Dove organizzare una cena di Natale a Milano con le amiche

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In cerca di idee per organizzare la cena di Natale a Milano con le amiche? Ecco i locali più in voga del momento

Organizzare la cena di Natale a Milano con le amiche (o gli amici) può essere un'impresa degna di Ethan Hunt (aka Tom Cruise in Mission Impossible). La cosa più difficile - si sa - è trovare una data che vada bene per tutte. 

Possono volerci settimane e decine di sondaggi su WhatsApp (ne sappiamo qualcosa) e una volta individuato il giorno subentra un altro interrogativo atavico: dove andare?

Soprattutto in una città come Milano avere una scelta pressoché infinita non fa altro che accentuare i dubbi. Ecco perché abbiamo pensato di farvi cosa gradita suggerendovi alcuni locali, di tutte le tipologie e per tutte le tasche in cui godervi la vostra tanto agognata serata di auguri.

Dove organizzare la cena di Natale a Milano con le amiche

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Gesto Milano

Per chi vuole una saletta privata

La soluzione ideale per i gruppi in cui nessuno vuole mettere a disposizione casa, ma che vogliono comunque avere la tranquillità di un luogo solo per loro, per poter chiacchierare tutti insieme e non ritrovarsi in tavolate stile mensa. 

Se rientrate nella categoria vi suggeriamo due posti: Gesto e Mu Dim Sum. 

Il primo ha subito lo scorso anno un restyling completo e si contraddistingue per la capacità di unire musica e arte. Le pareti del locale portano la firma dell'artista Michela Picchi, con pattern che ricordano cieli astratti e surreali, trasportandovi in dimensioni quasi oniriche. E poi l'impianto hi-fi artigianale grazie al quale Gesto si impone come primo vero e proprio listening bar di Milano. La cucina è affidata allo chef Daniele Lodigiani che propone una cucina italiana arricchita di influenze esotiche. Dietro il bancone, invece, la bar manager Alessia Bellafante. La saletta privata Almost Famous può ospitare fino a 20 persone ed è ideale anche per organizzare, oltre alla cena un bel karaoke.

Volutamente nascosta anche la saletta di Mu Dim Sum. Un piccolo rifugio, con solo 12 posti a sedere, dedicato proprio agli eventi privati o alle cene più intime ed eleganti, con pareti in seta e pannelli in legno che richiamano l'estetica tradizionale delle sale da tè orientali.

E proprio all'antica tradizione dello Jia Yan, che celebra la condivisione del cibo e dei momenti preziosi con le persone care, si ispira tutto il concept del locale e il menù, articolato in quattro proposte - Innovativo, Tradizionale, Vegetariano e Gusto Familiare. Se volete rimanere piacevolmente sorpresi suggeriamo il vegetariano, in grado di esaltare ingredienti come il Tofu, proposto per esempio in agrodolce. 

Scirocco mare culturale urbano milano

Per chi non rinuncia mai alla pizza in condivisione

Meno formale, sicuramente più adatto a una serata di gruppo in cui, dopo una pizza, si possa proseguire con qualcosa da bere e - perché no - ballare. Parliamo di Scirocco, il nuovo progetto di mare culturale urbano in zona Santa Giulia.

Musica live, dj set, performance teatrali, attività per famiglie, eventi sportivi e legati al benessere: da Scirocco si promuove il senso di comunità attraverso espressioni culturali di ogni tipo, ma soprattutto si fa festa, cantando e ballando in compagnia. La pizza è napoletana preparata dal pizzaiolo Rached Trabelsi, seguendo la ricetta del maestro pizzaiolo di mare culturale urbano Gianluca Lalla.

Ma c'è anche la cucina con piatti genuini come i paccheri con datterino bruciato, basilico, stracciatella affumicata e pane croccante, la carne cruda di manzo con rape cotte al sale e dressing allo yogurt o i numerosi sfizi rigorosamente da condividere.

Novità in zona Città Studi, la sesta apertura in città di Berberè, per provare le pizze stagionali o i grandi classici del menù, da affiancare alle birre Brooklyn Brewery. A dicembre in menù arriva una pizza con un ingrediente speciale, il cotechino di Zivieri, macelleria e salumeria di Bologna, abbinato a cavolo nero, rafano, senape, asiago e fior di latte.

Infine, il nuovo ristorante Food & Pizza Theatre, al secondo piano di Eataly Milano Smeraldo, che per le feste arricchisce la propria carta di proposte speciali della cucina della tradizione: dai "Tortellini in crema di Parmigiano Reggiano DOP" ai "Tortelli di zucca con burro e salvia", passando per lo "Stinchetto brasato e cotto a bassa temperatura" o, ancora, il "Baccalà su cremoso di ceci e tartufo nero". Solo il fine settimana, sia a pranzo che a cena, gli chef di Eataly Milano Smeraldo propongono il menu della tradizione: "Mondeghili con salsa tartara""Riso al salto con funghi porcini" e "Dolce Milano" (panettone abbrustolito, crema al mascarpone e arancia). Non mancano, poi, gli eventi speciali. Venerdì 13 dicembre, alle ore 20.00, Food & Pizza Theatre, in contemporanea con altri 15 ristoranti Eataly in Italia e in Europa, ospiterà una speciale Christmas Dinner con un menu all’insegna della grande tradizione italiana. L’occasione perfetta per festeggiare con i propri amici, i colleghi o la famiglia al completo.

Etereo Casa Brera

Per una cena (o aperitivo) con vista

All'interno di Casa Brera, albergo luxury lifestyle di recente apertura gestito da Marriott International, si trova Etereo, lo sky bar situato all'ottavo e ultimo piano con vista sullo skyline milanese - dal Duomo alla Galleria, dal Castello a City Life e Porta Nuova - e una piscina all'aperto.

La proposta culinaria, che inizialmente prevedeva solo pizza e crudité, si è ampliata a piatti caldi più strutturati. Potrete provare la battuta di gamberi crudi con salsa al mojito, il baccalà mantecato con chips di polenta, le linguine ai ricci di mare (buonissime), i calamaretti spillo con aglio, olio e peperoncino e tante altre proposte, da godere con l'abbinamento magari di un cocktail ispirati alla città di Milano. 

Ritas piattini condivisione

Per un aperitivo con piattini da condividere

Partiamo dall'apertura più recente, quella di Salmon Guru, nuovo cocktail bar inaugurato a novembre in zona Sempione, dopo il successo di Madrid e Dubai. 

Quattro le aree tematiche in cui è diviso il locale, ognuna contraddistinta da un arredamento: l'Animal Print Room, con motivi e texture audaci; lo Speakeasy Tropicale Anni ‘60, nascosto - come vuole la tradizione - che richiama l'estetica retrò; la Asian Night, che trasporta i visitatori nelle strade dell'Estremo Oriente; la Comic Room ispirata ai fumetti.

Al centro di tutto, nella prima sala, il Guru's Bar: posizionato strategicamente in modo da poter godere, da ogni angolazione, delle performance dei bartender. La drink list è firmata dal bartender argentino Diego Cabrera.

Il menu comprende una selezione di piatti da condividere, vegetariani, di terra e di mare; ogni assaggio è particolare e curato anche nella presentazione, pensato per abbinarsi al meglio ad ogni cocktail. 

Il Rita’s Tiki Room è un grande classico ormai. Nato nel 2019 da una costola del Rita's Cocktail con un'impronta caraibica, ha una proposta che combina aperitivo, cena e dopo cena grazie ai suoi cocktails a base di frutta tropicale, spezie, rum (in bottigliera presenti più di 200 etichette), tequila, gin e bourbon provenienti da tutto il mondo.

Quello che forse in pochi sanno è che propone anche una cucina pensata con cura, una serie di bites, bar snack, piatti da condividere che spaziano da polpettine vegetariane, ravioli aperti home made, yakitori di polpo, spring rolls di gamberi, calamaretti fritti, croquetas di baccalà, alette in salsa sweet chili etc. 

La novità della stagione 2024 è il Super Kalua Pig, un maialino da latte aromatizzato con
spezie e pimento che cuoce in forno per tutta notte. La ricetta prende inspirazione dal Kalua Pig
hawaiano, che veniva cotto in foglie di banane e sotto terra.

La Mongolfiera Milano

Per sentirsi a casa

Fuori dai circuiti più modaioli, vogliamo suggerirvi due ristoranti di quartiere, in cui a farla da padrone è la qualità della cucina (genuina, casalinga ma nella migliore accezione possibile) e la professionalità dei gestori. 

Parliamo de La Mongolfiera, in zona Città Studi, e la Trattoria All'Antica, in zona Solari. Entrambi propongono piatti della tradizione milanese, come il risotto o la cotoletta, ma anche proposte più particolari, sia di carne che di pesce. 

Da La Mongolfiera si trova anche carne alla brace (compresa la fiorentina) e le pizze. Oltre a una bella selezione di salumi (da provare il palloncino di pizza cotto al forno con sopra il lardo di colonnata). 

Più stringato il menù della Trattoria all'Antica, stampato su un foglio che cambia ogni giorno a seconda della disponibilità degli ingredienti, trattati con sapienza. Tra i piatti invernali più buoni la zuppa di cipolle. Dolce consigliato: la tarte tatin.

View Live Restaurant

Per chi preferisce il pesce 

Se siete in vena di cucina di mare, ecco altri due posti con due proposte diverse: Pisco e View Live Restaurant. Il primo è un ristorante di pesce, di fronte all'Arco della Pace, che unisce tradizione e rivisitazioni esotiche. Il secondo è un sushi bar fuori dall'ordinario.

Pisco, dicevamo, offre sia i classici plateau di crudi componibili da mixare a suggestioni esotiche come salsa di mango, olio al coriandolo, anacardi tostati, leche de tigre e diverse declinazioni di mais. 

Anche nei piatti caldi si percepisce questa influenza: si va dalle Acciughe del Cantabrico con crostini di pane e burro alle Linguine all’astice e agli Spaghetti con vongole veraci e bottarga di muggine, ai Quadrucci con moscardini all’amatriciana e pecorino e alla Pappa al pomodoro con merluzzo mantecato create utilizzando condimenti come la salsa chimichurri o la mayo wasabi e la finitura con mais peruviano, l’aji rocoto, caviale siberiano e burro della Normandia.

Vie Live Restaurant, invece, è la nuova creatura di Roberto Okabe, tra i primissimi chef a portare la cucina giapponese a Milano. E per ammirarlo all'opera, vi consigliamo di prenotare lo chef table (che comprende un massimo di 12 posti) che vi consentirà di assistere a un vero e proprio dinner show e di chiacchierare (la struttura quadrata attorno allo chef permette di essere comunque raccolti). 

Tra i piatti più interessanti: carpaccio di ricciola giapponese e capasanta su salsa di carote e soia, con erba cipollina e lime; Millefoglie di tonno, pomodorini confit, besciamella di formaggio, tartufo. Ulteriore nota positiva: i dolci, affidati a un giovanissimo pastry chef, Andrea Giulivo, di soli 25 anni. Noi abbiamo provato (e non ce ne siamo pentite) il Budino di cachi al cacao con gel di cachi, crumble di zucca e anacardi.

Christmas Rituals Hotel Gallia

E se fosse una merenda?

Fino al 6 gennaio, l'Excelsior Hotel Gallia celebra il Natale con The Rituals Christmas Edition, il concept che concilia l’ora del tè inglese con l’aperitivo milanese. Al Gallia Lounge & Bar, la tradizione britannica dell’afternoon tea e l’happy hour meneghino si fondono in un’esperienza che consentirà di sorseggiare una nuova drink list ispirata al mondo del tè, abbinata ai bites dei fratelli Antonio e Vincenzo Lebano e ai lievitati dell’Executive Pastry Chef Stefano Trovisi.

Nei giorni di martedì e giovedì, fino al 19 dicembre, l'atmosfera sarà inoltre arricchita da un Dj Set.

 

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10 ristoranti italiani da provare a Milano

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Tra nuove aperture, trattorie contemporanee e indirizzi storici: una guida aggiornata dei migliori ristoranti italiani a Milano

Se sognate i sapori genuini dei (buoni) ristoranti italiani Milano ha di che farvi contenti.

Laboratorio gastronomico in costante movimento, Milano tiene comunque molto alle sue origini e ai sapori della tradizione e accanto ai grandi classici che hanno fatto la storia della ristorazione cittadina, nascono nuovi progetti capaci di riportare al centro il valore della cucina italiana fatta bene, delle ricette di casa e delle materie prime.

Ecco una selezione di ristoranti italiani a Milano da provare, tra locali di recente apertura e indirizzi iconici, posti da segnare in agenda per chi cerca autenticità, identità e qualità.

I ristoranti italiani a Milano da provare

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Veramente Milano

Veramente

Nel cuore di Brera nasce il progetto firmato da Gianmarco Venuto e Filippo Sironi, già founder de Il Mannarino. Il payoff “Abitudini Italiane” racconta perfettamente lo spirito del locale: un luogo pensato per far sentire gli ospiti a casa, tra atmosfere da salotto anni Settanta e Ottanta, cucina ampia a vista e piatti che parlano di memoria collettiva.

In carta si trovano grandi classici come la parmigiana di melanzane, gli spaghettoni alla Nerano con provolone del Monaco (buonissimi), i pici fatti in casa al ragù mantecati al tavolo e l’arancina alla milanese ripiena di ossobuco e gremolada. E poi i dolci, fatti in casa. Alla prima visita d'obbligo il gelato alla vaniglia servito dal carrello e personalizzabile con crunch e topping. 

Via Palermo, 11

Sandì

In zona Città Studi si trova una delle aperture più interessanti e recenti di questi ultimi mesi. Un progetto coerente, curato nei dettagli e nella proposta gastronomica. La cucina attinge alle tradizioni regionali italiane con una dichiarata influenza francese. Tra i piatti più riusciti spiccano la zuppa imperiale con aringa affumicata, la tarte di cipolle con puntarelle, la verza ripiena di maiale e gamberi e il cordon bleu di lombata. La formula pranzo rende il locale particolarmente competitivo anche nei giorni feriali.

Via Francesco Hayez, 13

CreDa Milano

CreDa

CreDa nasce dall’incontro tra Crescenzo Morlando e Dario Pisani, due chef campani che hanno trasformato la cucina partenopea in un progetto gastronomico riconoscibile. L’atmosfera è informale, con banco gastronomia e sala dal gusto rétro, tra stoviglie d’epoca e dettagli recuperati nei mercatini. In menu spiccano piatti simbolo come parmigiana di melanzane, friarielli, polpette al ragù di “nonna Maria”, la celebre pasta e patate e la pasta “con voto”, arricchita dai ricci di mare. Tutto è disponibile anche da asporto, senza perdere identità e qualità.

Via Orti, 12

Trattoria all'Antica

Un nome che è già una dichiarazione d’intenti. Trattoria All’Antica riporta in primo piano la cucina italiana tradizionale, fatta di porzioni generose, ricette riconoscibili e un’atmosfera che privilegia la convivialità. Il ristorante si trova a due passi dal parco Solari, quasi ad angolo con quella via Savona che ha visto nascere e morire nel giro di poco tanti locali. La cucina di Lucio Conti, però, sa il fatto suo. Qui si viene per mangiare piatti rassicuranti, preparati con rispetto delle stagioni e delle materie prime, in un contesto che conserva il sapore delle trattorie di una volta, reinterpretato con sobrietà contemporanea. Un menù stampato ogni giorno, con alcune proposte fisse come la cotoletta - alta, con l'osso - e il risotto e altre che variano a seconda della disponibilità e qualità del prodotto. E una lista dei vini da enoteca specializzata.

Via Montevideo, 4

Al vecchio porco Milano

Al Vecchio Porco

Un’osteria lombarda dichiaratamente carnivora, dove il maiale diventa protagonista anche nell’arredo, tra oggetti a tema, scritte ironiche e atmosfera calda. Al Vecchio Porco è un'istituzione in città, qui capita spesso di incontrare volti noti che cercano un rifugio in cui sentirsi a casa. Gli ingredienti punta su piatti tradizionali ben eseguiti: salumi di qualità, risotti stagionali, paste rustiche e secondi di carne costruiscono una proposta concreta e coerente. La taverna sotterranea è ideale per cene conviviali e occasioni speciali.

Via Messina, 8

Speciale Osteria

Una trattoria in chiave contemporanea, dall'ambiente curato ma che mette subito a proprio agio. Uno staff cordiale ed efficiente e una cucina sincera e curata. Il menù è stagionale, con alcuni piatti sempre disponibili e altri che cambiano durante l'anno. Ad accomunarli, l'idea che la tradizione possa essere sempre attuale pur senza snaturarla. Dai pizzoccheri alle tagliatelle al ragù, dal galletto alla guancia - tenerissima - fino ai dolci. Nei dessert si riassume la cura per i dettagli e l'autenticità di questo locale: cannoncini alla crema serviti su un trenino di legno, il tiramisù cremosissimo portato al tavolo e servito direttamente con una sorta di cazzuola, la tarte tatin d'altri tempi.

Via Pastrengo, 11

Sant Ambroeus Milano

St. Ambroeus

St. Ambroeus tra i ristoranti italiani a Milano è senza dubbio uno dei nomi simbolo della tradizione. Un indirizzo che attraversa generazioni mantenendo uno stile riconoscibile, fatto di eleganza discreta e cucina italiana borghese. Tra colazioni iconiche, pranzi di lavoro e piatti storici, resta una tappa obbligata per chi cerca un’esperienza classica, curata e senza tempo.

Corso Giacomo Matteotti, 7

Trattoria del Ciumbia

In via Fiori Chiari, nel cuore di Brera, si trova questo locale che rappresenta uno dei primi investimenti - riusciti - di Leonardo Maria Del Vecchio nella ristorazione. Un luogo che unisce design e tradizione. Il progetto di interni firmato Dimorestudio richiama le storiche trattorie milanesi degli anni Sessanta, tra boiserie in noce, bancone in peltro e dettagli rétro. In cucina l’executive chef Paolo Rollini propone una lettura contemporanea della tradizione lombarda: risotto alla monzese, costoletta alta, trippa, lumache valtellinesi, insieme a reinterpretazioni come la lasagnetta al bollito e i mondeghili in foglia di verza.

Via Fiori Chiari, 32

Autem Milano

Autem

Gli spaghetti in bianco più buoni che vi capiterà di mangiare (a Milano, ma non solo). Autem lavora sull’equilibrio tra tecnica e identità, da sempre tratti distintivi della cucina dello chef Luca Natalini. Il progetto ruota intorno a una cucina italiana moderna, pulita nei sapori e precisa nelle esecuzioni, con grande attenzione alla qualità degli ingredienti e alla costruzione dei piatti. L’ambiente è essenziale ed elegante, con la cucina a vista e all'ingresso, ad accogliere i commensali. Un menù che, salvo alcuni piatti come gli spaghetti in bianco, appunto, cambia continuamente nel rispetto della stagionalità e reperibilità degli ingredienti. Una scelta che fa sì che ogni cena (o pranzo) da Autem possa essere un'esperienza sempre diversa.

Via Serviliano Lattuada, 2

Il Luogo di Aimo e Nadia

Un’istituzione della cucina italiana contemporanea. Il Luogo di Aimo e Nadia rappresenta uno dei massimi esempi di alta cucina legata al territorio e alla biodiversità italiana. La filosofia del ristorante si fonda sulla valorizzazione delle eccellenze regionali, raccontate attraverso piatti che uniscono ricerca, tecnica e memoria gastronomica. Una tradizione che gli chef Alessandro Negrini e Fabio Pisani portano avanti con consapevolezza, esperienza e passione. Un’idea di eleganza sobria e profonda, che ha reso questo indirizzo un punto di riferimento internazionale.

Via Privata Raimondo Montecuccoli, 6

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Cioccolata, salmone e... 5 cibi da mangiare contro la tristezza

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Dalla cioccolata calda al pesce azzurro: ecco cosa mangiare per essere più felici e contrastare la tristezza invernale

A volte per migliorarsi l'inverno basta sapere cosa mangiare per essere più felici.

Con le giornate corte e il freddo pungente, infatti, l’umore può risentirne più di quanto pensiamo. Non è solo una sensazione passeggera: per molte persone l’inverno porta con sé stanchezza mentale, malinconia e una sorta di rallentamento emotivo che gli esperti chiamano winter blues (cioè tristezza invernale).

La buona notizia è che, accanto a uno stile di vita equilibrato, anche ciò che mettiamo nel piatto può fare la differenza nel nostro umore. 

L’alimentazione, infatti, non influisce solo sul corpo ma ha un ruolo diretto anche sul benessere mentale, sull’energia e sulla stabilità dell’umore. Alcuni cibi, più di altri, possono infatti diventare veri alleati nei mesi più bui dell’anno.

**A che ora cenare in inverno per restare in forma e in salute**

**Come non ammalarsi questo inverno? 8 cibi anti-influenza**

Cosa mangiare per essere più felici

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Bridget Jones piumino

Cioccolata calda fatta in casa

Il cioccolato viene inserito istintivamente al primo posto quando si cerca cosa mangiare per essere più felici - giustamente: non è solo una coccola, ma un alimento con effetti positivi documentati sull’umore. Consumarlo con moderazione può aiutare a sentirsi più sereni grazie alla sua ricchezza di polifenoli, potenti antiossidanti che contribuiscono a ridurre i livelli di cortisolo, l’ormone dello stress.

Inoltre, il cacao è una fonte naturale di prebiotici, fibre che nutrono il microbiota intestinale: un intestino in salute è sempre più spesso associato a un miglior equilibrio emotivo.

Per beneficiare di queste proprietà, è importante scegliere cioccolato con almeno l’85% di cacao e limitarsi a piccole quantità quotidiane, meglio ancora se sotto forma di una cioccolata calda preparata in casa, calda e avvolgente.

Salmone e pesce azzurro

Il pesce grasso è uno degli alimenti più studiati per il benessere mentale. Salmone, sgombro, sardine e trota sono ricchi di omega-3, acidi grassi essenziali per il funzionamento del cervello.

Questi nutrienti hanno proprietà antinfiammatorie e interagiscono con i neurotrasmettitori coinvolti nella regolazione dell’umore. Inserire una o due porzioni di pesce azzurro a settimana può aiutare a contrastare la sensazione di apatia e affaticamento mentale tipica dei mesi invernali.

Per chi non ama il pesce, una valida alternativa può essere rappresentata da noci e semi di chia, anch’essi fonti vegetali di omega-3.

Cereali integrali

Pane integrale, avena, riso integrale, quinoa e farro sono spesso sottovalutati, ma svolgono un ruolo chiave nel supporto del benessere mentale. I cereali integrali sono ricchi di fibre, vitamine del gruppo B e antiossidanti, nutrienti fondamentali per il sistema nervoso.

Contengono inoltre triptofano, un amminoacido necessario per la produzione di serotonina, l’ormone che contribuisce alla sensazione di felicità. Grazie al loro basso indice glicemico, rilasciano energia in modo graduale, evitando i picchi e i cali che possono influire negativamente sull’umore.

Inserirli regolarmente nei pasti aiuta a sentirsi più equilibrati e concentrati durante la giornata.

Frutti di bosco

Mirtilli, lamponi e more sono un concentrato di benefici. Ricchi di flavonoidi, aiutano a proteggere il cervello dallo stress ossidativo e dall’infiammazione, due fattori collegati anche ai disturbi dell’umore.

Forniscono vitamina C e fibre, utili per la regolazione della glicemia e dell’energia mentale. Le ricerche suggeriscono che i mirtilli, in particolare, possano supportare memoria e concentrazione, aiutando a contrastare la tipica tristezza invernale.

Consumati sotto forma di composta calda, magari a colazione o come dessert leggero, diventano un alleato ideale durante l’inverno.

Frutta secca e granola

Mandorle, noci, anacardi e pistacchi sono una fonte preziosa di grassi buoni, vitamine e minerali fondamentali per il cervello. La frutta secca contiene triptofano, magnesio e vitamine del gruppo B, tutti nutrienti coinvolti nei meccanismi che regolano l’umore.

Consumata con regolarità, in quantità moderate, può contribuire a migliorare la risposta allo stress e a sostenere le funzioni cognitive.

Inserita in una granola fatta in casa, diventa una colazione nutriente e appagante, perfetta per iniziare le giornate invernali con più energia.

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«Non tutte le barrette proteiche fanno bene, ecco come sceglierle»: parola agli esperti

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Le barrette proteiche non sono tutte uguali. Gli esperti ci spiegano come riconoscere quelle che fanno bene da quelle che sono solo snack

Negli ultimi anni, specie per chi fa una vita sportiva, la ricerca di proteine è diventata una piacevole ossessione. Così, il mondo dei cibi a base proteica si sono diffusi enormemente, creando un'offerta vastissima di barrette proteiche dove sembra quasi impossibile trovare quelle davvero salutari.

Il loro essere in formato “snack” le ha portate con successo ovunque: dalle farmacie (che per primi le hanno adottate) ai supermercati, fino addirittura ai negozi di articoli da regalo e igiene per la casa.

Le barrette proteiche sono un oceano nel quale è facile perdersi, per questo abbiamo gettato un salvagente chiedendo a figure con grande esperienza nel campo (nella nutrizione con grande vita sportiva) per comprendere meglio cosa scegliere quando le compriamo, partendo subito a gamba tesa su tutto ciò che sarebbe meglio evitare.

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barrette proteiche da evitare

Quali sono le barrette proteiche da evitare?

«La prima importante “red flag” è il contenuto proteico» ci racconta la dietista Elisa Rosso «se navighiamo sotto i 15 grammi di proteine per barretta, non è così proteica, è quindi più che altro uno snack». L’altro aspetto da considerare sono gli zuccheri. «Se ne trovate più di 10 o 12 grammi in totale di zuccheri, che equivale già a un cucchiaio di zucchero, c’è già di certo un rapporto poco equilibrato». È concorde anche il nutrizionista sportivo Marco Tancredi, che sottolinea l’importanza di guardare sempre ai grammi totali di prodotto: «È importante fare attenzione al peso della barretta, guardando i valori percentuali, facendo occhio poi che non abbia un’alta dose di grassi, in genere sopra il 10%. Farei attenzione anche all’eccessiva presenza di sciroppi che rendono il prodotto più gustoso, ma meno utile allo scopo».

Vanno bene anche per chi non fa fitness?

Tendenzialmente sì. Ma se usati come “alternativa rapida” a spuntini in mancanza di alternative. «Chi per vari motivi ha bisogno di un surplus di proteine, può usarlo come approccio d’emergenza» racconta Elisa Rosso «ma spesso ne fanno uso persone che magari non fanno sport ma che hanno bisogno di prendere peso, magari concentrando l’uso di barrette in un periodo specifico dell'anno. Con l’aiuto di uno specialista, si va a inquadrare ogni singola posizione. «Può essere molto utile a chi è non più giovanissimo» racconta Marco Tancredi «in modo tale da tutelare la tonicità muscolare e alcuni processi fisiologici dovuti all’avanzare dell’età, a prescindere che faccia sport o meno».

quali barrette proteiche scegliere

Da quali valori ingredienti si riconosce una barretta di valore?

«È importante controllare l’origine delle proteine: possono essere di origine animale, come le proteine del siero del latte o dall’uovo, oppure di origine vegetale, come quelle che arrivano dai legumi e dalla frutta secca» spiega Marco Tancredi. «La barretta va guardata in base al “valore” che può dare a noi che la mangiamo: ad esempio se una persona è in definizione per "vedere" meglio la propria muscolatura, non consiglierei una barretta con più di 250 calorie o magari considererei una possibilità che molti escludono, ovvero quello di mangiarne solo metà» chiarisce Elisa Rosso.

Le barrette proteiche più “sane” sono quelle meno buone?

«Supponendo che una barretta sia come la stiamo descrivendo finora, ovvero con pochi zuccheri e pochi grassi, ecco, magari potrebbe risultare meno golosa. Ma la domanda da farsi è un’altra e la trovo più interessante» spiega Marco Tancredi «non è che forse il sapore di una barretta risulta buono o cattivo se le nostre abitudini alimentari sono buone o cattive? È chiaro che una persona abituata a ingerire cibi molto zuccherati e molti grassi, troverà alcune barrette meno buone». «Il mercato delle barrette è sconfinato, basta fare un po’ di tentativi e saper scegliere, anche perché è molto soggettivo» chiarisce invece Elisa Rosso «ormai però ci sono barrette equiparabili a dolci veramente dolci in termini di gusto, pur essendo molto più contenuti negli zuccheri, quindi basta provare».

migliori barrette proteiche

Qual è la differenza con le barrette energetiche?

«Se parliamo di barrette energetiche» spiega Marco Tancredi «sono tendenzialmente ricche di carboidrati e spesso sono utilizzate da chi fa endurance, ovvero attività sportiva per un tempo prolungato, integrando per non avere cali di energie. Mangiarle durante l’allenamento fornisce energia sul breve e medio termine e permettono di non avere cali di zuccheri». «Consiglio di fare attenzione alle barrette non proteiche che magari si pongono come “barrette light” o “sostitutive del pasto”» racconta Elisa Rosso «spesso queste barrette “vestite per la dieta” hanno pochissimi nutrienti utili. Se bisogna fare attenzione a quelle proteiche, bisogna fare ancora più attenzione a quelle che non lo sono».

Se le barrette proteiche sono poco digeribili

«Le proteine del latte isolate o idrolizzate sono in genere quelle più assimilabili» spiega Elisa Rosso «ma la differenza vera, anche se è un discorso soggettivo, la fanno i dolcificanti. Lo dico perché alcuni tipi di dolcificanti, in base alle quantità, potrebbero diventare lassativi. Quindi io spesso prediligo quelli con zucchero o miele rispetto ai dolcificanti che finiscono in -oli, ma ovviamente è sempre personale. A quel punto meglio una barretta digeribile anche se meno “leggera”: la tolleranza intestinale è un fattore importante».

barrette proteiche se non fai sport

Si possono fare da soli?

«Assolutamente sì» spiega Marco Tancredi «si possono fare con fiocchi d’avena, proteine del siero del latte, burro di arachidi o mandorle, latte e miele. Ci sono parecchie ricette davvero valide on line, vale la pena fare dei tentativi». «È molto più facile fare quelle da “endurance”, da integrare negli allenamenti lunghi, fatte con avena, riso soffiato, datteri, frutta secca o essiccata, tritati con il miele e conservate in frigo» spiega Elisa Rosso «quelle proteiche possono essere fatte addirittura anche con l’albume. Diciamo che è un ottimo modo per risparmiare e avere controllo sugli ingredienti, quindi perché non provare?»

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Altro che integratori! Ecco gli alimenti da inserire nella dieta per sostenere la salute in modo naturale

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Dalle vitamina al magnesio: ecco i nutrienti fondamentali per la salute da assumere attraverso una dieta varia ed equilibrata

Negli ultimi anni abbiamo imparato a guardare alla salute con occhi diversi: meno scorciatoie, più consapevolezza. E così, accanto a una crescente offerta di integratori, cresce anche una domanda semplice ma cruciale: è davvero necessario ricorrere a capsule e polveri, o possiamo sostenere la salute partendo da ciò che mettiamo ogni giorno nel piatto?

Sempre più esperti concordano su un punto: quando l’alimentazione è varia, bilanciata e ricca di nutrienti, il cibo resta la prima e più efficace forma di prevenzione.

Alcuni micronutrienti, in particolare, svolgono un ruolo chiave nel supportare il sistema immunitario, il metabolismo e il benessere generale. E la buona notizia è che si trovano in alimenti comuni, accessibili e spesso già presenti nella nostra cucina.

**5 superfood che fanno super-bene alla salute**

Il punto non è “mai integratori”, ma prima il cibo

Parlare di salute naturale non significa demonizzare gli integratori, ma rimetterli nel loro giusto contesto. In presenza di carenze diagnosticate o esigenze specifiche, possono essere utili, e comunque sempre dopo una consultazione medica.

Ma nella quotidianità, un’alimentazione ricca, colorata e varia resta lo strumento più potente che abbiamo.

Prima di cercare la soluzione in una pillola, vale la pena guardare il piatto: spesso è lì che si nasconde la risposta più semplice (e più efficace) per prenderci cura del nostro benessere psicofisico ogni giorno.

**5 trucchetti per mangiare meglio (senza che il gusto ne risenta)**

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Omega 3: grassi “buoni” per cuore e cervello

Gli omega 3 sono tra i nutrienti più citati quando si parla di benessere a lungo termine. Contribuiscono alla salute cardiovascolare, supportano la funzione cerebrale e aiutano a modulare i processi infiammatori dell’organismo.

Gli alimenti che ne sono più ricchi sono i pesci grassi – come salmone, sgombro, sardine e alici – ma anche alcune fonti vegetali, tra cui noci, semi di lino e semi di chia. Consumati regolarmente, inseriti in un’alimentazione equilibrata, possono ridurre il bisogno di integrazioni esterne, soprattutto in assenza di carenze specifiche.

Vitamina C: molto più di un alleato contro i malanni

Spesso associata solo ai mesi invernali, la vitamina C è in realtà fondamentale tutto l’anno. Supporta il sistema immunitario, favorisce l’assorbimento del ferro e contribuisce alla protezione delle cellule dallo stress ossidativo, con effetti positivi sulla salute generale.

Agrumi, kiwi, fragole, peperoni, broccoli e verdure a foglia verde ne sono ottime fonti. Il consiglio è consumarli freschi e poco lavorati, perché la vitamina C è sensibile al calore e alla conservazione prolungata.

Vitamina D: il nutriente che unisce sole e alimentazione

La vitamina D è essenziale per la salute delle ossa, dei muscoli e del sistema immunitario. Il nostro corpo la produce grazie all’esposizione solare, ma l’alimentazione può contribuire in modo significativo, soprattutto nei mesi in cui il sole scarseggia.

Si trova in alimenti come pesce grasso, uova, latte e yogurt fortificati. Inserirli regolarmente nella dieta aiuta a mantenere livelli adeguati, riducendo il ricorso automatico agli integratori, che andrebbero valutati solo in caso di reale necessità.

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Selenio: un piccolo minerale, un grande supporto

Il selenio è un oligoelemento spesso sottovalutato, ma fondamentale per il corretto funzionamento della tiroide e per la protezione delle cellule dai danni ossidativi. Svolge un ruolo importante nel mantenimento della salute metabolica e immunitaria.

Le noci del Brasile ne sono una delle fonti più concentrate, ma si trova anche in pesce, uova, cereali integrali e legumi. Bastano quantità moderate, inserite con regolarità, per coprire il fabbisogno quotidiano.

Magnesio: equilibrio per muscoli, nervi ed energia

Il magnesio è coinvolto in centinaia di reazioni biochimiche nel nostro organismo. Aiuta a regolare la funzione muscolare e nervosa, contribuisce alla produzione di energia e sostiene l’equilibrio emotivo, con effetti positivi anche sulla salute mentale.

È presente in alimenti come verdure a foglia verde, legumi, frutta secca, semi, cereali integrali e cacao amaro. Una dieta ricca di questi cibi può aiutare a prevenire quella sensazione di stanchezza diffusa che spesso porta a cercare soluzioni rapide sotto forma di integratori.

Zinco: un alleato silenzioso del sistema immunitario

Lo zinco contribuisce alla normale funzione del sistema immunitario e alla sintesi proteica. È importante per la salute della pelle, dei capelli e delle unghie, oltre che per la capacità dell’organismo di rispondere agli stress esterni.

Si trova in alimenti come semi di zucca, legumi, cereali integrali, latticini e carne. Anche in questo caso, la varietà alimentare è la chiave per garantirne un apporto adeguato.