati nei mesi più bui dell’anno.

**A che ora cenare in inverno per restare in forma e in salute**

**Come non ammalarsi questo inverno? 8 cibi anti-influenza**

Cosa mangiare per essere più felici

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Bridget Jones piumino

Cioccolata calda fatta in casa

Il cioccolato viene inserito istintivamente al primo posto quando si cerca cosa mangiare per essere più felici - giustamente: non è solo una coccola, ma un alimento con effetti positivi documentati sull’umore. Consumarlo con moderazione può aiutare a sentirsi più sereni grazie alla sua ricchezza di polifenoli, potenti antiossidanti che contribuiscono a ridurre i livelli di cortisolo, l’ormone dello stress.

Inoltre, il cacao è una fonte naturale di prebiotici, fibre che nutrono il microbiota intestinale: un intestino in salute è sempre più spesso associato a un miglior equilibrio emotivo.

Per beneficiare di queste proprietà, è importante scegliere cioccolato con almeno l’85% di cacao e limitarsi a piccole quantità quotidiane, meglio ancora se sotto forma di una cioccolata calda preparata in casa, calda e avvolgente.

Salmone e pesce azzurro

Il pesce grasso è uno degli alimenti più studiati per il benessere mentale. Salmone, sgombro, sardine e trota sono ricchi di omega-3, acidi grassi essenziali per il funzionamento del cervello.

Questi nutrienti hanno proprietà antinfiammatorie e interagiscono con i neurotrasmettitori coinvolti nella regolazione dell’umore. Inserire una o due porzioni di pesce azzurro a settimana può aiutare a contrastare la sensazione di apatia e affaticamento mentale tipica dei mesi invernali.

Per chi non ama il pesce, una valida alternativa può essere rappresentata da noci e semi di chia, anch’essi fonti vegetali di omega-3.

Cereali integrali

Pane integrale, avena, riso integrale, quinoa e farro sono spesso sottovalutati, ma svolgono un ruolo chiave nel supporto del benessere mentale. I cereali integrali sono ricchi di fibre, vitamine del gruppo B e antiossidanti, nutrienti fondamentali per il sistema nervoso.

Contengono inoltre triptofano, un amminoacido necessario per la produzione di serotonina, l’ormone che contribuisce alla sensazione di felicità. Grazie al loro basso indice glicemico, rilasciano energia in modo graduale, evitando i picchi e i cali che possono influire negativamente sull’umore.

Inserirli regolarmente nei pasti aiuta a sentirsi più equilibrati e concentrati durante la giornata.

Frutti di bosco

Mirtilli, lamponi e more sono un concentrato di benefici. Ricchi di flavonoidi, aiutano a proteggere il cervello dallo stress ossidativo e dall’infiammazione, due fattori collegati anche ai disturbi dell’umore.

Forniscono vitamina C e fibre, utili per la regolazione della glicemia e dell’energia mentale. Le ricerche suggeriscono che i mirtilli, in particolare, possano supportare memoria e concentrazione, aiutando a contrastare la tipica tristezza invernale.

Consumati sotto forma di composta calda, magari a colazione o come dessert leggero, diventano un alleato ideale durante l’inverno.

Frutta secca e granola

Mandorle, noci, anacardi e pistacchi sono una fonte preziosa di grassi buoni, vitamine e minerali fondamentali per il cervello. La frutta secca contiene triptofano, magnesio e vitamine del gruppo B, tutti nutrienti coinvolti nei meccanismi che regolano l’umore.

Consumata con regolarità, in quantità moderate, può contribuire a migliorare la risposta allo stress e a sostenere le funzioni cognitive.

Inserita in una granola fatta in casa, diventa una colazione nutriente e appagante, perfetta per iniziare le giornate invernali con più energia.

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«Non tutte le barrette proteiche fanno bene, ecco come sceglierle»: parola agli esperti

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Le barrette proteiche non sono tutte uguali. Gli esperti ci spiegano come riconoscere quelle che fanno bene da quelle che sono solo snack

Negli ultimi anni, specie per chi fa una vita sportiva, la ricerca di proteine è diventata una piacevole ossessione. Così, il mondo dei cibi a base proteica si sono diffusi enormemente, creando un'offerta vastissima di barrette proteiche dove sembra quasi impossibile trovare quelle davvero salutari.

Il loro essere in formato “snack” le ha portate con successo ovunque: dalle farmacie (che per primi le hanno adottate) ai supermercati, fino addirittura ai negozi di articoli da regalo e igiene per la casa.

Le barrette proteiche sono un oceano nel quale è facile perdersi, per questo abbiamo gettato un salvagente chiedendo a figure con grande esperienza nel campo (nella nutrizione con grande vita sportiva) per comprendere meglio cosa scegliere quando le compriamo, partendo subito a gamba tesa su tutto ciò che sarebbe meglio evitare.

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barrette proteiche da evitare

Quali sono le barrette proteiche da evitare?

«La prima importante “red flag” è il contenuto proteico» ci racconta la dietista Elisa Rosso «se navighiamo sotto i 15 grammi di proteine per barretta, non è così proteica, è quindi più che altro uno snack». L’altro aspetto da considerare sono gli zuccheri. «Se ne trovate più di 10 o 12 grammi in totale di zuccheri, che equivale già a un cucchiaio di zucchero, c’è già di certo un rapporto poco equilibrato». È concorde anche il nutrizionista sportivo Marco Tancredi, che sottolinea l’importanza di guardare sempre ai grammi totali di prodotto: «È importante fare attenzione al peso della barretta, guardando i valori percentuali, facendo occhio poi che non abbia un’alta dose di grassi, in genere sopra il 10%. Farei attenzione anche all’eccessiva presenza di sciroppi che rendono il prodotto più gustoso, ma meno utile allo scopo».

Vanno bene anche per chi non fa fitness?

Tendenzialmente sì. Ma se usati come “alternativa rapida” a spuntini in mancanza di alternative. «Chi per vari motivi ha bisogno di un surplus di proteine, può usarlo come approccio d’emergenza» racconta Elisa Rosso «ma spesso ne fanno uso persone che magari non fanno sport ma che hanno bisogno di prendere peso, magari concentrando l’uso di barrette in un periodo specifico dell'anno. Con l’aiuto di uno specialista, si va a inquadrare ogni singola posizione. «Può essere molto utile a chi è non più giovanissimo» racconta Marco Tancredi «in modo tale da tutelare la tonicità muscolare e alcuni processi fisiologici dovuti all’avanzare dell’età, a prescindere che faccia sport o meno».

quali barrette proteiche scegliere

Da quali valori ingredienti si riconosce una barretta di valore?

«È importante controllare l’origine delle proteine: possono essere di origine animale, come le proteine del siero del latte o dall’uovo, oppure di origine vegetale, come quelle che arrivano dai legumi e dalla frutta secca» spiega Marco Tancredi. «La barretta va guardata in base al “valore” che può dare a noi che la mangiamo: ad esempio se una persona è in definizione per "vedere" meglio la propria muscolatura, non consiglierei una barretta con più di 250 calorie o magari considererei una possibilità che molti escludono, ovvero quello di mangiarne solo metà» chiarisce Elisa Rosso.

Le barrette proteiche più “sane” sono quelle meno buone?

«Supponendo che una barretta sia come la stiamo descrivendo finora, ovvero con pochi zuccheri e pochi grassi, ecco, magari potrebbe risultare meno golosa. Ma la domanda da farsi è un’altra e la trovo più interessante» spiega Marco Tancredi «non è che forse il sapore di una barretta risulta buono o cattivo se le nostre abitudini alimentari sono buone o cattive? È chiaro che una persona abituata a ingerire cibi molto zuccherati e molti grassi, troverà alcune barrette meno buone». «Il mercato delle barrette è sconfinato, basta fare un po’ di tentativi e saper scegliere, anche perché è molto soggettivo» chiarisce invece Elisa Rosso «ormai però ci sono barrette equiparabili a dolci veramente dolci in termini di gusto, pur essendo molto più contenuti negli zuccheri, quindi basta provare».

migliori barrette proteiche

Qual è la differenza con le barrette energetiche?

«Se parliamo di barrette energetiche» spiega Marco Tancredi «sono tendenzialmente ricche di carboidrati e spesso sono utilizzate da chi fa endurance, ovvero attività sportiva per un tempo prolungato, integrando per non avere cali di energie. Mangiarle durante l’allenamento fornisce energia sul breve e medio termine e permettono di non avere cali di zuccheri». «Consiglio di fare attenzione alle barrette non proteiche che magari si pongono come “barrette light” o “sostitutive del pasto”» racconta Elisa Rosso «spesso queste barrette “vestite per la dieta” hanno pochissimi nutrienti utili. Se bisogna fare attenzione a quelle proteiche, bisogna fare ancora più attenzione a quelle che non lo sono».

Se le barrette proteiche sono poco digeribili

«Le proteine del latte isolate o idrolizzate sono in genere quelle più assimilabili» spiega Elisa Rosso «ma la differenza vera, anche se è un discorso soggettivo, la fanno i dolcificanti. Lo dico perché alcuni tipi di dolcificanti, in base alle quantità, potrebbero diventare lassativi. Quindi io spesso prediligo quelli con zucchero o miele rispetto ai dolcificanti che finiscono in -oli, ma ovviamente è sempre personale. A quel punto meglio una barretta digeribile anche se meno “leggera”: la tolleranza intestinale è un fattore importante».

barrette proteiche se non fai sport

Si possono fare da soli?

«Assolutamente sì» spiega Marco Tancredi «si possono fare con fiocchi d’avena, proteine del siero del latte, burro di arachidi o mandorle, latte e miele. Ci sono parecchie ricette davvero valide on line, vale la pena fare dei tentativi». «È molto più facile fare quelle da “endurance”, da integrare negli allenamenti lunghi, fatte con avena, riso soffiato, datteri, frutta secca o essiccata, tritati con il miele e conservate in frigo» spiega Elisa Rosso «quelle proteiche possono essere fatte addirittura anche con l’albume. Diciamo che è un ottimo modo per risparmiare e avere controllo sugli ingredienti, quindi perché non provare?»

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Altro che integratori! Ecco gli alimenti da inserire nella dieta per sostenere la salute in modo naturale

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Dalle vitamina al magnesio: ecco i nutrienti fondamentali per la salute da assumere attraverso una dieta varia ed equilibrata

Negli ultimi anni abbiamo imparato a guardare alla salute con occhi diversi: meno scorciatoie, più consapevolezza. E così, accanto a una crescente offerta di integratori, cresce anche una domanda semplice ma cruciale: è davvero necessario ricorrere a capsule e polveri, o possiamo sostenere la salute partendo da ciò che mettiamo ogni giorno nel piatto?

Sempre più esperti concordano su un punto: quando l’alimentazione è varia, bilanciata e ricca di nutrienti, il cibo resta la prima e più efficace forma di prevenzione.

Alcuni micronutrienti, in particolare, svolgono un ruolo chiave nel supportare il sistema immunitario, il metabolismo e il benessere generale. E la buona notizia è che si trovano in alimenti comuni, accessibili e spesso già presenti nella nostra cucina.

**5 superfood che fanno super-bene alla salute**

Il punto non è “mai integratori”, ma prima il cibo

Parlare di salute naturale non significa demonizzare gli integratori, ma rimetterli nel loro giusto contesto. In presenza di carenze diagnosticate o esigenze specifiche, possono essere utili, e comunque sempre dopo una consultazione medica.

Ma nella quotidianità, un’alimentazione ricca, colorata e varia resta lo strumento più potente che abbiamo.

Prima di cercare la soluzione in una pillola, vale la pena guardare il piatto: spesso è lì che si nasconde la risposta più semplice (e più efficace) per prenderci cura del nostro benessere psicofisico ogni giorno.

**5 trucchetti per mangiare meglio (senza che il gusto ne risenta)**

(Continua sotto la foto) 

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Omega 3: grassi “buoni” per cuore e cervello

Gli omega 3 sono tra i nutrienti più citati quando si parla di benessere a lungo termine. Contribuiscono alla salute cardiovascolare, supportano la funzione cerebrale e aiutano a modulare i processi infiammatori dell’organismo.

Gli alimenti che ne sono più ricchi sono i pesci grassi – come salmone, sgombro, sardine e alici – ma anche alcune fonti vegetali, tra cui noci, semi di lino e semi di chia. Consumati regolarmente, inseriti in un’alimentazione equilibrata, possono ridurre il bisogno di integrazioni esterne, soprattutto in assenza di carenze specifiche.

Vitamina C: molto più di un alleato contro i malanni

Spesso associata solo ai mesi invernali, la vitamina C è in realtà fondamentale tutto l’anno. Supporta il sistema immunitario, favorisce l’assorbimento del ferro e contribuisce alla protezione delle cellule dallo stress ossidativo, con effetti positivi sulla salute generale.

Agrumi, kiwi, fragole, peperoni, broccoli e verdure a foglia verde ne sono ottime fonti. Il consiglio è consumarli freschi e poco lavorati, perché la vitamina C è sensibile al calore e alla conservazione prolungata.

Vitamina D: il nutriente che unisce sole e alimentazione

La vitamina D è essenziale per la salute delle ossa, dei muscoli e del sistema immunitario. Il nostro corpo la produce grazie all’esposizione solare, ma l’alimentazione può contribuire in modo significativo, soprattutto nei mesi in cui il sole scarseggia.

Si trova in alimenti come pesce grasso, uova, latte e yogurt fortificati. Inserirli regolarmente nella dieta aiuta a mantenere livelli adeguati, riducendo il ricorso automatico agli integratori, che andrebbero valutati solo in caso di reale necessità.

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Selenio: un piccolo minerale, un grande supporto

Il selenio è un oligoelemento spesso sottovalutato, ma fondamentale per il corretto funzionamento della tiroide e per la protezione delle cellule dai danni ossidativi. Svolge un ruolo importante nel mantenimento della salute metabolica e immunitaria.

Le noci del Brasile ne sono una delle fonti più concentrate, ma si trova anche in pesce, uova, cereali integrali e legumi. Bastano quantità moderate, inserite con regolarità, per coprire il fabbisogno quotidiano.

Magnesio: equilibrio per muscoli, nervi ed energia

Il magnesio è coinvolto in centinaia di reazioni biochimiche nel nostro organismo. Aiuta a regolare la funzione muscolare e nervosa, contribuisce alla produzione di energia e sostiene l’equilibrio emotivo, con effetti positivi anche sulla salute mentale.

È presente in alimenti come verdure a foglia verde, legumi, frutta secca, semi, cereali integrali e cacao amaro. Una dieta ricca di questi cibi può aiutare a prevenire quella sensazione di stanchezza diffusa che spesso porta a cercare soluzioni rapide sotto forma di integratori.

Zinco: un alleato silenzioso del sistema immunitario

Lo zinco contribuisce alla normale funzione del sistema immunitario e alla sintesi proteica. È importante per la salute della pelle, dei capelli e delle unghie, oltre che per la capacità dell’organismo di rispondere agli stress esterni.

Si trova in alimenti come semi di zucca, legumi, cereali integrali, latticini e carne. Anche in questo caso, la varietà alimentare è la chiave per garantirne un apporto adeguato.