I più bei film da vedere al cinema a Natale

Tra un'abbuffata e l'altra non c'è niente di meglio di una bella storia: ecco i più bei film da vedere al cinema a Natale 2018
Con la famiglia o con gli amici, il pomeriggio o la sera del 25: il cinema durante le feste di Natale è una delle mete privilegiate, ma orientarsi tra i tanti titoli in sala a Dicembre non è sempre così semplice.
Ecco perché abbiamo realizzato una guida dei nostri film preferiti in cartellone a Natale: potrete scegliere quello che fa al caso vostro senza sbagliare.
Dalla commedia al documentario, dal fantasy al classico Disney: ce n’è davvero per tutti i gusti.
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Il ritorno di Mary Poppins, di Rob Marshall
Da vedere se: siete fan della tata più famosa di sempre o avete bisogno di un nuovo classico Disney delle feste per tutta la famiglia.
Da quanto stiamo aspettando questo sequel del classico Disney del 1965? Mary Poppins è la favola di formazione per eccellenza, un film che porta con sé valori come amore e fratellanza, il significato di essere essere genitori, la questione femminile… tutti conditi per essere immagazzinati con una buona dose di canzoni indimenticabili e una messa in scena sperimentale per il tempo in cui è stato girato.
Il personaggio creato da Pamela Lyndon Traver, torna in questo nuovo film diretto da Rob Marshall (Chicago, Nine) con il volto di Emily Blunt.
Sono trascorsi vent’anni da quando Mary Poppins si è allontanata dai piccoli fratelli Banks, che ritroviamo cresciuti nella Londra anni Trenta.
Ormai diventati adulti, Michael (Ben Whishaw) e Jane (Emily Mortimer) sono alle prese con problemi legati al lavoro e alla famiglia. In particolar modo Michael che, appena rimasto vedovo, sta crescendo tre bambini da solo tra mille difficoltà, nonostante gli aiuti della sorella e della volenterosa domestica Ellen (Julie Walters).
Anche per i piccoli però la situazione non è delle più semplici: caricati di responsabilità troppo grandi per la loro età, hanno iniziato ad accantonare il gioco e la fantasia. Ma un aiuto sta per piovere loro dal cielo.
Old Man & The Gun, di David Lowery
Da vedere se: volete far contenti mamma e papà portandoli a vedere l’ultimo film con Robert Redford.
Il vero Forrest Tucker è stato un famoso fuorilegge americano che ha trascorso la sua vita fuori e dentro il carcere da cui è riuscito a fuggire ben 18 volte. Robert Redford ha scelto d’interpretarlo nel film di David Lowery - in uscita in sala il 20 dicembre - per quello che ha dichiarato essere il suo ultimo ruolo come interprete.
In Old Man & The Gun conosciamo Tucker ormai 77enne: nonostante l’età avanzata non ha ancora smesso di organizzare riuscitissime rapine di banche, non utilizzando armi ma il suo innato fascino e i suoi modi da vero gentleman.
Sulle sue tracce si mette John Hunt, un giovane e intraprendente poliziotto interpretato da Casey Affleck, che farà l’impossibile per arrestarlo, nonostante rimanga anche lui stregato dal carisma dell’uomo.
Un nuovo classicone sul crimine a stelle e strisce che, nonostante scelga di avere come protagonista un uomo ormai anziano, si allontana dall’ironia di film come Insospettabili sospetti (Zach Braff, 2017).
Tucker interpretato da Redford è un uomo d’altri tempi, un modello a cui gli uomini guardano ancora con ammirazione e le donne con desiderio, e s’iscrive perfettamente nella gallery di personaggi che l’attore ha interpretato nel corso della sua memorabile carriera.
Capri- Revolution, di Mario Martone
Da vedere se: andate al cinema con qualcuno che ha esigenze cinematografiche un po’ alte.
Mario Martone chiude l’ipotetica trilogia iniziata con Noi credevamo e continuata con Il giovane favoloso, con un film che ha come protagonista una figura femminile ritratta nel momento di passaggio all’età adulta e d’esplorazione di se stessa.
1914, Isola di Capri. Un gruppo di giovani nord-europei - Martone fa esplicitamente riferimento alla comune che il pittore Karl Diefenbach instaurò a Capri a inizio Novecento - si stabilisce sull’isola con l’obiettivo di approfondire e sperimentare la propria ricerca artistica.
Lucia, una giovane capraia che qui ci vive da sempre con la famiglia, ne è attratta e comincia gradualmente ad avvicinarsi a questi uomini e donne tanto diversi da lei, che le prospettano nuovi modi di vivere e ragionare. Nel frattempo a Capri arriva anche un medico con idee molto diverse da quelle promosse dal collettivo.
Capri-Revolution è un bel racconto di formazione nostrano, sorretto dalla splendida interpretazione di Marianna Fontana nei panni della giovane Lucia. Un film in cui Martone parla di progresso prendendo in considerazione posizioni molto diverse tra loro attraverso le voci dei suoi protagonisti e aprendo, con una storia d’altra tempi, una riflessione molto contemporanea.
Ben Is Back, di Peter Hedges
Da vedere se: anche a Natale non potete fare a meno di cercare il dramma perfetto.
Nel nuovo dramma di Peter Hedges, Julia Roberts interpreta una madre forte e coraggiosa che, proprio durante le festività natalizie, si trova ad affrontare una situazione difficile legata al ritorno a casa del figlio maggiore Ben (bravissimo Lucas Hedges, figlio del regista).
Il ragazzo, in cura per problemi di droga presso una comunità, sostiene di essere stato spinto dal suo sponsor a tornare in famiglia per Natale, ma qualcosa non torna… Mentre la donna non sa se gioire o preoccuparsi di quella visita inaspettata, il resto della famiglia le insinua perplessità sul ragazzo che purtroppo si rivelano fondate.
Un altro personaggio femminile tosto di questo 2018 al cinema, reso ancora più drammatico dalla scelta della mite Julia Roberts come interprete. Un film che sfiora il thriller, ma che per fortuna non cade nel melodramma, da vedere se ciò che cercate è qualche emozione forte.
La trama d'altronde potrebbe sembrare trita - una madre che si vuole fidare del figlio, nonostante lui continui a mettere nei guai se stesso e le persone che lo circondano - ma la sua messa in scena, con un livello di tensione costante fino alla fine, non vi deluderà.
Colette, di Wash Westmoreland
Da vedere se: quello che cercate è un buon film storico, che racconta una parentesi inedita di vita di una delle figure femminili più rivoluzionarie della letteratura.
Keira Knightley è Colette, la scrittrice che più di altre ha scandalizzato un’epoca tra romanzi e vita e privata.
Parigi, 1983: Gabrielle Sidonie Colette si sposa con Henry Gauthier-Villars (Dominic West), un ricco ed egocentrico scrittore conosciuto col soprannome di Willy.
È lui a introdurre Gabrielle nei più facoltosi e frequentati salotti della città francese. È lui a spronarla ad esprimere il suo innato talento per la scrittura col romanzo Claudine a scuola, dove la donna rielabora ricordi legati alla sua vita passata.
È lui a firmare i suoi libri, che si rivelano da subito un grande successo commerciale. Sarà l’incontro di Gabrielle con l’aristocratica e colta Missy (Denise Gough), però, a smarcare la donna dalla ingombrante presenza del marito e a far nascere il mito di Colette.
Dopo film come Chéri di Stephen Frears o Gigi di Vincente Minnelli, la storia di Colette torna al cinema in una nuova veste. Wash Westmoreland (Still Alice) racconta la metamorfosi di una donna che da figlia della piccola borghesia perbenista e maschilista si trasforma nell’icona femminista di grande audacia e talento che tutti oggi conosciamo.
Colette termina con la prima pubblicazione firmata della scrittrice, prima che la sua esistenza prenda quella piega marcatamente saffica e sensuale che da sempre c’intriga del suo personaggio, andando a circoscrivere così una parentesi inedita della sua storia, tutta da scoprire al cinema.
Roma, di Alfonso Cuarón
Da vedere se: non volete perdervi uno dei film più poetici dell'anno.
Che decidiate di vederlo su Netflix (dove è già disponibile in streaming) o al cinema, Roma di Cuarón (I figli degli uomini, Gravity) è il film che non potete perdervi durante queste festività natalizie.
Leone d’Oro al Festival del cinema di Venezia 2018, la sua storia parte un racconto molto intimo di vita vissuta del regista.
1970: Roma è il nome di un quartiere borghese di Città del Messico.
Qui s’intrecciano le storie di diverse donne e generazioni, che offrono allo spettatore un ritratto inedito della storia della città e dei suoi abitanti.
Cleo è la domestica tuttofare di una famiglia benestante. Lei è india, mentre le persone per cui lavora sono di discendenza spagnola. La donna fa di tutto in casa: accudisce i figli e la nonna anziana, pulisce, si occupa della routine domestica. La sua condizione di quasi schiava stride con quella arricchita dei suoi datori di lavoro, mostrando una piaga sociale che di lì a poco franerà in tensioni che divideranno il paese.
Non fatevi scoraggiare dal bianco e nero: confondibile per un tocco intellettuale, è in verità il modo di Cuarón di sottolineare la nostalgia verso un passato dolcemente familiare e duramente politico.
Roma è un omaggio del regista alla donna che lo ha cresciuto con amore e devozione nonostante la sua condizione sociale, come accaduto a molto altri figli della borghesia messicana.
Santiago, Italia di Nanni Moretti
Da vedere se: volete vedere un film non banale su fatti storici assolutamente da conoscere.
Dimenticate per un attimo il Nanni Moretti di Caro Diario, Bianca o Aprile, ma anche quello più recente di Habemus Papam o La stanza del figlio.
Santiago, Italia è un documentario che, attraverso materiali d’archivio e interviste a chi c’era, ripercorre i mesi successivi al colpo di stato del 1973 in Cile, che pose fine al governo di Salvador Allende.
Il film di Moretti si concentra in particolare modo sul ruolo che l’Italia, attraverso la sua ambasciata, giocò nel paese in quel periodo, mostrando la solidità e i valori comuni che regolavano la nostra politica in quegli anni e domandandosi implicitamente che fine abbiano fatto.
Una storia fatta di storie, istruttiva e commovente. Se anche a Natale è la realtà che cercate in una storia al cinema, Santiago, Italia è il film che non dovete perdere. Amanti di Moretti o meno.
Un piccolo favore, di Paul Feig
Da vedere se: cercate puro intrattenimento pop con due protagoniste d’eccezione.
Anna Kendrick e Blake Lively sono le protagoniste di questo thriller con inserti comedy del regista Paul Feig (Le amiche della sposa, Spy, Ghostbusters 3D).
Emily (Blake Lively) chiede alla sua nuova amica Stephanie (Anna Kendrick) un semplice favore: passarle a prendere il bambino a scuola. Ma poi sparisce nel nulla.
Preoccupata per l’amica, ma anche per suo figlio e suo marito, Stephanie si mette ad indagare sulla scomparsa di Emily. Ciò che viene a galla è una serie di misteri a scatole cinesi, dove nulla è come sembra.
Un piccolo favore è il classico film che potete scegliere per un pomeriggio al cinema con gli amici. Suspense e divertimento si mixano in una parodia di genere tutta al femminile dove non mancano colpi di scena e situazioni comiche.
Lontano da qui, di Sara Colangelo
Da vedere se: volete versare qualche lacrima.
Sara Colangelo vive a New York e Lontano da qui è il suo secondo lungometraggio. Presentato in anteprima mondiale al Sundance Film Festival 2018, dove ha vinto il premio alla Miglior Regia, è interpretato da Maggie Gyllenhaal, Gael Garcia Bernal e il piccolo Parker Sevak.
Lisa Spinelli (Maggie Gyllenhaal) è un’insegnate d’asilo con una passione totalizzante per la poesia.
Nonostante non sia particolarmente dotata, sa riconoscere il talento altrui e lo trova in un bambino della scuola in cui insegna, Jimmy. Arrivando a trascurare perfino la sua famiglia, Lisa decide di aiutare il piccolo a coltivare la sua dote, proteggendolo da una società troppo spesso indifferente a una grandezza così speciale.
Lontano da qui è il remake dell’omonimo film israeliano di Nadav Lapid ed è una bella storia di speranza.
Racconta quanta fatica e coraggio bisogna avere spesso per portare avanti ciò in cui si crede, soprattutto in età adulta quando la disillusione ha preso il sopravvento su sogni e ambizioni.
Animali fantastici 2 - I crimini di Grindelwald, di David Yates
Da vedere se: siete fan della saga (che continuerà fino a un quinto episodio).
Nonostante sia uscito a metà novembre, se ancora non avete Animali fantastici - I crimini di Grindelwald Natale potrebbe essere il giorno perfetto per recuperarlo al cinema con tutta la famiglia.
Il film è il secondo della saga firmata J.K. Rowling da una costola di Harry Potter e promette di farci compagnia ancora a lungo, visto che è stata la stessa autrice ad annunciare su Twitter di aver firmato per cinque episodi.
Per entrare appieno nella trama di questo nuovo capitolo dovete aver visto il primo e sarebbe meglio non foste proprio a digiuno d’informazioni nemmeno su Harry Potter. Solo così, nel tempo, riuscirete a trovare tutte le connessioni di personaggi e trama tra le due saghe.
Il primo film era terminato con l’arrivo a New York del perfido mago Grindelwald (Johnny Depp), pronto a guidare schiere di suoi simili contro gli spregevoli babbani (le creature senza poteri). Rientrato in patria, il magizoologo Newt Scamander (Eddie Redmayne) viene quindi reclutato dal professor Albus Silente (Jude Law) per fermare quello ai tempi della scuola di Hogwarts considerava il suo miglior amico.
Animali fantastici 2 - I crimini di Grindelwald è un episodio di passaggio: molti misteri si risolvono, altri s’infittiscono ancora di più. Ci sono momenti d’intrattenimento fantasy davvero alto - come la fuga di prigione di Gridewald - e purtroppo un po’ di animali fantastici in meno, ma se siete fan non potete non vederlo al cinema.
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Addio binge watching: perché siamo tornati a “gustare” le serie

Per anni il binge watching è stato raccontato come la grande conquista dello spettatore moderno. Niente più appuntamenti fissi, niente più attese, niente più cliffhanger lasciati in sospeso per una settimana. Le piattaforme di streaming avevano promesso un consumo libero e illimitato delle storie. A metà degli anni Duemila, guardare una serie “a puntate” sembrava una reliquia del passato, un gesto anacronistico. Noi pubblico seriale abbiamo iniziato ad abbuffarci di contenuti, passando da un titolo all'altro con la stessa frequenza con cui Carrie Bradshaw cambiava un paio di scarpe. Oggi, però, quel modello mostra i suoi limiti e sta lasciando spazio a una nuova – vecchia – forma di fruizione: il ritorno all’episodio come evento. Proviamo a capire perché.
Qui, intanto, le serie tv da vedere a gennaio su Netflix.
Stranger Things 5 e il ritorno alla frammentazione
Il segnale più evidente arriva proprio da Netflix, la piattaforma che più di ogni altra aveva legato la propria identità al rilascio in blocco delle stagioni e al concetto di binge watching. L’ultima stagione finale di Stranger Things è stata suddivisa in tre parti, distribuite in momenti diversi e non casuali: il primo atto a fine novembre, il secondo il 26 dicembre e l'ultimo episodio, della durata di un film, il primo di gennaio.
Tradotto strategicamente: vacanze, famiglie riunite, tempo libero, social accesi. Tre finestre perfette per far esplodere la conversazione. In pratica Netflix ha trasformato Stranger Things in una trilogia di eventi, quasi un festival più che una semplice stagione tv. Una scelta che riguarda un titolo di punta – certo - ma riflette anche una trasformazione più ampia nel modo in cui le storie vengono pensate, promosse e consumate.
Binge watching, da pregio a difetto
Per comprendere quanto siamo cambiati bisogna fare un passo indietro. Quando Netflix è arrivato in Italia eravamo abituati a guardare le serie o in televisione, con le pubblicità, o su payperview come Sky. Piattaforme come Raiplay e Mediaset Infinity venivano poco sfruttate, sia dal pubblico che dagli editori.
Le reali serie evento si contavano sulle dita di una mano. Chi ha vissuto l’epoca di Lost ricorda bene cosa significasse attendere un episodio. Ogni puntata era un appuntamento, ogni pausa una moltiplicazione di teorie, discussioni, aspettative. L'arrivo dello streaming e delle intere serie a disposizione ha placato la fame, ha consentito di assecondare il capriccio. Ma col tempo ha lasciato un po' di amaro in bocca.
Con Lost e in generale con l'appuntamento settimanale, la serie non esisteva solo nei quaranta minuti di messa in onda, ma nello spazio che li separava. Quel tempo di attesa costruiva legami tra gli spettatori e dava profondità al racconto. Un senso di comunità che con il binge watching certo non è mancato, ma che veniva esaurito nello spazio di un weekend. E questo è stato forse il più grande boomerang: titoli da centinaia di milioni di dollari che restano al centro della conversazione per pochi giorni, subito sostituiti dall’uscita successiva.
Tra milioni di titoli, la vera risorsa è l'attenzione
In un ecosistema sempre più competitivo, in cui, negli anni, si sono affacciati sempre più player, da Amazon Prime Video a Disney+, fino al recentissimo HBO Max, perdere in fretta l'attenzione del pubblico significa perdere valore. E mentre ci sono piattaforme, come Amazon Prime Video appunto, che strategicamente hanno diverse leve, lo stesso non può dirsi per Netflix o altri, che quindi hanno bisogno che se ne parli.
Disney+ lo ha capito prima di molti altri. Fin dal lancio ha puntato sul rilascio settimanale delle sue serie di punta, soprattutto quelle legate ai grandi franchise. HBO negli Usa non è mai sceso a patti con il binge watching, mantenendo l'appuntamento settimanale anche per Il trono di spade o – recentemente – lo spin-off House of the Dragon.
La pubblicazione frammentata risponde a questa logica. Una serie di punta distribuita in più blocchi resta visibile più a lungo, alimenta il dibattito e mantiene vivo l’interesse per settimane, se non mesi.
C’è però anche un altro fattore in gioco, che riguarda il pubblico. Dopo anni di maratone notturne e stagioni divorate in pochi giorni, qualcosa si è incrinato. Il binge watching ha reso le storie più rapide, ma anche più effimere. Si guarda di tutto, si commenta poco, si dimentica in fretta. Le cose belle vanno gustate. E invece la tendenza a volere sempre di più e a guardare tutto insieme porta a non godersi i dettagli. L’esperienza collettiva, quella che trasformava una serie in un fenomeno culturale, si è progressivamente assottigliata.
Lo streaming aveva cancellato tutto questo in nome dell’immediatezza. Ora, paradossalmente, sta cercando di recuperarlo. Non perché il pubblico voglia tornare alla televisione di una volta, ma perché le storie hanno bisogno di tempo per depositarsi nella mente, per creare immaginario, per diventare davvero parte della cultura pop. E in questo, ancora una volta, Stranger Things ha fatto scuola.
Cosa sarà, quindi, del binge watching?
In questo contesto, il binge watching non scomparirà. Resterà una modalità di consumo, utile per recuperare serie del passato o per chi preferisce una fruizione continua (una volta che tutti gli episodi saranno usciti, a rischio di spoiler).
Le grandi produzioni, quelle su cui le piattaforme investono davvero, hanno bisogno di essere accompagnate nel tempo, da una comunicazione che crei hype (tradotto: l'attesa) e da un lancio che consenta di seguirle e metabolizzare. In poche parole, di gustarle.
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Annullata la terza stagione di “With Love, Meghan” di Meghan Markle

Non ci sarà una terza stagione di With Love, Meghan.
Dopo mesi di indiscrezioni e risultati altalenanti, la serie televisiva lifestyle di Meghan Markle non tornerà su Netflix nella sua forma originale. A confermarlo sono più fonti vicine alla produzione, secondo cui la duchessa del Sussex avrebbe deciso di chiudere (almeno per ora) un capitolo lavorativo che lei stessa ha definito «molto impegnativo».
Una scelta che non segna però un addio definitivo al mondo lifestyle, ma piuttosto un cambio di strategia, più in linea con le nuove priorità personali e professionali di Meghan.
Lanciato con grande clamore nel marzo 2025, With Love, Meghan nasceva con l’ambizione di competere con regine del settore come Martha Stewart e Gwyneth Paltrow, portando sullo schermo una visione intima e domestica fatta di cucina, ospitalità e creatività quotidiana. Ma, nonostante una promozione massiccia, la seconda stagione, uscita ad agosto, non è riuscita a entrare nella Top 10 dei programmi più visti negli Stati Uniti, un dato che ha inevitabilmente pesato sulle decisioni future.
Secondo quanto riferito da alcuni insider, Netflix e Meghan Markle avrebbero comunque discusso la possibilità di realizzare speciali a tema festivo, dal 4 luglio a San Valentino. Al momento, però, non c’è nulla di ufficialmente in produzione.
La piattaforma, nonostante i numeri non esaltanti, considera comunque il progetto «un successo», anche grazie allo speciale natalizio del 2025, che avrebbe ottenuto buoni risultati a livello globale.
**Ecco cosa pensa (davvero) il principe Harry del successo dei nuovi progetti di Meghan Markle**
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Dal set al brand: perché Meghan Markle guarda oltre la serie
Più che una battuta d’arresto, la fine della serie sembra segnare una ridefinizione dell’identità pubblica di Meghan Markle, sempre più orientata verso il suo brand lifestyle As Ever.
**Cosa sapere sul brand As Ever di Meghan Markle**
Secondo fonti vicine alla duchessa, i contenuti di lifestyle, food e benessere non scompariranno, ma verranno proposti in una forma più agile, soprattutto attraverso i social. «Stesse passioni, ma in formato più breve e diretto», spiegano gli insider.
Nel frattempo, comunque, il rapporto con Netflix resta attivo: la piattaforma continua a collaborare con Meghan per As Ever e mantiene un accordo “first look” con lei e con il marito, il principe Harry, dopo la fine del loro contratto esclusivo multimilionario.
Per ora, dunque, With Love, Meghan si ferma qui. Ma per Meghan Markle il racconto lifestyle è tutt’altro che finito: cambia solo il formato, e forse anche il modo di parlare - e mostrarsi - al pubblico.
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5 nuove serie tv da vedere a Gennaio

Cosa guardare stasera? Quante volte vi è capitato di domandarvelo, per poi passare minuti e minuti a fare scrolling indecisi? Le nuove serie tv da vedere su Netflix, Prime Video, Disney+, NOW, Paramount+, Rai Play e Apple TV+ sono tantissime e ogni mese orientarsi nella ricchissima offerta dalle piattaforme streaming è davvero difficile.
Per questo abbiamo pensato di aiutarvi nella scelta con una selezione di titoli che, secondo noi, non potete perdere. Ecco allora le 5 nuove serie tv da vedere a Gennaio.
Da non farsi sfuggire ci sono anche Gigolò per caso - La Sex Guru (su Prime Video dal 2 gennaio), la seconda stagione di A Thousand Blows (su Disney+ dal 9 gennaio), la terza stagione di Teheran (su Apple Tv dal 9 gennaio), la seconda stagione di The Night Manager (su Prime Video dall'11 gennaio), Star Trek: Starfleet Academy (su Paramount+ dal 15 gennaio), A Knight Of The Seven Kingdoms (su HBO Max dal 18 gennaio), Wonder Man (su Disney+ dal 28 gennaio), la terza stagione di Shrinking (su Apple TV dal 28 gennaio), la prima parte della quarta stagione di Bridgerton (su Netflix dal 28 gennaio).
Buona visione!
** Le serie tv più belle da vedere su Netflix **
** Le più belle serie tv da vedere su Amazon Prime Video **
5 nuove serie tv da vedere a Gennaio
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Girl Taken dall’8 gennaio su Paramount+
Adattamento televisivo del romanzo Baby Doll di Hollie Overton, la miniserie thriller britannica in 6 episodi segue la vita delle gemelle Lily e Abby Riser, la cui esistenza viene sconvolta quando Lily viene rapita da Rick Hansen, un loro stimato insegnante del liceo.
Tenuta prigioniera per diverso tempo, Lily riesce finalmente a fuggire e a tornare a casa, ma i traumi subiti e il fatto che il suo aguzzino sia ancora a piede libero determinano il controllo sulla sua vita, rendendo il suo ritorno in libertà molto difficoltoso, anche nel rapporto con la sorella.
Nel cast Alfie Allen (Game Of Thrones), Jill Halfpenny, Tallulah e Delphi Evans.
Gomorra: Le origini dal 9 gennaio su Sky e NOW
Nuova serie prequel della celebre saga andata in onda su Sky, Gomorra: Le origini è ambientata a Napoli alla fine degli anni Settanta e racconta l’ascesa di un giovanissimo Pietro Savastano (Luca Lubrano).
Cresciuto in povertà, Pietro desidera un riscatto e la sua occasione arriva dopo l’incontro con Angelo ‘a Sirena che lo introduce nel mondo della malavita.
Una serie che permette ai fan di scoprire la genesi di personaggi iconici come Pietro e Imma, mostrando come hanno forgiato giovanissimi il loro destino criminale.
Fabrizio Corona: Io sono notizia dal 9 gennaio su Netflix
La serie Netflix ripercorre l’ascesa e la caduta di Fabrizio Corona, analizzando la sua parabola mediatica dagli scandali di Vallettopoli all’esplosione dei social media.
Tra realtà e messa in scena, la serie mostra l’ossessione di Corona per il successo e il racconto dietro le quinte sul complesso rapporto che il “re dei paparazzi” ha avuto con la figura paterna.
Curiosi o no, la serie Netflix punta a essere non solo il ritratto di una personalità nota controversa, ma anche la narrazione di cosa sia stato - e sia - il gossip in Italia dagli anni ’90 al nostro oggi con la produzione continua di contenuti social.
The Beauty dal 22 gennaio su Disney+
Ryan Murphy (American Horror Story) torna a turbarci in veste di showrunner con questo fanta-horror basato sull’omonima graphic novel di Jeremy Haun e Jason A. Hurley.
La storia ruota attorno alla diffusione di una malattia trasmissibile sessualmente che trasforma chi ne è affetto nella versione perfetta di sé.
Purtroppo il virus però si rivela letale e il contraltare di una incredibile bellezza in vita è una morte davvero cruenta.
Gli agenti dell’FBI Cooper Madsen (Evan Peters) e Jordan Bennett (Rebecca Hall) si trovano a indagare su una serie di morti sospette nell’alta moda, scoprendo una cospirazione che coinvolge un importante imprenditore tech (Ashton Kutcher).
The Paper su Sky e Now dal 26 gennaio
The Paper è l’attesissimo sequel/spin-off di The Office, creato proprio dagli showrunner Greg Daniels e Michael Koman.
Ambientata nello stesso universo narrativo della serie cult con Steve Carell, The Paper ha come protagonista la troupe che per anni ha documentato la vita alla Dunder Mifflin e che ora si è spostata nel Midwest per seguire le sorti degli impiegati alla Toledo Truth Teller, uno storico quotidiano locale ora in declino.
A capo della testata c’è Ned Sampson (Domhnall Gleeson), un ex venditore di carta igienica senza esperienza giornalistica, che ha il compito di rilanciarla.
Nel cast anche Sabrina Impacciatore, Chelsea Frei, Ramona Young e molti altri.
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7 serie tv da vedere se vi è piaciuto Stranger Things

** Cosa guardare su Netflix - catalogo aggiornato **
**Cosa guardare su Amazon Prime - catalogo aggiornato**
7 serie tv simili a Stranger Things
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Twin Peaks
Non è solo una delle più popolari serie televisiva horror-misteriosa, ma anche un classico cult al punto che secondo molti alcune parti di Stranger Things trovano ispirazione in Twin Peak.
Sviluppato da Mark Frost e David Lynch, Twin Peaks segue l'agente speciale dell'FBI Dale Cooper e lo sceriffo locale, Harry S. Truman, nella piccola e inquietante cittadina di Twin Peaks, dove iniziano a indagare sull'omicidio di una ragazza del posto.
La serie televisiva originale è iniziata nel 1990 ed è stata cancellata nel 1991. Dopo una pausa di 25 anni, i creatori hanno rianimato lo spettacolo nel 2017 per una terza stagione.
Oltre alla sua lunga storia, Twin Peaks è diventato famoso anche per il suo cast corale che vale la pena vedere all'opera.
I Am Not Okay With This
Se vi piace Undici in Stranger Things, allora dorerete anche Sydney Novak (Sophia Lillis) in I Am Not Okay With This. Ma c'è una grande differenza tra i due spettacoli.
I Am Not Okay With This è una black comedy di formazione; il che significa che la serie originale Netflix è una versione divertente e leggera della storia di un'adolescente che sviluppa poteri telecinetici.
Mentre gestisce le sue nuove abilità, Sydney deve anche affrontare le complessità della sua vita al liceo, le emozioni adolescenziali, la sessualità e il recente suicidio di suo padre.
Locke & Key
Riverdale
Ambientato nella città immaginaria di Riverdale, questa serie tv segue un gruppo di adolescenti che hanno deciso di indagare sull'omicidio di Jason Blossom.
Segreti e misteri fanno da filo conduttore dell'intera serie e le avventure di Riverdale arrivano a limiti del sovrannaturale.
Lo show ha attualmente sei stagioni (con l'ultima che andrà in onda all'inizio del 2023) ed è uno dei più grandi successi di Netflix fino ad oggi.
The Umbrella Academy
Un altro successo Netflix che racconta la storia dei sette membri dell'Academy, tutti nati lo stesso giorno da donne che non erano incinte quella mattina.
Sono "fratelli di laboratorio" adottati e addestrati da un miliardario masochista, che lascia i bambini con cicatrici con cui devono fare i conti da adulti. Ma le ombre e i misteri del passato non tarderanno ad arrivare.
Lost
Sicuramente questa è una serie tv di cui avete già sentito parlare. Disponibile su Amazon Prime, mette insieme segreti e misteri con il paranormale e una serie innumerevole di plot twists.
Nonostante la sua natura un po' meno lineare, Lost possiede tutto ciò che un amante di Stranger Things può ricercare.
Dark
Dark è il primo show in lingua tedesca di Netflix e segue le vicende di quattro famiglie che vivono in una città dove molti bambini stanno misteriosamente scomparendo.
A differenza di Stranger Things, in Dark non ci sono mostri alieni o un altro mondo. Piuttosto, questa serie fa perno su i viaggi nel tempo, la fantascienza e altre teorie e temi complessi che vi faranno mettere in discussione la vita, l'universo e tutto ciò che conoscete.
Lo spettacolo, lungo 3 stagioni, vanta una narrativa potente e mantiene la promessa di stimolare costantemente la vostra psiche.
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