Le uova di Pasqua più belle (e buone) del 2024 sono queste

Alla faccia del "classico" uovo di Pasqua, fatto “solo” di cioccolato al latte o fondente, ben incartato e infiocchettato, con dentro una sorpresa. Oggi, grazie alla bravura di maître chocolatier particolarmente creativi, la gamma di gusti e di forme, decorazioni e ingredienti è pressoché infinita e le uova di Pasqua sembrano sempre più delle opere d'arte edibili.
Creazioni artigianali dai sapori nuovi e sorprendenti, tanto che scegliere è diventata un’impresa complicata.
Per aiutarvi abbiamo selezionato le uova di Pasqua 2024 più belle e buone, da ordinare online e ricevere a casa o da acquistare in pasticceria.
Le uova di Pasqua più belle del 2024
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L’Uovo Cri Cri di Leone 1857, Alba
È un mondo magico, di fantasia, quello creato dalla storica azienda di praline Leone 1857 per la Pasqua. Eppure, l’uovo Cri Cri esiste davvero e da quest’anno arricchisce la special edition ispirata al personaggio di Alice nel paese delle meraviglie.
In finissimo cioccolato fondente con all’interno una croccante copertura a base di granelli di zucchero e pesto di nocciole, lo svela una latta a forma di secchiello, con manico in stoffa e dettagli in rilievo.
Oltre alla “star” dell’anno, ci sono le uova di cioccolato al latte e il fondente 70%, ciascuno un pezzo unico, lavorato a mano e custodito nella sua latta decorata. Info e ordini qui
L’uovo N’Uovo di Guido Gobino, Torino
L’azienda torinese compie quest’anno sessant’anni. Li festeggia con un nuovo logo e una tavoletta celebrativa delle tre generazioni della storica famiglia di maestri del cioccolato, oltre a tanti eventi cittadini che si svolgeranno nel corso dell’anno. Ha lanciato, inoltre, un inedito contest dedicato a giovani talenti e artisti, che nella sede di Via Cagliari, 15 hanno avuto l'opportunità di vivere un’esperienza di scambio e lavoro a stretto contatto con la squadra Gobino.
Accanto a tanti passi in avanti, su una cosa l’azienda rimane immobile: la fedeltà ai suoi principi di qualità e artigianalità. Il cioccolato di Gobino è ottenuto a partire da fave crude che arrivano nella sede di Torino da piccoli produttori selezionati direttamente da Guido e dal figlio Pietro, da poco entrato a far parte del board. Qui vengono tostate e abilmente mixate per diventare un prodotto finissimo.
La Pasqua è “solo” un’appendice dell’attività dell’azienda artigiana, che si fa riconoscere per un grande classico: i suoi gianduiotti veri, fatti con tantissime nocciole -rigorosamente di qualità Tonda Gentile Trilobata IGP del Piemonte- e ottenuti per estrusione.
In occasione della Pasqua ’24, l’offerta di uova, dette N’Uovo per la forma allungata non convenzionale, spazia dalle classiche mono strato a quelle doppio strato ai gusti latte e pera o fondente e lampone.
E ancora, l’uovo monorigine Venezuela 85% decorato oro (nella foto sia chiuso sia aperto); il N’Uovo Junior graffiato e i granellati, al latte o fondente 63%, quest’ultimo disponibile anche nel formato N’Uovo da 1.2 kg con all’interno una shopper realizzata a mano da ExtraLiberi, cooperativa che da oltre 10 anni favorisce percorsi di inserimento lavorativo per detenute e detenuti del carcere di Torino. Info e ordini qui
Le uova decorate di Sant Ambroeus
Sobrietà in perfetto stile milanese, eleganza e raffinatezza sono i valori incarnati dalla storica pasticceria che porta il nome, in versione dialettale, del santo patrono del capoluogo lombardo. Una tendenza che si respira tutto l’anno, in particolare durante le festività.
Per questa Pasqua, oltre alle uova classiche nei colori rosa e azzurro pastello tipici del brand, e alle uova ricoperte di pistacchi, di nocciole o di fave di cacao, Sant Ambroeus propone la linea di uova Decorate: una nella versione in finissimo cioccolato bianco con farfalle e fiorellini nelle tonalità del lilla e del rosa; l’altra, in finissimo cioccolato fondente al 70%, particolarmente equilibrato grazie al bilanciamento del suo gusto intenso e della sottile acidità, decorato con una cascata di margherite di varie dimensioni.
Tutte le uova di cioccolato nascono da una ricetta che ha come protagonista il cacao di origine africana tra i più pregiati al mondo, il monorigine São Tomé, tipico del Golfo di Guinea, e sono disponibili nel punto vendita tra Piazza San Babila e Piazza della Scala e sul sito
L’UOUO de La Perla di Torino
Accanto alla linea di uova di cioccolato classiche e decorate, una golosa novità, sintesi perfetta del saper fare artigianale dell’azienda, arricchisce quest’anno la Pasqua firmata La Perla di Torino.
È una collezione di uova doppio strato, dette UOUO, realizzate all’esterno con un guscio di cioccolato e all’interno un cremoso rivestimento di tartufo di cioccolato spalmato a mano, prodotto punta di punta del brand.
Sono quattro le nuove sfumature di gusto proposte nel formato da 100gr: il fondente Triple Chocolate, il vegano Latte senza Latte, il fresco Limoncello e Meringa e l’esplosivo Pistacchio e Lampone. E due per la versione maxi da 450gr: classica al gusto Gianduja e Pistacchio salato per gli amanti dell’oro verde.
Per tutte le uova della linea UOUO, il packaging richiama l’incarto originale dei diversi tartufi di cioccolato. E la sorpresa? Ovviamente è un tartufo di cioccolato che prolunga il piacere. Info e ordini qui
“Le Novità” (e altre collezioni) di Enrico Rizzi, Milano
Il maestro cioccolatiere definisce (scherzosamente) la sua collezione pasquale ’24 “Haute Gouture” (dalla crasi di gourmet e couture). Come uno stilista, infatti, Rizzi dà vita alle sue uova di cioccolato partendo dalla forma classica -ottenuta a mano, senza l’impiego di stampi sagomati- a cui aggiunge note di gusto ed elementi decorativi (sempre golosi) e finiture che ne completano “il look”.
La collezione di uova 2024 comprende “Le Rivisitazioni”, “Le Intramontabili” e “Le Novità”.
Tra nuove proposte (da sinistra, in alto, in senso orario): l’Uovo Foglia d’oro, realizzato con cioccolato fondente ricoperto con foglie d’oro; l’Uovo Arachidi, a base di cioccolato biondo al caramello, spazzolato e decorato con arachidi in cioccolato fondente e pasta d’arachidi e l’Uovo Lampone e Cacao, con cioccolato al lampone, spazzolato e decorato con fave di cacao tostate.
E, infine, una “rivisitazione” su tutte: l’Uovo Sinfonia Delle Calandre, realizzato con cioccolato allo zafferano, spazzolato e decorato con morbide liquirizie finlandesi.
Tutte le uova contengono una doppia sorpresa: un dolce assaggio, ma anche un buono sconto da spendere online o in boutique. I più fortunati possono trovare la busta dorata con buono sconto di 100 euro. A richiesta, si inseriscono sorprese fornite dal cliente. Info e ordini qui
L’uovo Lunare di Giraudi, Castellazzo Bormida, provincia di Alessandria
Giacomo e il figlio Davide Boidi anche quest’anno stupiscono con edizioni limitate, nuove ricette e ambientazioni uniche, surreali create con l’ausilio dell’intelligenza artificiale. Un tocco di estro che si aggiunge, ma non intacca, la lavorazione, rigorosamente artigianale e legata alla tradizione.
Tra le novità, il Lunare (nella foto) è un uovo di cioccolato fondente 61% arricchito da nocciole trilobate tostate e ricoperte di cremino pralinato. Mentre nella famiglia dei decorati il Mandorlato è un uovo di cioccolato al latte (36%) e caramello con filetti di mandorle caramellate.
Ma tra uova decorate e doppio strato, le linee C’era un... uovo -unione di due metà diverse di cioccolato, al latte e fondente, che accontenta tutti-, Nido d’ape -un uovo decorato a mano con due piccole api in cioccolato- e i vari animaletti di cioccolato la lista è lunga (e golosa). Info è ordini qui
La collezione “Déjeuner à la ferme” di Charlotte Dusart, Milano
Uova, galline, pulcini, coniglietti, tutti rigorosamente di cioccolato: anche quest’anno la capsule collection pasquale della cioccolatiera belga Charlotte Dusart è un’opera di creatività e bravura, di cura e maestria.
Ha un titolo: “Déjeuner à la ferme”, ovvero un picnic chic in fattoria, perché "studiando la collezione" – spiega Charlotte – "avevo voglia di trasmettere valori di semplicità, natura, dello stare insieme in famiglia o con gli amici. La campagna, la fattoria e i suoi animali mi sembravano il giusto luogo dove vivere con il sorriso e sempre con una certa eleganza le feste pasquali".
Tra le altre creazioni, c’è anche il set La grande covata (nella foto in alto) con sei diverse uova colorate (due bianche, due al latte e due fondenti) e una sorpresa: due piccoli pulcini sono stati nascosti a caso all’interno di due uova, chi li trova vince un’intera scatola da 24 cioccolatini diversi da ritirare in negozio.
E poi, non mancano le uova vegane, senza lattosio, in versione esotica -con la camicia di cioccolato fondente del Madagascar (71%), uno strato di gelée di mango & passion fruit e uno strato di pralinato di mandorla e cocco, il tutto ricoperto di scaglie di mandorle tostate- o in versione nocciola & albicocca, con nocciole tostate IGP del Piemonte all’esterno, uno strato di pralinato di nocciola artigianale e la leggera acidità dell’albicocca che crea il giusto contrasto. Tutti i prodotti di Pasqua sono in vendita in boutique, ma si possono acquistare anche online
Le uova decorate di Bodrato, Novi Ligure
Dalla piccola bottega artigiana dove tutto è cominciato, a Genova, negli anni ’40, al più ampio e moderno laboratorio di Novi Ligure, Bodrato svolge ancora la sua attività come vuole la tradizione del cioccolato piemontese: a mano, partendo dalle migliori fave di cioccolato da cui ottiene la base per le sue creazioni.
Tra le novità di Pasqua 2024, propone l'Uovo Lampone e Pistacchio (nella foto a sinistra) che combina la delicata acidità del lampone alla dolcezza ricca e piena del pistacchio.
E poi, l’Uovo Petali, un guscio di cioccolato finissimo -a scelta tra latte o fondente- con tante pennellate colorate dipinte a mano che vogliono essere un omaggio alla primavera.Non mancano le piccole delizie come gli ovetti ripieni e gli adorabili animali in cioccolato e una selezione di uova classiche, confezioni e nello shop
Le uova al sapore di Sicilia di Tomarchio, Catania
Sforna golosità dagli anni ’60, ma esiste dal ’50 quando nacque come laboratorio specializzato nella lavorazione di frutta secca.
Oltre a specialità siciliane dolci e salate, per la Pasqua Tomarchio propone uova in diversi formati è in quattro varianti: fondente, latte, cioccolato bianco e pistacchio, tutte realizzate con cioccolato belga di alta qualità, arricchite con mandorle e pistacchi rigorosamente coltivati sull’isola.
Sia le uova sia le colombe sono disponibili nei punti vendita di Misterbianco (CT), Aci S.Antonio (CT), Gravina di Catania (CT) e Catania, e nello store online
Le uova gioiello (e tante altre) di Pasticceria Marchesi 1824, Milano
Non è un sogno, è la realtà: la Pasticceria Marchesi festeggia quest’anno il suo 200esimo anniversario. E per l’occasione le creazioni pasquali del Pastry Art Director Diego Crosara evocano un mondo bucolico e atmosfere fantastiche.
Partendo da una base di cioccolato al latte monorigine proveniente dalla Repubblica Dominicana al 46% e cioccolato fondente monorigine dell’Ecuador al 74%, la collezione si compone di uova decorate con elementi floreali e pulcini dipinti a mano con decori in alto-rilievo in ghiaccia reale e pasta di zucchero.
E ancora, uova ripiene al gusto gianduja, pistacchio, lampone o caramello salato, a cui si aggiunge il mandorlato, con uno strato esterno di cioccolato fondente al 61%, arricchito da un interno al latte e gianduia e un mix di mandorle, pistacchi e nocciole.
I prodotti di Pasqua sono acquistabili nelle tre pasticcerie di Milano (via Santa Maria alla Porta 11/a, via Monte Napoleone 9 e Galleria Vittorio Emanuele II), nella pasticceria di Londra al 117 Mount Street, Mayfair e online
Le uova di cioccolato (e le altre dolcezze) Made in Rinascente
In uno dei luoghi sacri dello shopping -milanese in origine, oggi internazionale-, a Pasqua torna il progetto De Gusto nella sua speciale edizione dedicata ai dolci che sanno di primavera.
L’offerta di prodotti gourmet è ricca. Su tutto spiccano le uova di cioccolato e un’ampia selezione di colombe artigianali. Ogni creazione è firmata dai migliori maestri pasticceri e maître chocolatier d’Italia e sono oltre 40 i marchi dedicati al cioccolato e ai lievitati. Ecco perché, ça va sans dire, non c’è che l’imbarazzo della scelta.
Per entrambi i team - uovo o colomba - c’è poi una novità assoluta: la collezione di uova e colombe Made in Rinascente. L’uovo di cioccolato Made in Rinascente by Galup è disponibile al latte o fondente; mentre la colomba artigianale Made in Rinascente by Galup è quella tradizionale ed è custodita in una deliziosa latta di colore rosa pastello.
Tutto è disponibile in Rinascente e l’esperienza di acquisto va oltre lo shopping, grazie agli allestimenti evocativi in-store dove scoprire a uno a uno i produttori. Ma per chi non avesse tempo o modo di recarsi fisicamente in uno dei nove negozi Rinascente d’Italia, può scegliere e ordinare con un click sullo store online e ricevere i prodotti comodamente a casa (con spedizione standard o express in tutta Italia).
I prodotti della collezione De Gusto sono accessibili anche attraverso il servizio On Demand Chat & Shop, il servizio di messaggistica Whatsapp di Rinascente. Info e ordini per l’uovo di cioccolato Made in Rinascente by Galup qui; per la colomba artigianale tradizionale Made in Rinascente by Galup info e ordini qui
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Le fibre sono il segreto per restare in forma e in salute: vi spieghiamo come mangiarne di più

Per assicurarsi una buona salute è fondamentale sapere come mangiare più fibre.
Questo perché le fibre sono preziose per il corretto funzionamento dell’organismo: aiutano a eliminare le sostanze di scarto in eccesso che se si accumulano e favoriscono gonfiore e chili in più.
In più, hanno un’eccezionale azione saziante. Danno un maggiore senso di pienezza al pasto e di conseguenza, fanno mangiare di meno.
Prolungano inoltre la sazietà e contrastano gli attacchi di fame, a tutto vantaggio della linea e della salute.
Un consumo regolare di fibre nella dieta aiuta infatti a stare alla larga dal sovrappeso e dall'insorgenza del diabete di tipo 2, delle malattie cardiovascolari e da tanti altri disturbi.
Le fibre, in particolare quelle solubili, sono delle ottime alleate del buonumore.
Hanno un'azione prebiotica: nutrono i batteri buoni che favoriscono la salute dell'intestino, che è coinvolto a sua volta nella produzione di serotonina, l'ormone della felicità.
Ecco le dritte e gli abbinamenti migliori per mangiare più fibre
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Per mangiare più fibre non fatevi mai mancare verdura e frutta
Per consumare a tavola più fibre la prima mossa da seguire consiste nel mangiare più verdura, in particolare quella a foglia verde, come spinaci, bietola, lattuga.
Anche la frutta di stagione, meglio ancora se biologica ne è una buona fonte.
Mele e pere bio, per esempio, possono essere consumate con tutta la buccia, che ne è ricca.
Al posto dei succhi consumate frutta intera
La frutta intera rispetto a quella in versione succo contiene fibre.
Spremute ed estratti invece ne sono privi perché la polpa rimane nell'apparecchio.
Hanno poi più zuccheri semplici facilmente assimilabili dall'organismo.
Abbinate i cereali integrali ai legumi
Sono entrambi fonte di fibre che agevolano il senso di pienezza.
Rallentano infatti la velocità dello svuotamento gastrico e rallentano l’assorbimento degli zuccheri e dei grassi e gli attacchi di fame improvvisi.
Mangiate la pasta con le verdure
La pasta integrale contiene una piccola quota di fibre.
Per potenziarne l’effetto saziante abbinatela alle verdure di stagione che ne sono particolarmente ricche.
Rallentano l’assorbimento degli zuccheri e assicurano un maggiore senso di sazietà.
Aggiungete la frutta secca alle insalate
Mandorle, noci e in generale la frutta secca a guscio contengono fibre solubili e insolubili, alleate della salute.
Le prime hanno un’azione prebiotica: favoriscono la crescita dei batteri buoni intestinali.
Le fibre insolubili invece hanno effetti positivi sulla regolarità dell’intestino.
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"Se siete a dieta ma non dimagrite, probabilmente state commettendo uno di questi errori", parola di nutrizionista

Saltare i pasti, mangiare tanta frutta secca, esagerare con i cibi light, muoversi poco. La lista degli errori più comuni quando si fa una dieta è infinita. Esistono, infatti, diversi comportamenti che potrebbero rivelarsi dei passi falsi e favorire l’aumento di peso.
Per tornare in piena forma per prima cosa è necessario stare alla larga dalle diete fai da te. Per perdere peso in modo sano e mantenere i risultati nel tempo è bene farsi guidare nella scelta di cosa mangiare da un nutrizionista.
Ecco poi altri errori assai comuni quando si fa una dieta da non sottovalutare se si vuole raggiungere il proprio risultato.
**I 5 errori più comuni che ci fanno abbandonare la dieta**
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Mangiare tutto senza condimento
Eliminare completamente i condimenti e consumare tutto rigorosamente scondito non è la strategia migliore per evitare gli sgarri alimentari.
Ad esempio, l’olio extravergine d’oliva, se usato con moderazione, è un valido alleato della dieta: è ricco di acidi grassi essenziali che aiutano a sentirsi sazi più a lungo.
Via libera anche a erbe aromatiche e spezie, ottimi sostituti naturali di sale e zucchero, che rendono i piatti più gustosi senza compromettere la linea.
Sostituire i pasti con una macedonia di frutta
Consumare a pranzo o cena solo una macedonia di frutta può sembrare leggero, ma rischia di portare a sgarri successivi.
La frutta, infatti, contiene molti zuccheri semplici che forniscono energia immediata ma causano sbalzi glicemici se consumata in grandi quantità soprattutto a digiuno.
Inoltre, non si tratta di un pasto completo: mancano proteine, carboidrati complessi e grassi buoni, fondamentali per un’alimentazione equilibrata.
Mangiare solo un’insalata
Verdure come lattuga, rucola e radicchio sono salutari. Apportano vitamine, minerali, antiossidanti e fibre.Tuttavia, mangiarle da sole non basta per dimagrire.
L’ideale è abbinarle a una fonte proteica come il pesce, la carne o i legumi e a carboidrati complessi come i cereali integrali, che aumentano il senso di sazietà e forniscono l’energia necessaria al corpo.
Avere fretta a tavola
Mangiare troppo in fretta riduce la percezione di sazietà e porta spesso a esagerare con le quantità.
Al contrario, masticare lentamente e assaporare ogni boccone permette al cervello di ricevere in tempo il segnale di “stop”, aiutando a mangiare meno e meglio.
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10 ristoranti italiani da provare a Milano

Se sognate i sapori genuini dei (buoni) ristoranti italiani Milano ha di che farvi contenti.
Laboratorio gastronomico in costante movimento, Milano tiene comunque molto alle sue origini e ai sapori della tradizione e accanto ai grandi classici che hanno fatto la storia della ristorazione cittadina, nascono nuovi progetti capaci di riportare al centro il valore della cucina italiana fatta bene, delle ricette di casa e delle materie prime.
Ecco una selezione di ristoranti italiani a Milano da provare, tra locali di recente apertura e indirizzi iconici, posti da segnare in agenda per chi cerca autenticità, identità e qualità.
I ristoranti italiani a Milano da provare
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Veramente
Nel cuore di Brera nasce il progetto firmato da Gianmarco Venuto e Filippo Sironi, già founder de Il Mannarino. Il payoff “Abitudini Italiane” racconta perfettamente lo spirito del locale: un luogo pensato per far sentire gli ospiti a casa, tra atmosfere da salotto anni Settanta e Ottanta, cucina ampia a vista e piatti che parlano di memoria collettiva.
In carta si trovano grandi classici come la parmigiana di melanzane, gli spaghettoni alla Nerano con provolone del Monaco (buonissimi), i pici fatti in casa al ragù mantecati al tavolo e l’arancina alla milanese ripiena di ossobuco e gremolada. E poi i dolci, fatti in casa. Alla prima visita d'obbligo il gelato alla vaniglia servito dal carrello e personalizzabile con crunch e topping.
Via Palermo, 11
Sandì
In zona Città Studi si trova una delle aperture più interessanti e recenti di questi ultimi mesi. Un progetto coerente, curato nei dettagli e nella proposta gastronomica. La cucina attinge alle tradizioni regionali italiane con una dichiarata influenza francese. Tra i piatti più riusciti spiccano la zuppa imperiale con aringa affumicata, la tarte di cipolle con puntarelle, la verza ripiena di maiale e gamberi e il cordon bleu di lombata. La formula pranzo rende il locale particolarmente competitivo anche nei giorni feriali.
Via Francesco Hayez, 13
CreDa
CreDa nasce dall’incontro tra Crescenzo Morlando e Dario Pisani, due chef campani che hanno trasformato la cucina partenopea in un progetto gastronomico riconoscibile. L’atmosfera è informale, con banco gastronomia e sala dal gusto rétro, tra stoviglie d’epoca e dettagli recuperati nei mercatini. In menu spiccano piatti simbolo come parmigiana di melanzane, friarielli, polpette al ragù di “nonna Maria”, la celebre pasta e patate e la pasta “con voto”, arricchita dai ricci di mare. Tutto è disponibile anche da asporto, senza perdere identità e qualità.
Via Orti, 12
Trattoria all'Antica
Un nome che è già una dichiarazione d’intenti. Trattoria All’Antica riporta in primo piano la cucina italiana tradizionale, fatta di porzioni generose, ricette riconoscibili e un’atmosfera che privilegia la convivialità. Il ristorante si trova a due passi dal parco Solari, quasi ad angolo con quella via Savona che ha visto nascere e morire nel giro di poco tanti locali. La cucina di Lucio Conti, però, sa il fatto suo. Qui si viene per mangiare piatti rassicuranti, preparati con rispetto delle stagioni e delle materie prime, in un contesto che conserva il sapore delle trattorie di una volta, reinterpretato con sobrietà contemporanea. Un menù stampato ogni giorno, con alcune proposte fisse come la cotoletta - alta, con l'osso - e il risotto e altre che variano a seconda della disponibilità e qualità del prodotto. E una lista dei vini da enoteca specializzata.
Via Montevideo, 4
Al Vecchio Porco
Un’osteria lombarda dichiaratamente carnivora, dove il maiale diventa protagonista anche nell’arredo, tra oggetti a tema, scritte ironiche e atmosfera calda. Al Vecchio Porco è un'istituzione in città, qui capita spesso di incontrare volti noti che cercano un rifugio in cui sentirsi a casa. Gli ingredienti punta su piatti tradizionali ben eseguiti: salumi di qualità, risotti stagionali, paste rustiche e secondi di carne costruiscono una proposta concreta e coerente. La taverna sotterranea è ideale per cene conviviali e occasioni speciali.
Via Messina, 8
Speciale Osteria
Una trattoria in chiave contemporanea, dall'ambiente curato ma che mette subito a proprio agio. Uno staff cordiale ed efficiente e una cucina sincera e curata. Il menù è stagionale, con alcuni piatti sempre disponibili e altri che cambiano durante l'anno. Ad accomunarli, l'idea che la tradizione possa essere sempre attuale pur senza snaturarla. Dai pizzoccheri alle tagliatelle al ragù, dal galletto alla guancia - tenerissima - fino ai dolci. Nei dessert si riassume la cura per i dettagli e l'autenticità di questo locale: cannoncini alla crema serviti su un trenino di legno, il tiramisù cremosissimo portato al tavolo e servito direttamente con una sorta di cazzuola, la tarte tatin d'altri tempi.
Via Pastrengo, 11
St. Ambroeus
St. Ambroeus tra i ristoranti italiani a Milano è senza dubbio uno dei nomi simbolo della tradizione. Un indirizzo che attraversa generazioni mantenendo uno stile riconoscibile, fatto di eleganza discreta e cucina italiana borghese. Tra colazioni iconiche, pranzi di lavoro e piatti storici, resta una tappa obbligata per chi cerca un’esperienza classica, curata e senza tempo.
Corso Giacomo Matteotti, 7
Trattoria del Ciumbia
In via Fiori Chiari, nel cuore di Brera, si trova questo locale che rappresenta uno dei primi investimenti - riusciti - di Leonardo Maria Del Vecchio nella ristorazione. Un luogo che unisce design e tradizione. Il progetto di interni firmato Dimorestudio richiama le storiche trattorie milanesi degli anni Sessanta, tra boiserie in noce, bancone in peltro e dettagli rétro. In cucina l’executive chef Paolo Rollini propone una lettura contemporanea della tradizione lombarda: risotto alla monzese, costoletta alta, trippa, lumache valtellinesi, insieme a reinterpretazioni come la lasagnetta al bollito e i mondeghili in foglia di verza.
Via Fiori Chiari, 32
Autem
Gli spaghetti in bianco più buoni che vi capiterà di mangiare (a Milano, ma non solo). Autem lavora sull’equilibrio tra tecnica e identità, da sempre tratti distintivi della cucina dello chef Luca Natalini. Il progetto ruota intorno a una cucina italiana moderna, pulita nei sapori e precisa nelle esecuzioni, con grande attenzione alla qualità degli ingredienti e alla costruzione dei piatti. L’ambiente è essenziale ed elegante, con la cucina a vista e all'ingresso, ad accogliere i commensali. Un menù che, salvo alcuni piatti come gli spaghetti in bianco, appunto, cambia continuamente nel rispetto della stagionalità e reperibilità degli ingredienti. Una scelta che fa sì che ogni cena (o pranzo) da Autem possa essere un'esperienza sempre diversa.
Via Serviliano Lattuada, 2
Il Luogo di Aimo e Nadia
Un’istituzione della cucina italiana contemporanea. Il Luogo di Aimo e Nadia rappresenta uno dei massimi esempi di alta cucina legata al territorio e alla biodiversità italiana. La filosofia del ristorante si fonda sulla valorizzazione delle eccellenze regionali, raccontate attraverso piatti che uniscono ricerca, tecnica e memoria gastronomica. Una tradizione che gli chef Alessandro Negrini e Fabio Pisani portano avanti con consapevolezza, esperienza e passione. Un’idea di eleganza sobria e profonda, che ha reso questo indirizzo un punto di riferimento internazionale.
Via Privata Raimondo Montecuccoli, 6
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«Non tutte le barrette proteiche fanno bene, ecco come sceglierle»: parola agli esperti

Negli ultimi anni, specie per chi fa una vita sportiva, la ricerca di proteine è diventata una piacevole ossessione. Così, il mondo dei cibi a base proteica si sono diffusi enormemente, creando un'offerta vastissima di barrette proteiche dove sembra quasi impossibile trovare quelle davvero salutari.
Il loro essere in formato “snack” le ha portate con successo ovunque: dalle farmacie (che per primi le hanno adottate) ai supermercati, fino addirittura ai negozi di articoli da regalo e igiene per la casa.
Le barrette proteiche sono un oceano nel quale è facile perdersi, per questo abbiamo gettato un salvagente chiedendo a figure con grande esperienza nel campo (nella nutrizione con grande vita sportiva) per comprendere meglio cosa scegliere quando le compriamo, partendo subito a gamba tesa su tutto ciò che sarebbe meglio evitare.
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Quali sono le barrette proteiche da evitare?
«La prima importante “red flag” è il contenuto proteico» ci racconta la dietista Elisa Rosso «se navighiamo sotto i 15 grammi di proteine per barretta, non è così proteica, è quindi più che altro uno snack». L’altro aspetto da considerare sono gli zuccheri. «Se ne trovate più di 10 o 12 grammi in totale di zuccheri, che equivale già a un cucchiaio di zucchero, c’è già di certo un rapporto poco equilibrato». È concorde anche il nutrizionista sportivo Marco Tancredi, che sottolinea l’importanza di guardare sempre ai grammi totali di prodotto: «È importante fare attenzione al peso della barretta, guardando i valori percentuali, facendo occhio poi che non abbia un’alta dose di grassi, in genere sopra il 10%. Farei attenzione anche all’eccessiva presenza di sciroppi che rendono il prodotto più gustoso, ma meno utile allo scopo».
Vanno bene anche per chi non fa fitness?
Tendenzialmente sì. Ma se usati come “alternativa rapida” a spuntini in mancanza di alternative. «Chi per vari motivi ha bisogno di un surplus di proteine, può usarlo come approccio d’emergenza» racconta Elisa Rosso «ma spesso ne fanno uso persone che magari non fanno sport ma che hanno bisogno di prendere peso, magari concentrando l’uso di barrette in un periodo specifico dell'anno. Con l’aiuto di uno specialista, si va a inquadrare ogni singola posizione. «Può essere molto utile a chi è non più giovanissimo» racconta Marco Tancredi «in modo tale da tutelare la tonicità muscolare e alcuni processi fisiologici dovuti all’avanzare dell’età, a prescindere che faccia sport o meno».
Da quali valori ingredienti si riconosce una barretta di valore?
«È importante controllare l’origine delle proteine: possono essere di origine animale, come le proteine del siero del latte o dall’uovo, oppure di origine vegetale, come quelle che arrivano dai legumi e dalla frutta secca» spiega Marco Tancredi. «La barretta va guardata in base al “valore” che può dare a noi che la mangiamo: ad esempio se una persona è in definizione per "vedere" meglio la propria muscolatura, non consiglierei una barretta con più di 250 calorie o magari considererei una possibilità che molti escludono, ovvero quello di mangiarne solo metà» chiarisce Elisa Rosso.
Le barrette proteiche più “sane” sono quelle meno buone?
«Supponendo che una barretta sia come la stiamo descrivendo finora, ovvero con pochi zuccheri e pochi grassi, ecco, magari potrebbe risultare meno golosa. Ma la domanda da farsi è un’altra e la trovo più interessante» spiega Marco Tancredi «non è che forse il sapore di una barretta risulta buono o cattivo se le nostre abitudini alimentari sono buone o cattive? È chiaro che una persona abituata a ingerire cibi molto zuccherati e molti grassi, troverà alcune barrette meno buone». «Il mercato delle barrette è sconfinato, basta fare un po’ di tentativi e saper scegliere, anche perché è molto soggettivo» chiarisce invece Elisa Rosso «ormai però ci sono barrette equiparabili a dolci veramente dolci in termini di gusto, pur essendo molto più contenuti negli zuccheri, quindi basta provare».
Qual è la differenza con le barrette energetiche?
«Se parliamo di barrette energetiche» spiega Marco Tancredi «sono tendenzialmente ricche di carboidrati e spesso sono utilizzate da chi fa endurance, ovvero attività sportiva per un tempo prolungato, integrando per non avere cali di energie. Mangiarle durante l’allenamento fornisce energia sul breve e medio termine e permettono di non avere cali di zuccheri». «Consiglio di fare attenzione alle barrette non proteiche che magari si pongono come “barrette light” o “sostitutive del pasto”» racconta Elisa Rosso «spesso queste barrette “vestite per la dieta” hanno pochissimi nutrienti utili. Se bisogna fare attenzione a quelle proteiche, bisogna fare ancora più attenzione a quelle che non lo sono».
Se le barrette proteiche sono poco digeribili
«Le proteine del latte isolate o idrolizzate sono in genere quelle più assimilabili» spiega Elisa Rosso «ma la differenza vera, anche se è un discorso soggettivo, la fanno i dolcificanti. Lo dico perché alcuni tipi di dolcificanti, in base alle quantità, potrebbero diventare lassativi. Quindi io spesso prediligo quelli con zucchero o miele rispetto ai dolcificanti che finiscono in -oli, ma ovviamente è sempre personale. A quel punto meglio una barretta digeribile anche se meno “leggera”: la tolleranza intestinale è un fattore importante».
Si possono fare da soli?
«Assolutamente sì» spiega Marco Tancredi «si possono fare con fiocchi d’avena, proteine del siero del latte, burro di arachidi o mandorle, latte e miele. Ci sono parecchie ricette davvero valide on line, vale la pena fare dei tentativi». «È molto più facile fare quelle da “endurance”, da integrare negli allenamenti lunghi, fatte con avena, riso soffiato, datteri, frutta secca o essiccata, tritati con il miele e conservate in frigo» spiega Elisa Rosso «quelle proteiche possono essere fatte addirittura anche con l’albume. Diciamo che è un ottimo modo per risparmiare e avere controllo sugli ingredienti, quindi perché non provare?»
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