Diteci quale posto scegliete sui mezzi pubblici e vi diremo chi siete: ecco cosa rivela questa scelta, che potrebbe sembrare banale, sul vostro carattere
Salite su un autobus quasi vuoto, dove vi sedete: davanti, in mezzo o in fondo? Secondo alcuni psicologi non è affatto una scelta casuale, ma una piccola radiografia del carattere.
Un ricercatore dell’Università di Salford, nel Regno Unito, ha passato mesi sulla linea Bolton-Manchester osservando proprio questo: dove si siedono le persone quando possono scegliere liberamente. Dallo studio sono emersi schemi così chiari che, da anni, giornali e siti di mezzo mondo li citano per spiegare come la scelta del posto sui mezzi pubblici racconti molto della personalità.
Lo studio che ha osservato i posti sull’autobus
Il protagonista di questa ricerca è lo psicologo Tom Fawcett, che ha analizzato il comportamento di centinaia di passeggeri su autobus (anche a due piani) tra Bolton e Manchester. Si è concentrato sui momenti in cui il mezzo non era affollato, quindi quando ognuno poteva davvero “seguire l’istinto” e sistemarsi dove preferiva.
Secondo gli studiosi di psicologia ambientale, lo spazio che occupiamo in luoghi condivisi riflette bisogni profondi: controllo, protezione, socialità, indipendenza. Nel caso dell’autobus, Fawcett ha individuato tre grandi zone simboliche - davanti, centro e fondo - più un quarto gruppo trasversale, i “camaleonti”, quelli che cambiano posto ogni volta.
Davanti, in mezzo o in fondo: i profili da autobus
Chi tende a sedersi davanti, vicino al parabrezza o al conducente, rientra spesso nel profilo dell’ottimista curioso. Ama vedere il percorso, letteralmente “guardare avanti”, ed è più incline a fidarsi degli altri. Non stupisce che siano i bambini, passeggeri pieni di aspettative, a contendersi quei sedili: grandi finestrini, visuale totale, la sensazione di partecipare alla guida. Anche gli adulti che preferiscono la parte frontale, però, di solito sono disponibili al contatto e meno sulla difensiva.
La fascia centrale attira chi desidera autonomia e discrezione. Voi che vi accomodate lì di solito aprite un libro, indossate le cuffie, vi create una piccola bolla privata. Non volete per forza “nascondervi”, ma preferite non essere né troppo esposte, né sotto l’occhio costante dell’autista. Gli psicologi descrivono questo gruppo come indipendente, autosufficiente, spesso più introverso, ma non necessariamente timido.
In fondo al bus, invece, si concentra l’anima ribelle. Quella parte del mezzo piace a chi apprezza la libertà di muoversi, parlare, ridere senza sentirsi osservato dall’autorità davanti. Lo studio e diverse osservazioni successive mostrano che a scegliere il fondo sono soprattutto adolescenti e giovani, con un forte bisogno di affermare la propria identità e di controllare l’ambiente da lontano. Sedersi dietro significa anche avere tutti nel proprio campo visivo: è la posizione dell’osservatore critico, del “vi guardo da qui e decido io quanto coinvolgermi”.
Poi ci sono i camaleonti: oggi davanti, domani in mezzo, dopodomani in fondo. Si adattano al gruppo con cui viaggiano, all’umore, all’orario, al panorama. Hanno una buona flessibilità sociale e non sentono il bisogno di “marcare il territorio”. Il rovescio della medaglia? A volte faticano a riconoscere qual è davvero il posto che desiderano, al di là delle circostanze.
Finestrino, corridoio e posto centrale: il vostro lato nascosto
La stessa logica si ritrova su treni e aerei, soprattutto nella classica triade finestrino-corridoio-centrale. Alcuni studi citati dalla psicologa comportamentale britannica Jo Hemmings mostrano che chi sceglie il finestrino tende a dare priorità al proprio comfort: visuale, appoggio per la testa, maggiore sensazione di privacy. In genere è meno in imbarazzo a chiedere agli altri di alzarsi, pur di avere il posto “giusto”. Un pizzico di sano egoismo, insomma, unito al desiderio di controllo sulla scena esterna.
Il corridoio, al contrario, è il regno delle persone più accomodanti e socievoli. Chi lo preferisce sopporta meglio di essere disturbato, vuole alzarsi quando vuole senza intralciare nessuno e ha spesso un rapporto più pratico con il viaggio: meno panorama, più libertà di movimento. Il posto centrale, il meno amato nelle statistiche, finisce spesso a chi ha una buona tolleranza per la vicinanza fisica e un forte spirito di compromesso, o a chi non ha potuto scegliere in anticipo e si adatta. Anche qui, carattere e necessità concrete si intrecciano.
Un piccolo test per conoscervi (e viaggiare meglio)
Per capire dove vi collocate, potete usare queste domande come mini test mentale:
- Su un autobus semivuoto, il primo posto che cercate è di solito: davanti / in mezzo / in fondo / dipende dalla giornata?
- Al momento di scegliere il sedile in treno o aereo, cliccate quasi sempre su: finestrino / corridoio / “qualsiasi va bene”?
- Se a metà viaggio si libera il posto che preferite, vi spostate subito o restate dove siete per non disturbare?
Se vi riconoscete nel “davanti” e nel finestrino, forse avete un lato più ottimista e centrato su di voi. Se vi ritrovate al centro o al corridoio, probabilmente bilanciate indipendenza e disponibilità verso gli altri. Se non avete un posto fisso, la vostra forza è l’adattabilità, a patto di non usarla per evitare scelte più profonde.
Gli esperti di psicologia dei trasporti ricordano però che queste non sono etichette rigide. Entrano in gioco il mal d’auto, la sicurezza percepita (specie di sera), i bagagli, i bambini al seguito, lo stato d’animo del giorno.
Non si tratta di giudicare, ma di osservare: capire cosa cercate davvero quando salite su un mezzo pubblico - protezione, controllo, contatto, invisibilità - può aiutarvi a conoscervi meglio. E magari, ogni tanto, a sperimentare un posto diverso dal solito, scoprendo che il vostro carattere ha più sfumature di quanto pensavate.
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