Addio a Peter Lindbergh: è morto il fotografo di moda che ha segnato l'estetica degli anni 80 e 90

L'annuncio sulla sua pagina IG: è stato uno dei nomi più importanti della fotografia di moda del Novecento
I suoi scatti in bianco e nero, che hanno ritratto le più importanti top model degli Anni 90, hanno segnato un'epoca e ridefinito i canoni della fotografia di moda degli ultimi decenni.
Il fotografo Peter Lindbergh è morto il 3 settembre a 74 anni. L'annuncio è stato dato sulla sua pagina Instagram dai collaboratori più stretti, illustrato da uno dei suoi ultimi scatti in black & white.
Naomi Campbell, Linda Evangelista, Cindy Crawford, Milla Jovovich, Kate Moss sono solo alcune delle super top che hanno posato per lui e la sua macchina fotografica, immagini che sono rimaste nel cuore dei fashion addicted e non solo.
Nato il 23 gennaio 1944 a Leszno (ora fa parte della Polonia), era cresciuto a Duisburg, dove aveva iniziato a lavorare come vetrinista di un grande magazzino. Negli anni 70 aveva cominciato a occuparsi di fotografia, come assistente di Hans Lux.
Ma sono stati gli anni 80 a consacrarlo come uno dei più conosciuti fotografi di moda: il suo stile elegante e pulito, il suo bianco e nero definito ma mai troppo, quell'allure cinematrafico della composizione, aveva conquistato molte testate (New Yorker, Vanity Fair, Rolling Stone e Harper’s Bazaar), ma ha legato grande parte della sua opera a una in particolare: Vogue, per cui lavorò per diverse edizioni, prima quella italiana, poi per quelle inglese, francese, tedesca e americana, realizzando alcune delle cover più iconiche della storia dell'editoria.
Molte le celeb (solo per citarne alcune: Mick Jagger, Tina Turner, Madonna e Sharon Stone) passate davanti alla sua macchina fotografica, immortalate in scatti costoditi ora nelle collezioni dei musei più importanti del mondo, come il MoMa’s PS1 di New York, il V&A di Londra e il Centre Pompidou di Parigi.
Lindbergh è stato anche uno dei fotografi ad aver lavorato per il celebre The Cal, l'iconico Calendario Pirelli: la prima già nel 1966, la seconda nel 2002 e l'ultima proprio nel 2017 dove aveva scelto di immortalare un gruppo di attrici e una professoressa di scienze politiche, tutte vestite e con un’età compresa tra i 27 e i 71 anni.
La sua ultima opera è stato il numero speciale di Vogue UK, diretto da Edward Enninful e con la speciale collaborazione della Duchessa del Sussex, Meghan Markle. Lindbergh aveva ritratto le 15 donne scelte dalla Markle per raccontare il cambiamento che in questi anni sta investendo la società: dal movimento #MeToo all'empowerment femminile.
L'eleganza delle sue foto, la capacità di ritrarre le donne a qualunque età e renderle speciali nella loro semplicità, senza troppi artifici (e fotoritocchi) rimarranno per sempre nella storia della fotografia - non solo di moda.
© Riproduzione riservata
Met Gala 2026: il dress code sarà "Fashion is Art"
Il dress code del Met Gala 2026 sarà Fashion is Art, letteralmente "la moda è arte", uno statement che invita gli ospiti che avranno l'onore di calcare il prestigioso red carpet nella serata di lunedì 4 maggio ad esprimere attraverso il look il rapporto che li lega alla moda come forma d'arte incarnata.
Condiviso nella giornata di lunedì 23 febbraio sul profilo Instagram di Vogue Magazine, il tema è stato accompagnato dall'annuncio dei tradizionali co-chair e partner che affiancheranno Anna Wintour nella preparazione del gala. Tra i nomi principali figurano Beyoncé, Nicole Kidman e Venus Williams: una triade al femminile alla quale si aggiungono, in qualità di host committee co-chair (e sponsor) il designer e direttore creativo di Saint Laurent Anthony Vaccarello e una delle sue testimonial, Zoe Kravitz.
Credits: Getty Images
Credits: Getty Images
Accanto a loro anche una lunga lista di celebrities tra le quali figurano Sabrina Carpenter, Doja Cat, Rebecca Hall, Sam Smith, Lena Dunham e Teyana Taylor. Il dress code si relaziona al tema della mostra, annunciato lo scorso novembre, che sarà "Costume Art", e che sarà aperta al pubblico dal 10 maggio 2026 al 10 gennaio 2027.
© Riproduzione riservata
Dal divano alla prima fila con Goldenpoint per la settimana della musica italiana

C’è un nuovo front row durante la settimana più importante dell'anno per la musica italiana. Non è sotto i riflettori del palco, ma tra cuscini morbidi, luci soffuse e tazze di cioccolata calda. È il salotto di casa, trasformato in teatro privato dove la musica si vive con la stessa intensità — e con un’estetica sempre più sofisticata.
Goldenpoint trasforma il nightwear in una vera espressione di stile: non semplici pigiami, ma veri look da sera domestici, capaci di raccontare personalità diverse con la stessa eleganza.
Chic Watch Party: calice, sushi e commenti eleganti
Le righe sottili nei toni caldi del beige scorrono leggere sulla silhouette, richiamando l’eleganza della camiceria sartoriale rivisitata in chiave nightwear. Il pigiama lungo Goldenpoint, con colletto classico e bottoni frontali, interpreta un’estetica raffinata e senza tempo, dove il comfort incontra una pulizia formale di grande appeal.
Sotto, l’intimo seamless color cioccolato crea una base levigata e impercettibile, accompagnando le forme con naturalezza e mantenendo l’armonia cromatica del look. Invisibile ma essenziale, aggiunge una nota contemporanea a un ensemble dall’eleganza rilassata.
Qui il lusso è nella semplicità studiata.
È sentirsi impeccabili, anche nei momenti più intimi.
Divanata Easy: tisana, plaid, zero notifiche
Linee morbide, volumi avvolgenti, una palette blu profonda che invita alla calma. La tuta Goldenpoint racconta una nuova idea di loungewear: essenziale, ma studiata; rilassata, ma elegante.
L’intimo panna, leggerissimo, dialoga con la pelle come una seconda superficie, quasi impercettibile. È il comfort elevato a rituale quotidiano, quello che accompagna le lunghe serate sanremesi tra silenzi, musica e momenti di sospensione emotiva.
Il lusso, qui, è il tempo che rallenta.
Commentatrice Serial: due post, un meme e 3 emoji a canzone
Il grigio diventa sofisticato, costruito in felpa e jogger dalle proporzioni perfette. È un look urbano, contemporaneo, che racconta una femminilità dinamica, sempre in movimento.
L’intimo blu intenso introduce una vibrazione cromatica decisa, quasi grafica, che rompe la neutralità con eleganza moderna. È il contrasto che rende il comfort visivamente interessante, trasformando l’essenziale in statement.
Sanremo, per lei, è una diretta continua. Goldenpoint veste la nuova donna multitasking.
I’m not crying, YOU ARE!: fazzoletti, cioccolata e lacrime discrete
Il pigiama azzurro fiorito sembra uscito da una tela impressionista: leggero, etereo, poetico. I fiori si muovono sul tessuto con grazia, costruendo una narrazione visiva fatta di delicatezza ed emozione.
Il pizzo floreale dell’intimo riprende la stessa armonia cromatica, aggiungendo trasparenze sottili e un’allure intimista. È un look che celebra la vulnerabilità come forma di bellezza, perfetto per le serate in cui la musica tocca corde profonde.
Qui la moda incontra il sentimento.
Relax a 5 stelle: pronta per tutto (anche per Sanremo!)
Beige caldo, micro-stampe sofisticate, taglio classico rivisitato con leggerezza contemporanea. Il pigiama Goldenpoint diventa un manifesto di chic rilassato, perfetto per chi ama la pulizia visiva e l’equilibrio delle proporzioni.
L’intimo nude con tocchi rosati crea una base delicata, quasi impalpabile, che completa il look senza appesantirlo. È la quintessenza dell’eleganza silenziosa: quella che si nota senza mai essere gridata.
Il nuovo lusso del Festival
Lo spettacolo con Goldenpoint non è solo da guardare, ma un’esperienza da indossare: ogni look è pensato per accompagnare le emozioni, valorizzare il corpo e trasformare il comfort in gesto estetico.
Perché oggi il vero glamour non è solo sotto i riflettori.
È anche, e soprattutto, nei momenti più intimi.
© Riproduzione riservata