Il trench: 5 cose che dovete sapere
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La storia e le curiosità sull'impermeabile più famoso della moda
Annoverato tra i capi più amati dal cinema e oggetto di culto per gli esperti di vintage, il trench attraversa epoche e si guadagna un posto nella Hall of Fame della moda. D’altronde Michael Kors lo aveva detto: «Metti un trench, e all'improvviso ti senti Audrey Hepburn che passeggia lungo la Senna». Oggi gli stilisti lo riportano in passerella con tessuti high-tech e colori audaci, senza però dimenticare la sua allure d’antan. Infatti, come avete letto nell’ articolo sulle anteprime invernali di Diana Marian Murek , una delle proposte per l’a/i 2012-13 arriva direttamente dagli anni 60: il trench 100% PVC nero.
Ecco 5 cose che dovete sapere sul trench:
1. Terminologia e origini: di derivazione inglese il termine trench (o anche trench coat) significa “cappotto da trincea”. Burberry è il nome che da sempre è associato agli impermeabili, ma la paternità del capo è ancora oggi contesa tra il brand inglese, Makintosh e Aquascutum. Al chimico scozzese Makintosh pare vada il merito di aver ideato e brevettato l’impermealizzazione nel 1823. Trent’anni dopo Aquascutum iniziò a produrre impermeabili per l’esercito britannico impegnato nella guerra di Crimea. Nel 1901 Thomas Burberry ricevette dal Ministero della Guerra inglese l’ordine di produrre per il proprio esercito un modello che doveva avere caratteristiche sia dell’impermeabile d’ordinanza sia del cappotto militare. Burberry, in quel periodo, era proprietario di alcuni magazzini specializzati nella produzione di abbigliamento sportivo. Di lì a poco il modello creato venne indossato dai British Royal Flying Corps. Inizialmente le caratteristiche del trench erano: un profondo sprone dietro, tasche di sicurezza, anelli per appendere le bombe a mano e gli altri pezzi per l’equipaggiamento militare, lunghezza alla caviglia così da coprire l’orlo degli stivali e proteggere le gambe dalle intemperie. Realizzato in una gabardina impermeabile creata appositamente, presentava inoltre, una mantella posteriore per proteggere le spalle, spalline, tasche antipioggia e maniche stringibili con cinturino. Subito dopo la Grande Guerra, negli anni Venti e durante la Depressione, il trench entra nei negozi e inizia a essere un capo acquistabile anche da gente comune per motivi di praticità e costo. Fino ad arrivare agli anni Quaranta, quando grazie al cinema trova il suo momento di gloria ufficiale. Alla fine degli anni 70 i punk riadattano al proprio stile il trench, mentre negli anni 80 divenne il pezzo rappresentativo degli intellettuali.
2. Anatomia del trench: soprabito impermeabile con allacciatura doppiopetto, maniche a raglan e cintura con anelli in ottone a forma di D. Realizzato in gabardine, il trench prevedeva anche la fodera in tartan.
3. Movies love trench: il momento di celebrazione ufficiale, il trench lo trova nel 1942 grazie ad Humphrey Bogart in “Casablanca”, ma il “Women’s Wear Daily” ricorda che fu Greta Garbo sul set di Destino (1928) a lanciare la moda del trench. A seguire “Queen Kelly” il film muto con Gloria Swanson che indossava trench color kaki, a doppio petto; intorno agli anni 30 Bette Davis con un impermeabile nero legato in vita in “Of Human Bondage”. Di lì a poco, il trench fu protagonista delle più belle scene del cinema: Ava Gardner in “I Gangsters” (1946), Marlene Dietrich in “Scandalo internazionale” (1948), Audrey Hepburn in “Sabrina” (1954) e “Cenerentola a Parigi” (1957), Katharine Hepburne in “La sottana di ferro” (1956) con un trench oversize beige, Marylin Monroe in “Facciamo l’amore” (1960) e nel 1961, grazie ad Audrey Hepburn nel ruolo di Holly Golightly in “Colazione da Tiffany”, il trench entra solennemente nella Hall of Fame della moda.
4. Il trench cult by Burberry: imitato da molti stilisti contemporanei, il trench Burberry conserva la sua forma iniziale pur attraversando epoche, e ancora oggi è il capo cult più amato dalle celebrity. Negli anni 90, Burberry, grazie a Roberto Menichetti, art director del brand, vara una linea intraprendente e innovativa. La novità apportata al classico trench, è la stampa tartan della fodera creata su un inedito modello. Oggi il trench coat di quel periodo è un feticcio per gli amanti del vintage. Nel 2001 Menichetti lascia la guida artistica del marchio ed è Cristopher Bailey a guidare il timone. Bailey dà una svolta decisiva al range stilistico del brand grazie alla realizzazione della seconda linea “Burberry Prorsum” essenzialmente legata ai trend e rivolta a un target più giovane. Infatti, unisce agli aspetti stilistici consolidati di Burberry a un nuovo mood style, decisamente più moderno. Lo stesso nome del marchio “Prorsum” è il motto latino d’incoraggiamento (Avanti!) che il cavaliere del logo Burberry porta sul vessillo. Tra le ultime apparizioni del trench Burberry in versione classica con stampa check sulla fodera, non si può non ricordare Madonna nel video di Give Me All Your Luvin . Sempre di recente (lo scorso 23 Agosto), la modella britannica Cara Delevingne crea un evento che racconta l’arte del trench by Burberry, attraverso immagini immortalate dal fotografo di street style Tiago Petrik e curate da Christopher Bailey. Tutto questo in Brasile, al JK Iguatemi Mail di San Paolo a cui hanno partecipato 500 ospiti. La location scelta celebra la recente apertura del flagship store: 700 mq di negozio realizzato secondo l’inconfondibile impronta british del marchio. All’interno, delle video-pareti che trasmettono contenuti innovativi riguardo al trench, controllati direttamente dalla sede di Londra. Una celebrazione a tutto tondo di uno dei soprabiti più famosi nel mondo del fashion.
5. Trench on catwalk: essendo un passepartout, oltre che un capo di mezza stagione, gli stilisti trovano facilmente la giusta collocazione del trench nelle loro collezioni sia per l’a/i che per la p/e e si dilettano nella ricerca di una nuova attitude da attribuirgli. Facendo un viaggio a ritroso sulle passerelle, infatti, è possibile notare il modo in cui ogni stilista, nel tempo, abbia rielaborato e ristrutturato il modello base del trench. Jean Paul Gaultier nel 2002 utilizzò colore, cintura e allacciatura tradizionali, costruendo però un modello concepito per esaltare il corpo, tanto che il collo del trench coat incornicia le spalle per mostrare la lingerie in pizzo. Nel 2005, Christian Lacroix esagerò la forma della gonna del trench e usò un tessuto lussuoso come il raso, al posto della classica gabardina, dipingendolo a mano e decorandolo con perle luccicanti. John Galliano per Dior nel 2010, prendendo ispirazione dagli anni Quaranta, portò in passerella una versione del trench più pratica e civettuola: colore, bottoni e cintura classici ma il capo corto con maniche corte. Viktor & Rolf, nel Dicembre del 2011, lanciarono una capsule collection p/e 2012 incentrata proprio sul trench che prese appunto il nome di “Trench Coat Capsule Collection”. Dal Doll trench coat in gabardine e cotone con balze e arricciature, alla “Cape trench coat”, una cappa in cotone tecnico color kaki, a il “Duchesse Trench Coat” in duchesse di satin con grande collo e risolti lavorati per dare volume, fino a il “Bell Sleeve Trench Coat” realizzato in gabardine di cotone, con maniche a campana. A oggi, il trench continua ad essere sempre presente nelle collezioni di molti stilisti: per l’a/i 2012-13 Antonio Marras propone la base del classico modello con maniche di pelliccia e inserti di tessuto floreali, Blumarine porta in passerella un trench coat metalizzato all’insegna dello stile sparkling e in PVC nero, Burberry Prorsum nel tradizionale colore naturale con un tocco molto femminile dato dalla baschina in panno scozzese che gira intorno ai fianchi, Maurizio Pecoraro che lo realizza in panno nero e pelle. Junya Watanabe concepisce il suo trench per l’a/i 2012-13, a metà tra lo stile military, che appartiene alla storia del capo, e lo snow white nei trench in colori naturali. La p/e 2013 però, è un vero e proprio elogio al trench, infatti, quasi tutti i brand presentano rielaborazioni contemporanee di questo soprabito: primo fra tutti Burberry Prorsum, che lo realizza in colori metallici oltre ai piccoli trench-bolero; trench blu elettrico per Alexis Mabille, all’appena conclusa Parigi Fashion Week; super chic e delicato, come la tradizione del marchio vuole, il trench in PVC rosa di Valentino; mentre corto e con stampa rettile quello di Salvatore Ferragamo, oltre al lungo con tre bottoni e cintura in vita.
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Le sneakers su cui investire nel 2026? Sono queste qui!

Le sneakers non sono più una semplice alternativa alle scarpe eleganti: sono diventate un accessorio chiave per tutti i nostri look. Funzionali, democratiche e capaci di trasformare qualsiasi capo, oggi rappresentano uno degli investimenti più intelligenti del guardaroba. E mentre le tendenze cambiano a ritmo serrato, alcune silhouette resistono, si evolvono e promettono di accompagnarci ben oltre la stagione attuale.
Le sneakers delle nuove collezioni puntano su linee pulite, materiali ricercati e palette sofisticate, dimostrando che comodità e stile possono (e devono) convivere.
Tra le novità più interessanti spicca il nuovo capitolo firmato Miu Miu, che per il 2026 rafforza il ruolo delle sneakers come accessorio chiave del guardaroba quotidiano. All’interno della collezione Prelude, il brand gioca sul contrasto tra moda e funzione, proponendo modelli versatili ma dall’eleganza irriverente.
Le sneaker diventano leggere e raffinate nelle versioni in pelle liscia dai toni naturali, oppure più decise grazie a suole in gomma dal carattere tecnico e volumi marcati.
A fare la differenza sono anche i dettagli personalizzabili: charm, nappine e piccoli elementi decorativi trasformano ogni paio in un pezzo unico, riflettendo l’idea di stile come espressione personale e non standardizzata
Accanto alle proposte luxury, continuano a dominare le reinterpretazioni rétro, ispirate all’estetica anni ’70 e ’90, e le sneaker dal design essenziale che dialogano perfettamente con il minimalismo contemporaneo.
Cresce anche l’attenzione verso materiali sostenibili e soluzioni vegan, segno di una moda sempre più consapevole ma senza rinunciare all’impatto estetico.
E come si indossano? La risposta è semplice: con tutto. Le sneakers di nuova generazione funzionano con completi sartoriali morbidi, abiti fluidi, gonne midi e cappotti strutturati.
Spezzano la formalità, rendono più contemporanei i look classici e aggiungono un twist rilassato anche agli outfit più essenziali. Il contrasto infatti resta la chiave: più il look è elegante, più la sneaker diventa interessante.
Investire oggi in un buon paio di sneakers significa scegliere un alleato destinato a durare nel tempo. Perché se è vero che le tendenze passano, alcune scarpe riescono a restare. E continuano a camminare con noi, stagione dopo stagione.
Sneakers: i modelli più belli da tenere d'occhio
MIU MIU Sneakers Plume in pelle color caffé della collezione "Prelude"
Credits: miumiu.com
ADIDAS
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CHLOÈ
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LOUIS VUITTON
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NEW BALANCE
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MAISON MARGIELA
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JIMMY CHOO
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TORY BURCH
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McQUEEN
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ALOHAS
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ONITSUKA TIGER
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SALOMON
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VIVAIA
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SEZANE
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PUMA
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NIKE
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"Glamoratti": l’estetica massimalista degli anni ’80 torna ufficialmente sotto i riflettori
Il minimalismo anni ’90 è stato uno dei trend più forti delle ultime stagioni, ma a quanto pare il nuovo anno segna già una netta inversione di rotta.
Proprio così: preparatevi a dire addio a capi e accessori dalle linee essenziali e dai colori sobri e delicati. Le nuove tendenze, infatti, parlano chiaro: l’estetica massimalista degli anni ’80 è pronta a riprendersi la scena.
Come conferma “Pinterest Predicts”, il report annuale di Pinterest che svela in anteprima i nuovi trend da tenere d’occhio, l’era dell’opulenza sta per tornare sotto ai riflettori. E sarà il "Glamoratti", un trend fatto di volumi audaci, texture scintillanti e un glamour senza compromessi, la nuova tendenza da seguire.
"A guidare questo ritorno al massimalismo sono soprattutto Gen Z e Millennials, sempre più attratti da un’estetica forte, espressiva e dichiaratamente glam” come riporta il report di Pinterest.
E in effetti lo si era già intuito osservando le passerelle, tra le giacche strutturate e le bluse dalla spalle importanti di Saint Laurent, le pellicce vistose di Fendi e gli audaci completi animalier di Chanel, che il "Glamoratti" era destinato a diventare uno dei codici chiave delle prossime stagioni.
Le trend setter, che sono sempre sul pezzo, hanno già abbracciato questa estetica, offrendoci diversi spunti interessanti su come creare dei look in perfetto stile "Glamoratti".
E se anche voi vi state chiedendo come cavalcare il trend, beh, sappiate che l’imperativo è uno solo: esagerare. L’epoca del Quiet Luxury, infatti, è ormai solo un ricordo lontano. Adesso, a qualsiasi ora del giorno e della sera, si indossano con nonchalance look sopra le righe, audaci e assolutamente eccessivi.
I pezzi che non possono mancare nel guardaroba di una "Glamoratti Girl"? Bluse dai riflessi metallizzati, giacche dalle spalle esagerate, pellicce, stivali animalier, spille in formato XXL e orecchini chunky: ecco una mini selezione di capi e accessori che dovreste avere a portata di mano per seguire la tendenza.
"Glamoratti": i capi e gli accessori per calvare la tendenza
MAJE Cappotto corto in ecopelliccia
Credits: it.maje.com
CRAS Blusa con il fiocco sul collo dai riflessi metallizzati
Credits: zalando.it
SODINI Spilla dalla forma quadrata con cristallo circondato da zirconi
Credits: sodini.com
SPORTMAX Pencil skirt in pelle bordeaux
Credits: it.sportmax.com
JIMMY CHOO Stivali al ginocchio a stampa zebrata
Credits: mytheresa.com
THE FRANKIE SHOP Blazer gessato con le spalline
Credits: eu.thefrankieshop.com
PARFOIS Maxi orecchini a ventaglio
Credits: parfois.com
Foto: GettyImage / Chanel
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Must-have, tendenze e icone di stile: pronti a tornare nel 2016?

Questo inizio di 2026, converranno in molti, è stato già piuttosto caotico sotto numerevoli e per la maggior parte poco felici, punti di vista, essendo partito tra un inasprirsi di conflitti, tensioni politiche e notizie di cronaca. Non stupisce che l'abitudine di aprire i principali social network sia diventata, all'improvviso, una vera e propria fuga.
Dove? Indietro nel tempo e precisamente al 2016. Sì, se negli ultimi giorni avete assistito anche voi a un rifiorire di immagini datate, non avete proprio nulla da temere: non si tratta di un bug o di un qualche errore di sistema, ma di un semplice trend che ha iniziato a prendere piede sui social e che vede, come protagonista assoluto, il 2016.
Il motivo? Il 2016 è considerato l'ultimo anno fuori dalle logiche legate "all'algoritmo", quelle dinamiche che di lì a poco avrebbero portato i social, le sfilate, gli eventi mondani e mediatici, all'interno di una vera e propria bolla. Un mondo – quello in cui viviamo oggi – fatto di performance, di tuttologi, di trend mordi e fuggi e di una costante sovrastimolazione.
Le nuove generazioni, o meglio la GenZ che dieci anni fa era più o meno nel pieno dell'infanzia, sta ripescando immagini, tendenze moda, canzoni e icone di stile di quel momento e le sta riportando in vita, forse con quella sorta di fascino con cui qualche altra generazione precedente (vedi la mia) si è scomodata di riportare in auge lo stile grunge anni Novanta, e i suoi miti, nei primi Duemila.
La riscoperta del passato e la sua voglia di celebrarlo, di farne propri stili e tendenze sospinti da un'affascinante senso nostalgico c'è sempre stata, ma è curioso vederla oggi concentrata così fortemente su un anno.
Un anno, questo 2016, in cui l'atmosfera era davvero più rilassata: la moda era in un momento di grande fervore, Alessandro Michele e il suo storytelling da Gucci spopolavano, l'America era ancora la – presunta – terra della libertà, i social c'erano ma non erano tutto anzi, con i filtri al massimo giocavamo a metterci delle orecchie di cane o di gatto in testa, non a cambiarci i connotati, i video non si chiamavano "reel" e spesso li facevamo con l'effetto boomerang (di cui trovate un delizioso esempio a seguire).
Il 2016 è stato questo e non solo, è stato l'anno in cui andavano di moda le cose, i personaggi e le tendenze che vi stiamo per mostrare: pronti a fare un salto nel passato?
1. Le sfilate di Victoria's Secret
Scatto di gruppo per le modelle di Victoria's Secret al termine dello show 2016.
Credits: Getty Images
Iniziamo con un appuntamento che porta subito la mente, e la mentalità, indietro di dieci anni. Lo show di Victoria's Secret, fatto di lingerie ai limiti della gravità e modelle statuarie che si vantavano di non bere nemmeno un goccio d'acqua per giorni per arrivare in forma allo show (perpetrando un ideale di bellezza oggi distaccato dalla realtà), esibizioni musicali di superstar e scenografie pazzesche. Un mondo fatato lontano dagli scandali che avrebbero travolto poi il brand, oggi tornato in auge, e in passerella, con un approccio diverso.
2. Coachella: the place to be
Uno scatto da Coachella, 2016.
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C'era un posto, nel 2016, in cui tutti desideravano essere e quel posto si chiama Coachella Valley. Il celebre festival musicale era al massimo dell'hype pur rimanendo autentico: le luci sulla sua ruota panoramica iniziavano a brillare, le prime celebrities a farsi fotografare e le scalette di performer sul palco si facevano sempre più prestigiose. In tutto si afferma lo stile riconoscibile dell'evento: un mix di influenze boho e rock, fatto di cappelli, frange, crochet.
3. Alessandro Michele e il Gucci dei desideri e il debutto di Chiuri da Dior
Gucci Primavera-Estate 2017.
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Nominato direttore creativo nel gennaio 2015, Alessandro Michele entra nel vivo della sua produzione creativa da Gucci. I primi anni alla direzione creativa hanno dato forma a un gusto riconoscibile e a un nuovo modo di fare moda che ha reso il brand uno dei più desiderati.
Altro momento indimenticabile sulle passerelle, in questo caso internazionali, è il debutto di Maria Grazia Chiuri da Dior. Lasciato il periodo di direzione creativa da Valentino, condiviso con Pierpaolo Piccioli, Chiuri è diventata nel 2016 la prima direttrice creativa nella storia della Maison parigina Christian Dior, e la t-shirt che ha fatto sfilare rimane un indimenticabile dichiarazione d'intenti in quello che sarà un florido percorso lungo nove anni.
Un look dalla sfilata Dior Primavera-Estate 2017.
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4. Alexa e Olivia, tra le trendsetter più amate
Alexa Chung nel 2016.
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Nel 2016 si accende la febbre dello street style, molti addetti ai lavori iniziano a diventare dei riferimenti in fatto di stile, ma l'egemonia di alcune celeb rimane. Olivia Palermo e Alexa Chung sono due nomi seguiti, amati e decisamente copiati in fatto di look da milioni di donne nel mondo.
Olivia Palermo nel 2016.
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Accanto a loro, figure già forti da diverso tempo, si solidifica la presenza di una famiglia ormai da 5-6 anni sulla cresta dell'onda: il clan Kardashian-Jenner fortifica il suo ruolo mediatico e forte del matrimonio tra Kim e Kanye West inizia a colonizzare il mondo della moda e dell'imprenditoria legata a questo settore, e a quello beauty, in modo massiccio.
La famiglia Kardashian-Jenner al completo, da sinistra: Kris Jenner, Khloe Kardashian, Kendall Jenner, Kourtney e Kim Kardashian, North West, Caitlyn Jenenr e Kylie Jenner.
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5. I jeans? A vita alta (e skinny!)
Uno scatto street style del 2016.
Credits: Getty Images
Uno dei grandi ritorni a cavallo del 2016 è stato quello dei jeans a vita alta, anche altissima. Forse qui proprio la GenZ, famosa detrattrice dei modelli skinny, avrà un lieve sussulto: il modello perfetto infatti era proprio così, elasticizzato, effetto seconda pelle.
6. Borse: tutte con la tracolla
Uno scatto street style del 2016.
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Dai jeans alle borse o meglio a lei, la star assoluta del periodo: la borsa a tracolla. Di media misura, con tracolla larga o a catena, era un vero e proprio must-have da indossare anche a spalla, in ogni occasione.
7. Scarpe: dai mocassini con pelo alle Vans
Un paio di mules-mocassino di Gucci con interno in pelo.
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Quali scarpe andavano di moda nel 2016? A questa domanda ci potrebbero essere molte risposte ma, in cima alla lista dei desideri in quel momento, c'erano senza dubbio loro: i mocassini di Gucci, discusso trend nella versione con tallone aperto e suola foderata in pelliccia, le ballerine di Charlotte Olympia con gattino ricamato in punta e loro, le iconiche sneakers di Vans.
Un paio di ballerine Charlotte Olympia.
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Un paio di sneakers Vans.
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8. Influencer sì, ma niente di serio
Chiara Ferragni in prima fila alla New York Fashion Week nel 2016.
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Quello degli influencer è un fenomeno molto complesso da analizzare, fatto di fasi (un po' come la dieta Dukan, altra cosa che andava molto nel 2016), di alti, di altissimi e di grandi cambiamenti, che potremmo semplificare così: in principio furono i blogger, che evolutisi in influencer prima e in talent e content creator poi, hanno via via colonizzato molti settori, imponendosi come figure di riferimento.
Nel 2016 la fase di negazione degli inizi (quella in cui queste nuove figure venivano snobbate e arginate da molti media tradizionali) si stava affievolendo, comparivano i primi volti alle sfilate, nascevano le prime collaborazioni, ma il momento dell'idolatria non era ancora sopraggiunto. C'era un equilibrio, fatto di curiosità, di leggerezza e di spontaneità.
9. Kendall, Gigi e Bella: le prime nemo-babies in passerella
Kendall Jenner sfila per Alexander Wang, 2016.
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Nel 2016 il mondo della moda, e precisamente quello delle passerelle, subisce un forte cambiamento. Protagoniste delle sfilate diventano infatti non più semplicemente delle splendide ragazze alla ricerca di una sudata carriera da top model, ma delle (altrettanto splendide per carità) figlie d'arte.
Alle varie fashion week approdano loro: Kendall Jenner, Gigi e Bella Hadid, portabandiera del concetto di nepo-baby legato alla moda in quanto figlie di esponenti dello star system. La gavetta forse non l'hanno fatta, ma se oggi sono ancora dei nomi molto gettonati un motivo ci sarà.
Gigi Hadid nel 2016 sulla passerella di Giambattista Valli.
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Bella Hadid sfila per Givenchy nel 2016.
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10. Il ritorno del cappotto cammello
Uno scatto street style del 2016.
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Il cappotto del 2016? Color cammello. Uno dei modelli più old style di tutti i tempi, per molti fino ad allora memoria del signature look della mamma di Kevin McCallister in Mamma ho perso l'aereo, torna prepotentemente di moda. Corto o lungo, doppio o monopetto, a vent'anni come a cinquanta diventa un must. E in fondo, dieci anni dopo, è ancora tra noi.
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Sono una fashion editor freddolosa e questi sono i maglioni e cardigan più carini (e in saldo) che comprerei subito!

Tra le cose che amiamo noi persone che amiamo l'inverno (sì, esatto, c'è gente che ama la stagione fredda, sarà strano ma il surriscaldamento terreste fa anche capitare queste cose) c'è il guardaroba invernale.
C'è chi ama l'estate, il caldo, i vestitini leggeri e i sandali aperti e chi, come noi, nonostante le basse temperature, adora le giacche pesante, i cappotti e gli strati da sovrapporre (in gergo fashion lo chiamiamo "layering"). Tra tutti questi capi un capitolo a parte lo dedicheremmo ai pullover: maglie e cardigan, soffici e caldi, il morbido abbraccio da cui farsi avvolgere nelle giornate più grigie, in compagnia di un buon libro (o una serie tv) e una bella tazza fumante.
Noi winter girls amiamo i maglioni, sono il nostro feticcio: con scollo a V, a girocollo, in versione polo, super virale al momento sui social e ovviamente i cardigan con bottoni, l'importante è che abbiano una buona percentuale di lana o cashmere da cui farsi tenere al caldo.
E se, come la sottoscritta, non siete eccessivamente "calorose", allora il maglione diventa il vostro principale alleato di stile per tutti i lunghi mesi invernali.
E potevo non approfittare dei saldi per stilare la nostra wishlist dedicata proprio a loro? Ovviamente! Ecco dunque la selezione di 10 pezzi, tra pullover e cardigan, super cute da non lasciarsi assolutamente sfuggire!
Dal modello con maxi colletto romantico a quello color block, da quello a quadri alla versione decorata con piume che eleva e rende speciale anche il più basico dei look, eccovi i favolosi 10 in saldo che andrebbero messi subito "in carrello" (ma bisogna sbrigarsi perché alcune taglie e colori sono già sold out!)
Maglioni e cardigan in saldo da acquistare subito!
& OTHER STORIES Cardigan con maxi colletto (prezzo scontato 55 euro nella colorazione in bianco o burro)
Credits: stories.com
COS Maglione a quadri in alpaca (prezzo scontato 78 euro)
Credits: cos.com
ZARA Cardigan con scollo a barchetta e spalle scoperte (prezzo scontato 12,95 euro)
Credits: zara.com
MANGO Pullover decorato con piume (prezzo scontato 35,99 euro)
Credits: mango.com
SOPHIE + LUCIE Cardigan color block in misto lana (prezzo scontato 170 euro)
Credits: sophieandlucie.com
H&M Maglione a maniche corte in cashmere spazzolato (prezzo in saldo 89,90 euro)
Credits: hm.com
RESERVED Cardigan in misto lana e mohair (prezzo scontato 55,99 euro)
Credits: reserved.com
ARKET Maglione con colletto polo in lana cotta e cotone (prezzo scontato 49,50 euro)
Credits: arket.com
DESIGUAL Cardigan con stampa rose (prezzo scontato 59,50 euro)
Credits: desigual.com
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