Fashion Pills: cos'è successo questa settimana nel mondo della moda in 5 news

Il testamento formato giocattolo di uno dei geni del nostro tempo, l’incursione nell’hotellerie di tendenza di un imprenditore illuminato, il melting pot creativo di due designer all’opera sulle it shoes di stagione. E poi ancora la sfida della sostenibilità brillantemente superata da un brand automotive con invasione di campo nella moda e la rivisitazione in chiave casualwear di una performance che ha fatto la storia dell’arte. Il viaggio che vi proponiamo questa settimana con le fashion pills è degno di un ottovolante. Il biglietto solo andata lo trovate qui. #FashionPills
Fashion Pills: lunedì e il 21 House of Stories di Alessandro Benetton
(Credits: courtesy of press office)
All’incrocio fra ospitalità e design, condivisione di spazi e gusto per il bello: è proprio in questa intersezione di intenti che si affaccia la nuova creatura di Alessandro e Mauro Benetton. Ha appena aperto sui Navigli 21 House of Stories, seconda incursione meneghina del fortunato format inaugurato a Città Studi e diventato già modello da replicare nel segno di un lifestyle di impronta nord europea, che punta a cancellare confini e suddivisioni fra spazi tradizionalmente tributati al turismo e ambienti frequentati dai locals. E infatti il 21 House of Stories delle vecchie categorie che, irreggimentano l’ospitalità non sa che farsene, preferendo piuttosto ibridare più tipologie di spazi in un mash up inteso soprattutto come terreno fertile in cui far germogliare un nuovo concetto di relax, produttività, intrattenimento, leisure time e chi più ne ha più ne metta.
Il risultato ha dato ragione ai due imprenditori, che nel nuovo spazio inaugurato a cento metri dalla Darsena offrono un hotel di design a quattro stelle, ambienti per il coworking improntati all’home feeling, esperienze di food e social entertainment, spazi per eventi privati non convenzionali e due terrazze che regalano una vista unica sulla città. #CommunityLiving
Fashion Pills: martedì e l’Interaction #20 di JW Anderson per A.P.C.
(Credits: courtesy of press office)
Nel maggio 1974 Joseph Beuys si reca da Düsseldorf a New York, facendosi trasportare fino e dall'aereo in un'ambulanza, avvolto in una coperta di feltro per non «vedere l'America (...) ed essere isolato dal mondo esterno», prima di essere rinchiuso nella galleria René Block per tre giorni con un coyote. Era la performance «I Like America and America Likes Me», pensata per simboleggiare la storia vissuta dall’artista tedesco quando era un pilota di caccia che, abbattuto, fu curato da una tribù tartara usando i materiali poi usati nell’opera. Ed è proprio al carattere simbolico e sciamanico della performance che si ispira la collezione creata da JW Anderson e A.P.C.: dove la lana leggermente ruvida evoca il feltro. Mentre l'ambulanza e l'indirizzo della galleria (409 West Broadway) costituiscono i riferimenti grafici che si trovano su capi e accessori. La collezione, che gioca sui codici classici di ciascuna categoria, dal jersey americano allo storico montgomery, dalla teiera Cornishware alla tote bag in tela, viene raccontata dal designer di A.P.C. Jean Touitou così: «È una sorta di ipertesto senza limiti, una scrittura automatica applicata agli abiti, agli accessori e alle immagini. Grazie a Jonathan, saliamo sull'ambulanza di Joseph Beuys e lo seguiamo nel suo viaggio chimerico.» #TheArtistIsPresent
Fashion Pills: mercoledì e Jimmy Choo meets Jean Paul Gaultier
(Credits: courtesy of press office)
Dici Jean Paul Gaultier e pensi al tessuto effetto seconda pelle con disegni effetto tatuaggio, al tulle istoriato come un arazzo mistico e alle catene da biker, ai lacci mutuati dal mondo bondage e ai richiami al gusto mariniére fra denim e ispirazioni workwear. Ci sono tutti gli stilemi più riconoscibili dell’immaginario dello stilista nella collab svelata oggi con il calzolaio preferito dalle fashioniste, Jimmy Choo. Una collezione che infatti, viene mostrata indossata da una delle icone predilette del brand, Kylie Minogue, perfettamente a proprio agio con i modelli realizzati a quattro mani, resi riconoscibili dalla miriade di riferimenti disseminati sulla tomaia e anche dal doppio logo a contrasto che istoria le suole di questi autentici oggetti da collezione.
Ecco, dunque le décolleté con tacchi in plexi che racchiudono la Your Eiffel e il Big Ben, le mules con catene dorate e piercing bling bling che non sfigurerebbero sulle star dell’hip hop, gli stivali con stampa jeans e tacco a stiletto. E poi le scarpe con kitten heel in tulle, le stringate effetto specchio, i cuissardes da pin up. Il tratto in comune è sempre uno: l’assoluta voglia di non passare inosservati! #InHisShoes
Fashion Pills: giovedì e le Monster High vestite Off-WhiteTM
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Alla fine del 2020, Virgil Abloh ha firmato una delle ultime collaborazioni frutto della sua felice vena creativa, quella con Monster High. La partnership, pensata per rappresentare una celebrazione della creatività, dell'anticonformismo e delle infinite possibilità che nascono dalla fusione di moda, arte e cultura del giocattolo, ha previsto la rivisitazione dei look iconici di Off-White, con cui il designer ha creato gli abiti per quattro bambole Monster High: Electra Melody, Harmonie Ghoul, Raven Rhapsody e Symphanee Midnight. Il frutto della collaborazione è stata una linea di toys per collezionisti. Proposte in confezioni con un coperchio facilmente removibile per consentire di maneggiarle e reinserirle all'interno delle scatole intatte, le bambole vengono fornite ciascuna con una mini-borsa giocattolo firmata Off-White, caratterizzate da ciondoli Monster High Skullector. Presentati per la prima volta l’11 ottobre nei flagship store Off-White di Miami, New York City, Las Vegas, Parigi e Milano, i quattro ghul sono ora in vendita sul sito del brand. #FashionGame
Fashion Pills: venerdì e il Mercedes-Benz Sustainability Prize a Petra Fagerstrom
Airbag, coprisedili, cinture di sicurezza, parasole, tessuto proveniente dai tettini convertibili e tappetini: a prima vista sembrerebbe un elenco un po’ bizzarro di componenti tessili provenienti dalle auto. Ma è bastato consegnare questi materiali nelle mani di un gruppo di creativi profondamente ispirati per ottenere abiti di alta moda che nulla hanno da invidiare a capi ricavati da seta, cachemire e altri filati pregiati. Benvenuti al Mercedes-Benz Sustainability Prize, il premio creato per ispirare il design della moda sostenibile che, anche quest’anno, per la terza volta, è tornato ad animare il 38° Festival d'Hyères. Mettendo in luce l'approccio del marchio al design, basato sull’efficienza delle risorse, i finalisti della categoria moda di quest'anno sono stati incoraggiati a riciclare i materiali delle autovetture Mercedes-Benz all'interno dei loro look in competizione per il premio, assegnato infine a Petra Fagerstrom. Scelta dalla giuria per la scelta dei materiali usati e l’applicazione creativa dei principi appresi durante la mentorship guidata da Orsola de Castro e Tamsin Blanchard di Estethica, la designer ha mostrato come la creatività sia la strada giusta per la realizzazione di soluzioni sostenibili, sia sotto l’aspetto estetico che per quello pratico. #AndTheWinnerIs
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Fashion Pills: cos'è successo questa settimana nel mondo della moda in 7 news

Una campagna sospesa tra arte e moda, una collaboration che sa già d’estate, nuovi volti che riscrivono il linguaggio delle maison e mostre che intrecciano sport, cultura e memoria. Insomma, il panorama fashion e artistico è più vivo che mai e noi siamo qui per raccontarvelo. #FashionPills
Fashion Pills: lunedì e Loewe presenta Isla Johnston come nuova musa
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L’amatissima maison spagnola LOEWE inaugura il 2026 con l’arrivo di una musa d’eccezione: Isla Johnston. La nuova era creativa, firmata Jack McCollough e Lazaro Hernandez, parte da lei: un talentuoso volto che non ci si aspetta, lontano dai riflettori urlati. L’attrice prestata alla moda incarna un’eleganza naturale che dialoga perfettamente con l’estetica LOEWE del nuovo anno: linee pure, artigianalità colta, il tutto condito da tocchi di colore pop che conquistano. Non tutti sanno che presto la vedremo vestire i panni di Giovanna d’Arco nel nuovo, attesissimo film di Baz Luhrmann e accanto a Nicolas Cage nel thriller The Carpenter’s Son, ruoli che segnano un’ulteriore svolta nella sua ascesa. Insomma, un volto in piena evoluzione, capace di incarnare Loewe by Jack e Lazaro con misura e intensità. Perché di questi tempi il vero lusso non è l’eccesso, ma la personalità. #ReinventingCraftAndLeather
Fashion Pills: martedì e il DNA di Jil Sander nel panel “Acts of Learning”
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In un tempo in cui comunichiamo sempre meno – e spesso in modo poco umano – Jil Sander riscopre il valore prezioso della conversazione con Acts of Learning, il panel che accompagna il debutto di Simone Bellotti alla direzione creativa. Alla Marian Goodman Gallery di New York, la maison mette al centro la parola, aprendo un dialogo tra moda e pensiero. Con Bellotti, anche Guinevere Van Seenus e Sara Moonves, che insieme intrecciano riflessioni su rigore ed emozione, controllo e libertà. Un confronto che approfondisce e riafferma il DNA minimalista del brand e il suo lusso sussurrato, in perfetta sintonia con l’estetica degli ultimi anni. Un momento culturale che intercetta un’identità in evoluzione, nel delicato passaggio di consegne. Ci piace perché riporta la moda alla sua dimensione più autentica: la ricerca. #MinimalistConversation
Fashion Pills: mercoledì e la nuova boutique Recarlo
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I gioielli Recarlo scelgono la Capitale, Roma, e una delle sue vie più eleganti – via del Babuino – per aprire una nuova boutique che racconta storia e stile. La maison piemontese, dopo i flagship di Milano e Bari, porta nel cuore della città la sua maestria artigianale e il suo Made in Italy, fatti di diamanti naturali di altissima qualità. Uno spazio curato nel dettaglio, proprio come da sempre contraddistingue il brand. Un ambiente intimo e raffinato per accogliere le donne in cerca dei loro migliori amici — quelli che brillano più di chiunque altro. #Since1967
Fashion Pills: giovedì e MCARTHURGLEN Noventa Di Piave Designer Outlet presenta una bellissima mostra
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Con le Olimpiadi diffuse Milano Cortina 2026 più vive che mai, siamo tutti un po’ più sportivi, un po’ più coinvolti. Per questo, dal 31 gennaio al 15 marzo, McArthurGlen Noventa di Piave Designer Outlet inaugura la mostra open air Cortina 1956. Le prime Olimpiadi bianche in Italia. Una selezione di foto iconiche, realizzata in collaborazione con Marsilio Arte e Fondazione Cortina, prende forma in gigantografie tra le vie e le piazze del luxury outlet. Così, mentre si passeggia o si fa shopping, ci si ritrova immersi nelle storie dei VII Giochi Olimpici Invernali. Un percorso che intreccia memoria e cultura sportiva, arricchito dalla presenza di un autentico bob d’epoca — disciplina in cui noi italiani abbiamo conquistato l’oro anche quest’anno. McArthurGlen ci ricorda che certe imprese non si guardano soltanto, si rivivono. #DestinationJoy
Fashion Pills: venerdì e la collab GIA X Silvia Tcherassi
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Una collab attesa che sa già d’estate: quella tra Gia Borghini e Silvia Tcherassi, che da otto anni condividono amicizia e complicità creativa. Un’unione tutta al femminile che celebra l’incontro tra l’artigianalità fiorentina e la sensibilità colombiana, tra rigore e colore. Due i modelli protagonisti: una mule a tacco medio dalla punta affilata, ultra femminile, e un sandalo flat dall’attitudine leggermente maschile. Entrambi versatili e stilosi, pensati per muoversi con leggerezza nella quotidianità. Linee pulite ed equilibrio tra raffinatezza e nonchalance raccontano un dialogo armonioso tra stili e DNA diversi. Ci piacciono le collaborazioni che nascono da rapporti veri e diventano naturale estensione di una visione condivisa. #FlawlessItalianCraftsmanship
Fashion Pills: sabato e la campagna di Levi’s con Doechii
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Levi’s, il brand storico di jeans più amato di sempre — quello che ha fatto la storia del denim — lancia una nuova campagna diretta da Kim Gehrig che racconta le icone di ieri e di oggi da una prospettiva inedita. Catturate dietro le quinte, in momenti backstage e più intimi, le protagoniste e i protagonisti si mostrano per ciò che sono davvero, anche dalla divertentissima prospettiva del loro iconico lato B — perché sì, quello di Levi’s è unico. Al centro, naturalmente, il denim Levi’s, simbolo di fit perfetto e identità da oltre 150 anni, capace di attraversare musica, sport e cultura senza perdere il suo DNA. Dal Super Bowl al Levi’s Stadium, la campagna intreccia volti e storie come Doechii — protagonista della cover e dell’immagine che vedete — insieme ad altri Originals. Un racconto che celebra l’espressione individuale e la storia di ogni “Original”, che spesso, se ci pensate, inizia proprio dal proprio paio di jeans preferito. #LivingLevis
Fashion Pills: domenica e Valentino presenta Fireflies
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Con la direzione artistica di Alessandro Michele, anche la campagna moda diventa arte. E Fireflies, l’ultima firmata Valentino, ne è la dimostrazione. Michele parte da un’idea potente: la caduta non come incidente, ma come condizione originaria dell’essere. L’equilibrio è fragile, temporaneo, sempre sostenuto da qualcosa o qualcuno. Gli scatti, come quello che vedete sopra, trattengono il tempo in quell’istante sospeso prima della perdita dell’appoggio. I corpi sembrano fluttuare tra controllo e abbandono, tra tensione e grazia. È un racconto visivo che riflette sulla vulnerabilità come parte integrante dell’esistenza. La forza non è nella rigidità, ma nella capacità di restare, di sostenere, di accogliere. Un’immagine poetica e stratificata che lascia spazio all’interpretazione. Perché cadere non significa fallire, ma aprire una nuova postura. #ValentinoFireflies
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SYRN, il brand di lingerie di Sydney Sweeney ha qualche problema ...

Il lancio di SYRN, il brand di lingerie fondato da Sydney Sweeney, è qualcosa di più di un’operazione commerciale.
A prima vista, l’associazione tra un’attrice spesso definita come sex symbol e un marchio di lingerie appare coerente con le aspettative del mercato. Eppure l’operazione non è così scontata.
Dietro la seduzione e il glamour del brand si intravede un lavoro accurato sulla percezione pubblica di Sweeney, che diventa parte integrante della narrazione di SYRN. All’estetica raffinata e alle 44 taglie “pensate per diversi tipi di corpi” - come ha dichiarato la stessa Sweeney - si affianca anche un sostegno imprenditoriale di un certo calibro: secondo Business of Fashion, il progetto riceverebbe un supporto indiretto dai Bezos, elemento che contribuisce a rafforzarne la credibilità finanziaria.
L’interesse di Sweeney per il mondo dell’underwear, del resto, non è una novità. Già nel 2023 l’attrice aveva collaborato con Frankie’s Bikinis per una collezione di costumi da bagno, confermando una certa familiarità con il mondo della lingerie e dello swimwear che sembra averle fornito le basi per un progetto più strutturato e ambizioso come SYRN.
Tante “Sydneys”, una sola visione?
Il brand si presenta come un guardaroba intimo pensato per esplorare diverse sfaccettature della femminilità, articolato in quattro linee — Comfy, Playful, Romantic e Seductress — che riflettono altrettanti stati d’animo. L’obiettivo dichiarato è offrire lingerie capace di adattarsi non solo a corpi diversi, ma anche a identità e momenti differenti, celebrando una sensualità individuale da “indossare per te stessa”, come recita il messaggio ufficiale del lancio.
È proprio nel passaggio dalla dichiarazione d’intenti alla sua traduzione concreta che emergono le prime criticità. Il target del brand resta infatti poco definito: le campagne promozionali diffuse finora ruotano esclusivamente attorno alla figura di Sydney Sweeney, senza includere altri tipi di corpo o rappresentazioni alternative. Inoltre, il suo bacino di fan, in larga parte maschile, non sembra sovrapporsi in modo evidente al pubblico potenzialmente interessato all’acquisto dei prodotti. Il paradosso è evidente: a fronte di un discorso che richiama empowerment e inclusività, l’immaginario visivo privilegia un’estetica aspirazionale più che effettiva accessibilità per chi compra.
Anche il nome SYRN - stilizzazione tipografica della parola “Siren” - funziona bene sul piano simbolico, ma lo spelling creativo risulta meno immediato nella pronuncia e nella memorizzazione. Dettagli apparentemente minori, come leggibilità e riconoscibilità, che sono però cruciali nel branding e rappresentano, in questo caso, un piccolo ostacolo alla costruzione di un’identità solida.
Il confronto con altri marchi celebrity-led già affermati come SKIMS di Kim Kardashian, diventa quindi inevitabile e mette in evidenza come la definizione di una visione chiara e di una coesione estetica riconoscibile rappresentino ancora alcune delle principali sfide aperte per SYRN.
Controversia come manifesto
A rafforzare la dimensione narrativa del progetto è arrivato il video di lancio, in cui Sweeney scala l’iconica scritta Hollywood di Los Angeles appendendo capi di lingerie. Un gesto volutamente teatrale e iperbolico, pensato per dividere e attirare attenzione. L’operazione ha ottenuto un’eco globale e ha portato al sold out immediato di alcuni capi, ma non è stata priva di polemiche: secondo le autorità locali, non sarebbero state richieste le necessarie autorizzazioni per l’uso di quello spazio pubblico altamente simbolico.
Al di là delle contestazioni, l’obiettivo è stato centrato: SYRN è diventato subito un tema di conversazione, un caso culturale prima ancora che un marchio da valutare esclusivamente sul piano commerciale.
Da anni Sydney Sweeney occupa una posizione ambigua nella cultura pop. Il suo corpo è spesso oggetto di attenzione più dei suoi ruoli, e meme, titoli e polemiche hanno contribuito a rendere la sessualizzazione una componente strutturale del suo personaggio pubblico. Con SYRN, quell’immagine non viene respinta, ma rielaborata. La lingerie diventa linguaggio e strumento narrativo: se lo sguardo è inevitabile, allora vale la pena governarlo, trasformando ciò che arriva dall’esterno in un racconto consapevolmente “brandizzato” e potenzialmente produttivo.
Come spesso accade nel caso dei brand guidati da celebrity, la risposta del pubblico è stata eterogenea. Accanto all’entusiasmo e all’ironia, sono emerse anche perplessità che non riguardano solo l’estetica o l’identità visiva del marchio, ma il significato stesso dell’operazione. La domanda è se SYRN possa essere letto come un uso consapevole della propria immagine oppure finisca per reiterare le stesse logiche da cui vorrebbe emanciparsi.
Il dibattito si inserisce in un clima già polarizzato, alimentato anche da campagne precedenti — come quella con American Eagle, basata sull’assonanza tra “jeans” e “genes” — che hanno diviso l’opinione pubblica tra chi la vede come un’icona sexy consapevole e chi come una figura che rafforza stereotipi problematici, soprattutto se letti alla luce dell’attuale scenario politico e culturale.
Hype sì, ma regge il prodotto?
Al di là dell’hype iniziale, resta aperta la questione centrale: il prodotto è in grado di reggere nel tempo? SYRN si trova oggi in una fase ancora sperimentale, e il suo futuro dipenderà dalla capacità di superare il rischio più evidente, ovvero restare una semplice estensione della fama della sua fondatrice.
La lingerie, più di molte altre categorie, richiede attenzione a vestibilità, comfort e qualità; per questo il successo non si misura nei sold out iniziali, ma nella volontà dei clienti di tornare a comprare. Se SYRN riuscirà in questo passaggio, saranno i numeri a confermarlo.
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GUESS sceglie Gstaad per la Fall/Winter 2026 Ski Capsule : la nuova passerella tra neve e ghiaccio
Il 4 febbraio 2026 GUESS ha portato la moda in uno dei luoghi "in quota" più suggestivi d’Europa: stiamo parlando dell’Iglu Dorf di Gstaad, in Svizzera. Questo è senza dubbio l'evento centrale del progetto GUESS Winter Takeover, l'iniziativa speciale per celebrare il 45° anniversario del brand, trasformando alcune delle località alpine più iconiche in "manifesti viventi" dello stile GUESS.
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Circondata da vette innevate e igloo dalle forme scultoree, la passerella si è snodata direttamente sulla neve, durante la golden hour, quando la luce del tramonto ha reso l’atmosfera davvero cinematografica. GUESS prosegue così il suo viaggio d'amore nei confronti della montagna, dopo lo show dello scorso anno a Glacier 3000 una delle più famose stazioni alpine della Svizzera.
A rendere l’esperienza ancora più esclusiva è stato un pubblico selezionato di circa 60 ospiti, tra cui Chiara Ferragni, Leonie Hanne e Lea Elui, insieme a top influencer e stampa europea.
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Una passerella di luce, ghiaccio e cristalli
Le modelle sono apparse attraversando una scultura cristallina di ghiaccio e neve, sfilando tra strutture trasparenti che evocavano quarzi e minerali. Le superfici riflettenti e LED rossi, colore iconico del brand, hanno dialogato con il bianco della neve, creando un gioco di luce incredibile che ha amplificato ogni movimento.
Il tutto è stato accompagnato dalla performance live della violinista Laura Zimmermann, che è riuscita a trasformare lo show in un’esperienza emozionale davvero immersiva.
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Guess sfilata Gstaad : la Fall/Winter 2026 Ski Capsule
GUESS ha svelato la Fall/Winter 2026 Ski Capsule, insieme a una selezione di look fashion ispirati allo spirito après-ski. Si tratta di silhouette iconiche, volumi stratificati e proporzioni interessanti che definiscono un guardaroba invernale rilassato e sofisticato.
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Tra i protagonisti: pellicce ecologiche, capispalla scultorei e maglieria avvolgente. Una collezione che unisce comfort e seduzione, pensata in versione smart, per vivere la montagna con un tocco deciso e contemporaneo.
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Un’esperienza totale firmata GUESS
Lo show è stato il centro di una vera e propria GUESS winter experience, che ha coinvolto gli ospiti in momenti esclusivi tra benessere e lifestyle. Tra questi vogliamo citare le sessioni di red light therapy realizzate con Luminous Labs, pensate per preparare corpo e mente all’evento, e le serate in location iconiche come Hotel Bellevue e La Ferme Saint-Amour.
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Il progetto Winter Takeover si è esteso tra Svizzera, Italia e Francia, toccando Zermatt, Bormio, Courchevel e Glacier 3000, con funivie brandizzate, installazioni outdoor e attivazioni esperienziale. «La sfilata 2026 incarna l’essenza stessa di GUESS», ha dichiarato Paul Marciano, Co-fondatore e Chief Creative Officer. «Ci ha permesso di creare un’esperienza immersiva ed emotivamente coinvolgente in una delle destinazioni più ambite al mondo, celebrando il nostro heritage e spingendo la nostra identità in direzioni audaci e inaspettate.»
Con questo show ad alta quota, GUESS ha trasformato la natura in palcoscenico, ridefinendo i confini della passerella
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Ecco cosa ci riserveranno la Milano Fashion Week di Febbraio
Febbraio sarà un mese decisamente "caldo" per Milano, temperature a parte!
La città è pronta a ospitare nello stesso mese due grandi eventi: domani si apriranno ufficialmente i Giochi Olimpici di Milano Cortina 2026 (6-22 febbraio) e, a fine mese, seguirà la Milano Fashion Week (24 febbraio al 2 marzo 2026) dove verranno presentate le collezioni Autunno/Inverno 2026/27.
Questa edizione della Settimana della Moda arriva in un momento di profondo rinnovamento creativo e che racconta una città sempre più al centro del dialogo internazionale.
162 appuntamenti complessivi, tra 54 sfilate fisiche, 8 digitali, 73 presentazioni e 27 eventi, confermano il ruolo della fashion week milanese come un vero ecosistema culturale in movimento.
Milano Fashion Week di Febbraio: i debutti e gli eventi più attesi della settimana
A catturare l’attenzione sono soprattutto i grandi debutti. Questa stagione segna l’ingresso di Maria Grazia Chiuri da Fendi, chiamata a imprimere una nuova visione alla maison romana, e quello di Meryll Rogge da Marni, in una fase cruciale di ridefinizione dell’identità del brand. Grande attesa ovviamente per la prima sfilata di Demna Gvasalia per Gucci, oltre all'esordio da Emporio Armani di Silvana Armani che firmerà ufficialmente la prima collezione dopo la scomparsa dello zio Giorgio, con Leo Dell'Orco.
Accanto ai grandi nomi, Milano continua a rafforzare il suo ruolo di piattaforma per la nuova generazione di designer. Entrano per la prima volta nel calendario ufficiale delle sfilate brand come Casa Preti, Florania, Simon Cracker, Tell The Truth e Venerdì Pomeriggio, mentre tornano in passerella ACT N°1, FILA e GCDS, che celebra anche il suo decimo anniversario con una festa post-sfilata. Tra le novità più interessanti anche l’esordio in calendario di Ann Demeulemeester con un evento speciale.
Sempre centrale il ruolo del Fashion Hub di Camera Nazionale della Moda Italiana, che per questa edizione si sposta a Palazzo Morando, in via Sant'Andrea e che ospiterà i progetti “Future Threads: Italy’s New Wave” e “New Gen, New Ethos”, due percorsi che raccontano una moda più consapevole, sperimentale e attenta ai temi di artigianalità, inclusione e sostenibilità curati da Sara Sozzani Maino, CNMI International New Talent and Brands Ambassador.
Non mancherà poi uno sguardo internazionale: tornano, infatti, per la terza edizione “Voices of Seoul”, il progetto che porta a Milano alcuni tra i brand più interessanti della scena coreana contemporanea, questa volta con un pop-up e una presentazione dedicata presso Antonioli, e la seconda edizione di “Communities at Work”, promosso da AFRO FASHION ASSOCIATION e che presenterà un format rinnovato e ancora più dinamico, pensato per stimolare l’incontro tra nuove generazioni di talenti e figure chiave dell’industria creativa.
Ma la Fashion Week si estende anche oltre le passerelle: documentari, proiezioni aperte al pubblico e incontri arricchiranno il calendario. Tra questi, il tributo a Franca Sozzani con il documentario Paving The Way – Franca’s Legacy, che ripercorre l’eredità culturale e visionaria di una delle figure più influenti della moda contemporanea.
Sfilate Milano Febbraio 2026: il calendario dei brand dal 24 febbraio al 1° marzo
Martedì 24 febbraio 2026
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16:00 – Diesel
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17:00 – Max Zara Sterck
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18:00 – Casa Preti
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19:00 – Venerdì Pomeriggio
Mercoledì 25 febbraio 2026
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09:30 – Luisa Beccaria
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10:30 – Jil Sander
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11:30 – Daniela Gregis
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12:30 – Antonio Marras
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14:00 – Fendi
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15:00 – Vivetta
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16:00 – Missoni
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17:00 – Onitsuka Tiger
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18:00 – N.21
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19:00 – Etro
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20:00 – MM6 Maison Margiela
Giovedì 26 febbraio 2026
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09:30 – Max Mara
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10:30 – Genny
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11:30 – Boss
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12:30 – Anteprima
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13:15 – Florania
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14:00 – Prada
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16:00 – Emporio Armani
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17:00 – Emporio Armani
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18:00 – Marni
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20:00 – Roberto Cavalli
Venerdì 27 febbraio 2026
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09:30 – Tod’s
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10:30 – Marco Rambaldi
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11:30 – Sportmax
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12:30 – Blumarine
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14:00 – Gucci
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15:00 – Sa Su Phi
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16:00 – Elisabetta Franchi
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17:00 – Moschino
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18:00 – Institution by Galib Gassanoff
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19:00 – GCDS
Sabato 28 febbraio 2026
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09:30 – Ferrari
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10:30 – Ermanno Scervino
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11:30 – Ferragamo
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12:30 – Dolce & Gabbana
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14:00 – Tokyo James
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15:00 – Laura Biagiotti
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16:00 – ACT N°1
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17:00 – MSGM
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18:00 – Luisa Spagnoli
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19:00 – Simon Cracker
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20:00 – Bottega Veneta
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21:00 – Philipp Plein
Domenica 1 marzo 2026
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09:30 – Hui
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10:30 – FILA
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11:30 – Giorgio Armani
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12:30 – Giorgio Armani
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14:00 – J. Salinas
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15:00 – Tell The Truth
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16:00 – Francesca Liberatore
Lunedì 2 marzo 2026 – Sfilate digital
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09:30 – Uni Form
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10:00 – Nadya Dzyak
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10:30 – Mein.Corp
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11:00 – Dhruv Kapoor
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11:30 – I Am Isigo
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12:00 – Maxivive
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12:30 – Edis Pala
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13:00 – Ivan Delogu Senes
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