Michelle Hunziker e quell’abito sfoggiato al party pre-wedding di Aurora Ramazzotti che ci sembra davvero perfetto per le sere d’estate
Nel weekend appena trascorso tutti i riflettori sono stati puntati sulle nozze di Taylor Swift, ma questo fine settimana c’è stato un altro matrimonio che in Italia ha completamente catalizzato l’attenzione: quello di Aurora Ramazzotti.
La creator, figlia di Michelle Hunziker e Eros Ramazzotti, ha sposato Goffredo Cerza in Sicilia, coinvolgendo amici e parenti in tre giorni di celebrazioni che si sono svolte tra Militello in Val di Catania e il Castello Xirumi a Lentini.
Ed è stato proprio il look scelto dalla mamma della sposa durante uno dei festeggiamenti ad essere finito subito nel nostro radar.
In occasione della festa pre-wedding, infatti, Michelle Hunziker ha sfoggiato un maxi dress in seta blu cobalto di Zimmermann, con scollo all’americana impreziosito di perline, che ci sembra davvero l’abito perfetto per le sere d’estate.
Il look di Michelle Hunziker al party pre-wedding di Aurora Ramazzotti
Per l’occasione, la conduttrice l’ha indossato con una preziosa clutch dai riflessi metallizzati, ma questo abito dalle silhouette ampie e morbide è il classico capo che si può sfruttare anche in modo più “easy”, anche solo con dei sandali flat e una borsa in paglia.
Anche a voi è venuta voglia di cercarne uno per le prossime cerimonie estive o le prossime cene al chiaro di luna? Per facilitarvi il compito, abbiamo selezionato noi alcuni dei modelli più belli che si trovano adesso in circolazione.
Scoprite in questa mini selezione alcuni dei nostri preferiti!
8 abiti ampi perfetti per le sere d’estate
ZIMMERMANN Abito blu cobalto con scollo all’americana e perline
Credits: zimmermann.com
PARFOIS Abito maxi con scollo all'americana
Credits: parfois.com
IMPERIAL Abito lungo con dettaglio ad anello
Credits: imperialfashion.com
MASSIMO DUTTI Abito fluido scollato sulla schiena
Credits: massimodutti.com
& OTHER STORIES Abito lungo in seta con le spalline
Credits: stories.com
DIXIE Abito fluido con scollo halter
Credits: dixiefashion.com
ZARA Maxi dress morbido
Credits: zara.com
MANGO Abito drappeggiato con la schiena scoperta
Credits: shop.mango.com
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I beauty look più belli del Festival di Sanremo (che non dimenticheremo mai)

Il Festival di Sanremo 2026 sta per iniziare, pronto a travolgerci in irresistibile mix tra musica, fashion e beauty look da ricordare. Perché se è vero che amiamo le canzoni in gara, i gossip e – diciamolo – anche le immancabili polemiche, a farci davvero battere il cuore sono make-up e acconciature di cantanti, ospiti e co-conduttori. Lo scorso anno Rose Villain, Elodie e Cristiano Malgioglio ci hanno regalato grandi soddisfazioni beauty; quest'anno invece puntiamo tutto su Ditonellapiaga, Elettra Lamborghini, Patty Pravo e Arisa. Avremo ragione? Il Fantasanremo della bellezza ce lo dirà molto presto. Nell’attesa – manca davvero pochissimo! – rivediamo insieme i migliori beauty look di sempre del Festival: un viaggio tra make-up iconici e hair look che hanno fatto la storia dell’Ariston e dello stile italiano.
Iva Zanicchi e il raccolto beehive
Voluminoso e svettante, il raccolto beehive Iva Zanicchi al Festival di Sanremo 1967 è un vero e proprio capolavoro, come la voce della cantante. Il make-up di Iva è caratterizzato da un trucco occhi cut crease perfettamente in linea con i trend del momento e ciglia da cerbiatto.
Il ciuffo di Laura Pausini
Nel 1993 tutte cantavano La solitudine di Laura Pausini e si tagliavano i capelli a caschetto con il ciuffo come lei. Noi siamo state quelle ragazze e siamo fiere di esserlo ancora oggi!
Il rosy flush di Bianca Balti
Make up minimale, sorriso immenso. Bianca Balti a Sanremo 2025 è una donna che vive, sorride, combatte e semplicemente, brilla.
I capelli a onde di Belen
Dopo il Festival 2012 - a ragione - tutte desideravano capelli a onde come Belen e tatuaggi a forma di farfalla.
Anna Oxa punk
Ha 17 anni e un look punk, si chiama Anna Oxa e nel 1978 canta all'Ariston Un'emozione da poco. Il suo aspetto è spettacolare e curato nei minimi dettagli da Ivan Cattaneo. I capelli sono corti, scuri e pettinati all'indietro, mentre il trucco occhi è vistoso e caldo, in marrone terracotta, sfumato sulle tempie in un'onda di eyeliner. Il dettaglio top? Lo smalto, nero sulla mano sinistra e bianco sulla mano destra.
Elodie e la sua coda di cavallo
Una coda di cavallo statement, con la chioma tiratissima e lucida. Al Festival 2021 la cantante italiana ci incanta scoprendo un viso truccato con eleganza.
Il caschetto di Carmen Consoli
Confusa e Felice, più che una canzone, è uno stato mentale. Carmen Consoli la canta a Sanremo 1997, e tutte corrono a tagliarsi i capelli per emulare il suo look. Come dar loro torto?
Wilma De Angelis, Nilla Pizzi e Betty Curtis
1954, tre icone della musica italiana nel backstage del Festival di Sanremo in attesa dei risultati della gara. Le chiome sono corte, mosse e voluminose. Ci sentiamo pronte per un revival.
Achille Lauro ricoperto di perle
A Sanremo 2020 Achille Lauro ci ha spalancato il suo mondo eclettico proponendo sera dopo sera beauty look superlativi. Quello che abbiamo amato di più - ma è stata una scelta ardua - è senza dubbio quello d'ispirazione vittoriana, con un trucco occhi viola melanzana e il volto incorniciato da perle.
I capelli ricci da favola di Whitney Houston
I capelli corti ricci di Whitney Houston al Festival della Canzone Italiana 1987 sono una favola. Morbidi come una nuvola, se fosse possibile - e non fosse un gesto scortese - ci piacerebbe toccarli.
Romina Power e le sopracciglia bold
Romina Power e Albano cantano Felicità a Sanremo 1982. La cantante porta i capelli lunghissimi con la riga in mezzo - in una reminiscenza anni '70 - e sfoggia un make up lucido nei toni del bronzo. Il punto focale del suo beauty look? Le bellissime sopracciglia scure e intense.
Michelle Hunziker capelli raccolti
E' il 2007, Michelle Hunziker presenta il Festival insieme a Pippo Baudo e ci conquista con il suo incarnato glowy e il suo raccolto lady-like.
Il trucco fluo dei Bluvertigo
I Bluvertigo conquistano Sanremo 2001 con L'assenzio (The power of nothing). Gli artisti sfoggiano trucchi fluo da sogno.
Lo smokey eyes dei Maneskin
Sono partiti da X-Factor, hanno trionfato a Sanremo 2021 e poi hanno conquistato il mondo. I Maneskin sono il nostro orgoglio e il loro proverbiale smokey eyes non fa che rafforzare il sentimento!
I capelli corti di Giorgia
Nel 1995, con Come saprei, trionfa al Festival di Sanremo Giorgia, cantante straordinaria dal look divenuto leggenda. I suoi capelli corti boysh sono super chic: copiatissimi all'epoca, ci fanno impazzire ancora oggi.
Christina Aguilera in vintage vibes
Ospite speciale della kermesse del 2006, Christina Aguilera ha duettato con Andrea Bocelli. Il suo beauty look è vintage e 100% glam. I capelli biondi, dallo styling rétro, incorniciano il viso truccato in maniera classica, con lipstick rosso e make up nude con eyeliner.
Le chiome vaporose di Jo Squillo & Sabrina Salerno
Capelli ricci e vaporosi, ciuffi "selvaggi" e spregiudicatezza, chi non ricorda il ritornello "Siamo donne, oltre le gambe c'è di più"? Nel 1991 il duo di star italiane ci ha fatto volare!
Loredana Bertè con la coda riccia e il pancione
Al Festival di Sanremo 1986 Loredana Bertè portò la canzone Re, proponendo un look audace con coda alta riccia e radici schiacciate e lucidate dal gel. La cantante, sotto l'abito di pelle, portava un finto pancione per dimostrare che le donne, nel periodo della gravidanza, non fossero "malate" ma addirittura più forti. Quel gesto le fece perdere il contratto con la casa discografica e la consacrò a icona.
I capelli vintage di Nina Zilli
In tutte le sue partecipazioni al Festival (ma non solo!) Nina Zilli sceglie acconciature originali e voluminose. A colpirci di più è senza dubbio questo raccolto vintage con treccia laterale sfoggiato nel 2012 e, naturalmente, il suo sorriso!
Il look da diva di Antonella Ruggiero
Nel 1983 i Matia Bazar arrivano quarti ma vincono il Premio della Critica con Vacanze Romane, canzone ispirata a Fellini e alla Dolce Vita. La cantante del gruppo, Antonella Ruggiero incanta con la sua voce e con un look da diva in stile anni '50, con chioma mossa, eyeliner intenso, sopracciglia arcuate e rossetto rosso intenso.
Il beauty look goth chic di Patty Pravo
Veterana del Festival della Canzone Italiana, Patty Pravo ama da sempre lasciare a bocca aperta con i suoi beauty look. Eccola sul palco dell'Ariston nel 2019, con chioma dreaklock raccolta e un trucco occhi felino in nero opaco.
Credits Ph.: Getty Images
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I look che hanno fatto la storia del Festival di Sanremo
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YES ZEE x Michelle Hunziker: la nuova capsule Fall Winter 2025/26
YES ZEE presenta la nuova capsule collection Fall Winter 2025/26, nata dalla collaborazione con Michelle Hunziker. Il progetto va oltre la moda per abbracciare un messaggio profondo di consapevolezza, determinazione e forza interiore, coniugando eleganza e carattere in un dialogo autentico tra estetica e valori.
L’unione tra la visione contemporanea del brand e la personalità solare e decisa di Michelle infatti, ha dato vita a una collezione che interpreta la femminilità in tutte le sue sfumature, trasformando ogni capo in una vera e propria dichiarazione d’identità.
YES ZEE: quattro capispalla pensati per tutte le donne
La capsule comprende quattro capispalla iconici, ognuno dedicato a un’emozione diversa e pensato per raccontare l’universo interiore delle donne attraverso volumi, forme e texture. “Solaria” è un cappotto in twill che fonde sicurezza e vitalità, irradiando energia a ogni passo come "un raggio di sole in pieno inverno".
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“Zenith” invece è il cappotto lungo puffy che simboleggia ambizione e coraggio, ideale per chi non smette mai di puntare in alto.
Credits: Courtesy of Press Office
Il modello "Cielo” è un giubbino corto puffy dal design dinamico e contemporaneo che esprime leggerezza e libertà, mentre l'ultimo, “Aura” unisce eleganza e protezione, incarnando la forza di chi sceglie di mostrarsi con autenticità.
Credits: Courtesy of Press Office
Credits: Courtesy of Press Office
In questa capsule, ogni dettaglio racconta una storia di stile e soprattutto, personalità. I capi diventano strumenti di espressione individuale, un invito a sentirsi libere di essere sé stesse, con determinazione, consapevolezza ed eleganza.
YES ZEE e Michelle Hunziker firmano così un progetto che celebra una femminilità luminosa e sicura di sé, capace di coniugare energia, comfort e raffinatezza in un unico gesto unico. La collezione YES ZEE x Michelle Hunziker sarà disponibile online sul sito shop.yeszee.it a partire dal 6 novembre 2025 alle ore 12:00.
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Michelle Hunziker per Marco Tozzi: quando la forza è anche una questione di stile
Ci sono donne che sembrano non fermarsi mai. Michelle Hunziker è una di loro: energia inesauribile, sorriso contagioso, presenza scenica che riempie ogni spazio, ma anche un equilibrio raro tra ironia e consapevolezza. Oggi, quella stessa energia trova una nuova espressione nella collaborazione con Marco Tozzi, il marchio tedesco di calzature che ha fatto della combinazione tra design contemporaneo e comfort autentico la propria cifra distintiva.
Per la stagione Autunno Inverno 2025, la partnership tra Michelle e il brand si rinnova e si rafforza, raccontando una storia di femminilità reale, accessibile e libera da etichette. Non è solo una campagna moda, ma un dialogo tra due identità affini: quella di una donna che vive la propria quotidianità senza rinunciare allo stile, e quella di un brand che mette il benessere al centro, senza perdere il gusto per i dettagli e le tendenze.
La nuova collezione esplora il tema della versatilità con spirito deciso e glamour: motivi animalier che tornano protagonisti in chiave sofisticata, nuance bordeaux e riflessi metallici che illuminano gli outfit invernali, biker boots con fibbie e borchie per un tocco rock, fino ai modelli “Winter Glam” che trasformano ogni passo in un piccolo statement di stile.
Ma al di là delle mode, ciò che resta è la promessa di una comodità concreta, fatta di materiali morbidi, suole studiate nei minimi dettagli e forme pensate per accompagnare la vita in movimento delle donne di oggi.
Michelle, del resto, lo sa bene e forse è questo il segreto di questo incontro così naturale con il brand Marco Tozzi: entrambi parlano a una generazione di donne che vogliono sentirsi bene prima di tutto con se stesse, anche (e soprattutto) attraverso le piccole scelte quotidiane — come un paio di scarpe. Quelle che ti accompagnano ovunque, che ti fanno camminare più dritta, che raccontano chi sei anche prima che tu dica una parola.
Ne abbiamo parlato con Michelle perché, come ci ha raccontato, una scarpa non è solo un accessorio: è il punto di partenza per affrontare il mondo con passo deciso — e col sorriso.
Partiamo da una domanda semplice ma simbolica: c’è un modello di scarpe che per te rappresenta l’empowerment?
«Per me empowerment significa libertà. Una donna deve potersi vestire come vuole, anche sul lavoro, senza essere giudicata. Io sono femminista e credo che femminilità ed emancipazione possano convivere. Quindi sì, anche un tacco 12 può essere un simbolo di forza, se ti fa sentire sicura. Ma lo stesso vale per una scarpa bassa: la differenza la fa la scelta consapevole, non l’altezza del tacco».
Quando scegli un paio di scarpe, quanto contano comfort e praticità rispetto al colpo di fulmine estetico?
«La comodità per me è fondamentale. Lavoro tanto in piedi, ballo, mi muovo di continuo… ma non voglio rinunciare al design. Il primo impulso è sempre il colpo di fulmine, però poi la scarpa deve essere comoda. Non potrei mai indossare qualcosa che mi faccia soffrire solo per apparenza».
È questo che ti ha convinta a collaborare con Marco Tozzi?
«Esatto. Mi ha colpito il loro equilibrio tra design e comfort. Hanno una tecnologia incredibile nella realizzazione delle suole, che rendono anche un décolleté alto comodissimo. È una sfida bella: portare una scarpa tedesca nel mercato italiano, dove la cultura della calzatura è fortissima. E lo fanno in modo inclusivo: chiunque può sentirsi chic e sicura di sé, senza dover spendere cifre folli».
C’è un modello “salvavita” che ti accompagna nelle giornate più intense?
«Assolutamente sì: i mocassini. Eleganti, comodi, versatili. Li indosso con un pantalone morbido e una maglietta semplice: stai benissimo e arrivi a fine giornata senza pensare ai piedi. Le sneaker invece le uso solo per lo sport: sono molto attenta a scegliere la scarpa giusta per ogni attività».
Hai un ricordo legato a un paio di scarpe della tua infanzia o adolescenza?
«Sì, ricordo perfettamente delle scarpette di vernice nera che amavo da bambina: le mettevo con le calzettine di pizzo e mi sentivo elegantissima. Facevano anche rumore sull’asfalto, come se ballassi tip tap! Poi, da adolescente, il primo tacco è stato una svolta: mi ha fatto scoprire una nuova consapevolezza del corpo e della femminilità».
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Viaggio in Svizzera: i consigli di Michelle Hunziker

Dopo Roger Federer non poteva mancare un’altra testimonial d’eccezione, svizzera nel DNA ma italiana nell’anima: Michelle Hunziker. “I primi anni trascorsi in Svizzera mi hanno dato l’imprinting e poi, a 15 anni, è scoppiato l’amore per l’Italia che considero la mia seconda patria”.
La conduttrice di Sorengo è un perfetto trait d’union fra Italia e Svizzera storicamente e intimamente legate da scambi culturali e commerciali.
“Dalla scuola svizzera e dai miei genitori ho ereditato la perseveranza, la costanza, la disciplina, il fatto di non spaventarmi di fronte alle sfide mentre la mia parte più libera, più goliardica e più pazzerella è assolutamente di matrice italiana”.
(Continua sotto la foto)
La Svizzera è ancora poco conosciuta dagli italiani
“Questa alleanza è un’opportunità unica per il mercato italiano” afferma Christina Gläser, direttrice di Svizzera Turismo Italia. “Con la solarità e l’energia di Michelle, porteremo alla ribalta una destinazione attraente, sostenibile e con tante proposte accattivanti per l’estate”.
Svizzera Turismo l’ha coinvolta per raccontare con la vivacità e l’ironia che la contraddistingue le mille sfaccettature di un paese che, a dire di Michelle, è molto apprezzato dagli italiani ma ancora poco conosciuto.
“Ho accettato con gioia la proposta di Svizzera Turismo perché è l’occasione per far conoscere a un pubblico più ampio possibile la bellezza delle montagne, il suo patrimonio culturale e la cura per il territorio che contraddistingue i suoi abitanti”, aggiunge la presentatrice ed ex modella.
Svizzera Turismo ha da poco lanciato il suo manifesto per il turismo sostenibile, Swisstainable, che valorizza l’amore per la propria terra e l’attenzione per l’ambiente che è parte integrante della cultura svizzera.
“Ricordo che da piccola – parlo già di 35 anni fa – con la scuola ci mandavano in giro con un carretto nelle case a raccogliere la carta e la plastica” racconta la Hunziker.
La Svizzera e il suo impegno per la sostenibilità
La Svizzera, infatti, è impegnata da decenni nell’ambito della sostenibilità. Si pensi all’uso intensivo dell’energia idrica, alle località car-free e al lungimirante potenziamento della rete di mezzi di trasporto pubblico su tutto il territorio nazionale. Ogni giorno 9000 treni percorrono i circa 3000 chilometri della rete ferroviaria delle Ferrovie Federali Svizzere (FFS).
Pressoché ogni località della Svizzera può essere raggiunta con i mezzi di trasporto pubblico e le FFS vendono ogni anno circa 3 milioni di abbonamenti. “Era abituale muoversi in treno per fare le gite scolastiche o per andare a sciare con la propria famiglia”, conferma la Hunziker.
In Svizzera è possibile nuotare perfino in città: una prerogativa unica nel suo genere.
Con i suoi 1500 laghi, la Svizzera è il castello d’acqua d’Europa e la sorgente di molti fiumi, tra cui ad esempio il Reno. Più di un ottavo della superficie della Svizzera (5269 km2) è composto da un totale di 19 parchi. Inoltre, la legge forestale prescrive da 125 anni che il 30% del territorio svizzero sia ricoperto di boschi.
E la tendenza è in aumento. La qualità dell’aria in Svizzera è eccellente. Da sempre è famosa come stazione di climaterapia e, già nel 1853, venne scoperto il clima salutare dell’aria di montagna di Davos.
È il Paese con il più alto consumo pro capite di prodotti biologici al mondo. Inoltre, i rivenditori al dettaglio svizzeri occupano da anni i primi posti nelle classifiche internazionali di sostenibilità. La Svizzera è uno dei Paesi leader al mondo nel settore del riciclaggio e della gestione dei rifiuti. Viene riutilizzato quasi il 90% delle bottiglie in PET.
La sostenibilità come arricchimento
La sostenibilità è una necessità per preservare le risorse per le generazioni future ma è anche un’esigenza che è emersa prepotentemente con la pandemia. Gli ospiti vogliono respirare aria pura, fare movimento, viaggiare in sicurezza e ritrovare il gusto della convivialità. La natura emoziona quando è incontaminata.
La Svizzera è una destinazione di viaggio nota per le sue montagne spettacolari, le gole selvagge, i boschi mistici: la natura riempie di energia. Anche Michelle Hunziker sottolinea questi due aspetti. “Sostenibilità e autenticità sono oggi imprescindibili. Anche nel turismo. Ricerchiamo il contatto con la natura, siamo affascinati dalle persone che si prendono cura di ciò che li circonda e che tramandano il sapere artigianale.
Nell’era del fake, abbiamo bisogno di autenticità, sia nelle relazioni personali sia nei viaggi”. La possibilità di incontrare le persone e di conoscere la storia dei luoghi è un altro dei pilastri di Swisstainable.
Viaggiare in modo sostenibile non implica per forza delle rinunce. Un viaggio sostenibile vuol dire più consapevolezza, pienezza e intensità. Ed è proprio questo principio che si ritrova come filo conduttore di Swisstainable.
Per questo Svizzera Turismo invita gli ospiti a: vivere da vicino la natura incontaminata, consumare prodotti regionali, conoscere l’autentica cultura locale, prolungare il proprio soggiorno per approfondire la conoscenza del territorio.
I soggiorni lunghi non solo influiscono positivamente sul riposo, ma anche sull’ambiente e sull’economia locale. In Svizzera, anche le valli più isolate sono raggiungibili con i trasporti pubblici. Ciò aumenta le possibilità di esplorare tutto il territorio.
Le tappe del viaggio di Michelle: dal Ticino a Lucerna, da St. Moritz ad Andermatt
Parte da Milano in compagnia di due chef stellati, Carlo Cracco e Andreas Caminada, il viaggio di Michelle Hunziker in terra elvetica. “Sono due esempi viventi di cosa significhi essere attenti alla sostenibilità ma senza rinunciare alla creatività e all’esclusività di un’esperienza gourmet stellata”, racconta Michelle Hunziker.
Andreas Caminada, chef svizzero 3 stelle, è da sempre legato ai prodotti del territorio del suo Cantone, i Grigioni. Nel suo maniero di Fürstenau, lo Schloss Schauenstein, cucina con ingredienti sempre diversi che lui stesso seleziona visitando i produttori.
Trote fresche dei fiumi di montagna, carne secca essiccata all’aria dei boschi, centinaia di varietà di mele e decine di patate colorate, mais bianco, asparagi di Coira (capitale del Cantone) o ancora agnello d’alpeggio: la natura nei Grigioni è assai prodiga. Caminada sfrutta questa abbondanza e la trasforma.
A fine giugno ha inaugurato un nuovo ristorante vegetariano, l’OZ. La filiera qui è cortissima perché cucina gli ortaggi che crescono nel giardino del suo castello.
OZ, oggi in reto-romancio, sottolinea proprio questa filosofia che valorizza ciò che la natura dona, senza artifici. Il menu, quindi, varia a seconda della stagione, ogni verdura è diversa dall’altra perché tutto è all’insegna della biodiversità.
La filosofia di Carlo Cracco non si discosta da quella dell’amico d’oltralpe. Sua l’idea di aprire un ristorante didattico nel Parco del Ticino, a Villa Terzaghi, in cui gli allievi imparano a valorizzare i prodotti di filiera di questa oasi protetta che costituisce un tesoro di biodiversità a pochi passi da Milano.
Da Milano alla Svizzera il passo è breve
Basta sfruttare i collegamenti Eurocity e tutta la rete capillare dei trasporti pubblici. Ad agosto Michelle Hunziker esplorerà due regioni, il Ticino e la Regione del Lago di Lucerna, viaggiando sul Gotthard Panorama Express, un percorso panoramico che prevede una tappa in treno da Lugano a Flüelen lungo la vecchia tratta del Gottardo e una tappa in battello da Flüelen a Lucerna, sull’omonimo lago.
“Sono molto curiosa di partire. Sempre impegnata con mille progetti non ho ancora avuto modo di provare tutti i trenini panoramici. Sarà una scoperta anche per me”. Le esperienze in Ticino e a Lucerna seguono naturalmente la filosofia della Swisstainable.
Michelle farà un salto nel Mendrisiotto, la zona poco oltre confine, costellata di vigneti e da piccoli borghi. La sua icona è il Fiore di Pietra, disegnato da Mario Botta, che svetta sulla cima del Monte Generoso.
Raggiungibile naturalmente con l’immancabile ferrovia a cremagliera. A Lugano toccherà l’anima verde di questa cittadina che offre tantissime esperienze sul lago e sui “monti” di casa. Un po’ di storia a Bellinzona con i castelli viscontei, patrimonio Unesco.
Finito il tour ticinese, si prende il treno con ampie vetrate panoramiche in direzione Flüelen. Lasciata Bellinzona, il paesaggio si trasforma man mano che ci si avvicina alla zona del Gottardo: dalla macchia mediterranea ai pascoli punteggiati di rocce. Sbucati nella parte nord del tunnel del Gottardo, si comincia a scendere verso Flüelen.
Il viaggio in battello conduce ad ammirare i luoghi simbolo della Svizzera: la cappella di Tell e la roccia di Tell, il prato del Rütli dove i primi cantoni fecero il giuramento che sancì la nascita della Confederazione nel 1291 e lo Schillerstein, monumento in roccia dedicato a Schiller.
A Lucerna ci si immerge nella città della musica, delle chiese e delle piazze con gli edifici decorati. Un tuffo nel passato ma con uno sguardo alla contemporaneità testimoniata dall’auditorium KKL, disegnato da Jean Nouvel.
Una chicca imperdibile è il Museo dei Trasporti, un enorme parco tematico che raccoglie una collezione di locomotive, imbarcazioni, velivoli, bici che testimoniano l’avventura della mobilità.
Qui Michelle si cimenterà con The Edge, un’arrampicata virtuale sul Cervino. Un’esperienza davvero incredibile! E, meteo permettendo, ci sarà poi il tempo per un bagno al lago e un aperitivo nel romantico Seebadi, il bagno cittadino in stile Bell’Epoque.
St. Moritz in chiave estiva e poi Andermatt in chiave invernale sottolineano come sia possibile coniugare una vacanza lussuosa con il rispetto del territorio. St. Moritz da anni è impegnata nell’utilizzo di energia rinnovabile, dal geotermico per riscaldare gli hotel al fotovoltaico per gli impianti di risalita.
I suoi 5 stelle invitano a consumare piatti regionali e propongono esperienze a contatto con la natura. Michelle Hunziker ne proverà alcune come lo Yoga, il Paddle e un itinerario in mountain-bike con degustazione. Il viaggio ad Andermatt è programmato per il prossimo inverno.
Non può mancare un’esperienza sugli sci in questo comprensorio ai piedi del Gottardo dove si può prendere perfino un treno per raggiungere le piste. Anche Andermatt promuove un turismo sostenibile con tante iniziative concrete. Gli impianti di risalita sfruttano l’energia eolica ed idroelettrica.
Tutti i ristoranti sono “plastic-free” ed è stato inventato un sistema per conservare la neve d’estate. “Non vedo l’ora di partire e di raccontare le tantissime esperienze che si possono fare in Svizzera” dichiara entusiasta Michelle Hunziker. “Con l’aiuto di Michelle partiremo alla conquista del cuore degli italiani” afferma la direttrice.
Viaggiare in treno con il promo code di Michelle Hunziker
Da settembre a dicembre sarà possibile viaggiare sui treni Eurocity a prezzi scontati. L’iniziativa rappresenta un incentivo a usare i treni che collegano Milano, Bologna, Genova e Venezia con le principali città svizzere. “Per gli svizzeri muoversi coi mezzi pubblici è una forma mentis” sottolinea Michelle. “Si arriva in treno in centro in città e poi è tutto a portata di mano. Si può davvero fare a meno dell’auto”.
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Green Carpet Fashion Awards 2019: gli Oscar della sostenibilità a Milano

La Fashion Week milanese si chiude con i premi green dedicati al mondo della moda
La Settimana della Moda di Milano è arrivata alla fine, e si chiude con i Green Carpet Fashion Awards, i veri e propri Oscar della moda sostenibile. Non un red carpet, ma un green carpet, fatto di stelle del cinema, della tv, modelle e designer. Questi ultimi, i veri protagonisti dell'evento che vede la consegna di 11 premi che celebrano l'impegno green (spesso troppo sconosciuto) di molti nomi del settore.
Una serata voluta e sostenuta da molti nomi ed enti di rilievo, e nata per volontà di Livia Firth, presidentessa di Eco-Age, e Carlo Capasa, presidente di Camera Nazionale della Moda. Ecco chi c'era a dare il proprio sostegno, anche indossando degli abiti molto speciali.
Green Carpet Awards 2019: tutti gli ospiti
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I VINCITORI
L'attrice Nikki Reed, in Jonathan Simkhai, e Ian Somerhalder in Tommy Hilfiger posano con Elia Maramotti, che ha ritirato a nome di Max Mara il premio per la sostenibilità.
Reed e Somerhalder hanno consegnato un premio alla sostenibilità anche a Gildo Zegna e Alessandro Sartori, direttore artistico di Ermenegildo Zegna.
Stefano Funari ha ricevuto da Lou Doillon un premio per I was a Sari, l'impresa da lui fondata. Qui insieme a un gruppo di sarte indiane.
Arizona Muse e Sara Maino hanno consegnato a Flavia La Rocca il premio come designer emergente.
Francois-Henri Pinault ha ricevuto da Ginevra Elkann il premio come visionario dell'anno.
Sinead Burke, in Roksanda, ha consegnato alla modella olandese Doutzen Kroes il premio come Social Media Changemaker.
Derek Blasberg ha consegnato a Valter Peretti e Massimo Neresini il premio dedicato all'innovazione tecnologica.
A Veronika Mikos, in A-Lab, ha ritirato per conto di Healthy Seas, il premio per la Circular Economy.
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Trussardi e Michelle: dietro le quinte dell'abito dei Green Carpet Fashion Awards 2018

La showgirl mostra i segreti dell'abito indossato in occasione dei premi per la moda sostenibile.
Un serata speciale, all'interno di uno dei luoghi simbolo di Milano, il Teatro alla Scala, per celebrare la moda "sostenibile" e tutti coloro che lavorano affinché il settore del fashion sia prempre più "green" ed etico.
Per la seconda edizione, i Green Carpet Fashion Awards 2018 hanno raccolto un parterre ricco di ospiti illustri e nomi eccellenti. E ovviamente, in prima fila c'erano loro, gli abiti indossati per il tappeto rosso (anzi,verde) scelti dalle star.
Come Michelle Hunziker, showgirl amatissima dal pubblico italiano, al braccio del marito Tomaso Trussardi, con un longdress della maison del Levriero.
Una crezione realizzata appositamente per lei, in in seta biologica con elegante scollo sulla schiena e gonna plissè soleil con intarsio di chiffon biologico effetto trasparente.
Trussardi ha svelato in esclusiva per Grazia.it gli scatti del fitting di Michelle prima del prestigioso evento.
I dettagli preziosi, le mani esperte delle sarte che danno gli ultimi ritocchi all'abito su Michelle. A corredare il look, una pochette realizzata in poliestere da riciclo. Un look dall'animo sostenibile in tutti i suoi aspetti.
Scoprite su Grazia.it il video esclusivo di Michelle e Trussardi:
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Sanremo 2018: tutti i look sul palco dell'Ariston

Scoprite con noi tutti gli abiti di cantanti, ospiti e conduttori sul palco dell'Ariston per il 68esimo Festival di Sanremo
Si chiude la 68esima edizione del Festival di Sanremo e come ogni anno eccoci qui con le nostre pagelle dei look.
Sul palco, a fare gli onori di casa, c'è stata una splendida Michelle Hunziker che ha scelto, serata dopo serata, degli abiti da sera di Armani, Ferretti, Trussardi e Moschino. Lei, con il direttore artistico Claudio Baglioni e da Pierfrancesco Favino, ha dato vita a un trio insolito per una kermesse che si preannunciava rivoluzionaria e che in un certo senso (almeno a giudicare dagli ascolti e dai finalisti giovani per la media sanremese) lo è stata eccome.
E in fatto di look? Diamo voce alla nostre pagelle che, data la scarsa presenza di cantanti donne (4 su 20), includono anche agli uomini del Festivàl.
Scopriamo insieme chi ha vestito chi e chi, secondo noi, ha meritaro il massimo dei voti.
Tutti i look di Sanremo 2018
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Michelle Hunziker: “A Sanremo sarò io la forza delle donne”

Dal 6 febbraio Michelle Hunziker condurrà uno dei festival con più concorrenti uomini di sempre. Ma lei promette che userà il palco per celebrare la tenacia femminile. La stessa che, racconta a Grazia, l’ha aiutata a rialzarsi sempre: anche di fronte a quegli attacchi di panico che nei momenti bui della sua vita le avevano tolto la voglia di sorridere
Appena la conduttrice Michelle Hunziker arriva nel nostro studio fotografico, lui, il marito Tomaso Trussardi, le manda un video: è in aereo verso Londra. Poi, durante le sei ore che passo insieme con lei, si scambiano ancora messaggi, foto, mini-video. Nel linguaggio senza parole dell’amore è come se si dicessero: “Non riesco a stare senza di te”.
E questa non è una passione appena nata, fanno coppia da quasi sette anni, sposati da tre e hanno due figlie, Sole e Celeste, 4 e 2 anni. «Abbiamo anche pensato di fare un altro figlio, magari un maschio», mi dice Michelle. «Vediamo se Sanremo ci porta anche un bambino».
Hunziker sarà la conduttrice del prossimo Festival di Sanremo (dal 6 al 10 febbraio) insieme con l’attore Pierfrancesco Favino, sotto la direzione artistica di Claudio Baglioni. «È la prima volta da quando sono nate le bambine che mi allontano da loro per una settimana per lavoro», dice. È già salita sul palco di Sanremo: nel 2007 era a fianco di Pippo Baudo.
Questa volta che effetto le fa?
«Per me è un nuovo inizio. All’esordio ho provato un’emozione incredibile e tanta ansia. Mi chiedevo: “Non rischio di bruciarmi andando a Sanremo a 30 anni?” Dopo undici anni torno con la voglia di godermi il Festival. È un traguardo».
Che tipo di Sanremo sarà?
«Un Festival molto social: potremo giocare con il pubblico, ma anche rendere virali alcuni dettagli. Sfrutterò ogni possibilità. Baglioni è un romantico, un precisino dalle idee mai scontate. Certo, apparteniamo a mondi diversi, e per questo funzioniamo».
Si dice che nel 2007 il suo cachet fosse più del doppio di quello di oggi (un milione contro 400 mila euro). È un segno dei tempi?
«I tempi sono cambiati ed è giusto adattarsi. Ma quella volta non è vero che mi hanno pagato il doppio: una parte del cachet era andata alla produzione».
È il primo Festival dopo la tempesta provocata dal caso delle violenze del produttore americano Harvey Weinstein. I temi sulla violenza delle donne sono a lei cari: ha fondato l’associazione Doppia Difesa con l’avvocato Giulia Bongiorno. Ne parlerete sul palco?
«Sì, è stata una delle condizioni che ho posto accettando la conduzione. Voglio mandare un messaggio positivo e dimostrare che le donne fanno squadra. Quest’anno Sanremo casualmente è molto maschile: su 20 canzoni in gara, ci sono solo quattro donne. Ma sarà ancora più bello salire sul palco e portare la femminilità».
L’avvocato Giulia Bongiorno si candida alle prossime elezioni a fianco di Matteo Salvini, segretario federale della Lega Nord. Che cosa ne pensa?
«È già stata in politica: “Le battaglie non si fanno dietro una scrivania”, dice. Se oggi abbiamo una legge contro lo stalking lo dobbiamo anche a lei, che ha collaborato a scriverla. Io ho le mie idee e Doppia Difesa è apolitica, ma se la sua candidatura serve a fare delle battaglie per le donne, ben venga».
Da quali stilisti si farà vestire durante il Festival?
«Solo da maison made in Italy al cento per cento, con un tributo a Giorgio Armani, che mi veste nella prima e nell’ultima serata. Poi ci saranno Moschino, Alberta Ferretti e Trussardi, il marchio del cuore: sono orgogliosa di portare mio marito e la sua azienda sul palco dell’Ariston e vi stupirete per la bellezza dei suoi abiti».
Lei ha sei anni in più di Tomaso. È un vantaggio o no?
«Una volta pensavo che la maturità si misurasse con l’età. Poi è arrivato questo ragazzo di 28 anni, un gentleman che mi ha corteggiato per tre mesi prima di baciarmi. Un uomo di altri tempi. E poi Tomaso sembra più maturo della sua età, forse perché la sua famiglia ha vissuto grandi tragedie (la morte per un incidente stradale del padre Nicola e, quattro anni dopo, del fratello Francesco, ndr). Il dolore e il senso di responsabilità ci hanno unito: lui ha saputo leggere dentro di me e io lo stesso».
Il suo dolore è anche la setta che per cinque anni l’ha tenuta “prigioniera”. Eppure lei è una donna apparentemente forte. Un’esperienza simile potrebbe capitare a chiunque?
«Sì, soprattutto a chi perde un genitore da giovane, a chi si fa molte domande, a chi si sente mancare il terreno sotto i piedi e a chi cerca Dio, perché questi “guru” entrano nella tua vita e ti fanno sentire un eletto, una persona che conta per il Signore. Se non hai stabilità ti può capitare di finire in qualche circolo esoterico: succede a molte più persone di quante immaginiamo».
Crede in Dio?
«Sì. Mio padre era molto cattolico e la domenica andavamo insieme in chiesa, poi a mangiare le alette di pollo fritte o a passeggiare nel bosco. Ho sempre collegato Dio a un momento d’amore e a mio padre. Poi lui ha iniziato a bere. Si dimenticava di venirmi a prendere e ai miei occhi era come se amasse l’alcol più di me. Allora ho smesso di parlargli e ho rinnegato Dio. Ma dentro di me c’era qualcosa che mi logorava, un malessere legato all’assenza di mio padre. Una pranoterapeuta me lo ha fatto ritrovare, ma dopo un anno in cui ho potuto riabbracciarlo, l’ho perso, e questo mi ha devastata. Allora sono caduta in un vortice, ma precipitare nella setta ha rafforzato la mia fede, perché quando tocchi davvero il fondo, capisci che se c’è il male c’è anche il bene».
Nei momenti difficili, quando è stata plagiata dalla setta, che tipo di risposte cercava?
«Ero convinta di non essere degna d’amore e che le persone accanto a me non mi amassero. Mi sentivo in colpa, inadeguata. Mi chiedevo: “Perché qualcosa non va in me?”. Poi è arrivata la pranoterapeuta che diceva: “Noi ti amiamo, siamo la tua nuova famiglia” e mi ha fregato. Non voglio che questo accada mai alle mie figlie, perciò le riempio di baci: il contatto fisico è importantissimo, fa sentire protetti».
Secondo lei per rinascere forti bisogna anche perdersi?
«Sì e ringrazio il cielo per tutto quello che ho vissuto, perché affrontare problemi già da bambini è una fortuna: ti prepara alle difficoltà della vita».
Le sue figlie, cresciute in un ambiente privilegiato, che ostacoli dovranno superare?
«Molti. Come è successo ad Aurora (21 anni, avuta con Eros Ramazzotti, ndr), che fin dalle elementari si è sempre chiesta: “Ho davvero degli amici?”, “Perché mi chiedono sempre di te e del papà?”. Durante l’adolescenza si è dovuta confrontare con frasi tipo: “Tua madre è una gnocca”. La sua identità era sempre offuscata dalla visibilità dei suoi genitori. E poco importa se aveva privilegi unici, come poter mangiare una pizza con Justin Timberlake dopo un concerto. È cresciuta circondata da paparazzi».
Effettivamente da vent’anni lei vive assediata dai paparazzi. Suo marito come l’ha presa?
«È una delle cose che mi ha conquistato di Tomi. Per i pochi uomini che ho avuto dopo Eros è sempre stato un problema: non volevano uscire di casa. Il “pacchetto Hunziker” all’inizio andava bene, ma poi diventava pesante: c’erano i paparazzi, il codazzo della gente che mi salutava, il mio passato, Auri. Poi è arrivato questo ragazzo di 28 anni, un principe azzurro. “Appena si renderà conto di tutto mi lascerà”, pensavo. Gliene ho parlato e lui mi ha risposto: “Dei paparazzi non mi frega niente. Io amo te”. A Natale ha regalato loro panettoni e spumante. Una volta siamo andati a mangiare vicino a Bergamo e li ha invitati a gustare una bistecca: invece di fare le foto, si sono ubriacati».
Lei e suo marito sembrate molto diversi: Michelle sempre sorridente, lui più riservato. È un’alchimia che funziona?
«Siamo due persone molto profonde, ma in modo diverso, lui tende alla sofferenza, io alla leggerezza. Ci diamo una mano a vicenda».
Una volta ha detto che le capita di sentire “l’ansia come un peso nel cuore, ma scelgo di non sprofondarci”. È davvero possibile? È possibile controllarla?
«Dopo essere uscita dalla setta ho sofferto di attacchi di panico per quattro anni. Quando ti svegli alle 3 di notte con il respiro in gola, pensando di morire, devi trovare un metodo per non farti sopraffare. Io alle prime avvisaglie prendo una bottiglia d’acqua, mi siedo e bevo a piccoli sorsi. La concentrazione richiesta da questo gesto neutralizza il panico. Ora è da tanto che non ho attacchi. Sole e Celeste mi hanno salvato. L’ansia non può esserci quando devi occuparti dei bambini».
Che tipo di mamma è Michelle?
«Affettuosa ma, quando serve, anche severa. Le Trussardine sono piene di energia. Ma le regole servono e quando Sole e Celeste fanno i capricci e si buttano per terra, alzo la voce anche se siamo in giro. Non ho paura del giudizio degli altri».
I genitori commettono anche errori con i figli. Lei?
«Mi chiedo sempre se sono troppo dura o permissiva, se ho fatto le scelte giuste o no, ma quello che mi guida è l’amore. Spero che le mie figlie lo riconoscano. Io sono stata una ribelle, ho tolto il saluto a mio padre e scritto a mia madre lettere terribili: se penso di riceverne simili, sprofondo nello sconforto».
Per un attimo torniamo all’Ariston. Le sue figlie hanno capito che cosa succederà a Sanremo?
«Aurora non vede l’ora di starmi vicino dietro le quinte. Le più piccole invece mi raggiungeranno con Tomaso a Bordighera l’ultimo weekend, ma sono troppo piccole per capire che cosa accadrà. Sole l’ho portata una volta a Striscia la notizia e da allora ogni giorno mi dice: “Mamma voglio venire con te in studio nella televisione”. Ceci, invece, se mi vede in tv si mette a piangere, perché non riesce a “prendermi” dallo schermo. Il mio Sanremo glielo racconterò quando diventerà più grande».
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Come si vestirà Michelle Hunziker a Sanremo (secondo noi)

In attesa dell'inizio del Festival di Sanremo comincia il toto-abito: chi vestirà Michelle Hunziker sul palco dell'Ariston?
Il 68esimo Festival di Sanremo è alle porte: dal 6 al 10 febbraio vedremo sul palco dell'Ariston, nel ruolo di padrona di casa, Michelle Hunziker. E subito la nostra mente vola non alle canzoni e agli artisti (scusateci, deformazione professionale) ma a chi vestirà la conduttrice svizzera.
Ovviamente il primo pensiero va alla Maison Trussardi, marchio del marito Tomaso, ma dato che vogliamo sfruttare un po' la nostra infinita immaginazione, abbiamo pensato di sbizzarrirci con altri nomi della moda.
Tra un romantico Valentino e un sexy Versace, scoprite come vestiremmo noi Michelle Hunziker al prossimo Festival.
Lo stile di Michelle Hunziker
Prima di dare il via ai pronostici, analizziamo lo stile di Michelle, che potremmo definire "variegato". Iper femminile, ama sia gli abiti lunghi (senza disdegnare qualche spacco) che i tubini, con un occhio di riguardo per le jumpsuit con pantaloni ampi e morbidi.
Michelle in total black Trussardi
Prima proposta: un lungo fluido con maxi scollatura a V, firmato Trussardi.
Michelle in un "esplosivo" look di Armani Privé
Dalla silhouette semplice del precedente a quella voluminosa e colorata vista sull'ultima passerella Haute Couture di Armani.
Michelle romantica in Valentino
Una scelta sognante e molto dolce: un monospalla con maxi ruche, firmato Valentino.
Michelle in jumpsuit firmata Blumarine
Tra i suoi pezzi preferiti c'è la tuta. Questa, in seta con profili in pizzo di Blumarine, sarebbe perfetta!
Michelle sexy in Versace
Altro total black, ma questa volta molto più audace di Versace, con uno scollo a cuore completato da uno spacco vertiginoso.
Michelle in rosso con Alberta Ferretti
Un lampo di colore e di calore, con questo abito rosso fuoco di Alberta Ferretti.
Michelle "boho-chic" in Luisa Beccaria
Dal romanticismo del rosa a quello di un delicato bouquet di fiori firmato Luisa Beccaria.
Michelle in tailleur Dior
E se al posto di gonne ampie e jumpsuit in seta ci fosse un bel tailleur dalle linee precise? Per noi sarebbe come questo di Dior.
Michelle "divina" in Gucci
Nel panorama dei brand italiani (o quasi) non può mancare Gucci, con questo abito fluido ricco di applicazioni.
Michelle da red carpet hollywoodiano, in Elie Saab
Non solo marchi e designer italiani: se Michelle dovesse indossare una creazione da red carpet hollywoodiano vorremmo fosse Elie Saab.
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