Save the date! VeraLab ti aspetta a Brescia, dal 1 al 4 settembre, con un evento speciale

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Il beauty truck sarà al Castello di Brescia per quattro giorni all’insegna della cultura e del divertimento, fra giochi, spettacoli e altre sorprese

Un appuntamento per festeggiare insieme la fine dell'estate, con un nome che dice tutto: la Sagra Fagiana. Dedicato alle appassionate del brand di cosmetica ideato da Cristina Fogazzi a.k.a @estetistacinica su Instagram, l'evento a Brescia, dal 1 al 4 settembre, chiude il tour Bellezze al Museo con cui l’imprenditrice e il suo team hanno attraversato l’Italia a bordo dell’iconico eco-truck total pink per promuovere la cultura del Paese. Nel contesto del Castello, la Sagra Fagiana offre l’occasione di scoprire i prodotti VeraLab e ricevere consulenze beauty su misura, oltre a una serie di esperienze particolari e uniche nel loro genere come la Caccia al Tesoro Fagiano (in programma domenica 4 settembre alle 10.30) e il concorso a premi Scrubba&Vinci che mette in palio i prodotti più iconici VeraLab e molti gadget.

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Un hub artistico e spettacoli teatrali (più l'aperitivo che non può mancare)

Anche in questa occasione, l’eco-truck VeraLab si trasforma in hub artistico dove ognuno può esprimere il proprio concetto di bellezza partecipando alla creazione di una vera e propria opera d’arte collettiva. Inoltre, non manca l’allestimento di un backdrop a tema artistico con cui interagire, divertirsi e farsi fotografare. In cartellone anche due spettacoli teatrali. Il 3 settembre (alle ore 20:30) negli spazi di Palazzo Broletto va in scena L’amico di tutti di Paolo Camilli, un monologo a più voci in cui si alternano amici immaginari dalla comicità surreale e satirica. Il giorno successivo, invece, sulla Terrazza Belvedere del Castello di Brescia, alle ore 21, è la volta del reading tragicomico di Pierluca Mariti Ho fatto il classico. E poi l'immancabile aperitivo al tramonto.

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VeraLab per la promozione dell'arte e della cultura

«Sono molto emozionata di portare questo evento nella mia città che con il suo Castello, chiamato Falcone d’Italia, racconta la storia straordinaria di Brescia - ha commentato Cristina Fogazzi-. Con VeraLab, infatti, siamo concretamente impegnati nella promozione della bellezza attraverso l’arte e la cultura come dimostrano la recente social media partnership della mostra Tiziano e l’immagine della donna nel Cinquecento Veneziano, andata in scena al Palazzo Reale di Milano, la visita notturna delle Stanze di Raffaello e della Cappella Sistina di Michelangelo nei Musei Vaticani, oltre ai tour Bellezze al Museo. Non sono una critica d’arte, ma so di avere un impatto sulla mia community e credo chiunque abbia una forte influenza in rete debba metterla al servizio dell’Italia».

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Chanel Haute Couture 2026: la fiaba contemporanea (d'Alta Moda) di Matthieu Blazy

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Tra funghi giganti, tutti colorati, e atmosfere sognanti, a Parigi sfila la prima collezione Chanel Haute Couture di Matthieu Blazy


Si apre sulle note di un classico Disney la prima sfilata Chanel Haute Couture firmata da Matthieu Blazy, sul canto che Aurora, protagonista de La bella addormentata nel bosco intona mentre passeggia nel bosco, felice, circondata dalle colorate creature che lo abitano. Una scelta che, unita alla location che fa da sfondo, rende ancora più evidente l'intento del designer: trasportare il suo pubblico in una vera e propria fiaba.

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L'ambientazione della sfilata Chanel Haute Couture Primavera-Estate 2026.
Credits: Getty Images


Tra funghi colorati che scandiscono la passerella, abbracciata da una cascata di rami piangenti tinti di rosa, il caos della città e della quotidianità rimane momentaneamente sospeso per fare spazio a una dimensione leggera, apparentemente senza tempo. Il tempo, in realtà, c'è eccome, ed è quello che viviamo oggi: il mondo delle fiabe incontra la contemporaneità e a raccontarlo sono le forme e le linee, spogliate di quelle costruzioni tipiche della couture, i materiali scelti, trasparenti e impalpabili come una seconda pelle, e il casting, che mostra la bellezza delle sue tante età.

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Il look di apertura della sfilata Chanel Haute Couture Primavera-Estate 2026.
Credits: Courtesy of Chanel

Nelle note che accompagnano la collezione, Blazy condivide la sua visione emozionale dell'haute couture, intesa come uno scambio tra chi crea e chi indossa, dove l'abito intende celebrare chi lo indossa, la sua individualità. Al centro di ogni abito c'è la donna anzi, ce ne sono tante: tantissime donne diverse, che il designer immagina vivano una vera e propria metamorfosi; le vede trasformarsi in uccelli colorati (proprio come quelli che accompagnano la nostra Aurora nel suo canto nel bosco) e volare via, libere.

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Il look di chiusura della sfilata Chanel Haute Couture Primavera-Estate 2026.
Credits: Courtesy of Chanel


Volare via dalla quotidianità non è facile e non è sempre possibile, soprattutto mantenendo i piedi per terra: questa donna, pur inseguendo la libertà, riesce a farlo, rimanendo ancorata a una dimensione reale e portabile. Dal classico tailleur rivisitato alle borse in tulle, passando per le celebrities in prima fila, vi raccontiamo di seguito la prima collezione Chanel Haute Couture firmata da Matthieu Blazy.



Parola chiave: leggerezza

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La couture torna all'essenziale e anche il tailleur e le borse iconiche della Maison "si spogliano": diventano leggere, svelano la loro costruzione. Lo stesso vale per blue e abiti, sui quali anche un dettaglio come una cintura diventa un impalpabile layer.

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Chanel Haute Couture Primavera-Estate 2026.
Credits: Getty Images


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Chanel Haute Couture Primavera-Estate 2026.
Credits: Getty Images


Le borse puntano sulla leggerezza e anche un tema riconoscibile e caro come quello della catena abbandona il metallo in favore di un filo dorato e sottile.

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Chanel Haute Couture Primavera-Estate 2026.
Credits: Getty Images


Piume, per volare via

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Chanel Haute Couture Primavera-Estate 2026.
Credits: Courtesy of Chanel

Applicate e voluminose o disegnate, ricreate attraverso sfumature e riflessi: le piume non possono mancare, in quanto segno di leggerezza e libertà e il modo in cui vengono proposte è fresco, mai pomposo. Anche quando creano volume sul fondo di un abito, lo fanno in contrasto a trame di tweed capaci di bilanciare e alleggerire l'insieme trasportandolo nella quotidianità.

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Chanel Haute Couture Primavera-Estate 2026.
Credits: Courtesy of Chanel

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Chanel Haute Couture Primavera-Estate 2026.
Credits: Getty Images


I gioielli, come quelli delle fiabe

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Chanel Haute Couture Primavera-Estate 2026.
Credits: Getty Images

Ogni fiaba che si rispetti ha la sua principessa, o futura regina, mai prima della sua corona. Così i gioielli sono ricchi, elaborati, pieni di colore e non solo: anche di piccoli elementi giocosi, del tutto inaspettati.

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Chanel Haute Couture Primavera-Estate 2026.
Credits: Getty Images

Dua Lipa, A$AP Rocky e tutti gli ospiti in prima fila

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Dua Lipa e A$AP Rocky in prima fila alla sfilata Haute Couture di Chanel.
Credits: Getty Images

In prima fila in una Parigi piovosa i tanti volti legati alla Maison: quelli nuovi, come A$AP Rocky e Dua Lipa e quelli storici, come Nicole Kidman, Tilda Swinton e Penelope Cruz. Tutti, attraverso i loro look, perfetti ambassador del nuovo corso del marchio.

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Da sinistra: Nicole Kidman, Fernanda Torres e TIlda Swinton.
Credits: Getty Images

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Da sinistra: Margaret Qualley, Penelope Cruz, Carole Bouquet con Charlotte Casiraghi.
Credits: Getty Images

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Da sinistra: Claire Foy, Gracie Abrams e Paloma Elsesser.
Credits: Getty Images



BEAUTY BACKSTAGE
SPRING SUMMER 2026 HAUTE COUTURE

I beauty look CHANEL esaltano l’essenza luminosa di ogni donna: un incarnato radioso, guance delicatamente arrossate e una forma di espressione di sé naturale.

MAKEUP STEP BY STEP

SKINCARE

Applicare una piccola quantità di SUBLIMAGE L’EXTRAIT DE NUIT su guance, fronte e collo. Con entrambe le mani, stendere il prodotto dal centro del viso verso l’esterno; per il collo, seguire la linea della mandibola.
Applicare SUBLIMAGE LA CRÈME TEXTURE UNIVERSELLE ed eseguire LE GESTE SUBLIME RADIANCE: piegare le dita e massaggiare il viso con ampi movimenti circolari, dal centro verso l’esterno.
Per un momento extra di comfort, applicare SUBLIMAGE L’EXTRAIT HUILE LÈVRES durante la giornata. L’applicatore in metallo dorato si adatta perfettamente alle labbra e rilascia la giusta quantità di prodotto, per una sensazione immediata di nutrimento.
Applicare SUBLIMAGE LA BRUME sotto o sopra il make-up. Vaporizzare su entrambi i lati del viso e sulla fronte, quindi favorire l’assorbimento con una leggera pressione verso l’alto, lavorando dal centro verso l’esterno con le nocche.

INCARNATO:

Applicare LES BEIGES WATER-FRESH COMPLEXION TOUCH con il 2-IN-1 FOUNDATION BRUSH 101.
Correggere le imperfezioni solo dove necessario con ULTRA LE TEINT LE CORRECTEUR, utilizzando il RETRACTABLE DUAL-ENDED CONCEALER BRUSH N°105.
Applicare JOUES CONTRASTE INTENSE – Rose Radiant oppure Beige Éclatant (in base all’incarnato) al centro della guancia, sfumando delicatamente verso l’alto in direzione degli zigomi.
Prelevare una piccola quantità di BAUME ESSENTIEL ROUGE NOIR – Cute oppure BAUME ESSENTIEL – Sculpting (a seconda dell’incarnato) e applicarla con leggeri tocchi sulla parte alta degli zigomi. Picchiettare delicatamente per fondere il prodotto con la pelle.

SOPRACCIGLIA:

Ridefinire la forma delle sopracciglia con STYLO SOURCILS HAUTE PRÉCISION.

OCCHI:

Applicare BAUME ESSENTIEL – Sculpting al centro della palpebra.

LABBRA:

In base all’incarnato, applicare ROUGE COCO BAUME – 912 Dreamy White oppure ROUGE COCO BAUME – 752 Honey Bliss direttamente sulle labbra, con un unico gesto.

UNGHIE

Preparare le unghie con uno strato di LA BASE CAMÉLIA.
Aggiungere brillantezza con LE GEL COAT.
Completare con LA CRÈME MAIN per mani morbide e idratate.

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11 key pieces del guardaroba da comprare da H&M a Febbraio

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Per iniziare Febbraio col piede giusto, serve anche il giusto stile: con questi 11 pezzi cool scovati da H&M da non farsi scappare

Il dress code perfetto per affrontare il mese di Febbraio con un boost di stile? Un mix di capi super caldi e ancora" invernali" ma con qualche tocco che strizza l'occhio alla nuova stagione. Perchè, ovvio, fa ancora molto freddo, però la primavera si sta avvicinando a grandi passi.

Per scovare i pezzi giusti da avere, abbiamo sbirciato sull'e-commerce di H&M che ha sempre in serbo per noi tante novità cool da provare.

A "convincerci al ciao" stavolta sono stati nell'ordine: una blusa a pois con dettaglio bon ton, dei jeans wide leg in denim chiaro, una camicia a righe passe-partout e una maglia peplum in un delizioso color giallo burro (eh già, ancora lui! Non accenna a perdere appeal).

E ancora: un completo burgundy, un abito in maglia a coste pronto a risolvere ogni dilemma in fatto di look, anche all'ultimo minuto.

Tra gli accessori imperdibili non possiamo non citare una sciarpina, rigorosamente a triangolo come vuole il trend di stagione, dei mocassini "da barca" e una maxi borsa a spalla in suede.

E voi di quale di questi fashion must sentite di aver bisogno adesso?

H&M: 11 must have da acquistare nel mese di Febbraio

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Blusa a pois, H&M

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Bermuda in suede, H&M

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Cappottino corto in lana, H&M

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Pantaloni con le pinces in coordinato, H&M

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Mocassini da barca, H&M

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Abito in maglia a coste, H&M

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Borsa a spalla in suede, H&M

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Maglia peplum, H&M

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Jeans wide leg, H&M

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Camicia a righe, H&M

Pantaloni manlike con le pinces, H&M

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Sciarpina a triangolo, H&M

Credits: 2.hm.com

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Grazia.it talks with: Alice Pons

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Grazia.it punta i suoi riflettori su un brand tutto da scoprire attraverso le parole di chi l'ha pensato. Questa settimana chiacchieriamo con Alice Pony, fondatrice del brand omonimo, diventato sinonimo dei corsetti.

Non avremmo potuto scegliere momento migliore per parlare di questo brand. Tra meno di due settimane arriverà nelle sale la molto attesa, e molto chiacchierata, reinterpretazione cinematografica di "Cime Tempestose" con la regia di Emerald Fennell e un cast stellare composto da Margot Robbie e Jacob Elordi.
Il film, già dai primi trailer, ha scaldato gli animi (non senza qualche polemica) e riportato in auge quell'estetica gotico-romantica fatta di crinoline, velluto e, ça va sans dire, corsetti. Del resto, se dovessimo pensare a uno dei capi d'abbigliamento più rappresentativi dell'epoca vittoriana in cui l'opera è ambientata, il corset sarebbe tra i primi a venirci in mente. 

Le origini di questo capo sono molto antiche: i primi esempi si trovano addirittura durante l'epoca minoica ma è sicuramente durante il regno di Elisabetta I (XVI secolo) che assume le caratteristiche estetiche con cui lo conosciamo mentre sarà l'Ottocento a renderlo uno dei capi emblematici del guardaroba femminile. Nel Novecento, con la nascita dei primi movimenti femministi all'inizio del secolo, il corsetto verrà  progressivamente abbandonato e relegato a oggetto di costrizione femminile e sinonimo di sottomissione agli ideali patriarcali. 

Nonostante tutto eserciterà sempre una forte, fortissima fascinazione anche nella moda contemporanea e tra i designer dei nostri giorni: ieri Jean Paul Gaultier e Vivienne Westwood, oggi  Dilara Findikoglu sono solo alcuni degli stilisti che l'hanno portato in passerella con nuovi significati e valenze, libere da vecchi pregiudizi e capaci di esprimere nuove esigenze e idee di femminilità. 

Ed è proprio in questo nuovo filone che si inserisce Alice Pons, giovane designer, fondatrice del brand omonimo che ha fatto del corsetto la sua chiave espressiva. Nato nel 2019 come marchio di corsetteria couture, nasce del desiderio di Alice, dopo la formazione al London College of Fashion, di riportare il corsetto storico nel presente, trasformandolo in un pezzo contemporaneo, versatile e adatto alla vita di oggi.

Realizzati interamante da manifatture italiane in Italia, i corsetti di Alice Pons si focalizzano sulla  vestibilità e diventano capi pensati per durare nel tempo, essere riutilizzati e tramandati. Ideati come pezzi per event wear e le occasioni più special, Alice ha immaginato poi una parte di everyday bespoke e bridal su misura per le spose. Il fascino e i modelli rimandano ad atmosfere lontane, come suggeriscono le immagini della campagna, che richiamano le atmosfere rinascimentali, ma l'approccio al suo uso è decisamente contemporaneo. 

Abbiamo intervistato Alice Pons per farci raccontare l’origine del brand... 

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Partiamo dal principio: com'è nata l'idea di incentrare tutto sul corsetto?

«L’idea nasce durante i miei studi di Fashion Design a Londra, dall’incontro tra la passione per la storia dell’arte, i film d'epoca e la fotografia. Il corsetto è stato il primo capo in cui mi sono riconosciuta completamente: complesso, strutturato, carico di storia, ma capace di parlare anche al presente. Mi sono resa conto che mancava un approccio essenziale e contemporaneo a un capo così iconico. Partire da un solo prodotto è stata una scelta giustissima, che mi ha permesso di costruire un’identità chiara, forte e immediatamente riconoscibile».

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Quali sono state le difficoltà iniziali nell'avviare il tuo brand?

«La prima piccola difficoltà all’inizio è stata far superare i preconcetti legati al corsetto, spesso percepito come un capo scomodo o addirittura pericoloso. È stato necessario spiegare e dimostrare che si trattava di corsetti moderni e flessibili, progettati per essere realmente indossati nella vita quotidiana, pensati per il corpo e non contro di esso. A questo si è aggiunta la complessità produttiva: il corsetto è uno dei capi più difficili da realizzare, richiede tempi lunghi, competenze altamente specializzate e materiali molto specifici.
Un’altra difficoltà importante è stata partire da zero, senza investimenti iniziali. Questo ha richiesto molta costanza, pazienza e una visione a lungo termine: un percorso costruito lentamente, nell’arco di circa sette anni. Nonostante questo, ho sempre ricevuto un riscontro molto positivo: le mie creazioni, quando incontrano le persone giuste, lasciano un segno. È stato proprio questo riconoscimento costante a non farmi mai perdere la fiducia e a spingermi a continuare».

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Il corsetto è un capo particolare e che porta con sé significati diversi (seduzione ma anche, per alcuni, "costrizione"). Per te cosa rappresenta oggi?

«Per me il corsetto oggi rappresenta libertà. È uno strumento di consapevolezza del corpo: sostiene, valorizza, modifica la postura e il modo in cui ci si muove e ci si percepisce. Non lo vedo come un simbolo di costrizione o di seduzione imposta, ma come un oggetto di trasformazione temporanea, quasi un gioco. È storia che prende vita sul corpo, è un viaggio nel tempo». 

Il corsetto non è un capo semplicissimo da abbinare. Se dovessi proporre un look con cui partire?

«Direi corsetto e jeans. È l’abbinamento più immediato e naturale: la struttura del corsetto dialoga con la semplicità e sportività del denim.
È il modo più efficace per togliere al corsetto quell’aura “intoccabile” e riportarlo nella quotidianità, senza perdere eleganza».

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Da qualche tempo è nato lo "spin off" Alice Pons Bridal, dedicato alle spose. Quali sono le differenze principali (e le difficoltà) rispetto al brand principale? 

«La differenza principale sta nel servizio, più che nell’estetica. Il bridal è un percorso molto più lungo, intimo e completamente one-to-one. Ogni abito nasce da zero e viene costruito intorno alla sposa. Creativamente, però, non c’è una vera separazione: la sposa Alice Pons è una naturale evoluzione del brand, ancora più couture e complessa, ma sempre coerente con la stessa direzione creativa».

I social ti hanno aiutata a costruire una community molto affiatata. Un aspetto positivo e uno negativo (se c’è) di questo lato del lavoro?

«Il lato positivo è la possibilità di dialogare direttamente con le persone, creare una community anche internazionale e raccontare il processo, la quotidianità e la realtà dietro ogni progetto, non solo il risultato finale.
Quello negativo è la pressione costante: la richiesta continua di contenuti rischia di appiattire la percezione del lavoro creativo, che invece richiede tempo e lentezza. Alcuni capi e alcune immagini meriterebbero di essere osservati con più attenzione. Detto questo, senza i social il brand non sarebbe dove è oggi, quindi cerchiamo di usarli nel modo più efficace». 

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Hai avuto modo di vestire anche la cantante Elodie. Quali altri personaggi e celeb ti piacerebbe indossassero il tuo brand?

«Mi interessa vestire donne con una forte identità, più che inseguire nomi specifici. Negli ultimi anni mi sto allontanando sempre di più dal mondo celebrity e trovo molta più soddisfazione nel vestire la clientela reale: le donne che scelgono davvero i miei capi e li vivono nel tempo. Un abito amato e indossato più volte mi dà una gioia molto più grande di una comparsa occasionale su una celebrity. Detto ciò, non mi dispiacerebbe vestire Dua Lipa o Tilda Swinton».

Come ti piacerebbe che Alice Pons “crescesse”? Quali sona i progetti a cui stai lavorando e che puoi svelarci?

«Immagino una crescita lenta ma solida, senza snaturare il cuore del brand. Sto lavorando sull’ampliamento dell’immaginario, su collaborazioni mirate e su progetti speciali che uniscono moda, arte e fotografia. Mi interessa più la profondità che la scala: preferisco fare meno, ma farlo molto bene, ed essere riconosciuta per delle creazioni molto particolari

Ultima domanda: se Alice Pons fosse una una canzone o una musica quale sarebbe?  

«Sarebbe qualcosa di classico ma emotivamente potente: una traccia techno costruita su melodie classiche, rigorosa e ipnotica, capace di attraversare il tempo».

 

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“Love Story” sta per arrivare! E questi sono i capi da avere nell’armadio per uno stile minimal-chic come quello di Carolyn Bessette

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In attesa di vedere la nuova serie che ripercorre la sua storia d’amore con John F. Kennedy, ecco alcuni dei pezzi più iconici del guardaroba di Carolyn Bessette che vogliamo sfoggiare anche noi.

La scorsa estate abbiamo seguito sui social l’inizio delle prime riprese, poi  abbiamo iniziato a passare in rassegna i look sfoggiati da Sarah Pidgeon sul set e ora che manca poco all’uscita della serie non ci resta che metterci comode e goderci quella che di fatto è una delle più grandi novità televisive del 2026.

Eh sì, “Love Story”, la nuova attesissima serie di Ryan Murphy che ripercorre la storia d’amore tra John F. Kennedy e Carolyn Bessette, sta per arrivare e il 13 febbraio sarà finalmente disponibile su Disney +.

Proprio ieri è stato diffuso il trailer ufficiale e mentre l’hype per la serie continua a crescere, noi ci siamo già messe alla ricerca dei capi che vogliamo avere nell’armadio per avere un guardaroba elegante e senza sforzo come quello della protagonista femminile.

I look minimal-chic di Carolyn Bessette (se ve li siete persi, qui trovate alcuni dei più celebri), infatti, hanno dettato tendenza negli anni ’90 e continuano a farlo ancora oggi. 

E noi, in attesa di scoprire quelli che Sarah Pidgeon sfoggerà in “Love Story”, ci siamo appuntate quelli che Carolyn Bessette indossava nel quotidiano e nelle occasioni speciali e abbiamo messo nero su bianco quelli a cui vogliamo assolutamente far spazio anche noi nel nostro armadio.

Dalla classica camicia bianca, che lei portava con gran nonchalance con le maniche arrotolate, ai jeans a gamba dritta; dal little black dress alla pencil skirt color cammello: ecco alcuni dei pezzi chiave che hanno reso iconico lo stile di Carolyn Bessette.

I capi e gli accessori da puntare per uno stile minimal-chic come quello di Carolyn Bessette

Ami

AMI PARIS Cappotto nero in lana vergine

Credits: amiparis.com

COS

COS Camicia sartoriale in cotone bianco

Credits: cos.com

Please

PLEASE Jeans a gamba dritta dal lavaggio medio

Credits: pleasefashion.com

Toteme

TOTEME Borsa a spalla in pelle

Credits: mytheresa.com

Giorgio_Armani

GIORGIO ARMANI Abito a tubino in seta

Credits: armani.com

Aeyde

AEYDE Stivali alti al ginocchio in suede marrone

Credits: aeyde.com

Max_Mara

MAX MARA Maglia nera in cashmere con scollo a V

Credits: it.maxmara.com

Luisa_Spagnoli

LUISA SPAGNOLI Gonna a tubino color cammello

Credits: luisaspagnoli.com

Foto in apertura: imdb.com