Se tenete alla sicurezza del vostro gatto dovreste controllare subito il balcone (e non dimenticare questo dettaglio!)
Ogni estate le cliniche veterinarie raccontano la stessa storia: gatti che cadono da balconi e davanzali. In medicina si parla anche di "sindrome del gatto volante". Colpa del miscuglio micidiale tra il mito delle sette vite e l’idea che "tanto atterra sempre in piedi". Sì, spesso si raddrizza. Ma da certi piani l’atterraggio significa fratture, traumi interni, complicazioni serie.
Per un gatto di appartamento il balcone è la piattaforma panoramica perfetta: profumi, uccellini, gente che passa. Tenerlo chiuso per paura fa male al suo benessere quanto lasciarlo libero senza protezioni. La buona notizia è che trasformare il balcone in uno spazio sicuro non richiede lavori titanici né budget folli. Servono le soluzioni giuste, qualche vite al posto giusto e la consapevolezza che "lo tengo d’occhio" non è una strategia di sicurezza.
Perché il balcone è pericoloso anche per il gatto più prudente
Il gatto è curioso, territoriale e convinto di essere un piccolo supereroe. Sale in alto per controllare il suo "regno", valuta distanze con un ottimismo commovente e spesso tenta il salto verso il balcone del vicino o il cornicione accanto. Un rumore improvviso, un piccione che spicca il volo, una moto che parte sotto casa bastano per farlo sbandare. E in quell’istante l’equilibrio perfetto del felino diventa improvvisamente precario.
Secondo molti veterinari, le cadute da balconi e finestre sono così frequenti da avere un nome preciso: sindrome del gatto volante. Il famoso riflesso di raddrizzamento lo aiuta a girarsi in aria, ma non lo rende invulnerabile. Da certi piani anche un "atterraggio in piedi" provoca fratture al bacino, ai polmoni, alla mandibola. Per questo le linee guida delle AUSL invitano a proteggere sempre balconi e finestre.
Le soluzioni strutturali per un balcone a prova di gatto
La soluzione più versatile sono le reti di protezione specifiche per gatti. Meglio una rete cielo-terra, fissata dal pavimento al soffitto, oppure almeno più alta della ringhiera. La maglia deve essere inferiore a 20 millimetri, così il micio non può infilarci la testa. Scegliete materiali resistenti a sole, pioggia e morsi e non riutilizzate le classiche reti antivolatili, spesso troppo larghe o poco robuste.
Per l’estetica, molti preferiscono la rete nera perché si nota meno alla vista; quella chiara però può integrarsi meglio con alcune facciate. L’importante è che sia tesa e fissata in modo continuo, con fascette o ganci ravvicinati, senza angoli "molli". Alla fine fate un giro spingendo leggermente in ogni punto: se la rete cede o resta uno spiraglio, il gatto lo troverà prima di voi.
Se vi spaventa l’effetto "gabbia", potete optare per pannelli trasparenti in plastica rigida o vetro sintetico. Devono comunque superare l’altezza della ringhiera di almeno 10-20 centimetri, per scoraggiare ogni tentativo di arrampicata. Prima di installarli verificate il regolamento condominiale: l’articolo 1138 del Codice civile tutela il diritto di tenere animali domestici, ma il condominio può porre limiti al decoro della facciata.
Chi vive dal terzo piano in su o ha un balcone con muretto pieno dovrebbe valutare una struttura fissa, in metallo o legno, con rete inclinata verso l’interno e, se serve, una chiusura superiore. In questi casi è prudente affidarsi a un installatore, sia per la sicurezza del gatto sia per quella di chi passa sotto. Il Codice civile, all’articolo 2052, ricorda che il proprietario è responsabile dei danni causati dal proprio animale. Per le portefinestre scegliete zanzariere rigide ben fissate, molto più sicure di quelle leggere tradizionali.
Rischi nascosti sul balcone: cosa togliere e cosa tenere
I gatti sono acrobati creativi e trasformano qualunque appoggio in una scala verso il vuoto. Grossi vasi, sedie, sgabelli, stendibiancheria, unità esterne del climatizzatore: tutto può diventare il gradino in più per superare la protezione. L’ideale è tenere questi oggetti lontani dalla ringhiera e dalla rete, oppure scegliere arredi bassi e pesanti, difficili da spostare. Meno "percorsi" verticali lasciate, meno tentazioni avrà il vostro micio.
Se usate il balcone come mini giardino, riponete sempre forbici, cesoie, fertilizzanti e antiparassitari in un armadietto chiuso. Molti prodotti sono irritanti o tossici per i gatti, anche solo se leccano le zampe dopo averci camminato sopra. Attenzione anche alle piante: oleandro, ficus, giglio, azalea sono tra le specie considerate pericolose per i felini. Meglio sostituirle con varietà sicure e offrire una ciotola di erba gatta (Nepeta cataria), che molti mici adorano sgranocchiare.
Capitolo a parte per le finestre a ribalta: la fessura sembra innocua, ma il gatto può infilarcisi e restare incastrato con gravi lesioni. Esistono griglie e protezioni dedicate da montare ai lati dell’anta. Anche le comuni zanzariere in tessuto, se non sono rinforzate, cedono facilmente a un salto o a unghie entusiaste. Per questo gli esperti consigliano telai rigidi, ben ancorati alle guide, soprattutto quando la finestra è l’unico accesso al balcone.
Così il balcone resta una finestra sul mondo per il gatto, ma in totale sicurezza.
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