I festival musicali più belli dell'estate

L’estate 2023 segna il ritorno in grande stile dei festival musicali, non solo i grandi eventi ormai noti ai più ma anche tante realtà tutte da scoprire che, coniugando musica, arte e territorio, diventano un’ecosistema unico che regala allo spettatore un “viaggio” indimenticabile.
Per un'estate sotto il palco (e le stelle), la stagione è ufficialmente aperta: dalla spiaggia alle Alpi passando per la Valle dei Templi, ecco i festival musicali più belli dell'estate.
I festival musicali più belli dell'estate 2023 in Italia ed Europa
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The Island Festival
Una destinazione unica: Pantelleria per un evento che unisce natura, benessere e musica all’insegna della sostenibilità, il festival infatti, sostenuto da Plenitude, sarà alimentato da energia proveniente anche da fonti rinnovabili, al fine di ridurre l’impatto sull’ambiente delle attività collegate al festival stesso.
Immancabile, oltre alla line-up (ossia il "programma" new gergo del festival) ricca di ospiti, il boat party su un catamarano a vela, vera e propria celebrazione del potere del vento. Una vera e propria festa tra rocce vulcaniche e mare cristallino.
Per chi: spiriti liberi e visionari
Da non perdere: Yoga fronte mare post nottata
Dove: Pantelleria, Italia
Quando: 1-4 giugno 2023
theislandfestival.net
Beky Bay
Non un solo festival, ma un' intera costellazione di eventi. Una delle poche arene italiane direttamente sulla spiaggia, con concerti vista mare (anche quest’anno riconosciuto Bandiera Blu per la pulizia delle sue acque) e piedi sulla sabbia.
Ormai tempio del punk rock, questo paradiso di musica e mare ospita a Giugno lo Slam Dunk Festival, la musica punk sbarca in Italia e lo fa in grande - un nome su tutti The Offspring. A Luglio invece e’ il momento del primo boutique festival, il Fake Fest. Una serata sulla spiaggia, tra concerti, djs e tante sorprese.
Per arrivare ad Agosto con l’ormai famoso Bay Festival, l’evento da non perdere per tutti gli amanti del rock.
Per chi: punk rockers di ieri, di oggi e di domani
Da non perdere: piadina e tuffo in piscina per l’immancabile Pool Party
Dove: Bellaria Igea Marina, Italia
Quando: varie date, calendario su bekybay.com
Montreux Jazz Festival
Un gioiello immerso nel verde della Svizzera sulle rive del Lago Lemano. Una line-up che vede l’alternarsi di pezzi di storia, Bob Dylan e Iggy Pop per citarne alcuni, a nomi di spicco del panorama jazz attuale, Jon Batiste and Buddy Guy e tantissimi altri nomi e nuove promesse.
Una commistione tra passato e futuro, che si alternano (per due settimane) all’interno di setting piccoli e raccolti per un’esperienza non solo musicale ma umana, che promette di regalare intense emozioni. Un festival capace di trasportare il pubblico in una una bolla senza tempo.
Per chi: cerca un antidoto contro la frenesia
Da non perdere: una delle tante jam session dalla terrazza vista lago
Dove: Montreaux, Svizzera Quando: 1-15 Luglio 2023
montreuxjazzfestival.com/
Nerversea Festival
Altro Festival, altro mare. Questa volta siamo nel regno della musica elettronica, un club a cielo aperto direttamente sul Mar Nero.
Quattro giorni e quattro notti per ballare sotto le stelle grazie ad una scaletta che alterna nomi ormai affermati come Steve Aoki e Lil Pump, ad artisti locali meno conosciuti ma non per questo meno capaci di fare ballare tutti, sarà solo l’alba a chiudere lo show.
Per chi: devoti della musica elettronica
Da non perdere: un saluto al sole dopo una notte che è ormai giorno
Dove: Costanza, Romania
Quando: 6-9 Luglio 2023
neversea.com
No Borders Music Festival
Tra due laghi e le Alpi, dove Italia, Austria e Slovenia si toccano e fanno da palcoscenico ad uno dei piu’ sorprendenti festival del panorama italiano.
No borders, come la musica che qui non ha ne’ confini ne’ genere. Diversi giorni per diversi artisti, dai Baustelle a Ben Harper, per una musica immersa nella natura come mezzo di comunicazione che supera i confini linguistici, etnici e geografici.
Per chi: non teme le grandi altezze e la grande musica
Da non perdere: una camminata o pedalata rigenerante (anche perché l’accesso alle aree dei concerti é possibile solo a piedi o in bicicletta)
Dove: Tarvisio, Italia
Quando: 1 Luglio - 30 Luglio 2023
Sonic Park Matera
Dove la musica si tinge di incanto. La Cava del Sole (patrimonio Unesco) diventa letteralmente il tempio dell’estate italiana e la musica si fa grande (Mika e Placebo tra i tanti) restando ancorata ai valori culturali del luogo con una speciale attenzione all’ambiente (rigorosamente vietata la plastica).
Per chi: vuole viaggiare su una macchina del tempo (con perfetta colonna sonora)
Da non perdere: il Museo Nazionale di Matera con un ingresso ridotto per chi accede al Festival
Dove: Cava del Sole, Matera, Italia
Quando: 15-30 Luglio 2023
sonicparkfestival.it/
Festivalle
Immersi nella cornice millenaria della Valle dei Templi (il parco archeologico più grande al mondo), la musica si tinge di magia tra le rovine classiche e i tramonti mediterranei.
Un’esperienza onirica, tra arte, sonorità jazz e contaminazioni contemporanee. Mito e realtà si mescolano così come i generi, da Jeff Mills (unica data italiana) all’hip hop e funk (C'mon Tigre), poi disco music italiana con Pino D’Angiò e poi si vola in Etiopia con Mulatu Astatke, iconico artista jazz.
Per chi: vuole un'esperienza mitologica
Da non perdere: il tramonto rosso fuoco ai pedi del Tempio di Dioniso
Dove: Valle dei Templi, Agrigento, Italia
Quando: 3-6 Agosto 2023
festivalle.it
Rock en Seine
Nell'incredibile Parc de Saint-Cloud alle porte di Parigi, progettato dal famoso giardiniere francese André Le Notre. Letteralmente "Rock sulla Senna".
Estate, musica, Parigi cosa si può aggiungere? Sicuramente i grandi nomi che passano ogni anno da questo festival che riesce però a restare più intimo rispetto ai suoi vicini europei.
Tra boschi, giardini e fontane si esibiranno Florence and The Machine, The Strokes, The Chemical Brothers e tanti altri.
Per chi: amanti dei grandi Festival senza la grande ressa
Da non perdere: cantare Nothing Compares 2 U salendo la famosa scalinata del video di Sinead O’Connor
Dove: Parc de Saint-Cloud, Parigi, Francia
Quando: 25-27 Agosto 2023
rockenseine.com/
Boardmasters
Sulla costa della Cornovaglia affacciato sull’Oceano Atlantico, un festival che offre musica (indie, rock e dance), surf, yoga, competizioni di skate e un boutique camping da fare invidia ad alberghi blasonati.
Perfetto per ballare sulla musica di Lorde e sentirsi un po’ inglesi insieme a Liam Gallagher ma anche per infinite camminate fino al classico pub sulla scogliera.
Per chi: amanti di Virginia Woolf e Liam Gallagher (a volte convivono)
Da non perdere: un giro sulla ruota panoramica vista oceano
Dove: Boardmasters, Newquay, Cornwall
Quando: 9-13 August 2023
boardmasters.com
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4 cose da sapere sullo show di Bad Bunny al Super Bowl

Non è stato solo uno degli halftime show più attesi degli ultimi anni: quello di Bad Bunny al Super Bowl 2026 è stato uno show, un racconto a più livelli, pensato per essere guardato, ascoltato e - soprattutto - decifrato.
Mentre il mondo ballava davanti allo schermo, sul palco prendeva forma uno spettacolo che parlava di identità, appartenenza, memoria e amore, usando la musica come linguaggio universale e i dettagli come chiave di lettura.
Perché se è vero che l’halftime show del Super Bowl è uno dei palcoscenici pop più potenti al mondo, è altrettanto vero che Bad Bunny lo ha usato come spazio narrativo, politico ed emotivo.
Ecco allora quattro cose che, forse, vi siete persi dello show che ha fatto ballare (e riflettere) oltre 125 milioni di spettatori.
Cos'ha reso incredibile lo show di Bad Bunny al Super Bowl
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1. Tutti i cameo di altre star (e perché non erano semplici apparizioni)
Durante Yo Perreo Sola, sotto il tetto colorato della casita portoricana ricostruita sul campo, a ballare non c’erano solo i dancer professionisti. Pedro Pascal, Cardi B, Karol G, Jessica Alba, Young Miko e persino Alix Earle sono apparsi come parte integrante della scena.
Non semplici celebrity cameo, ma una dichiarazione visiva di unità latina (e non solo).
A loro si sono aggiunti due ospiti musicali chiave: Lady Gaga e Ricky Martin. Lady Gaga ha cantato una versione in salsa di Die With a Smile, trasformando uno dei brani pop più celebri degli ultimi anni in un inno latino, prima di ballare con Bad Bunny sulle note di Baile Inolvidable. Ricky Martin, invece, ha portato sul palco Lo que le pasó a Hawái, in un momento carico di memoria e significato.
2. Il vero matrimonio celebrato sul palco
Tra i momenti più sorprendenti dello show, ce n’è stato uno che molti hanno scambiato per una semplice coreografia: il matrimonio. E invece era tutto reale. Una coppia si è davvero sposata durante la performance, come confermato dallo staff dell’artista.
Secondo quanto emerso dopo lo show, marito e moglie avevano inizialmente invitato Bad Bunny alle loro nozze. È stato lui a ribaltare la storia, invitandoli a dirsi sì davanti al pubblico del Super Bowl.
Un gesto simbolico, che ha trasformato lo spettacolo in una celebrazione collettiva dell’amore; personale, ma anche universale.
3. Il numero 64 sulla maglia (e il suo significato)
A colpire molti spettatori è stata anche la maglia da football bianca firmata Zara, con il cognome “Ocasio” e il numero 64. Un dettaglio apparentemente semplice, che ha acceso subito le interpretazioni online.
Non esiste una conferma ufficiale, ma il riferimento più citato riguarda l’uragano Maria e il primo bilancio delle vittime comunicato nel 2017. Un modo, silenzioso ma potente, per ricordare una ferita ancora aperta per Porto Rico.
Un esempio perfetto del linguaggio di Bad Bunny, che sceglie spesso i simboli al posto dei discorsi espliciti.
4. Il messaggio finale di Bad Bunny agli spettatori
Il cuore dello show, però, era il messaggio. Pronunciato, scritto, mostrato. Alla fine della performance, Bad Bunny ha detto in inglese «God Bless America» (in italiano: Che Dio benedica l'America), elencando poi tutti i Paesi delle Americhe. Subito dopo, ha mostrato un pallone da football con la scritta: Together, we are America.
Non solo. Mentre i fuochi d’artificio illuminavano lo stadio, sul maxi schermo è apparsa un’ultima frase: The only thing more powerful than hate is love (in italiano: L'unica cosa più forte dell'odio è l'amore) Una citazione che riecheggia il suo discorso ai Grammy, quando aveva detto: «Non siamo selvaggi, non siamo animali, non siamo alieni. Siamo esseri umani e siamo americani».
In un halftime show che ha fatto la storia come primo principalmente in lingua spagnola, Bad Bunny ha ricordato a tutti che ballare può essere un atto politico. E che, a volte, i dettagli parlano più forte delle canzoni.
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Bad Bunny svela nuovi dettagli sull’halftime show del Super Bowl: «Sarà una grande festa»

Il conto alla rovescia è ufficialmente iniziato: l’8 febbraio, durante il Super Bowl 2026, Bad Bunny sarà al il centro della scena dell’halftime show, firmando un momento destinato a entrare nella storia della cultura pop.
Non solo perché sarà il primo spettacolo dell’intervallo interamente in lingua spagnola, ma perché promette di essere una celebrazione collettiva, più che una semplice esibizione.
Alla vigilia dell’evento, l’artista portoricano ha scelto di non alimentare i rumors su potenziali altri cantanti a sorpresa e apparizioni stellari. Durante la conferenza stampa dell’Apple Music Super Bowl LX Halftime Show ha sorriso e tagliato corto: «È una cosa che non vi dirò. Non so perché me l’abbiate chiesto». Una risposta ironica, che però dice molto della direzione scelta: niente hype costruito a tavolino, ma un racconto che parte dalle radici.
Cosa sappiamo sull’halftime show di Bad Bunny
Più che di guest star, Bad Bunny preferisce parlare di “ospiti” in senso profondo. «Ho un sacco di ospiti», ha spiegato. «Ci saranno la mia famiglia, i miei amici e tutta la comunità latina nel mondo che mi sostiene. Ci sono tantissime persone che mi supportano ovunque». Un’idea di palco che diventa spazio condiviso, dove la musica è prima di tutto connessione.
Il set durerà 13 minuti e, parola dell’artista, sarà all’insegna del movimento.
«Non voglio fare spoiler. Vi dico solo che sarà divertente, sarà semplice e la gente dovrà preoccuparsi solo di ballare».
Un invito diretto anche a chi guarda da casa: meno performance da analizzare, più corpo da lasciar andare. «Credo che non ci sia danza migliore di quella che nasce dal cuore» ha aggiunto la star.
Arrivato a questo momento dopo un weekend trionfale ai Grammy (tre premi, incluso Album of the Year per Debí Tirar Más Fotos) Bad Bunny ha raccontato di sentirsi soprattutto grato. «Sto cercando solo di godermelo. So che mi divertirò, e si divertiranno anche tutte le persone che lavorano con me», ha spiegato, sottolineando come la sua priorità resti quella di creare e connettersi, non di inseguire traguardi.
Non è la prima volta che Bad Bunny calca il palco del Super Bowl: nel 2020 era stato ospite dello show di Jennifer Lopez e Shakira. Ma questa volta è diverso.
«Non stavo cercando tutto questo» ha ammesso il cantante, aggiungendo: «Stavo cercando di riconnettermi con le mie radici, con la mia gente, con la mia storia e con la mia cultura».
E sarà proprio quella cultura, portata sul palco senza filtri, a rendere questo halftime show qualcosa di più di uno spettacolo: una festa globale, in cui – parole sue – il mondo potrà «ballare e stare bene, anche solo per una sera».
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Kate Middleton racconta la sua battaglia contro il cancro: «Ci sono stati momenti di paura ed esaurimento, ma anche di forza»

Ci sono momenti in cui una figura pubblica smette di essere solo un simbolo e diventa, improvvisamente, profondamente umana. È quello che è successo quando Kate Middleton ha scelto di raccontare, con parole semplici ma densissime, il lato più fragile del suo anno più difficile.
Dopo mesi lontana dai riflettori e una battaglia silenziosa contro il cancro, la principessa del Galles è tornata a parlare della sua malattia in occasione della Giornata mondiale contro il cancro, condividendo un messaggio che ha colpito per la sua autenticità.
In un video pubblicato su Instagram, Kate appare sorridente ma composta mentre incontra pazienti oncologici, famiglie e operatori sanitari. A colpire non è solo la sua presenza, ma il tono del messaggio che accompagna le immagini, un racconto che non cerca retorica né eroismi. «Nella Giornata mondiale contro il cancro, il mio pensiero va a tutte le persone che stanno affrontando una diagnosi, che sono in cura o che stanno cercando la propria strada verso la guarigione» dice.
E poi aggiunge una frase che racchiude il senso di tutto il suo percorso: «Il cancro tocca così tante vite; non solo quelle dei pazienti, ma anche quelle delle famiglie, degli amici e di chi cammina loro accanto».
Per Kate Middleton, oggi in remissione, la malattia non è stata un percorso lineare, e lo sottolinea con una lucidità che risuona in chiunque abbia vissuto un’esperienza simile. «Come chiunque abbia attraversato questo viaggio sa bene, non è lineare. Ci sono momenti di paura ed esaurimento. Ma anche momenti di forza, gentilezza e connessione profonda».
Parole che non edulcorano il dolore, ma lo collocano dentro una narrazione più ampia, fatta anche di solidarietà e speranza. «Per favore, sappiate che non siete soli» conclude.
**Il futuro della famiglia reale dipende tutto da Kate Middleton: lo dicono gli esperti**
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La battaglia di Kate Middleton contro il cancro e il suo ritorno alla vita pubblica
La storia clinica di Kate Middleton inizia nel gennaio 2024, con un intervento addominale che inizialmente non sembrava legato a una patologia oncologica. Solo in seguito, gli esami hanno rivelato la presenza di un tumore.
A marzo dello stesso anno, la principessa decide di rendere pubblica la diagnosi con un video che rompe il silenzio e chiarisce la necessità di allontanarsi temporaneamente dagli impegni ufficiali. «L’operazione è stata un successo» aveva spiegato allora, aggiungendo: «ma i test successivi hanno rilevato la presenza di un cancro. Il mio team medico mi ha quindi consigliato un ciclo di chemioterapia preventiva».
Un percorso che lei stessa ha definito «incredibilmente duro», concluso nel settembre 2024, e che ha portato, quattro mesi dopo, all’annuncio tanto atteso: la remissione. «È un sollievo essere ora in remissione e resto concentrata sulla mia ripresa» ha scritto nel gennaio 2025. «Serve tempo per adattarsi a una nuova normalità, ma guardo al futuro con speranza».
Nel frattempo, Kate Middleton ha scelto di trasformare l’esperienza personale in un impegno concreto, accettando il ruolo di Co-patrona del Royal Marsden, uno dei centri oncologici più importanti del Regno Unito. «Sostenendo la ricerca all’avanguardia e l’eccellenza clinica, e promuovendo il benessere dei pazienti e delle loro famiglie, possiamo salvare molte più vite e trasformare l’esperienza di chi affronta il cancro» aveva raccontato a riguardo.
Il ritorno alla vita pubblica è stato graduale e misurato. Nel corso del 2025, la principessa è riapparsa in occasioni simboliche come il Royal Garden Party, il Trooping the Colour e Wimbledon, segnando una presenza discreta ma significativa.
In questo nuovo capitolo di vita, Kate Middleton non si limita a essere una figura di rappresentanza. La sua voce si è trasformata in un punto di riferimento per chi vive la malattia lontano dai palazzi e dalle cerimonie. Non un racconto di invincibilità, ma di attraversamento: della paura, della stanchezza, e di quella forza silenziosa che spesso nasce proprio nei momenti più bui.
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Tutto quello che c'è da sapere sulla cerimonia di inaugurazione delle Olimpiadi Milano-Cortina

Non sarà solo l’inizio ufficiale dei Giochi Invernali, ma un vero e proprio racconto collettivo, pensato per parlare al mondo. La cerimonia di inaugurazione delle Olimpiadi Milano-Cortina promette di essere uno degli eventi simbolici più potenti del 2026: una celebrazione diffusa, contemporanea e profondamente identitaria, capace di unire sport, cultura e futuro.
Per la prima volta nella storia olimpica, l’apertura si svolgerà in due luoghi diversi, Milano e Cortina d’Ampezzo, in dialogo costante tra città e montagna, innovazione e tradizione.
Un’idea che non nasce solo da esigenze logistiche, ma da una scelta narrativa precisa: raccontare l’Italia come un sistema di territori interconnessi, capaci di parlare una lingua comune pur restando profondamente diversi.
Ed è proprio da qui che parte la forza simbolica delle Olimpiadi Miliano-Cortina, pensate non come evento centralizzato, ma come esperienza condivisa e plurale.
4 cose da sapere sulla cerimonia di apertura delle Olimpiadi Milano-Cortina
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Due città, un solo racconto
La grande novità dell’inaugurazione delle Olimpiadi Miliano-Cortina è la sua struttura senza precedenti.
Milano e Cortina ospiteranno due cerimonie parallele, collegate in tempo reale, che dialogheranno attraverso immagini, performance e passaggi simbolici. Da un lato lo Stadio di San Siro, emblema urbano e contemporaneo; dall’altro Cortina, cuore alpino e paesaggio iconico delle Dolomiti.
Non si tratta di una divisione, ma di una narrazione a due voci: la metropoli che guarda al futuro e la montagna che custodisce l’identità profonda del Paese. L’effetto sarà quello di un racconto corale, in cui le immagini si rincorrono e si completano, offrendo al pubblico internazionale una visione nuova dell’Italia, lontana dagli stereotipi ma fortemente riconoscibile.
Cosa vedremo davvero sul palco della cerimonia
La cerimonia di apertura sarà un grande spettacolo visivo e narrativo, costruito per parlare a un pubblico globale ma con un linguaggio profondamente italiano.
Al centro non ci sarà solo lo sport, ma una riflessione più ampia sui valori olimpici riletti in chiave contemporanea: inclusione, sostenibilità, dialogo tra culture e territori. Il racconto prenderà forma attraverso immagini simboliche e potenti, pensate per essere immediatamente leggibili anche da chi guarda dall’altra parte del mondo.
La natura avrà un ruolo centrale: montagne, ghiaccio, acqua e luce diventeranno elementi scenici e narrativi, richiamando il paesaggio alpino che ospita una parte fondamentale dei Giochi. Il rapporto tra uomo e ambiente, tema chiave delle Olimpiadi Miliano-Cortina, sarà raccontato come equilibrio da preservare, non come conquista, con una forte attenzione alla fragilità dei territori e alla responsabilità collettiva verso il futuro.
Le performance artistiche alterneranno danza, musica dal vivo e immagini immersive, creando veri e propri quadri narrativi capaci di attraversare epoche e linguaggi. Tradizione e contemporaneità dialogheranno senza nostalgia: il patrimonio culturale italiano verrà evocato attraverso gesti, suoni e atmosfere, più che tramite citazioni didascaliche.
L’obiettivo non è semplicemente stupire, ma costruire un immaginario condiviso, emotivo e riconoscibile, capace di restare nella memoria.
Tutti gli ospiti presenti
Come ogni grande evento olimpico, anche l’inaugurazione attirerà leader politici, capi di Stato, personalità istituzionali e celebrità internazionali. Milano e Cortina diventeranno per una sera il centro del mondo, con un parterre che riflette il peso simbolico delle Olimpiadi Miliano-Cortina sullo scenario globale.
Accanto alle delegazioni ufficiali, non mancheranno volti della cultura, della moda e dello spettacolo, chiamati a rappresentare l’eccellenza italiana in dialogo con il resto del mondo.
Saliranno sul palco i cantanti Laura Pausini, Ghali e Andrea Bocelli; le attrici Matilda de Angelis e Sabrina Impacciatore, reduce dal successo mondiale di The White Lotus, e Pierfrancesco Favino, che si esibirà insieme al giovane violinista Giovanni Zanon.
Ci saranno poi anche star internazionali, come Mariah Carey, Snoop Dog e Tom Cruise, in Italia per promuovere la prossima edizione dei Giochi, previsti per il 2028 a Los Angeles.
Perché questa inaugurazione conta più di quanto pensiamo
La cerimonia di apertura non è solo un rito formale: è il primo messaggio che un Paese invia al mondo. Nel caso delle Olimpiadi Miliano-Cortina 2026, questo messaggio parla di collaborazione tra territori, di sostenibilità come responsabilità collettiva, di cultura come strumento di connessione.
In un momento storico segnato da fratture e contraddizioni, l’inaugurazione dei Giochi diventa uno spazio simbolico in cui immaginare un futuro diverso, più inclusivo e consapevole.
Ed è forse proprio qui che risiede la forza più autentica delle Olimpiadi: non solo nello sport, ma nella capacità di trasformare un evento globale in un racconto che ci riguarda tutti.
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