«Nessuno può farti sentire inferiore (neanche Trump)»: l'editoriale di Silvia Grilli
Dopo aver insultato Giorgia Meloni, Donald Trump continua a esercitarsi nelle offese alle donne. L’ultima vittima è una sua ossessione ricorrente, la corrispondente capo da Washington per la rete CNN: Kaitlan Collins. AL TYCOON LE DONNE DI POTERE NON PIACCIONO E DISTRIBUISCE GENEROSAMENTE INSULTI ALLE REPORTER. Una l’ha chiamata «maialina», a un’altra ha detto che è «brutta dentro e fuori», a un’altra ancora che sarebbe «incapace di superare un test cognitivo», e via così.
Durante la cena dei corrispondenti della Casa Bianca, il 24 luglio, il presidente si è scagliato di nuovo contro Collins, proprio mentre lei vinceva un premio per un reportage sull’incontro tra lui e Volodymyr Zelensky. Trump l’ha accusata di essere una bugiarda in un network di bugiardi. Ha ripetuto ancora una volta che, pur essendo attraente, la giornalista non sorride mai (secondo lui è un peccato mortale per una bella donna). Infine ha aggiunto che sembra l’attrice transgender e star di TikTok Dylan Mulvaney (un’altra vittima di attacchi feroci da parte dei repubblicani per la sua transizione di genere).
PERSONALMENTE CONSIDEREREI IL PARAGONE UN COMPLIMENTO PERCHÉ MULVANEY È INTELLIGENTE E BELLA. MA PER TRUMP, CHE GIUDICA LE PERSONE TRANS LA ROVINA DELL’UMANITÀ, È INVECE IL MASSIMO DELLO SPREGIO. Come uno stalker qualsiasi, dopo qualche ora ha postato sui social un fotomontaggio con la faccia della giornalista sul corpo dell’attrice transgender, con l’intento di aizzare truppe di odiatori online. C’è riuscito purtroppo, ma contemporaneamente è cresciuto anche il sostegno per la giornalista e l’attrice.
Collins ha risposto all’attacco con una citazione: «Nessuno può farti sentire inferiore senza il tuo consenso», intendendo che il nostro valore non dipende dal giudizio altrui. Un insulto resta solo rumore se non gli diamo peso; giustificarsi significherebbe accettare che l’altro abbia il diritto di giudicarci. Quel diritto lei non gliel’ha concesso.
QUANDO IL PATRIARCATO NON RIESCE A COMPETERE CON IL MERITO FEMMINILE, LO AGGIRA COLPENDO LA PERSONA. QUANDO VOGLIONO DISTRUGGERE UNA DONNA DI POTERE, I NARCISISTI MANIPOLATORI SPOSTANO L’ATTENZIONE SUL CORPO, SUL SORRISO, SUL CARATTERE. Il copione è sempre lo stesso, lo vediamo ogni giorno nella vita reale e sui social. Una donna lavora, dimostra competenza, vince. Quando i risultati e il merito professionale non possono essere messi in discussione, allora l’attacco si sposta sulla sfera privata, caratteriale o emotiva. È successo a Meloni, ridotta a cacciatrice di selfie; succede a Collins e a tutte le altre: sei una maialina, sei brutta, sei pezzente, sembri una trans. Bisogna avere una straordinaria autostima per superare attacchi così, sferrati da un uomo come Trump, che detiene il massimo potere. La maggioranza di noi non ce l’ha. In molte siamo imprigionate in relazioni di dipendenza affettiva, economica e gerarchica dove i manipolatori fanno “gaslighting”, cioè ci convincono che la colpa sia nostra, che le nostre azioni siano il problema. CI SVALUTANO E CI INDEBOLISCONO A TAL PUNTO CON CONTINUE CRITICHE DA FARCI CREDERE DI NON VALERE NULLA. L’UNICO MODO PER SALVARSI È SMETTERE DI CERCARE LA LORO APPROVAZIONE E CHIEDERE AIUTO PER ALLONTANARSI. LIBERARSI DAI NARCISISTI MALIGNI È UN PROCESSO LUNGO E DIFFICILE CHE RICHIEDE TEMPO E SOSTEGNO ESTERNO.
Godiamoci però la risposta impeccabile dell’attrice transgender: «Il presidente degli Stati Uniti mi ha nominata quattro volte qualche sera fa. Grazie, presidente, per avermi fatto capire di essere più potente di quello che credevo».
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