Imparare a deludere è un atto d’amore (verso sé stessi)

Dire no, smettere di piacere a tutti e scegliere chi vogliamo essere: perché oggi deludere è una competenza emotiva fondamentale
Per molte persone la parola "deludere" è stata a lungo sinonimo di colpa. Ci hanno insegnato infatti a essere disponibili, comprensivi, accomodanti, a non creare attrito, a non dire no. E così, invece di scegliere, abbiamo spesso imparato a cedere.
Oggi però qualcosa sta cambiando. Sempre più persone stanno scoprendo che deludere è una vera e propria soglia: quella che separa la versione di sé che sopravvive da quella che vive davvero.
Non è un caso infatti se la salute mentale oggi passa sempre più dal tema dei confini. La “brava persona” che è stata educata a essere amata più che autentica, apprezzata più che vera, ma a forza di adattarsi, si è persa.
Deludere allora diventa una forma di disobbedienza gentile: una una scelta consapevole, significa rinunciare all’idea di essere necessari per iniziare a essere liberi.
Dire no quindi non è un rifiuto dell’altro, ma una dichiarazione di presenza verso se stessi. È un gesto che può sembrare minuscolo ma in realtà lo è solo in apparenza: questo infatti è uno dei più potenti strumenti di cura emotiva.
Ogni volta che diciamo sì per paura di perdere l’approvazione, stiamo barattando una parte della nostra energia: imparare a deludere significa proprio questo, smettere di farlo.
Dire no: non un muro, ma una porta
Mettere confini non significa chiudersi, ma scegliere cosa far entrare e cosa no. I confini sani per definizione infatti non isolano, ma orientano, le nostre scelte, i nostri desideri e le nostre emozioni. Ci aiutano a distinguere ciò che ci nutre da ciò che ci consuma, ciò che ci rispecchia da ciò che ci allontana. Non si tratta quindi di essere meno empatiche, ma più oneste.
Il bisogno di piacere è un fenomeno davvero comune e spesso è un’eredità emotiva: nasce dal desiderio di sentirsi al sicuro, ma quando diventa una strategia permanente, smette di proteggerci e inizia a svuotarci.
Deludere, in questo senso, è un passaggio di crescita, è il momento in cui scegliamo di non essere più tutto per tutti, per diventare qualcosa di vero per noi.
La nuova forza è saper perdere
Quando ad esempio un’amica ti chiede un favore proprio nel momento in cui sei già stanca e piena di impegni, l’abitudine di sempre spingerebbe a rispondere subito: “Certo, ci penso io”. Il nuovo confine invece è una frase diversa, più onesta: “Mi dispiace, questa volta non riesco”. Non c’è rabbia, non c’è durezza ma solo chiarezza. Forse l’altra persona resterà un po’ delusa, ed è umano, ma per una volta non sarai tu a tradire i tuoi bisogni perché è lì che i confini iniziano davvero a prendere forma.
Non tutte resteranno e non tutti capiranno, ma va bene così. Dire no infatti indica una maturità emotiva che non significa trattenere, ma lasciare andare ciò che non è più allineato con noi. Imparare a deludere dopotutto, non ci rende meno amabili, ci rende restituisce autenticità.
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