“Traiettorie”: come sarà il mondo del futuro, spiegato in 6 puntate

Il passato si può leggere tra le pagine di un libro. Il presente si vive consapevolmente, minuto per minuto, in tempo reale. E il futuro? Riuscite a immaginare il mondo tra 30, o anche 50 anni?
Analisti ed esperti provano spesso a fare previsioni e a tracciare, anche attraverso modelli prospettici e statistiche, una linea che colleghi l’oggi al domani e oltre... Ma non sempre le risposte risultano chiare e le informazioni reperibili a tutti.
Ecco allora, per dare modo a chiunque di informarsi e sapere che cosa succederà nel mondo di domani, Sorgenia ha realizzato Traiettorie, un podcast in sei episodi, ognuno dedicato a un fenomeno diverso. Si parla anzitutto di transizione energetica; poi degli effetti delle nuove tecnologie sul modo di informarci e di gestire le relazioni con gli altri; dei grandi fenomeni sociali come l’atteggiamento nei confronti della disabilità o della lotta alla violenza di genere: tutti temi che Sorgenia ha approfondito nel tempo e che sono diventati tratti distintivi della sua identità.
L’obiettivo del progetto è aiutare quante più persone possibile a interpretare e a capire il presente per affrontare le sfide e i cambiamenti del futuro. Come? Facendo parlare voci autorevoli, che hanno messo a disposizione del progetto le proprie conoscenze, punto di vista ed esperienze personali.
Come Bebe Vio, dal 2017 testimonial di Sorgenia, che racconta la sua esperienza concreta di persona con disabilità e voglia di vivere.
Le altre voci sono quelle di Elisa Ercoli, presidente di Differenza Donna, che nella puntata dal titolo “Una questione di genere. Quanto durerà ancora la violenza contro le donne?” indaga le ragioni e le soluzioni necessarie a un fenomeno come la violenza di genere, contro il quale Sorgenia è attiva del 2018 con il progetto #sempre25novembre; poi Francesco Oggiano, incontrato al Digital Journalism Fest, che approfondisce un argomento come l’informazione in rete, che è per Sorgenia un fondamentale canale di comunicazione.
Nelle puntate dedicate all’energia, Alberto Bigi, Chief Innovation & Development Officer di Sorgenia, affronta il tema della transizione energetica provando a spiegare dove ci porterà l’energia di domani; nella seconda, Claudio Moscardini, Direttore Power Generation & Energy management di Sorgenia, si concentra invece sulle fonti e i consumi in un mondo a più velocità; mentre nella terza, Alessandro Bertoli, Direttore Area Mercato e ICT Sorgenia, affronta l’argomento partendo dalle sfide poste dell’intelligenza artificiale.
La conduzione dei sei episodi è stata affidata a una persona interna all’azienda, Miriam Frigerio, Head of Brand and Communication della società. I sei episodi sono disponibili su Youtube e su tutte le piattaforme di streaming audio.
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Energia, ambiente, tecnologia (e non solo): cosa succederà nel mondo di domani?

Una serie di cambiamenti è in atto. Riguardano ambiti molto diversi del vivere comune e toccano tutte e tutti. Dall’energia alla tecnologia, dall’ambiente alla socialità. Corrono così veloci che spesso è difficile coglierne le modificazioni. E ciò che a molti può sembrare essere un futuro ancora lontano, in realtà è già presente.
Per tracciare la via da seguire e poter guardare in avanti nel tempo con ottimismo, senza farsi trovare impreparati, arriva Traiettorie, il nuovo, l’ultimo progetto di Sorgenia. Si tratta di un podcast in sei episodi, ogni puntata dedicata a un fenomeno diverso.
Si parla anzitutto di transizione energetica; poi degli effetti delle nuove tecnologie sul modo di informarci e di gestire le relazioni con gli altri; dei grandi fenomeni sociali come l’atteggiamento nei confronti della disabilità o della lotta alla violenza di genere. Tutti temi che Sorgenia ha approfondito nel tempo e che sono diventati tratti distintivi della sua identità.
Conoscere per guardare al futuro con ottimismo
Transizione energetica: dove ci porterà l’energia di domani? E ancora, quanto durerà ancora la violenza contro le donne? Quali saranno le sfide dell’AI? Per ciascun ambito di indagine, oltre a restituire un quadro analitico della situazione nel presente, le diverse voci chiamate a raccolta per dare vita al progetto cercano di tracciare il percorso – la traiettoria appunto – da seguire per poter guardare al futuro con ottimismo.
L’idea è stata di affidare la conduzione dei sei episodi non a una voce esterna, ma a quella di una persona espressione di Sorgenia, Miriam Frigerio, Head of Brand and Communication della società.
Tra gli ospiti, invece, accanto ad alcuni esponenti di Sorgenia che hanno accettato di mettere a disposizione il proprio punto di vista e know how - in materia di impianti di generazione, energy management, gestione di tecnologie al servizio dei clienti che usano l’energia nella loro quotidianità -, non mancano gli ospiti esterni.
Gli ospiti esterni del podcast
Sono figure già note a Sorgenia, espressione di collaborazioni e impegni radicati. Tra loro, anzitutto Bebe Vio, dal 2017 testimonial dell’azienda, con la sua esperienza concreta di persona con disabilità e voglia di vivere. E poi, Elisa Ercoli, presidente di Differenza Donna, per indagare le ragioni e le soluzioni necessarie a un fenomeno come la violenza di genere, contro il quale Sorgenia è attiva del 2018 con il progetto #sempre25novembre; Francesco Oggiano, incontrato al Digital Journalism Fest, per approfondire un argomento come l’informazione in rete, che è per Sorgenia un fondamentale canale di comunicazione.
Si seguito i titoli in ordine di uscita:
- Transizione energetica: dove ci porterà l’energia di domani?
Alberto Bigi, Chief Innovation & Development Officer di Sorgenia - Sulle nostre spalle. Abilità, disabilità e persone nel mondo di domani
Bebe Vio Grandis, campionessa paralimpica di fioretto - Atlante dell’energia: fonti e consumi in un mondo a più velocità
Claudio Moscardini, Direttore Power Generation & Energy management di Sorgenia - Una questione di genere. Quanto durerà ancora la violenza contro le donne?
Elisa Ercoli, Presidente di Differenza Donna (gestore 1522, numero verde nazionale antiviolenza e antistalking) - Notizie o contenuti? Dove sta andando l’informazione
Francesco Oggiano, Digital Journalist - Le sfide dell’AI: energia intelligente tra bit ed elettroni
Alessandro Bertoli, Direttore Area Mercato e ICT Sorgenia
I sei episodi sono disponibili su Youtube e su tutte le piattaforme di streaming audio.
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Bella Freud e l'importanza delle parole su Fashion Neurosis

Era il 2017, la London Fashion Week rappresentava ancora il "place to be" per scoprire nuovi designer e la Somerset House il punto di incontro di tutti i fashionisti e le fashioniste che volevano farsi fotografare dagli streetstyler. Era l'epoca delle vere it-girls, le socialite inglesi e americane che riempivano i front row delle sfilate e che ad un certo punto indossavano tutte un maglione con una scritta grafica e dal significato misterioso: 1970.
Una data che in realtà non significa nulla, almeno nelle intenzioni della sua creatrice, la designer Bella Freud che, un giorno giocando con la sua fotocopiatrice, ha ingrandito una piccola scritta trasformandola nell'iconico logo, ma che con il suo potere grafico e evocativo è riuscita a trasformare un semplice maglione in un must-have.
Il celebre maglione 1970 disegnato da Bella Freud riproposto nella collezione SS25 - foto Charlotte Hadden
Non è un caso che per la designer inglese, nipote di Sigmund Freud (e figlia del pittore Lucian), le parole, le scritte e il linguaggio stesso abbiano un significato così forte e portino con loro messaggi che neanche riusciamo a comprendere inizialmente, ma che vengono svelati con il tempo tramite la connessione con le persone.
È con questo istinto verso la comunicazione che Freud decide di lanciare il suo podcast, Fashion Neurosis, dove invita i suoi ospiti a stendersi in un divano e iniziare a parlare di vestiti e ricordi in un setting e mood che rimanda a quello di una seduta dallo psicologo.
Un'idea apparentemente semplice che ha conquistato un pubblico vastissimo, sia grazie ai nomi degli intervistati (tra cui spiccano l'attrice Cate Blanchett, ma anche il designer Rick Owens e il nostro Stefano Pilati) che all'atmosfera intima che si crea e che porta chi ascolta a sentirsi parte della conversazione.
Bella Freud assieme al desiger Jonathan Anderson - Foto courtesy of Fashion Neurosis
Su Grazia siamo grandi fan del tuo podcast che sta avendo un successo internazionale. Ti aspettavi una reazione del genere? E perché pensi che le persone lo amino così tanto?
Quando ho avuto l'idea, avevo questa forte sensazione che alle persone sarebbe piaciuto parlare di sé stesse attraverso il tramite dei vestiti. Parlare di vestiti fa emergere ricordi, battute, momenti significativi che aprono la porta ad altre conversazioni, mentre mettere se stessi al centro a volte può essere imbarazzante.
Molti mi dicevano: «Nessuno capirà di cosa stai parlando, è un concetto troppo strano». Ma io sentivo che le persone avrebbero capito. Credo che, se parli con rispetto e in modo autentico, la gente lo apprezzi e lo percepisca. Quindi per rispondere alla tua domanda, no, non me lo immaginavo questo successo, ma è andata proprio come speravo.
Le persone ti lasciano tanti commenti?
Sì. Ed è davvero interessante per me vedere come reagiscano al podcast. È difficile da spiegare, ma credo che istintivamente sento che quello che penso, lo pensino anche gli altri e che riescano a ritrovarsi nelle conversazioni del podcast. In questo modo si crea un rapporto, una connessione con il pubblico.
Si sente molto questo legame tra te, i tuoi ospiti e i vestiti di cui parlate. Come scegli gli ospiti? Hai una lista o scegli sul momento?
Entrambe le cose. Ho una lista che ho creato sin dall’inizio, con persone con cui sogno di avere una conversazione. Alcune le conosco, altre no. Ma so che con loro la conversazione potrebbe prendere una direzione interessante.
E poi ci sono momenti in cui mi viene in mente qualcuno e penso: «Oh, sarebbe perfetto!». Quindi è una combinazione tra programmazione e spontaneità.
Kate Moss durante la registrazione della puntata di Fashion Neurosis - Foto courtesy of Fashion Neurosis
Parliamo della produzione di una puntata. Come si svolge una giornata di registrazione?
All'inizio, quando stavo cercando di capire come potesse essere Fashion Neurosis, pensavo più al formato video che al podcast. Circa tre anni fa volevo fare un talk show ispirato a quelli degli anni ’70 e ’80, che avevano un’atmosfera glamour, erano meno sceneggiati e più spontanei.
Ho studiato anche i video di Allen Ginsberg e dei poeti beat negli anni ‘60, perché, nonostante la loro fosse una performance, si percepiva una forte intimità. Inoltre, sapevo che se l’illuminazione non fosse stata ottima, non sarei riuscita a convincere personaggi come Rick Owens, o nessuno del mondo della moda e dello spettacolo, a partecipare.
Così, con il mio cameraman, abbiamo lavorato per ottenere una luce perfetta. Ho anche chiesto consigli al regista Andrew Dominik, che è un esperto nel campo. Per me era essenziale che gli ospiti apparissero al meglio, sia esteticamente che nella conversazione.
E si vede! I tuoi video sono bellissimi. Quando un ospite arriva, si sdraia sul divano e iniziate a parlare? Quanto dura una registrazione?
A volte iniziamo con una tazza di tè, altre volte partiamo subito. Io preparo sempre delle domande, ma se la conversazione prende una piega interessante, la seguo. Mi aiuto con una scaletta perché mi emoziono molto e mi agito facilmente.
Di solito cerco di registrare per il tempo previsto, anche se all’inizio andavo troppo oltre. Poi ho imparato a essere più disciplinata. Alcune persone parlano tanto, quindi la puntata diventa più lunga, altre meno e allora intervengo di più io. Ogni episodio prende la sua forma in modo naturale.
Hai una puntata preferita?
Ho fatto solo 18 episodi finora, e ognuno è speciale. I primi con Rick Owens e Zadie Smith sono stati molto significativi, perché hanno dato il tono al podcast.
Qual è la cosa più difficile per te?
La preparazione è la parte più stressante, voglio che tutto sia interessante, ben fatto e voglio che gli ospiti abbiano una bella esperienza. Come dicevo mi emoziono tantissimo prima di registrare, sono nervosa, ma è un buon segno: vuol dire che ci tengo, che sono viva. Una volta che iniziamo va tutto bene.
Sono una grande fan di Nick Cave, quindi devo chiederti della puntata di cui è protagonista. Hai qualche aneddoto sul suo episodio?
Conosco Nick da più di 30 anni, siamo amici di famiglia. Ma nel podcast abbiamo avuto una conversazione come mai prima. È stato un momento molto speciale e sincero, senza paletti o sovrastrutture.
Io creo i suoi abiti e mi sento come se mi stessi prendendo cura di lui in questo senso. Il fatto che lui mi abbia scelto per occuparmene è un grande onore. Però confesso che durante il podcast avevo voglia di chiedergli anche cose più leggere, come l'enneagramma (la classificazione delle nove personalità dette enneatipi - ndr) della sua personalità!
E Susie (Cave, designer e moglie di Nick Cave - ndr)? Sarà un'ospite anche lei prima o poi?
Sarebbe meraviglioso. Se solo riuscissi a convincerla, è una persona molto riservata.
Kate Moss durante lo show di Bella Freud nel 1993 e nel 1994 - Getty Images
L'episodio con Kate Moss è stato anche molto apprezzato, sia da chi fa parte del mondo della moda che non.
Kate è stata fondamentale per Fashion Neurosis. Quando stavo ancora sperimentando il format, le ho mostrato un video e lei, che odia essere filmata, mi ha detto: «Devo farlo». Io non avrei mai avuto il coraggio di chiederglielo. Per me è stato un segnale incredibile, mi ha dato grande fiducia. Così abbiamo girato un primo episodio con lei di prova, non avevo ancora tutto il setting che ho ora, ma era già bellissimo e poi è tornata a registrare l'episodio definitivo.
Kate, è una persona di un'intelligenza sopraffina. Riesce a captare cose prima degli altri, è estremamente sensibile ed è curiosa. Nota tutto, soprattutto le persone. Quando parla del lavoro di modella e di come il corpo sia un mezzo per trasferire al mondo le idee degli altri è un momento di grande profondità, espresso perfettamente. Sono stata felice di mostrare la sua parte interiore più nascosta che va di pari passo con il suo aspetto esteriore, il suo stile e il suo portamento.
È stato un momento importante perché in un certo senso ha chiuso un cerchio. Kate ha sfilato per me negli anni 90, all'epoca quando la sua agenzia mi ha chiamata per annunciarmi che era libera e avrebbe lavorato per me non riuscivo a crederci. Poter continuare a collaborare con lei anche su Fashion Neurosis è stato fantastico.
Hai vissuto a Roma per due anni e parli italiano. Stefano Pilati è già stato tuo ospite, ma ti piacerebbe avere un altro protagonista italiano?
Ho già qualcuno in mente, ma non voglio svelarlo! Amo il design e la creatività italiana, ho lavorato con modellisti e artigiani straordinari quando ero in Italia, mi hanno mostrato quante cose fosse possibile fare, mentre a Londra all'epoca a livello di produzione erano tutti più rigidi. È stato un privilegio imparare da loro.
La collezione SS25 di Bella Freud - Foto di Charlotte Hadden
I tuoi maglioni e le tue T-shirt hanno spesso parole e frasi stampate o ricamate. Perché pensi che sia importante?
Le parole possono trasmettere enormi emozioni in poche lettere. Da ragazzi, incidevamo testi e titoli di canzoni sui banchi di scuola perché ognuna di quelle frasi portava con sé un significato più ampio, tanti messaggi diversi. Io nel mio avevo inciso "Get Up, Stand Up", la canzone di Bob Marley e mi ero sentita così rivoluzionaria. Il linguaggio è lo strumento più potente che abbiamo. Dicono che l'amore sia la cosa più importante nel mondo, ma senza parole per esprimerlo è come se non ci fosse. Credo molto nell'idea di linguaggio come mezzo per unire le persone piuttosto che dividerle.
Mi interessa il modo in cui una parola può cambiare tutto, e come indossarla senza risultare moralisti.
Sei una star dei Podcast, su Instagram e TikTok. Quale piattaforma preferisci?
In realtà credo sia importante disconnettersi, leggere un libro, coltivare la propria interiorità. I social come Instagram sono utili, ma non voglio diventarne dipendente. Leggo i commenti, ma cerco di non farne un’ossessione. Anche perché se non mi occupo della mia parte offline poi rischio di non avere nulla di cui parlare.
Il tuo podcast è più lungo rispetto ai contenuti mordi e fuggi dei social. Forse è proprio questo il suo punto di forza.
Esatto, voglio creare conversazioni profonde, non solo contenuti veloci da scorrere.
Parliamo di moda. Il settore è in difficoltà: continui cambi di direttori creativi, prezzi in aumento… Quali sono stati i momenti migliori e peggiori della tua carriera da designer?
La moda è sempre stata complicata, ma ora è un momento di grande incertezza. Non è più chiaro quali siano gli obiettivi di un brand, soprattutto quelli dei grandi colossi. Io ho un marchio piccolo e questo mi permette di essere agile, senza infrastrutture e di gestire tutto senza troppe pressioni. Cerco di occuparmi solo delle cose che sono brava a fare.
Parlare e confrontarsi con gli altri designer su Fashion Neurosis è molto bello. Sento che c'è molta empatia, anche se ora si fa un gran parlare di gossip e scoop, penso che si stia creando una rete di sostegno.
La cosa più bella di questo lavoro per me è ancora incontrare qualcuno per strada che indossa i miei vestiti, senza che io l’abbia influenzato. È una sensazione incredibile. Anche vestire attori, cantanti, persone famose che scelgono un mio capo pur avendo tutte le possibilità del mondo, mi sorprende sempre, ma c'è qualcosa di speciale negli sconosciuti che hanno deciso di investire e spendere dei soldi in una tua creazione.
Ammiri qualche designer in particolare al momento?
Amo tutto quello che fa Pieter Muliers, il designer di Alaïa, Stefano Pilati è un uomo e un artista meraviglioso, le sue creazioni mi tolgono il fiato, Phoebe Philo, Haider Ackermann, Alessandro Michele. E adoro le scarpe di Christian Louboutin.
Hai un sogno per il futuro? Qualcosa che vorresti fare?
Devo dire che questo preciso momento della mia vita è davvero uno dei più felici perché sto facendo tante cose che trovo estremamente liberatorie anche se sono complesse. Occuparmene mi porta ad avere idee su nuovi progetti come scrivere, o girare cortometraggi, ma che hanno sempre a che fare con la moda . Quindi non ho una risposta precisa su quello che farò, ma sento che quello che sto facendo ora mi spingerà verso la prossima avventura.
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"1984" diventa una serie (audio): ecco perché ascoltarla

A 40 anni dalla distopia immaginata da George Orwell (e a 75 dall'uscita dell'omonimo romanzo) arriva su Audible.it 1984. Una serie originale Audible tratta dall’opera di George Orwell, un adattamento scritto per l’audio di uno dei romanzi più rappresentativi del XX secolo, interpretato dalle voci di Eduardo Scarpetta (Winston), Rosa Diletta Rossi (Julia), Adriano Giannini (O'Brien) e Stefano Nazzi (Grande Fratello), a partire dal 18 Novembre.
La serie originale italiana si inserisce nel più ampio progetto europeo di Audible di adattare un classico della letteratura mondiale all’audio e segue il successo della versione inglese, che ha visto il coinvolgimento di attori di primo livello come Andrew Garfield (Winston), Cynthia Erivo (Julia), Andrew Scott (O'Brien) e Tom Hardy (Big Brother).
L’adattamento per l’audio è opera dello scrittore candidato all’Oliver Award Joe White, che, pur restando fedele all’opera di Orwell, approfondisce l’orrore dell’ambientazione distopica e la storia d’amore tra Winston e Julia.
In un mondo in cui sesso e amore sono proibiti, Winston e Julia sono gli ultimi amanti sulla Terra.
Eduardo Scarpetta ha dichiarato: "Interpretare Winston in questo adattamento audio di 1984 è stata un'esperienza profondamente trasformativa. Orwell ci ha regalato un personaggio simbolo, che dalla sua creazione ha rappresentato la lotta contro la repressione e la ricerca della verità. Rendere la vulnerabilità, la solitudine e la determinazione di un uomo intrappolato in un regime totalitario solo con la voce è stata per me una interessante e significativa sfida.”
Al suo commento si aggiunge quello di Rosa Diletta Rossi, di cui più in basso trovate anche una video intervista: “Julia è una donna forte e ribelle ma anche profondamente vulnerabile, che rappresenta la lotta per la libertà individuale in un contesto oppressivo. La sua relazione con Winston è un atto di ribellione, un modo per affermare la propria umanità in un mondo che cerca di soffocarla. In questo nuovo adattamento ho cercato di trasmettere la sua passione, la sua audacia e anche le sue paure. È stato un onore dare voce a un personaggio così potente e attuale."
Per condurre gli ascoltatori nel mondo distopico di 1984, Matthew Bellamy, cantautore, chitarrista e frontman dei Muse, e il pluripremiato compositore Ilan Eshkeri hanno creato la colonna sonora originale.
“La musica che abbiamo realizzato per questo progetto è più di una colonna sonora; è un'eco ossessionante di un futuro di cui Orwell ci aveva avvertito e lo specchio di tendenze sociali più che mai attuali. È una struggente testimonianza musicale del potere duraturo dell'arte di rappresentare e sfidare il mondo in cui viviamo”, hanno commentato i due.
La colonna sonora è stata eseguita dalla London Metropolitan Orchestra negli studi di Abbey Road.
La produzione è accompagnata da un tappeto sonoro inquietante e coinvolgente ed è prodotta, per la prima volta nel catalogo italiano, in Dolby Atmos.
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"Storie che non esistono": il podcast di Pisa 1940 che riscrive il ruolo delle donne nella storia

Dal 10 ottobre è disponibile il podcast che racconta le storie di sei donne incredibili
Pisa 1940 è orgogliosa di annunciare l’uscita del nuovo podcast "Storie che non esistono", ideato e scritto da Antonio Losito. Disponibile a partire dal 10 ottobre su Spotify e su altre piattaforme digitali, il podcast porta alla luce storie di donne straordinarie, spesso dimenticate dalla storia ufficiale. Con uno stile dissacrante e graffiante, Losito intreccia i percorsi di sei donne del passato e sei del presente, creando un dialogo ideale che esplora il loro impatto sulla società contemporanea.
Antonio Losito descrive il suo progetto come un atto di ribellione contro l’oblio. "Sono storie che non hanno commosso il web perché hanno subito la lupara bianca della storia. Donne che dovrebbero essere come Taylor Swift, famose e seguite da milioni, ma che non hanno avuto l’opportunità di diventare nostre eroine", afferma l’autore.
Le protagoniste del podcast sono raccontate dal loro angolo di "trasgressiva imperfezione", in un viaggio che celebra non solo il loro talento, ma anche il coraggio con cui hanno sfidato le convenzioni del loro tempo.
Il podcast segna una novità per Pisa 1940, storico retailer di alta orologeria e gioielleria, che ha scelto di abbracciare un formato narrativo contemporaneo per esprimere i propri valori e il proprio impegno nel sostenere la parità di genere, un impegno fondamentale oggi. Con il lancio di "Storie che non esistono", Pisa 1940 conferma il suo ruolo di promotore culturale, utilizzando i nuovi canali digitali per raggiungere un pubblico sempre più ampio e diversificato.
Ascolta subito le "Storie che non esistono"!
"Storie che non esistono": un viaggio tra passato e presente
Il podcast si sviluppa in sei episodi, ognuno dei quali si concentra su due figure femminili: una del passato e una del presente. Ecco il calendario delle uscite:
10 ottobre 2024:
- Ljudmila Pavličenko, la cecchina che leggeva Tolstoj e sparava a Hitler
- Hatshepsut, la faraona cancellata dalla storia.
17 ottobre 2024
- Le Figlie del Coro, le musiciste che ci hanno dato un assaggio del Paradiso
- Nzinga Mbande, la regina africana che ha preso a schiaffi il colonialismo
24 ottobre 2024
- Teodora, l’imperatrice bizantina che ha riscritto l’etica del suo tempo
- Victoria Woodhull, la politica che voleva fare il '68 nel 1800
Queste donne, per troppo tempo dimenticate o ignorate, tornano alla ribalta grazie alla narrazione coinvolgente di Antonio Losito, offrendo ispirazione a chi oggi sceglie di prendere in mano il proprio destino con forza e determinazione.
Con "Storie che non esistono", Pisa 1940 non solo racconta il passato, ma partecipa attivamente al cambiamento del presente, portando alla luce voci inascoltate che meritano di essere riconosciute e celebrate. Non resta che sintonizzarsi e lasciarsi ispirare da queste storie di coraggio, talento e ribellione.
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Che ne dite di far parte di un club dell'(audio)libro con Giulia Valentina?
La passione per la lettura di Giulia Valentina è ben nota da chi la segue sui social.
Ma ora i suoi consigli di lettura, e i suoi commenti sempre divertenti, taglienti e informativi, debuttano anche in un nuovo formato: arriva in esclusiva su Storytel Italia Long Story Short – L’audiobook club di Giulia Valentina.
Sei puntate, in uscita una al mese, da mercoledì 17 aprile a settembre 2024, per sei audiolibri del catalogo Storytel che ha amato e di cui racconta temi, riflessioni e pensieri nati durante l’ascolto.
Il podcast è pensato per due tipi di persone: chi ha già letto o ascoltato il titolo e ha ancora voglia di parlarne, e per chi vuole farsi incuriosire e trascinare in una nuova storia.
Insieme a lei, voce narrante principale, contributi di amici ed esperti, tips e approfondimenti, che arricchiranno l’esperienza delle puntate per un racconto a tutto tondo e a tutto “ascolto” dei titoli, come solo un audiobook club può offrire.
Di cosa parla il nuovo podcast sui libri di Giulia Valentina
(Continua sotto la foto)
Come cambia l’amicizia tra due donne quando i percorsi che una volta sembravano comuni iniziano a prendere strade diverse? Quanto è difficile scindere ciò che vogliamo, ciò che desideriamo davvero da ciò che a volte la società sembra imporci?
Di questo e altro si parlerà nella prima puntata: si parte mercoledì 17 aprile con La figlia unica di Guadalupe Nettel, letto da Elena Radonicich (Emons Audiolibri). Insieme a Giulia i commenti di Valeria Locati, @Una psicologa in città, e dell’ornitologa Benedetta Catitti.
E ancora, dal 15 maggio la seconda puntata vedrà protagonista l’audiolibro L'avversario di Emmanuel Carrère, letto da Graziano Piazza (Storyside): la storia vera di Jean-Claude Romand, il protagonista di uno dei più celebri casi di cronaca nera francese, l’affaire Romand. Il dramma di un uomo che per una vita intera non ha fatto altro che mentire: ai suoi genitori, a sua moglie, ai suoi figli, ai suoi amici, alla sua amante, e forse persino a se stesso. Fino a che punto siamo disposti a mentire per costruirci un’identità diversa, parallela, a volte persino opposta alla realtà? Con Elisa De Marco, alias Elisa True Crime, e con la psicologa forense Lorita Tinelli, fondatrice del CeSap, Centro Studi sugli Abusi Psicologici.
Infine un’anticipazione per la puntata di giugno: si parlerà di I miei stupidi intenti di Bernardo Zannoni, letto da Giuseppe Cederna (Sellerio).
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Meghan Markle lancia un nuovo podcast "stimolante e molto divertente", dice lei

Meghan Markle ha lanciato un nuovo podcast, solo pochi mesi dopo che lei e il marito, il principe Harry, hanno terminato il loro accordo con Spotify.
**Spotify non ha rinnovato il podcast di Meghan Markle**
A confermare la notizia è la stessa duchessa del Sussex, che ha annunciato la sua nuova partnership con Lemonada Media, una società audio americana fondata per la prima volta nel 2019 da Jessica Cordova Kramer e Stephanie Wittels Wachs.
«Sono orgogliosa di poter ora condividere che mi unisco al brillante team di Lemonada per continuare il mio amore per il podcasting», ha detto Meghan in una dichiarazione ottenuta da Deadline.
«Essere in grado di supportare un'azienda fondata da donne con una serie di podcast stimolanti e altamente divertenti è un modo fantastico per dare il via al 2024».
Di cosa parlerà il nuovo podcast di Meghan Markle
Al momento non ci sono molte informazioni riguardanti il podcast della duchessa e i temi che verranno trattati nei nuovi episodi. Anche se siamo certe potremmo sentire i primi episodi già nei prossimi mesi.
Il progetto con Lemonada non prevede solo nuove registrazioni, ma anche la trasmissione di tutti e 12 gli episodi del precedente podcast di Meghan Markle, Archetypes, che ha ospitato celebrità come Trevor Noah, Mariah Carey, Mindy Kaling e Serena Williams.
**Meghan Markle sta pianificando il suo ritorno a Hollywood, ma non come attrice**
La direttrice creativa e co-fondatrice di Lemonada Media, Stephanie Wittels Wachs, ha affermato di aver già iniziato a lavorare con Meghan: «Quando abbiamo iniziato lo sviluppo del nuovo podcast con la duchessa di Sussex, siamo rimasti stupefatti dal suo spirito collaborativo e dalla sua visione chiara, insieme al suo profondo desiderio di costruire compassione e comunità attraverso questo lavoro».
«Il team di Lemonada ha sentito un'immediata affinità con Meghan Markle e il team di Archewell Productions e siamo lieti di lavorare insieme».
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Alessia Lanza torna con le sue "Mille pare" e tanti ospiti celebri

Alessia Lanza torna nelle nostre cuffie con la seconda stagione di Mille Pare (prodotto da OnePodcast), un podcast sulle ansie e sulle fragilità tipiche del nostro tempo, che accumunano (soprattutto) le nuove generazioni, come l’ansia sociale e la paura del futuro, dove la condivisione diventa la chiave per affrontarle e superarle insieme.
Una missione (verrebbe da chiamarla) nata sui suoi social e diventata un podcast di successo.
Nella prima stagione Alessia ha condiviso le sue “pare” e di riflesso quelle della sua generazione, cercando di dare supporto ai ragazzi della sua età attraverso i consigli della terapeuta Samantha Vitali.
In ogni puntata si è soffermata su “la para del giorno” affrontando temi che vanno dal rapporto con i social network - come non rischiare di diventarne dipendenti e come difendersi dagli haters - allo sdoganare il bisogno dello psicologo e della terapia, dall’uso dei filtri e delle app di fotoritocco sui social ai campanelli d’allarme per riconoscere una dipendenza affettiva, condividendo la sua personale esperienza.
È uscita la seconda stagione di Mille Pare, il podcast di Alessia Lanza
Novità della seconda stagione invece sono i tanti ospiti dal mondo dei social e dello spettacolo, simboli della Gen Z, che condividono con Alessia le loro “pare” cercando, con le loro testimonianze, di dare prospettive diverse per combattere quelle problematiche che colpiscono la maggior parte dei giovani e cercare di aiutarli a sentirsi meno solo e incompresi.
In ogni episodio un ospite diverso condivide pensieri ed emozioni contrastanti che ha provato nel corso della vita, cercando in questo modo di offrire una nuova prospettiva per combattere quelle stesse problematiche che colpiscono la maggioranza dei giovani e aiutarli a sentirsi meno soli e incompresi, perché, come spiega Alessia "in un mondo in cui tutti pensano di farcela da soli, io credo nel potere della condivisione”.
Tra gli altri ci sono Valentina Ferragni, Alfa, Martina Strazzer, Emily Pallini, Young Miless, Valentina Cabassi, Sofia Crisafulli.
«Quando ho iniziato a condividere con chi mi segue i miei dubbi e le mie fragilità, ho scoperto quanto sia liberatorio parlarne – racconta Alessia Lanza - “Mille pare” è nato per questo, per essere il mio posto sicuro dove normalizzare e farmi forza delle mie debolezze. Così ho pensato: se è stato così liberatorio per me, perché non aprire le porte di mille pare anche ad altre persone?».
Trovate Mille Pare sull’app OnePodcast, su tutte le principali piattaforme di streaming audio (Apple Podcast, Amazon Music, Google Podcast) e su Spotify qui.
Nel frattempo, ne abbiamo approfittato per chiederle qualche consiglio su come affrontare le "mille pare" del Natale, dei pranzi coi parenti, delle domande scomode e delle abbuffate.
Ecco cosa ci ha risposto.
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6 podcast self-help da ascoltare per vivere meglio e più felici

Dai podcast di mindfulness a quelli che aiutano a rilassarsi e a dormire meglio.
Da quelli per imparare a gestire l’ansia e lo stress per ritrovare la serenità e la gioia nelle piccole cose di tutti i giorni, ai podcast che insegnano, episodio dopo episodio, come costruire relazioni positive con gli altri, o sviluppare le proprie potenzialità per diventare più produttivi e crescere a livello professionale.
** Qui tutti i nostri consigli per vivere meglio, più felici e più a lungo **
I podcast psicologici, o motivazionali, sono un ottimo spunto per iniziare a riflettere su se stessi e sulle proprie potenzialità più o meno inespresse.
Ce n'è per ogni bisogno: vi presentiamo i migliori (secondo noi).
6 podcast psicologici e motivazionali per vivere meglio
(Continua sotto la foto)
Podcast motivazionali per la crescita personale
Motivazione e crescita personale
A circa tre anni dall’uscita del primo episodio, nel novembre 2021, Edoardo Braccini, autore del podcast Motivazione e crescita personale fornisce a chi lo ascolta consigli utili per affrontare con grinta e coraggio, senza paura, le piccole sfide di tutti i giorni.
Sono pillole motivazionali della durata di pochi minuti; in ciascun episodio l'autore affronta un tema con tono amichevole, in maniera semplice ma non semplicistica, cercando di andare dritto al nodo della questione, senza troppi preamboli. Fa da sfondo al messaggio positivo di ogni puntata, una musica scelta appositamente per aggiungere un guizzo in più di carica ed energia.
Nella sinossi del primo episodio (del 2021) è contenuta la premessa di tutte le puntate a seguire: “Non potrai mai crescere e migliorare se non sei disposto a sbagliare. Non potrai mai essere libero se non sei disposto ad essere giudicato. Non potrai mai farcela se non sei disposto a metterti alla prova. Non potrai mai scoprire il tuo vero potenziale se non hai il coraggio di vivere veramente…”.
Lo si trova su Apple Podcast, Spotify e Audible.
Podcast di meditazione per migliorare la qualità della propria vita
Benessere H24. Ambienti e Situazioni
Un percorso di meditazione in formato podcast, focalizzato su quattro temi che connotano la quotidianità di ciascun individuo: casa, lavoro, viaggi e natura.
In 21 tracce, da 20 minuti l’una, la voce di Daniel Lumera (biologo naturalista, docente nell'area delle scienze del benessere e della meditazione), accompagnata dal suono del pianoforte di Emiliano Toso (PhD, musicista compositore e biologo cellulare), guida l’ascoltatore nell’apprendimento e quindi nell’applicazione di tecniche di respirazione e benessere, di rilassamento e consapevolezza. Obiettivo: tirare fuori il meglio da ogni situazione di vita personale e professionale.
La sezione dedicata alla casa si concentra sulle tecniche di meditazione e riattivazione dell’energia vitale. Ma anche sul rilassamento, la ricapitolazione, l’integrazione dei vissuti quotidiani e le pratiche per favorire un buon riposo e un sonno rigeneratore.
Quella dedicata al lavoro stimola i processi mentali e intuitivi, migliorando la qualità del tempo e delle relazioni. L'autore ricorre a tecniche di centratura, lucidità, chiarezza e rigenerazione mentale adatte anche alle brevi pause lavorative.
La sezione dedicata al viaggio è improntata a rendere ogni spostamento un’esperienza di consapevolezza e di ispirazione, al fine di aumentare il proprio benessere psicofisico.
Quella dedicata alla natura, invece, è ideata per trasformare i momenti all’aria aperta in percorsi di salute ad alto impatto sulla qualità della vita. Anche qui Lumera utilizza tecniche di meditazione, anche dinamiche, associate al contatto con l’ambiente.
“Benessere H24”, quindi, è un viaggio a tappe che, episodio dopo episodio, porta più lucidità, equilibrio, energia vitale nell'ascoltatore. Una sorta di kit di strumenti che stimolano le abilità cognitive e l’intelligenza emotiva dell'individuo, che si riscoprirà più centrato nel presente, ispirato, capace di ascoltare e di ascoltarsi. Contenuto in esclusiva su Audible.
Podcast per chi vuole migliorar(si) sul lavoro
My Turn
My Turn è un podcast che punta a dare un sostegno a tutte le persone che stanno per fare il loro ingresso nel mondo del lavoro.
Come si scrivono un CV e una cover letter? Come si costruisce un networking? E ancora, come si cerca un’occupazione? E in tema di public speaking e negoziazione, che cosa ha senso dire?
Di questi e altri temi, la giornalista Francesca Milano parla e discute in sei episodi con vari studenti e studentesse del Politecnico di Milano. E non saranno le solite raccomandazioni: obiettivo della serie è analizzare, con un approccio fresco, quegli aspetti, in genere poco trattati, che oggi fanno davvero la differenza. Tra gli altri, per esempio, il personal branding e l’utilizzo strategico dei social network.
A dare utili e pratici consigli sono anche esperti ed esperte che, di volta in volta, dialogano con i ragazzi e le ragazze del politecnico.
“MY TURN” è una serie di Chora Media in collaborazione con il Career Service del Politecnico di Milano.
Podcast per la crescita personale
Le parole ribelli
Dopo le fortunate Le parole giuste e Le parole magiche, lo scrittore, consulente e imprenditore bresciano Paolo Borzacchiello, considerato uno dei massimi esperti di intelligenza linguistica, firma e legge una nuova serie dedicata alla magia del linguaggio.
Ne Le parole ribelli, l’autore prende in esame parole di uso comune e ne trasforma il significato, facendole diventare uno strumento prezioso per la crescita personale e professionale di ciascun individuo. Lo fa anche ribaltando in maniera curiosa e a tratti inedita il significato di alcuni proverbi e modi di dire che nella loro interpretazione classica possono costituire un ostacolo alla piena realizzazione di sé.
Infine, l'autore spiega a chi lo ascolta come gestire, con le parole giuste, le diverse personalità che a tutti capita di incontrare quotidianamente, sia dal vivo sia sui social. Contenuto in esclusiva su Audible.
Dear Alice
Condotto da Alice Bush, ex ingegnere, definita ingegnere della felicità, e life coach, Dear Alice è un podcast sulla crescita personale.
L’autrice e lettrice in ogni puntata (in uscita ogni martedì e venerdì alle 7AM) risponde alle domande della sua ampia e variegata community offrendo spunti di riflessioni e condividendo esperienze di vita reale.
Dear Alice parla di chi ha la voglia di mettersi in gioco per migliorare la sua vita, un giorno alla volta. Tra le tante questioni a cui Bush ha già risposto negli episodi precedenti (tutti disponibili online), alla puntata intitolata: “Cinque convinzioni che uccidono la crescita professionale”, analizza e smentisce alcuni falsi miti della serie: Se vuoi puoi; Al cuor non si comanda; I soldi non fanno la felicità, etc.
O ancora, nel recente “Come migliorare la relazione di coppia per creare un progetto di vita insieme?” svela quali sono i tre ingredienti fondamentali per una relazioni di coppia che funziona.
Mentre in un’altra puntata dal titolo “Essere sicuri di sé e umili allo stesso tempo: è possibile?” spiega che la vera umiltà deriva dalla sicurezza e quindi dimostra che coniugare i due aspetti apparentemente disgiunti è fondamentale per crescere in tutti gli ambiti della propria vita.
Disponibile su Spotify.
Podcast per vivere meglio e in modo più sostenibile
Vivere Naturale
Basta uscire dai classici schemi imposti dalla quotidianità, dall’abitudine e dalla ripetizione per scoprire che esistono molti modi diversi e alternativi di vivere la vita di tutti i giorni.
Attraverso un podcast in 10 episodi, da 45 minuti l’uno, Giacomo Astrua (dietista e nutrizionista esperto di alimentazione e performance) e Daniele Vecchioni (esperto di corsa e movimento e fondatore del metodo “Correre Naturale”), analizzano lo stile di vita odierno, raccontando come esso sia spesso dannoso per la salute e il benessere. E, partendo dalle cattive abitudini propongono una via recuperare quelle sane e più naturali.
Per farlo non servono formule magiche o scelte estreme: basta solo seguire il proprio corpo e la propria natura. In ogni puntata i due esperti si confrontano in tono amichevole e “goliardico”, discutono e provano a dare soluzioni concrete per migliorare sin da subito la qualità della propria vita.
Provando anche a dare risposte semplici a questioni annose, che da sempre mettono “in crisi” i più. Tra queste: “La pasta fa ingrassare e correre fa male alle ginocchia: miti da sfatare”.
E ancora, al centro della puntata intitolata “L’alimentazione naturale”, tra le tante diete - chetogenica, vegana, del capello (e si potrebbe continuare a lungo) - esiste quella perfetta?
Contenuto in esclusiva su Audible.
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Spotify per Podcaster: tips, tricks (e strumenti) per registrare un podcast

Spotify da sempre aiuta i creator dando loro gli strumenti migliori con cui raccontare le loro storie e far crescere il loro pubblico, ma fino a ora sono stati suddivisi su più piattaforme separate, tra cui Anchor e Spotify per Podcaster.
Per i creator che sognano un modo semplice per sfruttare tutto ciò che Spotify ha da offrire, invece, ora c'è una nuova soluzione: Spotify per Podcaster.
Un'esperienza notevolmente più semplice per i podcaster già su Spotify e una nuova opportunità per tutti gli aspiranti creator di trovare la loro strada e il successo, indipendentemente da come scelgano di gestire il proprio podcast.
Tutti gli utenti di Spotify for Podcaster, infatti, anche quelli che non pubblicano i loro contenuti su Spotify, troveranno l'accesso alle funzionalità di Q&A e Poll nelle loro dashboard e in futuro saranno sempre di più le funzioni (anche) per gli utenti non ospitati.
Quali vantaggi per il vostro podcast
(Continua sotto la foto)
Come funziona Spotify per Podcaster
Tutti i creator che si registrano o accedono a Spotify per Podcaster troveranno una dashboard con tutto ciò di cui hanno bisogno per creare, gestire e far salire di livello il loro prodotto.
Tra le altre cose:
La possibilità di caricare e pubblicare episodi (per gli utenti che ospitano il proprio programma con Spotify per Podcaster); funzionalità interattive come domande e risposte e sondaggi; analisi avanzate per monitorare la crescita di un podcast, inclusi numeri di streaming e dati demografici del pubblico.
Inoltre, Spotify per Podcaster offre hosting gratuito. E gli utenti il cui podcast è ospitato su Spotify per Podcaster hanno anche accesso a strumenti di registrazione e modifica, caricamento di video e funzioni di monetizzazione.
E, ancora: le Anteprime consentono agli ascoltatori di provare i podcast direttamente nel loro feed Home, mentre ai creator verrà data la possibilità di aggiungere i capitoli dei loro episodi e di includerli nelle descrizioni, in modo da permettere agli ascoltatori di sfogliare un episodio per argomento o sezione.
Inoltre i creator possono richiedere di partecipare a Spotify Labs, una serie globale di workshop che offriranno l'opportunità di creare negli studi di produzione Spotify, di imparare dagli esperti Spotify e di connettersi con altri podcaster e artisti.
Infine, sta nascendo un nuovo spazio per i contenuti di podcast educativi, con suggerimenti per la crescita, guide pratiche complete, consigli di altri creatori e altro ancora.
Per ulteriori info le trovate qui.
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