10 consigli per diventare Fashion Stylist

Professione Fashion Stylist: 10 addetti ai lavori ci svelano i segreti del mestiere
Lavorare nel mondo della moda è il desiderio di tantissimi ragazzi e ragazze che sognano di trasformare la propria passione in un vero e proprio mestiere. Tra le professioni che delineano questo vasto e complesso settore, quella del fashion stylist è indubbiamente una delle più ambite.
Il lavoro del fashion stylist
Figura di riferimento per tutto ciò che riguarda l’immagine e lo stile, il fashion stylist lavora a stretto contatto con stilisti, redazioni e celebrities. Il suo ruolo ha molteplici sfaccettature: dev’essere in grado di valorizzare al meglio i capi di una collezione nell’ottica di una sfilata o di una campagna pubblicitaria - cogliendone le caratteristiche peculiari, per poi esaltarle attraverso scelte estetiche coerenti con il dna del brand - ma deve anche saper ideare e organizzare i servizi editoriali per i magazine con cui collabora, o ancora, definire il look di un personaggio pubblico in occasione di eventi e red carpet.
Le caratteristiche di un fashion stylist
Gusto e creatività sono requisiti imprescindibili per fare questo lavoro, ma da soli non bastano. Servono una formazione eccellente - che spazi dall’arte alla fotografia, passando per il marketing e la scrittura - e ottime doti relazionali: il fashion stylist infatti, deve sapersi interfacciare con gli uffici stampa delle case di moda, ma anche essere in grado di fare networking con colleghi, fotografi e altri addetti ai lavori.
Come si diventa fashion stylist
Come fare dunque a diventare fashion stylist? Da dove cominciare? Lo abbiamo chiesto a 10 giovani professionisti. Sfogliate la gallery per scoprire i loro suggerimenti.
Fashion Stylist: I consigli degli addetti ai lavori
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Kinraden: i gioielli danesi che si ispirano ad arte e architettura arrivano in Italia

Ci sono marchi che inseguono il tempo, e altri che lo abitano. KINRADEN appartiene a questa seconda, rara, categoria.
Nato dalla visione dell’architetta danese Sarah Emilie Müllertz, il brand di alta gioielleria costruisce forme che non rispondono alle stagioni, ma alla durata, al pensiero e alla materia.
Oggi KINRADEN entra nel mercato italiano non come semplice espansione commerciale, ma come incontro naturale con una cultura che da secoli riflette gli stessi valori: arte, architettura e una bellezza concepita per resistere al tempo.
Per Müllertz, l’Italia è da sempre un punto di riferimento silenzioso ma fondamentale: un luogo in cui l’artigianalità nasce dalla pazienza, i materiali raccontano storie e il progetto è un atto etico prima ancora che estetico. In questo dialogo tra Nord Europa e Mediterraneo, i gioielli KINRADEN si rivelano per ciò che sono: piccole architetture da indossare, pensate per accompagnare il corpo e la vita di chi le sceglie, oggi come domani.
Prima foto l'orecchino Ionic in argento, seconda foto l'orecchino Elsa con i bracciali The Arch, Mini Electra e Hera
«Sento un legame profondo con l’Italia», ci ha confessato Müllertz, «mi sono sempre considerata profondamente europea, e l’Italia è al centro di tutto ciò che ci ha formati: architettura, arte, artigianato, cultura. Da molto tempo mi sento vicina a questo Paese e, in molti modi, siamo tutti connessi attraverso le radici dell’architettura e dell’arte che affondano proprio in Italia».
Per celebrare questo incontro il brand ha organizzato una cena evento a Milano con la stampa e figure influenti il cui stile riflette quello curato da Müllertz, e con la partecipazione del celebre chef surrealista Marco Corradi - in arte Marco Assaggia.
Lo chef Marco Assaggia e la cena di KINRADEN a Milano - credit photo: Roberto Illiano
«Le persone che indossano KINRADEN sono essenziali per il brand», continua Müllertz, «sono profondamente ispirata da chi sceglie i nostri gioielli: individui attenti, curiosi, che apprezzano l’artigianalità, il design e considerano il silenzio una qualità. È emozionante vedere come un gioiello diventi loro, come si muova con loro, raccolga storie e viva nel loro mondo. La nostra community è qualcosa di cui sono immensamente orgogliosa».
Un'occasione unica per conoscere le nuove collezioni, come la Imprint Collection, ispirata al mondo naturale dove legno e metalli si fondono in armonia, la Levitas Collection, con forme "leggere", come dice il nome stesso, e organiche, la Eternal Echoes Collection che trae ispirazione dal capolavoro architettonico di Carlo Scarpa (e anche qui torna il legame con l'Italia), la Two Worlds Collection che traduce invece l’estetica surreale del Triadic Ballet di Oskar Schlemmer in pezzi originalissimi e iconici, la Oxygen Collection che esprime la purezza e la semplicità della forma, la Stilos Collection, con le sue linee ispirate alle colonne greche dove i materiali sostenibili trovano la loro espressione, e ancora la Radiant Collection, che cattura la luce in ellissi fluide realizzata in oro e argento riciclato e la Kindred Collection, ispirata alle poesie d’amore di Emily Dickinson fino ad arrivare all'ultimissima Nautilus Collection, ispirata alla spirale della quale cattura il movimento e la grazia.
Prima foto: la collana Electra (mini), il bracciale Legacy e gli anelli Bond e gli orecchini Alisa, seconda foto: orecchino The Gasp e la collana Electra (large)
Abbiamo chiesto alla Direttrice Creativa quanto il suo background nel mondo dell'architettura abbia influito nel forgiare un brand come KINRADEN e ci ha spiegato come la sua formazione abbia plasmato il suo approccio al design del gioiello e abbia in qualche modo completamente fuso i principi più metodici di una materia come l'architettura con la filosofia del design.
«KINRADEN nasce proprio da questa base: un modo architettonico di pensare alla forma, alle proporzioni e ai materiali. In architettura si lavora all’interno di una triangolazione fatta di spazio, funzione e presenza umana. Nel gioiello questo si traduce in corpo, materiale e scopo – garantendo che ogni pezzo viva con naturalezza sul corpo, offrendo una bellezza solida, intenzionale e pensata per durare nel tempo».
Prima foto: orecchino Betty, anello Petal e pendente Drizzle, seconda foto: bracciale Legacy e anelli Wise Tears, Hanna, Flare, Brethren, Bond e Arnold
E cosa vede Sarah Emilie Müllertz nel futuro del brand?
«La mia intenzione è far crescere KINRADEN con presenza e integrità: costruire la maison con spazi retail propri in tutta Europa, a partire da Milano, dove l’intero universo del brand possa esprimersi pienamente».
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Armani Privé: 5 highlight della collezione Primavera-Estate 2026
Era uno degli show più attesi di questa Paris Haute Couture Week, uno show destinato a segnare un momento di svolta della Maison.
Ieri pomeriggio a Parigi è stata presentata la collezione Primavera-Estate 2026 di Armani Privé, la prima disegnata dalla direttrice creativa Silvana Armani dopo la scomparsa dello zio.
In continuità con la visione di Re Giorgio, la collezione resta fedele all’inconfondibile DNA della Maison, ma svela al tempo stesso la nuova visione personale di Silvana Armani: uno sguardo più femminile e contemporaneo che si manifesta attraverso silhouette fluide, dettagli preziosi e una palette di delicati colori pastello.
Ma ecco 5 highlight dello show andato in scena ieri a Palazzo Armani.
01. Il debutto di Silvana Armani
La collezione Primavera-Estate 2026 di Armani Privé ha segnato il debutto di Silvana Armani che ha svelato la sua idea di grazia e di eleganza femminile. Con questo primo show, la direttrice creativa ha saputo rendere omaggio all’eredità dello zio, infondendo la sua sensibilità femminile e uno sguardo più attuale. Il risultato è una collezione che esprime un perfetto equilibrio tra rigore e leggerezza, tra perfezione sartoriale e dettagli poetici.
02. La palette
L’evoluzione della Maison si manifesta nel preziosismo della nuova palette che si lascia ispirare dai toni delicati della giada in contrasto con il grafismo del nero. Verde, rosa e bianco, colori che trasmettono calma e armonia, esaltano le silhouette e conferiscono leggerezza e luminosità ai look, mentre il nero crea contrasti più decisi.
03. La collezione Primavera-Estate 2026 di Armani Privé
L’armonia, simbolo della giada, si riflette nelle linee fluide e verticali dei rasi e delle sete. Grandi protagonisti della collezione, i pantaloni dalle silhouette ampie e morbide, proposti in tessuti come seta e chiffon e indossati sotto alle nuove tuniche longuette. Dal taglio maschile, anche i nuovi tailleur che hanno sfilato in passerella insieme alle giacche svuotate di struttura, ai bustini ricamati, agli abiti a colonna con drappeggi che aggiungono movimento e ai pullover fatti di frange preziose. Menzione speciale per i ricami che ricoprono gli abiti da sera o si trasformano in dettagli inaspettati, come nei fazzoletti da taschino trompe l’oeil.
04. L'abito da sposa disegnato da Giorgio Armani
A chiudere lo show un wedding dress speciale, un’ultima creazione realizzata da Giorgio Armani in persona e indossato da una delle sue grandi muse, Agnese Zogla. Un favoloso abito ricamato, a maniche lunghe e a collo alto, completato da un velo e da una preziosa collana a cuore.
05. Il front row
Ad assistere allo show, tante celeb e amici del brand come Norman Reedus, Diane Kruger, Michelle Pfeiffer, Kate Hudson, Elizabeth Debicki, Marisa Berenson, Valeria Bruni Tedeschi e tanti altri.
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Print mania: le 5 stampe più amate dalle cool girls di Instagram

Con l’arrivo della nuova stagione rientrano in scena anche loro: le stampe.
Se a primavera inoltrata i grandi classici restano sempre i fiori (“florals for spring? Groundbreaking”) e nei mesi appena passati a dominare è stato il tartan - declinato soprattutto sul rosso - in questo momento di passaggio fra le stagioni la domanda è una sola: chi saranno ora le vere protagoniste?
In ogni caso, in questo “limbo” tra stagioni il dubbio è più che legittimo e la risposta, spoiler, è piuttosto semplice: basta dare una sbirciatina a Instagram.
Saranno infatti le nostre cool girls preferite a farci da bussola, indicandoci - come al solito - ciò che è in e ciò che non lo è. Perché se è vero che i trend generalmente riguardano capi e accessori, è altrettanto vero che Instagram è un enorme incubatore di tendenze anche quando si parla di pattern.
Basta fare qualche passo indietro al 2025 - quando la stampa leopardata ha dato ufficialmente il via all’animalier mania - oppure tornare con la mente alla scorsa primavera, quando i nostri feed sono stati letteralmente invasi dai pois, per capire come un semplice outfit a stampa possa accendere una vera e propria ossessione fashion collettiva.
In più, sono proprio le stampe a dare carattere agli outfit: li rendono più interessanti, frizzanti e a volte perfino iconici. Non a caso, le trendsetter lo hanno capito da tempo e sanno bene quanto un pattern giusto possa fare la differenza nei loro look…e nei vostri!
Quindi, ora che la primavera è alle porte e la voglia di sperimentare con colori, mix & match e outfit divertenti è ufficialmente tornata… la vera domanda è una sola: su quali stampe puntare secondo Instagram?
5 stampe per la primavera da tenere d'occhio su Instagram
1. Stampa leopardata
In mezzo a tutto questo “nuovo” animalier - tra tigrato, zebrato, pitonato e chi più ne ha più ne metta - Instagram ci dimostra una cosa chiarissima: i classici non stancano mai. Un ritorno alle origini, che in realtà non sono mai davvero passate di moda, e che ci riportano esattamente laddove tutto è iniziato, con quell’eleganza effortless che solo il leopardato sa regalare.
2. Stampa a pois
La stampa a pois, invece, non ci ha mai davvero abbandonato, nemmeno per un secondo. Non è mai passata in sordina: si è rinnovata, modernizzata, ha cambiato palette per adattarsi alle stagioni e oggi torna alle origini, vestendosi di nuance chiare, primaverili e candide che chiamano a gran voce la bella stagione.
3. Stampa a righe
Un altro grande must have che non stanca mai? Le righe. Che siano larghe o sottili, orizzontali o verticali, bicolor, tricolor o in mille altre varianti, continuano a far parte della nostra quotidianità. E dopo un periodo invernale e natalizio dominato da stampe più tradizionali, le righe tornano a riaffacciarsi sui social come una vera e propria ondata di primavera.
4. Stampa a quadretti & vichy
Ancora timida, questa stampa inizia a farsi largo tra i feed di Instagram, pronta a sbocciare insieme ai fiori, giusto in tempo per la primavera. Per ora i quadretti si declinano in tonalità terrose e in dimensioni più discrete, ma qualche accenno di vichy comincia già a farsi strada, ricordandoci che la bella stagione è ormai alle porte.
5. Stampa tartan
Un po’ come il retaggio culturale delle feste, il tartan non svanisce di colpo dai radar, anzi: si rinnova. Mette da parte i suoi colori più iconici come il rosso e il bordeaux e si veste di nuove sfumature, passando per il verde, il bianco e tutte quelle tonalità che richiamano lievemente l’arrivo della primavera.
E voi di che stampa siete? Scoprite la nostra mini selezione con i diversi pattern e scegliete il pezzo più adatto al vostro stile
Maglia a righe BERSHKA
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Camicetta a pois ZARA
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Trench a quadri CARMEN SAYS
Credits: carmensays.com
Mocassini leopardati H&M
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Gonna tartan DAMSON MADDER
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Borsa pois GANNI
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Pantaloni in vichy SÉZANE
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Gonna a quadretti MASSIMO DUTTI
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Cappotto BY MALENE BIRGER su Zalando
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Capellino a righe PARFOIS
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Piumino reversibile SUSMIE'S
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Chanel Haute Couture 2026: la fiaba contemporanea (d'Alta Moda) di Matthieu Blazy

Si apre sulle note di un classico Disney la prima sfilata Chanel Haute Couture firmata da Matthieu Blazy, sul canto che Aurora, protagonista de La bella addormentata nel bosco intona mentre passeggia nel bosco, felice, circondata dalle colorate creature che lo abitano. Una scelta che, unita alla location che fa da sfondo, rende ancora più evidente l'intento del designer: trasportare il suo pubblico in una vera e propria fiaba.
L'ambientazione della sfilata Chanel Haute Couture Primavera-Estate 2026.
Credits: Getty Images
Tra funghi colorati che scandiscono la passerella, abbracciata da una cascata di rami piangenti tinti di rosa, il caos della città e della quotidianità rimane momentaneamente sospeso per fare spazio a una dimensione leggera, apparentemente senza tempo. Il tempo, in realtà, c'è eccome, ed è quello che viviamo oggi: il mondo delle fiabe incontra la contemporaneità e a raccontarlo sono le forme e le linee, spogliate di quelle costruzioni tipiche della couture, i materiali scelti, trasparenti e impalpabili come una seconda pelle, e il casting, che mostra la bellezza delle sue tante età.
Il look di apertura della sfilata Chanel Haute Couture Primavera-Estate 2026.
Credits: Courtesy of Chanel
Nelle note che accompagnano la collezione, Blazy condivide la sua visione emozionale dell'haute couture, intesa come uno scambio tra chi crea e chi indossa, dove l'abito intende celebrare chi lo indossa, la sua individualità. Al centro di ogni abito c'è la donna anzi, ce ne sono tante: tantissime donne diverse, che il designer immagina vivano una vera e propria metamorfosi; le vede trasformarsi in uccelli colorati (proprio come quelli che accompagnano la nostra Aurora nel suo canto nel bosco) e volare via, libere.
Il look di chiusura della sfilata Chanel Haute Couture Primavera-Estate 2026.
Credits: Courtesy of Chanel
Volare via dalla quotidianità non è facile e non è sempre possibile, soprattutto mantenendo i piedi per terra: questa donna, pur inseguendo la libertà, riesce a farlo, rimanendo ancorata a una dimensione reale e portabile. Dal classico tailleur rivisitato alle borse in tulle, passando per le celebrities in prima fila, vi raccontiamo di seguito la prima collezione Chanel Haute Couture firmata da Matthieu Blazy.
Parola chiave: leggerezza
La couture torna all'essenziale e anche il tailleur e le borse iconiche della Maison "si spogliano": diventano leggere, svelano la loro costruzione. Lo stesso vale per blue e abiti, sui quali anche un dettaglio come una cintura diventa un impalpabile layer.
Chanel Haute Couture Primavera-Estate 2026.
Credits: Getty Images
Chanel Haute Couture Primavera-Estate 2026.
Credits: Getty Images
Le borse puntano sulla leggerezza e anche un tema riconoscibile e caro come quello della catena abbandona il metallo in favore di un filo dorato e sottile.
Chanel Haute Couture Primavera-Estate 2026.
Credits: Getty Images
Piume, per volare via
Chanel Haute Couture Primavera-Estate 2026.
Credits: Courtesy of Chanel
Applicate e voluminose o disegnate, ricreate attraverso sfumature e riflessi: le piume non possono mancare, in quanto segno di leggerezza e libertà e il modo in cui vengono proposte è fresco, mai pomposo. Anche quando creano volume sul fondo di un abito, lo fanno in contrasto a trame di tweed capaci di bilanciare e alleggerire l'insieme trasportandolo nella quotidianità.
Chanel Haute Couture Primavera-Estate 2026.
Credits: Courtesy of Chanel
Chanel Haute Couture Primavera-Estate 2026.
Credits: Getty Images
I gioielli, come quelli delle fiabe
Chanel Haute Couture Primavera-Estate 2026.
Credits: Getty Images
Ogni fiaba che si rispetti ha la sua principessa, o futura regina, mai prima della sua corona. Così i gioielli sono ricchi, elaborati, pieni di colore e non solo: anche di piccoli elementi giocosi, del tutto inaspettati.
Chanel Haute Couture Primavera-Estate 2026.
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Dua Lipa, A$AP Rocky e tutti gli ospiti in prima fila
Dua Lipa e A$AP Rocky in prima fila alla sfilata Haute Couture di Chanel.
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In prima fila in una Parigi piovosa i tanti volti legati alla Maison: quelli nuovi, come A$AP Rocky e Dua Lipa e quelli storici, come Nicole Kidman, Tilda Swinton e Penelope Cruz. Tutti, attraverso i loro look, perfetti ambassador del nuovo corso del marchio.
Da sinistra: Nicole Kidman, Fernanda Torres e TIlda Swinton.
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Da sinistra: Margaret Qualley, Penelope Cruz, Carole Bouquet con Charlotte Casiraghi.
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Da sinistra: Claire Foy, Gracie Abrams e Paloma Elsesser.
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