7 ristoranti etnici da provare a Milano

Nella città più cosmopolita d'Italia, dove culture diverse si incontrano e convivono, vale la pena fare turismo gastronomico: i ristoranti etnici a Milano abbondano e di luoghi in cui provare cibi nuovi e sentirsi per qualche ora dall'altra parte del mondo ce ne sono tanti. Alcuni più recenti, altri sono ormai quasi dei must in città.
Ecco i nostri ristoranti etnici di Milano preferiti.
I ristoranti etnici a Milano da provare
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Vasiliki Kouzina, ristorante greco
Non si può certo definire il solito ristorante greco. Anzi. Questo locale può essere visto come un luogo in cui provare la cucina mediterranea con contaminazioni balcaniche e l'anima ellenica della sua fondatrice. Un progetto che nasce nel 2016 dalla volontà di Vasiliki Pierrakea di raccontare, attraverso il cibo, una Grecia inedita, lontana dai classici moussaka e gyros, più sofisticata e insolita. Il menù cambia a seconda delle stagioni.
Da provare: carpaccio di branzino con fragole e bottarga, tartare di manzo con salsa fricassea e foglie di vite, cous cous con calamari, cozze, datterino, mantecato agli agrumi, polpo con miele, cannella e vino rosso, agnello sfilacciato con crema di melanzane, pomodoro e fagiolino croccante, barbabietola grigliata con erbe selvatiche e salsa scordalià.
Dove: Vasiliki Kouzina, via Clusone 6.
Vietnamonamour, cucina vietnamita
Una certezza a Milano per chi ama la cucina vietnamita. Due le sedi, una in zona Città Studi (al momento in fase di ristrutturazione), l'altra vicino la metro Zara. Entrambe le location sono un piccolo angolo d'oriente, con giardini d'inverno e zone soppalcate arredate a tema. È anche possibile fermarsi a dormire o tenerlo in considerazione per qualche amico che viene a trovarvi e da portare a cena.
Qui potrete assaggiare i classici involtini croccanti e il Pho, una zuppa tipica con noodles, erbe e manzo. Il rapporto qualità/prezzo è uno dei punti di forza, cosa non facile a Milano.
Dove: Vietnamonamour, via Pestalozza 7 e via Taramelli 67.
Mezè, ristorante libanese
Fondato dall’imprenditrice Costanza Zanolini, questo ristorante libanese si sta imponendo come una delle mete preferite per chi ama la cucina mediorientale. I piatti portano la firma dell'ex concorrente di Masterchef 5 Maradona Youssef, che propone piccoli assaggi da condividere, secondo la tradizione.
Il menù infatti comprende ricette classiche come l'hummus e specialità street food, come il Kebbeh, uno sformato con impasto a base di bulgur, in versione vegetariana o classica con carne. O ancora il Fattouch, l’insalata tradizionale con pane fritto libanese, melassa di melograno e sommacco.
Dove: Mezè, via Pasquale Sottocorno 19
Ba Restaurant, cinese
Mentre a Milano iniziava a spopolare il sushi, nel 2009 Marco Liu, terzo fratello della celebre famiglia di ristoratori, apriva questo locale in zona De Angeli, con l'obiettivo di portare la cucina cinese a un livello più alto.
Qui è possibile trovare i piatti della tradizione preparati anche con tecniche che prendono spunto dalla scuola francese. Dall'anatra glassata alle innumerevoli varianti di dim sum, dai piatti signature a quelli più classici, niente è lasciato al caso, neanche nell'arredamento, che dopo un restauro del 2019 trasporta i clienti all'interno di un tempio.
Dove: Ba Restaurant, Via Raffaello Sanzio 22.
Warsà, cucina africana
Ormai un'istituzione a Milano. Da quasi 30 anni Warsà è uno dei punti di riferimento della zona Porta Venezia per tutti coloro che vogliono provare la cucina africana (in particolare eritrea) o riassaporare i piatti di viaggi lontani.
Tra questi lo zighinì, il tipico piatto conviviale eritreo che vede protagonista uno spezzatino di carne (manzo, pollo o pesce) e l'injera, il caratteristico pane spugnoso africano. Il tutto in un'atmosfera accogliente e informale, seduti sui tavolini bassi e circondati da arredamento tipico.
Dove: Warsà, via Melzo 16.
Yum, ristorante filippino
A due passi dal parco Solari si trova questo piccolo locale in cui gustare cucina filippina.
Il menu prevede diverse portate, suddivise tra bowl, pansit (degli spaghettini simili ai noodles ma molto sottili), piatti di carne e anche portate a base di verdure.
Tutto molto saporito e con un bel rapporto qualità prezzo.
Da provare anche la cheesecake con patate viola in glassa di mango.
Dove: Yum. Viale Coni Zugna 44
Tara, cucina indiana a Milano
Se non amate le spezie e siete particolarmente sensibili al piccante, forse questo non è il posto che fa per voi. Come in generale la cucina indiana, che è fatta per palati che apprezzano sapori diversi da quelli cui siamo abituati.
A pochi passi dall'Arco della Pace si trova questo locale che è ormai un must del genere. Il piatto più apprezzato è sicuramente il tandoori, modalità di cottura nell'omonimo forno che rende carne e pesce, precedentemente marinati nelle spezie, morbidi e profumati.
Diverse anche le possibilità per vegetariani e celiaci.
Dove: Tara, Via Cirillo 16
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In cerca di ricette sfiziose per Natale (e non solo)? Idee e miti da sfatare sul Cotechino Modena IGP

Non è Capodanno senza il Cotechino con le lenticchie, un abbinamento tradizionale che, se mangiato alla mezzanotte, si dice porti fortuna e prosperità per l'anno nuovo.
Ma allora perché concederselo solo durante le Feste? Il Cotechino Modena IGP è un ottimo prodotto italiano che si presta perfettamente anche a ricette gourmet, da servire non solo durante la stagione fredda, soprattutto perché meno calorico di quanto si pensi.
In cerca di ricette sfiziose per Natale (e non solo)? Idee e miti da sfatare sul Cotechino Modena IGP
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Ogni anno, arriva puntuale il momento di scegliere il menu per il pranzo di Natale e il cenone di Capodanno. L’usanza (ma anche l’indubitabile bontà e gusto) vuole che il Cotechino sia sempre e comunque presente a tavola e, per abitudine, siamo soliti proporlo con i classici abbinamenti lenticchie e purea di patate.
Ma per stupire parenti e amici sappiate che ci sono ricette raffinate e innovative che combinano insieme tradizione e modernità.
Proprio il Consorzio di tutela Zampone e Cotechino Modena IGP – che oggi conta 13 aziende, tra i principali produttori dei due prodotti insigniti dell’ambito riconoscimento “Indicazione Geografica Protetta” – ha deciso di lanciare una sfida ai consueti luoghi comuni.
E così, grazie al coinvolgimento dello chef Luca Marchini del ristorante stellato L’erba del Re di Modena, sono venuti fuori piatti insoliti e originali come il Cotechino croccante accompagnato con zabaione semi salato, cipolle all’aceto balsamico di Modena ed emulsione oppure la Pasta all’uovo con un ragù di Zampone, fondo bruno e cioccolato fondente.
Ricette che fanno venire l’acquolina ancora prima di sentire il profumino che sprigionano in pentola e – ottima notizia! – contrariamente ai pregiudizi, si possono gustare senza grandi sensi di colpa. Sì perché il Cotechino ha meno calorie di quanto si pensi: un etto corrisponde a circa 250 calorie, un apporto inferiore a quello di un piatto di pasta scondita ed equivalente a quello di una mozzarella.
Altro mito da sfatare: il colesterolo è presente in quantità simili a quello contenuto nel pollo o nella spigola e comunque inferiori a quelle presenti in tanti alimenti che consumiamo abitualmente come le uova, frutti di mare o formaggio grana.
Questo prodotto dalla lunga storia e tradizione – una miscela di carni suine ottenute dalla muscolatura striata, grasso suino, cotenna, sale e pepe intero e/o a pezzi – rispetto al passato, ha visto ridursi il contenuto di grassi e sodio e oggi è in linea con i suggerimenti della moderna scienza nutrizionale.
Lo dicono gli esperti, e in particolare le recenti analisi dell’Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione (ex INRAN ora CREA NUT): il Cotechino non solo ha un elevato contenuto di proteine nobili e un moderato contenuto di grassi (perché persi in parte con la cottura) ma anche più grassi insaturi rispetto a quelli saturi ed è ricco di vitamine del gruppo B e di minerali, soprattutto ferro e zinco.
Si tratta poi di un prodotto costantemente controllato proprio perché tutelato da un Consorzio, ormai attivo da oltre 20 anni, che ne garantisce la produzione nel territorio previsto dal disciplinare (Modena, Ferrara, Ravenna, Rimini, Forlì-Cesena, Bologna, Reggio Emilia, Parma, Piacenza, Cremona, Lodi, Pavia, Milano, Varese, Como, Lecco, Bergamo, Brescia, Mantova, Verona e Rovigo), secondo l’originale e tradizionale ricetta (determinati ingredienti, proporzioni e spezie) e rispettando precise caratteristiche qualitative (colore, sapore e soprattutto un contenuto minimo di proteine e massimo di grassi).
E poi, ultimo ma non per importanza, da considerare la velocità di preparazione di questo piatto. Quanto quella di un piatto di pasta, tra ebollizione e cottura: proprio così. Grazie al packaging in alluminio della versione precotta, che richiede una cottura in acqua bollente, ci vogliono solo 20 minuti. Quindi, cos’altro aspettare? Se già state sognando un bel piatto di Cotechino fumante, il conto alla rovescia è già partito e da questo momento avrete meno di un quarto d’ora per sbizzarrivi!
Se volete cimentarvi in ricette alternative con il Cotechino Modena IGP – un prodotto la cui origine risale addirittura al Cinquecento – potete consultare la sezione ricette del sito web del Consorzio con un’ampia serie di proposte che vanno dal brunch all’aperitivo.
Pubblicazione finanziata con la Legge Regionale dell’Emilia-Romagna n. 16/95
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