Best of Paris Fashion Week: i 12 look indimenticabili

Archiviata con i grandi show di Chanel e Miu Miu su tutti, la settimana della moda parigina è giunta al termine, anche se siamo certi che stenteremo a dimenticarla così rapidamente. Se è vero, infatti, che la moda ha a che fare per sua natura con la caducità, certo non è stato effimero il messaggio che – in alcuni casi più che in altri – ha lanciato da Parigi. Un messaggio che può essere ricompreso nella sempre più stretta relazione fra la moda, in quanto produzione culturale, e il mondo a cui si rivolge. Un messaggio politico anche, grazie a cui i brand sembrano finalmente voler prendere atto di una specifica richiesta del pubblico: la necessità di schierarsi, di smettere di essere neutrali a tutti i costi. No, non si tratta più solo di vestiti.
1) Best of Paris Fashion Week: Chanel e il tweed total look
(Credits: courtesy of press office)
Un inno d’amore al tweed, tessuto del resto divenuto simbolo della maison, proposto davvero in tutte le versioni possibili da Chanel. Richiami alla Swinging London ed echi di campagna scozzese riecheggiano nella collezione con cui Virginie Viard sembra aver abbandonato momentaneamente le atmosfere parigine che le sono più congeniali, per sperimentare un tweed più ruvido e forse tradizionale (il tessuto nacque infatti come lana per confezioni maschili) accostato a galosce logate in gomma, in versione sia short che cuissard. La collezione, improntata ad una praticità molto borghese, sembra quasi una risposta implicita alle polemiche seguite all’haute couture con trotto regale di Charlotte Casiraghi. #MiddleClass
2) Best of Paris Fashion Week: il maxi coat in faux fur di Stella McCartney
(Credits: courtesy of press office)
Che il prossimo sarà l’inverno del maxi coat sono stati in tanti a chiarirlo, da Michael Kors a Saint Laurent, e infatti nelle passerelle di tutto il mondo il cappotto in versione over (ed ecologica) l’ha fatta da sovrano. Una menzione d’onore va però a Stella McCartney che per prima ha aperto le danze della sperimentazione tessile con l’obiettivo di una produzione sostenibile e animal friendly. Il teddy bear proposto a Parigi è un esempio di questa – riuscita – sperimentazione. La grande ricerca per texture e volumi che non hanno nulla da invidiare a lussuose pellicce dà in questa collezione i suoi frutti più prolifici, anche quando sperimenta con la maglieria e i pattern, che siano geometrici o astratti. #HiTechTextile
3) Best of Paris Fashion Week: la vita bassa di Miu Miu – atto secondo
(Credits: courtesy of press office)
La sfilata di Miu Miu ci dà una certezza: se per caso avevate pensato che si trattasse di un "fuoco di paglia", beh ci spiace! La vita bassa, anzi bassissima tornerà, anche per il prossimo inverno, con tanto di addome all'aria anche alle basse temperature. E dunque via allo sfoggio di mini, intimo a vista, micro-polo, macro-cappotti e cinturoni in pelle che paiono rubati all’armadio di lui; sarà impossibile ignorare il messaggio lanciato a gran voce da Miuccia: gli anni Duemila sono tornati per restare. E se a dirlo è una veterana della moda di lungo corso come lei – non bastassero le centinaia di migliaia di Tik Tok a tema #Y2K - c’è da crederci. #YoungAdult
4) Best of Paris Fashion Week: le trasparenze sensuali di Mônot
(Credits: courtesy of press office)
A un certo punto, passate le peggiori ondate pandemiche, abbiamo vacillato, temendo che tutto quell’insistere sul comfy look fosse davvero l’unica prospettiva futura che ci attendeva al di là dell’emergenza sanitaria. Ma poi, complici certi decisi segnali lanciati con grande vigore soprattutto dai più interessanti brand emergenti, da Dojaka in poi, il sexy è tornato in passerella. E di sensualità ce n’è tanta anche nella collezione disegnata da Eli Mizrahi, talentuoso libanese trapiantato a New York che ha fatto di trasparenze e pelle scoperta i suoi capisaldi. Due soli colori, tanto nero e qualche bianco assoluto, per una collezione di capi sofisticati che culminano nel lungo da sera tutto trasparenze e lingerie a vista. Se si possa già parlare di trend non sappiamo dirlo con certezza, ma di sicuro l’abito da sera "vedo non vedo" è tra i più graditi ritorni delle passerelle invernali. #HotCouture
5) Best of Paris Fashion Week: sovrapposizioni e stratificazioni da Sacai
(Credits: courtesy of press office)
Chitose Abe da Sacai eleva il gioco delle sovrapposizioni invernali alla sua ennesima potenza e lo fa, come suo costume, in modo assolutamente cerebrale e contemporaneo. Non si limita infatti ad aggiungere strati su strati, ma lo fa giocando con la decostruzione dei capi iconici del guardaroba genderless, dal trench al montone, fino ad arrivare al completo gessato, a cui toglie oppure aggiunge, a volte sostituisce, dettagli inediti, inserti mai scontati, stupefazioni architettoniche. Il tutto con una padronanza assoluta del mono-colore, solo raramente spezzato dall’animalier, che sfocia in un rosso lacca di abbagliante plasticità. #JapanStyle
6) Best of Paris Fashion Week: l’optical crochet di Schiaparelli
(Credits: courtesy of press office)
Il gusto per l’iperbole e il surreale non fa certo difetto a Daniel Roseberry, che in poche stagioni ci ha ormai abituati ad aspettarci di tutto. La collezione presentata a Parigi non fa eccezione, anche se stavolta il gioco del designer si fa forse meno scoperto e più sofisticato. Più tromp-l’oeil e meno massimalismo, per una breve ricognizione sull’arte dell’eccesso in versione prêt-a-porter. Non mancano gli omaggi ai grandi capisaldi del genere prediletto da Roseberry, fra stampe illustrate, completi da torero e accessori memorabili, su cui spiccano head piece che sono vere e proprie sculture. Se dovessimo puntare su un solo pezzo però sarebbe l’abito optical realizzato con una sofisticata lavorazione a crochet, che – potremmo scommetterci – sarà il più indossato dalle it girl di mezzo mondo. #ArtOfKnit
7) Best of Paris Fashion Week: il tuxedo dress di Saint Laurent
(Credits: courtesy of press office)
Quello che Coco ha fatto per il tweed (o viceversa) Yves Saint Laurent fece per il tuxedo, dando per sempre a questo classico da uomo un’accezione femminile con cui tutti gli uomini eleganti dovettero confrontarsi di lì in avanti. Anthony Vaccarello fa rivivere il tuxedo classico del suo predecessore trasformandolo in statement, simbolo di ciò che una donna può fare quando indossa vestiti che la fanno sentire invincibile. Come nel caso dell’abito da sera con maxi-spalle e ampi revers, quasi una campionatura muscolare e sotto steroidi del completo maschile. Non si tratta però certo di scimmiottare la figura del macho propriamente detta, quanto piuttosto di stravolgere i suoi riferimenti estetici, trasformandoli in armi che una donna sa maneggiare con più grazia – e in fondo forse anche - una certa dolcezza dissimulata. #FeminineMasculine
8) Best of Paris Fashion Week: il PP Pink di Valentino
(Credits: courtesy of press office)
Quando parliamo di “fare politica” con la moda pensiamo di certo a Pierpaolo Piccioli, uno che – forte anche del grande lavoro che da anni sta facendo con la maison romana – può permettersi di osare collezioni che usano la bellezza e gli abiti per lanciare messaggi assai poco accomodanti. E la sfilata parigina non fa certo eccezione, impregnata com’è di concetti che, complice un unico colore creato ad hoc, passano forte e chiaro come ruspe sulla passerella. Il rosa è, infatti, per PP (che condivide le iniziali con un altro creativo disruptive, Pier Paolo Pasolini, di cui ricorre in questi giorni il centenario) un colore che evoca libertà, che consente allo sguardo di concentrarsi solo su forme, volute, silhouette e sull’unicità della persona che li indossa dunque. Perché, come ricorda lo stesso Piccioli: «Usare un solo colore cambia la percezione di quello che vede il tuo cervello. Non badi ai generi, ma resti colpito dall’autenticità delle persone». #FashionMatters
9) Best of Paris Fashion Week: il simbolismo di Balenciaga
(Credits: courtesy of press office)
A Parigi è diventato in un attimo chiaro che la moda, come qualsiasi altro linguaggio della contemporaneità, non può più ignorare il proprio dovere di cronaca. E se a volte lo fa non è certo per insensibilità dei designer: come si può trasformare il lavoro iniziato mesi fa in un commento al presente? Utilizzando il momento della sfilata, il suo svolgersi in un qui e ora, in una performance che sfrutti la grande visibilità per parlare al mondo. E il messaggio in questo caso è quello di un designer che la storia l’ha attraversata sul serio quando, nel 1991, è diventato un rifugiato costretto a lasciare il proprio Paese in guerra. Una storia che Demna Gvasalia ha portato in passerella da Balenciaga ricordando, con i suoi modelli che incedono nella tormenta trascinando grandi sacchi che paiono contenere i pochi averi raccattati per la fuga, che a certi orrori non dobbiamo assuefarci, né permettergli di annichilirci. #ImagineAllThePeople
10) Best of Paris Fashion Week: la notte unconventional di Off-White
(Credits: courtesy of press office)
Probabilmente misureremo ancora per anni il lascito di Virgil Abloh al mondo della moda, a cominciare dallo street style, per il quale c’è un A.A. e un D.A. Ma non si può certo ridurre la complessità di pensiero di un creativo come Abloh a un solo linguaggio, per quanto importante. E infatti una caratteristica che ha sempre contraddistinto le collezioni di Off-White è stata anche la capacità di mescolare i generi, passando dalle sneakers alla grand soirée, fino ad arrivare agli abiti da sposa. Per la prima sfilata senza Virgil (ma da lui disegnata e poi ultimata dal suo team) il brand ha dunque ritrovato questa sua peculiarità, portandola al massimo livello, quasi ad altezza haute couture. E ha proposto così abiti da sera che fanno della sartorialità, del fatto-a-mano, il proprio tratto distintivo. La prova è nel vestito trasformabile – da strascico a mini - interamente percorso di paillettes. Perfetto per riassumere street style e alta moda in un solo look. #FashionDigest
11) Best of Paris Fashion Week: il patchwork di Marine Serre
(Credits: courtesy of press office)
Un pattern che è impossibile da ignorare, quello con le mezze lune, e una capacità di leggere il presente (che allora era ancora futuro) come pochi altri: questi sono gli elementi distintivi di Marine Serre. Fin dal suo debutto nel concept store più avanguardista del mondo, Dover Street Market, la designer è stata in grado di imprimere alla moda una svolta davvero dirompente. Per fortuna però Marine non si accontenta di replicare ad libitum il suo cavallo di battaglia e va oltre, facendo comunque quello che sa fare meglio: creare pattern, mescolare motivi grafici, usare fantasie e tessuti riciclati come parole di un racconto. Stavolta lo ha fatto soprattutto con il tartan e con il patchwork, proposti in versione sartoriale, punk e anche leggermente Seventies, come nel trench in pelle effetto mosaico. #UpcyclingDeLuxe
12) Best of Paris Fashion Week: fiori e colori per Giambattista Valli
(Credits: courtesy of press office)
Look wow e tessuti fluttuanti: a questo ci ha da sempre abituati Giambattista Valli, e da un couturier sofisticato come lui non ci aspettiamo nulla di meno. Così è stato anche a Parigi, dove il designer romano che, ricordiamo, ha militato da Capucci prima e da Ungaro poi, ha di nuovo puntato i riflettori sulla femminilità pura, quella che si manifesta con fiori e corolle, con volute di tulle, con coordinati abito e calze e con tacchi vertiginosi. Quella che non ha paura di osare, con animalier e incrostazioni di lustrini, quella che aggiunge sempre fiocchi e applicazioni décor anche al più quotidiano dei look, certa com’è (e come darle torto) che se c’è una cosa che ci salverà è proprio, come disse Dostoevskij, la bellezza. E dunque lasciamola fiorire anche sugli abiti, che mai come adesso ne abbiamo bisogno. #EspritDuTemps
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Sfilate Haute Couture: il meglio delle collezioni Primavera-Estate 2026 che hanno sfilato a Parigi

Finita l'avventura con le passerelle maschili, il gennaio parigino lascia spazio ai voli creativi dell'Alta Moda.
La settimana della moda dedicata all'Haute Couture, che oggi dura in realtà non più di quattro giornate, porta sotto i riflettori le collezioni Primavera-Estate 2026 delle Maison del lusso e dei loro atelier.
Sono stati giorni di debutti: Jonathan Anderson ha dato forma alla sua prima collezione couture non solo nei panni di direttore creativo di Dior ma di un'intera carriera; Matthieu Blazy ha firmato la sua prima prova da Chanel, mentre anche se forte di un'esperienza di lunga data, anche per Silvana Armani è arrivato il momento di lasciare la firma lì dove, per oltre cinquant'anni, si leggeva quella dello zio Giorgio scomparso lo scorso settembre.
A lavorare nella memoria di un nome e di un archivio importante si è trovato anche Alessandro Michele. Direttore creativo di Valentino, Michele ha dovuto portare avanti la sua narrazione haute couture relazionandola alla recente scomparsa di Valentino Garavani, al quale lo stilista romano ha dedicato parole e tributi da ricordare.
Tra tributi e nuovi inizi, a Parigi è andata in scena come da tradizione l'anima più creativa e senza confini della moda.
C'è chi come Daniel Roseberry, direttore creativo di Schiaparelli, ha riprodotto gli ormai celebri gioielli del Louvre sottratti al museo lo scorso ottobre durante una rapina rocambolesca e chi, come Gaurav Gupta, ha portato in passerella dei veri effetti speciali.
Scoprite con noi quali sono stati i momenti più memorabili di queste sfilate haute couture a Parigi.
Schiaparelli: l'agonia e l'estasi del creare
Schiaparelli Haute Couture Primavera-Estate 2026.
Credits: Courtesy of Press Office
La collezione Haute Couture ideata da Daniel Roseberry per Schiaparelli nasce da un interrogativo che il designer si è posto dopo una visita, ammaliante, alla Cappella Sistina. "Come ci si sente mentre si crea qualcosa?", spostare l'attenzione dall'osservare com'è una cosa quando è stata fatta al processo creativo, al momento della sua ideazione.
Così prendono forma creature magiche: code di scorpione, creature quasi spaventose dominano la passerella, in un equilibrio tra la struttura che la couture richiede e la libertà di seguire un processo creativo che non conosce confini, sospinto dalla fantasia e dalla voglia di liberare la propria immaginazione smettendo di pensare.
Schiaparelli Haute Couture Primavera-Estate 2026.
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Elemento memorabile della sfilata sono stati anche gli ormai celebri gioielli rubati al Louvre nell'ottobre 2025: Roseberry gli ha voluti riprodurre e, a indossarli, è stata la star Teyana Taylor, ospite in prima fila allo show.
Teyana Taylor all'arrivo alla sfilata di Schiaparelli.
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Jonathan Anderson e la sua prima couture da Dior
Christian Dior Haute Couture Primavera-Estate 2026.
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Nel primo giorno di sfilate Haute Couture a Parigi è andato in scena il primo di una serie di debutti, quello di Jonathan Anderson nel mondo dell'alta moda.
Una collezione, questa Primavera-Estate 2026, che ha trovato grande consenso e che mixa il linguaggio di Anderson, reso ormai riconoscibile dagli anni alla guida di Loewe e del proprio brand, JW Anderson, con i codici classici della Maison parigina.
Christian Dior Haute Couture Primavera-Estate 2026.
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L'uso e l'interpretazione dell'elemento floreale è legato alla prestigiosa casa di moda: è un mondo esplorato prima di lui da Raf Simons e ancor prima da John Galliano, a lungo direttore creativo tornato a bordo passerella proprio per applaudire Anderson.
Il quale ha raccontato, pochi giorni prima della sfilata all'interno di un'intervista con The New York Times, di aver invitato proprio Galliano a visionare la sua collezione in anteprima. E la benedizione, a quanto pare, c'è stata.
Jonathan Anderson al termine della sfilata Christian Dior Haute Couture Primavera-Estate 2026.
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Il debutto di Matthieu Blazy da Chanel
Chanel Haute Couture Primavera-Estate 2026.
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Attesissimo nel calendario di questa fashion week dedicata all'Alta Moda è stato il debutto di Matthieu Blazy. Anche per lui prima prova couture conclusa con grande entusiasmo. La sua narrazione si è presentata articolata e fortemente ispirata al mondo delle fiabe, tradotto però nel quotidiano.
Chanel Haute Couture Primavera-Estate 2026.
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La passerella, disegnata da maxi funghi colorati e cascate di vegetazione di colore rosa, si apre sulle note di un classico Disney, sul canto che Aurora, protagonista de La bella addormentata nel bosco intona mentre passeggia nel bosco.
La fiaba che racconta Blazy, però, a differenza della storia di Aurora, guarda all'essenziale: spoglia le strutture della couture e le alleggerisce, trasformando le icone della Maison attraverso l'uso di materiali trasparenti e impalpabili.
Chanel Haute Couture Primavera-Estate 2026.
Credits: Getty Images
Gaurav Gupta: abiti con effetti speciali
Gaurav Gupta Haute Couture Primavera-Estate 2026.
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Quella dello stilista Gaurav Gupta è un'Alta Moda condita sempre da un filo di meraviglia. L'abito a corolla, nero, che si illumina attraverso un'inedito corpetto-maschera luminoso, è stato uno dei momenti che hanno catturato maggiormente l'attenzione e lo stupore durante questa edizione della couture parigina.
Ma non è stato l'unico sempre sulla sua passerella. Sfila infatti anche l'abito che si indossa... in due! Una creazione doppia, fatta di intrecci indissolubili.
Gaurav Gupta Haute Couture Primavera-Estate 2026.
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Armani Privé: un passaggio di testimone che funziona
Silvana Armani posa con le modelle che indossano la collezione Armani Privé.
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Tra gli show più attesi della Paris Haute Couture Week, la collezione Primavera-Estate 2026 di Armani Privé, la prima disegnata dalla direttrice creativa Silvana Armani, nipote del fondatore scomparso lo scorso settembre. Il segno di continuità è chiaro: il DNA della casa di moda emerge a ogni uscita ma al contempo si fa strada una visione più femminile.
Armani Privé Primavera-Estate 2026.
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La palette cromatica dai riflessi acquatici, tanto cara allo zio, si sposa con il nero in un gioco di riflessi e di accenti fluidi sofisticati su tagli contemporanei e in linea con un linguaggio attuale.
Silvana Armani.
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Le notti glam degli anni Settanta da Elie Saab
Elie Saab Haute Couture Primavera-Estate 2026.
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Un po' nomade e un po' diva, la donna di Elie Saab mixa influenze etno-chic alle atmosfere del jet-set anni Settanta. Spirito libero e ricami preziosi che riproducono lo splendore del chiaro di luna salgono in passerella raccontando una storia che incanta, quanto la maestria con cui ogni creazione viene minuziosamente realizzata.
Elie Saab Haute Couture Primavera-Estate 2026.
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Il chiaroscuro di Zuhair Murad
Zuhair Murad Haute Couture Primavera-Estate 2026.
Credits: Courtesy of Press Office
Riflette sull'attualità Zuhair Murad, sui tempi bui che avvolgono il mondo: tempi che, per rischiararsi, hanno bisogno anche di bellezza. Auspica una rinascita, il fiorire di un'epoca di prosperità che possa dare nuovamente linfa alla creatività e al genio umano.
Sfilano così colori pastello che sanno di leggerezza, di gioia, mentre corsetti in stile anni Cinquanta riportano al centro il corpo nei suoi storici e romantici canoni femminili.
Zuhair Murad Haute Couture Primavera-Estate 2026.
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Valentino Specula Mundi, l'attenzione sullo sguardo
Valentino Haute Couture Primavera-Estate 2026.
Credits: Courtesy of Valentino
Alessandro Michele, alla sua seconda sfilata couture da quando ha assunto la direzione creativa di Valentino, trasporta lo spettatore in un mondo inedito, in cui invita a riscoprire lo sguardo e l'osservare come un gesto lento, concentrato. Lo fa attraverso il set-up della sfilata stessa, fondamentale da raccontare per capire nella totalità la collezione.
All'interno della location sono state riprodotte delle versioni del Kaiserpanorama, una macchina ottica inventata verso la fine dell'Ottocento: un sistema che prevedeva una struttura circolare provvista di piccole aperture, come due lenti di binocolo, che permettevano di osservare una serie di immagini stereoscopiche che si alternavano al suo interno.
Il set-up della sfilata Haute Couture di Valentino.
Credits: Courtesy of Valentino.
All'interno di queste invece si avvicendavano le modelle, spiate dagli invitati attraverso delle piccole finestrelle. Un'impostazione speciale, antica ma allo stesso nuova, che ha offerto un modo unico e personale di osservare gli abiti e gli accessori che celebravano, con tensione teatrale, lo stile delle dive della vecchia Hollywood.
Valentino Haute Couture Primavera-Estate 2026.
Credits: Courtesy of Valentino
Un immaginario tanto caro al fondatore, Valentino Garavani, ricordato da Alessandro Michele sia attraverso una lettera, condivisa su Instagram poco prima dell'inizio della sfilata, sia all'inizio della stessa, attraverso la voce di Garavani ripresa dal documentario Valentino: L'ultimo Imperatore di Matt Tyrnauer che è risuonata prima dell'uscita del primo look.
Valentino Haute Couture Primavera-Estate 2026.
Credits: Courtesy of Valentino
Le eroine di Robert Wun
Robert Wun Haute Couture Primavera-Estate 2026.
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Si intitola Valor: The Desire to Create, and the Courage to Carry On la sfilata di Robert Wun. In passerella, maschere gioiello, total look dorati, corone e corpetti scolpiti che non deludono chi ama le creazioni del visionario designer.
Robert Wun Haute Couture Primavera-Estate 2026.
Credits: Getty Images
Robert Wun Haute Couture Primavera-Estate 2026.
Credits: Getty Images
Curiosità dal front row
Nicole Kidman, Fernanda Torres e Tilda Swinton in prima fila da Chanel.
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Non sarebbe una vera fashion week senza qualche piccolo momento virale dalle prime file, quelle popolate da celebrities e personalità note.
Uno dei nomi di queste sfilate pare essere proprio quello di Lauren Sánchez: la signora Bezos non è mancata, accompagnata dal magnate inventore di Amazon, da Schiaparelli come da Dior ed è apparsa con nientemeno che Anna Wintour, storica direttrice di Vogue America – oggi alla guida di tutte le edizioni – oltre che con lo stylist Law Roach, che pare stia curando i suoi outfit.
Lauren Sánchez Bezos e Jeff Bezos all'ingresso della sfilata Schiaparelli.
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Un volto noto delle serie tv è stato invece ospite di Gaurav Gupta: parliamo di Jean-Christophe Bouvet che veste i panni di Pierre Cadault nella fortunata serie Netflix Emily in Paris. E anche a bordo passerella, perché alla sfilata è arrivato con tanto di ventaglio-tributo.
Dakota Johnson e Lily Allen alla sfilata Valentino.
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Rihanna alla sfilata Dior.
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Dua Lipa e A$AP Rocky in prima fila da Chanel.
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Milano Cortina 2026: quando la moda scende in pista

Il conto alla rovescia per Milano Cortina 2026 è ufficialmente iniziato e, come da tradizione, i Giochi Olimpici Invernali non sono solo una vetrina sportiva ma anche un potente catalizzatore per il mondo della moda.
I brand infatti, grandi e piccoli, hanno colto l’occasione per sviluppare collezioni dedicate, rafforzare la propria presenza sul territorio e, in molti casi, legare il proprio nome a progetti sociali, culturali e sostenibili.
In prima linea c’è naturalmente EA7 Emporio Armani, che firma le divise ufficiali della squadra italiana. Una collaborazione che va oltre la semplice sponsorizzazione: Armani rinnova il suo storico legame con lo sport proponendo capi ad alte prestazioni che uniscono tecnologia e stile.
Questi sono pensati non solo per gli atleti ma anche per raccontare un’idea di italianità contemporanea, fatta di eleganza funzionale e orgoglio nazionale.
Accanto all’Italia, anche il Canada punta su un partner che coniuga performance e valori: lululemon, che veste il Team Canada grazie alla collaborazione con il Comitato Olimpico e Paralimpico Canadese.
La collezione è costruita attorno a materiali tecnici, design inclusivo e attenzione al benessere fisico e mentale degli atleti, temi centrali nella narrazione del brand, sempre più orientato a una visione olistica dello sport.
Le Olimpiadi diventano così una piattaforma globale, sfruttata dai marchi per consolidare identità e posizionamento. Anche i brand tecnici giocano un ruolo centrale: Salomon ad esempio ha svelato modelli come le Speedcross 6 GORE-TEX, interpretando lo spirito olimpico attraverso calzature pensate per affrontare condizioni estreme.
Parallelamente, alcune maison sfruttano Milano Cortina come occasione per investire fisicamente sul territorio. Prada, ad esempio, ha inaugurato una nuova boutique nel cuore di Cortina d’Ampezzo, rafforzando il legame tra lusso, turismo e paesaggio alpino. Un segnale chiaro di come le Olimpiadi non siano solo un evento temporaneo, ma un’opportunità strategica di lungo periodo.
Nel complesso, Milano Cortina 2026 si conferma un vero e proprio laboratorio di sperimentazione per la moda: tra heritage e innovazione, tra performance sportiva e lifestyle, i brand non si limitano a “sfruttare” l’onda olimpica, ma la trasformano in uno strumento potente, capace di unire stile, identità e responsabilità sociale.
Sfogliate la gallery per scoprire tutti i capi e gli accessori ufficiali dei tanto attesi Giochi Olimpici e Paralimpici Milano Cortina 2026!
Collezioni Milano Cortina 2026
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Come abbinare i jeans: 5 look di tendenza da provare adesso

Etichettarli semplicemente come un capo “basic” sarebbe decisamente riduttivo. I jeans sono piuttosto una costante del guardaroba, uno di quei key pieces in grado di attraversare indenni epoche, mode e stagioni.
Impossibile farne a meno, soprattutto in questi giorni dell’anno scanditi da temperature glaciali e meteo capriccioso.
La vera sfida? Trovare modi sempre diversi per abbinarli con stile. Il rischio di ricadere nei soliti outfit - già visti e rivisti - quando si parla di un pezzo passepartout come i mitici pantaloni in denim è infatti dietro l’angolo. Ma basta poco per scongiurare l’effetto déjà-vu e dar vita a combinazioni interessanti e tutt’altro che banali.
Abbiamo messo a punto 5 mix & match con i jeans da cui prendere spunto, perfetti da replicare e sfoggiare in poche mosse. Scopriteli tutti!
Come abbinare i jeans: con il pullover alla marinara e le ballerine
Mixando denim e maglieria non si sbaglia mai, ma per rendere questa combo più modaiola e meno prevedibile, optate per un paio di jeans a palazzo - magari con taschine applicate sul davanti, come vogliono le tendenze - e un pullover alla marinara. Completate l’insieme con orecchini a cerchio e ballerine rasoterra colorate per un risultato dal sapore parisienne, fresco e contemporaneo.
Pullover in lana e cotone con colletto alla marinara SÉZANE, jeans a palazzo con taschine sul davanti FRAME, orecchini a cerchio in ottone placcato argento FEDERICA TOSI, ballerina in pelle REFORMATION
Credits: press office, frame-store.com, federicatosi.it, thereformation.com
Come abbinare i jeans: con la camicia a righe e gli stivaletti
L’idea look più cool della stagione è quella che vede protagonisti i jeans a palloncino (o barrel che dir si voglia) eletti all’unanimità da it girl e addetti ai lavori a nuovo feticcio fashion. Insieme a camicia a righe, stivaletti e occhiali ovali in stile librarian-chic diventano la divisa ideale per le giornate in ufficio (e non solo).
Camicia in cotone biologico con silhouette a clessidra FILIPPA K, jeans barrel fit a vita media ARKET, occhiali con montatura in acetato EYEPETIZER, stivaletto in pelle stretch con tacco kitten A.EMERY
Credits: filippa-k.com, arket.com, press office, aemery.com
Come abbinare i jeans: con il dolcevita e i mocassini
I jeans a gamba dritta sono uno di quei must presenti in ogni armadio e funzionano alla perfezione anche con un semplice dolcevita. Per un risultato ricercato e chic, il segreto sta tutto nel puntare sui complementi giusti: un giaccone in pelle scamosciata e un paio di mocassini mannish sono quello che ci vuole per dare carattere all’intero outfit.
Giubbotto double face con fodera in montone sintetico ZARA, jeans delavé a sigaretta ROUJE, pullover a collo alto in misto cashmere H&M, mocassino in pelle G.H.BASS
Credits: zara.com, rouje.com, 2.hm.com, ghbass-eu.com
Come abbinare i jeans: con la polo in maglia e le sneakers
Lo sappiamo bene, i jeans vanno d’accordissimo con la polo, che si tratti di modelli classici oppure over, in piquet o in maglia. Una “base” ideale su cui costruire look casual e quotidiani, dove a fare la differenza sono i dettagli. Qui abbiamo scelto un paio di sneakers total white e una borsa capiente dalle linee minimal, che aggiunge un tocco sofisticato all’insieme.
Polo in maglia a righe MANGO, jeans flared in denim a vita alta MISS SIXTY, maxi bag in pelle DIENÉE, sneakers MIU MIU
Credits: shop.mango.com, misssixty.com, dienee.com, miumiu.com
Come abbinare i jeans: con la blusa elegante e gli stivali
Chiudiamo in bellezza con un abbinamento jeans dal mood boho che gioca con volumi e texture differenti: jeans skinny (ebbene sì, stanno tornando!) in denim raw, blusa vaporosa in satin con fusciacca al collo e stivali con tacco bold. Il tocco finale? La borsa a secchiello in suede, da portare in spalla con nonchalance.
Blusa in tessuto jacquard con fusciacca & OTHER STORIES, jeans skinny CLOSED, bucket bag in suede con fibbia LIFFNER, stivale in pelle con plateau MIISTA
Credits: stories.com, closed.com, liffner.co, miista.com
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Da fashion editor ex-fan del nero vi dico: "Il marrone cioccolato è il nuovo colore 'da ricchi' e questi sono i pezzi che ho messo in wishlist (sì, anche per questa primavera)!"

Per molti è impossibile e, ve lo confida anche chi sta scrivendo, che fino a qualche tempo fa mai avrebbe creduto immaginabile, ma è così: il marrone cioccolato sta soppiantando il nero come colore chic nell'armadio di trendsetter e fashion insider.
Sarà stata la spinta data del trend del "quiet luxury", dove il chocolate brown costituisce insieme al beige, al grigio, al panna e al burgundy, la palette ideale su cui costruire look di impeccabile minimalismo, espressione massima di eleganza sussurrata e molto alto spendente, da declinare su morbida maglieria di cashmere, pantaloni sartoriali e borse da svariate migliaia di euro.
Ma basta dare un'occhiata ai negozi in centro e ai siti (anche fast fashion) per rendersene conto: "il marrone è il nuovo colore da ricchi", sussurrava una stimata fashion editor l'altro giorno a un evento... con buona pace dei puristi del nero, convinti che mai indosserebbero il suo antagonista "da poveri"
Sì perché nei secoli scorsi, il marrone era indossato soprattutto dalle classi più basse, data la più "facile manutenzione" e la tendenza a rivelare meno macchie e strappi...
Ma il nuovo marrone che impera sui social è una questione totalmente diversa: abbinato con il bianco, come "quiet luxury" esige, o sfoggiato in "total look", questo autunno inverno si è preso la scena ed è stato il colore principe di stagione... come non succedeva da, forse, gli anni Settanta!
Ma attenzione: c'è marrone e marrone, specifichiamo! Se dovete accantonare il nero (momentaneamente, che con la moda, non si sa mai), la scelta dovrà cadere proprio sul marrone cioccolato, quello più profondo, intenso, che dona e dà piacere come una morbida e gustosa pralina fondente.
Fidatevi, chi vi sta scrivendo non avrebbe mai creduto di preferire, al momento dell'acquisto, un paio di stivaletti scamosciati, un morbido pullover o ancora un blazer in pelle nelle tonalità "brown".
Certo, direte, in inverno con i colori più scuri e profondi è facile, ma in primavera?
Spoiler alert: sta benissimo con i colori pastello! Giallo burro, azzurro baby, rosa candy, tutti colori su cui c'è molto hype anche questa primavera a guardare le passerelle, si sposano alla perfezione con il marrone cioccolato che, anzi, li rende meno stucchevoli e dà carattere al look. E poi l'avete visto come sta bene con il denim, anche nel lavaggio più scuro? Una combo che, vi assicuriamo, non vi deluderà!
Se vi abbiamo convinti (almeno un po') ma non sapete da dove partire da ex "nero-dipendenti", ecco la nostra mini selezione con 8 pezzi facili e "furbi" nei toni del marrone cioccolato da cui partire: semplici da inserire in guardaroba, perfetti da indossare anche per la bella stagione e che daranno una virata "posh" immediata la vostro look... Provare per credere!
MANGO Abito sottoveste con dettagli in pizzo nero
Credits: shop.mango.com
MASSIMO DUTTI Blazer monopetto con tasche
Credits: massimodutti.com
POLENE PARIS Borsa modello Numéro Neuf in pelle d vitello pieno fiore
Credits: it.polene-paris.com
COS Mocassini in pelle scamosciata
Credits: cos.com
ZARA Giacca modello bomber effetto vernice
Credits: zara.com
UNIQLO Pantaloni relaxed fit
Credits: uniqlo.com
AEYDE Stivaletti texani in pelle scamosciata, disponibili su Net-a-Portér
Credits: net-a-porter.com
PUNTODODICI Soprabito in tessuto impermeabile con colletto
Credits: puntododici.com
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