Il profumo Yves Saint Laurent degli anni '70 che piace alle Gen Z
Nel 1977 la maison Yves Saint Laurent lancia Opium, un profumo orientale-speziato pensato per una donna sensuale e fuori dagli schemi. In pochi anni diventa un caso: vendite stellari, campagne provocatorie, polemiche per quel nome che richiama l’oppio e una scia che non passa inosservata.
Per molte di voi è stato il primo souvenir olfattivo della mamma che si prepara la sera, il flacone rosso laccato in bella vista sul vanity. Oggi, complice il ritorno dei classici e l’ossessione social per tutto ciò che è vintage, Opium torna anche sui polsi di Gen Z e millennials, con la stessa personalità di sempre.
Il profumo Opium Yves Saint Laurent: come nasce un mito anni ’70
La fine degli anni Settanta è un momento di grande emancipazione femminile, ma anche di fascinazione per un Oriente immaginato, lussuoso, un po’ proibito. Secondo l’Accademia del Profumo, Yves Saint Laurent voleva racchiudere in un jus l’idea di una Cina imperiale decadente, fatta di lacca rossa, oro e fumi d’incenso.
Per farlo chiama i profumieri Jean Amic e Jean‑Louis Sieuzac, specialisti in composizioni ricche e sensuali. Nasce così Opium, definito già all’epoca un profumo "libero, provocante e profondamente addictive". Il nome scatena subito polemiche, soprattutto nei Paesi anglosassoni, accusato di banalizzare la dipendenza da droga. Il clamore però alimenta il mito: per tante donne indossarlo significa sfidare le regole, affermare una femminilità intensa, tutt’altro che discreta.
Anche il flacone contribuisce alla leggenda. È ispirato a un inrō giapponese, la piccola scatola laccata che i samurai portavano appesa alla cintura per custodire gli oggetti più preziosi. Quel disco rosso e oro, attraversato da un foro centrale e spesso ornato da nappine, trasforma il profumo in un talismano da esibire sulla toilette di casa tanto quanto sulla pelle.
Come profuma davvero Opium: note, scia, personalità
Le schede ufficiali YSL descrivono il profumo Opium Yves Saint Laurent come un orientale-ambrato dalla scia avvolgente. In apertura compaiono mandarino e bergamotto, agrumi luminosi che accendono subito il naso, insieme a un tocco più delicato di fiori freschi, come il mughetto. È un inizio brillante, ma dura poco: il vero carattere arriva dopo.
Nel cuore spiccano mirra, gelsomino sambac e garofano. La mirra dà una dimensione quasi mistica, da resina bruciata nei rituali; il gelsomino aggiunge sensualità; il garofano porta una spezia secca, leggermente pungente. Sul fondo, vaniglia, ambra e patchouli creano un calore profondo, quasi carnale. Il risultato è una scia riconoscibilissima: speziata, fiorita, ambrata, decisamente non “educata”. Non è il classico profumo pulito da indossare come se fosse un gel doccia: occupa lo spazio, annuncia il vostro arrivo e resta a lungo su pelle e vestiti.
Non va confuso con Black Opium, flanker dolce al caffè nato molti anni dopo. Qui non ci sono cappuccini zuccherati, ma un orientale più secco, strutturato, che continua a essere citato da profumieri e critici come uno dei grandi iconici del Novecento.
Dal vanity di mamma ai social: perché piace alla nuova generazione
Se si scorrono le recensioni italiane su siti specializzati come Fragrantica, ricorre spesso la stessa frase: "Era il profumo di mia madre". C’è chi racconta di averlo rubato di nascosto da ragazza, chi lo riscopre anni dopo in profumeria e lo fa suo, chi lo cerca apposta nelle versioni vintage per ritrovare un odore di infanzia.
Perché allora oggi una ventenne dovrebbe innamorarsene? Intanto per reazione a tanti profumi moderni estremamente leggeri e intercambiabili. Gli appassionati di profumi parlano di una stanchezza verso le fragranze "troppo pulite", tutte uguali. Opium offre l’opposto: carattere, riconoscibilità, una firma olfattiva netta. In più cavalca il trend del ritorno al vintage: come i jeans a vita alta o le borse d’archivio, anche i profumi delle mamme sono diventati oggetti del desiderio su TikTok e Instagram, protagonisti di haul e video "annusa con me".
C’è poi un tema di identità. Indossare un classico degli anni Settanta oggi è un modo per raccontare una femminilità diversa da quella super minimal che domina i feed. È sensuale senza essere caramellosa, forte senza risultare aggressiva, nostalgica ma ancora attualissima.
Come indossare Opium oggi (senza effetto naftalina)
Chi teme il "profumo da signora" può tirare un sospiro di sollievo: la chiave è il contesto e la dose. Opium dà il meglio di sé in autunno e inverno, la sera, per una cena, un concerto, un’uscita in cui volete lasciare il segno. In ufficio o in ambienti molto chiusi meglio limitarsi a uno, massimo due spruzzi, magari su vestiti e sciarpa più che direttamente sul collo.
Per alleggerirlo si può applicare poca quantità e abbinarlo a una crema corpo neutra o agrumata, che smussa gli angoli più speziati. Se invece vi piace l’effetto "cocoon" potete enfatizzare il lato caldo con un altro profumo alla vaniglia o all’ambra, spruzzato lontano, per non creare sovraccarico. Funziona bene su chi ama fragranze decise e non ha paura di uscire dalla comfort zone: che abbiate 20 o 60 anni cambia poco, conta la voglia di una scia che racconti davvero chi siete.
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