Fashion Pills: cos'è successo questa settimana nel mondo della moda in 5 news

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Weekend alle porte, mettiamoci comode e scopriamo le fashion news della settimana!

Anche prima che l’armocromia diventasse nota al grande pubblico a causa delle rivelazioni di un politico insospettabile, il mondo dell’arte e della moda hanno sempre riconosciuto nei colori la capacità di lanciare messaggi in un linguaggio universale che non richiede parole e traduzioni. Ed è proprio alla forza di questa comunicazione che è affidata una nuova collezione di valigie firmate, ma anche un’iniziativa charity dedicata alle donne.

E, per tornare ai linguaggi universali: cosa c’è di più condivisibile dell’amore per tutto ciò che brilla e luccica? Con le feste in arrivo le collezioni si accendono di riflessi sparkling, i gioielli si preparano a prendersi la ribalta, le collabo si fanno preziose. #FashionPills

Fashion Pills: lunedì e la Colormania per Louis Vuitton

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(Credits: courtesy of press office)

Se progettare una vacanza è già un po’ un modo per iniziare a viaggiare con la fantasia, allora un nuovo set di valigie è sicuramente la ricetta infallibile per pregustare i tanti piaceri della (ri)scoperta di una meta. Vicina o lontana che sia, esotica o piacevolmente familiare, pensata come regalo per un’occasione speciale o immaginata come felice preludio di una quotidianità confortevole. È ai viaggiatori del presente e del futuro che Louis Vuitton dedica una nuova collezione di valigeria, pensata per accendere di sfumature pop le gioie dell’esperienza in tour. Si chiama Colormania, ed è disegnata per celebrare l’arte del viaggio con tutti i colori dell’arcobaleno. In essa, i tanti estimatori del brand ritroveranno i capisaldi di uno stile che affonda le radici nella tradizione artigianale, fatta di pellami pregiati personalizzati dall’iconico monogramma e arricchita da dettagli in metallo lucente. A dare il tocco in più ci pensano i profili multicolore: dal fucsia all’azzurro, dal giallo al verde, e poi il rosso, l’arancione, il viola. Insomma, un metodo infallibile per regalarsi una cura vitaminica e rinvigorente, preparandosi a partire per il prossimo giro del mondo in ottanta giorni o giù di lì. #FashionTripAdvisor

Fashion Pills: martedì e i vestiti per le feste di Net-a-Porter

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(Credits: courtesy of press office)

Una squadra di creativi che è certezza di vittoria, e che mette in campo nomi osannati e giovani designer tutti da scoprire: Gabriela Hearst, Jacquemus, Ralph Lauren, Clio Peppiatt, Liberowe, BERNADETTE. È così che Net-a-Porter ha lanciato la sua Shine bright holiday campaign, la cui presentazione è affidata niente meno che alla supermodella inglese Edie Campbell. La proposta di capi e accessori per vacanze e party look, in vendita esclusivamente sull’e-commerce, presenta le silhouette scultoree e audaci, bilanciate da dettagli delicati e inserti in pizzo e seta tagliata in sbieco, di Gabriele Hearst e “Le Soir”, la nuova incursione di Jaquemus nel mondo dell’abbigliamento da sera, completamente nera. E poi alcuni pezzi dall’archivio storico di Ralph Lauren e l’esclusiva collezione Resort di Clio Peppiatt, che gioca su dettagli intricati e di ispirazione vittoriana, per proseguire con la collezione di Liberowe, ispirata dalla figura di Marisa Berenson in un nightclub alla fine degli anni Sessanta, tra accenti d’oro, velluto rosso e tessuti notturni. Infine, la capsule di abiti da sera di BERNADETTE, progettata con tocchi couture per look spettacolari fra fiocchi oversize, paillettes e perline, alternate a bellissime stampe floreali. #FestiveSeasonInspo

Fashion Pills: mercoledì e la capsule Givenchy x MyTheresa

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(Credits: courtesy of press office)

Celebrare la convergenza armoniosa di due stili iconici, l'intramontabile chic parigino e la vibrante atmosfera californiana e inscenare una vera conversazione tra artisti, il direttore creativo Matthew M. Williams e l‘indimenticabile Hubert De Givenchy. È con questo intento che è nata la capsule collection di Givenchy per MyTheresa, una collezione di ventisei pezzi esclusivi che racchiude look da sera e accessori scintillanti, tutti caratterizzati dall'emblema 4G. La tavolozza dei colori abbraccia un ampio spettro di sfumature, che va dal fascino senza tempo della tela di jeans alla vibrante energia del rosso, fino a culminare nell'eleganza classica del nero. La collezione presenta una gamma di stili che includono silhouette con top corti abbinati a bomber ed eleganti gonne lunghe, che definiscono un nuovo paradigma nella moda contemporanea. Gli accessori includono borse in cristalli con applicazione di strass e gioielli con tocchi dorati, e gli immancabili stivali Shark Lock, proposti anche in pelle metallizzata silver. La gamma presenta un mix accattivante di denim e abiti che fondono perfettamente la nuova eleganza e lo stile formale con un tocco femminile e grintoso. #ParisCalifornia

Fashion Pills: giovedì e il Rosso Ancora delle Gucci Signoria contro la violenza di genere

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(Credits: courtesy of press office)

Diventato rapidamente emblematico del cambio di passo della maison affidato a Sabato De Sarno, il nuovo rosso Ancora di Gucci si è ritagliato un posto di rilievo nella gamma di colorazioni iconiche del fashion world. Ed è proprio in virtù di questa sua forza, che la nuova sfumatura si presta a colorare un’iniziativa benefica targata Gucci: in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, il brand ha infatti deciso di coinvolgere e sensibilizzare la propria comunità donando parte del ricavato delle vendite e dei preordini delle slingback Gucci Signoria, nella variante Rosso Ancora, alla Casa delle Donne - un luogo sicuro dedicato alla parità di genere e ai diritti che sarà inaugurato prossimamente a Firenze. Pensato come punto di incontro e confronto per singole donne, associazioni e realtà no profit tutte unite e impegnate per la difesa e promozione dei diritti delle donne, la Casa delle Donne sarà uno spazio unico frutto di una modalità di co-progettazione dal basso, in cui le donne metteranno disposizione saperi e impegno con l’obiettivo di creare nuovo empowerment. Un’iniziativa che coincide anche con un’altra importante manifestazione, il festival L'Eredità delle Donne, sostenuto fin dagli inizi da Gucci, e che si terrà a Firenze dal 24 al 26 novembre. #RedShoesCharityProject

Fashion Pills: venerdì e il debutto di Toteme nella gioielleria

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(Credits: courtesy of press office)

Prima è venuto l’hygge, uno stile di arredamento e design incarnato da colori neutri e atmosfere cozy. Poi in silenzio, poco a poco, il lifestyle scandinavo ha preso sempre più piede, fino a diventare emblematico di un lusso fatto di design semplice, oggetti studiati ma non pretenziosi, una palette di tonalità naturali. Sull’onda di questo successo è nato Toteme, brand fondato da Elin Kling e Karl Lindman nel 2014 a Stoccolma per esplorare il fascino di un'uniforme moderna attraverso capi dal design distintivo, realizzati con meticolosa maestria ed elevando ad arte la ripetizione metodica. Sono questi stessi cardini a imperniare la new entry della casa: la linea di gioielli disponibile worldwide da domani, sabato 18 novembre. Prendendo spunto dai codici grafici e dai classici del guardaroba essenziale che definiscono il fascino disinvolto della griffe svedese, i gioielli Toteme sono meticolosamente realizzati a mano ad Arezzo, rinomata per la sua tradizione orafa. Ma le ragioni dell’eccezionalità di questi gioielli non finiscono qui: infatti, l'oro 18 carati utilizzato per la linea Fine Jewelry è riciclato e certificato, conforme agli standard della "Catena di custodia" stabiliti dal Responsible Jewelry Council. Mentre i diamanti taglio brillante, di provenienza etica, sono esenti da conflitti e vengono estratti in condizioni di lavoro sicure ed eque. #PreciousDebut

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Accademia del Lusso e Manteco: insieme nel segno dell'innovazione tessile sostenibile

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Con il progetto Fashion Nomads, la formazione d'eccellenza incontra l'economia
circolare per definire i nuovi canoni dell'eco-design

Sostenibilità e innovazione tessile sono due pilastri della formazione moda firmata da Accademia del Lusso, che in collab con Manteco presenta una nuova iniziativa d’avanguardia: Fashion Nomads

Il progetto ha coinvolto le studentesse del Master dell’Accademia in un percorso strutturato di ricerca è sviluppo. Il suo obiettivo è dimostrare come il design di alto livello possa oggi nascere solo da un approccio produttivo responsabile, circolare e trasparente.

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Soluzioni innovative

Il cuore dell’iniziativa è la piattaforma Manteco System™, l’ecosistema di soluzioni a basso impatto basato su processi di riciclo meccanico, tracciabilità completa e riduzione certificata delle emissioni. 

Attraverso l'utilizzo della lana rigenerata MWool®, le studentesse hanno esplorato performance tecniche d'eccellenza - dalla durabilità alla versatilità d’uso - per dare vita a prototipi che rispondono con efficacia alle sfide poste dalla società contemporanea e dai cambiamenti climatici.

Il progetto affronta con determinazione una delle criticità più urgenti del settore: si stima, infatti, che ogni anno una quota compresa tra il 15% e il 25% dei 400 miliardi di metri quadrati di tessuti prodotti venga sprecata già nella fase di taglio. 

Per contrastare questo fenomeno, la collezione Fashion Nomads integra metodologie di Zero Waste Design, volte a eliminare totalmente i residui tessili, e soluzioni di design modulare, che garantiscono ai capi una versatilità funzionale capace di adattarsi a stili di vita in costante movimento.

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Moda resiliente e consapevole

Il concetto di Fashion Nomads simboleggia così una moda resiliente e consapevole, che evolve insieme alla quotidianità di chi la indossa mantenendo un approccio profondamente rispettoso verso il pianeta. 

Non si tratta solo di una serie di capi, ma di un invito esplicito rivolto all'intera industria, e con una visione dei giovani creativi del domani, a ripensare le logiche del vestire secondo il principio di una moda sostenibile per una vita altrettanto sostenibile.

Visione lungimirante

L’unione tra l’eccellenza industriale di Manteco e la visione dei futuri professionisti di Accademia del Lusso segna un passo avanti cruciale verso un sistema in cui la progettazione responsabile si traduce in soluzioni estetiche concrete, durevoli e perfettamente replicabili nei processi produttivi del lusso contemporaneo.

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Il MaxMara Art Prize for Women apre un nuovo capitolo e rivolge lo sguardo a Est

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Il premio dedicato al mondo dell'arte contemporanea declinata al femminile sceglie l'Indonesia come primo paese partner per il suo "nuovo" corso

Nato nel 2005, su iniziativa di Max Mara Fashion Group e Collezione Maramotti, è stato fin dall’inizio un progetto pionieristico: il Max Mara Art Prize for Women si è ben presto affrancato dalla definizione di semplice "premio", per diventare "incubatore" di creatività nell'ambito dell'arte contemporanea "al femminile".

Pensato per offrire alle artiste donne (o che più ampiamente si definiscono appartenenti al genere femminile) tempo, spazio e risorse in un momento cruciale della loro carriera, il Max Mara Art Prize ha offerto in vent'anni dalla sua istituzione progetti di "residency" in Italia, ovvero un periodo di 6 mesi in cui le artiste vincitrici hanno potuto approfondire il proprio percorso artistico e realizzare un'opera inedita grazie a workshop, laboratori e incontri nell'ambiente dell'arte nel nostro paese. 

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Oggi, vent'anni e nove edizioni (e finaliste) dopo, celebrate con una mostra antologica lo scorso anno a Palazzo Strozzi a Firenze, il Max Mara Art Prize for Women sceglie di rinnovarsi, mantenendo intatta la propria missione e ampliando il raggio in una direzione globale con una scelta curatoriale forte e simbolica.
Se fino a ora, infatti, le artiste provenivano tutte geograficamente dall'Europa e nello specifico dal Regno Unito, grazie a un lavoro di selezione e collaborazione con la Whitechapel Gallery di Londra, da oggi i confini si allargheranno e guarderanno molto lontano.

Cecilia Alemani, Direttrice e Curatrice Capo di High Line Art a New York, figura di riferimento nel panorama artistico internazionale, guiderà la curatela di ogni edizione e, in accordo con Max Mara e Collezione Maramotti, individuerà un paese e l’istituzione partner, costruendo di volta in volta un dialogo specifico con contesti culturali diversi. Un approccio che trasforma il premio in uno strumento di scambio e diplomazia culturale, capace di mettere in relazione pratiche artistiche, tradizioni e visioni del contemporaneo.

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In foto: Cecilia Alemani, Direttrice e Curatrice Capo della High Line Art di New York

 

La prima tappa di questo nuovo viaggio è l’Indonesia. Per l’edizione 2025–2027, il partner scelto è il Museum MACAN – Museum of Modern and Contemporary Art in Nusantara di Giacarta, primo museo di arte contemporanea del Paese e punto di riferimento per la scena artistica del Sud-Est asiatico. Fondato nel 2017, il Museum MACAN si è affermato negli ultimi anni come piattaforma dinamica per artisti e artiste locali e internazionali, grazie a un programma espositivo e educativo capace di coinvolgere pubblici diversi (con un pubblico composto in maggioranza di giovani e donne) e di attivare riflessioni sui temi del presente del paese.

"Resta centrale, anche in questa nuova fase, l’elemento che ha reso il Max Mara Art Prize for Women unico nel suo genere: la residenza di sei mesi in Italia", come ha affermato in conferenza Sara Piccinini, Direttrice Collezioni Maramotti, "progettata su misura per l’artista vincitrice e organizzata da Collezione Maramotti". La vincitrice dell'edizione 2025-2027, come per coloro che l'hanno preceduta, godrà di un tempo "sospeso" e prezioso, pensato come un laboratorio di ricerca in cui confrontarsi con una tradizione culturale millenaria e sviluppare un nuovo progetto, destinato a essere presentato in due mostre personali, una presso il Museum MACAN e l’altra negli spazi della Collezione Maramotti.

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In foto: Sara Piccinini, Direttrice Collezioni Maramotti

A far parte della giuria, accanto a Cecilia Alemani, che ne è anche Presidente, ci sarà anche Venus Lau, Direttrice del Museum MACAN, la curatrice Amanda Ariawan, la gallerista Megan Arlin, la collezionista Evelyn Halim e l’artista Melati Suryodarmo: un gruppo eterogeneo di professioniste attive nella scena contemporanea, chiamate a individuare e sostenere nuove traiettorie artistiche.

Un passo che sancisce la "fine" dell’innovazione artistica vista come esclusiva del panorama occidentale e che apre, per il Max Mara Art Prize for Women, nuovi territori, riconoscendo la pluralità delle voci che animano l’arte contemporanea e creando condizioni di maggiore equità e visibilità per artiste provenienti da contesti storicamente meno rappresentati.

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In foto: Venus Lau, Direttrice del Museum MACAN

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GUESS annuncia Chiara Ferragni come nuovo volto della campagna Primavera/Estate 2026

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L'imprenditrice digitale e content creator è la protagonista della campagna primaverile del marchio

Guess?, Inc ha annunciato il nome (e volto) della campagna globale per la Primavera Estate 2026: si tratta della content creator e imprenditrice digitale Chiara Ferragni, scelta come protagonista per gli scatti della nuova stagione, curati dai Morelli Brothers. 

È un grande onore per me tornare a lavorare per GUESS dopo quasi 13 anni dalla nostra prima collaborazione. Questo progetto è stato molto più di una campagna: è arrivato in un momento in cui avevo voglia di ripartire, di raccontarmi per quella che sono oggi, una persona più consapevole e serena, e lavorare con un brand iconico come GUESS, che ha fatto la storia della moda, mi ha fatto sentire accolta e libera di esprimere tutte le mie sfaccettature.” ha dichiarato Chiara Ferragni.

Le immagini riprendono l’atmosfera delle leggendarie campagne GUESS, reinterpretandole attraverso una lente moderna e social-first con una serie di ritratti intensi che raccontano la versatilità di Ferragni: sofisticata e spontanea, sicura e naturalmente cool, in un equilibrio armonioso e contemporaneo.

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La collezione Primavera/Estate 2026 reinterpreta l’American Dream, tema caro al brand, ispirandosi  allo spirito audace del cowboy texano e al fascino degli spazi aperti, trasformandosi in una narrazione di femminilità, indipendenza ed espressione personale.

Tra i capi chiave della stagione spiccano il ritorno dei Bellflower Pants e l’iconico abito bandage, simboli di sensualità e del glamour inconfondibile che caratterizza il DNA GUESS. 

Al centro della collezione si distingue, tra gli accessori, la Camden Bag, destinata a diventare must assoluto della Primavera/Estate 2026: audace e versatile, incarna l'essenza del brand con la silhouette scolpita, le texture preziose e i dettagli raffinati. Per Ferragni è il must-have della stagione, un accessorio che definisce «il perfetto equilibrio tra carattere, eleganza e praticità quotidiana».

"Siamo entusiasti di avere Chiara Ferragni come volto della nostra nuova campagna GUESS», dichiara Paul Marciano, Co-Founder e Chief Creative Officer di GUESS?, Inc. «Fin dall’inizio abbiamo percepito una forte affinità con Chiara: la sua energia, la sua sicurezza, il suo atteggiamento e naturalmente la sua bellezza erano perfettamente in sintonia con GUESS. Rappresenta una donna che crede in sé stessa e procede con forza, uno spirito che emerge in modo naturale nella collezione SS26: moderna, versatile e ricca di personalità"

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Valentino Garavani, vita e carriera dell'Imperatore della moda in 13 immagini indimenticabili

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Ripercorriamo la vita e la carriera dello stilista italiano scomparso a 93 anni attraverso tredici immagini iconiche che raccontano un uomo, e un creativo, sempre alla ricerca della bellezza

Raccontare una vita straordinaria non è mai una missione semplice e anzi, trovare le parole giuste per descrivere i 93 anni di una personalità come Valentino Garavani, potrebbe risultare quasi impossibile. L'Imperatore della moda, l'ultimo – parafrasando il documentario The Last Emperor a lui dedicato – si è spento nella giornata di lunedì 19 gennaio lasciando un'eredità fatta di creatività, di invenzioni, di intuizioni, di momenti sempre volti verso una precisa direzione: la ricerca della bellezza.

«Cosa desiderano le donne? Essere belle» così riassumeva lo scopo del suo lavoro: esaltare la bellezza di ogni donna, farla sentire speciale, elegante. Una missione che ha iniziato a seguire sin da bambino e che, attraverso gli studi e il grande lavoro, l'hanno portato a diventare un nome di riferimento per le donne di tutto il mondo. Famiglie reali, first lady, dive del cinema: sono tanti i volti che hanno fatto la storia e che l'hanno fatta anche grazie a lui e alle sue creazioni, che le hanno vestite per oltre mezzo secolo.

Per ricordarlo, e per raccontarlo come uomo e come grande creativo, abbiamo scelto di affiancare alle parole una serie di ritratti iconici: immagini che ripercorrono la vita di Valentino dagli esordi al ritiro, avvenuto nel 2008, e che racchiudono tutta la magia che ha portato, attraverso il suo lavoro, nel mondo della moda. Un mondo che con la sua scomparsa perde un grande pezzo di storia e si risveglia, oggi, un po' più vuoto. Del resto lo aveva detto lui stesso: «Dopo di me? Il diluvio!».

Valentino Garavani diventa Valentino

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Valentino Garavani al lavoro nel suo atelier a Roma, 1959.
Credits: Getty Images

Nato a Voghera l'11 maggio del 1932 con il nome di Valentino Ludovico Clemente Garavani, inizia fin da giovane a seguire i giusti passi verso una carriera nella moda: la scuola di figurino a Milano e il lungo periodo a Parigi, dove studiò stilismo presso l'École de la chambre syndicale de la couture parisienne, gli diedero la possibilità di collaborare inizialmente con Jean Dessès e Guy Laroche prima di fare rientro in Italia, ma a Roma, per lavorare accanto a Emilio Schubert. È il 1957 quando Garavani fonda la sua etichetta, Valentino.

Un sodalizio e un amore... forever

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Giancarlo Giammetti e Valentino Garavani, nel 1967.
Credits: Getty Images

Il primo passo nella moda di Valentino Garavani non andò per il verso sperato: l'azienda fondata nel '57 rischiò infatti la bancarotta, scongiurata grazie all'arrivo di una figura chiave del suo business. Nel 1959 Valentino conobbe Giancarlo Giammetti, che da allora iniziò ad affiancarlo sull'aspetto amministrativo dell'azienda permettendogli di concentrarsi unicamente sulla parte creativa. Tra i due, che sono stati compagni anche nella vita (per circa dodici anni), nasce un sodalizio che non ha mai vacillato. Un legame lungo 60 anni, interrotto solo dalla scomparsa dello stilista, al quale Giammetti ha dedicato un post Instagram fatto di un ritratto sorridente, in bianco e nero, e di un'unica parola: "...FOREVER..."


La nascita del Rosso

Rosso Valentino

Una modella posa indossano la collezione Autunno-Inverno 1964/65 di Valentino, 1964.
Credits: Getty Images

Uno dei simboli di Valentino è da sempre il colore rosso, non un rosso qualunque, il rosso Valentino. La storia di questo colore ha origini remote, risale addirittura a un avvenimento legato all'adolescenza di Garavani: lo stilista raccontò che, in occasione di un viaggio con la famiglia all’Opera di Barcellona, ebbe modo di ammirare un gran numero di donne in abiti eleganti di vari colori. Tra questi, a spiccare, era il rosso. Si innamorò di questo colore, di come tendeva a enfatizzare la bellezza di ogni donna, tanto da volerne proporre una nuance sua, vibrante, calda e inconfondibile.

Il successo della White Collection

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Marisa Berenson (a destra) e altri due modelli indossano la Collezione Bianca di Valentino, 1968.
Credits: Getty Images

Il suo colore è da sempre il rosso, ma è al bianco che Valentino Garavani deve gran parte del suo successo. Fu infatti la sua White Collection, datata 1968, a consacrarlo a livello mondiale.

Jackie, amica e musa

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Valentino Garavani e Jacqueline Kennedy Onassis insieme a Capri nel 1970.
Credits: Getty Images

Valentino divenne fin dalla metà degli anni Sessanta uno dei nomi di riferimento per alcune delle donne più importanti al mondo. Tra loro c'era lei, Jacqueline Kennedy, che scelse proprio una creazione dello stilista per le seconde nozze con il magnate Aristotele Onassis. Un abito al ginocchio, con collo alto e bande di pizzo che è passato alla storia.

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L'abito da sposa realizzato da Valentino per Jacqueline Kennedy Onassis.
Credits: Getty Images


Il fervore degli anni Settanta

Valentino Garavani anni sessanta

Un ritratto di Valentino Garavani, 1968.
Credits: Getty Images

Quando Alessandro Michele ha debuttato nel ruolo di direttore creativo di Valentino, nel settembre 2024, in tanti hanno evidenziato un apparente "eccesso" di creatività: troppe stampe, ruches, colori, ricami. Chi negli ultimi anni aveva accomunato infatti il marchio Valentino a un insieme di linee e colori più minimali (focus del periodo creativo firmato Pierpaolo Piccioli) aveva però perso di vista le origini: la parte d'archivio anni Settanta, che vede Garavani misurarsi con una dichiarata opulenza, una ricchezza di elementi e di ispirazioni.

Imperatore della moda, e di Roma

Valentino Garavani musei capitolini

Valentino Garavani ritratto all'interno dei Musei Capitolini nel 1991.
Credits: Getty Images


A qualcuno sarà accaduto di leggere, nelle prime ore dalla scomparsa di Garavani, qualche erroneo "addio allo stilista romano". Un errore appunto, essendo lui nato a Voghera, che dà però la misura del suo forte legame con la Capitale: Roma è la città scelta da un giovane Valentino per aprire il proprio Atelier, ed è la città che ha fatto da sfondo a tutta la sua carriera, non solo come location di memorabili sfilate ma anche in termini di ispirazione artistica per le sue collezioni.

La passione per la bellezza

Valentino nel Suo studio

Valentino Garavani posa nel suo Atelier nel 1988.
Credits: Getty Images

Menzionata sin dall'inizio, attraverso le sue parole e non solo, la passione di Valentino per la bellezza è sempre stata cosa nota. Un concetto da non interpretare come mera estetica, ma come un mix di cultura, personalità e buongusto, mai chiassosa, sempre raffinata.

Il legame con i suoi carlini

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Ripercorrendo le immagini della vita e della carriera di Valentino Garavani non mancano mai loro, i suoi amati carlini. Lo stilista ha sempre avuto un forte attaccamento a questa razza canina, tanto da renderli parte del proprio lavoro. Emblematica fu l'idea di chiamare Oliver la celebre linea giovane del marchio, lanciata negli anni Ottanta, proprio in onore di uno dei suoi cani del cuore che lo hanno accompagnato per tutta la vita.

Una carriera in mostra

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Valentino posa all'interno dell'Ara Pacis in occasione della mostra dedicata ai suoi 45 anni di carriera, 2007.
Credits: Getty Images

In occasione dei 45 anni di carriera, nel 2007 Roma dedica allo stilista la mostra Valentino a Roma, una retrospettiva che ha raccolto circa 360 abiti e rari materiali d'archivio all'interno di uno scenografico allestimento nel Museo dell'Ara Pacis.

L'ultimo show

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Il finale dell'ultima sfilata Haute Couture firmata da Valentino Garavani.
Credits: Getty Images

Il 23 gennaio 2008 Valentino Garavani porta in passerella per l'ultima volta una collezione Haute Couture firmata a suo nome. Lo stilista, passato il testimone alla coppia creativa formata da Pierpaolo Piccioli e Maria Grazia Chiuri, si ritira a vita privata dicendo addio, da un punto di vista creativo, al mondo della moda. Memorabile il finale, che vide tutte le modelle in passerella in lungo, ovviamente in rosso Valentino.