Che estate sarebbe senza un vestito bianco? Sicuramente molto meno chic!

Il summer dress per eccellenza? Noi non abbiamo davvero alcun dubbio: la prima immagine che ci viene in mente è quella di un bel vestito bianco, fresco e chic al punto giusto. Anche a voi? Bene, allora siete nel posto giusto perchè oggi vi mostriamo gli abiti bianchi di cui avrete bisogno quest'estate.
Sì, perchè il bianco è una scelta elegante tutto l'anno, per carità, ma nella bella stagione diventa proprio una necessità: sia per le temperature elevate che ci fanno prediligere nuance chiare, sia per il contributo in termini di glamour che questo colore sa regalare ai nostri outfit.
Da Maggio a Settembre inoltrato è vietato quindi farne a meno! Anche perchè i modelli di vestiti candidi in circolazione sono talmente tanti e così variegati che sarà molto difficile non trovare quello più adatto ai vostri gusti e alle vostre esigenze di stile.
Midi, mini o maxi, con voluminose maniche a sbuffo o con spalline sottili, in cotone o in pizzo lavorato, con fiocchetti bon ton o con romantiche applicazioni floreali: avrete solo l'imbarazzo della scelta, fidatevi!
Vestiti bianchi: le varianti di cui innamorarsi quest'estate
SARA ROKA
Credits: sararoka.com
MANGO
Credits: shop.mango.com
SANDRO PARIS
Credits: it.sandro-paris.com
ROTATE BIRGER CHRISTENSEN
Credits: rotatebirgerchristensen.com
RESERVED
Credits: reserved.com
MARELLA
Credits: it.marella.com
PRIMARK
Credits: primark.com
H&M
Credits: 2.hm.com
STRADIVARIUS
Credits: stradivarius.com
TWINSET MILANO
Credits: twinset.com
COS
Credits: cosstores.com
ZARA
Credits: zara.com
© Riproduzione riservata
Voglia di shopping? Da Mango abbiamo trovato 11 fashion must che vi faranno gola

Febbraio fa rima con shopping...tutte d'accordo, vero? Bene, allora possiamo parlare senza sensi di colpa dei must have più meritevoli di entrare a far parte del nostro guardaroba prossimamente.
Per costruire al meglio la nostra wish list mensile, abbiamo sbirciato nella sezione dei nuovi arrivi sull'e-commerce di Mango e abbiamo fatto decisamente bene
Sì, perchè il brand spagnolo difficilmente ci delude quando cerchiamo pezzi cool per costruire look stilosi in poco tempo (e possibilmente senza andare sul lastrico).
I capi che hanno colpito subito la nostra attenzione? Un bel cappotto doppiopetto dal taglio pulito ed essenziale che si presta a tanti abbinamenti diversi. Un pullover in lana a trecce con dettaglio asimmetrico in una nuance color panna, perfetto anche sulla gonna midi ton sur ton.
Ma anche un completo composto da blazer + pantaloni con le pinces in un bel verde oliva, una giacchina in tweed melange super chic e dei jeans flare a vita media in denim scuro.
Tra gli accessori meritano senz'altro una menzione la shopper stampa zebra, capiente e cool, gli orecchini pendenti con pietre dure colorate e le pumps con cinturino alla caviglia in un color tortora passe-partout.
E voi di quali must have sentite di aver bisogno immediato?
11 pezzi must da acquistare da Mango a Febbraio
Cappotto doppiopetto, MANGO
Pullover in lana a trecce, MANGO
Gonna midi plissettata, MANGO
Pantaloni con le pinces, MANGO
Orecchini con pietre, MANGO
Giacca melange, MANGO
Jeans flare a vita media, MANGO
Shopper stampa zebra, MANGO
Pumps con cinturino alla caviglia, MANGO
Giacca corta in lana, MANGO
Credits: shop.mango.com
© Riproduzione riservata
I 10 brand più desiderati del momento? Sul podio ci sono Saint Laurent, Miu Miu e Cos...

Tempo di bilanci per il mondo della moda: l'inizio di febbraio porta con sé il Lyst Index Q4, ovvero la lista dei brand e dei must-have che Lyst, una delle più grandi piattaforme di fashion intelligence, ha riconosciuto come i più desiderati nell'ultimo quadrimestre del 2025.
Si tratta di una classifica di cui parliamo spesso e che amiamo osservare, e raccontare, perché dice tante delle abitudini dei consumatori: mostra ad esempio la risposta di questi ai cambi di direzione creativa, che si fanno sempre più frequenti, o la fedeltà ai brand leader del segmento luxury.
In particolare, in questa ultima classifica, svela come l'attaccamento alle grandi griffes stia forse calando, con la riconferma di COS – etichetta di fast fashion del gruppo Inditex - al terzo gradino del podio.
Sopra a Ralph Lauren e un gradino sotto Miu Miu, che dopo l'egemonia delle ultime stagioni si trova, da due classifiche, in seconda posizione.
Il brand più desiderato? Saint Laurent, che sotto la direzione creativa di Anthony Vaccarello, che quest'anno compie dieci anni, ha ritrovato l'hype.
Oltre all'elenco dei marchi però, Lyst monitora anche gli accessori e i capi più cercati e desiderati. I più forti sul mercato, quelli che se provate a cercarli e ad acquistarli li troverete spesso solo-out.
Anche qui, tra conferme e novità, salta all'occhio la presenza di un altro brand di casa Inditex, sempre sul podio.
Si tratta di Massimo Dutti, la firma più quiet luxury (e di posizionamento alto) dei proprietari di Zara.
A che posto si trova, e chi lo circonda, lo potete scoprire qui sotto, dando un'occhiata ai dieci must have più desiderati dell'ultimo quadrimestre del 2025.
10. Il cappotto di LEMAIRE
Wrap coat in lana double-face, LEMAIRE.
Credits: Ssense.com
9. I jeans Alina di VICTORIA BECKHAM
Jeans a gamba larga e vita alta Alina, VICTORIA BECKHAM.
Credits: Net-a-Porter.com
8. Le slingback Vendôme di SAINT LAURENT
Slingback Vendôme in vernice con tacco 10, SAINT LAURENT.
Credits: Harveynichols.com
7. La felpa di PARKE
Felpa Varsity con collo a cratere, PARKE.
Credits: Parkeofficial.com
6. Le ballerine Zora di UGG
Ballerine in camoscio con soletta in montone e agnello, UGG.
Credits: Ugg.com
5. La borsa Paddington di CHLOÉ
Borsa Paddington in pelle granata, CHLOÉ
Credits: Chloe.com
4. La sciarpa di BURBERRY
Sciarpa in cashmere a quadri con frange, BURBERRY.
Credits: Net-a-Porter.com
3. Il beanie Bird di ARC'TERYX
Beanie Bird in poliestere riciclato, ARC'TERYX.
Credits: Arcteryx.com
2. Il piumino di MASSIMO DUTTI
Piumino imbottito, MASSIMO DUTTI.
Credits: Zalando.it
1. Il maglione con la zip di POLO RALPH LAUREN
Maglia in cotone a trecce con cerniera, POLO RALPH LAUREN.
Credits: Ralphlauren.it
© Riproduzione riservata
11 key pieces del guardaroba da comprare da H&M a Febbraio

Il dress code perfetto per affrontare il mese di Febbraio con un boost di stile? Un mix di capi super caldi e ancora" invernali" ma con qualche tocco che strizza l'occhio alla nuova stagione. Perchè, ovvio, fa ancora molto freddo, però la primavera si sta avvicinando a grandi passi.
Per scovare i pezzi giusti da avere, abbiamo sbirciato sull'e-commerce di H&M che ha sempre in serbo per noi tante novità cool da provare.
A "convincerci al ciao" stavolta sono stati nell'ordine: una blusa a pois con dettaglio bon ton, dei jeans wide leg in denim chiaro, una camicia a righe passe-partout e una maglia peplum in un delizioso color giallo burro (eh già, ancora lui! Non accenna a perdere appeal).
E ancora: un completo burgundy, un abito in maglia a coste pronto a risolvere ogni dilemma in fatto di look, anche all'ultimo minuto.
Tra gli accessori imperdibili non possiamo non citare una sciarpina, rigorosamente a triangolo come vuole il trend di stagione, dei mocassini "da barca" e una maxi borsa a spalla in suede.
E voi di quale di questi fashion must sentite di aver bisogno adesso?
H&M: 11 must have da acquistare nel mese di Febbraio
Blusa a pois, H&M
Bermuda in suede, H&M
Cappottino corto in lana, H&M
Pantaloni con le pinces in coordinato, H&M
Mocassini da barca, H&M
Abito in maglia a coste, H&M
Borsa a spalla in suede, H&M
Maglia peplum, H&M
Jeans wide leg, H&M
Camicia a righe, H&M
Pantaloni manlike con le pinces, H&M
Sciarpina a triangolo, H&M
Credits: 2.hm.com
© Riproduzione riservata
Grazia.it talks with: Alice Pons

Non avremmo potuto scegliere momento migliore per parlare di questo brand. Tra meno di due settimane arriverà nelle sale la molto attesa, e molto chiacchierata, reinterpretazione cinematografica di "Cime Tempestose" con la regia di Emerald Fennell e un cast stellare composto da Margot Robbie e Jacob Elordi.
Il film, già dai primi trailer, ha scaldato gli animi (non senza qualche polemica) e riportato in auge quell'estetica gotico-romantica fatta di crinoline, velluto e, ça va sans dire, corsetti. Del resto, se dovessimo pensare a uno dei capi d'abbigliamento più rappresentativi dell'epoca vittoriana in cui l'opera è ambientata, il corset sarebbe tra i primi a venirci in mente.
Le origini di questo capo sono molto antiche: i primi esempi si trovano addirittura durante l'epoca minoica ma è sicuramente durante il regno di Elisabetta I (XVI secolo) che assume le caratteristiche estetiche con cui lo conosciamo mentre sarà l'Ottocento a renderlo uno dei capi emblematici del guardaroba femminile. Nel Novecento, con la nascita dei primi movimenti femministi all'inizio del secolo, il corsetto verrà progressivamente abbandonato e relegato a oggetto di costrizione femminile e sinonimo di sottomissione agli ideali patriarcali.
Nonostante tutto eserciterà sempre una forte, fortissima fascinazione anche nella moda contemporanea e tra i designer dei nostri giorni: ieri Jean Paul Gaultier e Vivienne Westwood, oggi Dilara Findikoglu sono solo alcuni degli stilisti che l'hanno portato in passerella con nuovi significati e valenze, libere da vecchi pregiudizi e capaci di esprimere nuove esigenze e idee di femminilità.
Ed è proprio in questo nuovo filone che si inserisce Alice Pons, giovane designer, fondatrice del brand omonimo che ha fatto del corsetto la sua chiave espressiva. Nato nel 2019 come marchio di corsetteria couture, nasce del desiderio di Alice, dopo la formazione al London College of Fashion, di riportare il corsetto storico nel presente, trasformandolo in un pezzo contemporaneo, versatile e adatto alla vita di oggi.
Realizzati interamante da manifatture italiane in Italia, i corsetti di Alice Pons si focalizzano sulla vestibilità e diventano capi pensati per durare nel tempo, essere riutilizzati e tramandati. Ideati come pezzi per event wear e le occasioni più special, Alice ha immaginato poi una parte di everyday bespoke e bridal su misura per le spose. Il fascino e i modelli rimandano ad atmosfere lontane, come suggeriscono le immagini della campagna, che richiamano le atmosfere rinascimentali, ma l'approccio al suo uso è decisamente contemporaneo.
Abbiamo intervistato Alice Pons per farci raccontare l’origine del brand...
Partiamo dal principio: com'è nata l'idea di incentrare tutto sul corsetto?
«L’idea nasce durante i miei studi di Fashion Design a Londra, dall’incontro tra la passione per la storia dell’arte, i film d'epoca e la fotografia. Il corsetto è stato il primo capo in cui mi sono riconosciuta completamente: complesso, strutturato, carico di storia, ma capace di parlare anche al presente. Mi sono resa conto che mancava un approccio essenziale e contemporaneo a un capo così iconico. Partire da un solo prodotto è stata una scelta giustissima, che mi ha permesso di costruire un’identità chiara, forte e immediatamente riconoscibile».
Quali sono state le difficoltà iniziali nell'avviare il tuo brand?
«La prima piccola difficoltà all’inizio è stata far superare i preconcetti legati al corsetto, spesso percepito come un capo scomodo o addirittura pericoloso. È stato necessario spiegare e dimostrare che si trattava di corsetti moderni e flessibili, progettati per essere realmente indossati nella vita quotidiana, pensati per il corpo e non contro di esso. A questo si è aggiunta la complessità produttiva: il corsetto è uno dei capi più difficili da realizzare, richiede tempi lunghi, competenze altamente specializzate e materiali molto specifici.
Un’altra difficoltà importante è stata partire da zero, senza investimenti iniziali. Questo ha richiesto molta costanza, pazienza e una visione a lungo termine: un percorso costruito lentamente, nell’arco di circa sette anni. Nonostante questo, ho sempre ricevuto un riscontro molto positivo: le mie creazioni, quando incontrano le persone giuste, lasciano un segno. È stato proprio questo riconoscimento costante a non farmi mai perdere la fiducia e a spingermi a continuare».
Il corsetto è un capo particolare e che porta con sé significati diversi (seduzione ma anche, per alcuni, "costrizione"). Per te cosa rappresenta oggi?
«Per me il corsetto oggi rappresenta libertà. È uno strumento di consapevolezza del corpo: sostiene, valorizza, modifica la postura e il modo in cui ci si muove e ci si percepisce. Non lo vedo come un simbolo di costrizione o di seduzione imposta, ma come un oggetto di trasformazione temporanea, quasi un gioco. È storia che prende vita sul corpo, è un viaggio nel tempo».
Il corsetto non è un capo semplicissimo da abbinare. Se dovessi proporre un look con cui partire?
«Direi corsetto e jeans. È l’abbinamento più immediato e naturale: la struttura del corsetto dialoga con la semplicità e sportività del denim.
È il modo più efficace per togliere al corsetto quell’aura “intoccabile” e riportarlo nella quotidianità, senza perdere eleganza».
Da qualche tempo è nato lo "spin off" Alice Pons Bridal, dedicato alle spose. Quali sono le differenze principali (e le difficoltà) rispetto al brand principale?
«La differenza principale sta nel servizio, più che nell’estetica. Il bridal è un percorso molto più lungo, intimo e completamente one-to-one. Ogni abito nasce da zero e viene costruito intorno alla sposa. Creativamente, però, non c’è una vera separazione: la sposa Alice Pons è una naturale evoluzione del brand, ancora più couture e complessa, ma sempre coerente con la stessa direzione creativa».
I social ti hanno aiutata a costruire una community molto affiatata. Un aspetto positivo e uno negativo (se c’è) di questo lato del lavoro?
«Il lato positivo è la possibilità di dialogare direttamente con le persone, creare una community anche internazionale e raccontare il processo, la quotidianità e la realtà dietro ogni progetto, non solo il risultato finale. Quello negativo è la pressione costante: la richiesta continua di contenuti rischia di appiattire la percezione del lavoro creativo, che invece richiede tempo e lentezza. Alcuni capi e alcune immagini meriterebbero di essere osservati con più attenzione. Detto questo, senza i social il brand non sarebbe dove è oggi, quindi cerchiamo di usarli nel modo più efficace».
Hai avuto modo di vestire anche la cantante Elodie. Quali altri personaggi e celeb ti piacerebbe indossassero il tuo brand?
«Mi interessa vestire donne con una forte identità, più che inseguire nomi specifici. Negli ultimi anni mi sto allontanando sempre di più dal mondo celebrity e trovo molta più soddisfazione nel vestire la clientela reale: le donne che scelgono davvero i miei capi e li vivono nel tempo. Un abito amato e indossato più volte mi dà una gioia molto più grande di una comparsa occasionale su una celebrity. Detto ciò, non mi dispiacerebbe vestire Dua Lipa o Tilda Swinton».
Come ti piacerebbe che Alice Pons “crescesse”? Quali sona i progetti a cui stai lavorando e che puoi svelarci?
«Immagino una crescita lenta ma solida, senza snaturare il cuore del brand. Sto lavorando sull’ampliamento dell’immaginario, su collaborazioni mirate e su progetti speciali che uniscono moda, arte e fotografia. Mi interessa più la profondità che la scala: preferisco fare meno, ma farlo molto bene, ed essere riconosciuta per delle creazioni molto particolari
Ultima domanda: se Alice Pons fosse una una canzone o una musica quale sarebbe?
«Sarebbe qualcosa di classico ma emotivamente potente: una traccia techno costruita su melodie classiche, rigorosa e ipnotica, capace di attraversare il tempo».
© Riproduzione riservata