Il Carnevale di Viareggio 2026: un invito alla gioia e a tornare a stupirsi
Di solito si parla di due tipi di persone: chi ama il Carnevale e chi lo odia. E poi ci sono io, che non mi metto più in costume da quando andavo all’università ma che grazie ai miei due bambini e un invito speciale a Viareggio ho scoperto che sono ancora pronta a mettermi in gioco.
Sabato 7 febbraio ho avuto la possibilità di essere ospite della Fondazione Carnevale di Viareggio e KINDER® per assistere al secondo Corso Mascherato in programma nel mese di febbraio (i prossimi appuntamento sono giovedì 12, Giovedì Grasso, domenica 15, martedì 17, Martedì Grasso e domenica 21 febbraio), una tradizione che da oltre 150 anni racconta storie fatte di cartapesta, musica, balli e sorrisi condivisi.
Anche quest’anno la manifestazione ha confermato il suo ruolo di evento simbolo della creatività italiana, capace di richiamare oltre 500.000 spettatori e di unire generazioni diverse sotto lo stesso cielo colorato di coriandoli.
Protagonisti assoluti, come sempre, sono i carri allegorici monumentali. Vere e proprie opere d’arte in movimento, realizzate con la storica tecnica della cartapesta, che richiede mesi di lavoro nei cantieri della Cittadella del Carnevale che abbiamo visitato in prima persona con i suoi hangar pronti ad accogliere i team di costruzione e gli stessi carri e dove si trova un bellissimo Museo dedicato proprio alla storia del Carnevale di Viareggio. I maestri carristi, eredi di una tradizione artigianale tramandata nel tempo, qui danno vita a costruzioni gigantesche e scenografiche, animate da meccanismi complessi e da una straordinaria cura dei dettagli.
I temi affrontati nei carri del 2026 spaziano dalla satira politica e sociale (quest’anno particolarmente legati agli esteri), all’attualità culturale, senza rinunciare alla dimensione onirica e fiabesca che da sempre caratterizza il Carnevale viareggino. Ogni creazione diventa così un racconto visivo capace di far riflettere, sorridere e, spesso, sorprendere per ingegno e ironia.
L'hangar alla Cittadella del Carnevale a Viareggio che ospita il carro 'In bocca al lupo'
Dopo i tre colpi di cannone rituali, che aprono e chiudono la sfilata, ecco arrivare i carri di Prima Categoria, i più imponenti e grandi. Il primo, ironicamente chiamato “La Gallina Dalle Uova D’Oro” di Alessandro Avanzini, ha come protagonista la Presidente della UE, Ursula Von der Leyen, "Gran Casino. Rien ne va plus” di Lebigre e Roger, anticipato dall’apocalittica Barghain di Rosalìa come colonna sonora, vede i potenti della Terra sfidarsi al tavolo da gioco scommettendo sul destino dell’umanità. E poi non manca il cambiamento climatico con "The Last Hop(e). Il cambiamento climatico è una bufala” di Massimo e Alessandro Breschi, dove delle giganti rane fluorescenti mostrano la fragilità della natura e “Nemmeno con un fiore” di Umberto, Stefano e Michele Cinquini, che utilizza la celebre frase per invitare alla non violenza sulle donne. E poi ancora il mondo fantastico delle fiabe con la loro morale, "In bocca al lupo” di Luca Bertozzi, dove vediamo Cappuccetto Rosso e un imponente lupo cattivo diventare teneri amici e Il Gatto e La Volpe di Pinocchio nel carro “Nel campo dei miracoli” di Jacopo Allegrucci.
Quest’anno però è stato un carro di Seconda Categoria (quindi più piccolo) a fare il giro del mondo. È il caso di "Native American Return" di Fabrizio e Valentina Galli, che rappresentava un enorme volatile, una divinità Azteca mezzo uomo e mezzo aquila mentre fa lo scalpo al parrucchino del presidente americano Donald Trump.
«Quando Jimmy Kimmel ha mostrato il video nella sua trasmissione il video è diventato incredibilmente virale. Ovviamente può capitare quando si parla di politica estera, ma è importante avere sempre un occhio al futuro e a quello che potrebbe succedere perché i nostri carri vengono pensati con mesi di anticipo e un argomento che può sembrare caldo sul momento potrebbe invece sfumare sul lungo termine», ci confessa proprio Fabrizio Galli incontrato alla Cittadella il giorno dopo il Corso Mascherato.
Una scommessa dunque su tematiche a lungo termine, messaggi ad effetto e vera e propria satira.
La mascotte KINDER® insieme alle maschere di gruppo
Accanto ai giganti di cartapesta, sfilano maschere di gruppo, coreografie, bande musicali e figuranti che trasformano ogni corso in un’esperienza immersiva. Il pubblico non è mai semplice spettatore, ma parte integrante della festa, coinvolto da balli improvvisati, lancio di coriandoli e quella complicità spontanea che nasce solo negli eventi capaci di unire davvero le persone.
All’interno di questo scenario festoso, KINDER® , che prosegue una collaborazione iniziata nel 2019, accompagnerà tutte le giornate dei corsi con uno stand dedicato sul lungomare. Uno spazio pensato come un piccolo mondo a misura di bambino, dove i più piccoli potranno partecipare al tradizionale gioco della pentolaccia, divertirsi con attività di intrattenimento e ricevere dolci sorprese. Un angolo che diventa punto di incontro per le famiglie, contribuendo a rendere ancora più speciale l’esperienza del Carnevale e accompagnando i giovani visitatori lungo il percorso delle sfilate.
Passeggiare tra i viali durante il Carnevale significa lasciarsi avvolgere da un’atmosfera unica: il profumo del mare che si mescola al suono delle bande, le risate dei bambini, gli sguardi stupiti rivolti verso carri che sembrano sfidare la gravità. È un’esperienza che resta impressa nella memoria e che, anno dopo anno, si rinnova mantenendo intatto il suo spirito originario.
Il Carnevale di Viareggio 2026 si conferma così non solo come uno degli eventi più importanti d’Italia, ma come un’occasione autentica per ritrovarsi, condividere emozioni e costruire nuovi ricordi e dove anche gli adulti possono ritrovare quello spirito giocoso che pensavano di aver perso.
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