Perché si consiglia di portare con sé uno spicchio d'aglio avvolto in una foglia di alloro e a cosa serve?

Perché si consiglia di portare con sé uno spicchio d’aglio avvolto in una foglia di alloro e a cosa serve?

Negli ultimi mesi, tra social, blog di benessere e chiacchiere da ufficio, gira lo stesso consiglio: infilare nel portafoglio uno spicchio d’aglio avvolto in una foglia di alloro. Non per improvvisare una pasta di emergenza, ma come piccolo amuleto da tenere sempre con sé.

L’idea nasce dall’incrocio tra Feng Shui "occidentale" e antiche credenze popolari mediterranee e promette protezione, fortuna economica, mente più lucida. Ma perché proprio aglio e alloro, come si prepara questo talismano e, soprattutto, a cosa serve davvero nella vita di tutti i giorni?

Il curioso rituale dello spicchio d’aglio nell’alloro

In pratica il rito è semplicissimo: si prende uno spicchio d’aglio intero, lo si avvolge in una foglia di alloro secca e si mette il tutto in portafoglio, in borsa o in una tasca interna. Chi lo consiglia sostiene che questa combinazione tenga lontane le energie negative e allo stesso tempo aiuti ad attirare occasioni favorevoli, soprattutto sul piano del lavoro e del denaro.

Secondo molte guide di Feng Shui contemporaneo e tradizioni popolari raccolte negli ultimi anni, l’amuleto funziona come promemoria quotidiano delle proprie intenzioni: proteggersi da invidie, sfortuna, spese impreviste, ma anche ricordarsi di restare motivati quando si inizia un nuovo progetto, un lavoro, un corso di studi.

Una raccomandazione ricorrente riguarda l’igiene: l’aglio non va mai lasciato marcire nel portafoglio. Per questo spesso si avvolge il piccolo involto in un pezzetto di stoffa o carta, sia per limitare l’odore sia per evitare il contatto diretto con banconote, documenti e tessere.

Tra tradizioni mediterranee e Feng Shui

L’aglio, nelle campagne italiane e di mezzo Mediterraneo, è da secoli un classico "scudo" contro il male: appeso alle porte, strofinato sui davanzali, tenuto in tasca nelle notti considerate delicate, per esempio quella di San Giovanni. Nelle storie tramandate dalle nonne protegge da malocchio, invidie, chiacchiere cattive.

L’alloro invece è il simbolo del trionfo per eccellenza: corone dei poeti, lauree, riti di passaggio. Le foglie, bruciate o appese alle porte, compaiono in tanti usi popolari come pianta che porta vittoria, chiarezza mentale, stabilità materiale. Non a caso oggi si parla spesso di foglia di alloro nel portafoglio come portafortuna per i soldi.

Il Feng Shui arrivato in versione semplificata nelle nostre case ha raccolto questi simboli familiari e li ha "ricombinati". Così, oltre alla foglia di alloro abbinata a una banconota, è nato l’uso di unirla allo spicchio d’aglio: l’idea è sommare purificazione e protezione con l’energia della prosperità.

Cosa simboleggiano aglio e alloro quando li unite

Nella lettura simbolica dell’amuleto, l’aglio agisce come filtro: "assorbe" tutto ciò che può disturbare - invidie, tensioni, pensieri ossessivi sul denaro o sulla paura di fallire. È l’elemento che devia la sfortuna e vi permette, almeno idealmente, di camminare più leggere.

L’alloro lavora sulla direzione: rappresenta vittoria, riuscita, capacità di restare concentrate sui vostri obiettivi. Avvolgendo lo spicchio nella foglia, si chiede metaforicamente all’alloro di incanalare la forza protettiva dell’aglio verso traguardi concreti: un lavoro stabile, un esame superato, un trasloco andato bene.

Il risultato è un unico talismano che unisce protezione e prosperità. Per molte persone è anche un piccolo "ancoraggio" emotivo: toccarlo in tasca durante una riunione difficile o un colloquio ricorda che si è preparate, che ci si sta prendendo cura di sé e del proprio futuro.

Come preparare e portare l’amuleto aglio-alloro

Per chi ama i rituali, la preparazione è già metà del gioco. Scegliete uno spicchio d’aglio sano, senza parti verdi né ammaccature, e una o due foglie di alloro secche, intere e senza macchie. Meglio evitare l’alloro fresco, che si rovina e macchia più facilmente.

Posate lo spicchio al centro della foglia e avvolgetelo come un piccolo pacchetto. Se serve, usate una seconda foglia per chiudere bene. A questo punto potete inserire il tutto in un pezzetto di stoffa naturale o in un sacchettino, così limiterete l’odore e terrete separato l’amuleto dal resto del contenuto del portafoglio.

Dove sistemarlo? Se l’obiettivo principale è la stabilità economica, i testi che descrivono questa pratica suggeriscono il portafoglio, in una tasca interna dedicata, tenuta in ordine. Se cercate più una sensazione di protezione generale, potete mettere l’involto in borsa, nello zaino o in una tasca interna del cappotto.

Molti lo preparano in momenti simbolici: all’inizio dell’anno, del mese, del primo giorno di un nuovo lavoro o di un percorso di studi. In questo modo l’amuleto diventa anche un piccolo rito di passaggio personale.

Funziona davvero e ogni quanto va cambiato

Dal punto di vista scientifico non esistono prove che questo amuleto porti soldi o allontani la sfortuna. Funziona come rito personale: riduce l’ansia, dà l’idea di avere un minimo di controllo.

Diversi studi recenti di psicologia sulle superstizioni mostrano che questi piccoli gesti simbolici possono migliorare concentrazione e fiducia in sé, spingendo a comportamenti più coerenti con i propri obiettivi, per esempio gestire meglio il denaro.

Chi pratica il rito consiglia di cambiare l’involto quando l’aglio si secca troppo o emana cattivo odore e quando l’alloro si sbriciola o scolorisce, buttando tutto tra i rifiuti organici. Poi si può preparare un nuovo amuleto, con intenzioni fresche, da tenere in tasca come promemoria quotidiano.

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Trucco anni '20: come ricreare l'autentico beauty look delle flapper girl

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Le flapper girl sono il simbolo dei ruggenti anni '20, con i loro capelli a caschetto e la bocca a cuore. Vi spieghiamo come era fatto l'autentico look delle atmosfere narrate ne Il grande Gatsby

Difficile non lasciarsi sedurre dal fascino degli anni '20 con le loro ragazze flapper nate nel periodo di ripresa dopo le difficoltà della guerra, in cui esplose il jazz. È anche il momento in cui le donne prendono coscienza dell'emancipazione e intendono perseguire indipendenza e autodeterminazione.

Tra i passi di charleston si affermano le icone femminili simbolo dell'epoca, dalle grandi dive del cinema muto fino a Zelda Fitzgerald.


Un post condiviso da Josie (@josieruby1) in data:

Francis Scott e Zelda Fitzgerald



Nell'ambito della bellezza i Roaring Twenties si traducono nell'immaginario comune nei capelli a caschetto con le finger waves, negli occhi drammatici, nelle sopracciglia disegnate e nei rossetti scuri.

In realtà, si tratta di una interpretazione a posteriori.

Abbiamo chiesto al make up artist Antonio Ciaramella, docente alla RomEur Academy specializzato in trucco d'epoca e teatrale e autore del volume Make up. 100 anni allo specchio, di svelarci tutti i segreti dell'autentico trucco anni '20.



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Clara Bow



Occhi languidi

"Quello che noi cataloghiamo come trucco anni '20 in realtà è un cliché teatrale, una caratterizzazione della ballerina di jazz. Il beauty look reale delle flapper era estremamente elegante e light. L'occhio appare scuro a causa della pellicola che rendeva tutti colori caldi come un grigio scuro. In realtà era tutto molto luminoso. Si amava molto infatti l'occhio di rugiada, un effetto glow creato con la vaselina per rendere lo sguardo languido".


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Greta Garbo



Il rossetto è immancabile

"Il rossetto, rosso e luminoso, era un elemento fondamentale del look e simbolo dell'emancipazione femminile. Pensate che Elizabeth Arden distribuiva rossetti a tutte le donne, a sostegno delle manifestazioni delle suffragette".

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La femme fatale e lo smokey eyes

"L'effetto smokey risale in realtà già agli anni '10 grazie alla figura cinematografica della femme fatale. L'ombra sull'occhio veniva creata con la fuliggine miscelata a un elemento oleoso per caratterizzare la vamp, ma il risultato era comunque molto trasparente. Il cinema ha svolto un ruolo fondamentale, perché ha insegnato alle donne come truccarsi".


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Louise Brooks



Sguardo in primo piano

"Il mascara, compatto, non mancava mai, ma si usavano moltissimo anche le ciglia finte".

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La resa della pellicola

"Max Factor è stato il primo a stabilire le regole della color harmony. Bisognava ovviare alle difficoltà causate dalla pellicola, per cui fissò la consuetudine di creare un'armonia tra il colore dell'iride e la palpebra, in modo da ottenere la stessa tonalità".


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Max Factor spiega a un'attrice come usare il make up



Una base flawless

"La cipria era polvere di riso, importantissima per schiarire la pelle e creare un incarnato diafano".

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La bocca a cuore

"La bocca era piccolina, il colore veniva applicato all'interno del contorno labbra, creando il famoso effetto della bocca a cuore".


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Josephine Baker



La cura delle sopracciglia

"Le sopracciglia erano pulite, spesso venivano allungate nel tratto discendente per creare l'effetto di uno sguardo languido".


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Gloria Swanson



Effetto salute

"Il rouge era fondamentale nella beauty routine quotidiana. Veniva applicato molto in alto sulle gote per dare un aspetto di gioventù e salute. Tenete presente che il rosa è stato utilizzato nella cosmetica solo a partire dalla seconda metà degli anni '20".

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Il sonoro cambia tutto

"È soltanto al tramontare degli anni '20 che i contorni della bocca si allargano, grazie al cinema sonoro. Ora il focus della recitazione è il parlato, quindi le labbra vengono messe più in evidenza. Joan Crawford era famosa per le sue labbra dal contorno "sbavato".


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Joan Crawford



Il profumo di un'epoca

Non si può infine parlare della bellezza negli anni '20 senza menzionare la rivoluzione nella profumeria portata da Shalimar, creato da Jacques Guerlain nel 1925 e divenuto simbolo dell'ambiente culturale dell'epoca.


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Credit ph.: Getty Images

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