Lo shopping secondo gli uomini
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Come ragionano gli uomini quando devono fare shopping? Lo abbiamo chiesto direttamente a loro...
Cosa significa per l'uomo fare shopping? Se per la maggior parte delle donne "andare per negozi" è una vera passione che assorbe tempo ed energie, non è detto che per lui... sia tanto diverso!
Abbiamo chiesto a dieci uomini, differenti per età, professione e gusto personale, di rispondere a una piccola intervista. Lo scopo? Capire come "ragionano" dinnanzi a una vetrina, che rapporto hanno con l'armadio, con ciò che indossano e con le tendenze del momento.
Siete pronte? Non perdetevi una sola domanda, anzi: fate queste domande anche al vostro lui, scoprirete tante, tante cose che non immaginate... forse anche che, per fare shopping, può essere un validissimo aiutante!
Nome: Dario
Età: 40 (quando queste risposte verranno pubblicate)
Professione: avvocato
La prima cosa che pensi guardandoti allo specchio: "Chi cavolo è ‘sto vietnamita?" Seriamente: grazie moda della barba semi-lunga e conseguente accettazione nei luoghi di lavoro, la mia vita è più facile.
Quante volta esci a fare shopping in un mese? Vado spesso per negozi in pausa pranzo senza comprare. Poi se rimangono soldi mi scateno con i saldi. Se la domanda prescindesse dalla disponibilità economica la risposta sarebbe il numero di Grahm
Il tuo capo cult: il blazer. Non riesco più a mettere i golf senza sentire un po’ di disagio. Sono vecchio, mi mancano pipa e caminetto.
Cosa pensi del marsupio? Diciamo che cerco di non pensarci, soprattutto prima di dormire.
Hai un marchio preferito? Se sì quale/quali: Paul Harnden. Un tizio che fa il misterioso, fuori come un melone. Di lui praticamente non ci sono immagini. È il Salinger (o la Mina o il Battisti) della moda concettuale. Le sue creazioni assomigliano a quelle della linea Derelicte (cfr. Zoolander).
Consigliaci un sito o un negozio per il menswear: formale e uomo (abbastanza) classico: sito: mr porter. Negozio (sedicente) avant-garde: PN/P (a piedi nudi nel parco) di Firenze: una cattedrale eretta per adorare il Nero e la Dea Pelle, ma solo se “distressed”.
Mocassini con o senza calzini? Meglio calzini senza mocassini.
Dove trovi ispirazione per il tuo look? Da Instagram, che equivale a “per strada”, ma con l’aiuto dei tag (e senza la denuncia per stalking).
Nome: Davide
Età: 34
Professione: bancario
La prima cosa che pensi guardandoti allo specchio: se il mio abbigliamento è coerente con quello che vado a fare...
Quante volta esci a fare shopping in un mese? Di solito dipende dalla frequenza con cui va a fare shopping la mia ragazza...
Il tuo capo cult: adoro le felpe, ho un animo sportivo!
Cosa pensi del marsupio? Sarà anche pratico ma è improponibile!
Hai un marchio preferito? Se sì quale/quali: Tommy Hilfiger per il lavoro mentre per il tempo libero preferisco marchi sportivi come Nike, QuickSilver e Adidas
Consigliaci un sito o un negozio per il menswear: Il FoxTown, outlet perfetto per le grandi marche.
Mocassini con o senza calzini? Diciamo che non li amo... Ma se proprio devo allora senza!
Dove trovi ispirazione per il tuo look? Film e telefilm soprattutto... Mi piace lo stile di Ryan Gosling!
Nome: Nicola
Età: 32
Professione: marketing manager
La prima cosa che pensi guardandoti allo specchio: che devo darmi una mossa o farò tardi!
Quante volta esci a fare shopping in un mese? Quando ho in mente un qualcosa in particolare esco e lo acquisto
Il tuo capo cult: scarpe Church's e cardigan
Cosa pensi del marsupio? Dovrei averne uno nell’armadio, credo risalga ai miei 15 anni... ma spero non se lo ricordi nessuno!
Hai un marchio preferito? Se sì quale/quali: abiti sartoriali o pantaloni PT01 e camicie Barba al lavoro, per il tempo libero Mauro Grifoni, Nike e tanti altri brand.
Consigliaci un sito o un negozio per il menswear: non compro online; trovo cose interessanti da Antonia a Milano e Folli Follie a Bologna. Ma non sono affezionato a nessuno in particolare
Mocassini con o senza calzini? I mocassini sono fatti per il piede nudo. Soprattutto senza fantasmini!
Dove trovi ispirazione per il tuo look? Ho trovato il mio stile e gli sono parecchio fedele. Mi piace qualche piccolo cambiamento, ma non deriva da una fonte d’ispirazione precisa.
Nome: Marco
Età: 26
Professione: Filmmaker
La prima cosa che pensi guardandoti allo specchio: mi guardo giusto per controllare che non abbia niente tra i denti/cose strane in faccia
Quante volta esci a fare shopping in un mese? Quando mi serve qualcosa, sono molto pragmatico
Il tuo capo cult: paraboot
Cosa ne pensi del marsupio? Non fa per me
Hai un marchio preferito? Se sì quale/quali: APC, Massimo Alba, Piombo
Consigliaci un sito o un negozio per il menswear: Host, Opening Ceremony
Mocassini con o senza calzini? Senza
Dove trovi ispirazione per il tuo look? A lavoro, su internet, negli anziani
Nome: Ferdinando
Età: 43
Professione: cancelliere negli uffici del Giudice di Pace
La prima cosa che pensi guardandoti allo specchio: devo pettinarmi?
Quante volta esci a fare shopping in un mese? Pochissime e quando mi costringe mia moglie. Ho un'autonomia di due ore al massimo!
Il tuo capo cult: le T-Shirt, le felpe e i jeans.
Cosa pensi del marsupio? Datato!
Hai un marchio preferito? Se sì quale/quali: Ralph Lauren Sport, Tommy Hilfiger.
Consigliaci un sito o un negozio per il menswear: ASOS online , Zara, H&M , COS: il mio abbigliamento è essenziale e basic.
Mocassini con o senza calzini? Mai. In nessun modo. Indosso solo sneakers.
Dove trovi ispirazione per il tuo look? Nei fumetti. Avete presente Clark Kent?
Nome: Christian
Età: 32
Professione: ottico optometrista
La prima cosa che pensi guardandoti allo specchio: ormai è tardi. In tutti i sensi!
Quante volta esci a fare shopping in un mese? Una volta “dal vivo”, online spesso
Il tuo capo cult: camicie a quadri, maglioni e cardigan
Cosa pensi del marsupio? Che se è scomparso da 15 anni un motivo ci sarà
Hai un marchio preferito? Se sì quale/quali. Ne ho diversi: Barbour, Woolrich , Clarks e Alden per le scarpe
Consigliaci un sito o un negozio per il menswear: Mr.Porter, End Clothing online, come negozi Macondo, nel centro di Verona, e WP Store.
Mocassini con o senza calzini? Mocassini mai!
Dove trovi ispirazione per il tuo look? Trovo l’ispirazione giusta nei negozi in cui acquisto abitualmente, ma punto sempre sui miei capi preferiti
Nome: Filippo
Età: 31
Professione: Account
La prima cosa che pensi guardandoti allo specchio: "Questo capello bianco ieri non c'era, dove ho messo le forbici?!"
Quante volte esci a fare shopping in un mese? Il mio shopping è colposo, non premeditato. Se mi innamoro di un capo in vetrina o in una pubblicità lo vado a comprare.
Il tuo capo cult: seppellitemi con una camicia a righe bianche e blu di lino, dei pantaloni corti verdone con tasche laterali ed un paio di Timberland da vela. Già che ci siete, lasciatemi anche un paio di Persol.
Cosa pensi del marsupio? Che sia una vera comodità per mamma canguro e che se uno volesse assomigliare a mamma canguro dovrebbe anche camminare a balzelli.
Hai un marchio preferito? Se sì quale/quali solo per jeans (diesel) e scarpe da tempo libero: Timberland, Clarks, Converse
Consigliaci un sito o un negozio per il menswear: Taddei&Company e Unique Milano, preferisco i piccoli negozi che vendono capi di qualità in cui il personale ti sa indirizzare verso l'acquisto giusto quando non c'è una donna di fianco ad impedirti di prendere la classica cosa che poi non metterai mai.
Mocassini con o senza calzini? il Gambaletto in mezza stagione si può anche usare ma d'estate il mocassino va cavalcato rigorosamente "a pelo".
Dove trovi ispirazione per il tuo look? copio spudoratamente quelli che sanno dove trovare l'ispirazione giusta
Nome: Iacopo
Età: 27
Professione: consulente aziendale
La prima cosa che pensi guardandoti allo specchio: Iacopo, fatti la barba!
Quante volta esci a fare shopping in un mese? Lo ammetto, mai...compro solo online!
Il tuo capo cult: i desert boots
Cosa ne pensi del marsupio? No, grazie
Hai un marchio preferito? Se sì quale/quali: Sì, il mio marchio preferito è Ben Sherman, ma non mi dispiace nemmeno Lacoste.
Consigliaci un sito o un negozio per il menswear: Asos, il mio sito fidato!
Mocassini con o senza calzini? Se proprio li devo mettere, senza calzini!
Dove trovi ispirazione per il tuo look? Sono una persona molto decisa e indipendentemente dai trend, scelgo ciò che mi piace.
Nome: Tommaso
Età: 29
Professione: studente e modello
La prima cosa che pensi guardandoti allo specchio: sono molto critico, mi dico che posso sempre migliorare.
Quante volta esci a fare shopping in un mese? Capita raramente che acquisti nei negozi, diciamo che il mio portafogli si svuota di più sugli shopping on-line. Ma non c´e´ una regola.
Il tuo capo cult: In assoluto le mie t-shirt bianche, si abbinano ad ogni capo e situazione e i Chino al di sopra della caviglia.
Cosa ne pensi del marsupio? Detesto qualsiasi accessorio che rovina la linea della vita, ma nella moda ogni cosa se usata sapientemente ha diritto di esistere!
Hai un marchio preferito? Se sì quale/quali: Thom Browne e una miriade di marchi giapponesi, sempre molto all´avanguadia nello streetwear.
Consigliaci un sito o un negozio per il menswear: Ssense, Oki-ni,cncpts, ln-cc, Union Los Angeles solo per citarne alcuni. Colette un riferimento.
Mocassini con o senza calzini? Assolutamente senza!
Dove trovi ispirazione per il tuo look? Posso dire che lo stile di vita,le passioni, le letture,tutto quello che fa parte del mio vissuto siano i veri responsabili di quello che andro` ad indossare.
Nome: Giacomo
Età: 29
Professione: WW Product PR per Peuterey Group
La prima cosa che pensi guardandoti allo specchio: Oggi sarà un gran giorno!
Quante volta esci a fare shopping in un mese? Una, nessuna, centomila
Il tuo capo cult: il maglione a collo alto
Cosa pensi del marsupio? Non è sicuramente un accessorio contemplato nel mio guardaroba personale, ma riconosco che se ha conquistato così tanti fan, dagli anni '90 a oggi, è sicuramente più per la funzionalità che per lo stile.
Hai un marchio preferito? Se sì quale/quali: Dal minimal di Jil Sander ed Andrea Incontri, al sartoriale di Zegna e Berluti passando al pop cartoon di Au Jour Le Jour. I capispalla però rigorosamente Peuterey Aiguille Noire.
Consigliaci un sito o un negozio per il menswear: MR PORTER per i brand "established" e ASOS per prodotti cool a prezzi più accessibili.
Mocassini con o senza calzini? Con calza lunga fino al ginocchio, all'inglese.
Dove trovi ispirazione per il tuo look? Grazie al mio lavoro ho la fortuna di viaggiare molto. Città lontane diventano "hub" di infinite ispirazioni. A Milano, Parigi o New York, si può osservare da vicino lo stile delle "real people" e cogliere le ultime tendenze nel momento stesso in cui si affermano. Sono abituato a sfogliare ogni giorno magazine internazionali sia mainstream che di nicchia, che "la dicono lunga" sia sulla moda delle passerelle che sui designer emergenti o contro-corrente. Il mio look riflette sicuramente tutte queste influenze ma sempre con un tocco assolutamente personale e indipendente.
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Tale madre, tale figlia! Matilde Lucidi grande protagonista in passerella alla Milano Fashion Week
È una delle giovani promesse del mondo della moda e già lo scorso ottobre, dopo il debutto da Dior e Miu Miu, avevamo intuito che avremmo sentito molto parlare di lei.
Ora che l’abbiamo rivista sfilare per altri grandi big della Milano Fashion Week abbiamo avuto l’ennesima conferma: Matilde Lucidi è uno dei nomi destinati a dominare le passerelle nei prossimi anni.
La figlia di Bianca Balti e Christian Lucidi, anche se è ancora giovanissima, ha tutte le carte in regola per lasciare il segno e grazie al suo portamento e alla sua forza espressiva è già richiestissima dalle grandi maison.
Chi è Matilde Lucidi
Matilde è cresciuta tra Milano e Los Angeles e la moda ha sempre fatto parte della sua vita. Da bambina Bianca Balti la portava sempre con sé ed è proprio il tempo trascorso sui set fotografici e nel backstage delle sfilate che ha fatto crescere ancora di più la sua passione per la moda.
Dopo qualche apparizione in front row, qualche intervista al fianco della madre e un paio di campagne, adesso la modella è pronta a fare il grande salto e a seguire sì le orme della mamma ma anche a farsi apprezzare per il suo talento e non solo in quanto “figlia di”.
In questi giorni l’abbiamo vista tornare in passerella confermando il suo ruolo da protagonista tra i volti emergenti di questa Milano Fashion Week.
L’abbiamo notata da Fendi, durante il debutto di Maria Grazia Chiuri. Poi è riapparsa da Max Mara e da Boss per poi calcare nuovamente la catwalk ieri sera, in occasione dello show di Roberto Cavalli.
Ma la settimana della moda milanese non è ancora giunta al termine e ci sono ottime chance di rivederla presto sfilare anche per altre maison.
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Il debutto di Meryll Rogge da Marni: 5 punti chiave dello show FW26
Era uno dei momenti più attesi di questa edizione della Settimana della moda milanese e il suo debutto ha segnato uno dei passaggi più interessanti della terza giornata di sfilate: l’arrivo di Meryll Rogge alla guida di Marni ha portato con sé una grande aria di cambiamento pur mantenendo intatta l’identità riconoscibile del marchio.
La collezione FW26 della nuova direttrice creativa rappresenta un ritorno all’essenza di Marni pur aprendo a nuove interpretazioni estetiche.
Il passato non si ripete, si reinterpreta. I segni distintivi del brand tornano in una veste rinnovata ed è così che pattern, proporzioni alterate e ornamenti diventano espressione della nuova visione contemporanea di Marni.
Ma ecco 5 punti salienti della sfilata di ieri.
01. L'allestimento
Per la sfilata Fall Winter 2026 di Marni, la Direttrice Creativa Meryll Rogge ha collaborato con Formafantasma a un allestimento che riflette un calore intrinseco, un’atmosfera familiare fatta di ambienti avvolgenti che invitano a restare. "Lo spazio è costruito attorno a una serie di superfici specchiate, parzialmente dipinte a mano con frammenti tratti dalla vita di tutti i giorni: un faro di auto, una sedia da ufficio, avanzi di cibo su un tavolo, una telecamera a circuito chiuso, una scheda aperta sul computer" si legge sul profilo Instagram del brand.
02. La collezione FW26 di Marni
La collezione FW26 è un omaggio alle radici del brand e una reinterpretazione delle silhouette d’archivio. Le montagne che circondano Milano suggeriscono un immaginario da alpinista ed è così che per la prossima stagione lo sportswear viene reinterpretato da Marni in chiave couture. Pelle biker insieme a ciré industriale, organza e seta accanto a materiali tecnici: sono opposti che non si annullano, ma si completano. Tessuti, volumi e dettagli funzionali si combinano con elementi più raffinati, per assumere una nuova formalità, in uno scambio sempre attuale. Ci sono le gonne a tubino tempestate di maxi paillettes, i parka sportivi indossati con le cravatte, le camicie a stampa check che si abbinano a gilet e trench in pelle. E poi ancora le maglia in lana grossa, le gonne a vita alta fissate con clip metalliche e gli abiti midi con le cuciture a vista.
03. I dettagli
I dettagli della collezione riflettono uno spirito giocoso e raffinato: si spazia dai ricami naïf ai pois delicati e alla broderie anglaise, segni distintivi della brand. Accanto a loro, righe irregolari, check in sbieco, patchwork e poi ancora cuciture rovesciate, paillettes oversize ricamate su cotone e applicazioni in madreperla.
04. Gli accessori
Al centro della collezione FW26, stivali stringati e décolleté con il tacco altissimo, accessori in pellami spazzolati e gioielli dipinti a mano. Insieme a due grandi icone di Marni: il sandalo Fussbett, la borsa Trunk, ripensate e riprogettate con dettagli che ridefiniscono i codici di Marni con uno sguardo nuovo.
05. Il front row
In front row, ad assistere al debutto della nuova direttrice creativa, tanti amici del brand come Arianna Alessi e Renzo Rosso, Miyeon, Tamu McPherson, Eva Chen, Gala Gonzales, Alexandre Pato e molti altri.
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WHITE riparte da “Tabula Rasa”: la nuova visione internazionale al centro della Milano Fashion Week

Nel cuore del Tortona Fashion District, dal 26 febbraio al 1° marzo, WHITE torna protagonista della Milano Fashion Week con un’edizione che segna un vero cambio di paradigma. Oltre 300 brand (con una crescita del +10% rispetto allo scorso febbraio e un 46% di presenze internazionali) animano il Superstudio Più, confermando il salone come piattaforma strategica per il womenswear contemporaneo.
Con 130 nuovi marchi e un significativo potenziamento dei buyer esteri, sostenuto anche dal supporto di ICE–Agenzia e dalle istituzioni, WHITE rafforza il proprio ruolo nel processo di internazionalizzazione del Made in Italy.
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Ma il dato numerico racconta solo una parte della storia. L’edizione di febbraio introduce una visione più netta e consapevole, sintetizzata nel concept “Tabula Rasa”: si tratta di un invito a ripartire dall’essenza del prodotto, dalla qualità e da un brand mix capace di coniugare ricerca estetica e concrete prospettive di business.
Dalle rinnovate Secret Rooms alla nuova area WHITE Accessories nella sala Daylight, fino allo sviluppo internazionale del progetto The Circle a Riyadh, WHITE non si limita a essere un hub espositivo, ma evolve in una piattaforma globale in dialogo con mercati emergenti e culture differenti.
Ne abbiamo parlato con Brenda Bellei, CEO di WHITE che ci ha raccontato la nuova visione del salone e le strategie per rafforzarne il posizionamento internazionale.
Brenda Bellei
Credits: Courtesy of Press Office
WHITE torna a febbraio con una visione molto forte. In che modo questa edizione rappresenta un nuovo punto di partenza per il salone e per la sua identità internazionale?
«Questa edizione segna un nuovo punto di partenza perché abbiamo completamente ridefinito il concetto di ricerca. Non parliamo più solo di prodotti particolari, ma di collezioni molto attuali e in linea con le richieste dei buyer. Proponiamo brand innovativi, ma con il giusto rapporto qualità-prezzo, così da consentire ai retailer internazionali di trovare a Milano il meglio dei prodotti nazionali e internazionali: creazioni giuste da acquistare e rivendere, capaci di incontrare l’estetica e il prezzo richiesto dal cliente finale».
“Tabula Rasa” è il cuore narrativo della nuova campagna. Cosa significa, oggi, per WHITE “ripartire da zero” e quali cambiamenti concreti porta questa filosofia nel progetto?
«Tabula Rasa è una dichiarazione di intenti. Ripartire da zero significa liberarsi dalle sovrastrutture e tornare all’essenza: prodotto, qualità, identità, ma al giusto prezzo. Per WHITE vuol dire ampliare i format, alleggerire ciò che è superfluo e rafforzare ciò che genera valore reale. È un invito a ripensare il sistema in modo più consapevole, sia dal punto di vista creativo sia commerciale. Oggi il mondo è globale e le opportunità sono molteplici: con “Tabula Rasa” siamo pronti a coglierle tutte, senza pregiudizi».
La campagna ideata da Massimiliano Bizzi parla di essenzialità e ritorno al valore reale delle collezioni. Quanto è importante, in questa fase di mercato complessa, offrire ai buyer non solo ispirazione ma vere prospettive di business?
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«In una fase di mercato complessa, l’ispirazione da sola non basta. I buyer cercano solidità, affidabilità e visione strategica. Il nostro compito è offrire un brand mix in cui la creatività sia sostenuta da una struttura commerciale concreta. Il valore di una collezione oggi non sta nell’eccesso, ma nella coerenza, nella qualità dei materiali, nella chiarezza del posizionamento. WHITE vuole essere il luogo dove l’estetica incontra il business, creando opportunità internazionali reali per i brand presenti».
Le Secret Rooms tornano con un’evoluzione significativa. Che tipo di creatività troveremo quest’anno e perché quest’area è così centrale nell’esperienza WHITE?
«Le Secret Rooms rappresentano la vetrina delle tendenze di WHITE Milano: uno spazio dedicato ai brand che incarnano l’estetica contemporanea e che, secondo la visione del salone, sono destinati a diventare protagonisti del fashion business. Nel tempo abbiamo intercettato e valorizzato marchi poi affermatisi anche in contesti prestigiosi come il LVMH Prize, tra cui KIDSUPER e BOTTER.
L’edizione di febbraio rafforza questa direzione con una selezione ancora più internazionale. Protagonisti saranno BATAKOVIC BELGRADE, fondato dalla designer Ivana Batakovic; SUSAN FANG, noto per l’estetica eterea e la fusione tra artigianato e tecnologia; LUCILLE THIEVRE, che ha fatto del jersey e del drappeggio la propria cifra stilistica; MII, ponte tra artigianalità indiana ed eleganza francese; e MADALINA CAMINSCHI, nuova realtà del lusso contemporaneo con sede a Milano.
LUCILLE THIEVRE
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BATAKOVIC
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Le Secret Rooms incarnano la missione del salone: scoprire, sostenere e accompagnare nuove energie creative, facilitando relazioni di valore e l’incontro con buyer internazionali»
Accanto alle Secret Rooms debutta anche “WHITE Accessories” nell’area DAYLIGHT. Che ruolo ha oggi l’accessorio nella strategia di crescita del salone?
«L’accessorio è sempre più strategico e con un potenziale commerciale molto forte. Con WHITE Accessories vogliamo intercettare un pubblico trasversale: dai concept store ai department store internazionali, fino ai retailer specializzati. All’interno di Superstudio, nella sala DAYLIGHT, nasce un’area interamente dedicata agli accessori, con focus sulla calzatura, pensata come una vetrina d’eccellenza ad alto impatto scenografico.
Tra i brand presenti: MORSICA, special guest con il suo design d’avanguardia; CAMPER; STEFANO MUGNAI; MEXICANA; SPERRY; oltre ai label di borse VILLA NICCOLAI e al marchio di cappelli LA STRAMBERIA».
MORSICA
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WHITE rafforza sempre più la sua dimensione internazionale. Quanto è strategico il progetto The Circle a Riyadh?
«Il progetto The Circle a Riyadh è estremamente strategico: apre un dialogo diretto con un mercato in forte espansione e con un pubblico giovane e culturalmente dinamico. Per i brand di WHITE significa accedere a nuove opportunità distributive, partnership locali e maggiore visibilità in un contesto internazionale in evoluzione».
Guardando al futuro, quale sarà la vera sfida per le piattaforme fieristiche come WHITE?
«La vera sfida sarà continuare a essere non solo un hub espositivo, ma una piattaforma itinerante nel mondo. “Tabula Rasa” è la chiave per ripensare il modello: fare scouting e stringere accordi con piattaforme fuori dal comune, portando i brand verso un’internazionalizzazione sempre più ampia e variegata. Oggi dobbiamo guardare globale. WHITE non vuole solo adattarsi al cambiamento, ma contribuire a guidarlo».
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Prada e l’arte della stratificazione: 5 highlight della sfilata FW26
Il terzo giorno della Milano Fashion Week è ufficialmente entrato nel vivo con una fitta agenda di show in programma. Ad aprire le sfilate del pomeriggio, Prada che ha portato in passerella la nuova collezione FW26 firmata da Raf Simons e Miuccia Prada.
Presentata come sempre negli spazi della Fondazione Prada, la nuova collezione celebra la complessità e le molteplici sfaccettature delle donne e della vita stessa e gioca con la stratificazione dei look che si reinventano e si trasformano a seconda dei vari momenti della giornata.
Durante lo show, ogni modella ha indossato quattro look sovrapposti e ha percorso la passerella quattro volte togliendo a ogni giro uno strato e mostrando così outfit sempre diversi.
Sotto una giacca si nascondeva uno spolverino trasparente che a sua volta celava un tank top. Sotto il cappotto compariva un maglione over sovrapposto a sua volta a un abito midi: le combinazioni erano infinite.
Ed è proprio con questo gioco di layering che i due co-direttori creativi hanno voluto dimostrare come ogni look possa cambiarsi, adattarsi e riflettere le diverse sfumature di chi lo indossa.
Ma ecco 5 punti chiave dello show andato in scena qualche ora fa.
01. La location
In continuità con la sfilata maschile che è stata presentata lo scorso gennaio, anche la collezione donna del brand è stata svelata nel Deposito della Fondazione Prada, con lo stesso allestimento, tra caminetti e porte d’epoca.
02. Bella Hadid in passerella
Tra le 15 modelle che hanno interpretato i nuovi look della collezione della prossima stagione, Bella Hadid che è apparsa sulla catwalk in una versione inedita, più autentica e naturale del solito. In passerella, infatti, ha sfoggiato i suoi capelli biondi raccolti in un’acconciatura messy e un beauty look minimale, incarnando un’estetica decisamente più essenziale e meno costruita.
03. I pezzi chiave della collezione FW26 di Prada
Tra i pezzi cult della nuova collezione FW26 di Prada, i maglioni con la zip che sembrano quasi delle giacche varsity e si portano con gonne colorate, décolleté con kitten heels, calzettoni che si fermano appena sotto il ginocchio e sciarpe in maglia spessa al collo. Accanto a loro, anche cappotti dalla linea dritta, parka a stampa floreale o con dettaglio di pelliccia. Le zip ritornano anche sui nuovi abiti: si aprono fino a svelare le canottiere o le spalle. Grandi protagonisti, oltre ai completi rigorosi giacca-pantaloni, le gonne midi in organza e in satin, che si portano con camicie con i polsini arrotolati e pullover girocollo super basic.
04. Gli accessori
Al centro della nuova collezione realizzata da Raf Simons e Miuccia Prada, le calzature che spaziano da stringate con la suola robusta e i lacci colorati a contrasto agli stivaletti stringati, fino alle pumps gioiello coloratissime che si portano con calzini lunghi tempestati di applicazioni preziose. Tra le borse da mettere in wishlist, la mini bowling bag a stampa cocco e il secchiello in formato mini effetto snake
05. Il front row
Ricchissimo come sempre il parterre di ospiti avvistati in front row. Tra loro, Sarah Pidgeon, l’attrice che in “Love Story” veste i panni dell’icona di stile Carolyn Besset, Uma Thurman, Carey Mulligan. Insieme a loro anche la campionessa olimpica Eileen Gu, Anna Sawai, Elodie, Mark Zuckerberg con la moglie, Charli D’Amelio, Benedetta Porcaroli e molti altri.
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