La ricetta estiva per eccellenza? La caprese! 6 trucchi per prepararne una perfetta

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Pomodoro, mozzarella, basilico e olio EVO: ma siete sicuri di saper preparare una caprese come si deve? Ecco 6 trucchi per riuscirci

La caprese è la ricetta estiva per eccellenza, ma siete sicuri di saperla preparare bene?

I pochissimi ingredienti e la preparazione velocissima infatti rendono il procedimento essenziale per ottenere un risultato perfetto.

Ecco dunque i 6 trucchi per mettere in tavola una caprese indimenticabile.

6 trucchi per preparare la caprese perfetta

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La mozzarella: bufala o vaccina?

La ricetta classica prevede mozzarella fiordilatte, perché il suo sapore più delicato ha un bilanciamento migliore con pomodoro e olio extravergine. 

Fondamentale ovviamente è la scelta di una mozzarella che sia freschissima, buona, tenera e succosa.

Per un occhio di riguardo oltre che al gusto alla salute, meglio scegliere una mozzarella come Armonia, di Brimi (foto qui sotto), realizzata con latte 100% dell'Alto Adige senza OGM, che contiene il 40% di sale e grassi in meno rispetto alla media dei prodotti simili sul mercato.

Tirate fuori la mozzarella dal frigorifero per tempo

La temperatura ideale per la mozzarella è a temperatura ambiente.

Una volta affettata, tamponate le fette con carta da cucina per eliminare il liquido in eccesso.

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Quali pomodori scegliere

L'estate è la stagione giusta per trovare pomodori buonissimi, quindi non sceglieteli a caso.

I migliori per la caprese sono i cuori di bue o quelli qualità fiascona: in entrambi i casi selezionateli ben maturi ma ancora croccanti.

Ricordatevi di scolare i pomodori

Una volta tagliati i pomodori, fateli asciugare un po’ per eliminare l’acqua in eccesso.

Il sale va solo sui pomodori

Il sale va aggiunto solo ai pomodori e mai messo sulla mozzarella.

Il tocco finale

Lasciate da parte le variazioni: il basilico ha un ruolo non solo decorativo, ma fondamentale per l'equilibrio del risultato finale. 

Sceglietelo fresco e spezzettatelo con le mani.

Va aggiunto poco prima di servire la caprese (per non farlo annerire), appena dopo aver completato il piatto con un giro di olio rigorosamente extra vergine di oliva.

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In cerca di ricette sfiziose per Natale (e non solo)? Idee e miti da sfatare sul Cotechino Modena IGP

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Il piatto delle Feste per eccellenza vi stupirà: ecco perché.

Non è Capodanno senza il Cotechino con le lenticchie, un abbinamento tradizionale che, se mangiato alla mezzanotte, si dice porti fortuna e prosperità per l'anno nuovo.

Ma allora perché concederselo solo durante le Feste? Il Cotechino Modena IGP è un ottimo prodotto italiano che si presta perfettamente anche a ricette gourmet, da servire non solo durante la stagione fredda, soprattutto perché meno calorico di quanto si pensi.

In cerca di ricette sfiziose per Natale (e non solo)? Idee e miti da sfatare sul Cotechino Modena IGP

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Ogni anno, arriva puntuale il momento di scegliere il menu per il pranzo di Natale e il cenone di Capodanno. L’usanza (ma anche l’indubitabile bontà e gusto) vuole che il Cotechino sia sempre e comunque presente a tavola e, per abitudine, siamo soliti proporlo con i classici abbinamenti lenticchie e purea di patate. 

Ma per stupire parenti e amici sappiate che ci sono ricette raffinate e innovative che combinano insieme tradizione e modernità.

Proprio il Consorzio di tutela Zampone e Cotechino Modena IGP – che oggi conta 13 aziende, tra i principali produttori dei due prodotti insigniti dell’ambito riconoscimento “Indicazione Geografica Protetta” – ha deciso di lanciare una sfida ai consueti luoghi comuni.

E così, grazie al coinvolgimento dello chef Luca Marchini del ristorante stellato L’erba del Re di Modena, sono venuti fuori piatti insoliti e originali come il Cotechino croccante accompagnato con zabaione semi salato, cipolle all’aceto balsamico di Modena ed emulsione oppure la Pasta all’uovo con un ragù di Zampone, fondo bruno e cioccolato fondente.

Ricette che fanno venire l’acquolina ancora prima di sentire il profumino che sprigionano in pentola e – ottima notizia! – contrariamente ai pregiudizi, si possono gustare senza grandi sensi di colpa. Sì perché il Cotechino ha meno calorie di quanto si pensi: un etto corrisponde a circa 250 calorie, un apporto inferiore a quello di un piatto di pasta scondita ed equivalente a quello di una mozzarella. 

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Altro mito da sfatare: il colesterolo è presente in quantità simili a quello contenuto nel pollo o nella spigola e comunque inferiori a quelle presenti in tanti alimenti che consumiamo abitualmente come le uova, frutti di mare o formaggio grana.

Questo prodotto dalla lunga storia e tradizione – una miscela di carni suine ottenute dalla muscolatura striata, grasso suino, cotenna, sale e pepe intero e/o a pezzi – rispetto al passato, ha visto ridursi il contenuto di grassi e sodio e oggi è in linea con i suggerimenti della moderna scienza nutrizionale.

Lo dicono gli esperti, e in particolare le recenti analisi dell’Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione (ex INRAN ora CREA NUT): il Cotechino non solo ha un elevato contenuto di proteine nobili e un moderato contenuto di grassi (perché persi in parte con la cottura) ma anche più grassi insaturi rispetto a quelli saturi ed è ricco di vitamine del gruppo B e di minerali, soprattutto ferro e zinco.

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Si tratta poi di un prodotto costantemente controllato proprio perché tutelato da un Consorzio, ormai attivo da oltre 20 anni, che ne garantisce la produzione nel territorio previsto dal disciplinare (Modena, Ferrara, Ravenna, Rimini, Forlì-Cesena, Bologna, Reggio Emilia, Parma, Piacenza, Cremona, Lodi, Pavia, Milano, Varese, Como, Lecco, Bergamo, Brescia, Mantova, Verona e Rovigo), secondo l’originale e tradizionale ricetta (determinati ingredienti, proporzioni e spezie) e rispettando precise caratteristiche qualitative (colore, sapore e soprattutto un contenuto minimo di proteine e massimo di grassi).

E poi, ultimo ma non per importanza, da considerare la velocità di preparazione di questo piatto. Quanto quella di un piatto di pasta, tra ebollizione e cottura: proprio così. Grazie al packaging in alluminio della versione precotta, che richiede una cottura in acqua bollente, ci vogliono solo 20 minuti. Quindi, cos’altro aspettare? Se già state sognando un bel piatto di Cotechino fumante, il conto alla rovescia è già partito e da questo momento avrete meno di un quarto d’ora per sbizzarrivi!

Se volete cimentarvi in ricette alternative con il Cotechino Modena IGP – un prodotto la cui origine risale addirittura al Cinquecento – potete consultare la sezione ricette del sito web del Consorzio con un’ampia serie di proposte che vanno dal brunch all’aperitivo. 

Pubblicazione finanziata con la Legge Regionale dell’Emilia-Romagna n. 16/95