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Una ricerca suggerisce che Venere potrebbe aver avuto in passato una luna che alla fine si è schiantata sul pianeta

Una ricerca suggerisce che Venere potrebbe aver avuto in passato una luna che alla fine si è schiantata sul pianeta

foto di Grazia.it Grazia.it — 12 Ottobre 2026
luna hero piccola
Una nuova ricerca di astrofisica suggerisce che Venere, oggi solissimo nel cielo, abbia avuto una luna: un satellite tragicamente finito schiantato sul pianeta che lo aveva generato

Nel Sistema solare solo due pianeti rocciosi non hanno satelliti naturali: Mercurio e Venere. Fin qui nulla di strano, se non fosse che Venere è il quasi-gemello della Terra, che invece sfoggia una Luna enorme.

Capire se Venere aveva una luna non è semplicmente una curiosità per addetti ai lavori: significa riscrivere la storia del pianeta, della sua rotazione lentissima e forse persino del suo clima infernale.

Nel 2026 uno studio pubblicato su The Astrophysical Journal e guidato dall’astrofisico Stephen R. Kane dell’Università della California, Riverside, propone uno scenario tanto elegante quanto drammatico: una luna nata da un impatto gigante, vissuta per centinaia di milioni di anni e infine trascinata dalle forze mareali a schiantarsi su Venere.

Perché il fatto che Venere sia senza luna è un mistero

Terra e Venere hanno dimensioni e massa molto simili, sono fatti di roccia e orbitano quasi alla stessa distanza dal Sole. In teoria dovrebbero aver vissuto una giovinezza comparabile, con grandi impatti e detriti in abbondanza.

Sul nostro pianeta, da uno di quegli impatti sarebbe nata la Luna, che oggi si allontana di circa 4 centimetri all’anno. È un satellite enorme rispetto alla Terra, stabilizza l’asse di rotazione e regola le maree oceaniche.

Che Venere, quasi identico per taglia, sia del tutto privo di lune è quindi un rebus. Gli scenari in gioco finora erano tre: non ha mai formato un satellite; lo ha perso in seguito a un altro impatto; oppure una luna c’è stata, ma le interazioni gravitazionali l’hanno condannata.

La rotazione attuale di Venere aggiunge fascino al giallo: il pianeta impiega circa 243 giorni terrestri per compiere un giro su se stesso e lo fa in senso retrogrado, cioè al contrario rispetto quasi tutti gli altri pianeti.

(Continua sotto la foto)

cielo luna oroscopo hero

Il nuovo studio: come nasce e muore la luna

Lo studio di riferimento parte dallo stesso tipo di impatto gigante ipotizzato per la nascita della nostra Luna. Un proiettile planetario colpisce il giovane pianeta Venere, solleva un’enorme nube di detriti rocciosi e da quel disco si aggrega un satellite.

Nelle simulazioni, questa luna può avere da un centesimo a dieci volte la massa del nostro satellite, mentre Venere appena formato ruota tra 5 e 100 ore. Sulla carta, molte combinazioni sembrano stabili per miliardi di anni.

Il punto chiave è il gioco delle forze mareali. Se il pianeta ruota più in fretta dell’orbita della luna, come nel caso Terra-Luna, le maree spingono il satellite verso l’esterno. Ma Venere è molto vicino al Sole, che frena la sua rotazione: col tempo la giornata si allunga, finché la velocità di rotazione diventa più lenta del moto della luna.

Gli astrofisici descrivono questo equilibrio con il concetto di raggio sincrono, la distanza in cui il periodo orbitale della luna coincide con la rotazione del pianeta. Quando, per il rallentamento di Venere, il raggio sincrono supera l’orbita del satellite, il “verso” delle maree si inverte e la luna inizia a migrare verso l’interno.

Secondo lo studio, per rotazioni iniziali più lente di circa 15 ore o per lune particolarmente massicce il destino è segnato. Entro 1,7 miliardi di anni il satellite attraversa il limite di Roche, circa 17.000 chilometri dal centro di Venere, dove viene fatto letteralmente a pezzi dalla gravità.

Prima di cadere, la luna si trasformerebbe in un anello di detriti temporaneo, una sorta di mini-Saturno venusiano. Molto di quel materiale ricadrebbe poi sulla superficie, forse contribuendo al grande rimodellamento avvenuto circa un miliardo di anni fa che ha cancellato molte tracce del passato del pianeta.

Cosa ci racconta la luna perduta su Venere e sugli altri mondi

In questo quadro, la caduta della luna potrebbe aver ceduto a Venere una quantità enorme di momento angolare, rallentandone la rotazione fino ai 243 giorni attuali e forse contribuendo alla rotazione retrograda. Un colpo di energia sufficiente a influenzare vulcanismo, atmosfera e, in ultima analisi, destino climatico.

Gli scienziati restano prudenti: per ora si tratta di scenari compatibili con la fisica, non di una prova definitiva. Esistono anche modelli alternativi, ma tutti indicano che per un pianeta lento e vicino alla stella mantenere un grande satellite è difficilissimo.

Questo non riguarda solo il nostro Sistema solare. Secondo diversi studi sugli esopianeti, molti mondi rocciosi simili a Venere, in orbita molto vicina alla propria stella, potrebbero essere nudi, privi di lune massicce che stabilizzino l’asse e i cicli climatici. La presenza di una grande luna diventa quindi un tassello in più da valutare nella ricerca di mondi abitabili.

Per capire se la luna perduta di Venere è esistita davvero serviranno dati diretti. Le future missioni verso il pianeta, come la sonda DAVINCI della NASA, misureranno composizione atmosferica e isotopi dei gas nobili, alla ricerca di tracce chimiche compatibili con un grande impatto e con la caduta di enormi quantità di materiale sulla superficie.

Nel frattempo l’idea che Venere abbia inghiottito la sua luna resta un’ipotesi affascinante: pianeta e satellite che nascono insieme, si allontanano e alla fine collidono, cambiando per sempre il volto del mondo più luminoso del nostro cielo.

© Riproduzione riservata

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