10 cose che non sapete di poter fare con il wasabi avanzato dal sushi take away

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Il wasabi del sushi d’asporto avanza sempre ma forse non sapete che ci sono almeno 10 modi intelligenti per usare l'avanzo - e non parliamo di cucina

Ogni giorno nel mondo quintali di wasabi vengono avanzati nei vassoietti del sushi d’asporto e buttati con nonchalance.

Errore!

Il wasabi avanzato può essere riciclato in almeno 10 modi intelligenti (a volte al limite del geniale, a volte demenziale ma divertentissimo).

Dal wasabi spalmato sulle labbra per inturgidirle e avere un volume XXL da “ciao botox” al mix di wasabi, bicarbonato e selz per fare una versione casereccia di Frizzy Pazzy che esplodono in bocca, ce n’è per tutti i gusti. Ma sempre con retrogusto speziato di rafano, ossia la base da cui nasce il wasabi.

(Continua dopo la foto)

01

Come anti-brufoli

Ebbene sì: se dall’avvento della pubertà state cercando un elisir di breve vita per i brufoli e le avete provate tutte, non vi resta che tentare con il wasabi.

Spalmatelo sulla zona incriminata come se fosse una pomata: il wasabi ha proprietà antisettiche e battericide che apporteranno non pochi benefici sulla vostra pelle, facendo seccare rapidamente e sparire ogni imperfezione.

Se il pizzicore è insopportabile, sciacquate subito con acqua tiepida.

02

Come antibatterico per pulire i pavimenti

Sempre per le sue proprietà battericide, provate a sciogliere una noce di wasabi avanzato dal sushi di ieri sera nel secchio in cui avete versato il detergente per i pavimenti.

Il risultato sarà strabiliante: piastrelle in cui specchiarsi, freschezza che aleggia e un sentore da ristorante giappo che vi farà venire voglia di ordinare anche oggi sushi d’asporto.

03

Contro il raffreddore

Inseritene una piccolissima noce nelle narici costipate dal raffreddore.

Ucciderà i germi dell’influenza e vi libererà velocemente dal muco.

L’effetto sarà balsamico, rinfrescante e confortevole, a parte la sensazione di pizzicore inevitabile da sopportare all’inizio del trattamento.

Non seguite la lezione di Jackass (nella foto): sniffare il wasabi è follia pura!

04

Per pulire le lame

Dopo l’affilatura di lame di coltelli, rasoi e forbici, lisciate la superficie affilata con un lieve strato di wasabi da strofinare poi delicatamente.

Il leggero effetto abrasivo di questa pasta miracolosa darà nuova vita ai vostri utensili.

05

Per collutori e dentifrici rinfrescanti

Sciogliere una noce di wasabi nel collutorio ne aumenterà l’effetto antibatterico e rinfrescante.

Inoltre il vostro alito sarà a prova di bacio nonché a prova di shushi lover: se la vostra dolce metà è un japan cuisine addict, non smetterà più di baciarvi con lascivia.

Wasabi 1 – Viagra 0, insomma.

Una volta alla settimana, mettetene una noce sulle setole dello spazzolino e lavatevi i denti con il wasabi al posto della pasta dentifricia.

Per un effetto igienizzante, antibatterico e sbiancante.

06

Per gomme da masticare naturali

Unito alla cera d’api o al propoli, può essere un sostituto naturale delle gomme da masticare.

Donando un alito fresh ’n’ spicy, aumenterà il vostro appeal sociale non solo perché migliora la qualità del fiato ma anche perché sarà l’argomento di conversazione numero uno di una serata con le amiche fissate con il bio.

07

Come tempera

Amalgamate il wasabi a qualche goccia d’olio e fatene una tempera a olio di colore verde.

Se invece lo diluirete con l’acqua, vi verrà fuori un più tenue acquarello.

Per artisti in erba amanti del color erba, questo escamotage renderà ancora più interessanti le proprie opere pittoriche.

Inoltre i turisti giapponesi, sempre armati di macchina fotografica come lo stereotipo vuole, immortaleranno con più piacere i quadri esposti nell’atelier, sentendosi un po’ parte del processo.

08

Eau de wasabi

Usatene una puntina dietro le orecchie, sui polsi e sul collo a mo’ di profumo: vi farà trovare l’anima gemella amante di japan cuisine.

O per lo meno farete venire voglia di sushi a tutti i passeggeri in tram con voi.

Una capocchia di spillo di wasabi nei punti giusti vi ammanterà di charme nipponico per tutto il giorno.

09

Nel gel disinfettante

Amalgamate il wasabi al gel di aloe pura, travasate in una boccetta trasparente e portatevela dietro per disinfettarvi le mani quando non potete lavarvele.

Sarà un’ottima soluzione (non acquosa) per avere un’igienizzazione perfetta e naturale a portata di mano.

10

Nello shampoo

Scioglierne una noce nello shampoo è il top se si vuole puntare a un effetto antiforfora e rinfrescante.

Pare inoltre che, grazie al contenuto di isosaponarina, sia in grado di sviluppare i bulbi piliferi combattendo la calvizie. (Questa è azzardata ma, nel dubbio, perché non provare?)

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In cerca di ricette sfiziose per Natale (e non solo)? Idee e miti da sfatare sul Cotechino Modena IGP

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Il piatto delle Feste per eccellenza vi stupirà: ecco perché.

Non è Capodanno senza il Cotechino con le lenticchie, un abbinamento tradizionale che, se mangiato alla mezzanotte, si dice porti fortuna e prosperità per l'anno nuovo.

Ma allora perché concederselo solo durante le Feste? Il Cotechino Modena IGP è un ottimo prodotto italiano che si presta perfettamente anche a ricette gourmet, da servire non solo durante la stagione fredda, soprattutto perché meno calorico di quanto si pensi.

In cerca di ricette sfiziose per Natale (e non solo)? Idee e miti da sfatare sul Cotechino Modena IGP

(Continua sotto la foto)

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Ogni anno, arriva puntuale il momento di scegliere il menu per il pranzo di Natale e il cenone di Capodanno. L’usanza (ma anche l’indubitabile bontà e gusto) vuole che il Cotechino sia sempre e comunque presente a tavola e, per abitudine, siamo soliti proporlo con i classici abbinamenti lenticchie e purea di patate. 

Ma per stupire parenti e amici sappiate che ci sono ricette raffinate e innovative che combinano insieme tradizione e modernità.

Proprio il Consorzio di tutela Zampone e Cotechino Modena IGP – che oggi conta 13 aziende, tra i principali produttori dei due prodotti insigniti dell’ambito riconoscimento “Indicazione Geografica Protetta” – ha deciso di lanciare una sfida ai consueti luoghi comuni.

E così, grazie al coinvolgimento dello chef Luca Marchini del ristorante stellato L’erba del Re di Modena, sono venuti fuori piatti insoliti e originali come il Cotechino croccante accompagnato con zabaione semi salato, cipolle all’aceto balsamico di Modena ed emulsione oppure la Pasta all’uovo con un ragù di Zampone, fondo bruno e cioccolato fondente.

Ricette che fanno venire l’acquolina ancora prima di sentire il profumino che sprigionano in pentola e – ottima notizia! – contrariamente ai pregiudizi, si possono gustare senza grandi sensi di colpa. Sì perché il Cotechino ha meno calorie di quanto si pensi: un etto corrisponde a circa 250 calorie, un apporto inferiore a quello di un piatto di pasta scondita ed equivalente a quello di una mozzarella. 

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Altro mito da sfatare: il colesterolo è presente in quantità simili a quello contenuto nel pollo o nella spigola e comunque inferiori a quelle presenti in tanti alimenti che consumiamo abitualmente come le uova, frutti di mare o formaggio grana.

Questo prodotto dalla lunga storia e tradizione – una miscela di carni suine ottenute dalla muscolatura striata, grasso suino, cotenna, sale e pepe intero e/o a pezzi – rispetto al passato, ha visto ridursi il contenuto di grassi e sodio e oggi è in linea con i suggerimenti della moderna scienza nutrizionale.

Lo dicono gli esperti, e in particolare le recenti analisi dell’Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione (ex INRAN ora CREA NUT): il Cotechino non solo ha un elevato contenuto di proteine nobili e un moderato contenuto di grassi (perché persi in parte con la cottura) ma anche più grassi insaturi rispetto a quelli saturi ed è ricco di vitamine del gruppo B e di minerali, soprattutto ferro e zinco.

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Si tratta poi di un prodotto costantemente controllato proprio perché tutelato da un Consorzio, ormai attivo da oltre 20 anni, che ne garantisce la produzione nel territorio previsto dal disciplinare (Modena, Ferrara, Ravenna, Rimini, Forlì-Cesena, Bologna, Reggio Emilia, Parma, Piacenza, Cremona, Lodi, Pavia, Milano, Varese, Como, Lecco, Bergamo, Brescia, Mantova, Verona e Rovigo), secondo l’originale e tradizionale ricetta (determinati ingredienti, proporzioni e spezie) e rispettando precise caratteristiche qualitative (colore, sapore e soprattutto un contenuto minimo di proteine e massimo di grassi).

E poi, ultimo ma non per importanza, da considerare la velocità di preparazione di questo piatto. Quanto quella di un piatto di pasta, tra ebollizione e cottura: proprio così. Grazie al packaging in alluminio della versione precotta, che richiede una cottura in acqua bollente, ci vogliono solo 20 minuti. Quindi, cos’altro aspettare? Se già state sognando un bel piatto di Cotechino fumante, il conto alla rovescia è già partito e da questo momento avrete meno di un quarto d’ora per sbizzarrivi!

Se volete cimentarvi in ricette alternative con il Cotechino Modena IGP – un prodotto la cui origine risale addirittura al Cinquecento – potete consultare la sezione ricette del sito web del Consorzio con un’ampia serie di proposte che vanno dal brunch all’aperitivo. 

Pubblicazione finanziata con la Legge Regionale dell’Emilia-Romagna n. 16/95