Fashion Pills: cos'è successo questa settimana nel mondo della moda in 7 news

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Weekend alle porte, mettiamoci comode e scopriamo le fashion news della settimana!

Piumini, collant, intimo e pigiami.

Giusto in tempo per l’arrivo di Halloween, il “cozy weather” è finalmente qui e le fashion pills lo celebrano con i mai più senza dell’autunno inverno 2024. #PilloleDiModa

Fashion Pills: lunedì e il nuovo flagship milanese di Ciesse Piumini

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(Credits: courtesy of press office)

Un “fresh start” per un brand storico italiano, Ciesse Piumini, che ha aperto un flagship a Milano, precisamente in Corso Europa 15. Location esclusiva e per nulla casuale, che riporta il marchio nel centro di Milano dove negli anni '80 nasceva il fenomeno dei paninari che ha reso i piumini di Ciesse i più iconici, indossati da un'intera generazione di ragazzi. #NewChapter


Fashion Pills: martedì e la collezione genderless di Pomandère

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(Credits: courtesy of press office)

Eleganza e raffinatezza senza tempo e confini, quella proposta dal brand made in Italy Pomandère che introduce in collezione una capsule dal nome emblematico, “Everyone”. I capi sono un omaggio alla fluidità e all’inclusività nella moda contemporanea, pensati per essere indossati da chiunque, uomo o donna, voglia essere universalmente chic. Benvenuti nel futuro. #EveryonewearsPomandère


Fashion Pills: mercoledì e l'incontro tra Birkenstock e Filson

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(Credits: courtesy of press office)

E chi se lo aspettava? Birkenstock 1774 e Filson ci stupiscono firmando una collaborazione “wild”, pensata per affrontare le avventure più belle. Quattro modelli di calzature pratiche e rustiche che uniscono il DNA di Birkenstock e la tradizione di Filson, ispirati all’ambiente naturale e incontaminato del Nord America. Per comprarli in vista della vostra prossima scampagnata, visitate i siti di entambi i brand. #IntoTheWild


Fashion Pills: giovedì e Kendall sceglie Calzedonia

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(Credits: courtesy of press office)

Era da qualche settimana che sognavamo la temperatura giusta per indossare i collant e quel momento è finalmente arrivato. A ricordarcelo è la top model Kendall Jenner che, riconfermata volto di Calzedonia, sceglie i 20 denari e fantasia pois, due classici del brand, rigorosamente in nero. Le tendenze del momento però, suggeriscono anche tanta estrosità e colore, con modelli di calze giocosi da abbinare al proprio outfit. #KendallChoice


Fashion Pills: venerdì e il libro per celebrare i 50 anni di Iceberg


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(Credits: courtesy of press office)

Che moda sarebbe senza Iceberg? 50 anni di storia vissuti all’insegna del gioco e della sperimentazione, raccontati in “ICEBERG 1974-2024 Rewind-Fast Forward”, un volume incalzante perché concepito come uno scrapbook, ovvero un diario con raccolta di pagine di giornale, lettere, disegni e copertine conservate negli anni. Il libro che tutti gli appassionati di moda e non solo dovrebbero sfogliare e avere sul proprio coffee table, a maggior ragione perché l’intero ricavato dalla sua vendita verrà devoluto  all’Alma Mater Studiorum - Università di Bologna a sostegno dei corsi di laurea Culture e pratiche della Moda e laurea magistrale in Fashion Studies del Dipartimento delle Arti dell’Università di Bologna - Campus di Rimini. #FashionForward

Fashion Pills: sabato e l'intimo di Guess

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(Credits: courtesy of press office)

Confort e sensualità effortless e giovane si incontrano nella collezione Guess Underwear al suo debutto questa settimana, che segna un nuovo capitolo per il brand. Il design è minimalista, dalle linee pulite e materiali morbidi in pieno stile West Coast. Successo assicurato! #GuessUnderwear


Fashion Pills: domenica e le novità di Festa Foresta

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(Credits: courtesy of press office)

Non ci stanchiamo di ripeterlo, In questa stagione i collant sono i migliori amici delle donne, ancora meglio se comodi e sostenibili. Festa Foresta, brand di swimwear dall'animo green e inclusivo, esaudisce i desideri di noi Grazia ladies con una collezione di collant ricamati e realizzati  in una fabbrica altamente specializzata a rifiuti zero, alimentata al 100% da energie rinnovabili. A completare l'offerta del marchio, anche una linea di underwear composta da tre tipi di reggiseno, tre slip e tre top/body morbidissimi e pensati per essere indossati da tutte le fisicità. Facciamo le scorte? #SofterThan

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Accademia del Lusso e Manteco: insieme nel segno dell'innovazione tessile sostenibile

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Con il progetto Fashion Nomads, la formazione d'eccellenza incontra l'economia
circolare per definire i nuovi canoni dell'eco-design

Sostenibilità e innovazione tessile sono due pilastri della formazione moda firmata da Accademia del Lusso, che in collab con Manteco presenta una nuova iniziativa d’avanguardia: Fashion Nomads

Il progetto ha coinvolto le studentesse del Master dell’Accademia in un percorso strutturato di ricerca è sviluppo. Il suo obiettivo è dimostrare come il design di alto livello possa oggi nascere solo da un approccio produttivo responsabile, circolare e trasparente.

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Soluzioni innovative

Il cuore dell’iniziativa è la piattaforma Manteco System™, l’ecosistema di soluzioni a basso impatto basato su processi di riciclo meccanico, tracciabilità completa e riduzione certificata delle emissioni. 

Attraverso l'utilizzo della lana rigenerata MWool®, le studentesse hanno esplorato performance tecniche d'eccellenza - dalla durabilità alla versatilità d’uso - per dare vita a prototipi che rispondono con efficacia alle sfide poste dalla società contemporanea e dai cambiamenti climatici.

Il progetto affronta con determinazione una delle criticità più urgenti del settore: si stima, infatti, che ogni anno una quota compresa tra il 15% e il 25% dei 400 miliardi di metri quadrati di tessuti prodotti venga sprecata già nella fase di taglio. 

Per contrastare questo fenomeno, la collezione Fashion Nomads integra metodologie di Zero Waste Design, volte a eliminare totalmente i residui tessili, e soluzioni di design modulare, che garantiscono ai capi una versatilità funzionale capace di adattarsi a stili di vita in costante movimento.

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Moda resiliente e consapevole

Il concetto di Fashion Nomads simboleggia così una moda resiliente e consapevole, che evolve insieme alla quotidianità di chi la indossa mantenendo un approccio profondamente rispettoso verso il pianeta. 

Non si tratta solo di una serie di capi, ma di un invito esplicito rivolto all'intera industria, e con una visione dei giovani creativi del domani, a ripensare le logiche del vestire secondo il principio di una moda sostenibile per una vita altrettanto sostenibile.

Visione lungimirante

L’unione tra l’eccellenza industriale di Manteco e la visione dei futuri professionisti di Accademia del Lusso segna un passo avanti cruciale verso un sistema in cui la progettazione responsabile si traduce in soluzioni estetiche concrete, durevoli e perfettamente replicabili nei processi produttivi del lusso contemporaneo.

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Il MaxMara Art Prize for Women apre un nuovo capitolo e rivolge lo sguardo a Est

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Il premio dedicato al mondo dell'arte contemporanea declinata al femminile sceglie l'Indonesia come primo paese partner per il suo "nuovo" corso

Nato nel 2005, su iniziativa di Max Mara Fashion Group e Collezione Maramotti, è stato fin dall’inizio un progetto pionieristico: il Max Mara Art Prize for Women si è ben presto affrancato dalla definizione di semplice "premio", per diventare "incubatore" di creatività nell'ambito dell'arte contemporanea "al femminile".

Pensato per offrire alle artiste donne (o che più ampiamente si definiscono appartenenti al genere femminile) tempo, spazio e risorse in un momento cruciale della loro carriera, il Max Mara Art Prize ha offerto in vent'anni dalla sua istituzione progetti di "residency" in Italia, ovvero un periodo di 6 mesi in cui le artiste vincitrici hanno potuto approfondire il proprio percorso artistico e realizzare un'opera inedita grazie a workshop, laboratori e incontri nell'ambiente dell'arte nel nostro paese. 

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Oggi, vent'anni e nove edizioni (e finaliste) dopo, celebrate con una mostra antologica lo scorso anno a Palazzo Strozzi a Firenze, il Max Mara Art Prize for Women sceglie di rinnovarsi, mantenendo intatta la propria missione e ampliando il raggio in una direzione globale con una scelta curatoriale forte e simbolica.
Se fino a ora, infatti, le artiste provenivano tutte geograficamente dall'Europa e nello specifico dal Regno Unito, grazie a un lavoro di selezione e collaborazione con la Whitechapel Gallery di Londra, da oggi i confini si allargheranno e guarderanno molto lontano.

Cecilia Alemani, Direttrice e Curatrice Capo di High Line Art a New York, figura di riferimento nel panorama artistico internazionale, guiderà la curatela di ogni edizione e, in accordo con Max Mara e Collezione Maramotti, individuerà un paese e l’istituzione partner, costruendo di volta in volta un dialogo specifico con contesti culturali diversi. Un approccio che trasforma il premio in uno strumento di scambio e diplomazia culturale, capace di mettere in relazione pratiche artistiche, tradizioni e visioni del contemporaneo.

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In foto: Cecilia Alemani, Direttrice e Curatrice Capo della High Line Art di New York

 

La prima tappa di questo nuovo viaggio è l’Indonesia. Per l’edizione 2025–2027, il partner scelto è il Museum MACAN – Museum of Modern and Contemporary Art in Nusantara di Giacarta, primo museo di arte contemporanea del Paese e punto di riferimento per la scena artistica del Sud-Est asiatico. Fondato nel 2017, il Museum MACAN si è affermato negli ultimi anni come piattaforma dinamica per artisti e artiste locali e internazionali, grazie a un programma espositivo e educativo capace di coinvolgere pubblici diversi (con un pubblico composto in maggioranza di giovani e donne) e di attivare riflessioni sui temi del presente del paese.

"Resta centrale, anche in questa nuova fase, l’elemento che ha reso il Max Mara Art Prize for Women unico nel suo genere: la residenza di sei mesi in Italia", come ha affermato in conferenza Sara Piccinini, Direttrice Collezioni Maramotti, "progettata su misura per l’artista vincitrice e organizzata da Collezione Maramotti". La vincitrice dell'edizione 2025-2027, come per coloro che l'hanno preceduta, godrà di un tempo "sospeso" e prezioso, pensato come un laboratorio di ricerca in cui confrontarsi con una tradizione culturale millenaria e sviluppare un nuovo progetto, destinato a essere presentato in due mostre personali, una presso il Museum MACAN e l’altra negli spazi della Collezione Maramotti.

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In foto: Sara Piccinini, Direttrice Collezioni Maramotti

A far parte della giuria, accanto a Cecilia Alemani, che ne è anche Presidente, ci sarà anche Venus Lau, Direttrice del Museum MACAN, la curatrice Amanda Ariawan, la gallerista Megan Arlin, la collezionista Evelyn Halim e l’artista Melati Suryodarmo: un gruppo eterogeneo di professioniste attive nella scena contemporanea, chiamate a individuare e sostenere nuove traiettorie artistiche.

Un passo che sancisce la "fine" dell’innovazione artistica vista come esclusiva del panorama occidentale e che apre, per il Max Mara Art Prize for Women, nuovi territori, riconoscendo la pluralità delle voci che animano l’arte contemporanea e creando condizioni di maggiore equità e visibilità per artiste provenienti da contesti storicamente meno rappresentati.

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In foto: Venus Lau, Direttrice del Museum MACAN

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GUESS annuncia Chiara Ferragni come nuovo volto della campagna Primavera/Estate 2026

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L'imprenditrice digitale e content creator è la protagonista della campagna primaverile del marchio

Guess?, Inc ha annunciato il nome (e volto) della campagna globale per la Primavera Estate 2026: si tratta della content creator e imprenditrice digitale Chiara Ferragni, scelta come protagonista per gli scatti della nuova stagione, curati dai Morelli Brothers. 

È un grande onore per me tornare a lavorare per GUESS dopo quasi 13 anni dalla nostra prima collaborazione. Questo progetto è stato molto più di una campagna: è arrivato in un momento in cui avevo voglia di ripartire, di raccontarmi per quella che sono oggi, una persona più consapevole e serena, e lavorare con un brand iconico come GUESS, che ha fatto la storia della moda, mi ha fatto sentire accolta e libera di esprimere tutte le mie sfaccettature.” ha dichiarato Chiara Ferragni.

Le immagini riprendono l’atmosfera delle leggendarie campagne GUESS, reinterpretandole attraverso una lente moderna e social-first con una serie di ritratti intensi che raccontano la versatilità di Ferragni: sofisticata e spontanea, sicura e naturalmente cool, in un equilibrio armonioso e contemporaneo.

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La collezione Primavera/Estate 2026 reinterpreta l’American Dream, tema caro al brand, ispirandosi  allo spirito audace del cowboy texano e al fascino degli spazi aperti, trasformandosi in una narrazione di femminilità, indipendenza ed espressione personale.

Tra i capi chiave della stagione spiccano il ritorno dei Bellflower Pants e l’iconico abito bandage, simboli di sensualità e del glamour inconfondibile che caratterizza il DNA GUESS. 

Al centro della collezione si distingue, tra gli accessori, la Camden Bag, destinata a diventare must assoluto della Primavera/Estate 2026: audace e versatile, incarna l'essenza del brand con la silhouette scolpita, le texture preziose e i dettagli raffinati. Per Ferragni è il must-have della stagione, un accessorio che definisce «il perfetto equilibrio tra carattere, eleganza e praticità quotidiana».

"Siamo entusiasti di avere Chiara Ferragni come volto della nostra nuova campagna GUESS», dichiara Paul Marciano, Co-Founder e Chief Creative Officer di GUESS?, Inc. «Fin dall’inizio abbiamo percepito una forte affinità con Chiara: la sua energia, la sua sicurezza, il suo atteggiamento e naturalmente la sua bellezza erano perfettamente in sintonia con GUESS. Rappresenta una donna che crede in sé stessa e procede con forza, uno spirito che emerge in modo naturale nella collezione SS26: moderna, versatile e ricca di personalità"

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Valentino Garavani, vita e carriera dell'Imperatore della moda in 13 immagini indimenticabili

DESK Valentino GaravaniMOB Valentino Garavani
Ripercorriamo la vita e la carriera dello stilista italiano scomparso a 93 anni attraverso tredici immagini iconiche che raccontano un uomo, e un creativo, sempre alla ricerca della bellezza

Raccontare una vita straordinaria non è mai una missione semplice e anzi, trovare le parole giuste per descrivere i 93 anni di una personalità come Valentino Garavani, potrebbe risultare quasi impossibile. L'Imperatore della moda, l'ultimo – parafrasando il documentario The Last Emperor a lui dedicato – si è spento nella giornata di lunedì 19 gennaio lasciando un'eredità fatta di creatività, di invenzioni, di intuizioni, di momenti sempre volti verso una precisa direzione: la ricerca della bellezza.

«Cosa desiderano le donne? Essere belle» così riassumeva lo scopo del suo lavoro: esaltare la bellezza di ogni donna, farla sentire speciale, elegante. Una missione che ha iniziato a seguire sin da bambino e che, attraverso gli studi e il grande lavoro, l'hanno portato a diventare un nome di riferimento per le donne di tutto il mondo. Famiglie reali, first lady, dive del cinema: sono tanti i volti che hanno fatto la storia e che l'hanno fatta anche grazie a lui e alle sue creazioni, che le hanno vestite per oltre mezzo secolo.

Per ricordarlo, e per raccontarlo come uomo e come grande creativo, abbiamo scelto di affiancare alle parole una serie di ritratti iconici: immagini che ripercorrono la vita di Valentino dagli esordi al ritiro, avvenuto nel 2008, e che racchiudono tutta la magia che ha portato, attraverso il suo lavoro, nel mondo della moda. Un mondo che con la sua scomparsa perde un grande pezzo di storia e si risveglia, oggi, un po' più vuoto. Del resto lo aveva detto lui stesso: «Dopo di me? Il diluvio!».

Valentino Garavani diventa Valentino

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Valentino Garavani al lavoro nel suo atelier a Roma, 1959.
Credits: Getty Images

Nato a Voghera l'11 maggio del 1932 con il nome di Valentino Ludovico Clemente Garavani, inizia fin da giovane a seguire i giusti passi verso una carriera nella moda: la scuola di figurino a Milano e il lungo periodo a Parigi, dove studiò stilismo presso l'École de la chambre syndicale de la couture parisienne, gli diedero la possibilità di collaborare inizialmente con Jean Dessès e Guy Laroche prima di fare rientro in Italia, ma a Roma, per lavorare accanto a Emilio Schubert. È il 1957 quando Garavani fonda la sua etichetta, Valentino.

Un sodalizio e un amore... forever

valentino e Giancarlo Giammetti

Giancarlo Giammetti e Valentino Garavani, nel 1967.
Credits: Getty Images

Il primo passo nella moda di Valentino Garavani non andò per il verso sperato: l'azienda fondata nel '57 rischiò infatti la bancarotta, scongiurata grazie all'arrivo di una figura chiave del suo business. Nel 1959 Valentino conobbe Giancarlo Giammetti, che da allora iniziò ad affiancarlo sull'aspetto amministrativo dell'azienda permettendogli di concentrarsi unicamente sulla parte creativa. Tra i due, che sono stati compagni anche nella vita (per circa dodici anni), nasce un sodalizio che non ha mai vacillato. Un legame lungo 60 anni, interrotto solo dalla scomparsa dello stilista, al quale Giammetti ha dedicato un post Instagram fatto di un ritratto sorridente, in bianco e nero, e di un'unica parola: "...FOREVER..."


La nascita del Rosso

Rosso Valentino

Una modella posa indossano la collezione Autunno-Inverno 1964/65 di Valentino, 1964.
Credits: Getty Images

Uno dei simboli di Valentino è da sempre il colore rosso, non un rosso qualunque, il rosso Valentino. La storia di questo colore ha origini remote, risale addirittura a un avvenimento legato all'adolescenza di Garavani: lo stilista raccontò che, in occasione di un viaggio con la famiglia all’Opera di Barcellona, ebbe modo di ammirare un gran numero di donne in abiti eleganti di vari colori. Tra questi, a spiccare, era il rosso. Si innamorò di questo colore, di come tendeva a enfatizzare la bellezza di ogni donna, tanto da volerne proporre una nuance sua, vibrante, calda e inconfondibile.

Il successo della White Collection

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Marisa Berenson (a destra) e altri due modelli indossano la Collezione Bianca di Valentino, 1968.
Credits: Getty Images

Il suo colore è da sempre il rosso, ma è al bianco che Valentino Garavani deve gran parte del suo successo. Fu infatti la sua White Collection, datata 1968, a consacrarlo a livello mondiale.

Jackie, amica e musa

valentino e Jackie Kennedy

Valentino Garavani e Jacqueline Kennedy Onassis insieme a Capri nel 1970.
Credits: Getty Images

Valentino divenne fin dalla metà degli anni Sessanta uno dei nomi di riferimento per alcune delle donne più importanti al mondo. Tra loro c'era lei, Jacqueline Kennedy, che scelse proprio una creazione dello stilista per le seconde nozze con il magnate Aristotele Onassis. Un abito al ginocchio, con collo alto e bande di pizzo che è passato alla storia.

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L'abito da sposa realizzato da Valentino per Jacqueline Kennedy Onassis.
Credits: Getty Images


Il fervore degli anni Settanta

Valentino Garavani anni sessanta

Un ritratto di Valentino Garavani, 1968.
Credits: Getty Images

Quando Alessandro Michele ha debuttato nel ruolo di direttore creativo di Valentino, nel settembre 2024, in tanti hanno evidenziato un apparente "eccesso" di creatività: troppe stampe, ruches, colori, ricami. Chi negli ultimi anni aveva accomunato infatti il marchio Valentino a un insieme di linee e colori più minimali (focus del periodo creativo firmato Pierpaolo Piccioli) aveva però perso di vista le origini: la parte d'archivio anni Settanta, che vede Garavani misurarsi con una dichiarata opulenza, una ricchezza di elementi e di ispirazioni.

Imperatore della moda, e di Roma

Valentino Garavani musei capitolini

Valentino Garavani ritratto all'interno dei Musei Capitolini nel 1991.
Credits: Getty Images


A qualcuno sarà accaduto di leggere, nelle prime ore dalla scomparsa di Garavani, qualche erroneo "addio allo stilista romano". Un errore appunto, essendo lui nato a Voghera, che dà però la misura del suo forte legame con la Capitale: Roma è la città scelta da un giovane Valentino per aprire il proprio Atelier, ed è la città che ha fatto da sfondo a tutta la sua carriera, non solo come location di memorabili sfilate ma anche in termini di ispirazione artistica per le sue collezioni.

La passione per la bellezza

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Valentino Garavani posa nel suo Atelier nel 1988.
Credits: Getty Images

Menzionata sin dall'inizio, attraverso le sue parole e non solo, la passione di Valentino per la bellezza è sempre stata cosa nota. Un concetto da non interpretare come mera estetica, ma come un mix di cultura, personalità e buongusto, mai chiassosa, sempre raffinata.

Il legame con i suoi carlini

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Ripercorrendo le immagini della vita e della carriera di Valentino Garavani non mancano mai loro, i suoi amati carlini. Lo stilista ha sempre avuto un forte attaccamento a questa razza canina, tanto da renderli parte del proprio lavoro. Emblematica fu l'idea di chiamare Oliver la celebre linea giovane del marchio, lanciata negli anni Ottanta, proprio in onore di uno dei suoi cani del cuore che lo hanno accompagnato per tutta la vita.

Una carriera in mostra

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Valentino posa all'interno dell'Ara Pacis in occasione della mostra dedicata ai suoi 45 anni di carriera, 2007.
Credits: Getty Images

In occasione dei 45 anni di carriera, nel 2007 Roma dedica allo stilista la mostra Valentino a Roma, una retrospettiva che ha raccolto circa 360 abiti e rari materiali d'archivio all'interno di uno scenografico allestimento nel Museo dell'Ara Pacis.

L'ultimo show

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Il finale dell'ultima sfilata Haute Couture firmata da Valentino Garavani.
Credits: Getty Images

Il 23 gennaio 2008 Valentino Garavani porta in passerella per l'ultima volta una collezione Haute Couture firmata a suo nome. Lo stilista, passato il testimone alla coppia creativa formata da Pierpaolo Piccioli e Maria Grazia Chiuri, si ritira a vita privata dicendo addio, da un punto di vista creativo, al mondo della moda. Memorabile il finale, che vide tutte le modelle in passerella in lungo, ovviamente in rosso Valentino.