Milano Fashion Week, Day 2: tutto il meglio del secondo giorno di sfilate

Nuova alba, nuove sfilate da seguire!
Se quella di ieri era stata una giornata piuttosto impegnativa e densa di appuntamenti imperdibili, anche l’agenda di oggi non è stata da meno.
Ad aprire le danze questa mattina ci hanno pensato Max Mara, Genny e Dsquared2 che hanno svelato tutte le novità per la primavera-estate 2023.
Poi è stato il turno di Anteprima e Daniela Gregis. E, neanche il tempo di un pranzo al volo, si è subito tornati in passerella per gli attesissimi show di Prada e MM6 Maison Margiela.
Ritmi serratissimi anche nel pomeriggio con Act N°21, Emporio Armani, Moschino e Blumarine. E hanno infine chiuso la giornata, le sfilate di GCDS e Boss.
Ma ecco nel dettaglio quello è successo in questo secondo giorno di Milano Fashion Week.
Lo stile Riviera di Max Mara
Renée Perle, musa di celebri artisti come Jacques Henri Lartigues, ma anche Zelda Fitzfgerald, Dora Maar, Eileen Gray: è a queste grandi icone del passato che è ispirata la nuova collezione primavera-estate 2023 di Max Mara. Un guardaroba dai colori neutri e dalle tinte pastello che strizza l’occhio al loro stile estivo, quel Riviera style che ha lasciato il segno e che ancora è così evocativo di un preciso periodo storico. I cappelli oversize, gli abiti leggeri da indossare al mare, il blu mediterraneo che arriva a interrompere i neri e i bianchi e le stampe grafiche, i set da bordo piscina elegantissimi in total black sono fatti per essere indossati, per viverci, per condividere una visione di modernità. Special guest alla sfilata l’attrice Lili Reinhart, insieme ad altre celeb come Melissa Satta, Olivia Palermo, Aya Mohamed, Veronica Ferraro, Valentina Ferragni e Caro Daur.
Foto: Getty
Il party a bordo piscina di Genny
Forti, iconiche, indipendenti: sono le donne di Genny che questa mattina, con uno show a bordo piscina, nella magica cornice dei Bagni Misteriosi di Milano, ha svelato una collezione SS23 che è un concentrato di femminilità e glamour. I colori della città di Los Angeles si riflettono sugli abiti del brand. Il caldo dei tramonti, l’intensità del mare e la luce dell’acqua si ritrovano negli abiti iperfemminili che lasciano scoperta la pelle con cut-out sensuali e nelle paillettes scintillanti. "Body Collection" l'ha definita Sara Cavazza Facchini, Direttrice Creativa del brand, perché tutti i capi nascono con l’idea di seguire ogni parte del corpo, svelandolo o abbracciandolo con tessuti tecnici scultorei. Look dai colori vivaci sono resi ancora più brillanti da riflessi brillanti e una pioggia glitter e paillettes. I pantaloni cargo sono reinterpretati in chiave super femminile: sono proposti in satin e abbinati a top dalle trasparenze sensuali. Le tute super stretch esaltano ogni silhouette e sono impreziosite da paillettes luminose. Effetto “bling bling” assicurato con le maxi collane dai fili brillanti, pensate per essere indossate sul décolleté nudo. E persino con lo swimwear, contraddistinto da profondi scolli a V e cascate di strass. Ad assistere alla sfilata tra gli altri Elisabetta Gregoraci, Leonie Hanne, Ludovica Bizzaglia e Natalia Bonifacci.
Foto: Getty
La primavera-estate nel segno del relax di Dsquared2
Linee rilassate, strati leggeri e traslucidi, colori vividi: è la nuova collezione primavera-estate 2023 di Dsquared2, che ha sfilato tra gli stucchi rococò di Palazzo Citterio, e che gioca molto con sovrapposizioni e tessuti. Ad aprire lo show, giacche di pizzo trasparente indossate con gonne stampate in tulle e camicie dai motivi a quadri. Il classico abbigliamento sportivo è proposto per la stagione calda in chiave più sexy. I pantaloncini da ciclista si abbinano a micro bikini che lasciano poco spazio all’immaginazione. Il tessuto scuba, declinato in colori dalle sfumature iridescenti, si indossa con minigonne e giacche corte. E proprio le giacche e le gonne in PVC trasparente sono alcuni dei pezzi clou della collezione, insieme a pantaloni a gamba larga in pizzo, ai gilet in neoprene, ai top in jersey effetto bagnato e al completo in spugna. Tra gli accessori spiccano, oltre agli zoccoli con il tacco, le décolleté altissime, gli orecchini tribali, le morbide borse da spiaggia in paglia e gli occhiali da sole unisex con lenti iridescenti e i dettagli in neoprene.
Foto: courtesy of press office
Il 30° compleanno di Anteprima al Parco Sempione
Ha scelto di festeggiare il suo 30° compleanno in uno dei luoghi simbolo di Milano, Anteprima che ha presentato la nuova collezione primavera-estate 2023 all’interno del Parco Sempione, sullo sfondo dell’Arena Civica, con uno show aperto al pubblico e a ridotto impatto ambientale, grazie l’allestimento scelto dalla designer Izumi Ogino che ha optato per sedute di design realizzate in carta. Per la nuova stagione il brand ha lanciato la sua idea di moda contemporanea, uno stile fresco e dinamico capace di vestire tutte le donne. Ad ispirare Izumi Ogino, grandi icone dalla forte personalità come l’attrice Catherine Deneuve e l’artista e pittrice Carmen Herrera le cui opere dai colori vibranti si riflettono nelle stampe color block della collezione SS23. Protagonista indiscussa della collezione, la mimosa: fiore emblema di forza, sensibilità e sguardo verso il futuro che rappresenta il simbolo ideale per celebrare questo compleanno importante. Per l’occasione ha fatto il suo debutto anche la nuova capsule in edizione limitata nata dalla collaborazione con l’artista lombardo Marcello Morandini che ha disegnato appositamente un nuovo motivo a stampa esclusivo. E con la Milano Fashion Week ha preso ufficialmente il via anche il nuovo progetto avviato da Anteprima con il Comune e le scuole della città, alle quali il brand ha donato dei tessuti da utilizzare per gli studi dei ragazzi.
Foto: courtesy of press office
La collezione di Prada tra formalità e libertà creativa
Nata dal dialogo tra Miuccia Prada, Raf Simons e il regista danese Nicolas Winding Refn, la nuova collezione SS23 di Prada che è densa di contrasti. Giacche e camicie dai tagli rigorosi e minimal, che strizzano l’occhio al guardaroba business, convivono armonicamente con orli irregolari, tessuti che scivolano e si ribellano alla precisione, con stampe e decori che restituiscono un'idea di romanticismo, come un senso di accidentalità, di libertà. La scelta dei materiali è al centro della collezione: dai finish lucenti e soft della seta alla resa impalpabile e lieve, effetto tulle, di gonne, abiti e trench. Stampe e applicazioni floreali rompono la palette di nero, grigio e marrone. E tra le new entry della collezione, ci sono i bauletti e le shopper in nappa antica nella variante dall’effetto stropicciato.
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Il concerto di MM6 Maison Margiela
All’Auditorium di Milano è invece andato in scena lo show di MM6 Maison Margiela. La collezione primavera-estate 2023 del brand ha sfilato tra le luci soffuse e le note di un’orchestra. La collezione è essenziale e contemporanea, composta da capi pensati per essere indossati liberamente e da vivere a piacimento, senza bisogno di seguire rigide regole. In passerella volteggiano look dalle silhouette comode. I colori predominanti sono bianco e nero, ma c’è spazio per tocchi accesi di fucsia e azzurro. A catturare l’attenzione, capi sportivi realizzati in tessuti tecnici, gilet e soprattutto loro i coloratissimi cuissardes che sembrano quasi dei leggings.
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Lo show di Act N°1 trasmesso sul canale Instagram di Valentino
Trasmessa in diretta streaming, sul canale Instagram di Valentino, la sfilata di Act N°1 che di certo era una delle più attese di questa lunga giornata della Milano Fashion Week. Una giornata importante quella vissuta dal duo composto da Luca Lin e Galib Gassanoff che ha infatti potuto contare sul sostegno della Maison Romana e del suo direttore creativo, Pierpaolo Piccioli, che continuano a portare avanti il loro progetto volto a supportare i giovani talenti del mondo della moda. Tulle, veli, sete stampate, ma anche denim e popeline, hanno animato una collezione che celebra la diversità e che si è conclusa con l’ingresso in passerella di Elisabetta Dessy che sfilato con addosso una vistosa "nuvola" declinata in un'accesa tonalità di blu.
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Emporio Armani e la collezione che porta la vacanza in città
Esplora il tema del viaggio la collezione SS23 di Emporio Armani che esprime quella voglia di libertà tipica dell'estate. Le modelle camminano come sospese in un gioco grafico di luci e riflessi. Gli abiti si colorano di rosa tenue e verde delicatissimo trovando la loro espressione più poetica nei long dress scintillanti del finale. Capi chiave del guardaroba estivo, come le gonne a pareo o i pantaloni in stile arabeggiante si indossano con blazer leggerissimi e con top ricamati. Ai completi sartoriali si susseguono morbidi top abbinati a pantaloni dai tessuti luminosi e poi giacche multicolor da mixare con gonne lunghe e strette. Raffinatissimi anche i look per la sera, composti da pantaloni fluidi abbinati a canotte dai ricami brillanti, gonne di tulle e gilet a tunica, ma anche maxi dress con applicazioni floreali e jumpsuit preziose illuminate da cristalli. Ad assistere alla sfilata c'erano anche Federica Pellegrini con il marito Matteo Giunta, Olivia Palermo e le gemelle Amiaya.
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Il pool party di Moschino tra i gonfiabili colorati
Ha invitato i suoi ospiti a un pool party davvero speciale, Jeremy Scott che per presentare la nuova collezione primavera-estate 2023 di Moschino ha portato i gonfiabili da piscina direttamente in passerella trasformandoli in accessori e parte integrante di tutti i look. Cuori rossi, fenicotteri o veri e propri materassini: tutto diventa giacca, abito o borsa a mano. Ed è così che sono finiti sotto i riflettori salvagenti di tutte le forme, i colori e le dimensioni, indossati intorno alla vita, sulle maniche, in testa o come fossero bracciali. Le stampe cartoon care al designer americano non sono mancate così come le pennellate di fluo e le scarpe più pazze della stagione, anche queste a forma di fenicottero. Alla sfilata tanti ospiti anche internazionali come il cantante e producer J Balvin, Heidi Klum, Alessandra Ambrosio, Chiara Ferragni, Michele Morrone e Francesca Michielin.
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Le sirenette gotiche di Blumarine
Sirenette metropolitane, sexy e intriganti, hanno invece calcato la passerella di Blumarine che ha presentato una nuova collezione ispirata proprio a queste misteriose creature del mare. Con "Underwater", questo il nome della collezione SS23, il direttore creativo del brand, Nicola Brognano, ha voluto portarci sott’acqua per incontrare le sue sirenette gotiche. Su una catwalk illuminata da una luce blu hanno sfilato lunghi abiti a rete, strascichi che ricordano le onde del mare, insieme a frange, nastri e lacci che si rievocano il movimento delle alghe. La Rosa, simbolo del brand, è proposta in chiave dark e diventa il ricamo di abiti total black in maglia sottile, mentre le conchiglie in metallo decorano le cinture e le croci gotiche fanno capolino su mini dress di perline e t-shirt in tulle. Tra i pezzi forte del guardaroba di Blumarine per la prossima stagione, anche i pantaloni cargo oversize in denim delavé.
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GCDS e la collezione ispirata a Spongebob
Anche GCDS ci spinge nella profondità degli abissi, ma questa volta il viaggio ci conduce in un universo popolato da particolari creature marine, più precisamente sul fondo dell’Oceano Pacifico, nella cittadina di Bikini Bottom. La nuova collezione di GCDS è infatti un omaggio a Spongebob, l’iconico personaggio dei cartoon creato dal biologo Stephen Hillenburg che diventa protagonista di mini dress e lunghi abiti di chiffon trasparente. Sofisticato e prezioso, il guardaroba della primavera-estate 2023 è fatto di sensuali abiti drappeggiati ricoperti di strass, micro bomber di paillettes e capi in maglia ricamati, ma anche di denim dai mille tagli e passamontagna a rete.
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Grazia.it talks with: Alberto Affinito, founder di art259design

Mettere la materia al centro e costruirle intorno un universo coerente, fatto di proporzioni, materia e spazio. È l’idea, semplice ma rivoluzionaria, alla base del brand art259design, marchio nato 15 anni fa dall’intuizione di Alberto Affinito.
Nato a Potenza, città della Basilicata che ancora oggi è al centro del cuore del marchio, studi romani in Architettura, Affinito racconta attraverso le sue due collezioni all’anno, un cosmo dall’estetica onirica ma intimamente legata al corpo e alla materia.
Ed è forse il legame con l’architettura ad avergli lasciato quell’attaccamento speciale alla materia, al tessuto, capaci di guidare il processo creativo prima ancora che i tratti decisi di un bozzetto.
Toccare, tastare, modellare la stoffa giusta sul manichino e vederne l’effetto, lasciarsi guidare da una piega o dalla trama di un materiale, cambiare idea, ricominciare, tutto questo è Art259design, la sua “creatura”, il suo progetto.
Il risultato sono abiti “vissuti”, caratterizzati da volumi che dialogano con il corpo, che ridiventa protagonista e che dà una nuova dimensione al vestito.
Da questo approccio speciale e “materico” con il tessuto nasce poi anche la visione del brand basata su circolarità e riduzione dello scarto: non una strategia di marketing, ma un’evoluzione naturale di un metodo progettuale che considera il rispetto per la materia parte integrante dell’estetica.
Abbiamo intervistato Alberto Affinito per farci raccontare l’origine del brand e il suo rapporto con la moda.
Partiamo dal principio: qual è l’origine del nome art259design?
«L’idea era quella di mettere insieme, in un unico nome, le tre cose che sono di fondamentale ispirazione in ciò che faccio. Art sta per arte e artigianalità, 259 perché il progetto è nato il 25 settembre ma, soprattutto, perché adoro i numeri e nel mio processo creativo assumono un’importanza naturale, Design, infine, perché è l’altra mia grande fonte di ispirazione. Ho cercato di fondere un approccio di ricerca e di lavorazione manuale a una serialità traducendo tutto ciò in numeri, gli stessi numeri che non sono altro che i centimetri che compongono ogni capo realizzato».
Il tuo percorso formativo attraversa architettura e fashion design. Tra le due hai scelto come strada principale la moda ma in che modo questa doppia matrice continua a influenzare il tuo modo di pensare forme, volumi e corpo oggi?
«La scelta di virare da architettura a fashion design è stata dettata dalla necessità di trovare un settore più adatto a sfogare le mie idee. Facendo architettura ho capito quasi da subito che non sarei riuscito ad esprimere a pieno me stesso. Allo stesso tempo l’architettura e il design sono per me di ispirazione e sfogo in quanto una parte importante del mio lavoro consiste nella progettazione degli allestimenti dei nostri negozi e di spazi espositivi durante l’anno. Non potrei farne a meno.
È un’esternazione costante e fondamentale per trovare nuovi stimoli e per contestualizzare la collezione stessa, che senza il contenitore giusto non avrebbe lo stesso sapore. Trovo che lo spazio espositivo sia essenziale per esprimere i miei capi, assumendo un’importanza quasi paritaria rispetto alla collezione stessa. Nel posto sbagliato la collezione non è completa. Tutto deve essere coerente, solo in questo modo può esprimersi al massimo. Anche per questo abbiamo in questi anni avuto l’esigenza di ridurre la proposta di rivenditori, in quanto abbiamo notato che nel contesto sbagliato il brand non cresce e fa fatica. Al contrario, quando trova il suo ambiente naturale esprime il suo potenziale al massimo e di conseguenza performa anche in modo ottimale».
Nelle tue collezioni il tessuto è un elemento essenziale, quasi “vivo”. Cosa succede, emotivamente e progettualmente, nel momento in cui “ascolti” una materia?
«Ascolto e capisco il materiale per comprendere le sue possibilità e come vuole essere espresso al meglio. Comprare dei materiali dopo aver scelto cosa fare trovo sia una follia. Per quanto si possa, con presunzione, adattare un materiale a ciò che si ha in mente è sempre il tessuto stesso a decidere la chiave di lettura corretta e il modo migliore per esprimersi. Solo nel momento in cui tieni la materia prima tra le mani e passando ore ed ore al manichino si riesce a trovare l’interpretazione corretta. In realtà, io mi limito ad innamorarmi di alcuni materiali e passo giornate a fantasticare sulla collezione e a schizzare idee e a progettare, ma è solo quando arriva il tessuto che tutto viene messo in discussione ed è lui che sceglie ciò che vuole essere».
In un sistema moda veloce e iper-produttivo, hai costruito un approccio fondato sullo zero waste e sulla circolarità. È stata una scelta etica, estetica o una conseguenza naturale del tuo modo di progettare?
«Entrambe le cose. Per lo zero scarto ci vorrà ancora tempo perché soltanto producendo internamente il 100% della collezione si potrà, un giorno, raggiungere quest’obbiettivo ma piano piano ci stiamo lavorando. È un processo che è stato messo in atto e che non intende arrestarsi. Le prime collezioni prevedevano una spesa destinata all’approvvigionamento dei tessuti praticamente nulla e questo mi ha portato in maniera naturale a sperimentare, approcciandomi a questo modo di lavorare. Quello che è nato da una necessità affiancato da una un’esigenza morale e di rispetto della materia, è diventato il mio alleato più fedele per gli innumerevoli spunti e ispirazioni che può fornire. Credo che dopo 15 anni non sia stato un paletto ma che ad oggi sia una delle forze più grandi del brand».
La collezione Primavera/Estate 2026 nasce da un incontro casuale e quasi silenzioso: una bambina di ritorno da una lezione di danza. Cosa ti ha colpito di quell’immagine e perché hai sentito il bisogno di trasformarla in un punto di partenza creativo?
«Perché ho sempre bisogno di un punto di partenza che non sempre viene portato fino in fondo con coerenza ma è semplicemente un inizio. Ho bisogno di emozionarmi e avere una storia da raccontare proprio per trovare la forza di poterla scrivere. Quella visione mi ha innescato evidentemente dei ricordi e delle sensazioni che in quel momento mi hanno ispirato e fatto venire delle idee nell’immediato»
Dopo oltre dieci anni di percorso e una crescita strutturata del brand, come sei cambiato tu come designer e come persona rispetto agli inizi di art259design?
«Domanda difficile… Ho iniziato a 25 anni, ero giovane, forse incosciente, e art259design un bambino. A oggi credo che sia io che il brand siamo cambiati tanto. Se penso che il primo anno di art259design era cominciato con una manciata di t-shirt ed ora proponiamo un total look di circa 60 capi, una prima linea di sola pelle nata 4 anni fa ed una seconda linea nata la scorsa stagione, credo che io e il brand siamo cresciuti seguendo la strada giusta, nonostante tutto. L’uno ha fatto crescere è cambiare l’altro, in un rapporto complementare. Io sono ciò che sono grazie e per colpa di art259design. Una vita e un progetto, più che un brand, si sono sovrapposti, nel bene e nel male, nei successi e nelle catastrofi».
Il riferimento alla danza nella collezione non è mai letterale, ma si traduce in studio del movimento, dell’habitus e della postura. Come hai lavorato su volumi, costruzioni e materiali per rendere visibile questa idea di corpo in movimento?
«Ho lavorato sulla scelta dei materiali e dei colori. Ho immaginato tessuti leggeri e gradazioni che nel mio immaginario mi riportassero alla danza, o meglio, che nella mia mente mi facessero pensare a delle ballerine. Per la prima volta ho spogliato molto la mia donna, solitamente molto austera, coprendola con tessuti leggeri e trasparenti che più che vestire accompagnassero il corpo. Soluzioni sartoriali e di manipolazione del tessuto hanno celato l’intimità del corpo permettendo a chi indossa i miei capi di provare un’assoluta libertà. La sfida, ma allo stesso tempo il gioco, principale è stata manipolare la georgette crêpes di seta in modo da poterle permettere di vestire nonostante l’estrema trasparenza del tessuto. Anche un velo impercettibile e quasi impalpabile può vestire creando trasparenze, certamente audaci, ma eleganti».
Ultima domanda: se Art259design fosse una canzone o una musica quale sarebbe?
«Art259design è cambiato tanto in questi 15 anni e con lui i miei gusti musicali, ma se devo pensare ad una colonna sonora che ha accompagnato dal primo momento la nascita del brand, la sua crescita e i tanti momenti bui, penso alla discografia di Thom Yorke e, nello specifico, a Lotus Flower dei RADIOHEAD, una delle mille canzoni preferite».
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Primavera fa rima con...felpa: ecco le nostre varianti preferite della spring '26

È vero, con il giusto gioco di layering s'indossano anche nei mesi più freddi dell'anno. Ma le due stagioni ideali per sfoggiare le felpe senza troppi "tricks" sono senza dubbio l'autunno e la primavera.
Parliamo infatti di uno dei capi transeasonal per eccellenza, un must have del guardaroba casual ma anche versatile al punto da adattarsi anche agli abbinamenti più disparati.
A noi, ad esempio, piace tantissimo mixare la felpa con i capi più eleganti che abbiamo nell'armadio, per un contrasto favoloso, come un bel pantalone sartoriale o una pencil skirt di pelle.
Su quali puntare per la primavera 2026? A tinta unita o giocata su stampe colorate e cool. Con slogan, loghi o scritte funny. Con cappuccio o senza.
C'è una felpa giusta (ma anche più d'una, in realtà) per ogni occasione. Con la zip per un mood super sporty oppure munita di colletto per un tocco preppy irresistibile.
E voi di quale modello di sweatshirt siete fan? Nel dubbio abbiamo selezionato le più cute in circolazione...fatevi tentare!
Felpe per la primavera: le varianti più belle da non farsi scappare
PARFOIS
Credits: parfois.com
RUE MADAM PARIS
Credits: ruemadam.it
PULL&BEAR
Credits: pullandbear.com
MAX&CO.
Credits: it.maxandco.com
H&M
Credits: 2.hm.com
ZARA
Credits: zara.com
STRADIVARIUS
Credits: stradivarius.com
NA-KD
Credits: na-kd.com
POLO RALPH LAUREN
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SANDRO PARIS
Credits: it.sandro-paris.com
BENETTON
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RESERVED
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5 accessori facili e veloci per elevare i vostri look senza sforzo

Dai colletti agli orecchini maxi: ecco 5 accessori per trasformare i vostri look da basic a estremamente cool, in una sola mossa
Abbiamo già parlato di come la maggior parte dei look delle nostre trendsetter preferite - che spesso crediamo impossibili da ricreare - sia invece costruita su accostamenti apparentemente semplici, elevati da una serie di capi statement e di tendenza.
Oggi però andremo a scoprire un altro aspetto fondamentale di ogni outfit che si possa definire cool, incentrato principalmente sugli accessori.
Immaginate dunque di creare un fit senza alcun elemento extra: niente gioielli, niente berretti, niente sciarpe, guanti, borse e così via. Risulta banale e senza personalità, vero?
Questo accade proprio perché, oltre ad alcuni key pieces legati all’abbigliamento, il vero fulcro di un look ben riuscito sta...nei dettagli. Sono loro infatti a donare carattere e originalità alle nostre mise, trasformando completamente l’estetica di un look.
Pensate alla combo formata da jeans e t-shirt bianca: con l’aggiunta di un baseball cap e delle sneakers acquisirà un fascino streetwear, mentre con delle ballerine e una tracolla bon ton, avrà tutto un altro stile.
Sta proprio qui il potere degli accessori: nel saper arricchire, sublimare e a volte addirittura trasformare un outfit.
Noi di Grazia.it abbiamo selezionato 5 categorie di accessori su cui puntare per rendere i propri look favolosi senza sforzo. Pronte a fare shopping e accaparrarvi i must-have del momento? Noi sì.
1. Spille
Lo sappiamo: le spille, nel nostro immaginario comune, sono quei cimeli dal sapore un po’ datato e avvolti da un irresistibile fascino granny, che da piccole tutte rubavamo dal cassetto dei gioielli della nonna.
Oggi però le spille sono più cool che mai: delle piccole chicche che donano carattere, specialmente se applicate su blazer e capispalla ma anche su maglioni e bluse. Quel tocco dal fascino vintage che non guasta.
Spilla Elo LIÉ STUDIO
Credits: lie-studio.de
Spilla Cannolo Piccola JIL SANDER
Credits: jilsander.com
Spilla fiocco MIU MIU
Credits: miumiu.com
2. Cappelli
I capelli stanno vivendo una stagione particolarmente florida tra il 2025 e questo inizio di 2026, confermandosi uno dei must-have più amati dalle it girl del momento.
I modelli su cui puntare sono tanti e spaziano fra diversi stili, tagli e colori, partendo da baker boy, cloche e coppola fino ad arrivare al famoso pillbox hat che si posiziona al primo posto nelle tendenze "hat" di stagione.
Cappello in lana cotta ARKET
Credits: arket.com
Berretto Ubaldo BORSALINO
Credits: borsalino.com
Cappello pescatore COS
Credits: cos.com
3. Colletti
Anche se quest’anno il preppy style è rimasto un po' in secondo piano rispetto ad altre tendenze, come l’estetica boho o Y2K, la sua identità visiva è da sempre legata a due momenti dell’anno in particolare: settembre, quando è ora del "back to school", e febbraio/marzo, con l’arrivo della primavera.
L'accessorio per eccellenza di questo stile? Il colletto, che domande. Bianco o colorato, in maglia lavorata o in faux fur. Da applicare su cappotti e giacche, su cardigan e camicette di ogni sorta e genere.
Colletto Suri SÉZANE X SEA NY
Credits: sezane.com
Collare nero con dettagli FABLE ENGLAND
Credits: fableengland.com
Colletto allacciato PRADA
Credits: prada.com
4. Orecchini "importanti"
Parlando di gioielli e bijoux, gli orecchini giocano un ruolo fondamentale nell'elevare un look. A maggior ragione se si tratta di modelli maxi, che diventano parte integrante dell’outfit più che un semplice accessorio, richiamando o definendo uno stile piuttosto che un altro.
Un esempio? Orecchini dorati e materici richiameranno un immaginario surrealista e avant-garde, dal fascino teatrale e drammatico, mentre un modello dalla forma squadrata con pietre dei colori della terra evocherà un’estetica gipsy e hippie. Scegliete i vostri.
Orecchini PARFOIS
Credits: parfois.com
Orecchini Sun VODOO JEWELS
Credits: voodoojewels.com
Orecchini brillanti ZARA
Credits: zara.com
5. Guanti
Terminiamo la nostra selezione con un ultimo accessorio life changing (o forse dovremmo dire look-changing): i guanti. Corti, midi o lunghi; colorati o dalle nuance neutre come marrone, bianco o nero, in pelle/similpelle o in tulle. Capaci di aggiungere istantaneamente "drammaticità" a qualsiasi outfit.
Guanti MANGO
Credits: mango.com
Guanti H&M
Credits: hm.com
Guanti MASSIMO DUTTI
Credits: massimodutti.com
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Nate sotto il segno dei Pesci: questi sono i must-have da indossare ora

Dal 20 febbraio al 20 marzo si entra ufficialmente nel mese dei Pesci, segno che secondo la tradizione astrologica occidentale chiude il calendario zodiacale.
Sensibile, creativo, dotato di grande empatia: chi appartiene a questo segno d'acqua presenta numerose sfaccettature, talvolta in apparente contrasto ma che, osservate bene, danno vita a un mix unico e distintivo.
Un mix che si rispecchia anche nella sensibilità stilistica delle nate nel segno, che non rinunciano a indossare la propria attitudine sognatrice e libera.
Ecco perché il guardaroba ideale unisce suggestioni e ispirazioni diverse ma decisamente caratterizzanti: un abito che riprende delicatamente le onde del mare, un cristallo che si connette alla propria spiritualità, una borsa grande, che incarna la generosità e la grande disponibilità verso gli altri.
Siete anche voi nate sotto il segno dei Pesci? Allora non aspettate ulteriormente: scoprite subito quali sono i vostri must-have di stagione... secondo le stelle!
Vestito Ora drappeggiato senza maniche, ABADIA.
Credits: Luisaviaroma.com
Gilet con fiori di cristalli, DIOTIMA.
Credits: Diotima.world
Camicia in seta Ambre, FORTELA.
Credits: Fortela.com
Tote bag in pelle The Eva Weekend, LIÉ STUDIO.
Credits: Net-a-Porter.com
Giacca cerata Ryedale in cotone, BARBOUR.
Credits. Barbour.com
Jeans a gamba larga collezione Comptoir Des Cotonniers, UNIQLO.
Credits: Uniqlo.com
Pumps arricciate in suede, HERBERT LEVINE.
Credits: Mytheresa.com
Choker con applicazione floreale, JENNIFER BEHR.
Credits: Mytheresa.com
Orecchini Pillar in oro e avventurina, LA DOUBLE J.
Credits: Ladoublej.com
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