A due ore da Milano c’è il salto d’acqua più alto d’Italia: ecco quando ammirarlo nel 2026
Riaprono le Cascate del Serio: sabato 13 giugno 2026, alle 11 in punto, il salto d’acqua più alto d’Italia torna a rombare per soli trenta minuti. Mezz’ora in cui la parete rocciosa sopra Valbondione si trasforma in un muro d’acqua di 315 metri, diviso in tre salti spettacolari.
Siamo in alta Val Seriana, nel cuore delle Alpi Orobie, a circa 1.750 metri di quota. Un luogo che, da anni, attira escursionisti, fotografi e famiglie curiose di assistere a questo “interruttore” naturale che si accende solo cinque volte l’anno.
Cascate del Serio 2026: dove sono e perché sono speciali
Le Cascate del Serio si trovano nel territorio di Valbondione, ultimo comune della Val Seriana bergamasca. Secondo Visit Bergamo, con i loro 315 metri complessivi sono considerate le cascate più alte d’Italia e tra le più imponenti d’Europa.
L’acqua precipita in tre salti successivi che, nei giorni di apertura, scaricano in mezz’ora circa 10.000 metri cubi d’acqua. Un dato che aiuta a capire perché, quando il rilascio inizia, il fragore rimbalza su tutta la valle e il panorama cambia letteralmente sotto i vostri occhi.
Perché “si aprono”: la diga del Barbellino e il calendario 2026
Lo spettacolo non è continuo perché il corso del fiume Serio viene regolato dalla diga del Barbellino, costruita negli anni Trenta per la produzione di energia idroelettrica. Da fine anni Sessanta, grazie a un accordo tra Comune di Valbondione ed Enel, ogni estate vengono fissate alcune aperture programmate.
Per il 2026 il calendario ufficiale prevede cinque date, tutte della durata di circa mezz’ora:
- 13 giugno 2026, ore 11:00-11:30 (sabato, prima apertura stagionale)
- 11 luglio 2026, ore 22:00-22:30 (sabato, unica apertura notturna)
- 16 agosto 2026, ore 11:00-11:30
- 13 settembre 2026, ore 11:00-11:30
- 11 ottobre 2026, ore 11:00-11:30
La novità di quest’anno è la doppia apertura di sabato, perfetta per organizzare un weekend lungo in montagna. Il consiglio è di controllare sempre, prima di partire, eventuali aggiornamenti sul sito ufficiale del turismo di Valbondione, in caso di maltempo o esigenze tecniche.
Come arrivare: sentieri, tempi e punti panoramici
Il punto di partenza più classico è il paese di Valbondione. Da qui si segue il sentiero che porta verso il Rifugio Curò e l’Osservatorio di Maslana, uno dei balconi naturali più gettonati per assistere alla cascata. Il percorso principale, indicato dai sentieri CAI (come il 305), richiede circa un’ora e mezza di cammino, con un dislivello intorno ai 400 metri.
La camminata è considerata di difficoltà bassa-media: fattibile per famiglie e gruppi abituati a passeggiare in montagna, ma sconsigliata con passeggini o scarpe da città. Nei giorni di apertura l’affluenza è alta, quindi conviene partire presto per garantirsi un posto panoramico.
Esiste anche un’alternativa molto scenografica: raggiungere Lizzola e utilizzare la seggiovia che porta verso i rifugi della zona. Dalle terrazze di Mirtillo, Campel e Due Baite si osservano i tre salti delle cascate da una prospettiva più laterale e decisamente instagrammabile.
Parcheggio, ticket e consigli pratici per il 13 giugno
Se arrivate in auto, nei giorni di apertura è previsto un ticket parcheggio obbligatorio per auto, camper e pullman. Diverse guide segnalano un costo indicativo di circa 5 euro per l’intera giornata, acquistabile anche online e da esporre sul cruscotto. L’area principale è quella del centro sportivo di Valbondione, con ingresso consigliato entro le 8:30 nelle giornate di rilascio.
Organizzate gli orari al contrario: contate un’ora e mezza di salita, un po’ di margine per trovare posto e sistemarvi, e solo alla fine pensate all’orario della cascata. Arrivare all’ultimo minuto significa rischiare di vedere poco o niente.
Nello zaino non dovrebbero mancare scarponcini o scarpe da trekking, k-way o impermeabile leggero, acqua, snack, crema solare e un pile, anche a giugno. Per l’apertura notturna dell’11 luglio aggiungete torcia frontale, strati termici in più e grande attenzione alla discesa al buio, soprattutto se siete con bambini.
Un’idea weekend tra rifugi e leggenda
Le due aperture di sabato rendono il 2026 particolarmente interessante per chi vuole trasformare la gita alle cascate in una fuga di due giorni. Potete salire a vedere lo spettacolo, fermarvi in rifugio per pranzo o per la notte, e dedicare il giorno successivo a un trekking più tranquillo verso i laghi del Barbellino o al borgo di Maslana, con le sue baite in pietra.
La zona gioca anche con un pizzico di magia. Una leggenda racconta di una nobildonna rinchiusa in un castello dalla gelosia di un signore locale, e delle lacrime versate dal suo innamorato, un giovane pastore. Quelle lacrime, dicono, avrebbero dato origine al fiume e alle cascate. Un tocco romantico che, tra uno scatto e l’altro, non guasta mai.
Sabato 13 giugno sarà il primo appuntamento per vedere tutta questa potenza d’acqua in azione. Se vi stuzzica l’idea, è il momento di segnare la data in agenda, prenotare il parcheggio e iniziare a pensare a quale sentiero scegliere. Le Cascate del Serio non aspettano.
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