Bella Freud e l'importanza delle parole su Fashion Neurosis

Era il 2017, la London Fashion Week rappresentava ancora il "place to be" per scoprire nuovi designer e la Somerset House il punto di incontro di tutti i fashionisti e le fashioniste che volevano farsi fotografare dagli streetstyler. Era l'epoca delle vere it-girls, le socialite inglesi e americane che riempivano i front row delle sfilate e che ad un certo punto indossavano tutte un maglione con una scritta grafica e dal significato misterioso: 1970.
Una data che in realtà non significa nulla, almeno nelle intenzioni della sua creatrice, la designer Bella Freud che, un giorno giocando con la sua fotocopiatrice, ha ingrandito una piccola scritta trasformandola nell'iconico logo, ma che con il suo potere grafico e evocativo è riuscita a trasformare un semplice maglione in un must-have.
Il celebre maglione 1970 disegnato da Bella Freud riproposto nella collezione SS25 - foto Charlotte Hadden
Non è un caso che per la designer inglese, nipote di Sigmund Freud (e figlia del pittore Lucian), le parole, le scritte e il linguaggio stesso abbiano un significato così forte e portino con loro messaggi che neanche riusciamo a comprendere inizialmente, ma che vengono svelati con il tempo tramite la connessione con le persone.
È con questo istinto verso la comunicazione che Freud decide di lanciare il suo podcast, Fashion Neurosis, dove invita i suoi ospiti a stendersi in un divano e iniziare a parlare di vestiti e ricordi in un setting e mood che rimanda a quello di una seduta dallo psicologo.
Un'idea apparentemente semplice che ha conquistato un pubblico vastissimo, sia grazie ai nomi degli intervistati (tra cui spiccano l'attrice Cate Blanchett, ma anche il designer Rick Owens e il nostro Stefano Pilati) che all'atmosfera intima che si crea e che porta chi ascolta a sentirsi parte della conversazione.
Bella Freud assieme al desiger Jonathan Anderson - Foto courtesy of Fashion Neurosis
Su Grazia siamo grandi fan del tuo podcast che sta avendo un successo internazionale. Ti aspettavi una reazione del genere? E perché pensi che le persone lo amino così tanto?
Quando ho avuto l'idea, avevo questa forte sensazione che alle persone sarebbe piaciuto parlare di sé stesse attraverso il tramite dei vestiti. Parlare di vestiti fa emergere ricordi, battute, momenti significativi che aprono la porta ad altre conversazioni, mentre mettere se stessi al centro a volte può essere imbarazzante.
Molti mi dicevano: «Nessuno capirà di cosa stai parlando, è un concetto troppo strano». Ma io sentivo che le persone avrebbero capito. Credo che, se parli con rispetto e in modo autentico, la gente lo apprezzi e lo percepisca. Quindi per rispondere alla tua domanda, no, non me lo immaginavo questo successo, ma è andata proprio come speravo.
Le persone ti lasciano tanti commenti?
Sì. Ed è davvero interessante per me vedere come reagiscano al podcast. È difficile da spiegare, ma credo che istintivamente sento che quello che penso, lo pensino anche gli altri e che riescano a ritrovarsi nelle conversazioni del podcast. In questo modo si crea un rapporto, una connessione con il pubblico.
Si sente molto questo legame tra te, i tuoi ospiti e i vestiti di cui parlate. Come scegli gli ospiti? Hai una lista o scegli sul momento?
Entrambe le cose. Ho una lista che ho creato sin dall’inizio, con persone con cui sogno di avere una conversazione. Alcune le conosco, altre no. Ma so che con loro la conversazione potrebbe prendere una direzione interessante.
E poi ci sono momenti in cui mi viene in mente qualcuno e penso: «Oh, sarebbe perfetto!». Quindi è una combinazione tra programmazione e spontaneità.
Kate Moss durante la registrazione della puntata di Fashion Neurosis - Foto courtesy of Fashion Neurosis
Parliamo della produzione di una puntata. Come si svolge una giornata di registrazione?
All'inizio, quando stavo cercando di capire come potesse essere Fashion Neurosis, pensavo più al formato video che al podcast. Circa tre anni fa volevo fare un talk show ispirato a quelli degli anni ’70 e ’80, che avevano un’atmosfera glamour, erano meno sceneggiati e più spontanei.
Ho studiato anche i video di Allen Ginsberg e dei poeti beat negli anni ‘60, perché, nonostante la loro fosse una performance, si percepiva una forte intimità. Inoltre, sapevo che se l’illuminazione non fosse stata ottima, non sarei riuscita a convincere personaggi come Rick Owens, o nessuno del mondo della moda e dello spettacolo, a partecipare.
Così, con il mio cameraman, abbiamo lavorato per ottenere una luce perfetta. Ho anche chiesto consigli al regista Andrew Dominik, che è un esperto nel campo. Per me era essenziale che gli ospiti apparissero al meglio, sia esteticamente che nella conversazione.
E si vede! I tuoi video sono bellissimi. Quando un ospite arriva, si sdraia sul divano e iniziate a parlare? Quanto dura una registrazione?
A volte iniziamo con una tazza di tè, altre volte partiamo subito. Io preparo sempre delle domande, ma se la conversazione prende una piega interessante, la seguo. Mi aiuto con una scaletta perché mi emoziono molto e mi agito facilmente.
Di solito cerco di registrare per il tempo previsto, anche se all’inizio andavo troppo oltre. Poi ho imparato a essere più disciplinata. Alcune persone parlano tanto, quindi la puntata diventa più lunga, altre meno e allora intervengo di più io. Ogni episodio prende la sua forma in modo naturale.
Hai una puntata preferita?
Ho fatto solo 18 episodi finora, e ognuno è speciale. I primi con Rick Owens e Zadie Smith sono stati molto significativi, perché hanno dato il tono al podcast.
Qual è la cosa più difficile per te?
La preparazione è la parte più stressante, voglio che tutto sia interessante, ben fatto e voglio che gli ospiti abbiano una bella esperienza. Come dicevo mi emoziono tantissimo prima di registrare, sono nervosa, ma è un buon segno: vuol dire che ci tengo, che sono viva. Una volta che iniziamo va tutto bene.
Sono una grande fan di Nick Cave, quindi devo chiederti della puntata di cui è protagonista. Hai qualche aneddoto sul suo episodio?
Conosco Nick da più di 30 anni, siamo amici di famiglia. Ma nel podcast abbiamo avuto una conversazione come mai prima. È stato un momento molto speciale e sincero, senza paletti o sovrastrutture.
Io creo i suoi abiti e mi sento come se mi stessi prendendo cura di lui in questo senso. Il fatto che lui mi abbia scelto per occuparmene è un grande onore. Però confesso che durante il podcast avevo voglia di chiedergli anche cose più leggere, come l'enneagramma (la classificazione delle nove personalità dette enneatipi - ndr) della sua personalità!
E Susie (Cave, designer e moglie di Nick Cave - ndr)? Sarà un'ospite anche lei prima o poi?
Sarebbe meraviglioso. Se solo riuscissi a convincerla, è una persona molto riservata.
Kate Moss durante lo show di Bella Freud nel 1993 e nel 1994 - Getty Images
L'episodio con Kate Moss è stato anche molto apprezzato, sia da chi fa parte del mondo della moda che non.
Kate è stata fondamentale per Fashion Neurosis. Quando stavo ancora sperimentando il format, le ho mostrato un video e lei, che odia essere filmata, mi ha detto: «Devo farlo». Io non avrei mai avuto il coraggio di chiederglielo. Per me è stato un segnale incredibile, mi ha dato grande fiducia. Così abbiamo girato un primo episodio con lei di prova, non avevo ancora tutto il setting che ho ora, ma era già bellissimo e poi è tornata a registrare l'episodio definitivo.
Kate, è una persona di un'intelligenza sopraffina. Riesce a captare cose prima degli altri, è estremamente sensibile ed è curiosa. Nota tutto, soprattutto le persone. Quando parla del lavoro di modella e di come il corpo sia un mezzo per trasferire al mondo le idee degli altri è un momento di grande profondità, espresso perfettamente. Sono stata felice di mostrare la sua parte interiore più nascosta che va di pari passo con il suo aspetto esteriore, il suo stile e il suo portamento.
È stato un momento importante perché in un certo senso ha chiuso un cerchio. Kate ha sfilato per me negli anni 90, all'epoca quando la sua agenzia mi ha chiamata per annunciarmi che era libera e avrebbe lavorato per me non riuscivo a crederci. Poter continuare a collaborare con lei anche su Fashion Neurosis è stato fantastico.
Hai vissuto a Roma per due anni e parli italiano. Stefano Pilati è già stato tuo ospite, ma ti piacerebbe avere un altro protagonista italiano?
Ho già qualcuno in mente, ma non voglio svelarlo! Amo il design e la creatività italiana, ho lavorato con modellisti e artigiani straordinari quando ero in Italia, mi hanno mostrato quante cose fosse possibile fare, mentre a Londra all'epoca a livello di produzione erano tutti più rigidi. È stato un privilegio imparare da loro.
La collezione SS25 di Bella Freud - Foto di Charlotte Hadden
I tuoi maglioni e le tue T-shirt hanno spesso parole e frasi stampate o ricamate. Perché pensi che sia importante?
Le parole possono trasmettere enormi emozioni in poche lettere. Da ragazzi, incidevamo testi e titoli di canzoni sui banchi di scuola perché ognuna di quelle frasi portava con sé un significato più ampio, tanti messaggi diversi. Io nel mio avevo inciso "Get Up, Stand Up", la canzone di Bob Marley e mi ero sentita così rivoluzionaria. Il linguaggio è lo strumento più potente che abbiamo. Dicono che l'amore sia la cosa più importante nel mondo, ma senza parole per esprimerlo è come se non ci fosse. Credo molto nell'idea di linguaggio come mezzo per unire le persone piuttosto che dividerle.
Mi interessa il modo in cui una parola può cambiare tutto, e come indossarla senza risultare moralisti.
Sei una star dei Podcast, su Instagram e TikTok. Quale piattaforma preferisci?
In realtà credo sia importante disconnettersi, leggere un libro, coltivare la propria interiorità. I social come Instagram sono utili, ma non voglio diventarne dipendente. Leggo i commenti, ma cerco di non farne un’ossessione. Anche perché se non mi occupo della mia parte offline poi rischio di non avere nulla di cui parlare.
Il tuo podcast è più lungo rispetto ai contenuti mordi e fuggi dei social. Forse è proprio questo il suo punto di forza.
Esatto, voglio creare conversazioni profonde, non solo contenuti veloci da scorrere.
Parliamo di moda. Il settore è in difficoltà: continui cambi di direttori creativi, prezzi in aumento… Quali sono stati i momenti migliori e peggiori della tua carriera da designer?
La moda è sempre stata complicata, ma ora è un momento di grande incertezza. Non è più chiaro quali siano gli obiettivi di un brand, soprattutto quelli dei grandi colossi. Io ho un marchio piccolo e questo mi permette di essere agile, senza infrastrutture e di gestire tutto senza troppe pressioni. Cerco di occuparmi solo delle cose che sono brava a fare.
Parlare e confrontarsi con gli altri designer su Fashion Neurosis è molto bello. Sento che c'è molta empatia, anche se ora si fa un gran parlare di gossip e scoop, penso che si stia creando una rete di sostegno.
La cosa più bella di questo lavoro per me è ancora incontrare qualcuno per strada che indossa i miei vestiti, senza che io l’abbia influenzato. È una sensazione incredibile. Anche vestire attori, cantanti, persone famose che scelgono un mio capo pur avendo tutte le possibilità del mondo, mi sorprende sempre, ma c'è qualcosa di speciale negli sconosciuti che hanno deciso di investire e spendere dei soldi in una tua creazione.
Ammiri qualche designer in particolare al momento?
Amo tutto quello che fa Pieter Muliers, il designer di Alaïa, Stefano Pilati è un uomo e un artista meraviglioso, le sue creazioni mi tolgono il fiato, Phoebe Philo, Haider Ackermann, Alessandro Michele. E adoro le scarpe di Christian Louboutin.
Hai un sogno per il futuro? Qualcosa che vorresti fare?
Devo dire che questo preciso momento della mia vita è davvero uno dei più felici perché sto facendo tante cose che trovo estremamente liberatorie anche se sono complesse. Occuparmene mi porta ad avere idee su nuovi progetti come scrivere, o girare cortometraggi, ma che hanno sempre a che fare con la moda . Quindi non ho una risposta precisa su quello che farò, ma sento che quello che sto facendo ora mi spingerà verso la prossima avventura.
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Non le solite ballerine: ecco i modelli "fashion oriented" che vi faranno battere il cuore in primavera

Uno dei segnali inequivocabili che la primavera è alle porte, è l’invasione di ballerine che travolge i nostri feed di Instagram e gli e-commerce all’arrivo di febbraio.
Una sorta di regola non scritta che scandisce le stagioni e, ancor di più, le stagioni della moda.
Da quando, qualche anno fa, hanno avuto il loro primo e vero boom, le ballerine si sono radicate nel nostro stile, trasformandosi da trend passeggero a passe-partout del guardaroba.
Ma non solo: si sono affermate nel nostro immaginario proprio come scarpa primaverile, pronta ad accompagnarci tra i primi pomeriggi di sole tiepido, i primi picnic al parco e le prime passeggiate per la città quando una bella giornata senza nuvole ci invoglia ad abbandonare i mezzi e muoverci a piedi.
Comode, versatili e tremendamente chic, le ballerine - grazie alle tendenze che le hanno viste protagoniste - negli ultimi anni si sono evolute costantemente, trasformandosi dalla classica calzatura un po’ granny a una nuova generazione di modelli particolari e fashion oriented.
Basta infatti pensare alle famosissime versioni con borchie firmate Alaïa, o alle punte in raso di Miu Miu: interpretazioni nuove, fresche e iconiche, che hanno contribuito allo svecchiamento di questa scarpa, dando il via a una nuova era per le ballet flats, che da da semplici calzature funzionali e basic sono diventate un vero e proprio oggetto del desiderio.
E a oggi, proprio grazie a questo processo evolutivo, i modelli presenti sul mercato sono ormai infiniti.
Dalle versioni che richiamano l’old style, a quelle con punta squadrata, tonda, rettangolare e addirittura in stile slingback a quelle animalier, ricche di dettagli, in tessuto, raso, camoscio o pelle. Insomma, non esistono limiti.
Le proposte sono così varie - e spesso così particolari - da far venire voglia di comprarne un paio anche a chi le ha sempre snobbate!
Ed è proprio sui modelli più cool che ci concentreremo oggi: quelli che mettono tutte d’accordo non per la loro neutralità, bensì per il loro fascino fuori dagli schemi.
Quelle ballerine statement capaci di fare il look, quelle che le trendsetter di Instagram sceglierebbero per i propri fit e alle quali è impossibile dire di no.
Talmente belle e originali da non poter restare nel carrello dello shopping troppo a lungo.
Dite addio quindi a tutto ciò che credevate di sapere sulle ballerine e immergetevi con noi fra i modelli che meritano un posto d’onore nel vostro cuore…prima che vadano sold out!
Ballerine: le varianti particolari e cool da cui farsi tentare in primavera
Ballerine animalier H&M
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Ballerine in suede e strass SANTONI
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Ballerine maculate VICTORIA SHOES
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Ballerine ALOHAS
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Ballerina con cinturino & OTHER STORIES
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Ballerine con lacci DESIGUAL
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Ballerine in stile camoscio BERSHKA
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Ballerine con borchie MASSIMO DUTTI
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Ballerine con cinturino MIISTA
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Ballerine Lilia HERMÈS
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Ballerine con dettaglio oro ZARA
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Ballerine con fiocco a punta VIVAIA
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Ballerine in stile mocassini SEBAGO
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Mesh & crystal hats: i copricapi più cool del web e come indossarli secondo le It girl

La stagione Fall winter volge quasi al termine e, mentre alcuni trend, come gli afgan coat e le pellicce mongolian, sono destinati a sparire con l’avvicinarsi della bella stagione, altri resteranno a farci compagnia ancora per un po'.
Una delle tendenze che continuerà a farci battere il cuore, è senza ombra di dubbio quella dei mesh & crystal hat.
Questi copricapi luccicanti si sono trasformati in breve tempo da ornamento destinato esclusivamente alle feste e alle occasioni speciali, a vero e proprio accessorio statement. Tanto da essere indossati dalle trendsetter più cool in circolazione per elevare i look grazie ai dettagli ricchi di cristalli e lavorazioni preziose.
Tante le versioni in circolazione, adatte a ogni stile e personalità: da quelle all’uncinetto, ai modelli arricchiti da perline, strass e inserti luminosi, fino alle varianti dal mood Great Gatsby (decisamente le nostre preferite), c'è solo l'imbarazzo della scelta.
Ora la domanda che tutte vi state ponendo, è la seguente: come abbinarli?
Non esiste una regola vera e propria per indossare un mesh hat, ma esistono sicuramente delle linee guida rispetto agli accostamenti che possiamo fare. E il modo migliore per capirlo è prendere ispirazione da chi meglio li sfoggia: le it girl, ovviamente.
Noi di Grazia.it ci siamo dunque tuffate di testa nei loro feed di Instagram e siamo riuscite a rubare qualche inspo look che potrebbe fare al caso vostro….più una selezione di qualche modello da mettere in wish list giusto in tempo per la primavera!
Come indossare i mesh & crystal hat: con un outfit boho
In questo outfit sono racchiuse le due maggiori tendenze di questo ultimo periodo: gli outfit boho e i mesh hat. Un boho che ha “dell’elegante”, declinandosi per la sera con gonne lunghe e top con dettagli in velluto. Come accessori, la parola “extra” è di casa: borse in paillettes e bracciali maxi completano perfettamente l’aggiunta di un mesh hat che, ovviamente, non può non essere in cristalli luccicanti.
Come indossare i mesh & crystal hat: con le paillettes
Non per forza i mesh hat devono essere relegati allo stile boho-chic, grazie al quale li abbiamo conosciuti. Anzi, tutto ciò che luccica richiama altro luccichio, indipendentemente dall’estetica a cui appartiene. Via libera quindi a paillettes, perline e chi più ne ha più ne metta, da accostare a un mesh hat altrettanto luccicante per una combo da urlo.
Come indossare i mesh & crystal hat: con un outfit daily
Chi l’ha detto che i mesh hat possano essere indossati solo di sera o per occasioni speciali? Noi no: e nemmeno le trendsetter. Proprio grazie all’ampia proposta sul mercato, infatti, non esistono solo mesh hat tempestati di perle e cristalli, ma anche versioni più “modeste”, perfette da abbinare ai nostri outfit by day. Da quelli in rete più semplici, a quelli arricchiti da qualche dettaglio extra come perline, ciondoli o anche conchiglie, la scelta è davvero illimitata.
Come indossare i mesh & crystal hat: come pezzo statement
A volte, oltre a un mesh hat, non serve altro. Sarà lui re indiscusso dell’outfit: l’accessorio che ruba la scena. Con queste premesse quindi, il consiglio è uno solo: puntare su un mesh hat scultoreo e particolare, ideale per quei giorni in cui vorrete sentirvi delle cool girls al quadrato senza passare ore davanti all’armadio per decidere cosa indossare. Ci state pensando troppo: il vero protagonista è lui!
Come indossare i mesh & crystal hat: in stile Y2K
Come dicevamo prima: stile che hai, mesh hat che vuoi. Anche l’estetica Y2K, nella sua declinazione più streetwear, ha tutto il diritto di reinterpretare il mesh hat. Per evitare un effetto troppo elegante o Gatsby-core, orientatevi verso un modello pulito ed essenziale, da accostare ad altri accessori dall’estetica futuristica e cyber chic come occhiali shield e borse con charms.
Come indossare i mesh & crystal hat: su look eleganti & chic
Infine, le trendsetter ci insegnano che - contro ogni aspettativa - un mesh hat può essere l’accessorio giusto per completare anche gli outfit più eleganti e raffinati. Optate per un modello discreto, dall’effetto lamé e leggermente vintage e accostatelo a un abito chic e see-trough e avrete ottenuto un abbinamento ricercato e unico nel suo genere.
Mesh & crystal hat: i modelli più cool da acquistare adesso
Cuffia con paillettes PARFOIS
Credits: parfois.com
Copricapo con perline WEILI ZHENG
Credits: weilizheng.com
Cuffia a rete BERSHKA
Credits: bershka.com
Copricapo gioiello Diamond Cut PATRIZIA PEPE
Credits: patriziapepe.com
Cuffia Nebula SACH ATELIER
Credits: sachatelier.com
Cuffia con cristalli BABEYOND
Credits: babeyond.com
Cuffia con perline H&M
Credits: hm.com
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Dilara Findikoglu: chi è la designer del momento, amata da Margot Robbie (ma non solo!)
È uno dei talenti più influenti della moda contemporanea, nonché una delle designer più amate dalle celeb: quello di Dilara Findikoglu è uno di quei nomi che conviene tenere d’occhio.
Poco importa se non è ancora conosciutissima dal grande pubblico. Complici le star che hanno iniziato a sfoggiare le sue creazioni sui red carpet più importanti, la vincitrice dei Fashion Awards 2025 si sta rapidamente affermando anche fuori dall’ambiente degli addetti ai lavori.
E non ci sono dubbi: è destinata a diventare una delle personalità più riconoscibili nel panorama internazionale.
Chi è Dilara Findikoglu
Nota per i suoi look in stile neogotico, Dilara Findikoglu è una designer turca capace di sovvertire completamente i codici tradizionali dell’abbigliamento femminile.
Nata a Istanbul nel 1990, si trasferisce presto a Londra per studiare in una delle scuole di moda più prestigiose al mondo, la "Central Saint Martins" dove si distingue sin da subito per la sua creatività fuori dagli schemi.
Il primo grande punto di svolta della sua carriera arriva con un'esperienza da Vivienne Westwoord dove scopre il suo amore per lo stile punk e inizia a sviluppare quell’estetica audace, non convenzionale e provocatoria che poi caratterizzerà tutte le sue collezioni successive.
Nel 2016 fonda il suo brand e con i suoi corsetti vittoriani, i completi bondage e i suoi abiti dalle silhouette scolpite comincia a farsi notare.
E le sue collezioni, che sono una celebrazione della libertà femminile e un vero e proprio mix di provocazione e teatralità, hanno iniziato inevitabilmente iniziato a conquistare anche le celeb.
Le celeb che amano le sue creazioni
Tra le grandi fan di Dilara Findikoglu c’è sicuramente Margot Robbie che già durante tre diversi eventi legati alla promozione del film “Wuthering Heights” ha indossato le creazioni d’ispirazione vittoriana della designer. Dopo il look rosso a stampa snake, con corsetto con reggiseno a conchiglia e mini shirt, sfoggiato al photocall di Los Angeles, l’attrice ha infatti sfoggiato le creazioni della stilista turca in altre due occasioni.
Per partecipare a una trasmissione dei BBC Radio Studios, ha optato per un bustier a fiori in broccato, indossato con jeans a vita bassissima e la nuova it-bag del brand.
Ieri sera, invece, alla Prèmiere londinese del film ha puntato su un favoloso abito disegnato per lei dalla designer: un abito corsetto in tulle di seta con coda in chiffon, impreziosito da fiori, spille e pizzi vittoriani.
All’ultima edizione dei Golden Globes, Jenna Ortega si è trasformata in una vera principessa Goth con un abito nero con profondi tagli cut-out laterali e frange sulle spalle.
Quest’estate avevamo visto Miley Cyrus indossare un look della collezione Fall 2025 di Dilara Findikoglu.
Mentre Kim Kardashian, in occasione della prémiere londinese di All’s Fair, ha lasciato il segno con un abito nero in pelle effetto "snake" della SS26 dalla silhouette strutturata e con l’iconico corsetto vittoriano.
Da sempre grande regina di eleganza, Cate Blanchett la scorsa estate ha stupito tutti al "Summer Serpentine Party" con un abito in stile mermaid-core della designer, contraddistinto da una vera e propria armatura e un corsetto con conchiglia.
E ricordate l’abito di Hailey Bieber al MET Gala 2025? Si trattava proprio di una creazione di Dilara Findikoglu, un abito in velluto dorato che non è passato inosservato.
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"Un look da ufficio intero a meno di 100 euro è impossibile!"... Ma da fashion editor appassionata di shopping online vi dico che, sì, si può fare!

Lo sappiamo, di inspo look per l'ufficio ne abbiamo già parlato e anche molto! Tra pezzi must have e outfit da copiare, le idee sui pezzi che rappresentano la perfetta espressione dell'office style sono ormai chiare. Ma è possibile costruire un outfit dalla testa ai piedi a meno di 100 euro? Non è semplicissimo ma non certo una mission impossibile. Con un po' di ricerca e approfittando degli ultimi saldi, si possono fare ottimi affari e costruire la nostra "divisa" da ufficio in poche e semplici mosse.
E per dimostrarvelo abbiamo fatto anche di più... non ci siamo limitate a un solo office look ma ne abbiamo creati ben due, due alternative che accontentano tutte, che siate #TeamPantaloni o #TeamGonna...
Pronte a fare shopping?
Look da ufficio a meno di 100 euro: pantaloni + blazer + maglia polo + slinback basse
Per tutte coloro che credono che il perfetto look da ufficio si riassuma nella combo "pantaloni + blazer", ecco un'opzione un po' diversa dalle solite: pantaloni ampi in lyoncell dal taglio essenziale (MANGO, 39,90 euro) in blu navy abbinato a un blazer leggermente over marrone cioccolato (STRADIVARIUS, 39,90 euro), una combinazione di colore decisamente cool! Sotto la giacca la scelta perfetta è una polo in cotone essenziale (H&M, 14,99 euro) e per concludere in bellezza delle slingback chic il giusto (RESERVED in saldo a 13,99)!
Look da ufficio a meno di 100 euro: pullover + pencil skirt + stivali con tacco
Se invece siete fan della gonna sempre e comunque, il look che vi proponiamo è tutto giocato su una pencil skirt (IMPERIAL in saldo a 27,50 euro): affusolata e sotto al ginocchio è super versatile ed in perfetto stile "Office Siren", soprattutto se la indossate con un paio di stivali alti dal tocco sottile (TOPSHOP, in saldo a 39,90 euro su Asos.com). A noi piace l'idea di abbinarli a un maglione super essenziale e un po' over (UNIQLO, in saldo a 19,90 euro) e come tocco per elevare il tutto, maxi orecchini dorati che catturino lo sguardo (PARFOIS 9,90 euro).
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