Quali sono i biscotti Mulino Bianco più buoni: ecco la classifica

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Abbiamo assaggiato 15 tipi di biscotti Mulino Bianco alla ricerca del più buono (anche nell'inzuppo): vi passiamo la classifica completa

Iniziano i primi freddi e tra una felpa di cotone e una coperta leggera, abbiamo sentito il bisogno di creare una guida ai biscotti più buoni presenti nei supermercati.

Il panorama è così ricco di alternative da perderci la testa, così ci siamo concentrati sull'azienda italiana sinonimo di biscotti per eccellenza: la Mulino Bianco, che da sola con la sua gamma di prodotti ci permetteva di accontentare i gusti di tutti per varietà di forme, ingredienti, consistenze e sapori.

Questa nostra classifica, realizzata da un gruppo di golosi della redazione di Grazia.it, non si è accontentata di assaggiare 15 diversi biscotti tra i più famosi e venduti in Italia, ma ha anche simulato diversi tipi di colazione: li abbiamo immersi nel latte freddo e caldo, nel caffè, nel tè e nel cappuccino.

Per ognuno di questi assaggi abbiamo espresso un voto numerico e qui vi presentiamo i risultati insieme alle calorie per biscotto.

Come ci piace dire spesso, è stato un duro lavoro, ma qualcuno doveva pur farlo.

«  I Pan di Stelle non fanno più parte dei biscotti del Mulino Bianco, in quanto ora sono un brand a sé »

Ecco la classifica in ordine inverso dei 15 biscotti Mulino Bianco più buoni in commercio. E no, non ci sono i Pan di Stelle. La cosa ha stupito molto anche noi, ma quando abbiamo chiesto i prodotti a Barilla per la prova comparativa, l'ufficio stampa ci ha fatto sapere che i meravigliosi frollini al cioccolato non fanno più parte dei biscotti del Mulino Bianco, in quanto ora sono un brand a sé.

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Quindicesimo posto per i Nascondini

Chiudete gli occhi e immaginate dei biscotti di pastafrolla con all'interno cioccolato da mordere.

Esistono davvero e si chiamano Nascondini.

Pensati per l'inzuppo, al nostro palato sono apparsi quanto di più vicino allo snack per bambini, lasciandoci perplessi sulla loro natura di biscotto.

Sono adatti a chi cerca una consistenza... diversa dal solito. 

Calorie per biscotto: 59kcal

molinetti

Quattordicesimo posto per i Molinetti

I Molinetti sono biscotti frollini con grano saraceno e zucchero di canna e una forma del tutto inconfondibile.

Meno golosi di altri biscotti in gara, puntano tutto sull'essere incredibilmente grandi e croccanti.

Nonostante le buone premesse e quel suo voler riportare a un senso artigianale del biscotto, la proposta non ci ha fatto impazzire di gioia.

Adatto a chi cerca sostanza (anche senza l'inzuppo).

Calorie per biscotto: 70kcal

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Tredicesimo posto per i Buongrano 

Qui troverete solo farina integrale e quella promessa non è solo scritta sulla confezione ma si sente prepotente anche nel gusto.

Come potete immaginare, la grana del biscotto è buonissima se immersa nel tè caldo e nel caffè, ma ci sono piaciuti anche nel latte caldo.

Nel confronto con gli altri biscotti, lo abbiamo trovato meno forte nell'assaggio a secco. 

Calorie per biscotto: 36kcal

tarallucci

Dodicesimo posto per i Tarallucci 

Lo sapete già: i Tarallucci sono frollini realizzati con uova fresche dall'aspetto inconfondibile.

Guardarli è come un viaggio nel tempo dell'infanzia, ricordando con il loro caratteristico profumo quelli buoni fatti in casa.

La fama però non corrisponde, una volta assaggiato, al nostro attuale entusiasmo.

Assomiglia a quei vecchi amori ai quali pensi con nostalgia ma alla fine, preferisci che rimangano nel passato.

Calorie per biscotto: 41kcal

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Undicesimo posto per i Chicchi di Cioccolato

Sorprendenti e ben diversi dai classici canoni del biscotto, i Chicchi di cioccolato si presentano nella linea dei salutistici dalla confezione verde.

Sono di fatto poveri di grassi, ma senza rinunciare al gusto.

Siamo rimasti davvero colpiti dalla consistenza del biscotto, ma in maniera diversa: c'è chi l'ha accolto con grande entusiasmo e chi invece non l'ha apprezzato perché molto diverso da tutti gli altri.

È senza dubbio un prodotto che divide ma non lascia indifferenti.

Calorie per biscotto: 42kcal

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Decimo posto per il Biscottone

Avete presente i biscotti di pasticceria?

La pastafrolla friabile del Biscottone spinge l'acceleratore sulle dimensioni (è il biscotto più grande tra quelli che abbiamo provato) e sul prolungare il piacere dell'inzuppo.

È evidente, con quel suo sapore molto zuccherato, la volontà di renderlo nella forma e nell'impasto, ideale per l'immersione nel latte caldo.

È lì (e solo lì) che mostra il suo profilo migliore.

Calorie per biscotto: 91kcal

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Nono posto per i Rigoli 

Per chi vuole un gusto tipicamente invernale e una forma più che classica, non può che scegliere i Rigoli.

Con la presenza di miele, danno sapore a qualsiasi inzuppo, specie (com'è ovvio) nel latte.

Leggeri e molto friabili, confezionati non in sacchetto ma allineati in un pacchetto, è come una fotografia del passato.

La consigliamo a chi cerca ricordi familiari e un profumo accogliente. È un biscotto che potremmo definire zen.

Calorie per biscotto: 33kcal

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Ottavo posto per i Ritornelli

Entriamo nel campo dei biscotti che ci sono da una vita, che ci mancavano e che abbiamo riaccolto a braccia aperte.

Questi adorabili frollini con mandorla e cacao sono un vero trionfo di gusto.

La consistenza è adorabile sia a secco che in vari inzuppi, con sfumature diverse di sapore a caldo e a freddo.

Immerso nel latte, lascia con le sue "briciole" in superficie un marchio indelebile, dando sapore al latte.

Se state cercando il gusto con la gì maiuscola, è il prodotto che fa per voi.

Calorie per biscotto: 59kcal

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Settimo posto per i Galletti

È una pastafrolla senza uova. su ogni biscotto c'è marchiato un gallo dei venti e come in un gioiello prezioso, si trovano sempre tanti piccoli granelli di zucchero.

Quel biscotto che tutti abbiamo mangiato, è un gioiello di estetica che incontra un gusto speciale.

I Galletti non sono solo croccanti, ideali per l'inzuppo nel latte e nel caffè caldo, ma sono anche leggeri dal punto di vista calorico.

Il bilanciamento di tutti questi elementi lo rende ai nostri palati... speciale.

Calorie per biscotto: 28kcal

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Sesto posto agli Abbracci 

Basta solo nominarli e si comincia a sognare.

Imitatissimi nella loro formulazione metà panna e metà cacao, gli abbracci sono frollini golosi e divertenti da trovare in tavola durante la prima colazione.

Mordo prima il cacao o prima la panna? C'è chi in giuria preferisce gusti più decisi e univoci, ma perché scegliere se puoi avere tutto?

Sono stati apprezzati molto nell'assaggio a secco e nel latte caldo. Irrinunciabili.

Calorie per biscotto: 54kcal

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Quinto posto per gli Spicchi di sole

Per descriverli basta dire: frollini con burro e uova.

Chi cerca una colazione nutriente è nel posto giusto perché qui, con gli Spicchi di sole, non si scende a compromessi.

Dopo averli mangiati vorresti che il gusto di quei biscotti rimanesse sotto il tuo palato per sempre.

Quando si parla di biscotti veri, «come una volta» ma che mantengono un gusto e una consistenza attualissimo ancora oggi, ecco, non si può non parlare di loro. Pazzeschi.

Calorie per biscotto: 54kcal

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Quarto posto per le Campagnole

A un passo dal podio troviamo le Campagnole, frollini con crema di riso al latte e farina di riso.

Sulla carta chi di noi non le aveva mai assaggiate ha storto un po' il naso, ma appena assaggiate sono una potenza di gusto che lascia a bocca aperta.

È un sogno mangiarli immersi nel latte freddo, un'esplosione di sapore che ci ha sorpresi e fatto innamorare di questo prodotto. Cambiatevi la vita, assaggiatele.

Calorie per biscotto: 59kcal

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Terzo posto per i Batticuori 

La cioccolata, si sa, è la cioccolata. Tra i biscotti golosi della Mulino Bianco, i Batticuori sono senza dubbio quelli che ci hanno colpito di più.

Il motivo non è solo nella presenza del cacao in tutto il biscotto, ma la consistenza perfetta, che accoglie tanto latte (come se fosse una spugna) e in un morso croccante il mondo diventa bellissimo.

Uno degli aspetti da non trascurare è la difficoltà nello staccarsi dal prodotto. Più ne mangi, più ne vuoi. Amore puro.

Calorie per biscotto: 46kcal

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Secondo posto per le Macine 

Le Macine, frollino con panna fresca nella sua tipica forma con il buco al centro, sono perfetti non solo nella forma, ma anche nel gusto.

È come andare sulle montagne russe: raggiungono il loro punto più alto di piacevolezza quando vengono immersi nel latte e assaporati sotto il palato.

Ogni biscotto rimane in bocca per più tempo di altri prodotti con quella grana così buona, aumentando l'esperienza di gusto per tanto tempo.

È un frollino che gratifica... e talvolta nei momenti di sconforto della nostra vita, fa anche compagnia.

Calorie per biscotto: 63kcal

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Primo posto per i Girotondi

Facciamo un lungo respiro per urlare al mondo: che buoni!

I Girotondi, con la presenza di zucchero di canna in superficie e con la loro particolare forma simile a un mulino, sono la perfezione assoluta in ogni tipo di assaggio: aprite la scatola e un profumo riempirà tutta la stanza, ne mangerete uno e guarderete il cielo ringraziando di esistere e di esser vivi, negli inzuppi non ha mai punti deboli.

Non si spezza, non si sbriciola, rimane sempre croccante e porta con sé latte, caffè, tè e qualsiasi altra preparazione dentro le tue labbra.

Nel corso della storia molti si sono chiesti se l'uomo o la donna perfetta esista davvero. Nel dubbio, sappiate che i biscotti perfetti esistono e si chiamano Girotondi Mulino Bianco.

Calorie per biscotto: 40kcal

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Cioccolata, salmone e... 5 cibi da mangiare contro la tristezza

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Dalla cioccolata calda al pesce azzurro: ecco cosa mangiare per essere più felici e contrastare la tristezza invernale

A volte per migliorarsi l'inverno basta sapere cosa mangiare per essere più felici.

Con le giornate corte e il freddo pungente, infatti, l’umore può risentirne più di quanto pensiamo. Non è solo una sensazione passeggera: per molte persone l’inverno porta con sé stanchezza mentale, malinconia e una sorta di rallentamento emotivo che gli esperti chiamano winter blues (cioè tristezza invernale).

La buona notizia è che, accanto a uno stile di vita equilibrato, anche ciò che mettiamo nel piatto può fare la differenza nel nostro umore. 

L’alimentazione, infatti, non influisce solo sul corpo ma ha un ruolo diretto anche sul benessere mentale, sull’energia e sulla stabilità dell’umore. Alcuni cibi, più di altri, possono infatti diventare veri alleati nei mesi più bui dell’anno.

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Cosa mangiare per essere più felici

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Cioccolata calda fatta in casa

Il cioccolato viene inserito istintivamente al primo posto quando si cerca cosa mangiare per essere più felici - giustamente: non è solo una coccola, ma un alimento con effetti positivi documentati sull’umore. Consumarlo con moderazione può aiutare a sentirsi più sereni grazie alla sua ricchezza di polifenoli, potenti antiossidanti che contribuiscono a ridurre i livelli di cortisolo, l’ormone dello stress.

Inoltre, il cacao è una fonte naturale di prebiotici, fibre che nutrono il microbiota intestinale: un intestino in salute è sempre più spesso associato a un miglior equilibrio emotivo.

Per beneficiare di queste proprietà, è importante scegliere cioccolato con almeno l’85% di cacao e limitarsi a piccole quantità quotidiane, meglio ancora se sotto forma di una cioccolata calda preparata in casa, calda e avvolgente.

Salmone e pesce azzurro

Il pesce grasso è uno degli alimenti più studiati per il benessere mentale. Salmone, sgombro, sardine e trota sono ricchi di omega-3, acidi grassi essenziali per il funzionamento del cervello.

Questi nutrienti hanno proprietà antinfiammatorie e interagiscono con i neurotrasmettitori coinvolti nella regolazione dell’umore. Inserire una o due porzioni di pesce azzurro a settimana può aiutare a contrastare la sensazione di apatia e affaticamento mentale tipica dei mesi invernali.

Per chi non ama il pesce, una valida alternativa può essere rappresentata da noci e semi di chia, anch’essi fonti vegetali di omega-3.

Cereali integrali

Pane integrale, avena, riso integrale, quinoa e farro sono spesso sottovalutati, ma svolgono un ruolo chiave nel supporto del benessere mentale. I cereali integrali sono ricchi di fibre, vitamine del gruppo B e antiossidanti, nutrienti fondamentali per il sistema nervoso.

Contengono inoltre triptofano, un amminoacido necessario per la produzione di serotonina, l’ormone che contribuisce alla sensazione di felicità. Grazie al loro basso indice glicemico, rilasciano energia in modo graduale, evitando i picchi e i cali che possono influire negativamente sull’umore.

Inserirli regolarmente nei pasti aiuta a sentirsi più equilibrati e concentrati durante la giornata.

Frutti di bosco

Mirtilli, lamponi e more sono un concentrato di benefici. Ricchi di flavonoidi, aiutano a proteggere il cervello dallo stress ossidativo e dall’infiammazione, due fattori collegati anche ai disturbi dell’umore.

Forniscono vitamina C e fibre, utili per la regolazione della glicemia e dell’energia mentale. Le ricerche suggeriscono che i mirtilli, in particolare, possano supportare memoria e concentrazione, aiutando a contrastare la tipica tristezza invernale.

Consumati sotto forma di composta calda, magari a colazione o come dessert leggero, diventano un alleato ideale durante l’inverno.

Frutta secca e granola

Mandorle, noci, anacardi e pistacchi sono una fonte preziosa di grassi buoni, vitamine e minerali fondamentali per il cervello. La frutta secca contiene triptofano, magnesio e vitamine del gruppo B, tutti nutrienti coinvolti nei meccanismi che regolano l’umore.

Consumata con regolarità, in quantità moderate, può contribuire a migliorare la risposta allo stress e a sostenere le funzioni cognitive.

Inserita in una granola fatta in casa, diventa una colazione nutriente e appagante, perfetta per iniziare le giornate invernali con più energia.

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«Non tutte le barrette proteiche fanno bene, ecco come sceglierle»: parola agli esperti

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Le barrette proteiche non sono tutte uguali. Gli esperti ci spiegano come riconoscere quelle che fanno bene da quelle che sono solo snack

Negli ultimi anni, specie per chi fa una vita sportiva, la ricerca di proteine è diventata una piacevole ossessione. Così, il mondo dei cibi a base proteica si sono diffusi enormemente, creando un'offerta vastissima di barrette proteiche dove sembra quasi impossibile trovare quelle davvero salutari.

Il loro essere in formato “snack” le ha portate con successo ovunque: dalle farmacie (che per primi le hanno adottate) ai supermercati, fino addirittura ai negozi di articoli da regalo e igiene per la casa.

Le barrette proteiche sono un oceano nel quale è facile perdersi, per questo abbiamo gettato un salvagente chiedendo a figure con grande esperienza nel campo (nella nutrizione con grande vita sportiva) per comprendere meglio cosa scegliere quando le compriamo, partendo subito a gamba tesa su tutto ciò che sarebbe meglio evitare.

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barrette proteiche da evitare

Quali sono le barrette proteiche da evitare?

«La prima importante “red flag” è il contenuto proteico» ci racconta la dietista Elisa Rosso «se navighiamo sotto i 15 grammi di proteine per barretta, non è così proteica, è quindi più che altro uno snack». L’altro aspetto da considerare sono gli zuccheri. «Se ne trovate più di 10 o 12 grammi in totale di zuccheri, che equivale già a un cucchiaio di zucchero, c’è già di certo un rapporto poco equilibrato». È concorde anche il nutrizionista sportivo Marco Tancredi, che sottolinea l’importanza di guardare sempre ai grammi totali di prodotto: «È importante fare attenzione al peso della barretta, guardando i valori percentuali, facendo occhio poi che non abbia un’alta dose di grassi, in genere sopra il 10%. Farei attenzione anche all’eccessiva presenza di sciroppi che rendono il prodotto più gustoso, ma meno utile allo scopo».

Vanno bene anche per chi non fa fitness?

Tendenzialmente sì. Ma se usati come “alternativa rapida” a spuntini in mancanza di alternative. «Chi per vari motivi ha bisogno di un surplus di proteine, può usarlo come approccio d’emergenza» racconta Elisa Rosso «ma spesso ne fanno uso persone che magari non fanno sport ma che hanno bisogno di prendere peso, magari concentrando l’uso di barrette in un periodo specifico dell'anno. Con l’aiuto di uno specialista, si va a inquadrare ogni singola posizione. «Può essere molto utile a chi è non più giovanissimo» racconta Marco Tancredi «in modo tale da tutelare la tonicità muscolare e alcuni processi fisiologici dovuti all’avanzare dell’età, a prescindere che faccia sport o meno».

quali barrette proteiche scegliere

Da quali valori ingredienti si riconosce una barretta di valore?

«È importante controllare l’origine delle proteine: possono essere di origine animale, come le proteine del siero del latte o dall’uovo, oppure di origine vegetale, come quelle che arrivano dai legumi e dalla frutta secca» spiega Marco Tancredi. «La barretta va guardata in base al “valore” che può dare a noi che la mangiamo: ad esempio se una persona è in definizione per "vedere" meglio la propria muscolatura, non consiglierei una barretta con più di 250 calorie o magari considererei una possibilità che molti escludono, ovvero quello di mangiarne solo metà» chiarisce Elisa Rosso.

Le barrette proteiche più “sane” sono quelle meno buone?

«Supponendo che una barretta sia come la stiamo descrivendo finora, ovvero con pochi zuccheri e pochi grassi, ecco, magari potrebbe risultare meno golosa. Ma la domanda da farsi è un’altra e la trovo più interessante» spiega Marco Tancredi «non è che forse il sapore di una barretta risulta buono o cattivo se le nostre abitudini alimentari sono buone o cattive? È chiaro che una persona abituata a ingerire cibi molto zuccherati e molti grassi, troverà alcune barrette meno buone». «Il mercato delle barrette è sconfinato, basta fare un po’ di tentativi e saper scegliere, anche perché è molto soggettivo» chiarisce invece Elisa Rosso «ormai però ci sono barrette equiparabili a dolci veramente dolci in termini di gusto, pur essendo molto più contenuti negli zuccheri, quindi basta provare».

migliori barrette proteiche

Qual è la differenza con le barrette energetiche?

«Se parliamo di barrette energetiche» spiega Marco Tancredi «sono tendenzialmente ricche di carboidrati e spesso sono utilizzate da chi fa endurance, ovvero attività sportiva per un tempo prolungato, integrando per non avere cali di energie. Mangiarle durante l’allenamento fornisce energia sul breve e medio termine e permettono di non avere cali di zuccheri». «Consiglio di fare attenzione alle barrette non proteiche che magari si pongono come “barrette light” o “sostitutive del pasto”» racconta Elisa Rosso «spesso queste barrette “vestite per la dieta” hanno pochissimi nutrienti utili. Se bisogna fare attenzione a quelle proteiche, bisogna fare ancora più attenzione a quelle che non lo sono».

Se le barrette proteiche sono poco digeribili

«Le proteine del latte isolate o idrolizzate sono in genere quelle più assimilabili» spiega Elisa Rosso «ma la differenza vera, anche se è un discorso soggettivo, la fanno i dolcificanti. Lo dico perché alcuni tipi di dolcificanti, in base alle quantità, potrebbero diventare lassativi. Quindi io spesso prediligo quelli con zucchero o miele rispetto ai dolcificanti che finiscono in -oli, ma ovviamente è sempre personale. A quel punto meglio una barretta digeribile anche se meno “leggera”: la tolleranza intestinale è un fattore importante».

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Si possono fare da soli?

«Assolutamente sì» spiega Marco Tancredi «si possono fare con fiocchi d’avena, proteine del siero del latte, burro di arachidi o mandorle, latte e miele. Ci sono parecchie ricette davvero valide on line, vale la pena fare dei tentativi». «È molto più facile fare quelle da “endurance”, da integrare negli allenamenti lunghi, fatte con avena, riso soffiato, datteri, frutta secca o essiccata, tritati con il miele e conservate in frigo» spiega Elisa Rosso «quelle proteiche possono essere fatte addirittura anche con l’albume. Diciamo che è un ottimo modo per risparmiare e avere controllo sugli ingredienti, quindi perché non provare?»

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Altro che integratori! Ecco gli alimenti da inserire nella dieta per sostenere la salute in modo naturale

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Dalle vitamina al magnesio: ecco i nutrienti fondamentali per la salute da assumere attraverso una dieta varia ed equilibrata

Negli ultimi anni abbiamo imparato a guardare alla salute con occhi diversi: meno scorciatoie, più consapevolezza. E così, accanto a una crescente offerta di integratori, cresce anche una domanda semplice ma cruciale: è davvero necessario ricorrere a capsule e polveri, o possiamo sostenere la salute partendo da ciò che mettiamo ogni giorno nel piatto?

Sempre più esperti concordano su un punto: quando l’alimentazione è varia, bilanciata e ricca di nutrienti, il cibo resta la prima e più efficace forma di prevenzione.

Alcuni micronutrienti, in particolare, svolgono un ruolo chiave nel supportare il sistema immunitario, il metabolismo e il benessere generale. E la buona notizia è che si trovano in alimenti comuni, accessibili e spesso già presenti nella nostra cucina.

**5 superfood che fanno super-bene alla salute**

Il punto non è “mai integratori”, ma prima il cibo

Parlare di salute naturale non significa demonizzare gli integratori, ma rimetterli nel loro giusto contesto. In presenza di carenze diagnosticate o esigenze specifiche, possono essere utili, e comunque sempre dopo una consultazione medica.

Ma nella quotidianità, un’alimentazione ricca, colorata e varia resta lo strumento più potente che abbiamo.

Prima di cercare la soluzione in una pillola, vale la pena guardare il piatto: spesso è lì che si nasconde la risposta più semplice (e più efficace) per prenderci cura del nostro benessere psicofisico ogni giorno.

**5 trucchetti per mangiare meglio (senza che il gusto ne risenta)**

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Omega 3: grassi “buoni” per cuore e cervello

Gli omega 3 sono tra i nutrienti più citati quando si parla di benessere a lungo termine. Contribuiscono alla salute cardiovascolare, supportano la funzione cerebrale e aiutano a modulare i processi infiammatori dell’organismo.

Gli alimenti che ne sono più ricchi sono i pesci grassi – come salmone, sgombro, sardine e alici – ma anche alcune fonti vegetali, tra cui noci, semi di lino e semi di chia. Consumati regolarmente, inseriti in un’alimentazione equilibrata, possono ridurre il bisogno di integrazioni esterne, soprattutto in assenza di carenze specifiche.

Vitamina C: molto più di un alleato contro i malanni

Spesso associata solo ai mesi invernali, la vitamina C è in realtà fondamentale tutto l’anno. Supporta il sistema immunitario, favorisce l’assorbimento del ferro e contribuisce alla protezione delle cellule dallo stress ossidativo, con effetti positivi sulla salute generale.

Agrumi, kiwi, fragole, peperoni, broccoli e verdure a foglia verde ne sono ottime fonti. Il consiglio è consumarli freschi e poco lavorati, perché la vitamina C è sensibile al calore e alla conservazione prolungata.

Vitamina D: il nutriente che unisce sole e alimentazione

La vitamina D è essenziale per la salute delle ossa, dei muscoli e del sistema immunitario. Il nostro corpo la produce grazie all’esposizione solare, ma l’alimentazione può contribuire in modo significativo, soprattutto nei mesi in cui il sole scarseggia.

Si trova in alimenti come pesce grasso, uova, latte e yogurt fortificati. Inserirli regolarmente nella dieta aiuta a mantenere livelli adeguati, riducendo il ricorso automatico agli integratori, che andrebbero valutati solo in caso di reale necessità.

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Selenio: un piccolo minerale, un grande supporto

Il selenio è un oligoelemento spesso sottovalutato, ma fondamentale per il corretto funzionamento della tiroide e per la protezione delle cellule dai danni ossidativi. Svolge un ruolo importante nel mantenimento della salute metabolica e immunitaria.

Le noci del Brasile ne sono una delle fonti più concentrate, ma si trova anche in pesce, uova, cereali integrali e legumi. Bastano quantità moderate, inserite con regolarità, per coprire il fabbisogno quotidiano.

Magnesio: equilibrio per muscoli, nervi ed energia

Il magnesio è coinvolto in centinaia di reazioni biochimiche nel nostro organismo. Aiuta a regolare la funzione muscolare e nervosa, contribuisce alla produzione di energia e sostiene l’equilibrio emotivo, con effetti positivi anche sulla salute mentale.

È presente in alimenti come verdure a foglia verde, legumi, frutta secca, semi, cereali integrali e cacao amaro. Una dieta ricca di questi cibi può aiutare a prevenire quella sensazione di stanchezza diffusa che spesso porta a cercare soluzioni rapide sotto forma di integratori.

Zinco: un alleato silenzioso del sistema immunitario

Lo zinco contribuisce alla normale funzione del sistema immunitario e alla sintesi proteica. È importante per la salute della pelle, dei capelli e delle unghie, oltre che per la capacità dell’organismo di rispondere agli stress esterni.

Si trova in alimenti come semi di zucca, legumi, cereali integrali, latticini e carne. Anche in questo caso, la varietà alimentare è la chiave per garantirne un apporto adeguato.

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In cerca di ricette sfiziose per Natale (e non solo)? Idee e miti da sfatare sul Cotechino Modena IGP

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Il piatto delle Feste per eccellenza vi stupirà: ecco perché.

Non è Capodanno senza il Cotechino con le lenticchie, un abbinamento tradizionale che, se mangiato alla mezzanotte, si dice porti fortuna e prosperità per l'anno nuovo.

Ma allora perché concederselo solo durante le Feste? Il Cotechino Modena IGP è un ottimo prodotto italiano che si presta perfettamente anche a ricette gourmet, da servire non solo durante la stagione fredda, soprattutto perché meno calorico di quanto si pensi.

In cerca di ricette sfiziose per Natale (e non solo)? Idee e miti da sfatare sul Cotechino Modena IGP

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Ogni anno, arriva puntuale il momento di scegliere il menu per il pranzo di Natale e il cenone di Capodanno. L’usanza (ma anche l’indubitabile bontà e gusto) vuole che il Cotechino sia sempre e comunque presente a tavola e, per abitudine, siamo soliti proporlo con i classici abbinamenti lenticchie e purea di patate. 

Ma per stupire parenti e amici sappiate che ci sono ricette raffinate e innovative che combinano insieme tradizione e modernità.

Proprio il Consorzio di tutela Zampone e Cotechino Modena IGP – che oggi conta 13 aziende, tra i principali produttori dei due prodotti insigniti dell’ambito riconoscimento “Indicazione Geografica Protetta” – ha deciso di lanciare una sfida ai consueti luoghi comuni.

E così, grazie al coinvolgimento dello chef Luca Marchini del ristorante stellato L’erba del Re di Modena, sono venuti fuori piatti insoliti e originali come il Cotechino croccante accompagnato con zabaione semi salato, cipolle all’aceto balsamico di Modena ed emulsione oppure la Pasta all’uovo con un ragù di Zampone, fondo bruno e cioccolato fondente.

Ricette che fanno venire l’acquolina ancora prima di sentire il profumino che sprigionano in pentola e – ottima notizia! – contrariamente ai pregiudizi, si possono gustare senza grandi sensi di colpa. Sì perché il Cotechino ha meno calorie di quanto si pensi: un etto corrisponde a circa 250 calorie, un apporto inferiore a quello di un piatto di pasta scondita ed equivalente a quello di una mozzarella. 

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Altro mito da sfatare: il colesterolo è presente in quantità simili a quello contenuto nel pollo o nella spigola e comunque inferiori a quelle presenti in tanti alimenti che consumiamo abitualmente come le uova, frutti di mare o formaggio grana.

Questo prodotto dalla lunga storia e tradizione – una miscela di carni suine ottenute dalla muscolatura striata, grasso suino, cotenna, sale e pepe intero e/o a pezzi – rispetto al passato, ha visto ridursi il contenuto di grassi e sodio e oggi è in linea con i suggerimenti della moderna scienza nutrizionale.

Lo dicono gli esperti, e in particolare le recenti analisi dell’Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione (ex INRAN ora CREA NUT): il Cotechino non solo ha un elevato contenuto di proteine nobili e un moderato contenuto di grassi (perché persi in parte con la cottura) ma anche più grassi insaturi rispetto a quelli saturi ed è ricco di vitamine del gruppo B e di minerali, soprattutto ferro e zinco.

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Si tratta poi di un prodotto costantemente controllato proprio perché tutelato da un Consorzio, ormai attivo da oltre 20 anni, che ne garantisce la produzione nel territorio previsto dal disciplinare (Modena, Ferrara, Ravenna, Rimini, Forlì-Cesena, Bologna, Reggio Emilia, Parma, Piacenza, Cremona, Lodi, Pavia, Milano, Varese, Como, Lecco, Bergamo, Brescia, Mantova, Verona e Rovigo), secondo l’originale e tradizionale ricetta (determinati ingredienti, proporzioni e spezie) e rispettando precise caratteristiche qualitative (colore, sapore e soprattutto un contenuto minimo di proteine e massimo di grassi).

E poi, ultimo ma non per importanza, da considerare la velocità di preparazione di questo piatto. Quanto quella di un piatto di pasta, tra ebollizione e cottura: proprio così. Grazie al packaging in alluminio della versione precotta, che richiede una cottura in acqua bollente, ci vogliono solo 20 minuti. Quindi, cos’altro aspettare? Se già state sognando un bel piatto di Cotechino fumante, il conto alla rovescia è già partito e da questo momento avrete meno di un quarto d’ora per sbizzarrivi!

Se volete cimentarvi in ricette alternative con il Cotechino Modena IGP – un prodotto la cui origine risale addirittura al Cinquecento – potete consultare la sezione ricette del sito web del Consorzio con un’ampia serie di proposte che vanno dal brunch all’aperitivo. 

Pubblicazione finanziata con la Legge Regionale dell’Emilia-Romagna n. 16/95