Milano Fashion Week, Day 3: il diario di bordo di Alessandra Airò

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Altro giro, altra corsa! La nostra inviata speciale ci racconta la sua terza giornata di Fashion Week.

Ore 10:00. Al terzo giorno possiamo dirlo senza paura di essere smentite che Milano per questa Settimana della Moda ci ha regalato un cielo che sa essere primavera, speranza, leggerezza, casa. Come casa sa essere sempre Missoni. Quella caotica, affollata che si riunisce intorno ad una tavola in maniera disordinata a fare quello che una famiglia deve fare: sostenere. Mentre sfila una donna femminile ma senza esasperazioni che sopra il mini dress in maglina butta il maxi cappotto. Consapevole, oltre che bellissima, come Eva Herzigova che chiude la sfilata e a cui vorrei solo dire: insegnaci la vita. 

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Ore 11:30. Anche oggi poche certezze ma la distanza incolmabile e irta di traffico e cantieri tra una sfilata e l’altra rimane una di queste. E così ci ritroviamo, non si sa bene come, in una scatola rosa di velluto dove Sportmax manda in scena la sua donna. Super sexy con spacchi vertiginosi ben al di là dell’immaginazione, giacche dai volumi ampi che si stringono in vita a segnare la figura, oltre che l’andatura, e mini guantini rosso-aranciato a confermare uno dei prossimi trend. Io ho amato tutto tantissimo.

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Ore 13:20. Ventinove piani di ascensore vuol dire avere il tempo di fare un check al look e ripassare il burrocacao, il mio mai senza nella vita, prima di ritrovarsi a contemplare Milano nella sua fierezza. E la collezione di Sergio Rossi firmata da Evangelie Smyrniotaki che ci suggerisce solo una cosa: torneremo a ballare. E quel giorno ci faremo trovare pronti. 

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Ore 14:30. Ho voglia di gelato, nel dubbio. E di un paio di camicie gitane by Etro. 

Ore 15:00. Nel caso non lo sapeste oggi è il Gucci Day. Quando Via Mecenate diventa il place to be di questa città e orde di groupie si accalcano al di là della strada per vedere cosa la mente del direttore creativo Alessandro Michele avrà pensato questa volta. E se le collaborazioni tra brand non sono nuove in pochi si sarebbero aspettati il sodalizio tra Gucci e Adidas che è andato in passerella oggi. Sotto gli occhi di Rihanna, del suo bellissimo pancione e di A$AP Rocky. Imperversano così gli anni ‘70 e mi permetto di dire anche i novanta per chi è stata una liceale in quel periodo. Un’attitudine sportiva che si percepisce nel fit degli abiti. E una definitiva apertura al mondo dell’urbanwear, sempre più certi che la moda come la vita siano lì fuori. Grazie Alessandro. 

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Ore 17:00. Ho ancora voglia di gelato quindi direi che un cono stracciatella e lampone e panna sia doveroso. 

Ore 17:25. Nella cornice della sede di Via Mascagni, con una bellissima vista sul verde la sempre chic Manuela Mariotti mi presenta la nuova collezione di Seafarer. Di cui sono fan visti i perfetti cut dei pantaloni, a zampa quel tanto che serve per nasconderci il tacco. E aggiungerci uno dei loro iconici blazer blu che sembrano usciti dalla Marina Militare. E forse lo sono.

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Met Gala 2026: il dress code sarà "Fashion is Art"

Il dress code dell'edizione 2026 del Met Gala celebra il concetto di moda come forma d'arte e ad affiancare Anna Wintour come co-chair un trio tutto al femminile


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Il dress code del Met Gala 2026 sarà Fashion is Art, letteralmente "la moda è arte", uno statement che invita gli ospiti che avranno l'onore di calcare il prestigioso red carpet nella serata di lunedì 4 maggio ad esprimere attraverso il look il rapporto che li lega alla moda come forma d'arte incarnata.


Condiviso nella giornata di lunedì 23 febbraio sul profilo Instagram di Vogue Magazine, il tema è stato accompagnato dall'annuncio dei tradizionali co-chair e partner che affiancheranno Anna Wintour nella preparazione del gala. Tra i nomi principali figurano Beyoncé, Nicole Kidman e Venus Williams: una triade al femminile alla quale si aggiungono, in qualità di host committee co-chair (e sponsor) il designer e direttore creativo di Saint Laurent Anthony Vaccarello e una delle sue testimonial, Zoe Kravitz.

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Credits: Getty Images

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Credits: Getty Images

Accanto a loro anche una lunga lista di celebrities tra le quali figurano Sabrina Carpenter, Doja Cat, Rebecca Hall, Sam Smith, Lena Dunham e Teyana Taylor. Il dress code si relaziona al tema della mostra, annunciato lo scorso novembre, che sarà "Costume Art", e che sarà aperta al pubblico dal 10 maggio 2026 al 10 gennaio 2027.

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Dal divano alla prima fila con Goldenpoint per la settimana della musica italiana

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C’è un nuovo front row durante la settimana più importante dell'anno per la musica italiana. Non è sotto i riflettori del palco, ma tra cuscini morbidi, luci soffuse e tazze di cioccolata calda. È il salotto di casa, trasformato in teatro privato dove la musica si vive con la stessa intensità — e con un’estetica sempre più sofisticata.

Goldenpoint trasforma il nightwear in una vera espressione di stile: non semplici pigiami, ma veri look da sera domestici, capaci di raccontare personalità diverse con la stessa eleganza.

Chic Watch Party: calice, sushi e commenti eleganti

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Le righe sottili nei toni caldi del beige scorrono leggere sulla silhouette, richiamando l’eleganza della camiceria sartoriale rivisitata in chiave nightwear. Il pigiama lungo Goldenpoint, con colletto classico e bottoni frontali, interpreta un’estetica raffinata e senza tempo, dove il comfort incontra una pulizia formale di grande appeal.

Sotto, l’intimo seamless color cioccolato crea una base levigata e impercettibile, accompagnando le forme con naturalezza e mantenendo l’armonia cromatica del look. Invisibile ma essenziale, aggiunge una nota contemporanea a un ensemble dall’eleganza rilassata.

Qui il lusso è nella semplicità studiata.
È sentirsi impeccabili, anche nei momenti più intimi.

Divanata Easy: tisana, plaid, zero notifiche

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Linee morbide, volumi avvolgenti, una palette blu profonda che invita alla calma. La tuta Goldenpoint racconta una nuova idea di loungewear: essenziale, ma studiata; rilassata, ma elegante.

L’intimo panna, leggerissimo, dialoga con la pelle come una seconda superficie, quasi impercettibile. È il comfort elevato a rituale quotidiano, quello che accompagna le lunghe serate sanremesi tra silenzi, musica e momenti di sospensione emotiva.

Il lusso, qui, è il tempo che rallenta.

Commentatrice Serial: due post, un meme e 3 emoji a canzone

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Il grigio diventa sofisticato, costruito in felpa e jogger dalle proporzioni perfette. È un look urbano, contemporaneo, che racconta una femminilità dinamica, sempre in movimento.

L’intimo blu intenso introduce una vibrazione cromatica decisa, quasi grafica, che rompe la neutralità con eleganza moderna. È il contrasto che rende il comfort visivamente interessante, trasformando l’essenziale in statement.

Sanremo, per lei, è una diretta continua. Goldenpoint veste la nuova donna multitasking.

I’m not crying, YOU ARE!: fazzoletti, cioccolata e lacrime discrete

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Il pigiama azzurro fiorito sembra uscito da una tela impressionista: leggero, etereo, poetico. I fiori si muovono sul tessuto con grazia, costruendo una narrazione visiva fatta di delicatezza ed emozione.

Il pizzo floreale dell’intimo riprende la stessa armonia cromatica, aggiungendo trasparenze sottili e un’allure intimista. È un look che celebra la vulnerabilità come forma di bellezza, perfetto per le serate in cui la musica tocca corde profonde.

Qui la moda incontra il sentimento.

Relax a 5 stelle: pronta per tutto (anche per Sanremo!)

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Beige caldo, micro-stampe sofisticate, taglio classico rivisitato con leggerezza contemporanea. Il pigiama Goldenpoint diventa un manifesto di chic rilassato, perfetto per chi ama la pulizia visiva e l’equilibrio delle proporzioni.

L’intimo nude con tocchi rosati crea una base delicata, quasi impalpabile, che completa il look senza appesantirlo. È la quintessenza dell’eleganza silenziosa: quella che si nota senza mai essere gridata.

Il nuovo lusso del Festival

Lo spettacolo con Goldenpoint non è solo da guardare, ma un’esperienza da indossare: ogni look è pensato per accompagnare le emozioni, valorizzare il corpo e trasformare il comfort in gesto estetico.

Perché oggi il vero glamour non è solo sotto i riflettori.
È anche, e soprattutto, nei momenti più intimi.