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Bellezza

L’errore con lo shampoo che ingrassa i capelli: parola di Bárbara Ramos

L’errore con lo shampoo che ingrassa i capelli: parola di Bárbara Ramos

foto di Grazia.it Grazia.it — 6 Novembre 2026
Barbara Ramons
Secondo la parrucchiera spagnola Bárbara Ramos, l'errore che rende le radici più unte si gioca in quei tre secondi in cui prendete lo shampoo in mano sotto la doccia.

Capita a molte: capelli lavati la mattina, radici già lucide nel pomeriggio, coda di cavallo di emergenza la sera. Eppure li lavate spesso, magari con uno shampoo per capelli grassi, convinte di fare il massimo.

La parrucchiera spagnola Bárbara Ramos ha rimesso in discussione questo gesto quotidiano con una frase semplicissima: «Quando prendete lo shampoo in mano, dovete prima fare la schiuma. Mai metterlo direttamente sulla testa», ha spiegato in un video diventato virale. Dietro sembra esserci un dettaglio da poco, in realtà cambia proprio il modo in cui il cuoio capelluto viene deterso.

Chi è Bárbara Ramos e qual è il gesto che stiamo sbagliando

Bárbara Ramos è una parrucchiera professionista che lavora in salone e condivide sui social consigli ultra pratici di haircare. Niente teoria astratta: solo gesti concreti da riprodurre sotto la doccia. Il più discusso è proprio questo, dedicato allo shampoo.

Il suo metodo parte dalla quantità: una piccola noce di prodotto, l’equivalente di una moneta da 20-50 centesimi a seconda della lunghezza. Lo shampoo va messo nel palmo, bagnato con poche gocce d’acqua e sfregato tra le mani finché non si forma una schiuma leggera e omogenea.

Solo a quel punto la schiuma viene appoggiata sul cuoio capelluto, a zone: fronte, lati, sommità, nuca. Il focus è sempre la cute, non le lunghezze. I parrucchieri di salone lo ripetono da anni: le lunghezze si lavano con la schiuma che scende al risciacquo, non con nuove dosi di detergente.

Molte persone, però, continuano a fare il contrario: bottiglia inclinata direttamente al centro della testa, “striscia” di prodotto denso sulla riga e massaggio casuale. Sembra comodo, in realtà è proprio l’errore con lo shampoo che rende i capelli più grassi alla radice.

Perché lo shampoo diretto sulla testa può ingrassare le radici

Troppo concentrato in un punto: tensioattivi e sebo in tilt

Gli esperti di tricologia spiegano che lo shampoo contiene tensioattivi, cioè le sostanze detergenti che legano acqua e grasso. Se lo si versa puro, in una “chiazza” localizzata, i tensioattivi restano molto concentrati su una piccola area di cute.

Risultato: in quel punto il cuoio capelluto viene sgrassato in modo aggressivo, mentre altre zone ricevono poco prodotto. Inoltre, se il prodotto è denso, il risciacquo fa più fatica a portarlo via del tutto. Una parte resta attaccata alla cute, formando una pellicola invisibile di residui.

Questa pellicola, sommata a sebo e sudore, fa apparire le radici subito piatte e appiccicose. Non sempre sono davvero “sporche”: spesso sono solo coperte da resti di shampoo e altri prodotti.

Emulsionare tra le mani: piccolo gesto, grande differenza

Quando lo shampoo viene emulsionato tra i palmi, si diluisce con un po’ di acqua e comincia già a schiumare. Gli attivi detergenti si distribuiscono meglio, la texture diventa più fluida e scivola con facilità tra i capelli.

In pratica arriva sul cuoio capelluto già “pronto all’uso”, in una schiuma sottile che copre tutta la testa senza accumuli. Ne basta meno, e il risciacquo è più rapido ed efficace. È il motivo per cui chi prova questa tecnica spesso nota capelli più leggeri e puliti più a lungo, anche usando lo stesso prodotto di prima.

Capelli grassi… o solo appesantiti dai residui?

Quando il cuoio capelluto è irritato da lavaggi troppo aggressivi, può reagire producendo ancora più sebo. Si entra così nel circolo vizioso: shampoo sgrassante, cute che tira, ghiandole sebacee in allarme, più lucidità nel giro di poche ore.

Inoltre, residui di shampoo e balsamo vicino alle radici possono favorire prurito, forfora grassa e odore sgradevole. Qui entra in gioco il concetto di scalp care: trattare la cute come si tratterebbe la pelle del viso, con gesti delicati e prodotti adatti, invece di “strofinarla” solo perché nascosta dai capelli.

Il metodo corretto per lo shampoo (e gli errori da evitare)

1. Preparare il cuoio capelluto

Prima dello shampoo, bagnare bene testa e capelli per almeno 30-60 secondi con acqua tiepida. L’acqua deve raggiungere nuca, tempie e dietro le orecchie. Questo passaggio scioglie parte del sebo e dello sporco, così il detergente può lavorare meglio senza dover essere iper aggressivo.

2. Dose giusta, emulsione e applicazione

Prendere una piccola quantità di shampoo, emulsionarla tra le mani con un filo d’acqua finché non fa schiuma, come suggerisce Bárbara Ramos. Applicare la schiuma solo sul cuoio capelluto, a zone, e massaggiare con i polpastrelli per 30-60 secondi. Niente unghie, niente sfregamenti violenti.

Le lunghezze si laveranno con la schiuma che scivola verso il basso al momento del risciacquo. Per capelli molto grassi o pieni di prodotti styling, si può fare un doppio shampoo: una prima passata veloce, una seconda con ancora meno prodotto, sempre emulsionato.

3. Risciacquo lungo ed errori quotidiani

Il risciacquo dovrebbe durare almeno quanto il tempo del massaggio, se non di più. Mentre scorre l’acqua, è utile muovere le radici con le dita, finché non sparisce del tutto la sensazione “scivolosa” tra i capelli.

Gli errori che appesantiscono le radici, anche con la tecnica corretta, sono sempre gli stessi: acqua troppo calda, che stimola le ghiandole sebacee, shampoo ultra sgrassanti usati ogni giorno, troppo prodotto concentrato in un punto, risciacquo frettoloso, con residui di detergente, balsamo o maschera applicati sulle radici invece che da metà lunghezze in giù e mani e spazzole non pulite che trasferiscono continuamente sebo sul cuoio capelluto.

4. Quando serve il dermatologo (oltre al parrucchiere)

Se, nonostante una tecnica corretta, le radici risultano sempre molto unte dopo poche ore, oppure compaiono prurito intenso, arrossamento marcato, desquamazione abbondante o caduta evidente, può non essere solo una questione di shampoo.

In questi casi il parrucchiere resta fondamentale per educare ai gesti giusti, ma è il dermatologo la figura che può escludere o confermare disturbi come dermatite seborroica o altre patologie del cuoio capelluto. Nel frattempo, partire da quella piccola schiuma tra le mani è già un modo concreto per trattare i capelli grassi con più gentilezza e, spesso, vederli finalmente puliti più a lungo.

© Riproduzione riservata

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