È la collezione che fa seguito all'importante riconoscimento del premio CFDA. Erin Beatty e Max Osterweis non tradiscono la loro natura, che spesso fa rima con le stampe. Il vento però sembra essere cambiato e l'abuso facile di motivi e colori per solleticare gli occhi un passo falso da evitare. Ecco dunque che il tema del kanga keniota, tessuto tradizionale dalle cromie sgargianti, e la serie di zebre disseminate sui camiciotti e sui modelli jumpsuit si stempera nelle soluzioni di taglio e volume. A tutto favore di un immaginario da safari rivisto e corretto, con visiere in paglia e corte giacche alla sahariana. Espediente per movimentare il disegno, ecco pannelli plissettati e camicie a cui si annettono curiose baschine. Spuntano anche collari arricciati, incrocio fra una gorgiera e un tralcio esotico. Le gonne svasate e gli abiti, appena sfiorati da uno jacquard floreale, prediligono proporzioni accresciute. Pepli montati su pantaloni di vestibilità ampia; con quel loro intarsio di eco-pelle tagliata al laser e foglia d'oro aggiungono una nota di opulenza contemporanea.

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