I 10 attori più pagati di Hollywood

attori più pagati di hollywood heroattori più pagati di hollywood
Da Tom Cruise, a Brad Pitt fino a Joaquin Phoenix: ecco i 10 attori più pagati di Hollywood che hanno conquistato i nostri cuori

Benvenuti nello sfarzoso mondo di Hollywood. Siamo qui per rivelare alcune informazioni sulla crème de la crème del mondo della recitazione: gli attori più pagati del 2023.

Da Tom Cruise, a Brad Pitt fino a Joaquin Phoenix, questi attori hanno un talento per trasformare i ruoli in miniere d'oro, e non sorprende che i loro conti in banca siano così glamour come le loro apparizioni sul red carpet.

Ma non dimentichiamo che dietro tutto lo sfarzo e il glamour si nasconde un talento innegabile. Questi attori non si sono semplicemente imbattuti nei loro colossali stipendi; hanno affinato il loro mestiere, catturato i nostri cuori e ci hanno fatto ridere, piangere e rimanere senza fiato.

**21 attori di Hollywood da seguire su Instagram (per 21 ottime ragioni)**

I 10 attori più pagati di Hollywood

(Continua sotto la foto) 

tom cruise

1. Tom Cruise

Con l'uscita di Top Gun: Maverick nelle sale di tutto il mondo nel 2022, Tom Cruise ha dimostrato ancora una volta di essere il re indiscusso di Hollywood.

Si tratta infatti del film di maggior incasso del 2022. È giustificato quindi che Cruise sia stato pagato ben 100 milioni di dollari per il film, guadagnandosi lo status di attore più pagato.

will smith

2. Will Smith

Si è parlato molto di Will Smith. Oltre che per il famosissimo schiaffo a Chris Rock durante la 94a edizione degli Academy Awards, l'anno scorso l'attore ha vinto tre premi importanti: l'Oscar, il BAFTA e il Golden Globe.

La sua interpretazione di Richard Williams nel dramma sportivo biografico King Richard è stato un risultato raro. È la prova della sua capacità di svolgere qualsiasi ruolo con competenza.

leonardo dicaprio evidenza

3. Leonardo DiCaprio 

Sull'ultimo gradino del podio degli attori più pagati di Hollywood c'è Leo DiCaprio; la cui fama ha continuato a crescere in modo esponenziale dalla sua prima apparizione in Titanic

Per il suo ultimo film, Killers of The Flower Moon, diretto da Martin Scorsese e in uscita il prossimo 19 settembre, DiCaprio ha portato a casa ben 30 milioni di dollari. 

brad pitt

4. Brad Pitt 

Considerato uno degli attori più influenti di Hollywood, Brad Pitt tornerà in scena con un film sulla Formula 1; che verrà realizzato niente meno che dal regista di Top Gun: Maverick.

Per questo progetto Pitt è stato pagato 30 milioni di dollari, rendendolo il quarto attore più pagato dell'anno. 

dwayne johnson

5. Dwayne Johnson

Chi avrebbe potuto immaginare che un wrestler professionista con il soprannome di "The Rock" sarebbe diventato una famosa star di Hollywood? L'audace decisione di Dwayne Johnson di prendere parte al franchise The Fast and the Furious lo ha catapultato verso il successo e la fama. 

Per aver interpretato il ruolo principale nel film Black Adam, Dwayne Johnson è stato pagato 22,5 milioni di dollari. 

Ryan Reynolds

6. Ryan Reynolds

Ryan Reynolds ha fatto della sua carriera un successo lavorando a film-commedie per adolescenti. Il suo ruolo più famoso è infatti quello da protagonista nel franchise di Deadpool.

A farlo entrare nella classifica degli attori più pagati di Hollywood anche l'ultimo film, Spirited, dove insieme a Will Ferrell, ha incassato 20 milioni di dollari.  

Chris Hemsworth

Chris Hemsworth

Da quando è entrato a far parte del mondo della Marvel, nel panni di Thor, Chris Hemsworth ha conquistato il mondo di Hollywood. 

Questi ultimi anni sono stati cruciali per la sua carriera.  Per la sua interpretazione di Tyler Rake nel thriller d'azione Netflix Extraction, Chris Hemsworth è stato elogiato sia dalla critica che dagli spettatori. Ora per il sequel del film, è stato pagato 20 milioni di dollari. 

vin disel

Vin Disel 

Mark Sinclair, popolarmente noto come Vin Diesel, ha fatto il suo debutto interpretando il personaggio di Orderly nel suo primo dramma americano, Awakenings (1990), ma è diventato famoso recitando in due franchise cinematografici: Fast and the Furious e The Chronicles of Riddick.

Proprio per il prossimo successo di The Fast and the Furious, intitolata Fast X, Diesel è stato pagato 20 milioni di dollari. 

tom hardy

Tom Hardy

Le sue interpretazioni gli sono valse nomination in varie funzioni di premiazione e di fama. Ma Tom Hardy è diventato famoso in tutto il mondo per aver interpretato il ruolo principale nel franchise Marvel Venom.

Per il terzo capitolo della saga, Tom Hardy è stato pagato 20 milioni di dollari.

Joaquin Phoenix

Joaquin Phoenix

Al decimo posto degli attori più pagati di Hollywood troviamo Joaquin Phoenix, la cui acclamata interpretazione di Joker ha portato ad una significativa ripresa dello stipendio. 

È stato il ruolo di dittatore Commodo nel film Gladiatore che lo ha reso un volto noto a livello globale, ma è grazie al sequel, Joker: Folie à Deux, per il quale ha riveuto 20 milioni di dollari, che Phoenix è entrato in questa classica. 

  • IN ARRIVO

William e Kate rompono il silenzio sul caso Epstein: «Profondamente preoccupati, il pensiero va alle vittime»

william kate principe andrea herowilliam kate principe andrea
William e Kate rompono il silenzio sul caso Epstein, ribadendo che il loro pensiero resta rivolto alle vittime

Per giorni hanno scelto il silenzio, mentre nuove rivelazioni continuavano ad alimentare uno degli scandali più delicati che abbiano mai investito la famiglia reale britannica. Ora, però, William e Kate hanno deciso di prendere la parola. Lo hanno fatto con una dichiarazione misurata ma significativa, affidata a Kensington Palace, in cui ammettono di essere «profondamente preoccupati» dalle rivelazioni contenute nei cosiddetti Epstein files e ribadiscono che «i loro pensieri restano rivolti alle vittime».

È la prima presa di posizione pubblica della coppia da quando il nome di Andrew Mountbatten-Windsor, zio del principe William, è tornato al centro dell’attenzione per i suoi legami con Jeffrey Epstein.

Un caso che ha già portato, lo scorso ottobre, alla decisione di re Carlo di revocare al fratello titoli e privilegi reali. Una linea dura che, come avevano fatto sapere fonti di Palazzo all’epoca, era stata sostenuta anche dall’erede al trono.

**Il principe William vuole cacciare il principe Andrea dalla monarchia**

La dichiarazione di William e Kate sugli Epstein File e le preoccupazioni per l'ex principe Andrea 

«Posso confermare che il Principe e la Principessa sono stati profondamente preoccupati dalle continue rivelazioni. I loro pensieri restano focalizzati sulle vittime» ha dichiarato un portavoce di Kensington Palace ai media.

Tale dichiarazione di William e Kate è arrivata poche ore prima della partenza del Principe del Galles per l’Arabia Saudita, dove lo attende una visita ufficiale di tre giorni per conto del governo britannico.

Una scelta di tempi che non sembra casuale. Il viaggio di William a Riyadh è considerato uno dei più complessi della sua carriera diplomatica, in un Paese con cui Londra sta cercando di rafforzare i rapporti nonostante le persistenti preoccupazioni sui diritti umani.

Affrontare pubblicamente il caso Epstein prima ancora di atterrare è apparso come un modo per sgomberare il campo, permettendogli di concentrarsi sul ruolo istituzionale.

Nel corso della visita, William incontrerà il principe ereditario Mohammed bin Salman, visiterà il sito Unesco di At-Turaif a Diriyah, parteciperà a eventi legati allo sport e agli e-sports e si recherà ad Al Ula, dove seguirà i progetti di tutela ambientale e di reintroduzione di specie a rischio come il leopardo arabo.

Negli ultimi giorni, mentre altri membri senior della Royal Family evitavano commenti diretti, dal silenzio del re alle parole misurate del principe Edward, William e Kate hanno scelto di ribadire una linea chiara. Non una presa di distanza plateale, ma un messaggio coerente: al centro restano le vittime.

Un equilibrio sottile, che racconta molto del modo in cui la coppia sta cercando di interpretare il proprio ruolo pubblico, oggi più che mai sotto osservazione.

 
  • IN ARRIVO

4 cose da sapere sullo show di Bad Bunny al Super Bowl

bad bunny super bowl herobad bunny super bowl hero piccola
Dai cameo delle star al vero matrimonio sul palco: tutti i dettagli che hanno reso lo show di Bad Bunny al Super Bowl un evento storico

Non è stato solo uno degli halftime show più attesi degli ultimi anni: quello di Bad Bunny al Super Bowl 2026 è stato uno show, un racconto a più livelli, pensato per essere guardato, ascoltato e - soprattutto - decifrato.

Mentre il mondo ballava davanti allo schermo, sul palco prendeva forma uno spettacolo che parlava di identità, appartenenza, memoria e amore, usando la musica come linguaggio universale e i dettagli come chiave di lettura.

Perché se è vero che l’halftime show del Super Bowl è uno dei palcoscenici pop più potenti al mondo, è altrettanto vero che Bad Bunny lo ha usato come spazio narrativo, politico ed emotivo.

Ecco allora quattro cose che, forse, vi siete persi dello show che ha fatto ballare (e riflettere) oltre 125 milioni di spettatori.

Cos'ha reso incredibile lo show di Bad Bunny al Super Bowl 

(Continua sotto la foto)

bad bunny super bowl lady gaga

1. Tutti i cameo di altre star (e perché non erano semplici apparizioni)

Durante Yo Perreo Sola, sotto il tetto colorato della casita portoricana ricostruita sul campo, a ballare non c’erano solo i dancer professionisti. Pedro Pascal, Cardi B, Karol G, Jessica Alba, Young Miko e persino Alix Earle sono apparsi come parte integrante della scena.

Non semplici celebrity cameo, ma una dichiarazione visiva di unità latina (e non solo).

A loro si sono aggiunti due ospiti musicali chiave: Lady Gaga e Ricky Martin. Lady Gaga ha cantato una versione in salsa di Die With a Smile, trasformando uno dei brani pop più celebri degli ultimi anni in un inno latino, prima di ballare con Bad Bunny sulle note di Baile Inolvidable. Ricky Martin, invece, ha portato sul palco Lo que le pasó a Hawái, in un momento carico di memoria e significato. 

2. Il vero matrimonio celebrato sul palco

Tra i momenti più sorprendenti dello show, ce n’è stato uno che molti hanno scambiato per una semplice coreografia: il matrimonio. E invece era tutto reale. Una coppia si è davvero sposata durante la performance, come confermato dallo staff dell’artista.

Secondo quanto emerso dopo lo show, marito e moglie avevano inizialmente invitato Bad Bunny alle loro nozze. È stato lui a ribaltare la storia, invitandoli a dirsi sì davanti al pubblico del Super Bowl.

Un gesto simbolico, che ha trasformato lo spettacolo in una celebrazione collettiva dell’amore; personale, ma anche universale.

3. Il numero 64 sulla maglia (e il suo significato)

A colpire molti spettatori è stata anche la maglia da football bianca firmata Zara, con il cognome “Ocasio” e il numero 64. Un dettaglio apparentemente semplice, che ha acceso subito le interpretazioni online.

Non esiste una conferma ufficiale, ma il riferimento più citato riguarda l’uragano Maria e il primo bilancio delle vittime comunicato nel 2017. Un modo, silenzioso ma potente, per ricordare una ferita ancora aperta per Porto Rico.

Un esempio perfetto del linguaggio di Bad Bunny, che sceglie spesso i simboli al posto dei discorsi espliciti.

4. Il messaggio finale di Bad Bunny agli spettatori 

Il cuore dello show, però, era il messaggio. Pronunciato, scritto, mostrato. Alla fine della performance, Bad Bunny ha detto in inglese «God Bless America» (in italiano: Che Dio benedica l'America), elencando poi tutti i Paesi delle Americhe. Subito dopo, ha mostrato un pallone da football con la scritta: Together, we are America.

Non solo. Mentre i fuochi d’artificio illuminavano lo stadio, sul maxi schermo è apparsa un’ultima frase: The only thing more powerful than hate is love (in italiano: L'unica cosa più forte dell'odio è l'amore) Una citazione che riecheggia il suo discorso ai Grammy, quando aveva detto: «Non siamo selvaggi, non siamo animali, non siamo alieni. Siamo esseri umani e siamo americani».

In un halftime show che ha fatto la storia come primo principalmente in lingua spagnola, Bad Bunny ha ricordato a tutti che ballare può essere un atto politico. E che, a volte, i dettagli parlano più forte delle canzoni.

  • IN ARRIVO

Bad Bunny svela nuovi dettagli sull’halftime show del Super Bowl: «Sarà una grande festa»

Bad bunny heroBad bunny
Bad Bunny sarà il protagonista dell’halftime show del Super Bowl 2026, con uno spettacolo ispirato alla cultura latina interamente in spagnolo

Il conto alla rovescia è ufficialmente iniziato: l’8 febbraio, durante il Super Bowl 2026, Bad Bunny sarà al il centro della scena dell’halftime show, firmando un momento destinato a entrare nella storia della cultura pop.

Non solo perché sarà il primo spettacolo dell’intervallo interamente in lingua spagnola, ma perché promette di essere una celebrazione collettiva, più che una semplice esibizione.

Alla vigilia dell’evento, l’artista portoricano ha scelto di non alimentare i rumors su potenziali altri cantanti a sorpresa e apparizioni stellari. Durante la conferenza stampa dell’Apple Music Super Bowl LX Halftime Show ha sorriso e tagliato corto: «È una cosa che non vi dirò. Non so perché me l’abbiate chiesto». Una risposta ironica, che però dice molto della direzione scelta: niente hype costruito a tavolino, ma un racconto che parte dalle radici.

Cosa sappiamo sull’halftime show di Bad Bunny

Più che di guest star, Bad Bunny preferisce parlare di “ospiti” in senso profondo. «Ho un sacco di ospiti», ha spiegato. «Ci saranno la mia famiglia, i miei amici e tutta la comunità latina nel mondo che mi sostiene. Ci sono tantissime persone che mi supportano ovunque». Un’idea di palco che diventa spazio condiviso, dove la musica è prima di tutto connessione.

Il set durerà 13 minuti e, parola dell’artista, sarà all’insegna del movimento.

«Non voglio fare spoiler. Vi dico solo che sarà divertente, sarà semplice e la gente dovrà preoccuparsi solo di ballare».

Un invito diretto anche a chi guarda da casa: meno performance da analizzare, più corpo da lasciar andare. «Credo che non ci sia danza migliore di quella che nasce dal cuore» ha aggiunto la star.

Arrivato a questo momento dopo un weekend trionfale ai Grammy (tre premi, incluso Album of the Year per Debí Tirar Más Fotos) Bad Bunny ha raccontato di sentirsi soprattutto grato. «Sto cercando solo di godermelo. So che mi divertirò, e si divertiranno anche tutte le persone che lavorano con me», ha spiegato, sottolineando come la sua priorità resti quella di creare e connettersi, non di inseguire traguardi.

Non è la prima volta che Bad Bunny calca il palco del Super Bowl: nel 2020 era stato ospite dello show di Jennifer Lopez e Shakira. Ma questa volta è diverso.

«Non stavo cercando tutto questo» ha ammesso il cantante, aggiungendo: «Stavo cercando di riconnettermi con le mie radici, con la mia gente, con la mia storia e con la mia cultura».

E sarà proprio quella cultura, portata sul palco senza filtri, a rendere questo halftime show qualcosa di più di uno spettacolo: una festa globale, in cui – parole sue – il mondo potrà «ballare e stare bene, anche solo per una sera». 

  • IN ARRIVO

Tutto quello che c'è da sapere sulla cerimonia di inaugurazione delle Olimpiadi Milano-Cortina

tom cruise olimpiadi herotom cruise olimpiadi 1
Cerimonia di apertura Milano-Cortina 2026: cosa aspettarsi tra spettacoli, star internazionali e una nuova narrazione dei valori olimpici

Non sarà solo l’inizio ufficiale dei Giochi Invernali, ma un vero e proprio racconto collettivo, pensato per parlare al mondo. La cerimonia di inaugurazione delle Olimpiadi Milano-Cortina promette di essere uno degli eventi simbolici più potenti del 2026: una celebrazione diffusa, contemporanea e profondamente identitaria, capace di unire sport, cultura e futuro.

Per la prima volta nella storia olimpica, l’apertura si svolgerà in due luoghi diversi, Milano e Cortina d’Ampezzo, in dialogo costante tra città e montagna, innovazione e tradizione.

Un’idea che non nasce solo da esigenze logistiche, ma da una scelta narrativa precisa: raccontare l’Italia come un sistema di territori interconnessi, capaci di parlare una lingua comune pur restando profondamente diversi.

Ed è proprio da qui che parte la forza simbolica delle Olimpiadi Miliano-Cortina, pensate non come evento centralizzato, ma come esperienza condivisa e plurale.

4 cose da sapere sulla cerimonia di apertura delle Olimpiadi Milano-Cortina

(Continua sotto la foto)

olimpiadi milano cortina

Due città, un solo racconto

La grande novità dell’inaugurazione delle Olimpiadi Miliano-Cortina è la sua struttura senza precedenti.

Milano e Cortina ospiteranno due cerimonie parallele, collegate in tempo reale, che dialogheranno attraverso immagini, performance e passaggi simbolici. Da un lato lo Stadio di San Siro, emblema urbano e contemporaneo; dall’altro Cortina, cuore alpino e paesaggio iconico delle Dolomiti.

Non si tratta di una divisione, ma di una narrazione a due voci: la metropoli che guarda al futuro e la montagna che custodisce l’identità profonda del Paese. L’effetto sarà quello di un racconto corale, in cui le immagini si rincorrono e si completano, offrendo al pubblico internazionale una visione nuova dell’Italia, lontana dagli stereotipi ma fortemente riconoscibile.

Cosa vedremo davvero sul palco della cerimonia

La cerimonia di apertura sarà un grande spettacolo visivo e narrativo, costruito per parlare a un pubblico globale ma con un linguaggio profondamente italiano.

Al centro non ci sarà solo lo sport, ma una riflessione più ampia sui valori olimpici riletti in chiave contemporanea: inclusione, sostenibilità, dialogo tra culture e territori. Il racconto prenderà forma attraverso immagini simboliche e potenti, pensate per essere immediatamente leggibili anche da chi guarda dall’altra parte del mondo.

La natura avrà un ruolo centrale: montagne, ghiaccio, acqua e luce diventeranno elementi scenici e narrativi, richiamando il paesaggio alpino che ospita una parte fondamentale dei Giochi. Il rapporto tra uomo e ambiente, tema chiave delle Olimpiadi Miliano-Cortina, sarà raccontato come equilibrio da preservare, non come conquista, con una forte attenzione alla fragilità dei territori e alla responsabilità collettiva verso il futuro.

Le performance artistiche alterneranno danza, musica dal vivo e immagini immersive, creando veri e propri quadri narrativi capaci di attraversare epoche e linguaggi. Tradizione e contemporaneità dialogheranno senza nostalgia: il patrimonio culturale italiano verrà evocato attraverso gesti, suoni e atmosfere, più che tramite citazioni didascaliche.

L’obiettivo non è semplicemente stupire, ma costruire un immaginario condiviso, emotivo e riconoscibile, capace di restare nella memoria.

Tutti gli ospiti presenti 

Come ogni grande evento olimpico, anche l’inaugurazione attirerà leader politici, capi di Stato, personalità istituzionali e celebrità internazionali. Milano e Cortina diventeranno per una sera il centro del mondo, con un parterre che riflette il peso simbolico delle Olimpiadi Miliano-Cortina sullo scenario globale.

Accanto alle delegazioni ufficiali, non mancheranno volti della cultura, della moda e dello spettacolo, chiamati a rappresentare l’eccellenza italiana in dialogo con il resto del mondo. 

Saliranno sul palco i cantanti Laura Pausini, Ghali e Andrea Bocelli; le attrici Matilda de Angelis e Sabrina Impacciatore, reduce dal successo mondiale di The White Lotus, e Pierfrancesco Favino, che si esibirà insieme al giovane violinista Giovanni Zanon. 

Ci saranno poi anche star internazionali, come Mariah Carey, Snoop Dog e Tom Cruise, in Italia per promuovere la prossima edizione dei Giochi, previsti per il 2028 a Los Angeles.

Perché questa inaugurazione conta più di quanto pensiamo

La cerimonia di apertura non è solo un rito formale: è il primo messaggio che un Paese invia al mondo. Nel caso delle Olimpiadi Miliano-Cortina 2026, questo messaggio parla di collaborazione tra territori, di sostenibilità come responsabilità collettiva, di cultura come strumento di connessione.

In un momento storico segnato da fratture e contraddizioni, l’inaugurazione dei Giochi diventa uno spazio simbolico in cui immaginare un futuro diverso, più inclusivo e consapevole.

Ed è forse proprio qui che risiede la forza più autentica delle Olimpiadi: non solo nello sport, ma nella capacità di trasformare un evento globale in un racconto che ci riguarda tutti.