Cosa fare a Roma nel weekend del 5 e 6 ottobre

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Cosa fare a Roma questo weekend: tra musica, eventi e mostre, ecco dieci idee per accontentare i gusti di tutti nel fine settimana del 5 e 6 ottobre

Ecco dieci consigli per decidere cosa fare a Roma nel fine settimana tra concerti, iniziative culturali e suggerimenti per gite fuori porta.

Il Salone delle Fontane dell’Eur ospiterà l’edizione 2019 di “EurHop – Roma Beer Festival” con oltre 800 birre artigianali provenienti da tutto il mondo: due banconi da 45 metri, con 400 spine, vedranno alternarsi le migliori proposte brassicole nazionali e internazionali.

Questo fine settimana torna anche “Romics” alla Fiera di Roma, una grande rassegna internazionale dedicata al fumetto, all'animazione, al cinema e ai videogames.

Da non perdere domenica al Laghetto dell’Eur “Wanderlust”, evento mondiale di yoga, fitness, cibo salutare e benessere.

E poi in tema di musica, Achille Lauro sarà in concerto venerdì e sabato all’Altantico per il suo “Rolls Royce Tour”.

Tra le mostre da segnalare, invece, c’è “Impressionisti segreti” a Palazzo Bonaparte.

E per gli amanti dell’enogastromomia prosegue la manifestazione “Cantine Aperte” nel Lazio.

Ecco tutti i dettagli che vi serve conoscere:

(Continua sotto la foto)

wanderlust roma

Wanderlust – Mindful triathlon

Wanderlust, che già da 10 anni porta il Mindful Triathlon nei più importanti parchi del mondo, sbarca a Roma questa domenica per la sua terza edizione in Italia.

Al laghetto dell’Eur vi aspetteranno 5 km di corsa o camminata, 90 minuti di yoga e una meditazione guidata.

L’esperienza che Wanderlust offre è un’esperienza immersiva di sfida e ispirazione, per trovare e riconoscere la versione migliore di ognuno.

In un’unica giornata i partecipanti potranno anche rilassarsi con musica, cibo salutare, mercatini artigianali.

Un lungo momento di evasione per prendersi cura di sé. Ci saranno inoltre diversi e interessanti speeches i cui temi saranno principalmente incentrati sul miglioramento di sé attraverso uno stile di vita sano e sostenibile, la meditazione e la pratica dello yoga, ma non solo.

Wanderlust 108 ha come obiettivo aiutare l’individuo nel proprio percorso verso il benessere personale, costruendo una community attorno alle pratiche per raggiungere la consapevolezza di sé, come lo yoga e la meditazione.

Numerosi studi provano come tali discipline siano in grado di apportare diversi benefici, tra cui la riduzione dell’ansia e il miglioramento delle proprie abilità cognitive. Wanderlust 108 aiuta a raggiungere quindi una maggiore ‘consapevolezza’ in modo accessibile, completo, aperto a tutti e divertente.

Per info e biglietti, collegarsi al sito dedicato

eurhop roma beer festival

EurHop – Roma beer festival al Salone delle Fontane

Anche quest’anno torna “EurHop - Roma beer festival”, il salone internazionale della birra artigianale sarà ospitato per tutto il fine settimana al Salone delle Fontane dell’Eur in via Ciro il Grande 10-12.

Largo quindi alle eccellenze, sia italiane che estere, attraverso un’offerta che spazierà tra grandi classici, conferme e interessanti novità del mondo della birra.

Non mancheranno anche momenti di incontro, degustazione e didattica sul mondo della birra artigianale.

In occasione di “EurHop” la Capitale sarà inoltre animata da “EurHoff”, il Fuori Salone che coinvolgerà numerosi pub nei quali si terranno eventi, approfondimenti, incontri con esperti del settore, degustazioni.

Sarà l’occasione per far conoscere agli amanti della birra artigianale i mastri birrai internazionali più famosi che arrivano a Roma solo in occasione del Salone.

Ingresso giornaliero 10 euro; per maggiori info, orari di apertura e per conoscere i birrifici che parteciperanno alla kermesse collegarsi al sito www.eurhop.com.

Achille Lauro Atlantico

Achille Lauro in concerto all’Atlantico

Venerdì e sabato Achille Lauro sarà in concerto all’Atlantico con il suo “Rolls Royce Tour 2019”.

Il rapper 29enne porterà sul palco in particolare i brani estratti dall’album “1969”: oltre al brano “Rolls Royce”, con cui si è esibito all’ultimo festival di Sanremo, non mancheranno “C’este la vie”, “Je t’aime”, “Zucchero” e “Deliquente”.

Dopo i due concerti in programma all’Atlantico Live di Roma, Achille Lauro proseguirà il suo tour al Fabrique di Milano lunedì 7 ottobre. L’ultima data è invece in programma per il 13 ottobre alla Casa della Musica di Napoli.

Atlantico Live, via dell’Oceano Atlantico.

Biglietto unico 26 euro su www.ticketone.it.

mostra monochrome micro

Mostra Monochrome, definizione dell’ombra alla galleria Micro

Riapre la stagione di Micro Arti Visive con “Monochrome”, mostra personale dell'artista italo greca Alessandra Maxaculii per le nuove iniziative in calendario dedicate all’arte grafica e incisoria.

Il primo approfondimento sarà rivolto alla xilografia, la più antica tra le tecniche incisorie, che in epoca moderna ha trovato largo impiego, dal Rinascimento ai giorni nostri, e rivalutata da molti pittori moderni e contemporanei, da Chagall a Picasso, da Mirò a Dalì, a Guttuso, Campigli, e Morandi.

Fino al 10 ottobre riaprono i battenti con una grande interprete Alessandra Maxaculi, sanguigna e innovativa, che si dedica parallelamente anche alla scultura ma che predilige l’incisione con un particolare interesse per il chiaroscuro e le ombre.

Il pensiero di fondo che guida la mano dell’artista è infatti la monocromia. 

Il netto contrasto tra bianco e nero apre il campo a un’interessante ricerca stilistica, con l’impiego di un solo colore, tra fascinose figure monocrome e fini tratteggi.

Ingresso libero, www.microartivisive.it.

romics roma

Romics – Festival internazionale del fumetto, animazione, cinema e games

Fino a domenica la Fiera di Roma ospita “Romics - il Festival Internazionale del Fumetto, Animazione, Cinema e Games”.

Visitando i numerosi stand espositivi, si potranno trovare tutte le novità editoriali, videogame, collezionismo e molto altro.

In questa 26esima edizione Romics dedicherà anche una particolare attenzione alla campagna “Un'alimentazione sana per un mondo #FameZero”.

E poi, come di consueto, i fumetti saranno i grandi protagonisti della rassegna tra incontri, mostre e talk con nomi come Altan, Tito Faraci, e il Romics d'oro 2019 Federico Bertolucci.

La XXVI edizione vede inoltre il lancio di un nuovo progetto, in collaborazione con la Sapienza, Università di Roma: “Romics Innovation Lab for Creativity”.

Un laboratorio dedicato alla ricerca, promozione, sviluppo e supporto di progetti e innovatori attivi nell’ambito della creatività e dell’entertainment a impatto sociale che intende rilanciare la mission dell'entertainment, in particolare delle tecnologie digitali e della gamification per la risoluzione di grandi sfide sociali.

Per tutte le info e biglietti www.romics.it.

Digitalive 2019

Digitalive al Mattatoio

Per tutto il fine settimana torna “Digitalive”, alla sua seconda edizione, kermesse ospitata nel palinsesto di “Romaeuropa Festival”.

Performance multimediali, arte e creatività innovativa ed emergente saranno ospitate negli spazi del Mattatoio in piazza Orazio Giustiniani.

Scienze, media, musica, performing arts, arti visive saranno le grandi protagoniste di questa rassegna multimediale.

Per conoscere nel dettaglio gli artisti e il programma collegarsi alla sezione dedicata a “Digitalive”. 

impressionisti segreti palazzo bonaparte

Mostra Impressionisti segreti a Palazzo Bonaparte

Palazzo Bonaparte ospita la mostra “Impressionisti segreti” con oltre 50 opere di artisti tra cui Monet, Renoir, Cézanne, Pissarro, Sisley, Caillebotte, Morisot, Gonzalès, Gauguin, Signac, Van Rysselberghe e Cross.

Tesori nascosti al più vasto pubblico, provenienti da collezioni private raramente accessibili e concessi eccezionalmente per questa mostra, saranno esposti proprio a Palazzo Bonaparte – anch’esso fino a oggi luogo privato – che apre per la prima volta le sue porte a veri capolavori del movimento artistico d’Oltralpe più famoso al mondo: l’Impressionismo. 

Biglietto intero 15 euro.

Palazzo Bonaparte, piazza Venezia 5. 

www.mostrepalazzobonaparte.it.

opera on ice foro italico

Opera on Ice al Foro Italico

Dopo il sold out delle scorse edizioni, tra cui l’Arena di Verona, e il successo televisivo su Canale 5, “Opera on Ice” andrà in scena per la prima volta al Foro Italico di Roma.

Vi aspetterà un meraviglioso allestimento con una pista di ghiaccio centrale di circa 800 metri quadri, l’orchestra, il coro e i solisti dal vivo, il tutto all’interno del tempio dello sport italiano: il Centrale del Foro Italico.

Il campione olimpico Evgeni Plushenko e le grandi stelle del pattinaggio vi incanteranno con le loro performance indossando costumi realizzati ad hoc per lo spettacolo.

Tante le sorprese in programma, tra le quali uno spettacolare tributo alla storica location, sede del Coni, in vista dei Giochi Olimpici Invernali Milano-Cortina 2026. 

I biglietti di Opera on Ice 2019 sono in vendita su Ticketone.

Per saperne di più www.operaonice.eu.

musei statali gratis

Musei Statali Gratis 

Domenica 6 ottobre, come ogni prima del mese, i musei statali saranno gratuiti (tranne le mostre temporanee per le quali potrebbe rimanere in vigore la tariffa d’ingresso).

Ecco alcuni musei che aderiranno all’iniziativa: Colosseo e Foro Romano / Palatino, Domus Aurea, Galleria Borghese, Galleria Nazionale Arte Moderna, Museo nazionale Etrusco di Villa Giulia e molti altri.

Per maggiori info: www.beniculturali.it.

Cantine Aperte

Cantine aperte in vendemmia

Anche nel mese di ottobre continua la manifestazione “Cantine aperte in vendemmia” nell’ambito del Movimento Turismo del Vino.

È il momento in cui le aziende si animano del lavoro incessante in vigna e della selezione dei grappoli migliori, un periodo suggestivo per visitare i vigneti, partecipare insieme ai vignaioli alla raccolta dell'uva e alle prime fasi di lavorazione.

Per accogliere al meglio gli appassionati, le aziende organizzano eventi speciali come mostre d'arte, spettacoli, concerti e molto altro.

Per scoprire tutte le 11 cantine aderenti nel Lazio, tra degustazioni e passeggiate in vigna, basta collegarsi a www.movimentoturismovino.it.

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Quiz: che ruolo avresti al Festival di Sanremo? Giudice, conduttore o cantante?

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Un quiz per scoprire quale sarebbe il vostro ruolo al Festival di Sanremo: giudice, cantante o conduttore?

C’è una settimana all’anno in cui l’Italia si sincronizza.Le chat di famiglia esplodono, le stories diventano un commento live permanente, e persino chi “non guarda la tv” improvvisamente ha un’opinione fortissima su outfit, acuti e standing ovation. È la settimana "santa" del Festival di Sanremo.

Nato nel 1951 e ospitato nello storico Teatro Ariston, il Festival è molto più di una gara canora: è uno specchio culturale, nonché un termometro emotivo e salotto pop dove si mescolano musica, moda e momenti destinati a diventare storia.

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Credits: Getty Images

Negli anni, il palco dell’Ariston ha consacrato carriere, rilanciato icone e generato scene impossibili da dimenticare. Da Domenico Modugno che nel 1958 fece volare “Nel blu dipinto di blu”, fino all’esplosione globale dei Måneskin dopo la vittoria e l’onda lunga dell’Eurovision.E poi le edizioni più recenti, capaci di trasformare il Festival in un evento davvero cross-generazionale e cross-piattaforma.

Con il ritorno di Carlo Conti alla conduzione e un parterre di ospiti che promette momenti memorabili - da Laura Pausini a Tiziano Ferro, passando per Pilar Fogliati e Achille Lauro, la 76ª edizione si prepara a confermare una certezza: il Festival di Sanremo non è mai solo uno show, ma un rituale che siamo pronti a vivere, ancora!

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Credits: Getty Images

Perché Sanremo non è solo nel cast, ma è nell’attesa, nella discussione tra amici, nella capacità di reinventarsi restando fedele a se stesso. Ed è soprattutto in una domanda che, sotto sotto, ci facciamo tutti: se fossi al Festival di Sanremo… chi saresti?

Giudice? Conduttore o Cantante? Scoprilo con il nostro quiz!

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Credits: Getty Images

Rispondi d’istinto e annota le tue risposte (A, B o C). Alla fine scopri il tuo alter ego sanremese.

1. Ti invitano all’Ariston. La tua prima reazione è:

A. “Ok, ma voglio avere l’ultima parola.”
B. “Perfetto, organizziamo tutto nei minimi dettagli.”
C. “Dov’è il palco? Ho già il look in mente.”

2. Sotto pressione tu:

A. Analizzi tutto e dai giudizi lucidissimi (anche se pungenti).
B. Sdrammatizzi con ironia e tieni il ritmo.
C. Ti accendi. È il tuo momento.

3. Il tuo rapporto con le critiche?

A. Le fai meglio di chiunque altro.
B. Le gestisci con diplomazia.
C. Le trasformi in energia creativa.

4. Look per la prima serata:

A. Elegante, statement, un po’ autorità.
B. Iconico ma rassicurante.
C. Wow factor. Deve far parlare.

5. La frase che ti rappresenta:

A. “Io la penso così.”
B. “Tranquilli, ci penso io.”
C. “Sentite questa.”

RISULTATI

Maggioranza di A : Il/La GIUDICE

Sei l’opinione che conta. Analitico/a, magnetico/a, non hai paura di esporti. Ti immaginiamo dietro un banco (o con una penna in mano) pronto/a a decretare il tormentone dell’anno. Ami la musica, ma ami ancora di più interpretarla. Saresti quello/a che il giorno dopo tutti citano.

Maggioranza di B : Il/La CONDUTTORE/TRICE

Sei equilibrio, ritmo e gestione del caos. Sai tenere insieme personalità diverse, momenti intensi e imprevisti in diretta. Hai il dono della presenza: quando entri in una stanza, l’energia si stabilizza. Sanremo per te è orchestrazione, non solo performance.

Maggioranza di C: Il/La CANTANTE

Il palco è casa tua. Vivi di emozioni, vibrazioni, applausi. Hai qualcosa da dire e lo dici senza filtri.
Sanremo per te non è competizione: è espressione pura. E sì, probabilmente il giorno dopo sei già in trend su tutte le piattaforme.

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Chi vincerà Sanremo 2026 (secondo oroscopo e astrologia)

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A voler credere all'oroscopo la rosa di papabili vincitori di Sanremo 2026 si restringe: ecco chi sono i favoriti (dalle stelle)

Se c'è un'annata dove intercettare la vittoria a Sanremo è difficile, è proprio quest'anno. Quindi tanto vale guardare agli oroscopi.

L'edizione in onda dal 24 al 28 febbraio condotta da Carlo Conti e Laura Pausini arriva in un ritardo dovuto all'Olimpiadi e si incastra in una situazione astrale complicatissima e a suo modo unica.

Dal 25 febbraio con Mercurio retrogrado sarà necessario bilanciare per molti segni la volontà di "spaccare": la resa dei conti richiederà per loro una prova di self control non da poco.

Quest'anno al Teatro Ariston vincerà chi saprà dominare a proprio vantaggio l'emotività.

Ecco quindi, divisi per segno zodiacale, come potrebbe andare questo Festival per loro. Un consiglio generale a tutti gli oltre 30 artisti è di non rincorrere un copione ma abbandonarsi al potere della spontaneità.

Chi vince Sanremo 2026 (secondo l'oroscopo)

(Continua dopo la foto)

sayf segno zodiacale

Ariete a Sanremo 2026

È il segno di Francesco Renga, Sayf, LDA, Sal Da Vinci, Chiello e Patty Pravo

La sfida sul palco: giù le maschere. L'invito per questo segno dal 25 febbraio è a voltare pagina, disancorandosi dal passato e da quel senso di nebbia che potrebbero percepire attorno a loro in questi giorni. Soprattutto negli artisti conosciuti da più generazioni è importante non cercare solo una conferma, ma quasi un punto di rottura che possa risultare sorprendente. I più giovani invece dovranno lasciare in camerino le apparenze e puntare sulla vulnerabilità, che a volte tendono a nascondere.

Probabilità di vittoria secondo l'oroscopo? Abbastanza alte

Toro a Sanremo 2026

È il segno di Ermal Meta, Mara Sattei, Serena Brancale e Elettra Lamborghini

La sfida sul palco: abbracciare l'imprevisto. Per questo segno, il 27 febbraio potrebbe portare ad alcuni di loro qualcosa di inaspettato. Nessun problema davvero concreto, ma sarà utile la capacità di reagire a un possibile imprevisto in modo flessibile. In fondo l'imprevisto non è spesso il prologo di una leggenda? L'importante è non cullarsi nell'arrendevolezza che potrebbe colpirli di tanto in tanto: se lo spirito "urla" ferie, voi rispondete con eleganza. Sarete magnetici.

Probabilità di vittoria secondo l'oroscopo? Molto alte

Gemelli a Sanremo 2026

È il segno di Levante e Enrico Nigiotti

La sfida sul palco: dirsi qui e ora, cambierà tutto. Tra i segni più esposti alla tempesta di questi giorni, ci sono proprio i Gemelli. Dotati di enorme intelligenza emotiva, dovranno concentrarsi sul pubblico e meno sulla stampa e sugli addetti ai lavori, focalizzandosi su chi li guarderà in teatro e a casa, per quanto difficile possa essere. È una questione di prospettiva: sarà la loro occasione per costruire un ponte fatto di sentimenti con chi non sa ancora di amarli. La vittoria magari non sarà toccando il podio, ma dopo.

Probabilità di vittoria secondo l'oroscopo? Nella media.

tommaso paradiso segno zodiacale

Cancro a Sanremo 2026

È il segno di Tommaso Paradiso e di Cleo de Le bambole di pezza

La sfida sul palco: cavalcare l'onda senza farsi travolgere. Per quanto siano diversi questi artisti, il consiglio è univoco secondo le stelle: non trattenetevi. Per il segno del Cancro questi saranno giorni emotivamente ricchi ma non devono diventare più complessi di quello che sono. Il pubblico non è abituato a vederli in tv ma si aspettano da loro qualcosa di imprevedibile. L'atteggiamento li renderà vincenti.

Probabilità di vittoria secondo l'oroscopo? Molto alte

Leone a Sanremo 2026

È il segno di J-Ax, Arisa, Tredici Pietro e Colombre

La sfida sul palco: parola d'ordine, intimità. A questo segno viene chiesto di dare i messaggi giusti con il "volume" giusto, concentrandosi tantissimo sulle intenzioni del brano. Per loro non sarà la "voce" a fare la differenza, ma quello che si leggerà "tra le righe" della loro presenza sul palco. Massima serenità e focus su quello che di loro rimarrà quando il Festival sarà giunto alla fine.

Probabilità di vittoria secondo l'oroscopo? Nella media.

Vergine a Sanremo 2026

È il segno di Marco Masini, Fulminacci e Maria Antonietta

La sfida sul palco: puntare sull'empatia. Questa volta gli astri chiedono al segno della Vergine di lasciare per una settimana in cantina il perfezionismo puntando su una cosa che a loro non riesce benissimo: guardare con serenità all'imperfezione. L'invito è a lasciarsi andare qualsiasi cosa accada evitando come la peste ogni forma di irrigidimento. La sinergia di Marco Masini con Fedez si confermerà tale. Quella di Maria Antonietta con Colombre sarà sorprendente.

Probabilità di vittoria secondo l'oroscopo? Non molto alte.

raf segno zodiacale

Bilancia a Sanremo 2026

È il segno di Fedez, Raf e Samurai Jay

La sfida sul palco: ritrovarsi. È invito che vale sempre, ma che con i bilancia va rinnovato perché fanno finta di dimenticarselo: vogliatevi un po' più bene, per favore. Per loro l'obbiettivo non è vincere, ma risplendere, bucare lo schermo e il modo per farlo stavolta è arrendersi al pubblico. Se lo faranno, avranno grandi soddisfazioni.

Probabilità di vittoria secondo l'oroscopo? Nella media.

Scorpione a Sanremo 2026

È il segno di Aka 7even, Nayt e Eddie Brock

La sfida sul palco: saltare oltre il burrone. In questa settimana lo scorpione non si deve aspettare la debacle che forse dentro il loro cuore vedono. La loro sarà una sfida di fiducia nei propri mezzi. Gli astri consigliano agli scorpione di sorridere, di gettare sé stessi e il cuore oltre l'ostacolo. Sarà un'occasione enorme di crescita se riusciranno a godersi il momento senza compromessi.

Probabilità di vittoria secondo l'oroscopo? Alte

Sagittario a Sanremo 2026

È il segno di Leo Gassmann, Dargen D'Amico e Michele Bravi

La sfida sul palco: ascoltarsi. Sembra incredibile detta così, ma per loro la prima volta che porteranno il loro brano su quel palco, quella canzone sarà una canzone nuova. Sarà una grande prova per loro e una prova di maturità che potrà colpire nel segno, è proprio il caso di dirlo, se sapranno "sintonizzarsi" su quel cambiamento. Da loro non aspettatevi solo "intrattenimento" ma qualcosa di più.

Probabilità di vittoria secondo l'oroscopo? Nella media.

malika ayane segno zodiacale

Capricorno a Sanremo 2026

È il segno di Luchè

La sfida sul palco: solidità che diventa raffinatezza. Il palco più importante d'Italia dovrà diventare per l'artista come un esordio assoluto. Ogni parola avrà un peso specifico importante se saprà in qualche modo "ammorbidirsi" rimodellando la percezione di sé. Il pubblico in quel caso, sarà dalla sua parte.

Probabilità di vittoria secondo l'oroscopo? Non molto alte.

Acquario a Sanremo 2026

È il segno di Malika Ayane e Ditonellapiaga

La sfida sul palco: ribellione, ribellione, ribellione. Non c'è cosa più bella di andare oltre le convenzioni o forse una c'è, essere provocatori con un senso. Le artiste sono artiste ma anche manifesto dei loro valori e per quanto la parola "icona" possa essere scomoda, hanno tutte le carte in regola per mettere un mattone in più per costruire questo status agli occhi del pubblico.

Probabilità di vittoria secondo l'oroscopo? Piuttosto alte

Pesci a Sanremo 2026

Non ci sono artisti del segno dei Pesci e la cosa curiosa è che questa sarebbe proprio la loro settimana perfetta secondo gli astri. Chissà che musicisti, maestri d'orchestra o addetti ai lavori di questo segno possano portare ai loro artisti fortuna e le giuste "vibes".

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Ferrari, la musica e il mito della performance: a Modena le auto leggendarie delle icone della musica 

formato EVIDENZA
C’è una parola che torna spesso quando si parla di Ferrari: performance.
Ma la performance, prima ancora di essere un dato tecnico, è un fatto culturale. 

Dal 18 febbraio 2026, al Museo Enzo Ferrari, la mostra The Greatest Hits – Music Legends and their Ferraris prende questa parola e la sposta di campo. Non più solo pista, cavalli e velocità, ma palco, voce e presenza scenica. Così, un’operazione che potrebbe sembrare puramente celebrativa – rockstar e supercar, un binomio quasi automatico – diventa un’indagine sulla costruzione dell’identità pubblica. 

Cosa succede quando un oggetto industriale diventa autobiografia? 

La 250 GTO di Nick Mason, cofondatore e batterista dei Pink Floyd, non è soltanto una delle Ferrari più rare al mondo, è l’auto di un musicista che ha fatto del tempo, del ritmo e della tensione la propria grammatica espressiva. Nelle sue scelte collezionistiche si riconosce lo stesso approccio con cui i Pink Floyd costruivano paesaggi sonori stratificati: precisione, controllo dell’intensità, equilibrio tra potenza e misura. La GTO, con la sua aura quasi mitologica, diventa così una naturale estensione di quell’estetica. 

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Ferrari 250 GTO di Nick Mason 
Photo Courtesy of Ferrari Style Press Office

Diversa è la traiettoria con cui, negli anni Ottanta, l’immaginario Ferrari entra in uno dei videoclip più iconici della storia del pop: Material Girl di Madonna. Qui l’automobile smette di essere semplice oggetto di lusso e diventa elemento scenico in una riflessione ironica sul rapporto tra desiderio, potere e indipendenza economica. In un universo culturale in cui la Ferrari è stata a lungo letta come simbolo di affermazione maschile, Madonna ne ribalta il codice: non è un premio da conquistare, ma uno strumento narrativo sotto il controllo dell’artista. 

Con Eric Clapton il discorso cambia ancora. La SP12 commissionata a Maranello non è semplicemente una Ferrari, ma una one-off costruita su misura. Come una chitarra modificata fino a restituire il timbro desiderato, l’auto nasce da un’esigenza personale. Clapton non sceglie un modello: costruisce un progetto. E in questo gesto c’è un’idea profondamente artistica, quella per cui l’oggetto deve aderire alla propria identità, non il contrario. 

Altrettanto significativo è il legame con Cher. In un percorso costruito sulla trasformazione continua, la Ferrari entra come simbolo di permanenza dentro il cambiamento, restare iconica mentre tutto muta. Se per generazioni di uomini il cavallino rampante è stato certificato di conquista e successo, per un’artista come Cher diventa superficie di autorappresentazione, parte di una regia consapevole della propria immagine. 

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Ferrari 250 LM di Cher
Photo Courtesy of Ferrari Style Press Office

Per decenni, del resto, la Ferrari è stata narrata come emblema di potere maschile: successo economico, controllo, dominio della velocità. La mostra non cancella questa stratificazione simbolica, ma la complica. La mette in dialogo con corpi, voci e immaginari che ne ridefiniscono il significato. L’automobile non è più soltanto un trofeo, è un linguaggio. 
Ed è attraverso la narrazione che questo linguaggio prende forma. 

Il percorso espositivo intreccia immagini d’archivio e contenuti sonori, e le storie delle auto e dei loro proprietari diventano suono in un podcast realizzato da Chora Media, con la partecipazione di Federico Buffa. Non semplici didascalie audio, ma racconti che restituiscono profondità e contesto emotivo. La voce – elemento centrale nella vita degli artisti – diventa così anche strumento curatoriale, un’ulteriore forma di performance.

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Photo Courtesy of Ferrari Style Press Office

Ferrari così non entra nella musica per appropriarsene, ma perché riconosce un terreno comune: la tensione tra rigore e istinto. Un concerto, come una guida ad alte prestazioni, è il risultato di ore di preparazione che devono scomparire nel momento dell’esecuzione. 

Non è un caso che il Museo, dopo aver chiuso il 2025 con oltre 890 mila visitatori, abbia scelto di rafforzare questo dialogo diventando premium sponsor della prima edizione italiana del Jazz Open Modena. Il jazz, più di ogni altro genere, racconta questa dialettica: struttura e improvvisazione, tecnica e libertà, la stessa logica che governa un motore ad alte prestazioni. 

In fondo, il titolo The Greatest Hits non parla soltanto di canzoni celebri, ma di momenti in cui forma e intensità coincidono, di quando un oggetto supera la sua funzione e diventa segno culturale. 

Una Ferrari sarà pur sempre un’auto, ma può anche essere un autoritratto. E forse è questo che la mostra mette davvero in scena: la costruzione del mito, quel territorio ambiguo in cui talento, desiderio e immaginario collettivo si intrecciano fino a trasformare la tecnica in emozione, proprio come accade con la musica. 

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Come rinnovare l'armadio con micro esperimenti di upcycling domestico

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Trasformare i propri capi con creatività è un gesto di stile, ma anche un modo per riscoprirsi: piccoli interventi, grande personalità

Nell’epoca in cui tutto corre veloce -mode, trend, consumi - c’è un gesto che ci riporta al centro: rimettere le mani sui nostri abiti, toccarli, guardarli da vicino, reinventarli. È più di un esercizio creativo: è un modo per rallentare, riscoprire il potere della manualità e dare nuova vita alle cose che abbiamo già.
Così nasce Re-fashion Yourself, un invito contemporaneo a trasformare il proprio guardaroba attraverso micro esperimenti di upcycling domestico: piccoli interventi, zero tecnicismi, massima soddisfazione.

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Perché l’upcycling è la nuova forma di self-care

Upcycling non significa soltanto riciclare: significa trasformare qualcosa in meglio, ridandogli dignità e carattere. È un atto che parla di noi: ci ricorda che possiamo cambiare, migliorare, cambiare forma senza perdere il nostro valore.

Rinnovare un capo, infatti, è anche un gesto emotivo. È il piacere di fare qualcosa con le mani, di creare qualcosa di unico, di vedere nascere bellezza da un oggetto che credevamo “finito”. È un modo per dire: non ho bisogno di comprare sempre, posso creare.

Micro esperimenti creativi (facilissimi) da provare subito

I micro esperimenti di upcycling sono piccoli gesti creativi, facili e immediati, che possono trasformare un capo dimenticato in qualcosa di nuovo e sorprendente. Basta partire da un maglione che non indossate più: potete aggiungere un bordo di pizzo, qualche punto a contrasto o una toppa colorata sul gomito per dargli un’aria poetica e vissuta.

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Anche la camicia bianca, quel classico che abbiamo tutte nell’armadio, può reinventarsi con un nodo in vita, un bottone vintage o le maniche accorciate, diventando un top elegante e trasformabile. I jeans, poi, sono una tela perfetta per sperimentare: una cucitura lasciata a vista, una patch, un piccolo ricamo o un fiore disegnato con la candeggina li rendono immediatamente unici.

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Lo stesso vale per accessori e t-shirt: una borsa cambia anima sostituendo la tracolla o annodando un foulard al manico, mentre una maglietta può diventare un capo speciale con una parola ricamata vicino al cuore o un dettaglio grafico fatto a mano. Sono interventi minimi, quasi istintivi, ma capaci di rinnovare completamente ciò che già avete, e di raccontare una versione più personale e creativa di voi stesse.

Upcycling domestico: reinventare un capo, reinventare se stesse

Re-fashion Yourself non è una tendenza: è una filosofia. È scegliere di creare invece di comprare, di trasformare invece di buttare, di rallentare invece di seguire l’ennesima micro-tendenza. È un atto di libertà, di autonomia e, sì, anche di stile. Perché alla fine, il capo più bello è quello che parla di noi.