Trovare lavoro nel mondo della moda: ecco i nostri consigli

lavorare moda DESKlavorare moda EVI
Lavorare nel mondo della moda è sempre stato il vostro sogno? Vi diamo qualche tip per pianificare (e realizzare) i vostri desideri

Da sempre amate perdervi tra le pagine delle riviste di moda? Documentari come "The September Issue" e "The Last Emperor" sono nella lista dei vostri film preferiti? Sognate a occhi aperti il "dietro le quinte" di una sfilata? In poche parole: la moda è la vostra più grande passione e sognate di lavorare nell'ambiente? Siete nel posto giusto!

Abbiamo pensato per voi a una smart guide teorica e pratica su come muoversi per lavorare nel mondo della moda. Pronte?

1) Tenetevi informati:

Il mondo del fashion è dinamico e in continua evoluzione. 

Potrà sembrare banale ma, se volete farne parte, dovete essere curiosi e studiosi, sempre avidi di informazioni.
Essere al corrente delle novità (che sia da una prospettiva stilistica, economica o semplicemente amministrativa) è fondamentale per qualsiasi ruolo vorrete ricoprire.

Leggete, informatevi, "divorate" riviste di moda e siti online specializzati: è un ottimo modo per sviluppare un gusto personale e farvi delle opinioni su tutto ciò che gravita intorno al settore.

View this post on Instagram

How do you make a monthly fashion #magazine when showrooms and photo studios are closed, readers are spending more time on Instagram than ever and the resolution limits of a Zoom photoshoot become painfully clear? “The first thought is kind of a low-grade panic, because we can’t do the thing that we do so well,” says Will Welch, editor-in-chief of American GQ. “Then for me, the second thought is excitement — I wonder what this is going to turn out like?” The magazine’s June/July issue, hitting the internet Tuesday and beginning to reach readers on May 26, is the title’s first to be almost completely produced since lockdowns began in New York in March.⁠ ⁠ During his tenure, Welch has evolved the magazine’s big brother identity into something that’s categorically not for everybody, a symbol of progressive, fashion-forward and self-aware masculinity. It’s the kind of title that can have both Larry David and Kanye West on its cover in a matter of months, and Welch is determined to not let print lose its specialness, despite the restrictions laid out in front of him. “A magazine that is still printed on paper is meant to be a document of its time,” Welch says. “This has been a test of how clear we are about what our values are…Those of us who make it and our readers — it’s a crew of people who see the world through a lens of taste and style, first and foremost,” he explains.⁠ ⁠ BoF went inside American GQ’s unusual production process over the last six weeks, interviewing the editors and writers who brought the issue and its features to life. [Link in bio]

A post shared by The Business of Fashion (@bof) on

(Credits: Instagram) BoF

2) Esaminate i ruoli del fashion system:

La moda è la vostra passione e volete farne parte ma… avete capito per quale posizione volete candidarvi? 

Conoscere il panorama di lavori offerti è importante, possibilmente prima di affrontare studi, specializzazioni e tirocini. 

Molti ruoli sono diversi da quello che sembrano dall’esterno ed è fondamentale conoscerne le dinamiche per fare una scelta giusta e consapevole. La moda non è solo glamour e riflettori.

È probabile che cambierete idea in corso ma progettare la vostra carriera (considerandone i vantaggi e gli svantaggi a breve e lungo termine) sin dall’inizio è comunque un esercizio da fare costantemente per ottenere i risultati sperati e non perdere troppo tempo. #IdeeChiare

I lavori del fashion sono moltissimi e si dividono per lo più in due macro categorie: quelli creativi e artistici come stilista, direttore creativo, fotografo, stylist, fashion editor e quelli amministrativi e manageriali nell’ambito di marketing, comunicazione, produzione, modellistica, retail etc. 

Per avere spunti e incentivi è anche utile fare un’analisi di cosa cerca il mercato al momento. Ad esempio quello attuale è molto focalizzato su globalizzazione e piattaforme online e di conseguenza se sceglierete di specializzarvi in lingue o informatica sarà probabile che troviate lavoro più facilmente perché il vostro profilo sarebbe altamente richiesto.

3) Che studi intraprendere:

 

Scegliere gli studi da frequentare è molto importante per prepararci e specializzarci al meglio. 

Come? Molto dipenderà dall’ambito della moda che più vi interessa e sono tantissime le accademie eccellenti in Italia e nel mondo. 

(Credits: Instagram) Polimoda

Il sito fashionista.com ogni anno stila una classifica dei migliori indirizzi di studi della moda tra cui figurano le italiane Marangoni di Milano, Polimoda di Firenze,  IED e Accademia di Costume e Moda di Roma (qui il link per consultare la classifica completa del 2019: https://fashionista.com/2019/12/top-fashion-schools-world-2019).

Sul sito del BoF invece, troverete il rank delle migliori scuole al mondo divise per categoria e scopo (qui il link per consultare le classifiche del 2019: https://www.businessoffashion.com/education/best-schools). 

4) Mettete in pratica il vostro talento:

 

Se potete, giocate d’anticipo passando dalla teoria alla pratica il prima possibile in modo da esercitarvi e dimostrare sul campo ciò che sapete fare.

Qualche esempio? Se aspirate a diventare stylist, preparate un look-book con gli abbinamenti che vi rappresentano (un moodboard), se vi candidate a un ruolo da fashion editor scrivete articoli, anche mai pubblicati, per dimostrare il vostro approccio narrativo o se volete fare il fotografo, componete un portfolio con qualche vostro servizio anche se rudimentale, prove che dimostrino che sarete un valore aggiunto per l’azienda.

L’atto di candidarvi a un lavoro sarà più facile se mostrerete i vostri lavori e il vostro talento a chi deve credere in voi e assumervi.

5) Cercate un tirocinio per fare esperienza:

 

Cercare uno stage è un ottimo modo per fare esperienza sul campo, capire se il lavoro in questione fa per voi e dare sostanza al proprio curriculum. 

Lavorare per un grande nome della moda sarà più "spendibile" mentre svolgere un tirocinio in una piccola azienda vi farà imparare di più. In generale prediligete, se possibile, esperienze retribuite (anche se minimamente) o che prevedano almeno un rimborso spese. Avrete maggiori garanzie di serietà.

Una volta iniziato, preparatevi a fare tutto perché partirete dal basso, appuntatevi le cose che imparate e cominciate  a crearvi una rete di conoscenze.

6) Create e coltivate un network di relazioni del settore:

 

Costruire relazioni con colleghi e professionisti del settore è importante per imparare e approfondire. Iniziate partecipando agli eventi, open days, talk e masterclass, vi sarà d’aiuto per pianificare le vostre mosse future. 

 

(Credits: Instagram) LinkedIn

7) Preparare un CV invidiabile e una cover letter personalizzata:

Preparate un CV scritto in italiano e in inglese che sia conciso (possibilmente che non superi una/due pagine al massimo), chiaro e continuamente aggiornato con le esperienze lavorative e data del mese in cui lo inviate (un piccolo dettaglio che mostra l’attenzione nel curare i propri documenti). 

La cover letter da mandare per candidarsi dovrà essere essenziale ma dedicata, si deve evincere che l’avete scritta per quella specifica posizione e azienda e che non avete fatto un copia incolla. È importante che traspaia cura, dedizione e passione.

8) Iniziate a cercare posizioni aperte sulle piattaforme ad hoc:

Dopo aver completato gli step precedenti, siete pronti per immergervi nella ricerca del lavoro giusto per voi.

Questa è una parte difficile e scoraggiante, riceverete molti no e mancate risposte ma ricordate: la strada per il successo è spesso costellata di difficoltà, non fatevi abbattere da niente e nessuno.

La tecnologia sarà vostra alleata quindi preparatevi ad esplorare tutte le piattaforme che pubblicano annunci di lavoro.

Iniziate consultando i siti web delle aziende dove troverete la sezione “jobs - lavora con noi”, portali che vengono continuamente aggiornati con le posizioni lavorative aperte al momento in ditta, se richiesto iscrivetevi alle loro newsletter.

Create un profilo e controllate giornalmente LinkedIn (con l’abbonamento Premium potrete scrivere direttamente alle aziende e farvi notare), social network dedicato al mondo del lavoro.

Navigate le piattaforme di annunci come Pambianco Job (dove aziende di moda e head hunter ricercano figure professionali nel mondo del fashion), Fashionjobs.com (che crea possibili match tra aziende e candidati) e Bof Careers. Questi siti saranno preziosi per trovare lavoro nel mondo della moda.

Infine sperimentate Google Alert, un tool di monitoraggio gratuito con cui seguire tutte le parole chiave che vengono pubblicate nelle pagine web. Se ad esempio  imposterete la ricerca sulle keyword che riguardano il lavoro che cercate (ad esempio “annunci- lavoro-moda”) riceverete aggiornamenti direttamente nella vostra mail. 

Durante la ricerca siate flessibili ma con le idee chiare e non perdete tempo a candidarvi per posizioni di lavoro che non fanno per voi.

Il colloquio giusto arriverà.

9) Quando avrete ottenuto un colloquio che aspettavate:

Visualizzate le mansioni concrete che fanno parte del lavoro nella maniera più dettagliata possibile: cosa farete nel day by day, con chi vi rapporterete (è importante capire le responsabilità dei futuri colleghi in modo da potersi relazionare al meglio con loro) e quante ore lavorerete.

Fate i “compiti a casa” raccogliendo più informazioni possibili sulla compagnia e facendo trasparire che avete sempre voluto lavorare per loro (non importa se avete mandato il CV a 50 aziende contemporaneamente, chi vi ascolta lo sa). 

Mostratevi indipendenti, veloci, determinati, competitivi ma umili allo stesso tempo.

Infine: indossate una mise semplice e discreta seppur curata, per interpretare “Il diavolo veste Prada”...  c’è tempo!

  • IN ARRIVO

"Gucci Primavera": 5 highlight della prima sfilata di Demna Gvasalia 

COVER_Gucci
Dalla visione del nuovo direttore creativo al gran finale con Kate Moss: 5 punti chiave dello show FW26 di Gucci.

Il momento tanto atteso è arrivato: oggi pomeriggio Demna Gvasalia ha ufficialmente fatto il suo debutto al timone di Gucci segnando l’inizio di un nuovo importante capitolo per la Maison fiorentina. 

Dopo la presentazione di “The Tiger”, lo speciale corto diretto da Spike Lee con i look della collezione “La Famiglia”, e della prima collezione Pre-Fall, il nuovo direttore creativo ha finalmente svelato in passerella la sua visione e il percorso che sta immaginando per il brand.

Gucci è un marchio, ma è soprattutto un luogo culturale condiviso, capace di parlare a persone diverse per sensibilità, identità e codici espressivi. Questa pluralità si riflette in Primavera: una costellazione di archetipi, gusti e attitudini, una gamma di proposte stilistiche pensate per chi la Maison già abbraccia e per chi desidero possa riconoscervisi", si legge in una nota del brand.

Ma ecco 5 highlight della sfilata.

01. La dichiarazione d'intenti di Demna Gvasalia

L’attesissimo debutto in passerella del designer georgiano è stato preceduto da una lettera pubblicata da lui stesso sui profili social del brand. Dopo aver spiegato cosa rappresenta per lui Gucci, un marchio che ha ridefinito il concetto del lusso e che ha costruito il proprio successo non solo sull’eccellenza dell’artigianato ma anche sulla capacità di osare, il nuovo direttore creativo ha confessato che all’inizio del suo percorso ha sentito l’esigenza di comprendere a fondo l’identità della Maison. Per farlo è partito dagli archivi di Firenze, ha visitato le fabbriche del brand e ha visitato gli Uffizi. Ed è proprio osservando la “Primavera” e “La nascita di Venere” di Botticelli che ha realizzato quanto la cultura e l’estetica del Rinascimento siano radicate nel DNA italiano e nell’identità di Gucci e che ha capito il nuovo percorso che vuole tracciare per la maison. Poi ha anticipato il suo approccio per il futuro: creare oggetti desiderabili e autentici, capaci di accompagnare persone diverse, arricchirne la quotidianità e farle sentire bene. 

02. La collezione FW26 di Gucci

02_Gucci

Presentata in uno spazio monumentale tra le statue in marmo, la collezione FW26 di Gucci introduce nuove silhouette, texture e materiali che riflettono a pieno il nuovo approccio creativo della Maison. Gli stessi capi si possono indossare in modi sempre diversi.  Le stesse giacche si possono abbinare a gonne, leggings o pantaloni a seconda dei vari momenti della giornata, passando dall’ufficio all’aperitivo. La sartorialità, morbida e leggera, si esprime attraverso tessuti eterei dall'effetto liquido, mentre l’influenza streetwear emerge con giacche scollate e pantaloni con tasche orizzontali. Tra i pezzi chiave della collezione, tracksuit e abiti che diventano trackdress, leggings uniti ai pantaloni e giacche e top integrati in un unico capo. I ricami di piume impreziosiscono blouson, bomber e giacche shearling intarsiate, mentre le pelli preziose contraddistinguono biker, pantaloni aderenti e stole circolari e soffici. Non mancano look studiati per esaltare le proporzioni naturali del corpo secondo i canoni del Rinascimento, a partire dall’abito bianco scivolato che evoca la Nascita di Venere. In passerella, grandi nomi del fashion System come Elsa Hosk, Mariacarla Boscono e Emily Ratakowski.

03. Gli accessori

04_Gucci

Tra gli accessori più desiderabili, le borse a spalla in pelle pregiata e le nuove mini clutch tempestate di cristalli. Accanto all’iconica borsa Gucci Bamboo 1947, reinterpretata con un volume più slanciato e un manico realizzato con segmenti di pelle assemblati tra loro.  Insieme a Manhattan, la mia prima sneaker per Gucci che unisce una forma da basket ultra-minimale alla praticità slip-on del mocassino.

04. Il gran finale con Kate Moss

03_Gucci

Per il gran finale, sulle note di “Tu Si’ Na Cosa Grande” cantata da Ornella Vanoni, ecco arrivare una modella speciale: Kate Moss. La super top ha fatto il suo ingresso trionfale in passerella con un lungo abito nero a collo alto dalla schiena nuda che rivela un perizoma GG in oro bianco, tempestato di dieci carati di diamanti.

05. Il front row

05_Gucci

Demi Moore, Shawn Mendes, Donatella Versace, Alessandro Michele e Philippine Leroy-Beaulieu sono solo alcuni degli special guest avvistati in front row. Insieme a loro anche Eva Herzigova, Paris Hilton, Georgina Rodriguez, Isabella Ferrari e Ghali. Grande assente, invece, Jannik Sinner che non è potuto essere presente ma ha voluto mandare il suo in bocca al lupo al nuovo direttore creativo con una storia pubblicata sui social.

Credits: GettyImage/Courtesy of press office

  • IN ARRIVO

Il debutto di Meryll Rogge da Marni: 5 punti chiave dello show FW26

COVER_Marni
Marni ha svelato la prima collezione realizzata dalla nuova direttrice creativa Meryll Rogge: ecco 5 highlight della sfilata.

Era uno dei momenti più attesi di questa edizione della Settimana della moda milanese e il suo debutto ha segnato uno dei passaggi più interessanti della terza giornata di sfilate: l’arrivo di Meryll Rogge alla guida di Marni ha portato con sé una grande aria di cambiamento  pur mantenendo intatta l’identità riconoscibile del marchio.

La collezione FW26 della nuova direttrice creativa rappresenta un ritorno all’essenza di Marni pur aprendo a nuove interpretazioni estetiche.

Il passato non si ripete, si reinterpreta. I segni distintivi del brand tornano in una veste rinnovata ed è così che pattern, proporzioni alterate e ornamenti diventano espressione della nuova visione contemporanea di Marni.

Ma ecco 5 punti salienti della sfilata di ieri.

01. L'allestimento

Per la sfilata Fall Winter 2026 di Marni, la Direttrice Creativa Meryll Rogge ha collaborato con Formafantasma a un allestimento che riflette un calore intrinseco, un’atmosfera familiare fatta di ambienti avvolgenti che invitano a restare. "Lo spazio è costruito attorno a una serie di superfici specchiate, parzialmente dipinte a mano con frammenti tratti dalla vita di tutti i giorni: un faro di auto, una sedia da ufficio, avanzi di cibo su un tavolo, una telecamera a circuito chiuso, una scheda aperta sul computer" si legge sul profilo Instagram del brand. 

02. La collezione FW26 di Marni

01_Marni

La collezione FW26 è un omaggio alle radici del brand e una reinterpretazione delle silhouette d’archivio. Le montagne che circondano Milano suggeriscono un immaginario da alpinista ed è così che per la prossima stagione lo sportswear viene reinterpretato da Marni in chiave couture. Pelle biker insieme a ciré industriale, organza e seta accanto a materiali tecnici: sono opposti che non si annullano, ma si completano. Tessuti, volumi e dettagli funzionali si combinano con elementi più raffinati, per assumere una nuova formalità, in uno scambio sempre attuale. Ci sono le gonne a tubino tempestate di maxi paillettes, i parka sportivi indossati con le cravatte, le camicie a stampa check che si abbinano a gilet e trench in pelle. E poi ancora le maglia in lana grossa, le gonne a vita alta fissate con clip metalliche e gli abiti midi con le cuciture a vista.

03. I dettagli

02_Marni

I dettagli della collezione riflettono uno spirito giocoso e raffinato: si spazia dai ricami naïf ai pois delicati e alla broderie anglaise, segni distintivi della brand. Accanto a loro, righe irregolari, check in sbieco, patchwork e poi ancora cuciture rovesciate, paillettes oversize ricamate su cotone e applicazioni in madreperla.

04. Gli accessori

03_Marni

Al centro della collezione FW26, stivali stringati e décolleté con il tacco altissimo, accessori in pellami spazzolati e gioielli dipinti a mano. Insieme a due grandi icone di Marni: il sandalo Fussbett, la borsa Trunk, ripensate e riprogettate con dettagli che ridefiniscono i codici di Marni con uno sguardo nuovo.

05. Il front row

04_Marni

In front row, ad assistere al debutto della nuova direttrice creativa, tanti amici del brand come Arianna Alessi e Renzo Rosso, Miyeon, Tamu McPherson, Eva Chen, Gala Gonzales, Alexandre Pato e molti altri.

Credits: GettyImage / Courtesy of press office

  • IN ARRIVO

Queste sono le gonne midi più chic della primavera 2026 (pronte a rivoluzionare look e previsioni)

00_DESKTOP_gonna_mindi02_MOBILE_gonna_mindi
I modelli, i colori e i tessuti più trendy della midi skirt di stagione

Nonostante la teoria Hemline Index veda l'orlo della gonna indice di andamento economico, ovvero che più le gonne sono lunghe e più il rischio di recessione è vicino, a noi piace considerare un altro aspetto legato a questo modello di skirt: la coolness!

Ieri come oggi le gonne midi della primavera estate 2026 continuano ad essere emblema di un perfetto equilibrio tra eleganza e praticità. Sofisticate e sensuali nel loro orlo fino a metà polpaccio, si possono indossare in qualsiasi occasione rimanendo sempre e comunque le gonne più chic di sempre compresa la primavera estate 2026.

In questa silenziosa rivoluzione che ciclicamente si ripete aggiungendo comunque elementi nuovi, troviamo, oggi, tra le midi skirt più chic della primavera estate 2026, le pencil skirt in pelle o semipelle con spacchi in tutte le sfumature naturali della leather con tocchi più o meno pop e vitaminici.

Le gonne midi con balze, ampie e vaporose, che fanno subito gonne da ballo come quelle in crinolina. I modelli pareo che si annodano in vita e che portano una ventata di colore pittorico nel guardaroba donna primavera estate 2026.

Immancabili le gonne plissettate: un evergreen al pari delle gonne di pizzo, altro pezzo top soprattutto nella declinazione gonna sottoveste in raso con profili e dettagli lace. Insomma se le gonne midi sono il termometro dell'economia, di certo lo sono dello stile.

Ecco i modelli più chic della primavera estate 2026

gonna-colonna-trasparente-COS

COS

Credits: cos.com

gonna-cotone-marinaresca-ovs

OVS

Credits: ovs.it

gonna-midi-a-fiori-la-doublej

LADOUBLEJ

Credits: ladoublej.com

gonna-midi-asimmetrica-pull-and-bear

PULL&BEAR

Credits: pullandbear.com

gonna-midi-camoscio-stefanel

STEFANEL

Credits: stefanel.com

gonna-midi-fiori-eme

EMÉ

Credits: atelier-eme.com

gonna-midi-maglia-zara

ZARA
Credits: zara.com

gonna-midi-paillettes-patrizia-pepe

PATRIZIA PEPE

Credits: patriziapepe.com

gonna-midi-pareo-stampa-tory-burch

TORY BURCH

Credits: toryburch.com

gonna-midi-pois-h-m

H&M

Credits: hm.com

gonna-midi-svasata-marella

MARELLA

Credits: marella.com

gonnna-midi-pizzo-forte-forte

FORTE_FORTE

Credits: forte-forte.com

mango-

MANGO

Credits: mango.com

  • IN ARRIVO

Le atmosfere tecno-pop di Bluem alla sfilata di Etro

Etro heroEtro mobile

La sfilata autunno-inverno 2026 di Etro diventa palcoscenico non solo per gli abiti di Marco De Vincenzo, ma anche per la musica della cantautrice Bluem. Un connubio vincente ed emozionante.

Marco De Vincenzo è un grande appassionato di musica. Non di quelli che vogliono convincerti che la versione originale del disco è meglio della riedizione o che i Geese sono il gruppo che assolutamente devi conoscere (spoiler, lo sono), ma il suo amore viene da dentro e pervade tutto quello che fa e che lo ispira. Così tanto che cinque anni fa ha iniziato un progetto che non ha un nome, non è un format, ma è il riflesso del suo lavoro in Atelier portato sulla passerella.

Il primissimo esperimento è stato con i Santamarea, conterranei di De Vincenzo che hanno creato una colonna sonora per la sfilata di Etro, e così è stato anche per Miglio, e per Daniela Pès già molto conosciuta all’estero ma esplosa poi anche in Italia. L’anno scorso c’è stata la prima performance dal vivo con La Niña che ha cantato dei brani dal suo album Furèsta e pochi giorni fa il testimone è passato a Bluem, la cantautrice sarda Chiara Floris, che si è esibita con un medley delle tracce: Lunedì; Domenica; Giovedì; Il Cavallo e Chia.

Una sola regola, lavorare a quattro mani perché la moda si possa fondere davvero con la musica e creare un’atmosfera totalmente immersiva per lo spettatore, trasportato nella creatività di De Vincenzo che prepara le sue collezioni proprio ascoltando le canzoni degli artisti e delle artiste con cui collaborerà.

Per l'autunno-inverno 2026 nasce così Etro Loop Forward che parla della continuità, della circolarità del linguaggio di Etro, che parte dal passato, dagli abiti formali e maschili che sono all'origine del brand, evolvendosi in un viaggio sempre nuovo, ma che continua a inglobare elementi riconoscibili, come la musica di Bluem, che ha rivisto pezzi del suo repertorio rendendoli nuovi in un flusso che non si ferma.


Bluem

Qual è la prima cosa che hai pensato e che hai provato quando ti ha chiamato Marco e ti ha proposto questa collaborazione?
All'inizio è stato un po' uno shock per me. Ero in un periodo di scrittura del nuovo disco, e speravo quasi di non inciampare in nessun altro impegno per potermi concentrare solo su quello. Però poi con Marco ci siamo trovati subito, è una persona meravigliosa e quando mi ha spiegato il progetto ho detto subito: sì, decisamente lo voglio fare. E poi, a sorpresa, si è trasformato in una cosa molto utile anche per il disco.

Mi sono immersa nella creazione di questa sorta di viaggio nel mio repertorio, con qualcosa di inedito e pezzi già esistenti ma rielaborati per l'occasione.

La cosa interessante per me è stato entrare in questo mondo e capire come il mio e quello di Etro potevano incontrarsi. Da quando ho mandato a Marco le prime bozze ci siamo trovati subito in sintonia, quindi è stato un lavoro abbastanza fluido.

Etro

Due look dalla collezione Etro fw2026

La moda ha un po' lo stigma di essere molto esclusiva, soprattutto se si parla di sfilate e lontana dal mondo della musica indipendente di cui tu fai parte. Tu ti sei sentita a tuo agio?
In realtà io sono molto aperta mentalmente. Quando vivevo a Londra ho convissuto con una fashion designer partita da zero che oggi lavora per Louis Vuitton a Parigi, e lei mi ha fatto entrare in questo mondo, facendomi capire le dinamiche e il lavoro incredibile che c'è dietro.

Non mi sono sentita a disagio anche grazie all'approccio di Marco, che è una persona estremamente umana e accogliente. Ha coinvolto anche Roberto Cammarata, il suo consulente musicale, che è una persona meravigliosa.

La decisione da parte di Marco di aprire questa porta e creare questo canale, soprattutto con artisti indipendenti e, per quanto mi riguarda, artiste donne, è bellissimo. È uno spazio in cui possiamo creare e condividere con un nuovo pubblico, e non è scontato.

Nei tuoi live come ti poni con la tua immagine e con la moda, con lo stile? Ti piace pensare a cosa mettere o non ti interessa?
A me la moda piace molto. Faccio sempre molta attenzione a quello che indosso sul palco, è sempre stato un modo di esprimermi.

Per i concerti mi sento meglio quando ho un outfit studiato su di me e che mi fa stare a mio agio: approccio l'esibizione in modo diverso, sono più sicura, entro di più nella parte.

Mi è capitato di avere tour molto ravvicinati e meno tempo per organizzarmi e mi sono accorta che mi mancava un po' quel tipo di 'preparazione' e ho notato che mi sentivo più insicura sul palco.



Etro-Birkenst

La collaborazione con Birkenstock per la collezione aw2026 di Etro

Ti è piaciuto mixare, non fare una cosa completamente nuova, ma reinterpretare il tuo repertorio?
A livello di produzione mi ha aiutata tantissimo. Ho selezionato diverse mie canzoni e ho pensato a come farle convivere in un'unica traccia.

Pensare alle transizioni e far funzionare tutto come un unico brano è stato molto interessante. Nei live già creo transizioni perché non amo parlare durante i concerti, ma qui dovevo concentrare tutto in un tempo molto breve: è stato un approccio nuovo per me.

Etro2

Il finale della sfilata di Etro fw2026

Secondo te quanto è difficile essere una cantante donna italiana in Italia che fa il tuo genere di musica adesso? Si riesce a trovare più spazio rispetto a qualche anno fa?
È vero che c'è un problema e probabilmente, purtroppo, ci sarà ancora per tanto tempo. Per quanto mi riguarda io ho cercato di crearmi un mondo a parte, una mia nicchia dove poter crescere lentamente.

Ho iniziato con un disco da Londra, senza che nessuno mi conoscesse, e questo mi ha dato la possibilità di seguire la mia strada non condizionata da quello che succedeva intorno.

Adesso mi prendo il tempo che mi serve e faccio la musica come piace a me, cercando di non sentire quella pressione che viene da fuori. Confido nel fatto che il risultato arrivi, come è già successo con dischi usciti in maniera indipendente che hanno trovato un pubblico.

Sicuramente il processo è più lento se lo fai da donna e da indipendente, però io continuo a fare il mio percorso e voglio essere fiduciosa!