I malesseri del cambio di stagione si combattono a tavola, così

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Cosa fare per combattere i malesseri del cambio di stagione? Ecco 5 cose che aiutano a sentirsi belli pimpanti

Con il cambio di stagione, il corpo ha bisogno di un aiuto extra e adottare dei piccoli accorgimenti a tavola può davvero fare la differenza. Nel periodo di passaggio tra l’autunno e l’inverno, infatti complici gli sbalzi termici e la diminuzione delle ore di luce solare, l’organismo necessita di nutrimento mirato per sostenere l’energia e l’equilibrio psicofisico.

5 cose da fare a tavola per affrontare al meglio il cambio di stagione

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Via libera a cibi ricchi di vitamina C

La vitamina C è un nutriente prezioso innanzitutto per le difese immunitarie. Ecco perché alimenti come gli agrumi, per esempio arance e mandarini e insalate di verdure a foglia verde come la rucola e gli spinaci non dovrebbero mai mancare nei menù per affrontare con una marcia in più il passaggio tra l'autunno e l'inverno.

Sì anche alle fibre

Le fibre sono delle super alleate dell’equilibrio dell’intestino, un organo che svolge un ruolo chiave nell’equilibrio della salute e del benessere.

Le fibre favoriscono oltre alla regolarità intestinale anche l’equilibrio dei batteri buoni intestinali. Favoriscono inoltre la produzione di acidi grassi ad azione antinfiammatoria. Quindi spazio a tavola agli alimenti che ne sono maggiormente ricchi come cereali integrali, legumi, verdure e frutta fresca e secca.

Un paio di volte a settimana spazio al pesce

Il pesce azzurro, come sardine, alici, aringhe e sgombro, è uno degli alimenti più ricchi di omega-3, nutrienti fondamentali per ridurre l’infiammazione e per favorire l’equilibrio emotivo, agevolando la sintesi degli ormoni del buonumore come la serotonina, che può migliorare la concentrazione e il benessere generale.

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Limitate i cibi ultra-processati

Nelle settimane tra la fine dell'autunno e l'inizio dell'inverno è più facile cadere nella tentazione di dolci e snack complici le giornate più corte, ma l’eccesso di zuccheri può minare l’energia e rendere più fragile il sistema immunitario.

Meglio scegliere alimenti naturali e poco elaborati anche per gli spuntini come la frutta fresca ad esempio l’uva, le mele, le pere ricche di vitamine e minerali che sostengono i livelli di energia e la frutta secca a guscio per esempio le mandorle, ricche di triptofano, aminoacido essenziale per la produzione degli ormoni del benessere. 

Contro i malesseri del cambio di stagione, più cibi fermentati

Crauti, kimchi, miso e kombucha contengono probiotici naturali che rafforzano la flora intestinale, migliorano la digestione e sostengono le difese immunitarie.

Durante i cambi di stagione, il sistema digestivo può rallentare o essere più sensibile. Gli alimenti ricchi di probiotici aiutano a mantenerlo equilibrato e a prevenire gonfiore o malesseri gastrointestinali.

Photo Credits: Unsplash

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In cerca di ricette sfiziose per Natale (e non solo)? Idee e miti da sfatare sul Cotechino Modena IGP

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Il piatto delle Feste per eccellenza vi stupirà: ecco perché.

Non è Capodanno senza il Cotechino con le lenticchie, un abbinamento tradizionale che, se mangiato alla mezzanotte, si dice porti fortuna e prosperità per l'anno nuovo.

Ma allora perché concederselo solo durante le Feste? Il Cotechino Modena IGP è un ottimo prodotto italiano che si presta perfettamente anche a ricette gourmet, da servire non solo durante la stagione fredda, soprattutto perché meno calorico di quanto si pensi.

In cerca di ricette sfiziose per Natale (e non solo)? Idee e miti da sfatare sul Cotechino Modena IGP

(Continua sotto la foto)

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Ogni anno, arriva puntuale il momento di scegliere il menu per il pranzo di Natale e il cenone di Capodanno. L’usanza (ma anche l’indubitabile bontà e gusto) vuole che il Cotechino sia sempre e comunque presente a tavola e, per abitudine, siamo soliti proporlo con i classici abbinamenti lenticchie e purea di patate. 

Ma per stupire parenti e amici sappiate che ci sono ricette raffinate e innovative che combinano insieme tradizione e modernità.

Proprio il Consorzio di tutela Zampone e Cotechino Modena IGP – che oggi conta 13 aziende, tra i principali produttori dei due prodotti insigniti dell’ambito riconoscimento “Indicazione Geografica Protetta” – ha deciso di lanciare una sfida ai consueti luoghi comuni.

E così, grazie al coinvolgimento dello chef Luca Marchini del ristorante stellato L’erba del Re di Modena, sono venuti fuori piatti insoliti e originali come il Cotechino croccante accompagnato con zabaione semi salato, cipolle all’aceto balsamico di Modena ed emulsione oppure la Pasta all’uovo con un ragù di Zampone, fondo bruno e cioccolato fondente.

Ricette che fanno venire l’acquolina ancora prima di sentire il profumino che sprigionano in pentola e – ottima notizia! – contrariamente ai pregiudizi, si possono gustare senza grandi sensi di colpa. Sì perché il Cotechino ha meno calorie di quanto si pensi: un etto corrisponde a circa 250 calorie, un apporto inferiore a quello di un piatto di pasta scondita ed equivalente a quello di una mozzarella. 

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Altro mito da sfatare: il colesterolo è presente in quantità simili a quello contenuto nel pollo o nella spigola e comunque inferiori a quelle presenti in tanti alimenti che consumiamo abitualmente come le uova, frutti di mare o formaggio grana.

Questo prodotto dalla lunga storia e tradizione – una miscela di carni suine ottenute dalla muscolatura striata, grasso suino, cotenna, sale e pepe intero e/o a pezzi – rispetto al passato, ha visto ridursi il contenuto di grassi e sodio e oggi è in linea con i suggerimenti della moderna scienza nutrizionale.

Lo dicono gli esperti, e in particolare le recenti analisi dell’Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione (ex INRAN ora CREA NUT): il Cotechino non solo ha un elevato contenuto di proteine nobili e un moderato contenuto di grassi (perché persi in parte con la cottura) ma anche più grassi insaturi rispetto a quelli saturi ed è ricco di vitamine del gruppo B e di minerali, soprattutto ferro e zinco.

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Si tratta poi di un prodotto costantemente controllato proprio perché tutelato da un Consorzio, ormai attivo da oltre 20 anni, che ne garantisce la produzione nel territorio previsto dal disciplinare (Modena, Ferrara, Ravenna, Rimini, Forlì-Cesena, Bologna, Reggio Emilia, Parma, Piacenza, Cremona, Lodi, Pavia, Milano, Varese, Como, Lecco, Bergamo, Brescia, Mantova, Verona e Rovigo), secondo l’originale e tradizionale ricetta (determinati ingredienti, proporzioni e spezie) e rispettando precise caratteristiche qualitative (colore, sapore e soprattutto un contenuto minimo di proteine e massimo di grassi).

E poi, ultimo ma non per importanza, da considerare la velocità di preparazione di questo piatto. Quanto quella di un piatto di pasta, tra ebollizione e cottura: proprio così. Grazie al packaging in alluminio della versione precotta, che richiede una cottura in acqua bollente, ci vogliono solo 20 minuti. Quindi, cos’altro aspettare? Se già state sognando un bel piatto di Cotechino fumante, il conto alla rovescia è già partito e da questo momento avrete meno di un quarto d’ora per sbizzarrivi!

Se volete cimentarvi in ricette alternative con il Cotechino Modena IGP – un prodotto la cui origine risale addirittura al Cinquecento – potete consultare la sezione ricette del sito web del Consorzio con un’ampia serie di proposte che vanno dal brunch all’aperitivo. 

Pubblicazione finanziata con la Legge Regionale dell’Emilia-Romagna n. 16/95