I gelati confezionati più buoni dell'estate 2024

Cosa sarebbe l'estate senza i gelati confezionati? Per l'undicesimo anno torna la nostra rubrica, in cui raccontiamo quali sono le proposte da supermercato o da bar più buone (le classifiche passate sono qui) - ovviamente dopo averli assagiati tutti con grande impegno e dedizione.
Non ci siamo fatti mancare come al solito niente: Sammontana, Froneri (raccoglie i gelati Nestlè, Motta, Nuii, Maxibon e non solo), gelati Algida, Ferrero, Kinder e chi più ne ha più ne metta.
Ecco a seguire i 10 gelati confezionati più buoni dell'estate 2024.
I gelati confezionati più buoni dell'estate 2024
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Bis! Sammontana
La scorsa estate si è parlato fino allo sfinimento della cosiddetta "shrinkflation" dei gelati confezionati, il fenomeno di diminuzione della dimensione dei gelati industriali. Sembra nascere come risposta a questa notizia Bis! della Sammontana, un piccolo concentrato di biscotto gelato, dichiarato come piccolo fin dalla confezione ma dal gusto gigante. Imperdibile è la versione biscotto al cioccolato con crumble red velvet, gelato al gusto vaniglia con cioccolato e amarene , variegatura e copertura al gusto amarena.
State sbavando? Esatto. Il gusto intensissimo del biscotto vi lascerà con gli occhi strabuzzati: è croccante e quel suo sapore permarrà sul vostro palato per ore. Il gelato, che si trova anche nelle formule meno originali Croccantino e Pistacchio, è lodevole fin dalla sua confezione, ispirata ai cartelloni cinematografici di una volta. Una lode al grafico e un'altra all'originalità della ricetta. È piccolo ma potente.
Cornetto Cuore di Cialda
Quanto ci piace il Cornetto! Non c'è niente di meglio da mangiare quando siamo sulla spiaggia, abbiamo mangiato un toast tiepido dopo una mattinata a mollo nell'acqua e vogliamo toglierci uno sfizio senza sporcarci come un neonato alle prese con la pappa.
Cornetto Cuore di Cialda regala il senso dell'estate: qui, vuole elevare il gusto classico ispirandosi alle tendenze americane e social dei coni con all'interno una barretta di cioccolato. Cuore di Cialda, con il suo roll di wafer, crema di nocciole e copertura al cioccolato, rende l'intera esperienza più croccante e divertente. Consigliatissima anche la versione Cuore di Cioccolato, preferibile a quella Cuore di Caramello.
Maxibon Coconut Paradise
Adesso noi tutti amanti del cocco facciamo subito un cerchio qui di lato e abbracciamoci: siamo pochi ma buoni. Nessuno di capisce, ma Froneri sì. Maxibon quest'anno ha pensato a noi con un gelato al cocco con scaglie di cocco, biscotto al cacao e cereali, copertura al cioccolato bianco, granella al cocco e granella di biscotti al cocco. Ho detto cocco? Sulla carta, molto.
Il prodotto, fresco e super godibile con il suo mix di ingredienti golosissimi, ha in realtà messo piccole percentuali del frutto esotico, dando prominenza al cioccolato bianco, con una punta di sapore particolare che c'è ma non disturba, non allappa e fa il suo. Insomma, farà contenti un po' tutti, ma si poteva fare di più in termini di intensità. Maxibon per noi è sinonimo di gusti che non guardano in faccia a nessuno e questo forse rimane un po' troppo sullo sfondo rispetto alla sua linea di biscotti perfetta.
Magnum Chill
Tra tutte le proposte che vedrete qui quest'anno, questa è forse la più originale. Con una ricetta al 100% vegana (quindi non c'è il latte e nemmeno la panna, mamma, capito?), il gelato è realizzato con sorbetto di mirtillo, gelato fatto con un mix di riso, tapioca e frutti con una copertura di cioccolato e pezzi di biscotto, vuole essere esattamente come il Wonder e l'Euphoria, un'esperienza sensoriale, come quelle playlist di Lofi Girl per dormire.
L'intensità del mirtillo ti lascia un gusto bizzarro che diventa anche olfattivo, in una generale sensazione sotto al palato che vi stranirà, a metà strada tra le caramelle alla viola e il profumo di lavanda. Stavo mangiando il gelato o stavo sognando? È questo il potere di Magnum Chill, un gelato da provare ma che risulterà parecchio divisivo. Tra i tre, Wonder è senza dubbio quello più gradevole ai palati del grande pubblico, con il suo mix di cioccolato con caramello (intenso), mandorle caramellate e gelato al dattero e mou.
Nutella Gelato
Fermi tutti. Quest'anno, pur non essendo portatile ma una vaschetta perfetta per due ma che di certo mangerete da soli sia nei momenti di tristezza ma anche in quelli allegri (perché noi dipendenti dalla Nutella siamo fatti così) è sotto vari punti di vista un piccolo capolavoro dei gelati confezionati. Il gelato alla nocciola con variegatura alla Nutella presenta uno strato superficiale spesso e croccante di cioccolata Nutella e altri due interni, uno a metà e uno al fondo.
Avete capito bene: sono superfici dure che rendono tutta l'esperienza di gusto un sogno a occhi aperti, da sciogliere in bocca ma anche da masticare, visto che le consistenze si mescolano alla perfezione. Non vi aspettate il gelato alla nocciola della vita, ma l'esperienza di gelato con Nutella più golosa di sempre. E attenzione: il gelato vi sfida a aspettare 10 minuti prima di mangiarlo dopo averlo tirato fuori dal freezer. È fondamentale perché il "format" della vaschetta si sveli in tutta la sua bontà, un po' croccante, un po' gelato, un po' variegato. È per chi ama godere.
Pocket Coffee gelato Mocaccino
Il grande successo del piccolo ma adorabile Pocket Coffee gelato ha portato quest'anno a un prodotto se possibile ancora più buono, in quel divertente mix di gusti tipici del frappuccino... ma all'italiana. L'interno è l'inconfondibile gelato al cioccolato al gusto caffè 100% arabica e all'esterno c'è invece questo mix di caffè, latte e cioccolato croccantissimo e dal sapore inedito.
Un'esperienza fuori di testa che se possibile supera l'originale e accontenta i palati che amano il caffè ma non i gusti forti tipici del cioccolatino che ogni volta che siamo davanti alla cassa vorremmo prenderne 10 confezioni, cosa che io puntualmente faccio. Mangiatelo con fiducia, vogliategli bene.
Gruvì Mango Ramingo Sammontana
Se non vi piacciono i gelati alla frutta quella è la porta, uscite immediatamente. A parte gli scherzi, Gruvì quest'anno ha deciso di convincere anche i più scettici del gelato "non al cioccolato" con una formula sperimentale e imperdibile: gelato con yogurt, sorbetto al mango, copertura al mango con granella di mango.
Ma Sammontana, siete impazziti? Probabilmente sì e hanno fatto bene: Gruvì mango ramingo è un gelato che con la sua solita formula "che non si spezza al morso", rende ogni boccone freschissimo come la neve, esotico con un viaggio d'estate, ma concreto come Gruvi sempre sa essere, con gusti reali e mai "simulati". Se molti di questi gelati confezionati sono opzionali, questo è assolutamente obbligatorio da provare.
Gocciole Vaschetta Gelato
Con un mix incostante e disomogeneo dei suoi ingredienti, la vaschetta gelato con Gocciole in superficie, gocce di cioccolato e biscotti sbriciolati è come il momento più bello della tua vita che poi ti svegli e scopri che avevi solo fatto un sogno.
Purtroppo la formula scelta per questo gelato al gusto vaniglia è un po' povera, con la sua quota di biscotti appena accennata, gocce di cioccolato che si ritrovano solo in superficie e mini Gocciole che sembrano lì solo per caso. Si poteva fare di più, così come non molto entusiasmante è anche la versione Ringo. Un po' meglio quella Pavesini. Insomma, amici Gocciolosi, non vorrete mica che noi si continui a immergere le Gocciole dentro le vaschette di gelato artigianale, no? Non abbiate paura di fare qualcosa di straordinario.
Nuovo Cinque Stelle Crema
Come si fa a rendere un classico ancora più buono? Aggiornandolo ai palati del pubblico di oggi. Il Cinque Stelle Sammontana Crema, in questa formula che è già un classico istantaneo, propone il soffice gelato alla crema realizzata con tuorli d'uovo italiano (il gusto è sincero e potente) con sopra una golosissima granella di mandorla a praline lievemente salata. Più naturalmente una croccante cialda.
L'esperienza di un normale cono che non disturba e non impegna, qui diventa qualcosa di prezioso. Interessante è anche la nuova versione caramello salato, con un sapore che sa essere delicato nonostante i suoi ingredienti forti. Cinque Stelle merita molta più attenzione di quella che ha.
Nuii Arachidi e Sciroppo d'acero canadese
Ricordandovi che ho mangiato parecchi Nuii nelle ultime settimane ma non sono diventato come il testimonial Jason Momoa (ma ci spero ancora!), quest'anno i cintura nera della frutta secca nel gelato hanno deciso di fare delle ricette "elementali" con le "Elements Collection" tentando 4 formulazioni particolari (ma non eccessivamente sperimentali) tra le quali abbiamo gradito la versione arachidi e sciroppo d'acero canadese, denominata "Acqua". Perché?
Perché non capita spesso di mangiare il gelato alle arachidi (ha un gusto molto simile a quello del burro d'arachidi) e una variegatura allo sciroppo d'acero dal sapore strepitoso. Sembra di mangiare una tipica colazione canadese, ma in Italia. Non contenti, la copertura è al cioccolato al latte con granella di arachidi tostate: tostate davvero, con quel retrogusto che le fa sembrare appena uscite dal forno. L'intensità dei sapori e il mix di ingredienti tra dolce e salato ci ha davvero colpito al cuore o come direbbe una famosa poetessa: "Come un tuono sei arrivato senza preavviso se mi fai male non ti perdono respiro sott'acqua all'improvviso". Vedi che alla fine c'entrava Jason Momoa?!
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Cioccolata, salmone e... 5 cibi da mangiare contro la tristezza

A volte per migliorarsi l'inverno basta sapere cosa mangiare per essere più felici.
Con le giornate corte e il freddo pungente, infatti, l’umore può risentirne più di quanto pensiamo. Non è solo una sensazione passeggera: per molte persone l’inverno porta con sé stanchezza mentale, malinconia e una sorta di rallentamento emotivo che gli esperti chiamano winter blues (cioè tristezza invernale).
La buona notizia è che, accanto a uno stile di vita equilibrato, anche ciò che mettiamo nel piatto può fare la differenza nel nostro umore.
L’alimentazione, infatti, non influisce solo sul corpo ma ha un ruolo diretto anche sul benessere mentale, sull’energia e sulla stabilità dell’umore. Alcuni cibi, più di altri, possono infatti diventare veri alleati nei mesi più bui dell’anno.
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Cosa mangiare per essere più felici
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Cioccolata calda fatta in casa
Il cioccolato viene inserito istintivamente al primo posto quando si cerca cosa mangiare per essere più felici - giustamente: non è solo una coccola, ma un alimento con effetti positivi documentati sull’umore. Consumarlo con moderazione può aiutare a sentirsi più sereni grazie alla sua ricchezza di polifenoli, potenti antiossidanti che contribuiscono a ridurre i livelli di cortisolo, l’ormone dello stress.
Inoltre, il cacao è una fonte naturale di prebiotici, fibre che nutrono il microbiota intestinale: un intestino in salute è sempre più spesso associato a un miglior equilibrio emotivo.
Per beneficiare di queste proprietà, è importante scegliere cioccolato con almeno l’85% di cacao e limitarsi a piccole quantità quotidiane, meglio ancora se sotto forma di una cioccolata calda preparata in casa, calda e avvolgente.
Salmone e pesce azzurro
Il pesce grasso è uno degli alimenti più studiati per il benessere mentale. Salmone, sgombro, sardine e trota sono ricchi di omega-3, acidi grassi essenziali per il funzionamento del cervello.
Questi nutrienti hanno proprietà antinfiammatorie e interagiscono con i neurotrasmettitori coinvolti nella regolazione dell’umore. Inserire una o due porzioni di pesce azzurro a settimana può aiutare a contrastare la sensazione di apatia e affaticamento mentale tipica dei mesi invernali.
Per chi non ama il pesce, una valida alternativa può essere rappresentata da noci e semi di chia, anch’essi fonti vegetali di omega-3.
Cereali integrali
Pane integrale, avena, riso integrale, quinoa e farro sono spesso sottovalutati, ma svolgono un ruolo chiave nel supporto del benessere mentale. I cereali integrali sono ricchi di fibre, vitamine del gruppo B e antiossidanti, nutrienti fondamentali per il sistema nervoso.
Contengono inoltre triptofano, un amminoacido necessario per la produzione di serotonina, l’ormone che contribuisce alla sensazione di felicità. Grazie al loro basso indice glicemico, rilasciano energia in modo graduale, evitando i picchi e i cali che possono influire negativamente sull’umore.
Inserirli regolarmente nei pasti aiuta a sentirsi più equilibrati e concentrati durante la giornata.
Frutti di bosco
Mirtilli, lamponi e more sono un concentrato di benefici. Ricchi di flavonoidi, aiutano a proteggere il cervello dallo stress ossidativo e dall’infiammazione, due fattori collegati anche ai disturbi dell’umore.
Forniscono vitamina C e fibre, utili per la regolazione della glicemia e dell’energia mentale. Le ricerche suggeriscono che i mirtilli, in particolare, possano supportare memoria e concentrazione, aiutando a contrastare la tipica tristezza invernale.
Consumati sotto forma di composta calda, magari a colazione o come dessert leggero, diventano un alleato ideale durante l’inverno.
Frutta secca e granola
Mandorle, noci, anacardi e pistacchi sono una fonte preziosa di grassi buoni, vitamine e minerali fondamentali per il cervello. La frutta secca contiene triptofano, magnesio e vitamine del gruppo B, tutti nutrienti coinvolti nei meccanismi che regolano l’umore.
Consumata con regolarità, in quantità moderate, può contribuire a migliorare la risposta allo stress e a sostenere le funzioni cognitive.
Inserita in una granola fatta in casa, diventa una colazione nutriente e appagante, perfetta per iniziare le giornate invernali con più energia.
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«Non tutte le barrette proteiche fanno bene, ecco come sceglierle»: parola agli esperti

Negli ultimi anni, specie per chi fa una vita sportiva, la ricerca di proteine è diventata una piacevole ossessione. Così, il mondo dei cibi a base proteica si sono diffusi enormemente, creando un'offerta vastissima di barrette proteiche dove sembra quasi impossibile trovare quelle davvero salutari.
Il loro essere in formato “snack” le ha portate con successo ovunque: dalle farmacie (che per primi le hanno adottate) ai supermercati, fino addirittura ai negozi di articoli da regalo e igiene per la casa.
Le barrette proteiche sono un oceano nel quale è facile perdersi, per questo abbiamo gettato un salvagente chiedendo a figure con grande esperienza nel campo (nella nutrizione con grande vita sportiva) per comprendere meglio cosa scegliere quando le compriamo, partendo subito a gamba tesa su tutto ciò che sarebbe meglio evitare.
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Quali sono le barrette proteiche da evitare?
«La prima importante “red flag” è il contenuto proteico» ci racconta la dietista Elisa Rosso «se navighiamo sotto i 15 grammi di proteine per barretta, non è così proteica, è quindi più che altro uno snack». L’altro aspetto da considerare sono gli zuccheri. «Se ne trovate più di 10 o 12 grammi in totale di zuccheri, che equivale già a un cucchiaio di zucchero, c’è già di certo un rapporto poco equilibrato». È concorde anche il nutrizionista sportivo Marco Tancredi, che sottolinea l’importanza di guardare sempre ai grammi totali di prodotto: «È importante fare attenzione al peso della barretta, guardando i valori percentuali, facendo occhio poi che non abbia un’alta dose di grassi, in genere sopra il 10%. Farei attenzione anche all’eccessiva presenza di sciroppi che rendono il prodotto più gustoso, ma meno utile allo scopo».
Vanno bene anche per chi non fa fitness?
Tendenzialmente sì. Ma se usati come “alternativa rapida” a spuntini in mancanza di alternative. «Chi per vari motivi ha bisogno di un surplus di proteine, può usarlo come approccio d’emergenza» racconta Elisa Rosso «ma spesso ne fanno uso persone che magari non fanno sport ma che hanno bisogno di prendere peso, magari concentrando l’uso di barrette in un periodo specifico dell'anno. Con l’aiuto di uno specialista, si va a inquadrare ogni singola posizione. «Può essere molto utile a chi è non più giovanissimo» racconta Marco Tancredi «in modo tale da tutelare la tonicità muscolare e alcuni processi fisiologici dovuti all’avanzare dell’età, a prescindere che faccia sport o meno».
Da quali valori ingredienti si riconosce una barretta di valore?
«È importante controllare l’origine delle proteine: possono essere di origine animale, come le proteine del siero del latte o dall’uovo, oppure di origine vegetale, come quelle che arrivano dai legumi e dalla frutta secca» spiega Marco Tancredi. «La barretta va guardata in base al “valore” che può dare a noi che la mangiamo: ad esempio se una persona è in definizione per "vedere" meglio la propria muscolatura, non consiglierei una barretta con più di 250 calorie o magari considererei una possibilità che molti escludono, ovvero quello di mangiarne solo metà» chiarisce Elisa Rosso.
Le barrette proteiche più “sane” sono quelle meno buone?
«Supponendo che una barretta sia come la stiamo descrivendo finora, ovvero con pochi zuccheri e pochi grassi, ecco, magari potrebbe risultare meno golosa. Ma la domanda da farsi è un’altra e la trovo più interessante» spiega Marco Tancredi «non è che forse il sapore di una barretta risulta buono o cattivo se le nostre abitudini alimentari sono buone o cattive? È chiaro che una persona abituata a ingerire cibi molto zuccherati e molti grassi, troverà alcune barrette meno buone». «Il mercato delle barrette è sconfinato, basta fare un po’ di tentativi e saper scegliere, anche perché è molto soggettivo» chiarisce invece Elisa Rosso «ormai però ci sono barrette equiparabili a dolci veramente dolci in termini di gusto, pur essendo molto più contenuti negli zuccheri, quindi basta provare».
Qual è la differenza con le barrette energetiche?
«Se parliamo di barrette energetiche» spiega Marco Tancredi «sono tendenzialmente ricche di carboidrati e spesso sono utilizzate da chi fa endurance, ovvero attività sportiva per un tempo prolungato, integrando per non avere cali di energie. Mangiarle durante l’allenamento fornisce energia sul breve e medio termine e permettono di non avere cali di zuccheri». «Consiglio di fare attenzione alle barrette non proteiche che magari si pongono come “barrette light” o “sostitutive del pasto”» racconta Elisa Rosso «spesso queste barrette “vestite per la dieta” hanno pochissimi nutrienti utili. Se bisogna fare attenzione a quelle proteiche, bisogna fare ancora più attenzione a quelle che non lo sono».
Se le barrette proteiche sono poco digeribili
«Le proteine del latte isolate o idrolizzate sono in genere quelle più assimilabili» spiega Elisa Rosso «ma la differenza vera, anche se è un discorso soggettivo, la fanno i dolcificanti. Lo dico perché alcuni tipi di dolcificanti, in base alle quantità, potrebbero diventare lassativi. Quindi io spesso prediligo quelli con zucchero o miele rispetto ai dolcificanti che finiscono in -oli, ma ovviamente è sempre personale. A quel punto meglio una barretta digeribile anche se meno “leggera”: la tolleranza intestinale è un fattore importante».
Si possono fare da soli?
«Assolutamente sì» spiega Marco Tancredi «si possono fare con fiocchi d’avena, proteine del siero del latte, burro di arachidi o mandorle, latte e miele. Ci sono parecchie ricette davvero valide on line, vale la pena fare dei tentativi». «È molto più facile fare quelle da “endurance”, da integrare negli allenamenti lunghi, fatte con avena, riso soffiato, datteri, frutta secca o essiccata, tritati con il miele e conservate in frigo» spiega Elisa Rosso «quelle proteiche possono essere fatte addirittura anche con l’albume. Diciamo che è un ottimo modo per risparmiare e avere controllo sugli ingredienti, quindi perché non provare?»
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Altro che integratori! Ecco gli alimenti da inserire nella dieta per sostenere la salute in modo naturale

Negli ultimi anni abbiamo imparato a guardare alla salute con occhi diversi: meno scorciatoie, più consapevolezza. E così, accanto a una crescente offerta di integratori, cresce anche una domanda semplice ma cruciale: è davvero necessario ricorrere a capsule e polveri, o possiamo sostenere la salute partendo da ciò che mettiamo ogni giorno nel piatto?
Sempre più esperti concordano su un punto: quando l’alimentazione è varia, bilanciata e ricca di nutrienti, il cibo resta la prima e più efficace forma di prevenzione.
Alcuni micronutrienti, in particolare, svolgono un ruolo chiave nel supportare il sistema immunitario, il metabolismo e il benessere generale. E la buona notizia è che si trovano in alimenti comuni, accessibili e spesso già presenti nella nostra cucina.
**5 superfood che fanno super-bene alla salute**
Il punto non è “mai integratori”, ma prima il cibo
Parlare di salute naturale non significa demonizzare gli integratori, ma rimetterli nel loro giusto contesto. In presenza di carenze diagnosticate o esigenze specifiche, possono essere utili, e comunque sempre dopo una consultazione medica.
Ma nella quotidianità, un’alimentazione ricca, colorata e varia resta lo strumento più potente che abbiamo.
Prima di cercare la soluzione in una pillola, vale la pena guardare il piatto: spesso è lì che si nasconde la risposta più semplice (e più efficace) per prenderci cura del nostro benessere psicofisico ogni giorno.
**5 trucchetti per mangiare meglio (senza che il gusto ne risenta)**
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Omega 3: grassi “buoni” per cuore e cervello
Gli omega 3 sono tra i nutrienti più citati quando si parla di benessere a lungo termine. Contribuiscono alla salute cardiovascolare, supportano la funzione cerebrale e aiutano a modulare i processi infiammatori dell’organismo.
Gli alimenti che ne sono più ricchi sono i pesci grassi – come salmone, sgombro, sardine e alici – ma anche alcune fonti vegetali, tra cui noci, semi di lino e semi di chia. Consumati regolarmente, inseriti in un’alimentazione equilibrata, possono ridurre il bisogno di integrazioni esterne, soprattutto in assenza di carenze specifiche.
Vitamina C: molto più di un alleato contro i malanni
Spesso associata solo ai mesi invernali, la vitamina C è in realtà fondamentale tutto l’anno. Supporta il sistema immunitario, favorisce l’assorbimento del ferro e contribuisce alla protezione delle cellule dallo stress ossidativo, con effetti positivi sulla salute generale.
Agrumi, kiwi, fragole, peperoni, broccoli e verdure a foglia verde ne sono ottime fonti. Il consiglio è consumarli freschi e poco lavorati, perché la vitamina C è sensibile al calore e alla conservazione prolungata.
Vitamina D: il nutriente che unisce sole e alimentazione
La vitamina D è essenziale per la salute delle ossa, dei muscoli e del sistema immunitario. Il nostro corpo la produce grazie all’esposizione solare, ma l’alimentazione può contribuire in modo significativo, soprattutto nei mesi in cui il sole scarseggia.
Si trova in alimenti come pesce grasso, uova, latte e yogurt fortificati. Inserirli regolarmente nella dieta aiuta a mantenere livelli adeguati, riducendo il ricorso automatico agli integratori, che andrebbero valutati solo in caso di reale necessità.
Selenio: un piccolo minerale, un grande supporto
Il selenio è un oligoelemento spesso sottovalutato, ma fondamentale per il corretto funzionamento della tiroide e per la protezione delle cellule dai danni ossidativi. Svolge un ruolo importante nel mantenimento della salute metabolica e immunitaria.
Le noci del Brasile ne sono una delle fonti più concentrate, ma si trova anche in pesce, uova, cereali integrali e legumi. Bastano quantità moderate, inserite con regolarità, per coprire il fabbisogno quotidiano.
Magnesio: equilibrio per muscoli, nervi ed energia
Il magnesio è coinvolto in centinaia di reazioni biochimiche nel nostro organismo. Aiuta a regolare la funzione muscolare e nervosa, contribuisce alla produzione di energia e sostiene l’equilibrio emotivo, con effetti positivi anche sulla salute mentale.
È presente in alimenti come verdure a foglia verde, legumi, frutta secca, semi, cereali integrali e cacao amaro. Una dieta ricca di questi cibi può aiutare a prevenire quella sensazione di stanchezza diffusa che spesso porta a cercare soluzioni rapide sotto forma di integratori.
Zinco: un alleato silenzioso del sistema immunitario
Lo zinco contribuisce alla normale funzione del sistema immunitario e alla sintesi proteica. È importante per la salute della pelle, dei capelli e delle unghie, oltre che per la capacità dell’organismo di rispondere agli stress esterni.
Si trova in alimenti come semi di zucca, legumi, cereali integrali, latticini e carne. Anche in questo caso, la varietà alimentare è la chiave per garantirne un apporto adeguato.
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In cerca di ricette sfiziose per Natale (e non solo)? Idee e miti da sfatare sul Cotechino Modena IGP

Non è Capodanno senza il Cotechino con le lenticchie, un abbinamento tradizionale che, se mangiato alla mezzanotte, si dice porti fortuna e prosperità per l'anno nuovo.
Ma allora perché concederselo solo durante le Feste? Il Cotechino Modena IGP è un ottimo prodotto italiano che si presta perfettamente anche a ricette gourmet, da servire non solo durante la stagione fredda, soprattutto perché meno calorico di quanto si pensi.
In cerca di ricette sfiziose per Natale (e non solo)? Idee e miti da sfatare sul Cotechino Modena IGP
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Ogni anno, arriva puntuale il momento di scegliere il menu per il pranzo di Natale e il cenone di Capodanno. L’usanza (ma anche l’indubitabile bontà e gusto) vuole che il Cotechino sia sempre e comunque presente a tavola e, per abitudine, siamo soliti proporlo con i classici abbinamenti lenticchie e purea di patate.
Ma per stupire parenti e amici sappiate che ci sono ricette raffinate e innovative che combinano insieme tradizione e modernità.
Proprio il Consorzio di tutela Zampone e Cotechino Modena IGP – che oggi conta 13 aziende, tra i principali produttori dei due prodotti insigniti dell’ambito riconoscimento “Indicazione Geografica Protetta” – ha deciso di lanciare una sfida ai consueti luoghi comuni.
E così, grazie al coinvolgimento dello chef Luca Marchini del ristorante stellato L’erba del Re di Modena, sono venuti fuori piatti insoliti e originali come il Cotechino croccante accompagnato con zabaione semi salato, cipolle all’aceto balsamico di Modena ed emulsione oppure la Pasta all’uovo con un ragù di Zampone, fondo bruno e cioccolato fondente.
Ricette che fanno venire l’acquolina ancora prima di sentire il profumino che sprigionano in pentola e – ottima notizia! – contrariamente ai pregiudizi, si possono gustare senza grandi sensi di colpa. Sì perché il Cotechino ha meno calorie di quanto si pensi: un etto corrisponde a circa 250 calorie, un apporto inferiore a quello di un piatto di pasta scondita ed equivalente a quello di una mozzarella.
Altro mito da sfatare: il colesterolo è presente in quantità simili a quello contenuto nel pollo o nella spigola e comunque inferiori a quelle presenti in tanti alimenti che consumiamo abitualmente come le uova, frutti di mare o formaggio grana.
Questo prodotto dalla lunga storia e tradizione – una miscela di carni suine ottenute dalla muscolatura striata, grasso suino, cotenna, sale e pepe intero e/o a pezzi – rispetto al passato, ha visto ridursi il contenuto di grassi e sodio e oggi è in linea con i suggerimenti della moderna scienza nutrizionale.
Lo dicono gli esperti, e in particolare le recenti analisi dell’Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione (ex INRAN ora CREA NUT): il Cotechino non solo ha un elevato contenuto di proteine nobili e un moderato contenuto di grassi (perché persi in parte con la cottura) ma anche più grassi insaturi rispetto a quelli saturi ed è ricco di vitamine del gruppo B e di minerali, soprattutto ferro e zinco.
Si tratta poi di un prodotto costantemente controllato proprio perché tutelato da un Consorzio, ormai attivo da oltre 20 anni, che ne garantisce la produzione nel territorio previsto dal disciplinare (Modena, Ferrara, Ravenna, Rimini, Forlì-Cesena, Bologna, Reggio Emilia, Parma, Piacenza, Cremona, Lodi, Pavia, Milano, Varese, Como, Lecco, Bergamo, Brescia, Mantova, Verona e Rovigo), secondo l’originale e tradizionale ricetta (determinati ingredienti, proporzioni e spezie) e rispettando precise caratteristiche qualitative (colore, sapore e soprattutto un contenuto minimo di proteine e massimo di grassi).
E poi, ultimo ma non per importanza, da considerare la velocità di preparazione di questo piatto. Quanto quella di un piatto di pasta, tra ebollizione e cottura: proprio così. Grazie al packaging in alluminio della versione precotta, che richiede una cottura in acqua bollente, ci vogliono solo 20 minuti. Quindi, cos’altro aspettare? Se già state sognando un bel piatto di Cotechino fumante, il conto alla rovescia è già partito e da questo momento avrete meno di un quarto d’ora per sbizzarrivi!
Se volete cimentarvi in ricette alternative con il Cotechino Modena IGP – un prodotto la cui origine risale addirittura al Cinquecento – potete consultare la sezione ricette del sito web del Consorzio con un’ampia serie di proposte che vanno dal brunch all’aperitivo.
Pubblicazione finanziata con la Legge Regionale dell’Emilia-Romagna n. 16/95
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