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Casa

Libri impolverati, attenzione a come li pulite: questo errore rischia di rovinarli

Libri impolverati, attenzione a come li pulite: questo errore rischia di rovinarli

foto di Grazia.it Grazia.it — 26 Ottobre 2026
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Il profumo di carta ci piace, la polvere un po' meno: se non volete ritrovarvi con scaffali grigi e pagine mangiate dalla muffa, tocca davvero pulire i libri.

Secondo l'IFLA, la federazione internazionale delle biblioteche, polvere e umidità sono tra i nemici principali della carta: rovinano le fibre, attirano insetti, favoriscono lo sviluppo delle spore. Vale anche per i volumi di casa vostra, non solo per le collezioni antiche dei grandi archivi. Lasciarli coperti di polvere non è solo poco estetico: può peggiorare allergie, accorciare la vita ai vostri romanzi del cuore e rendere fragile la rilegatura.

Molte di voi però tengono le mani lontane dagli scaffali per paura di fare danni: un panno troppo umido, una passata decisa e l'incubo delle pagine ondulate è servito. La buona notizia è che esistono tecniche semplici, derivate dalle linee guida di istituzioni come AICRAB e NEDCC, per pulire i libri in sicurezza anche in un normale appartamento. Quello che segue è un vademecum concreto su come pulire i libri senza rovinarli, capire quando fermarsi e prevenire la comparsa di muffa e cattivi odori.

Perché pulire i libri è una forma di cura (per voi e per loro)

La polvere non è solo un velo grigio: per gli esperti di conservazione dell'IFLA e di AICRAB funziona come una carta vetrata finissima che, nel tempo, indebolisce fibre e inchiostri. Si deposita nei tagli delle pagine, assorbe umidità, offre nutrimento a muffa sui libri e insetti come il pesciolino d'argento. Per chi soffre di rinite o asma, sfogliare un romanzo impolverato può scatenare più starnuti di una pulizia del cambio armadio.

Le linee guida del NEDCC ricordano che, oltre un'umidità relativa del 60%, le spore di muffa possono attivarsi in 48 ore su carta e cartone. In casa vostra non serve trasformare il soggiorno in un archivio, ma mantenere la stanza dei libri attorno ai 20-22 °C e al 45-55% di umidità li fa vivere molto più a lungo. Un semplice termoigrometro, appoggiato vicino alla libreria, vi dice subito se la situazione è tranquilla o se serve intervenire con deumidificatore o aerazione.

Per la routine domestica gli esperti consigliano di spolverare scaffali e dorsi ogni 3-4 mesi in ambienti asciutti, ogni mese se la stanza è più umida o polverosa. Una volta in primavera e una in autunno potete programmare una pulizia più profonda, ripiano per ripiano, da fare magari insieme al cambio stagione. Pensatela come una forma di cura: dedicare dieci minuti a un ripiano è più efficace che rimandare per anni e trovarsi a combattere la muffa.

Strumenti giusti e mosse base per pulire i libri senza rovinarli

Per una pulizia quotidiana bastano pochi strumenti: panni in microfibra o elettrostatici, un pennello a setole morbide, un'aspirapolvere con bocchetta a spazzola e filtro HEPA. Per copertine e macchie leggere tenete a portata di mano una gomma pane, poca acqua ossigenata al 3% da diluire e un po' di alcol isopropilico solo per le superfici plastificate. Se prevedete di affrontare molta polvere o muffa secca, aggiungete guanti e mascherina: fanno parte dell'attrezzatura di base nelle indicazioni di NEDCC e IFLA.

 

libri-mploverati

Per togliere la polvere prendete un libro alla volta, tenetelo ben chiuso e in verticale, con il dorso rivolto verso di voi. Spazzolate il taglio superiore e poi i lati con il pennello, sempre dal dorso verso l'esterno, così la polvere esce invece di infilarsi nella rilegatura. Se usate l'aspirapolvere, impostate la minima potenza, coprite la bocchetta con una garza e tenetela a circa un centimetro dal libro, senza toccarlo. L'interno si pulisce solo se serve davvero, sfogliando blocchi di pagine e battendo leggermente sul bordo, mai passando panni umidi sulla carta.


Per le copertine in cartone o carta non patinata restate sul secco: panno asciutto e, sulle ditate, una gomma morbida usata con delicatezza, sempre in una sola direzione. Su copertine lucide o plastificate potete passare un panno leggermente inumidito, ben strizzato, oppure una goccia di alcol isopropilico provata prima in un angolo nascosto. Per l'odore di chiuso mettete i libri, ben asciutti, in una scatola con ciotoline di bicarbonato di sodio o carbone attivo accanto, mai direttamente a contatto con la carta.

Muffa, macchie difficili e prevenzione: fin dove potete arrivare da sole

Quando notate chiazze polverose e odorino di cantina, ci sono buone probabilità che sia muffa attiva. Le macchioline bruno-ruggine sparse, invece, spesso sono foxing o fioritura, cioè ossidazione della carta. In ogni dubbio, isolate subito il volume dagli altri.

Se la muffa è leggera e asciutta, lavorate all'aperto o in stanza ben aerata, con mascherina: pennello morbido, eventualmente aspirapolvere con filtro HEPA schermato. Vietati candeggina, ammoniaca, aceto, spray profumati e phon bollente. Muffa diffusa, carta friabile o libri di valore meritano un restauratore; i tascabili molto contaminati, a volte, vanno proprio eliminati.

Per prevenire nuovi problemi, controllate ogni tanto il retro della libreria e spolverate dorsi e ripiani. Qualche foglia di alloro asciutta tra i libri può scoraggiare insetti come i pesciolini d'argento, senza trasformare lo scaffale in un'erboristeria.

© Riproduzione riservata

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