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Moda

Rome Fashion Path 2026: sei giorni di moda diffusa nella Capitale

Rome Fashion Path 2026: sei giorni di moda diffusa nella Capitale

18 Maggio 2026
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Dal 12 al 17 maggio la Città Eterna si è trasformata in una mappa diffusa di eventi, sfilate, incontri e showcase, svelando il dialogo sempre più vivo tra moda, cultura e nuove generazioni creative.

Non una fashion week nel senso tradizionale del termine, ma un ecosistema creativo in evoluzione. Così si potrebbe definire Rome Fashion Path, manifestazione diffusa che dal 12 al 17 maggio ha animato le vie della Capitale con un denso calendario di sfilate, talk, performance, workshop e showcase.

Giunta alla sua terza edizione e patrocinata dall'Assessorato ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale, la kermesse ha coinvolto oltre centosessanta realtà tra atelier, scuole di moda, designer emergenti, artigiani, vintage store, spazi istituzionali e indipendenti, ma anche fotografi, makeup artist e altri addetti ai lavori, riuscendo nell'intento di mettere in rete una filiera che a Roma esiste, ma raramente si vede insieme.

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Tra i temi centrali di questa edizione, la sostenibilità. Un aspetto portato avanti dal Collettivo Moda Consapevole, network no-profit di brand, upcycler e professionisti della moda etica e a basso impatto che ha inaugurato la manifestazione con Fashion is a collective action!, allestimento aperto con styling e live photo session pensato per mettere in dialogo diretto designer e pubblico.

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Credits: Courtesy of Collettivo Moda Consapevole

Legato dallo stesso fil rouge - o per meglio dire, fil vert - l’appuntamento firmato da RUFA - Rome University of Fine Arts che ha svelato un'anteprima del prezioso Archivio Tessile Franco Annoni insieme a una collezione di oltre duecento capi vintage, risorsa didattica pensata per ispirare le nuove generazioni di designer attraverso lo studio dei tagli, dei materiali e delle strutture che hanno definito il costume del secolo scorso.

E a proposito di formazione, numerose le scuole e le accademie che hanno mostrato come il futuro della moda passi inevitabilmente dalla trasmissione del savoir-faire e dall’incontro tra artigianato e sperimentazione. Come MAM Maiani Accademia Moda, che ha aperto le porte al pubblico con workshop dedicati proprio al saper fare sartoriale.

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Credits: Courtesy of Groovin

Anche la dimensione creativa indipendente ha trovato spazio attraverso realtà come Groovin, concept store di ricerca nel cuore del rione Monti che ha presentato la sua nuova capsule collection di capi handmade, one of a kind e genderless con un trunk show che ha visto la compartecipazione dei ragazzi di Modelli Si Nasce Autism Onlus - unica associazione italiana che avvia giovani autistici alla professione - raccontando una moda capace di unire differenze, identità e linguaggi contemporanei attraverso un messaggio positivo e autenticamente collettivo.

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Credits: Courtesy of Groovin

Sempre da Groovin è andato in scena Create a Digital ADV, laboratorio immersivo guidato dalla fotografa Denise Rosato che ha accompagnato i partecipanti all’interno del processo creativo di una campagna moda, dal briefing allo styling, fino allo shooting e alla post-produzione.

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Credits: Lei Ziyi/Piano B Studio

Sul fronte della produzione visiva si muove pure Piano B Studio, agenzia creativa e studio fotografico che ha accolto il pubblico tra una selezione dei suoi lavori più iconici e un percorso nell’adiacente DSJS - Desperately Seeking Juls’s Stuff, progetto di vintage rental curato da Giulia Chiatroni e nato da una ricerca quasi affettiva nei guardaroba del passato.

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Credits: Lei Ziyi/Piano B Studio

Degno di nota il format RFPU30, che ha offerto ai giovani talenti under 30 l'opportunità di esporre le proprie creazioni e i propri progetti in contesti d’eccezione, tra cui le gallerie e gli hotel del circuito Rome Art Week.

Tra questi Maicol Ierardi, fashion designer di Suigenderis, che insieme alla stylist Angelica Mattogno ha presentato la sua nuova collezione alla Kou Gallery, e la creative director Sofia Crescenzo, ideatrice di EK-STASIS: Pensa fuori dalla gabbia, evento in tre atti andato in scena presso il Core - Backstage Hub Roma in cui Dalil Douache, Elins Moda e il LabCostume di Emiliano Sicuro si sono alternati in performance volutamente scollegate, costruite sul dislocamento come unica regola.

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Accanto ai nomi emergenti non è mancata la dimensione artigianale che da sempre appartiene al DNA della moda capitolina. Come quella di Sartoria Litrico, maison di alta sartoria maschile fondata nel 1951 da Angelo Litrico e oggi guidata dal nipote Luca.

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Credits: Barbara Dall’Angelo

L’atelier ha svelato il proprio repertorio storico - riconosciuto dal Ministero della Cultura come Bene Culturale di Interesse Storico Nazionale - ripercorrendo insieme alla fashion advisor Gaia Bartolucci la storia del sarto siciliano che arrivò a vestire personalità del calibro di John F. Kennedy, Vittorio Gassman e Rossano Brazzi.

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Credits: Courtesy of Sartoria Farani

Memoria e presente dialogano anche da Sartoria Farani, da oltre sessant’anni punto di riferimento per il costume teatrale e cinematografico. L’atelier ha aperto eccezionalmente le porte della sede di via Crescenzo Del Monte, a Trastevere, custode di abiti iconici. Come il celebre cappotto rosso della Gradisca in Amarcord, o la mise di Barbarella indossata da Jane Fonda nell'omonima pellicola del 1968, o ancora, i costumi realizzati da Maria Rita Barbera e Gaia Calderone per il recentissimo Primavera di Damiano Michieletto, freschi di David di Donatello.

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Courtesy of Mela Wedding

E tornando alle sfilate, diversi sono stati i luoghi della città trasformati in passerelle inedite. Il bookshop del MAXXI - Museo nazionale delle arti del XXI secolo ha ospitato la nuova collezione di beKora, realizzata attraverso una rete di sartorie sociali che intreccia tessuti italiani e africani, mentre il mercato rionale di via Catania ha fatto da cornice a Cuore Urbano - Eleganza del presente, show del brand di luxury knitwear Mela Wedding.

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Credits: Rebecca Manente

A concludere la sei giorni di appuntamenti, lo show collettivo Io Sono, Noi Siamo curato da Isa Giovannozzi e accompagnato dalle note live di Flavia Zanasi, voce e piano. Sulla catwalk del Caffè Letterario hanno sfilato trentatré stilisti insieme a fotografi, make-up artist e hairstylist, riuniti in una scena corale che ha sintetizzato perfettamente l’anima di Rome Fashion Path: la moda come linguaggio collettivo, aperto e multidisciplinare.

© Riproduzione riservata

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