Panettoni Natale 2021: i più buoni da ordinare online

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Ecco anche quest’anno la nostra selezione dei migliori panettoni artigianali d’Italia. Da ordinare online e ricevere a casa, o da inviare a domicilio ad amici e parenti (che sicuramente apprezzeranno il pensiero!)

Quello sui migliori panettoni artigianali d’Italia è senza dubbio il nostro articolo a più alto indice glicemico dell’anno.

Per dovere (e piacere), anche per questo Natale non potevamo esimerci dal farlo.

Tra classici, farciti e versioni rivisitate l’offerta è sempre più ampia. E con essa, più complicata la scelta.

Una cosa è certa: per onorare la tavola delle Feste come si conviene alla tradizione, il Panettone deve essere rigorosamente artigianale. Ovvero preparato solo con ingredienti freschi e di primissima scelta, senza conservanti né additivi aggiunti, dalle mani esperte di maestri pasticceri.

Per aiutarvi nella scelta, ecco 18 delizie acquistabili online, da ricevere direttamente a casa o inviare come cadeau natalizio ad amici e parenti.

Ordinarli con un click è semplicissimo, scegliere sarà sicuramente più difficile.

Panettoni artigianale online: i più buoni da ricevere a domicilio

Pasqualina

Il panettone tradizionale di La Pasqualina

È un dolce che custodisce ricordi e tradizioni della storica pasticceria bergamasca. Anche se oggi è più ricco rispetto alle sue origini. Mangiandolo si percepisce ogni singolo ingrediente. A fare la differenza, poi, è la totale assenza di conservanti e additivi. 

Nell’elegante confezione, c'è una garanzia di trasparenza che certifica il prodotto: si legge nero su bianco che il panettone è preparato solo con burro, vaniglia del Madagascar, frutta essiccata e candita, uva sultanina biologica, farina, sale, tuorli d’uovo, miele d’acacia e zucchero. A ciò si aggiunge, il lievito madre, quello che La Pasqualina conserva gelosamente giorno per giorno.

Si compra online QUI 

Clivati

Il panettone in vaso cottura (e non solo) della Pasticceria Clivati

L’arte e la maestria sono quelle di sempre. L’impasto è del panettone tradizionale o della veneziana ai tre cioccolati. A fare la differenza è la conservazione, in vaso cottura, e il formato: 220 grammi da gustarsi tutti da soli (per i più golosi) o in coppia. 

A questa proposta, si aggiunge poi tutta la serie di dolcezze artigianali firmate dalla storica pasticceria milanese: dai classici lievitati ai cioccolatini, dai marron glacé alla pasticceria salata, dal tronchetto di Natale al panettone gastronomico…. fino ai decorati a mano “Clivati”, in tre differenti misure (piccolo, medio e grande) e da quest’anno in versione monoporzione con tre soggetti: Babbo Natale a letto che dorme, l’iconica mongolfiera della pasticceria e la Stella di Natale. 

Si trova tutto QUI (con spedizioni in tutto il mondo) o nel raffinato negozio Viale Coni Zugna, 57, a Milano 

Biasetto per Illy Caffe

Panettone al caffè di Biasetto

Una special edition 2021 firmata Biasetto per Illy Caffè che nasce dalla volontà di valorizzare i preziosi profumi del caffè in un impasto di panettone preparato solo con ingredienti freschi (lievito madre, uova, burro, zucchero e farina), arricchito dai delicati aromi del caramello mou al fior di sale e delle gocce di cioccolato al latte, e profumato al caffè.

Il tutto avvolto da una delicata glassa gianduia alle nocciole del Piemonte.

Si può acquistare QUI 

De Vivo

Il Pan Nocciolato di Pasticceria De Vivo

Un panettone goloso, con impasto tradizionale arricchito dalla nocciola tonda di Giffoni, pregiato ingrediente del territorio campano, pezzi di cioccolato e granelle è la novità di De Vivo per il Natale 2021.

Il profumo e il colore giallo intenso della pasta sono le caratteristiche che saltano immediatamente all’occhio. Fragranza e morbidezza arrivano un attimo dopo, con l’assaggio. A farne un prodotto di qualità superiore, gli ingredienti di prima scelta, un impasto di lievito madre che riposa per 36 ore prima della cottura e l’esperienza del lievitista Alfonso Schiavone.

Oltre alle proposte dolci, non mancano quelle salate, con il Panedirinforzo, con alici di Cetara e olive; il Pancaponata, ispirato al piatto povero della tradizione napoletana; il Panmonaco, con funghi porcini e provolone salato.

Si ordinano tutti QUI

Pancucciato Filippo La Mantia

Il PA’NCUCCIATO dello chef Filippo La Mantia

Un panettone artigianale unico preparato con la semola del Cous cous, che diventa dolce grazie ad un procedimento ideato dallo chef siciliano.

L’uvetta è di Pantelleria, la selezione di frutta candita è di primissima scelta, gli sciroppi di arancia e limone biologici.

Questo e la mano del suo autore fanno del PA’NCUCCIATO un’autentica espressione del territorio siciliano.
Si ordina QUI 

panettone caramello salato e cioccolato di Carmen Vecchione

Il panettone caramello salato e cioccolato di Carmen Vecchione 

Lei è una chef e patron della pasticceria Dolciarte ad Avellino. È cresciuta in una famiglia di campagna, dove il pane si faceva in casa e la cucina era un’attività molto seria.

Prima di scoprire la sua passione per la pasticceria, Carmen Vecchione si laurea in Economia e Commercio, nel 2002. 

Nel suo laboratorio, oggi, non si assemblano ingredienti preconfezionati, si rispettano le caratteristiche organolettiche dei singoli elementi e si studiano nuove forme per dolci sempre più “personali”.

Per questo Natale, propone un panettone caramello salato e cioccolato, un abbinamento speciale per un dolce equilibrato, grazie all’incontro delle gocce di caramello salato con la dolcezza e acidità delle scaglie di cioccolato al latte e fondente.

Si ordina QUI 

panettone pasticceria Filippi

Panettone integrale con frutti di bosco e cioccolato al latte della Pasticceria Filippi

La storia della Pasticceria Filippi inizia nel 1972 a Zanè, in provincia Vicenza. Da allora i maestri pasticceri rinfrescano ogni giorno la pasta madre utilizzata per preparare i classici lievitati della tradizione delle Feste.

A questi si aggiungono ogni anno delle novità golose. Come il panettone integrale con frutti di bosco canditi e cioccolato al latte. Fragole, ribes rosso, ribes nero, mora di rovo Cile, mirtillo aggiungono freschezza alla dolcezza del cioccolato.

Per averlo, basta un click QUI

Forno Brisa

La linea REMIX di Forno Brisa and friends

Quest’anno al Forno Brisa di Bologna il panettone si fa con gli amici. Nasce infatti dalla condivisione l’idea di creare una collezione di gusti sperimentali limited edition in collaborazione con altre giovani realtà.

Così a Brisa il compito di occuparsi dell’impasto, ai contributors quello di proporre il gusto creativo.

Coinvolti nel progetto Natale 2021, il team di Gigliola di Lucca che ha ideato un panettone con limone, datteri e sesamo; i ragazzi di Tipografia Alimentare di Milano ideatori di un panettone con mela cotogna, limone, cioccolato; Ditta Artigianale che ha proposto un panettone con il gin Peter in Florence. 

Remix inverso per il pandoro realizzato dal Mercato del Pane di Montesilvano con le farine del Forno Brisa. Nella linea Remix c’è anche un progetto sociale pensato con lo store Back-Door Bottega di Bologna: i proventi delle vendite del panettone ideato con loro saranno devoluti a una società di Baskin - il basket inclusivo che porta in campo, insieme, ragazzi normodotati e diversamente abili. 

Questi e altri panettoni by Brisa saranno tutti disponibili QUI

cremeria Capolinea

Il Pandoro, la new entry di Cremeria Capolinea

Per la prima volta quest’anno, Cremeria Capolinea presenta il Pandoro. Una ricetta semplice, ma complessa, che non lascia spazio a molte interpretazioni.

Deve essere semplicemente soffice e profumato, preparato solo con farina, burro, uova, zucchero, lievito madre e lievito di birra, una lievitazione di 24 ore e un processo fatto di cinque diverse fasi di lavorazioni.

Sarà realizzato in limited edition e acquistabile QUI 

Cristian Marasco

Il Panettone “ai tre impasti” di Cristian Marasco 

Cristian Marasco è un pizzaiolo. Vent’anni di esperienza nella gestione del lievito madre l’hanno convinto quest’anno a tentare la sfida del panettone.

È nato così il Panettone artigianale “Ai tre impasti”, un classico panettone modello “Milano”, fatto con pirottino alto e scarpatura (l’incisione a croce, ovvero quel taglio con conseguente “spellatura” della superficie sotto il quale va inserito il burro prima di infornare).

Rispetto al classico, che lievita 72 ore, quello “Ai tre impasti” viene sottoposto a un’ulteriore lievitazione di 24 ore, che conferisce più aromi e profumi, una delicata sofficità all’assaggio e una maggiore scioglievolezza in bocca.

Sarà venduto in edizione limitata di 100 pezzi, confezionato in una scatola numerata a mano, nei colori azzurro mare e oro delle feste.

Si può ordinare QUI 

ASSOCIAZIONE BIANCA GARAVAGLIA ONLUS

Panettone artigianale dell'Associazione Bianca Garavaglia Onlus

Con canditi e uvetta sultanina, preparato secondo la ricetta classica e fatto lievitare naturalmente per oltre due giorni, il panettone dell'Associazione Bianca Garavaglia Onlus è buono, sano e fa bene alla ricerca.

Da oltre trent’anni l’Associazione collabora e offre sostegno alla Struttura Complessa di Pediatria Oncologica della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, centro di eccellenza in Italia per la diagnosi e la cura dei bambini e degli adolescenti malati di tumore.

Il panettone viene proposto all'interno di una latta “da imbianchino”, che può essere riutilizzata come contenitore di oggetti personali e ricordi.

Il fiore disegnato sulle confezioni è una rivisitazione grafica dell'originale disegnato dalla piccola Bianca Garavaglia nel 1987, quando, a soli 6 anni, ricoverata all'Istituto Nazionale Tumori di Milano lo realizzò prima di venire a mancare a causa della malattia.

Il panettone, e gli altri prodotti di Natale, tra cui pandorino in latta, biscotti e confezioni, si possono ordinare sul sito della Bottega del Fiore, con consegne in tutta Italia (o acquistato presso il temporary shop di Busto Arsizio, provincia di Varese, dove ha sede l'associazione).

Si ordina QUI 

Follador

Il Glacè (e non solo) di Follador

Dalle mani esperte di Antonio Follador, titolare dell’omonimo Forno di Pordenone nato nel 1968 e, oggi, fra i 35 maestri ad aver raggiunto le fasi finali dell’edizione 2021 di Panettone World Championship, una collezione di panettoni e pandoro per tutti i gusti.

Tra i più golosi, insieme al Moro - lo “scuro” per la generosa quantità cioccolato in gocce fondenti 60% monorigine Perù - il panettone Glacé: all’esterno un guscio di cioccolato e mandorle, all’interno un cuore leggero ricco di cioccolato al latte.

Lavorato rigorosamente con lievito madre fresco, è senza conservanti, aromi o grassi vegetali.

Per scoprire tutta la linea e ordinare QUI  

Panspaziale

Il Panspaziale dello chef Antonio Zaccardi e FreeJungle, realizzato da Pietro Netti 

È un panettone corale, frutto della collaborazione tra lo chef Antonio Zaccardi, il pasticcere Pietro Netti e Freejungle, un brand di comunicazione che ne sviluppato il concept.

È anche un gusto insolito, dato dall’aggiunta nell’impasto di datteri (al posto dei canditi) e fava tonka. Ne esce un panettone che ricorda un pan di spezie, con sentori di caramello, vaniglia e miele.

La pastosità dei datteri lo rende più umido, la fava tonka invece gli dona rotondità insieme al cacao amaro, pezzi di cioccolato fondente e glassa alle mandorle pugliesi. 

Si ordina QUI 

Pisti

Il Brontese bianco di Pistì

Ricoperto di cioccolato bianco e farcito con un ripieno di crema al Pistacchio, il Brontese svela un impasto morbido e profumato, realizzato con acqua sorgiva e il lievito madre curato di giorno in giorno fin dal 1968, data da cui proviene il ceppo originario.

Viene lasciato lievitare lentamente fino a 36 ore prima di essere infornato: così raggiunge la massima sofficità e digeribilità. 

A lievitazione naturale, è preparato con ingredienti di prima di qualità.

Si può ordinare QUI 

Inglima

 Il tris di panettoni di Inglima

Ogni anno la pasticceria Angelo Inglima di Canicattì sforna qualche novità e perfeziona le sue creazioni.

Quest’anno, per esempio, ha scelto di utilizzare il cioccolato di Modica, per i panettoni al cioccolato e di aumentare la percentuale di pistacchio nella crema che farcisce il panettone siciliano per eccellenza.

Il panettone tradizionale, invece, resta immutato, ma sempre arricchito da prodotti a filiera corta e lasciato lievitare per 36 ore.

La vera novità è il cofanetto tre panettoni, in gusti diversi, ciascuno da 500gr. Un’idea regalo insolita e un’occasione per degustare tre diverse proposte (classico, al cioccolato e al pistacchio) in un colpo solo.

Si ordina QUI 

La Perla Tartufata

La Perla Tartufata de La Perla di Torino

La Perla Tartufata è la novità 2021 della collezione natalizia proposta dal laboratorio torinese. 

È un panettone farcito con morbida crema Gianduja e uva sultanina, ricoperto da un sottile strato di cioccolato fondente e granella di Nocciole, da completare con polvere di cacao. Una creazione golosa, custodita in un'elegante confezione regalo da collezione, che saprà rendere unica la tavola natalizia. 

Non mancano poi, tra le altre dolcezze, un kit gourmand con tartufi, tavolette e creme spalmabili declinati ai gusti Tiramisù e Pistacchio, e anche un ricco ventaglio di box regalo confezionate a mano.

Si ordina (tutto) QUI 

Recioto

Il panettone al Recioto di Pasticceria Lorenzetti

Sebbene sia aromatizzato al Recioto, il lievitato di Daniele Lorenzetti non risulta alcolico.

Il tipico vino veronese, infatti, viene ristretto con una lavorazione a bassa temperatura in sottovuoto fino a formare una glassa che viene usata al posto del miele. Anche per questo non sono stati aggiunti altri zuccheri.

È senza canditi e le uvette che lo arricchiscono sono state messe a bagno nel Recioto. Senza conservanti ed emulsionanti ha una shelf-life di 60 giorni.

Si ordina QUI 

panettone Carlo Cracco

Il super panettone cioccolato e ciliegia di Carlo Cracco

Ingredienti di base per l’impasto e lievitazione, come da tradizione. La differenza è tutta nel ripieno, riccamente farcito con cioccolato, fave di cacao e ciliegie Samba, raccolte a mano nell’azienda agricola Vistamare di Cracco.

Per averlo basta un click QUI 

eataly

Il Panettone di Eataly by Fulvio Marino

La ricetta è di Fulvio Marino, il panificatore divo del programma di Rai 1, condotto da Antonella Clerici, È sempre mezzogiorno. La garanzia di qualità è Eataly.

Il risultato è un panettone senza uvetta con canditi di mandarino di Ciaculli, arancia e limone.

Pochi ingredienti, ma di qualità. Tra questi, la farina di frumento biologico italiano che il Mulino Marino trasforma attraverso un procedimento antico e la macina a pietra. E poi, il lievito madre della panetteria​ di Eataly, il burro da latte piemontese del Caseificio Fattorie Fiandino​, i canditi di Agrimontana fatti con arance, limoni e mandarino tardivo di Ciaculli, uova fresche piemontesi dell’azienda agricola Tavernola​, vaniglia del Madagascar e copertura di glassa e mandorle siciliane.

Si può acquistare QUI 

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10 ristoranti italiani da provare a Milano

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Tra nuove aperture, trattorie contemporanee e indirizzi storici: una guida aggiornata dei migliori ristoranti italiani a Milano

Se sognate i sapori genuini dei (buoni) ristoranti italiani Milano ha di che farvi contenti.

Laboratorio gastronomico in costante movimento, Milano tiene comunque molto alle sue origini e ai sapori della tradizione e accanto ai grandi classici che hanno fatto la storia della ristorazione cittadina, nascono nuovi progetti capaci di riportare al centro il valore della cucina italiana fatta bene, delle ricette di casa e delle materie prime.

Ecco una selezione di ristoranti italiani a Milano da provare, tra locali di recente apertura e indirizzi iconici, posti da segnare in agenda per chi cerca autenticità, identità e qualità.

I ristoranti italiani a Milano da provare

(Continua sotto la foto)

Veramente Milano

Veramente

Nel cuore di Brera nasce il progetto firmato da Gianmarco Venuto e Filippo Sironi, già founder de Il Mannarino. Il payoff “Abitudini Italiane” racconta perfettamente lo spirito del locale: un luogo pensato per far sentire gli ospiti a casa, tra atmosfere da salotto anni Settanta e Ottanta, cucina ampia a vista e piatti che parlano di memoria collettiva.

In carta si trovano grandi classici come la parmigiana di melanzane, gli spaghettoni alla Nerano con provolone del Monaco (buonissimi), i pici fatti in casa al ragù mantecati al tavolo e l’arancina alla milanese ripiena di ossobuco e gremolada. E poi i dolci, fatti in casa. Alla prima visita d'obbligo il gelato alla vaniglia servito dal carrello e personalizzabile con crunch e topping. 

Via Palermo, 11

Sandì

In zona Città Studi si trova una delle aperture più interessanti e recenti di questi ultimi mesi. Un progetto coerente, curato nei dettagli e nella proposta gastronomica. La cucina attinge alle tradizioni regionali italiane con una dichiarata influenza francese. Tra i piatti più riusciti spiccano la zuppa imperiale con aringa affumicata, la tarte di cipolle con puntarelle, la verza ripiena di maiale e gamberi e il cordon bleu di lombata. La formula pranzo rende il locale particolarmente competitivo anche nei giorni feriali.

Via Francesco Hayez, 13

CreDa Milano

CreDa

CreDa nasce dall’incontro tra Crescenzo Morlando e Dario Pisani, due chef campani che hanno trasformato la cucina partenopea in un progetto gastronomico riconoscibile. L’atmosfera è informale, con banco gastronomia e sala dal gusto rétro, tra stoviglie d’epoca e dettagli recuperati nei mercatini. In menu spiccano piatti simbolo come parmigiana di melanzane, friarielli, polpette al ragù di “nonna Maria”, la celebre pasta e patate e la pasta “con voto”, arricchita dai ricci di mare. Tutto è disponibile anche da asporto, senza perdere identità e qualità.

Via Orti, 12

Trattoria all'Antica

Un nome che è già una dichiarazione d’intenti. Trattoria All’Antica riporta in primo piano la cucina italiana tradizionale, fatta di porzioni generose, ricette riconoscibili e un’atmosfera che privilegia la convivialità. Il ristorante si trova a due passi dal parco Solari, quasi ad angolo con quella via Savona che ha visto nascere e morire nel giro di poco tanti locali. La cucina di Lucio Conti, però, sa il fatto suo. Qui si viene per mangiare piatti rassicuranti, preparati con rispetto delle stagioni e delle materie prime, in un contesto che conserva il sapore delle trattorie di una volta, reinterpretato con sobrietà contemporanea. Un menù stampato ogni giorno, con alcune proposte fisse come la cotoletta - alta, con l'osso - e il risotto e altre che variano a seconda della disponibilità e qualità del prodotto. E una lista dei vini da enoteca specializzata.

Via Montevideo, 4

Al vecchio porco Milano

Al Vecchio Porco

Un’osteria lombarda dichiaratamente carnivora, dove il maiale diventa protagonista anche nell’arredo, tra oggetti a tema, scritte ironiche e atmosfera calda. Al Vecchio Porco è un'istituzione in città, qui capita spesso di incontrare volti noti che cercano un rifugio in cui sentirsi a casa. Gli ingredienti punta su piatti tradizionali ben eseguiti: salumi di qualità, risotti stagionali, paste rustiche e secondi di carne costruiscono una proposta concreta e coerente. La taverna sotterranea è ideale per cene conviviali e occasioni speciali.

Via Messina, 8

Speciale Osteria

Una trattoria in chiave contemporanea, dall'ambiente curato ma che mette subito a proprio agio. Uno staff cordiale ed efficiente e una cucina sincera e curata. Il menù è stagionale, con alcuni piatti sempre disponibili e altri che cambiano durante l'anno. Ad accomunarli, l'idea che la tradizione possa essere sempre attuale pur senza snaturarla. Dai pizzoccheri alle tagliatelle al ragù, dal galletto alla guancia - tenerissima - fino ai dolci. Nei dessert si riassume la cura per i dettagli e l'autenticità di questo locale: cannoncini alla crema serviti su un trenino di legno, il tiramisù cremosissimo portato al tavolo e servito direttamente con una sorta di cazzuola, la tarte tatin d'altri tempi.

Via Pastrengo, 11

Sant Ambroeus Milano

St. Ambroeus

St. Ambroeus tra i ristoranti italiani a Milano è senza dubbio uno dei nomi simbolo della tradizione. Un indirizzo che attraversa generazioni mantenendo uno stile riconoscibile, fatto di eleganza discreta e cucina italiana borghese. Tra colazioni iconiche, pranzi di lavoro e piatti storici, resta una tappa obbligata per chi cerca un’esperienza classica, curata e senza tempo.

Corso Giacomo Matteotti, 7

Trattoria del Ciumbia

In via Fiori Chiari, nel cuore di Brera, si trova questo locale che rappresenta uno dei primi investimenti - riusciti - di Leonardo Maria Del Vecchio nella ristorazione. Un luogo che unisce design e tradizione. Il progetto di interni firmato Dimorestudio richiama le storiche trattorie milanesi degli anni Sessanta, tra boiserie in noce, bancone in peltro e dettagli rétro. In cucina l’executive chef Paolo Rollini propone una lettura contemporanea della tradizione lombarda: risotto alla monzese, costoletta alta, trippa, lumache valtellinesi, insieme a reinterpretazioni come la lasagnetta al bollito e i mondeghili in foglia di verza.

Via Fiori Chiari, 32

Autem Milano

Autem

Gli spaghetti in bianco più buoni che vi capiterà di mangiare (a Milano, ma non solo). Autem lavora sull’equilibrio tra tecnica e identità, da sempre tratti distintivi della cucina dello chef Luca Natalini. Il progetto ruota intorno a una cucina italiana moderna, pulita nei sapori e precisa nelle esecuzioni, con grande attenzione alla qualità degli ingredienti e alla costruzione dei piatti. L’ambiente è essenziale ed elegante, con la cucina a vista e all'ingresso, ad accogliere i commensali. Un menù che, salvo alcuni piatti come gli spaghetti in bianco, appunto, cambia continuamente nel rispetto della stagionalità e reperibilità degli ingredienti. Una scelta che fa sì che ogni cena (o pranzo) da Autem possa essere un'esperienza sempre diversa.

Via Serviliano Lattuada, 2

Il Luogo di Aimo e Nadia

Un’istituzione della cucina italiana contemporanea. Il Luogo di Aimo e Nadia rappresenta uno dei massimi esempi di alta cucina legata al territorio e alla biodiversità italiana. La filosofia del ristorante si fonda sulla valorizzazione delle eccellenze regionali, raccontate attraverso piatti che uniscono ricerca, tecnica e memoria gastronomica. Una tradizione che gli chef Alessandro Negrini e Fabio Pisani portano avanti con consapevolezza, esperienza e passione. Un’idea di eleganza sobria e profonda, che ha reso questo indirizzo un punto di riferimento internazionale.

Via Privata Raimondo Montecuccoli, 6

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Cioccolata, salmone e... 5 cibi da mangiare contro la tristezza

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Dalla cioccolata calda al pesce azzurro: ecco cosa mangiare per essere più felici e contrastare la tristezza invernale

A volte per migliorarsi l'inverno basta sapere cosa mangiare per essere più felici.

Con le giornate corte e il freddo pungente, infatti, l’umore può risentirne più di quanto pensiamo. Non è solo una sensazione passeggera: per molte persone l’inverno porta con sé stanchezza mentale, malinconia e una sorta di rallentamento emotivo che gli esperti chiamano winter blues (cioè tristezza invernale).

La buona notizia è che, accanto a uno stile di vita equilibrato, anche ciò che mettiamo nel piatto può fare la differenza nel nostro umore. 

L’alimentazione, infatti, non influisce solo sul corpo ma ha un ruolo diretto anche sul benessere mentale, sull’energia e sulla stabilità dell’umore. Alcuni cibi, più di altri, possono infatti diventare veri alleati nei mesi più bui dell’anno.

**A che ora cenare in inverno per restare in forma e in salute**

**Come non ammalarsi questo inverno? 8 cibi anti-influenza**

Cosa mangiare per essere più felici

(Continua sotto la foto)

Bridget Jones piumino

Cioccolata calda fatta in casa

Il cioccolato viene inserito istintivamente al primo posto quando si cerca cosa mangiare per essere più felici - giustamente: non è solo una coccola, ma un alimento con effetti positivi documentati sull’umore. Consumarlo con moderazione può aiutare a sentirsi più sereni grazie alla sua ricchezza di polifenoli, potenti antiossidanti che contribuiscono a ridurre i livelli di cortisolo, l’ormone dello stress.

Inoltre, il cacao è una fonte naturale di prebiotici, fibre che nutrono il microbiota intestinale: un intestino in salute è sempre più spesso associato a un miglior equilibrio emotivo.

Per beneficiare di queste proprietà, è importante scegliere cioccolato con almeno l’85% di cacao e limitarsi a piccole quantità quotidiane, meglio ancora se sotto forma di una cioccolata calda preparata in casa, calda e avvolgente.

Salmone e pesce azzurro

Il pesce grasso è uno degli alimenti più studiati per il benessere mentale. Salmone, sgombro, sardine e trota sono ricchi di omega-3, acidi grassi essenziali per il funzionamento del cervello.

Questi nutrienti hanno proprietà antinfiammatorie e interagiscono con i neurotrasmettitori coinvolti nella regolazione dell’umore. Inserire una o due porzioni di pesce azzurro a settimana può aiutare a contrastare la sensazione di apatia e affaticamento mentale tipica dei mesi invernali.

Per chi non ama il pesce, una valida alternativa può essere rappresentata da noci e semi di chia, anch’essi fonti vegetali di omega-3.

Cereali integrali

Pane integrale, avena, riso integrale, quinoa e farro sono spesso sottovalutati, ma svolgono un ruolo chiave nel supporto del benessere mentale. I cereali integrali sono ricchi di fibre, vitamine del gruppo B e antiossidanti, nutrienti fondamentali per il sistema nervoso.

Contengono inoltre triptofano, un amminoacido necessario per la produzione di serotonina, l’ormone che contribuisce alla sensazione di felicità. Grazie al loro basso indice glicemico, rilasciano energia in modo graduale, evitando i picchi e i cali che possono influire negativamente sull’umore.

Inserirli regolarmente nei pasti aiuta a sentirsi più equilibrati e concentrati durante la giornata.

Frutti di bosco

Mirtilli, lamponi e more sono un concentrato di benefici. Ricchi di flavonoidi, aiutano a proteggere il cervello dallo stress ossidativo e dall’infiammazione, due fattori collegati anche ai disturbi dell’umore.

Forniscono vitamina C e fibre, utili per la regolazione della glicemia e dell’energia mentale. Le ricerche suggeriscono che i mirtilli, in particolare, possano supportare memoria e concentrazione, aiutando a contrastare la tipica tristezza invernale.

Consumati sotto forma di composta calda, magari a colazione o come dessert leggero, diventano un alleato ideale durante l’inverno.

Frutta secca e granola

Mandorle, noci, anacardi e pistacchi sono una fonte preziosa di grassi buoni, vitamine e minerali fondamentali per il cervello. La frutta secca contiene triptofano, magnesio e vitamine del gruppo B, tutti nutrienti coinvolti nei meccanismi che regolano l’umore.

Consumata con regolarità, in quantità moderate, può contribuire a migliorare la risposta allo stress e a sostenere le funzioni cognitive.

Inserita in una granola fatta in casa, diventa una colazione nutriente e appagante, perfetta per iniziare le giornate invernali con più energia.

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«Non tutte le barrette proteiche fanno bene, ecco come sceglierle»: parola agli esperti

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Le barrette proteiche non sono tutte uguali. Gli esperti ci spiegano come riconoscere quelle che fanno bene da quelle che sono solo snack

Negli ultimi anni, specie per chi fa una vita sportiva, la ricerca di proteine è diventata una piacevole ossessione. Così, il mondo dei cibi a base proteica si sono diffusi enormemente, creando un'offerta vastissima di barrette proteiche dove sembra quasi impossibile trovare quelle davvero salutari.

Il loro essere in formato “snack” le ha portate con successo ovunque: dalle farmacie (che per primi le hanno adottate) ai supermercati, fino addirittura ai negozi di articoli da regalo e igiene per la casa.

Le barrette proteiche sono un oceano nel quale è facile perdersi, per questo abbiamo gettato un salvagente chiedendo a figure con grande esperienza nel campo (nella nutrizione con grande vita sportiva) per comprendere meglio cosa scegliere quando le compriamo, partendo subito a gamba tesa su tutto ciò che sarebbe meglio evitare.

(Continua dopo la foto)

barrette proteiche da evitare

Quali sono le barrette proteiche da evitare?

«La prima importante “red flag” è il contenuto proteico» ci racconta la dietista Elisa Rosso «se navighiamo sotto i 15 grammi di proteine per barretta, non è così proteica, è quindi più che altro uno snack». L’altro aspetto da considerare sono gli zuccheri. «Se ne trovate più di 10 o 12 grammi in totale di zuccheri, che equivale già a un cucchiaio di zucchero, c’è già di certo un rapporto poco equilibrato». È concorde anche il nutrizionista sportivo Marco Tancredi, che sottolinea l’importanza di guardare sempre ai grammi totali di prodotto: «È importante fare attenzione al peso della barretta, guardando i valori percentuali, facendo occhio poi che non abbia un’alta dose di grassi, in genere sopra il 10%. Farei attenzione anche all’eccessiva presenza di sciroppi che rendono il prodotto più gustoso, ma meno utile allo scopo».

Vanno bene anche per chi non fa fitness?

Tendenzialmente sì. Ma se usati come “alternativa rapida” a spuntini in mancanza di alternative. «Chi per vari motivi ha bisogno di un surplus di proteine, può usarlo come approccio d’emergenza» racconta Elisa Rosso «ma spesso ne fanno uso persone che magari non fanno sport ma che hanno bisogno di prendere peso, magari concentrando l’uso di barrette in un periodo specifico dell'anno. Con l’aiuto di uno specialista, si va a inquadrare ogni singola posizione. «Può essere molto utile a chi è non più giovanissimo» racconta Marco Tancredi «in modo tale da tutelare la tonicità muscolare e alcuni processi fisiologici dovuti all’avanzare dell’età, a prescindere che faccia sport o meno».

quali barrette proteiche scegliere

Da quali valori ingredienti si riconosce una barretta di valore?

«È importante controllare l’origine delle proteine: possono essere di origine animale, come le proteine del siero del latte o dall’uovo, oppure di origine vegetale, come quelle che arrivano dai legumi e dalla frutta secca» spiega Marco Tancredi. «La barretta va guardata in base al “valore” che può dare a noi che la mangiamo: ad esempio se una persona è in definizione per "vedere" meglio la propria muscolatura, non consiglierei una barretta con più di 250 calorie o magari considererei una possibilità che molti escludono, ovvero quello di mangiarne solo metà» chiarisce Elisa Rosso.

Le barrette proteiche più “sane” sono quelle meno buone?

«Supponendo che una barretta sia come la stiamo descrivendo finora, ovvero con pochi zuccheri e pochi grassi, ecco, magari potrebbe risultare meno golosa. Ma la domanda da farsi è un’altra e la trovo più interessante» spiega Marco Tancredi «non è che forse il sapore di una barretta risulta buono o cattivo se le nostre abitudini alimentari sono buone o cattive? È chiaro che una persona abituata a ingerire cibi molto zuccherati e molti grassi, troverà alcune barrette meno buone». «Il mercato delle barrette è sconfinato, basta fare un po’ di tentativi e saper scegliere, anche perché è molto soggettivo» chiarisce invece Elisa Rosso «ormai però ci sono barrette equiparabili a dolci veramente dolci in termini di gusto, pur essendo molto più contenuti negli zuccheri, quindi basta provare».

migliori barrette proteiche

Qual è la differenza con le barrette energetiche?

«Se parliamo di barrette energetiche» spiega Marco Tancredi «sono tendenzialmente ricche di carboidrati e spesso sono utilizzate da chi fa endurance, ovvero attività sportiva per un tempo prolungato, integrando per non avere cali di energie. Mangiarle durante l’allenamento fornisce energia sul breve e medio termine e permettono di non avere cali di zuccheri». «Consiglio di fare attenzione alle barrette non proteiche che magari si pongono come “barrette light” o “sostitutive del pasto”» racconta Elisa Rosso «spesso queste barrette “vestite per la dieta” hanno pochissimi nutrienti utili. Se bisogna fare attenzione a quelle proteiche, bisogna fare ancora più attenzione a quelle che non lo sono».

Se le barrette proteiche sono poco digeribili

«Le proteine del latte isolate o idrolizzate sono in genere quelle più assimilabili» spiega Elisa Rosso «ma la differenza vera, anche se è un discorso soggettivo, la fanno i dolcificanti. Lo dico perché alcuni tipi di dolcificanti, in base alle quantità, potrebbero diventare lassativi. Quindi io spesso prediligo quelli con zucchero o miele rispetto ai dolcificanti che finiscono in -oli, ma ovviamente è sempre personale. A quel punto meglio una barretta digeribile anche se meno “leggera”: la tolleranza intestinale è un fattore importante».

barrette proteiche se non fai sport

Si possono fare da soli?

«Assolutamente sì» spiega Marco Tancredi «si possono fare con fiocchi d’avena, proteine del siero del latte, burro di arachidi o mandorle, latte e miele. Ci sono parecchie ricette davvero valide on line, vale la pena fare dei tentativi». «È molto più facile fare quelle da “endurance”, da integrare negli allenamenti lunghi, fatte con avena, riso soffiato, datteri, frutta secca o essiccata, tritati con il miele e conservate in frigo» spiega Elisa Rosso «quelle proteiche possono essere fatte addirittura anche con l’albume. Diciamo che è un ottimo modo per risparmiare e avere controllo sugli ingredienti, quindi perché non provare?»

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Altro che integratori! Ecco gli alimenti da inserire nella dieta per sostenere la salute in modo naturale

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Dalle vitamina al magnesio: ecco i nutrienti fondamentali per la salute da assumere attraverso una dieta varia ed equilibrata

Negli ultimi anni abbiamo imparato a guardare alla salute con occhi diversi: meno scorciatoie, più consapevolezza. E così, accanto a una crescente offerta di integratori, cresce anche una domanda semplice ma cruciale: è davvero necessario ricorrere a capsule e polveri, o possiamo sostenere la salute partendo da ciò che mettiamo ogni giorno nel piatto?

Sempre più esperti concordano su un punto: quando l’alimentazione è varia, bilanciata e ricca di nutrienti, il cibo resta la prima e più efficace forma di prevenzione.

Alcuni micronutrienti, in particolare, svolgono un ruolo chiave nel supportare il sistema immunitario, il metabolismo e il benessere generale. E la buona notizia è che si trovano in alimenti comuni, accessibili e spesso già presenti nella nostra cucina.

**5 superfood che fanno super-bene alla salute**

Il punto non è “mai integratori”, ma prima il cibo

Parlare di salute naturale non significa demonizzare gli integratori, ma rimetterli nel loro giusto contesto. In presenza di carenze diagnosticate o esigenze specifiche, possono essere utili, e comunque sempre dopo una consultazione medica.

Ma nella quotidianità, un’alimentazione ricca, colorata e varia resta lo strumento più potente che abbiamo.

Prima di cercare la soluzione in una pillola, vale la pena guardare il piatto: spesso è lì che si nasconde la risposta più semplice (e più efficace) per prenderci cura del nostro benessere psicofisico ogni giorno.

**5 trucchetti per mangiare meglio (senza che il gusto ne risenta)**

(Continua sotto la foto) 

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Omega 3: grassi “buoni” per cuore e cervello

Gli omega 3 sono tra i nutrienti più citati quando si parla di benessere a lungo termine. Contribuiscono alla salute cardiovascolare, supportano la funzione cerebrale e aiutano a modulare i processi infiammatori dell’organismo.

Gli alimenti che ne sono più ricchi sono i pesci grassi – come salmone, sgombro, sardine e alici – ma anche alcune fonti vegetali, tra cui noci, semi di lino e semi di chia. Consumati regolarmente, inseriti in un’alimentazione equilibrata, possono ridurre il bisogno di integrazioni esterne, soprattutto in assenza di carenze specifiche.

Vitamina C: molto più di un alleato contro i malanni

Spesso associata solo ai mesi invernali, la vitamina C è in realtà fondamentale tutto l’anno. Supporta il sistema immunitario, favorisce l’assorbimento del ferro e contribuisce alla protezione delle cellule dallo stress ossidativo, con effetti positivi sulla salute generale.

Agrumi, kiwi, fragole, peperoni, broccoli e verdure a foglia verde ne sono ottime fonti. Il consiglio è consumarli freschi e poco lavorati, perché la vitamina C è sensibile al calore e alla conservazione prolungata.

Vitamina D: il nutriente che unisce sole e alimentazione

La vitamina D è essenziale per la salute delle ossa, dei muscoli e del sistema immunitario. Il nostro corpo la produce grazie all’esposizione solare, ma l’alimentazione può contribuire in modo significativo, soprattutto nei mesi in cui il sole scarseggia.

Si trova in alimenti come pesce grasso, uova, latte e yogurt fortificati. Inserirli regolarmente nella dieta aiuta a mantenere livelli adeguati, riducendo il ricorso automatico agli integratori, che andrebbero valutati solo in caso di reale necessità.

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Selenio: un piccolo minerale, un grande supporto

Il selenio è un oligoelemento spesso sottovalutato, ma fondamentale per il corretto funzionamento della tiroide e per la protezione delle cellule dai danni ossidativi. Svolge un ruolo importante nel mantenimento della salute metabolica e immunitaria.

Le noci del Brasile ne sono una delle fonti più concentrate, ma si trova anche in pesce, uova, cereali integrali e legumi. Bastano quantità moderate, inserite con regolarità, per coprire il fabbisogno quotidiano.

Magnesio: equilibrio per muscoli, nervi ed energia

Il magnesio è coinvolto in centinaia di reazioni biochimiche nel nostro organismo. Aiuta a regolare la funzione muscolare e nervosa, contribuisce alla produzione di energia e sostiene l’equilibrio emotivo, con effetti positivi anche sulla salute mentale.

È presente in alimenti come verdure a foglia verde, legumi, frutta secca, semi, cereali integrali e cacao amaro. Una dieta ricca di questi cibi può aiutare a prevenire quella sensazione di stanchezza diffusa che spesso porta a cercare soluzioni rapide sotto forma di integratori.

Zinco: un alleato silenzioso del sistema immunitario

Lo zinco contribuisce alla normale funzione del sistema immunitario e alla sintesi proteica. È importante per la salute della pelle, dei capelli e delle unghie, oltre che per la capacità dell’organismo di rispondere agli stress esterni.

Si trova in alimenti come semi di zucca, legumi, cereali integrali, latticini e carne. Anche in questo caso, la varietà alimentare è la chiave per garantirne un apporto adeguato.