Urban jungle: la stampa animalier trionfa di nuovo

Il leopardato colpisce ancora e sarà il nostro migliore alleato per la stagione invernale
In un mondo fatto di molti dubbi e poche certezze, una cosa è sicura: l'animalier è sempre più di moda.
Dopo un’estate già molto jungle, l’animal print si riconferma in scuderia come la stampa più fashion, un caposaldo delle collezioni autunno-inverno 18/19.
Insomma anche infreddolite e alle basse temperature, rimarremo wild e grintose (almeno all’apparenza!).
Il leopardato è ovunque: su trench, t-shirt, pantaloni, abiti, camicie e persino sugli occhiali.
Sapete qual è il bello? Che si abbina praticamente con tutto!
Crea, infatti, un magnifico contrasto con i colori accesi mentre rimane timeless ed elegante con nero e bianco.
Vi proponiamo tanti pezzi per ogni occasione nella nostra gallery molto #ROARR.
Il trench leopardato di Essentiel è perfetto per affrontare le giornate grigie con grinta!(Credits: Essentiel)
Paillettes + leopardato di Attico = WOW! (Credits: Matches fashion)
Gonna midi di Alice & Olivia per un risultato MAXI! (Credits: Harvey Nichols)
La camicia in seta di Ganni è molto chic! (Credits: Matches Fashion)
Un tocco di leopardato sulla t-shirt di Marcelo Burlon. (Credits: Farfetch)
Il taglio classico dei pantaloni a sigaretta di Max Mara si sposa benissimo con l'animalier.(Credits: Selfridges)
Nei toni del grigio il leopard print di Pinko. (Credits: Pinko)
Gli stivaletti wild di Sam Edelman sono un must have! (Credits: Nordstorm)
Slipper con fibbia western in cavallino per The Kooples. (Credits: The Kooples)
Leopardati da capo a piedi? Si può grazie agli occhiali di YSL. (Credits: Farfetch)
Questo abitino semplice e leggero di Zara è un vero passe-partout. (Credits:Zara)
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Il debutto di Meryll Rogge da Marni: 5 punti chiave dello show FW26
Era uno dei momenti più attesi di questa edizione della Settimana della moda milanese e il suo debutto ha segnato uno dei passaggi più interessanti della terza giornata di sfilate: l’arrivo di Meryll Rogge alla guida di Marni ha portato con sé una grande aria di cambiamento pur mantenendo intatta l’identità riconoscibile del marchio.
La collezione FW26 della nuova direttrice creativa rappresenta un ritorno all’essenza di Marni pur aprendo a nuove interpretazioni estetiche.
Il passato non si ripete, si reinterpreta. I segni distintivi del brand tornano in una veste rinnovata ed è così che pattern, proporzioni alterate e ornamenti diventano espressione della nuova visione contemporanea di Marni.
Ma ecco 5 punti salienti della sfilata di ieri.
01. L'allestimento
Per la sfilata Fall Winter 2026 di Marni, la Direttrice Creativa Meryll Rogge ha collaborato con Formafantasma a un allestimento che riflette un calore intrinseco, un’atmosfera familiare fatta di ambienti avvolgenti che invitano a restare. "Lo spazio è costruito attorno a una serie di superfici specchiate, parzialmente dipinte a mano con frammenti tratti dalla vita di tutti i giorni: un faro di auto, una sedia da ufficio, avanzi di cibo su un tavolo, una telecamera a circuito chiuso, una scheda aperta sul computer" si legge sul profilo Instagram del brand.
02. La collezione FW26 di Marni
La collezione FW26 è un omaggio alle radici del brand e una reinterpretazione delle silhouette d’archivio. Le montagne che circondano Milano suggeriscono un immaginario da alpinista ed è così che per la prossima stagione lo sportswear viene reinterpretato da Marni in chiave couture. Pelle biker insieme a ciré industriale, organza e seta accanto a materiali tecnici: sono opposti che non si annullano, ma si completano. Tessuti, volumi e dettagli funzionali si combinano con elementi più raffinati, per assumere una nuova formalità, in uno scambio sempre attuale. Ci sono le gonne a tubino tempestate di maxi paillettes, i parka sportivi indossati con le cravatte, le camicie a stampa check che si abbinano a gilet e trench in pelle. E poi ancora le maglia in lana grossa, le gonne a vita alta fissate con clip metalliche e gli abiti midi con le cuciture a vista.
03. I dettagli
I dettagli della collezione riflettono uno spirito giocoso e raffinato: si spazia dai ricami naïf ai pois delicati e alla broderie anglaise, segni distintivi della brand. Accanto a loro, righe irregolari, check in sbieco, patchwork e poi ancora cuciture rovesciate, paillettes oversize ricamate su cotone e applicazioni in madreperla.
04. Gli accessori
Al centro della collezione FW26, stivali stringati e décolleté con il tacco altissimo, accessori in pellami spazzolati e gioielli dipinti a mano. Insieme a due grandi icone di Marni: il sandalo Fussbett, la borsa Trunk, ripensate e riprogettate con dettagli che ridefiniscono i codici di Marni con uno sguardo nuovo.
05. Il front row
In front row, ad assistere al debutto della nuova direttrice creativa, tanti amici del brand come Arianna Alessi e Renzo Rosso, Miyeon, Tamu McPherson, Eva Chen, Gala Gonzales, Alexandre Pato e molti altri.
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WHITE riparte da “Tabula Rasa”: la nuova visione internazionale al centro della Milano Fashion Week

Nel cuore del Tortona Fashion District, dal 26 febbraio al 1° marzo, WHITE torna protagonista della Milano Fashion Week con un’edizione che segna un vero cambio di paradigma. Oltre 300 brand (con una crescita del +10% rispetto allo scorso febbraio e un 46% di presenze internazionali) animano il Superstudio Più, confermando il salone come piattaforma strategica per il womenswear contemporaneo.
Con 130 nuovi marchi e un significativo potenziamento dei buyer esteri, sostenuto anche dal supporto di ICE–Agenzia e dalle istituzioni, WHITE rafforza il proprio ruolo nel processo di internazionalizzazione del Made in Italy.
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Ma il dato numerico racconta solo una parte della storia. L’edizione di febbraio introduce una visione più netta e consapevole, sintetizzata nel concept “Tabula Rasa”: si tratta di un invito a ripartire dall’essenza del prodotto, dalla qualità e da un brand mix capace di coniugare ricerca estetica e concrete prospettive di business.
Dalle rinnovate Secret Rooms alla nuova area WHITE Accessories nella sala Daylight, fino allo sviluppo internazionale del progetto The Circle a Riyadh, WHITE non si limita a essere un hub espositivo, ma evolve in una piattaforma globale in dialogo con mercati emergenti e culture differenti.
Ne abbiamo parlato con Brenda Bellei, CEO di WHITE che ci ha raccontato la nuova visione del salone e le strategie per rafforzarne il posizionamento internazionale.
Brenda Bellei
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WHITE torna a febbraio con una visione molto forte. In che modo questa edizione rappresenta un nuovo punto di partenza per il salone e per la sua identità internazionale?
«Questa edizione segna un nuovo punto di partenza perché abbiamo completamente ridefinito il concetto di ricerca. Non parliamo più solo di prodotti particolari, ma di collezioni molto attuali e in linea con le richieste dei buyer. Proponiamo brand innovativi, ma con il giusto rapporto qualità-prezzo, così da consentire ai retailer internazionali di trovare a Milano il meglio dei prodotti nazionali e internazionali: creazioni giuste da acquistare e rivendere, capaci di incontrare l’estetica e il prezzo richiesto dal cliente finale».
“Tabula Rasa” è il cuore narrativo della nuova campagna. Cosa significa, oggi, per WHITE “ripartire da zero” e quali cambiamenti concreti porta questa filosofia nel progetto?
«Tabula Rasa è una dichiarazione di intenti. Ripartire da zero significa liberarsi dalle sovrastrutture e tornare all’essenza: prodotto, qualità, identità, ma al giusto prezzo. Per WHITE vuol dire ampliare i format, alleggerire ciò che è superfluo e rafforzare ciò che genera valore reale. È un invito a ripensare il sistema in modo più consapevole, sia dal punto di vista creativo sia commerciale. Oggi il mondo è globale e le opportunità sono molteplici: con “Tabula Rasa” siamo pronti a coglierle tutte, senza pregiudizi».
La campagna ideata da Massimiliano Bizzi parla di essenzialità e ritorno al valore reale delle collezioni. Quanto è importante, in questa fase di mercato complessa, offrire ai buyer non solo ispirazione ma vere prospettive di business?
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«In una fase di mercato complessa, l’ispirazione da sola non basta. I buyer cercano solidità, affidabilità e visione strategica. Il nostro compito è offrire un brand mix in cui la creatività sia sostenuta da una struttura commerciale concreta. Il valore di una collezione oggi non sta nell’eccesso, ma nella coerenza, nella qualità dei materiali, nella chiarezza del posizionamento. WHITE vuole essere il luogo dove l’estetica incontra il business, creando opportunità internazionali reali per i brand presenti».
Le Secret Rooms tornano con un’evoluzione significativa. Che tipo di creatività troveremo quest’anno e perché quest’area è così centrale nell’esperienza WHITE?
«Le Secret Rooms rappresentano la vetrina delle tendenze di WHITE Milano: uno spazio dedicato ai brand che incarnano l’estetica contemporanea e che, secondo la visione del salone, sono destinati a diventare protagonisti del fashion business. Nel tempo abbiamo intercettato e valorizzato marchi poi affermatisi anche in contesti prestigiosi come il LVMH Prize, tra cui KIDSUPER e BOTTER.
L’edizione di febbraio rafforza questa direzione con una selezione ancora più internazionale. Protagonisti saranno BATAKOVIC BELGRADE, fondato dalla designer Ivana Batakovic; SUSAN FANG, noto per l’estetica eterea e la fusione tra artigianato e tecnologia; LUCILLE THIEVRE, che ha fatto del jersey e del drappeggio la propria cifra stilistica; MII, ponte tra artigianalità indiana ed eleganza francese; e MADALINA CAMINSCHI, nuova realtà del lusso contemporaneo con sede a Milano.
LUCILLE THIEVRE
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BATAKOVIC
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Le Secret Rooms incarnano la missione del salone: scoprire, sostenere e accompagnare nuove energie creative, facilitando relazioni di valore e l’incontro con buyer internazionali»
Accanto alle Secret Rooms debutta anche “WHITE Accessories” nell’area DAYLIGHT. Che ruolo ha oggi l’accessorio nella strategia di crescita del salone?
«L’accessorio è sempre più strategico e con un potenziale commerciale molto forte. Con WHITE Accessories vogliamo intercettare un pubblico trasversale: dai concept store ai department store internazionali, fino ai retailer specializzati. All’interno di Superstudio, nella sala DAYLIGHT, nasce un’area interamente dedicata agli accessori, con focus sulla calzatura, pensata come una vetrina d’eccellenza ad alto impatto scenografico.
Tra i brand presenti: MORSICA, special guest con il suo design d’avanguardia; CAMPER; STEFANO MUGNAI; MEXICANA; SPERRY; oltre ai label di borse VILLA NICCOLAI e al marchio di cappelli LA STRAMBERIA».
MORSICA
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WHITE rafforza sempre più la sua dimensione internazionale. Quanto è strategico il progetto The Circle a Riyadh?
«Il progetto The Circle a Riyadh è estremamente strategico: apre un dialogo diretto con un mercato in forte espansione e con un pubblico giovane e culturalmente dinamico. Per i brand di WHITE significa accedere a nuove opportunità distributive, partnership locali e maggiore visibilità in un contesto internazionale in evoluzione».
Guardando al futuro, quale sarà la vera sfida per le piattaforme fieristiche come WHITE?
«La vera sfida sarà continuare a essere non solo un hub espositivo, ma una piattaforma itinerante nel mondo. “Tabula Rasa” è la chiave per ripensare il modello: fare scouting e stringere accordi con piattaforme fuori dal comune, portando i brand verso un’internazionalizzazione sempre più ampia e variegata. Oggi dobbiamo guardare globale. WHITE non vuole solo adattarsi al cambiamento, ma contribuire a guidarlo».
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Emporio Armani: la sfilata co-ed per l’Autunno-Inverno 2026 in 5 punti
Questo pomeriggio da Emporio Armani è stato il momento di un debutto molto atteso: Silvana Armani e Leo Dell’Orco, infatti, hanno presentato la prima collezione co-ed realizzata insieme dopo la scomparsa di Re Giorgio.
Rigore, ritmo e ricerca sono le parole chiave che definiscono questo nuovo percorso della maison che guarda al futuro senza però perdere di vista la sua identità.
La FW26 è una collezione senza distinzioni di genere che mescola maschile e femminile in un gioco fluido di volumi, tessuti e colori.
Ma ecco 5 punti salienti dello show.
01. La location
La prima collezione realizzata da Leo Dell’Orco e da Silvana Armani, è stata svelata in luogo molto caro allo stilista scomparso lo scorso settembre: all’Armani Silos, ex granaio di via Bergognone ora diventato uno spazio espositivo.
02. La collezione FW26 di Emporio Armani
A convivere nel guardaroba maschile e femminile, completi dalle silhouette fluide, ampi bermuda, giacche in velluto e la camicia bianca, proposta per la donna in versione più femminile, ricca di ricami, tempestata di strass o chiusa da maxi fiocco. Le minigonne a pieghe, in colori neutri o a stampa check, si indossano con gilet e blazer coordinati e si portano con parigine lunghe fino a meta coscia e mocassini con le nappe. Tornano per la prossima stagione anche gli iconici pantaloni alla zuava con il fondo arrotondato, abbinati a bluse en pendant e stringate rasoterra. Per la sera, spazio ai midi dress con le frange sul fondo, ai little black dress monospalla e agli abiti con le spalline sottili completamente trasparenti che si indossano, insieme agli altri mini dress, sotto a pellicce dai colori vibranti.
03. Gli accessori
Tra gli accessori per il giorno, ci sono coppole, maxi pochette e tracolle in formato XXL, mocassini e stringate rasoterra, insieme alle stole di pelliccia che si portano su trench corti e con pantaloni wide leg. Mentre completano i look più eleganti, décolleté indossate con sopra scaldamuscoli in lana, cravatte non annodate e lasciate aperte intorno al collo e micro bag preziosissime con la tracolla di perline.
04. Kendall Jenner e gli altri in front row
Tra i tantissimi amici del marchio presenti allo show, oltre al brand ambassador Joseph Zeng, anche Kendall Jenner, Nicholas Galitzine, Elodie, Blanco, Tananai, Tommaso Donadoni e Valeria Mazza.
05. I campioni italiani di Milano Cortina 2026 presenti allo show
Non solo attori, cantanti e top model, questo pomeriggio in front row da Emporio Armani c’erano anche alcuni grandi protagonisti delle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026 che si sono appena concluse. Ad assistere allo show, infatti, alcuni dei campioni italiani, tra cui Arianna Fontana, Lisa Vittozzi, Marco Fabbri e Charléne Guignard, che per l’occasione hanno indossato le divise ufficiali realizzate proprio da EA7.
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I bomber più cool su cui puntare per la primavera sono tutti qui

Con l’arrivo della primavera, dal nostro armadio riemergono tutti quei capispalla detti “da mezza stagione” che siamo più che felici di riportare alla luce, dopo un lungo inverno fatto di pellicce, cappotti e strati su strati.
E, ogni lista di “transitional jackets" che si rispetti ha inizio con i grandi classici - trench, blazer leggeri e giacche di jeans - e si chiude con uno dei modelli più eclettici e cool di qualsiasi selezione: il bomber.
Il bomber - nato negli anni ’50 come giacca da volo per i piloti dell’aeronautica americana e trasformatosi poi in simbolo di diverse sottoculture - è ricomparso dopo tanto tempo nella nostra quotidianità nel lontano 2021, con il grandissimo comeback del gorpcore e dei revival Y2K che tutti ancora ricordiamo.
Se all’inizio, con il boom dell’estetica streetwear anni ’80 e ’90 di Tiktok & Instagram, i modelli in circolazione erano realizzati quasi esclusivamente in nylon, con il tempo le proposte di mercato si sono modernizzate fino al 2026, con e-commerce ormai pieni zeppi di alternative che si adattano a ogni gusto e stile esistente.
XL o XS, corti e cropped o lunghi fino ai fianchi, dalle silhouette attillate o boxy e dai colori energici declinati su tessuti avant-garde, fino alle nuance neutre, le opzioni ai giorni nostri sono davvero illimitate.
Pelle, suede e - ovviamente - nylon, vanno ancora oggi per la maggiore, ma giusto in tempo per la bella stagione, alla lineup si aggiungono nuove proposte, fresche e contemporanee (in satin, tartan, ricamate) pronte a imporsi come i prossimi key piece del guardaroba day to night, e perfette da abbinare sia alla combo jeans + pullover, sia a mise più raffinate ed eleganti.
Ed è proprio grazie alla sua capacità di adattarsi a qualsiasi outfit con un semplice cambio di materiale o silhouette, che il bomber si posiziona come capospalla ideale per la primavera, pronto a completare tutti i look pazzeschi che finalmente sfoggeremo senza temere il freddo e il brutto tempo.
La regola per trovare il bomber dei sogni quindi, è solo una: optare per il modello giusto che valorizzi il dress code di ognuna di noi, perché le alternative fra cui scegliere non mancano di certo.
E proprio parlando di alternative…noi di Grazia.it abbiamo deciso di farvi un regalino di primavera a modo nostro, con una selezione dei bomber più trendy da aggiungere in wishlist per la spring 2026. Pronte a riempire il carrello?
Bomber primavera 2026: i modelli su cui puntare
Bomber leggero BERSHKA
Credits: bershka.com
Bomber con colletto GANNI
Credits: ganni.com
Bomber dalla linea arrotondata COS
Credits: cos.com
Bomber con ricami MAJE su Zalando
Credits: zalando.it
Bomber con cerniera & OTHER STORIES
Credits: stories.com
Bomber rosso suede MASSIMO DUTTI
Credits: massimodutti.com
Bomber leggero H&M
Credits: hm.com
Bomber effetto pelle RESERVED
Credits: reserved.com
Bomber effetto satin ZARA
Credits: zara.com
Bomber effetto tartan SANDRO PARIS
Credits: sandro-paris.com
Bomber effetto pelle PULL&BEAR
Credits: pullandbear.com
Bomber con tasche PARFOIS
Credits: parfois.com
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