Suki Waterhouse è incinta: Robert Pattinson diventa papà!

Robert Pattinson diventa papà. La fidanzata dell'attore, Suki Waterhouse, dopo settimane di speculazioni ha confermato la notizia.
La modella e cantante britannica ha infatti annunciato la gravidanza durante la sua performance ad un festival musicale in Messico.
Prima dell'annuncio ufficiale, alcune fonti vicino alla coppia avevano raccontato che Suki, 31 anni, e Robert Pattinson, 37, sono «entusiasti» di mettere su famiglia.
**Robert Pattinson è l'uomo più bello del mondo (lo dice la scienza)**
I pettegolezzi sulla gravidanza erano iniziati quando la coppia è stata paparazzata durante un'escursione all'inizio del mese. Da allora, ci sono state varie occasioni in cui Suki Waterhouse è stata vista mostrare una rotondità sospetta, alimentando ulteriormente le speculazioni.
La cantante e Robert Pattinson stanno insieme da cinque anni, e convivono nella loro casa a Londra.
Nonostante abbiano deciso di mantenere la loro relazione in gran parte privata, all'inizio di quest'anno Suki aveva parlato della sua storia d'amore con l'attore.
Esprimendo la sua felicità, la futura mamma aveva rivelato: «Sono scioccata dal fatto di essere così felice con qualcuno da quasi cinque anni».
Robert Pattinson, invece, dopo che la sua famosissima relazione la sua co-protagonista di Twilight, Kristen Stewart, che è stata per varie occasioni a lungo su tutte le prime pagine dei giornali, non ha mai pubblicamente parlato della sua relazione con la fidanzata Suki.
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Taylor Swift si sente «violata» per la pubblicazione dei messaggi privati con Blake Lively

Quando messaggi privati diventano documenti giudiziari, il confine tra vita personale e spazio pubblico si assottiglia fino quasi a scomparire. È quello che sta accadendo a Taylor Swift, coinvolta suo malgrado nel caso legale che vede protagonista Blake Lively contro Justin Baldoni.
La pubblicazione di alcune conversazioni private tra la cantante e l’attrice, desecretate in vista di un’udienza, ha riportato la popstar al centro di un dibattito che va ben oltre il gossip: quello sul diritto alla privacy, soprattutto quando si è una delle figure più esposte al mondo.
Secondo alcune fonti, la pop star avrebbe vissuto la diffusione dei messaggi come un’esperienza profondamente destabilizzante.
«È stato davvero difficile per lei» ha raccontato un insider, spiegando che la cantante si sarebbe sentita «esposta» e «violata», come se qualcosa di intimo non le appartenesse più. Un sentimento che pesa ancora di più considerando che Taylor Swift non è parte in causa nel procedimento, ma una figura laterale trascinata in una vicenda giudiziaria che non riguarda direttamente il suo lavoro.
I messaggi privati tra Blake Lively e Taylor Swift
Il materiale finito agli atti include due filoni principali: da un lato i commenti di Taylor Swift su Justin Baldoni, dall’altro uno scambio più delicato e personale che racconta un momento di distanza emotiva tra lei e Blake Lively.
In uno dei messaggi più citati, la cantante avrebbe scritto all’amica prima della pubblicazione dell’inchiesta del New York Times che accusava Baldoni di aver orchestrato una campagna diffamatoria.
Ma è nel dialogo sul loro rapporto che emergono i passaggi più intimi. Blake Lively apre la conversazione confessando di sentirsi una «cattiva amica», troppo concentrata sui propri problemi e sulla battaglia legale in corso. Taylor Swift risponde con sincerità, riconoscendo la complessità del momento ma ammettendo di aver percepito «un cambiamento» nel modo in cui l’attrice le parlava. Alcuni messaggi, scrive, le sono sembrati «come email aziendali inviate in massa», lontane dalla complicità che aveva sempre caratterizzato la loro amicizia.
La popstar parla apertamente del desiderio di ritrovare la sua «amica divertente, che parla normalmente», sottolineando che non servono scuse, ma un ritorno all’autenticità. Lively, dal canto suo, riconosce il punto, spiegando come l’ansia e la pressione mediatica l’abbiano portata a filtrare ogni parola, temendo che qualsiasi contenuto digitale potesse diventare pubblico.
Nonostante il chiarimento, secondo indiscrezioni successive le due non avrebbero più avuto contatti dall’inverno seguente. Un epilogo che rende ancora più delicata la scelta di rendere pubbliche quelle parole, nate in uno spazio di fiducia reciproca.
Per Taylor Swift, che da anni combatte per il controllo della propria narrazione pubblica, la vicenda riapre una ferita mai del tutto rimarginata: quella di una privacy continuamente negoziata, spesso sacrificata.
E se la cantante ha costruito una carriera trasformando esperienze personali in canzoni, questa volta la sensazione è diversa. Non si tratta di scegliere cosa raccontare, ma di vederlo sottratto. Un dettaglio che, ancora una volta, racconta quanto il prezzo della fama possa essere più alto di quanto sembri.
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Brooklyn e Nicola Peltz dopo l’attacco ai Beckham: «Siamo felici di averlo fatto»

La frattura nella famiglia Beckham non sembra destinata a ricomporsi a breve. Anzi, secondo le ultime indiscrezioni, Brooklyn Beckham e la moglie Nicola Peltz sarebbero più sereni che mai dopo aver reso pubblica la loro posizione e aver attaccato David e Victoria Beckham.
**Brooklyn Beckham rompe il silenzio: «Non voglio riconciliarmi con la mia famiglia»**
Fonti vicine alla coppia raccontano che i due si sentono sollevati, alleggeriti, persino soddisfatti della reazione ricevuta dopo le dichiarazioni esplosive condivise nei giorni scorsi.
«Siamo felici di averlo fatto», avrebbero confidato agli amici più stretti, lasciando intendere che rompere il silenzio sia stato, per entrambi, un passaggio necessario.
Secondo quanto riportato dalla stampa britannica, Brooklyn e Nicola «non potrebbero essere più felici» di come sono andate le cose.
«Sentono come se un peso enorme fosse stato finalmente tolto dalle loro spalle» ha raccontato una fonte, spiegando che il sostegno ricevuto li ha rassicurati sulla scelta fatta. «È stato per loro terapeutico riuscire finalmente a dire ad alta voce cose che tenevano dentro da anni». Una sensazione che, sempre secondo l’insider, ha chiarito definitivamente le intenzioni di Brooklyn: «Questo ha solo reso tutto più chiaro per lui. Non vuole più avere nulla a che fare con i suoi genitori».
**Brooklyn Beckham ha chiesto ai genitori David e Victoria di contattarlo solo tramite i suoi avvocati**
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«Non voglio riconciliarmi con la mia famiglia»: la posizione di Brooklyn e la reazione dei David e Victoria
Il momento di rottura decisiva è arrivato all’inizio della settimana, quando Brooklyn Beckham ha pubblicato un lungo messaggio sui social accusando i genitori di averlo «controllato» per tutta la vita e di aver cercato di rovinare il suo matrimonio con Nicola Peltz.
«Non voglio riconciliarmi con la mia famiglia» ha scritto il ragazzo senza mezzi termini. Nel suo sfogo, Brooklyn ha anche denunciato il modo in cui, a suo dire, i genitori avrebbero gestito e manipolato per anni le narrazioni mediatiche sulla famiglia.
Tra le accuse più dolorose, quelle legate al matrimonio celebrato con Nicola Peltz nell’aprile 2022 a Palm Beach. Brooklyn sostiene che la mamma Victoria Beckham avrebbe prima annullato all’ultimo momento la realizzazione dell’abito da sposa di Nicola, costringendola a cercarne uno alternativo, e poi «dirottato» il ballo degli sposi con un gesto che lui ha definito «profondamente umiliante». Episodi che, messi insieme, avrebbero segnato un punto di non ritorno.
**David Beckham commenta le accuse del figlio**
Eppure, mentre la tensione familiare cresce, Brooklyn e Nicola appaiono tutt’altro che provati. I due sono stati infatti fotografati a Malibu durante una passeggiata romantica sulla spiaggia: mano nella mano, sorridenti, molto affettuosi. Le immagini mostrano una coppia compatta, unita, decisa a fare fronte comune.
«Sono sollevati, finalmente sereni» raccontano ancora le fonti. «Mettere tutto alla luce del sole li ha fatti sentire liberi».
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Il principe Harry: «I tabloid hanno reso la vita di Meghan un inferno»

Lo sguardo rivolto al giudice, la voce che si spezza. È così che il principe Harry ha concluso una delle giornate più intense della sua lunga battaglia legale contro la stampa britannica.
Davanti all’Alta Corte di Londra, il duca di Sussex ha parlato non solo di articoli, intercettazioni e presunte violazioni della privacy, ma soprattutto del prezzo umano pagato da lui e dalla sua famiglia. Al centro del suo racconto c’è Meghan Markle, la moglie che, secondo quanto ha detto Harry, è stata trascinata per anni in una spirale di attacchi mediatici che le hanno reso la vita «un inferno assoluto».
Il principe Harry, 41 anni, ha testimoniato per quasi due ore nel procedimento contro Associated Newspapers, editore del tabloid britannico Daily Mail. Al termine della deposizione, parlando direttamente al giudice, ha spiegato perché questa causa non è solo una questione legale: «Il fatto di essere qui e di essermi opposto a loro ha fatto sì che continuassero ad accanirsi contro di me», ha detto con la voce rotta dall’emozione. «E hanno reso la vita di mia moglie un inferno assoluto».
Nel corso dell’udienza, il principe Harry ha chiarito che, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, la situazione non si è attenuata con il passare del tempo: «Nel corso di questo contenzioso la situazione è solo peggiorata, non migliorata. È profondamente sbagliato sottoporre continuamente la mia famiglia a tutto questo ancora una volta. È un’esperienza orribile. Quello che serve è una scusa e un’assunzione di responsabilità».
**È ufficiale: il principe Harry e Meghan Markle tornano a Londra! Ecco tutti i dettagli**
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Cosa sappiamo della battaglia legale del principe Harry contro il Daily Mail
Il principe Harry è uno dei sette ricorrenti di alto profilo (tra cui anche Elton John ed Elizabeth Hurley) che accusano l’editore di aver fatto ricorso per decenni a pratiche illegali di raccolta di informazioni.
Accuse che Associated Newspapers respinge con forza, ma che hanno portato a uno dei processi più significativi degli ultimi anni sul rapporto tra celebrità e stampa nel Regno Unito.
Per il principe Harry questa causa rappresenta anche l’ultima grande azione legale attiva contro i tabloid britannici, dopo anni di scontri giudiziari.
Nella sua dichiarazione testimoniale, il duca ha spiegato di essersi sentito costretto ad agire soprattutto dopo l’inizio della relazione con Meghan nel 2016.
«Quando la mia relazione con Meghan, oggi mia moglie, è diventata pubblica, ho iniziato a essere sempre più turbato dalla scelta di non agire contro la stampa di fronte ad attacchi persistenti, feroci, a molestie e ad articoli invasivi, talvolta razzisti. E la situazione è solo peggiorata quando è rimasta incinta e dopo la nascita di nostro figlio Archie».
Il duca del Sussex ha raccontato anche il clima di «sorveglianza costante» in cui dice di aver vissuto per anni, parlando di una vera e propria ossessione mediatica.
In un passaggio particolarmente duro, ha accusato i giornali di volerlo «probabilmente spingere verso droghe e alcol per vendere più copie» e ha definito «oltre ogni crudeltà» la pubblicazione di articoli che riportavano conversazioni private avute con la famiglia dopo la morte della madre, Diana.
Alla fine della giornata, il duca ha riassunto così il senso della sua presenza in tribunale: «Oggi abbiamo ricordato al gruppo Mail chi è sotto processo e perché». Un’affermazione che conferma come, per il principe Harry, questa battaglia non sia solo una questione di passato, ma una presa di posizione definitiva per proteggere la propria famiglia e, soprattutto, la donna che ama.
**Il principe William è finalmente disposto a incontrare Harry, ma a questa condizione**
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David Beckham commenta le accuse del figlio

Nel pieno di una faida familiare che continua a occupare le prime pagine dei media internazionali, David Beckham ha scelto una linea prudente ma significativa per commentare la frattura con il figlio maggiore Brooklyn.
A poche ore dalla lunga dichiarazione pubblicata dal Brooklyn su Instagram (in cui annunciava di non voler più avere rapporti con la sua «famiglia opprimente») David Beckham è intervenuto pubblicamente parlando di genitorialità, social media e del diritto dei figli di sbagliare.
Intervistato da CNBC, l’ex calciatore ha affrontato il tema del potere dei social media, definendoli uno strumento «nel bene e nel male» e sottolineando come possano diventare «pericolosi» se non usati con consapevolezza.
«Ho sempre parlato dei social media e del loro potere, per il bene e per il male» ha detto. Poi, il passaggio che molti hanno letto come una risposta indiretta alle parole di Brooklyn: «Cerco di educare i miei figli. Fanno errori, ma ai figli è concesso sbagliare. È così che si impara. A volte bisogna lasciarli commettere quegli errori».
Un messaggio misurato, che però arriva in un momento di massima esposizione pubblica della famiglia Beckham.
**Brooklyn Beckham ha chiesto ai genitori David e Victoria di contattarlo solo tramite i suoi avvocati**
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Le parole di David Beckham dopo le accuse del figlio Brooklyn
La dichiarazione di David Beckham arriva dopo che il figlio maggiore Brooklyn ha diffuso un lungo testo in cui accusa i genitori di aver controllato per anni la narrazione mediatica e di aver messo il “brand Beckham” davanti ai legami familiari.
Brooklyn ha spiegato di non voler più cercare una riconciliazione e di sentirsi finalmente libero dopo essersi allontanato dalla famiglia: «Sto difendendo me stesso per la prima volta nella mia vita». Ha anche parlato di un’ansia «opprimente» che lo avrebbe accompagnato per anni e che, secondo lui, si sarebbe dissolta solo dopo aver preso le distanze dall’ambiente familiare.
David Beckham, dal canto suo, ha evitato qualsiasi commento diretto sul contenuto del post del figlio. A Davos, quando un giornalista gli ha chiesto se avesse un messaggio per Brooklyn, ha semplicemente scelto di allontanarsi.
Un silenzio che pesa quanto una dichiarazione ufficiale e che conferma quanto la situazione resti delicata. Nessun altro membro della famiglia Beckham ha finora risposto pubblicamente alle accuse.
A complicare ulteriormente il quadro c’è il tema del marchio “Beckham”. Brooklyn ha accusato i genitori di averlo spinto, prima del matrimonio, a firmare la cessione dei diritti sul suo nome per finalità commerciali, sostenendo che il suo rifiuto avrebbe incrinato definitivamente i rapporti. Un’accusa pesante, soprattutto considerando che Victoria Beckham detiene dal 2016 il trademark dei nomi di tutti e quattro i figli.
Il marchio legato a Brooklyn Beckham, in particolare, dovrebbe scadere entro l’anno, aprendo la possibilità, secondo alcuni esperti, alla creazione di un brand autonomo “Beckham-Peltz”.
**Brooklyn Beckham rompe il silenzio sulla faida coi genitori: «Sceglierò sempre mia moglie Nicola»**
In questo contesto, le parole di David Beckham sulla necessità di lasciare che i figli sbaglino assumono un significato più ampio. Non solo una riflessione sulla genitorialità, ma anche un tentativo di spostare il dibattito su un terreno meno conflittuale.
Resta però evidente che, al di là dei toni misurati, la frattura tra padre e figlio è tutt’altro che ricomposta. E mentre l'ex calciatore continua a rappresentare un’icona globale di successo e stabilità, la sua famiglia affronta una delle prove più difficili: quella di gestire un conflitto privato sotto lo sguardo costante dell’opinione pubblica.
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