Picotage, il trattamento viso per una pelle più luminosa: cos’è e come funziona

Una pelle dall’aspetto naturale, ma più fresca e luminosa: è questo l’obiettivo del picotage, una tecnica di medicina estetica tornata recentemente sotto i riflettori. Introdotta in Italia oltre trent’anni fa dal dermatologo Antonino Di Pietro, il picotage si basa su microiniezioni superficiali di acido ialuronico e punta a valorizzare la qualità della cute. Ma come funziona e a chi è indicato? Ve lo raccontiamo in questo articolo.
Cos’è il picotage e quali effetti ha sulla pelle
"Possiamo definirla una biorivitalizzazione superficiale", spiega la dottoressa Carolina Bussoletti, dermatologa e membro del consiglio direttivo AIDECO. Il picotage consiste in piccole iniezioni di acido ialuronico negli strati più superficiali della pelle, per renderla più fresca e luminosa. A differenza dei filler, che servono a riempire alcune rughe o a dare volume al viso, questa tecnica punta a migliorare l’aspetto della pelle senza cambiarne i contorni. "L’acido ialuronico non reticolato, grazie alla sua consistenza fluida, si distribuisce negli strati superficiali del derma", spiega la dermatologa. "Aiuta a mantenere la pelle idratata e può stimolare l’attività dei fibroblasti, le cellule che producono collagene ed elastina". I risultati? Variano in base alla pelle e al prodotto utilizzato ma è importante essere consapevoli che il picotage può aiutare a renderla più luminosa e distesa, ma non può cancellare i segni del tempo (e non può assicurare gli stessi risultati a tutti).
Picotage e microneedling: qual è la differenza?
A volte vengono confusi, anche perché entrambi prevedono l’utilizzo di aghi molto sottili. Picotage e microneedling, però, sono due procedure differenti, che agiscono sulla pelle in modo diverso. "Con il picotage iniettiamo nella pelle una sostanza, l’acido ialuronico, mentre con il microneedling non viene iniettato alcun prodotto", chiarisce Bussoletti. Il microneedling utilizza un dispositivo dotato di microaghi per creare minuscoli canali nella cute e stimolare una risposta riparativa dei tessuti. Il picotage, invece, introduce acido ialuronico attraverso microiniezioni superficiali. Non si tratta quindi di due alternative sovrapponibili: la scelta dipende dalle condizioni della pelle, dalle esigenze individuali e dall’obiettivo che si desidera raggiungere. Per capire quale trattamento sia più adatto è necessaria, sempre, una valutazione specialistica.
A chi è consigliato
Quando la pelle appare spenta, disidratata o meno elastica, il picotage può essere una possibilità da valutare con il dermatologo. Non è invece il trattamento di riferimento per rughe profonde, cicatrici o pori dilatati, che possono richiedere approcci differenti. "Le microiniezioni superficiali servono a dare un boost di idratazione e vitalità alla pelle, non a riempire le rughe o dare volume", precisa la dermatologa. L’obiettivo è ottenere un incarnato dall’aspetto più fresco, senza modificarne i volumi. Gli eventuali benefici sulla qualità cutanea possono richiedere più tempo e variare da persona a persona. Il percorso prevede spesso più sedute, generalmente distanziate di circa un mese, e il numero degli appuntamenti e la loro frequenza vengono stabiliti dal medico in base alle condizioni della pelle e alla risposta individuale.
Come ogni procedura medico-estetica, anche il picotage può comportare effetti indesiderati. Dopo il trattamento possono comparire rossore, piccoli rigonfiamenti nei punti di iniezione e, occasionalmente, lividi. È importante seguire le indicazioni dello specialista, che potrà consigliare di sospendere temporaneamente prodotti potenzialmente irritanti, come retinoidi ed esfolianti. Anche l’eventuale associazione con laser, peeling o altri trattamenti deve essere sempre pianificata dal medico.
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