5 cocktail da provare quest'estate

Secchi o dolcissimi, rinfrescanti o corposi: i cocktail da provare quest'estate sono una diretta conseguenza delle tendenze più in voga della mixology contemporanea.
A base di gin e vodka o a bassissimo contenuto alcolico, da anni ormai bere bene non è più una richiesta di nicchia, ma un must. Per questo abbiamo chiesto a esperti bartender e mixologist di dirci quali sono le tendenze più in voga del momento e di darci alcuni consigli - con annesse ricette - per riprodurre alcune delle loro creazioni.
Ecco cosa ci hanno raccontato.
5 cocktail da provare quest'estate
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Rivisitare i classici: il Saffron Margarita
Mattia Pastori, Mixology Expert e founder di Nonsolococktails, più che di tendenze specifiche per l'estate si può parlare di macrofiloni. «Non c'è più solo un trend, ma diversi che si sviluppano durante l'anno. Uno di questi è sicuramente quello del twist di grandi classici, che possono essere rivisitati in chiave contemporanea». In quest'ottica nascono, per esempio, il Saffron Margarita: «Una proposta capace di unire lo spirito esotico di questo grande classico a un ingrediente tipicamente milanese, lo zafferano, per dare forma a una raffinata creazione che gioca sui contrasti dolce e acido. A completarlo una coreografica aria che regala una nota sapida al cocktail».
La ricetta:
Ingredienti :
5 cl Tequila Blanco
3 cl Succo di lime fresco
2 cl Sciroppo Agave
Cappello di Aria di Liquore Zafferano
Preparazione :
Shakerare tutti gli ingredienti e versare in coppa. Completare con la schiuma.
I classici rivisitati per chi ama la frutta, il Batida de Rum
«Sposo l'idea che ci sia una tendenza verso la rivisitazione dei classici, soprattutto quelli che strizzano l'occhio verso il Sud America (Margarita, Daiquiri, Paloma ecc)», ci conferma Giacomo Sacchetti founder e mixologist di Baratie a Milano. «Penso sia dovuto al fatto che il cliente pensa di conoscere il mondo della mixology e non si fida più della completa fantasia del bartender, ma ricerca una rivisitazione di qualcosa di conosciuto».
Sulla scia della rivisitazione nasce Batida de Rum. Batida deriva dal bortoghese bater - battere - ed è il termine generico con cui viene indicata una intera famiglia di cocktail da party brasiliani, a base di alcol, succo di frutta e zucchero.
La Batida di Baratie è a base di due rum. Una rivisitazione versatile, «che abbiniamo anche ad altre tipologie di drink Fresco e fruttato, molto equilibrato al contrario di quello che sembra leggendo gli ingredienti».
Ingredienti:
Rum silver
Rum black
Lime cordiale
Purea di Mango
Cocco
Lime fresco
Utilizzare nuove tecniche, il Bloody Mary in trasparenza
Per Giovanni Scordo, il bartender di Nordelaia, relais del Monferrato, un nuovo trend è quello di puntare su «cocktail a base di frutta o verdura, ma sfruttando nuove tecniche, come per esempio quella utilizzata per il suo Bloody Mary in trasparenza. La particolarità sta nel non usare il succo di pomodoro, ma l'acqua». La sorpresa arriva al momento dell'assaggio, in cui il contrasto tra il sapore del classico bloody mary e la consistenza lascia piacevolmente stupiti ed è perfetto per l'estate.
I bartender di Arca, a Milano, invece puntano su «aromatizzare le basi dei cocktail con metodi di infusione o sottovuoto e utilizzare i cordiali». Nasce così il Bagnetto (in foto), in cui «il Bombay Gin viene aromatizzato con lo shiso (basilico giapponese) con la tecnica dell’infusione a freddo e poi viene realizzato un cordiale acidificato salato ovvero una soluzione di acqua e zucchero alla quale viene aggiunto acido citrico (che dona acidità senza intorbidire il liquido) e sale per esaltate i sapori e dare quel gusto salmastro che richiama il concept del cocktail, a queste due preparazioni viene aggiunto St-Germain, liquore alla menta bianca e la blu soda».
La ricetta del Bloody Mary in trasparenza:
Ingredienti:
45 ml vodka
90 ml acqua di pomodoro (ottenuta precedentemente frullando grossolanamente i pomodori e lasciandoli colare su un foglio di stamina per trattenerne colore ed impurità)
4 gocce di tabasco
Gocce di Worcester
Sale qb
Gocce angostura
Aria di sedano profumata alla colatura di alici (ottenuta con estratto di sedano, 4 gocce di colatura di alici e lecitina qb, frullato insieme a bagnomaria).
Procedimento:
Nel mixing glass, riempire di ghiaccio, mettere tutti gli ingredienti, mescolare energicamente e versare nel bicchiere pre raffreddato con il suo ghiaccio.
Decorare con aria di sedano aromatizzata alla colatura di alici, foglie di sedano e uno stick di carota.
Ridurre il contenuto di alcol, l'Italoamericano
La tendenza sicuramente più in voga è il low alcol. Secondo l'IWSR (International Wine and Spirit Research), il mercato globale dei drink a basso contenuto alcolico crescerà del 20% entro il 2023.
Si spiega così la nascita di drink ad hoc come il Bellini Zero o del Sabatini GinO, un gin analcolico. E anche la mixology si muove in questa direzione.
Mattia Pastori ci propone due alternative, l'Italoamericano, «un twist a bassa gradazione alcolica, molto rinfrescante e dal gusto agrumato» e il Green Mind Set Martini, a base di Botanical Spirit analcolico.
La ricetta dell'Italoamericano:
Ingredienti :
4 cl ITALICUS Rosolio di Bergamotto
4 cl Savoia Americano Rosso
5 cl Tonica Agrumi Sanpellegrino
Preparazione :
Preparare direttamente in un tumbler alto con ghiaccio
Decorare con un twist di arancia.
Per gli amanti della birra, il Riviera
Se in estate non riuscite a rinunciare a una birra fresca, ma vi stuzzica l'idea di vederla mixata per dar vita a un cocktail, la proposta arriva dal barman due volte campione del mondo Bruno Vanzan, che ha creato Riviera, abbinando la birra “Bella Rossa” di Doppio Malto con il sapore dello sciroppo Fabbri alla fragola.
«All’assaggio potrete scoprire come le note della mandorla che riscaldano il palato si fondono al sapore delle fragole. La soda poi rende questo drink brioso», afferma Vanzan.
La ricetta del cocktail Riviera:
Ingredienti:
10 cl di birra
2 cl di sciroppo alla fragola Fabbri
3 cl di soda
Preparazione:
Mixare in un tumbler e servire in un bicchiere alto decorando con un'amarena.
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In cerca di ricette sfiziose per Natale (e non solo)? Idee e miti da sfatare sul Cotechino Modena IGP

Non è Capodanno senza il Cotechino con le lenticchie, un abbinamento tradizionale che, se mangiato alla mezzanotte, si dice porti fortuna e prosperità per l'anno nuovo.
Ma allora perché concederselo solo durante le Feste? Il Cotechino Modena IGP è un ottimo prodotto italiano che si presta perfettamente anche a ricette gourmet, da servire non solo durante la stagione fredda, soprattutto perché meno calorico di quanto si pensi.
In cerca di ricette sfiziose per Natale (e non solo)? Idee e miti da sfatare sul Cotechino Modena IGP
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Ogni anno, arriva puntuale il momento di scegliere il menu per il pranzo di Natale e il cenone di Capodanno. L’usanza (ma anche l’indubitabile bontà e gusto) vuole che il Cotechino sia sempre e comunque presente a tavola e, per abitudine, siamo soliti proporlo con i classici abbinamenti lenticchie e purea di patate.
Ma per stupire parenti e amici sappiate che ci sono ricette raffinate e innovative che combinano insieme tradizione e modernità.
Proprio il Consorzio di tutela Zampone e Cotechino Modena IGP – che oggi conta 13 aziende, tra i principali produttori dei due prodotti insigniti dell’ambito riconoscimento “Indicazione Geografica Protetta” – ha deciso di lanciare una sfida ai consueti luoghi comuni.
E così, grazie al coinvolgimento dello chef Luca Marchini del ristorante stellato L’erba del Re di Modena, sono venuti fuori piatti insoliti e originali come il Cotechino croccante accompagnato con zabaione semi salato, cipolle all’aceto balsamico di Modena ed emulsione oppure la Pasta all’uovo con un ragù di Zampone, fondo bruno e cioccolato fondente.
Ricette che fanno venire l’acquolina ancora prima di sentire il profumino che sprigionano in pentola e – ottima notizia! – contrariamente ai pregiudizi, si possono gustare senza grandi sensi di colpa. Sì perché il Cotechino ha meno calorie di quanto si pensi: un etto corrisponde a circa 250 calorie, un apporto inferiore a quello di un piatto di pasta scondita ed equivalente a quello di una mozzarella.
Altro mito da sfatare: il colesterolo è presente in quantità simili a quello contenuto nel pollo o nella spigola e comunque inferiori a quelle presenti in tanti alimenti che consumiamo abitualmente come le uova, frutti di mare o formaggio grana.
Questo prodotto dalla lunga storia e tradizione – una miscela di carni suine ottenute dalla muscolatura striata, grasso suino, cotenna, sale e pepe intero e/o a pezzi – rispetto al passato, ha visto ridursi il contenuto di grassi e sodio e oggi è in linea con i suggerimenti della moderna scienza nutrizionale.
Lo dicono gli esperti, e in particolare le recenti analisi dell’Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione (ex INRAN ora CREA NUT): il Cotechino non solo ha un elevato contenuto di proteine nobili e un moderato contenuto di grassi (perché persi in parte con la cottura) ma anche più grassi insaturi rispetto a quelli saturi ed è ricco di vitamine del gruppo B e di minerali, soprattutto ferro e zinco.
Si tratta poi di un prodotto costantemente controllato proprio perché tutelato da un Consorzio, ormai attivo da oltre 20 anni, che ne garantisce la produzione nel territorio previsto dal disciplinare (Modena, Ferrara, Ravenna, Rimini, Forlì-Cesena, Bologna, Reggio Emilia, Parma, Piacenza, Cremona, Lodi, Pavia, Milano, Varese, Como, Lecco, Bergamo, Brescia, Mantova, Verona e Rovigo), secondo l’originale e tradizionale ricetta (determinati ingredienti, proporzioni e spezie) e rispettando precise caratteristiche qualitative (colore, sapore e soprattutto un contenuto minimo di proteine e massimo di grassi).
E poi, ultimo ma non per importanza, da considerare la velocità di preparazione di questo piatto. Quanto quella di un piatto di pasta, tra ebollizione e cottura: proprio così. Grazie al packaging in alluminio della versione precotta, che richiede una cottura in acqua bollente, ci vogliono solo 20 minuti. Quindi, cos’altro aspettare? Se già state sognando un bel piatto di Cotechino fumante, il conto alla rovescia è già partito e da questo momento avrete meno di un quarto d’ora per sbizzarrivi!
Se volete cimentarvi in ricette alternative con il Cotechino Modena IGP – un prodotto la cui origine risale addirittura al Cinquecento – potete consultare la sezione ricette del sito web del Consorzio con un’ampia serie di proposte che vanno dal brunch all’aperitivo.
Pubblicazione finanziata con la Legge Regionale dell’Emilia-Romagna n. 16/95
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