GRAZIALAND: il racconto di due giorni di talk, ispirazioni e live performance

Cosa significa "creare" oggi, in un mondo in cui sembra che tutto sia già stato detto? La risposta è stata il filo conduttore di GRAZIALAND, il primo grande evento firmato GRAZIA, che il 14 e 15 novembre ha trasformato Villa Necchi Campiglio a Milano in un hub dedicato all'innovazione, allo spettacolo, al design, al food e alla beauty experience.
Ph by Lorenzo Baroncelli / SGP
Un percorso fluido tra Main Stage, Food Room, Creator Room e Beauty Room, con ospiti d’eccezione, panel ispirazionali e performance live che hanno raccontato l’universo di GRAZIA nelle sue sfumature più contemporanee. Il risultato? Due giornate piene di emozioni che hanno accolto e coinvolto un pubblico sempre più ampio.
ll Main Stage è stato il cuore pulsante di Grazialand: due giorni di racconti, emozioni e visioni condivise con alcune delle voci più autorevoli e amate del panorama italiano.
14 NOVEMBRE: Il debutto emozionante
Ad aprire la prima giornata è stata Giorgia, star di copertina del nuovo numero di GRAZIA. Intervistata dalla direttrice Silvia Grilli, l’artista - amata per la sua voce e per il suo spirito solare - ha raccontato un presente ricchissimo: dalla conduzione di X Factor al nuovo progetto discografico. Ha parlato con sincerità delle pressioni dell’industria musicale e delle aspettative spesso imposte alle donne, condividendo con il pubblico un momento di grande autenticità.
La direttrice di GRAZIA, Silvia Grilli, dialoga con la cantante Giorgia - ph by Lorenzo Baroncelli / SGP
Anche Levante è stata protagonista di un talk intenso: la cantautrice infatti ha rivelato il suo recente periodo “da eremita” passato a lavorare al nuovo album, che (come ha anticipato) sarà tutto dedicato al tema dell’amore “in maniera sfacciatamente esplicita”.
Nel corso della giornata di Grazialand, si è aperto anche un importante momento di riflessione con il talk “Dire tutto, dirlo meglio: la libertà tra AI e social”, che ha visto dialogare Cathy La Torre e la Prof.ssa Anna Bisogno (powered by Multiversity). Un confronto lucido e attuale su come il digitale stia ridefinendo il concetto di espressione, tra nuove possibilità creative e responsabilità sempre più complesse.
A seguire, il focus si è spostato sul benessere con “Bellezza responsabile per la salute e se stessi”, che ha visto protagoniste Nilufar Addati e la Dr.ssa Editta Buttura da Prato (powered by IBSA). Un talk che ha approfondito la cura di sé come percorso consapevole, dove estetica e salute si intrecciano in modo armonioso.
Un momento del panel powered by IBSA con la creator Nilufar Addati e la Dott.ssa Editta Buttura da Prato ph by Lorenzo Baroncelli / SGP
In tema di voci incredibili del panorama italiano, Noemi, ha ripercorso gli inizi della sua carriera: dal primo concerto davanti a un pubblico fino al giorno in cui è riuscita a conquistare i fan di Vasco Rossi aprendo un suo live allo stadio. Un racconto pieno di energia e gratitudine.
Il rapporto tra design e creatività è stato al centro anche del talk (powered by Progetto e Posa), con gli artisti Elena Salmistraro, Giulio Cappellini e Giovanni Fanelli, CEO di Progetto e Posa, guidati dal digital creator Marco Ferrero (@iconize). Un dialogo vivace che ha esplorato il potere narrativo degli oggetti, il valore dell’innovazione e il modo in cui il design continua a reinventarsi attraverso nuovi linguaggi visivi.
Nel tardo pomeriggio invece, Alexia si è raccontata in un viaggio tra passato e presente, tra hit diventate inni globali e un rapporto con il tempo che oggi l'artista vive con serenità e forza rinnovata.
A chiudere la giornata l'esplosiva Paola Iezzi: la cantante è tornata sul palco per un’intervista intima e ironica con Silvia Grilli. Ha parlato della sua storia musicale con la sorella Chiara, degli aneddoti dal backstage di X Factor e del sentirsi “a casa” in un contesto come Grazialand. Poi ha regalato al pubblico una performance esclusiva trasformando Villa Necchi in una piccola discoteca elegante e luminosa.
La cantante Paola Iezzi - ph by Lorenzo Baroncelli / SGP
15 NOVEMBRE — Una giornata di storie, idee e musica
La seconda giornata è iniziata con una colazione indimenticabile grazie allo chef Carlo Cracco che, in dialogo con Silvia Grilli, ha raccontato il suo concetto di cucina, l’importanza dell’armonia nella ristorazione e il ruolo dell’Intelligenza Artificiale nel futuro del food. Il pubblico ha poi assaggiato il suo panettone “alla milanese”, accolto con grande entusiasmo.
La direttrice di GRAZIA Silvia Grilli con lo chef Carlo Cracco - ph by Lorenzo Baroncelli / SGP
Lo sguardo sulla moda si è rinnovato con il talk dedicato alle tendenze dell’inverno, un momento powered by MFGA, che ha visto protagoniste la designer Martha Paletto e Francesca Bergesio, Miss Italia 2023 e Carlotta Marioni, caporedattore moda di GRAZIA. Un dialogo ricco di spunti su come lo stile stia evolvendo tra creatività, contemporaneità e nuovi codici espressivi.
GRAZIALAND ha dato poi spazio alla letteratura con Csaba dalla Zorza, che ha presentato il suo romanzo La governante e la storia di una donna che a 60 anni decide di riscrivere la propria vita.
Il tema della bellezza contemporanea è stato affrontato con Stephanie Glitter, Muriel e Manuele Mameli, mentre la scrittrice Erin Doom, autrice de "Il fabbricante di lacrime" e scrittrice amatissima dalla Gen Z, ha condiviso aneddoti del suo percorso e l’importanza di avvicinare i più giovani alla lettura.
Il talk sulla bellezza contemporanea con Stephanie Glitter, Muriel e Manuele Mameli - ph by Lorenzo Baroncelli / SGP
La giornata ha ospitato anche un confronto dedicato al benessere interiore ed esteriore con il talk “La bellezza che viene da dentro”. Protagonista Beatrice Valli che ha condiviso il suo approccio alla cura di sé a 360°, tra equilibrio personale, routine quotidiane e consapevolezza del proprio corpo in un dialogo col medico Giordano Vespasiano e Claudia Santoro (powered by Gold Collagen).
Anche la young generation ha trovato spazio grazie al confronto tra Emily Pallini e Luca Gervasi, intervistati in un dialogo sui nuovi linguaggi, sulle community e sul rapporto con i social.
Tra i momenti più originali della giornata c'è stato l’incontro tra la pianista Roberta Di Mario e il naso profumiere Luca Maffei : un mix di note olfattive e musicali culminato in una performance emozionante.
Un momento del dialogo tra il naso Luca Maffei e la pianista Roberta di Mario - ph by Lorenzo Baroncelli / SGP
A seguire, Gaia Clerici, Valentina Cabassi e Veronica Ferraro hanno raccontato le loro vite tra amore, social e musica, svelando come affrontano i nuovi inizi accanto a tre grandi nomi della scena italiana.
Il Main Stage ha poi accolto Mr. Rain, che ha presentato in anteprima il nuovo singolo Effetto Michelangelo, parlando del bisogno di ritrovare la fiamma creativa dopo un anno in studio.
Con la sua eleganza, l’étoile Nicoletta Manni invece, ha portato il pubblico dietro le quinte della danza, raccontando con grazia e naturalezza la sua vita sul palco e lontano dai riflettori.
Poi è arrivata la grintosa Baby K, che ha parlato del suo percorso e del nuovo singolo Dimmi dimmi dimmi, raccontando con sincerità l’universo femminile che attraversa la sua musica.
La serata è proseguita con Michele Bravi, che in un dialogo intenso con Silvia Grilli ha parlato del brano Lo ricordo io per te, dedicato ai nonni, e ha regalato un’emozionante versione a cappella de Il diario degli errori.
A chiudere questa edizione di GRAZIALAND, la giovane promessa Sarah Toscano: la cantante ha raccontato la sua storia dagli esordi a Sanremo fino agli ultimi successi live. Ha parlato delle sue passioni, dal tennis alla cucina e ha conquistato il pubblico con uno showcase coinvolgente, da Amarcord ai brani più recenti.
La cantante Sarah Toscano - ph by Lorenzo Baroncelli / SGP
GRAZIALAND: CREATOR ROOM - Il laboratorio della creatività digitale
I creator digitali Marco Ferrero (@Iconize) e Angelica Siciliani Fendi (@Angie.Tutorials) - ph by Marco Mezzani
La Creator Room è stata tra gli spazi più dinamici di GRAZIALAND, un luogo in cui i protagonisti del digitale hanno raccontato senza filtri come nasce la creatività online.
Ad aprire la giornata è stata @Angie.Tutorials, che con energia e spontaneità ha condiviso consigli su autenticità, community e costruzione di un linguaggio personale.
È seguita Giulia Valentina, che con la sua ironia distintiva ha ripercorso gli inizi sui social e il rapporto con una community che ancora oggi la segue con affetto.
La comicità pungente di Giorgia Fumo ha portato leggerezza e ritmo, anticipando il suo nuovo spettacolo, mentre Maria Campadel ha offerto uno sguardo professionale sul settore, raccontando l’esperienza da imprenditrice e founder di un'agenzia di digital PR.
La stand up comedian e creator Giorgia Fumo - ph by Marco Mezzani
Con un registro più intimo, @IndacoMiriam ha parlato di come ritrovare sé stessi dopo l’esposizione online, mentre Alice De André ha mostrato come nei suoi video convivano quotidianità, riflessioni e una voce creativa sempre più definita.
Catherine Poulain ha ripercorso la sua evoluzione da modella a creativa tra social, musica e imprenditoria, in un racconto sincero di trasformazione personale.
Tra i momenti più attesi, il workshop di Marco Ferrero, conosciuto online come Iconize, che ha mostrato trucchi e tecniche per rendere un video davvero virale.
Nel mondo della moda, Tamu McPherson ha condiviso poi la sua esperienza da pioniera dello street style, spiegando come il digitale continui a riscrivere linguaggi e professioni.
A chiudere la giornata, l’irresistibile Carolina De' Castiglioni (@Carothesituation), che con la sua ironia intelligente ha raccontato come costruire una community solida affrontando anche temi importanti come il rispetto delle donne.
Non sono mancata anche esperienze interattive con il pubblico, come l'evento "Love it Longer" firmato Primark in cui è stato possibile imparare creare decorazioni partendo da materiali upcycled.
Un momento del workshop dedicato a decorazioni e upcylcle powered by Primark
GRAZIALAND: FOOD ROOM - Il gusto come racconto
Nella Food Room di GRAZIALAND il racconto del cibo è diventato un viaggio personale, culturale e sensoriale.
Questa infatti, ha accolto anche un’intervista speciale a Marco Bianchi, che ha approfondito il valore della cucina sana e della divulgazione scientifica, raccontando come scelte quotidiane consapevoli possano trasformarsi in un vero stile di vita.
Nella stessa giornata, è arrivata l’energia travolgente di Alessandro Borghese, che ha condiviso la sua visione della cucina italiana contemporanea: creativa, istintiva e profondamente legata al piacere della convivialità.
Carlotta Perego, anima di @cucinabotanica, ha condiviso il suo percorso nella cucina vegetale: dagli studi specializzati alle lezioni apprese dai nonni, mostrando come la cura della terra e la creatività in cucina possano convivere in piatti semplici e contemporanei.
Chiara Maci davanti alla Food Room di GRAZIALAND - ph by Lorenzo Baroncelli / SGP
A seguire, Chiara Maci, imprenditrice digitale, food expert e volto televisivo, ha portato il pubblico dentro il suo universo, dove il cibo è soprattutto un linguaggio familiare, un collante emotivo che racconta storie e tradizioni. Ha presentato anche il suo nuovo romanzo, Quelle Due, un progetto che intreccia sapori, relazioni e ricordi.
La Food Room ha poi ospitato una speciale degustazione firmata Agrisicilia, occasione per scoprire marmellate nate da una realtà guidata da Sofia Mammana, giovane imprenditrice che ha saputo unire visione, valori e attenzione alla qualità.
GRAZIALAND: BEAUTY ROOM - Due giorni di pura bellezza
Un’oasi di bellezza firmata Douglas, dove make-up artist, skin expert e consulenti hanno creato percorsi personalizzati di con consulenze su misura e sessioni dedicate a fragranze, trucco, skincare e capelli in collaborazione con i marchi Gisada, Dear Dahlia, milk_shake e Ioma.
L'ingresso della Beauty Room powered by Douglas - ph by Marco Mezzani
Due giorni che hanno raccontato la contemporaneità attraverso le sue voci più autentiche: dalla moda alla musica, dalla cucina ai diritti, dalla creatività digitale all’arte del prendersi cura di sé.
GRAZIALAND non è stato un semplice evento: è stato il manifesto di ciò che è GRAZIA oggi e di ciò che diventerà domani.
GRAZIALAND: gli ospiti del primo giorno
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GRAZIALAND : gli ospiti del secondo giorno
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Per la prima edizione di GRAZIALAND si ringraziano i main sponsor:
- Multiversity
- Progetto e Posa
- IBSA
- Agrisicilia S.P.A
- Primark
- DOUGLAS
- MFGA
- Gold Collagen
- Maserati
Si ringraziano come sponsor tecnici:
- TWILS
- Nardi
- Oluce
- Steinway & Sons
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Dopo Squid Game vi farò ridere e pensare
«Faccio questo mestiere da tanto tempo, non vivo la fama con le difficoltà con cui la vivono i nuovi idoli. Credo di esserne immune». L'ex modello e attore Lee Byung Hun, star sudcoreana della serie di successo mondiale Squid Game, torna sullo schermo per raccontare le inquietudini di chi perde il lavoro da un giorno all'altro e non riesce a ritrovarlo, finendo in una spirale di disperazione e sete di vendetta.
Accade in No Other Choice - Non c'è altra scelta, dark comedy d'autore firmata Park Chan-Wook, selezionata dalla Corea per la corsa agli Oscar e in shortlist come Miglior film internazionale.
Ora nelle sale, è la storia di un padre di famiglia licenziato senza preavviso che perde tutto ciò che aveva costruito, dalla casa fino alla stima per se stesso. Gli restano la passione per il giardinaggio e la determinazione a farsi assumere in un nuovo posto di lavoro a ogni costo, anche sbarazzarsi dei suoi concorrenti.
La performance di Byung Hun è talmente convincente da essergli valsa la candidatura come miglior attore nella categoria Commedia o film musicale ai Golden Globes 2026, dov'è il vero outsider in gara. Per vincere dovrà battere George Clooney, Leonardo DiCaprio, Ethan Hawke, Jesse Plemons e Timothée Chalamet.
Partiamo dalla sua "immunità" alla celebrità. Che cosa intende?
«Non voglio fare lo snob, tanto meno dire che mi sono abituato: intendo solo che ho sviluppato una forma di accettazione e consapevolezza, per cui ho un approccio più rilassato dei ragazzi che stanno iniziando la loro carriera».
Ha mai sentito, come accade nel film, di non avere altra scelta?
«Premetto che sono molto diverso dal mio personaggio, non potrei mai immaginare di arrivare a compiere atti così estremi, e non sono altrettanto pianificatore e meticoloso in quello che faccio. Ma sì, certo, mi è capitato mille volte, anche nello stesso giorno, di dirmi: "Non c'è altra scelta”».
Quando, ad esempio?
«Non essendo disperato, senza casa, senza lavoro e pieno di debiti come mi vedete nel film, mi capita di usare questa espressione più come una scusa per tirarmi fuori o abbandonare una situazione».
Non posso non chiederle di Squid Game. Che cosa pensa del suo clamoroso successo?
«Sono molto grato per l’inaspettato successo planetario che ha avuto la serie, ma sento anche grande amarezza, perché credo che il mondo intero oramai simpatizzi con la totale assenza di umanità. Spiace dirlo, ma non sono per nulla ottimista: temo che non ci siano speranze. C’è una mancanza di empatia che si diffonde in tutto il mondo, stiamo perdendo la nostra umanità».
Ai Golden Globes si troverà in mezzo a blasonati colleghi hollywoodiani: che effetto le fa?
«Mi fa piacere quando i miei colleghi hollywoodiani mi dicono di apprezzare il cinema coreano perché è imprevedibile e originale. Io sono cresciuto con il cinema occidentale, a 4 anni mio padre mi faceva vedere in tv quei film e mai mi sarei immaginato di ritrovarmi a interpretarli. L'esperienza più bella a Hollywood è stata girare I magnifici sette, ma mi sono divertito anche sul set di Red 2. Il mio rapporto con Hollywood è sempre stato quello di un incredulo sognatore, felice di lavorare con attori da ammirare e di riscontrare che il sistema produttivo coreano non è poi molto diverso da quello hollywoodiano, c'è giusto più flessibilità».
Chiudiamo con un consiglio: perché andare a vedere No Other Choice - Non c'è altra scelta?
«Perché è una commedia divertente, piena di ironia, ma tratta anche temi sociali rilevanti. Così, tra una risata e l'altra, c'è modo di riflettere, che male non fa mai».
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«Se la strage in spiaggia o il saccheggio alla Stampa sono definiti "resistenza"»: l'editoriale di Silvia Grilli
La resistenza è necessaria con ogni mezzo», «con Hamas fino alla vittoria», «ora e sempre resistenza». Sono slogan che sentiamo nelle piazze di tutto il mondo alle manifestazioni contro Israele.
Per chi li inneggia possono essere innocua teoria, opinioni a favore della Palestina o semplicemente parole urlate per non sentirsi esclusi dal gruppo, non una chiamata alle armi per massacrare i presunti oppressori. Ma c'è sempre chi prende la teoria alla lettera. Domenica 14 dicembre, quegli slogan sono stati scritti con il sangue degli ebrei.
Un padre e un figlio pachistani hanno sparato sulla folla che celebrava il primo giorno della festa religiosa ebraica dell’Hanukkah su una spiaggia famosa per le nuotate al tramonto. Quindici morti e decine di feriti sono rimasti sulla sabbia a Bondi Beach, uno dei posti più belli, pacifici e gioiosi dell’Australia. Il primo ministro Anthony Albanese ha dichiarato che non riesce a spiegarsi tutto questo male. Io credo sia molto spiegabile: per gli invasati che considerano Israele il male assoluto, massacrare gli ebrei è fare giustizia.
È la colpa dei giudei che spinge giovani ProPal a saccheggiare la redazione del quotidiano La Stampa (paradossalmente uno dei più favorevoli alla causa palestinese). Induce quel centinaio di manifestanti a scrivere e urlare slogan terroristi come “Stampa-Morta” o «giornalista sei il primo della lista», mentre una loro guru, Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite, riduce l'assalto a un «monito ai giornalisti».
Nella tradizione ebraica, Hanukkah è la festa della luce, della speranza. Colpire bambini, anziani e adulti che festeggiano la vita non è diverso da quando il 7 ottobre i terroristi di Hamas fecero strage al Nova Festival. Sparare sulla spiaggia in un momento storico in cui c'è qualche passo verso la pace è voler cancellare la speranza nel futuro.
Eppure, ho ancora fiducia che l’umanità possa superare l’odio. Domenica 14 dicembre, in Australia, questa speranza aveva i gesti di un uomo: Ahmed Al Ahmed, fruttivendolo immigrato siriano, che si è precipitato su uno dei terroristi e gli ha strappato il fucile. Aveva le gambe di Jackson Doolan, il bagnino veterano della spiaggia, ex star di Baywatch in Australia, che è corso a piedi nudi per un chilometro e mezzo portando il borsone dei medicinali. Aveva le braccia di tutti coloro che si sono adoperati per salvare le vittime, sollevandole sulle tavole di soccorso che di solito vengono usate per trasportare la gente a riva.
Gli orrori si ripetono, sembrano non volersi fermare. Ma se le persone corrono ad aiutare, se ci sono solidarietà e compassione, c’è ancora speranza nell’umanità.
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Grazia è in edicola con Maya Hawke
Maya Hawke è la protagonista di copertina Grazia in edicola e app. Si è fatta conoscere con la serie Stranger Things, arrivata all’ultima stagione. Ora l’attrice newyorkese figlia delle star Uma Thurman ed Ethan Hawke, girerà il nuovo capitolo di Hunger Games dove vuole portare l’energia di chi non ha paura di crescere.
Questa settimana intervistiamo alcune icone di Hollywood. Incontriamo Zoe Saldana, al cinema nel ruolo di Neytiri, la madre combattente di Avatar. Parliamo con Ariana Grande, in corsa ai Golden Globe con Wicked e le attrici premio Oscar Jodie Foster e Laura Dern.
Il 2025 ha cambiato noi e la Storia. Grazia lo ripercorre. Dal ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca alla guerra a Gaza. Dalle vittorie di Jannik Sinner all’elezione del primo Papa americano fino alla scomparsa di icone come Ornella Vanoni e Giorgio Armani.
Grazia ha scelto i personaggi da tenere d'occhio nel 2026: le sciatrici Sofia Goggia e Lindsey Vonn attese alle Olimpiadi invernali, María Corina Machado, premio Nobel per la Pace che potrebbe cambiare le sorti del Venezuela, Lady Gaga in arrivo in concerto in Europa e molti altri. Da Can Yaman a Jacob Elordi, da Timothée Chalamet a Jeremy Allen White, che cos’hanno in comune i nuovi sex symbol? Mettono d’accordo mamme e figlie. Grazia ve li racconta.
Abiti dorati, trasparenze, ricami e dettagli preziosi. Grazia ha scelto i capi che ti rendono protagonista delle notti di festa e delle serate più speciali. Ma anche lo stile più cool per il 2026.
E nelle pagine dedicate alla bellezza trovate tutti i segreti per brillare: dalle strategie effetto freddo per una pelle più tonica alla scelta del fondotinta e del correttore giusti per illuminarla.
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Jodie Foster: "Faccio film per capire chi sono"
Come trascorre il giorno del suo compleanno una diva planetaria come Jodie Foster, sotto i riflettori dall’età di tre anni? «Lavorando», mi risponde accomodata sulla poltrona, mentre sorseggia un cappuccino. Neanche a farlo apposta la incontro proprio il giorno in cui compie 63 anni e mi confida che finita l’intervista andrà con gli amici a festeggiare. Sessant’anni di carriera tondi, fresca del Golden Globe vinto a gennaio per la sua performance nella serie True Detective: Night Country, la regista e attrice torna al cinema con il nuovo film di Rebecca Zlotowski Vita Privata. Presentato in anteprima al Festival di Cannes e dall’11 dicembre al cinema, la vede calarsi nei panni della nevrotica psichiatra Lilian Steiner, ossessionata da un caso molto delicato.
Che rapporto ha con il passare del tempo?
«Buono. Mi sento più felice che mai in vita mia».
Davvero?
«Parlo di una gioia profonda, non di quello che mi accade giorno per giorno. Le cose della vita, belle e brutte, capitano. Ma vivo un momento in cui il lavoro sta andando sempre meglio e ho superato l’ansia delle domande: “Sarò in grado di farcela con le mie forze?”, “Avrò una famiglia?”. Tutte questioni archiviate, per fortuna non devo più preoccuparmene. Da giovane passavo tanto tempo a pensare a me stessa, dopo una certa età mi sono concentrata sulle storie degli altri, è più facile e divertente».
Anche in Vita privata ascolta le storie degli altri.
«La mia Lilian non è una psichiatra risolta, anzi, è parecchio nevrotica. Non riesce a comprendere come sia possibile che la sua paziente in cura da nove anni (Virginie Efira, ndr) si sia potuta uccidere. Non ci crede, non ammette la possibilità che lei, in quanto psichiatra, sia stata così sorda».
Ritiene che come società abbiamo perso il potere di ascoltare?
«Mostrare curiosità verso gli altri è tutto. Noi attori siamo allenati all’ascolto, per lavoro siamo chiamati a calarci nelle vite degli altri ed è una bella abitudine mettersi nei panni altrui, un esercizio che possiamo fare tutti. Ci aiuterebbe come società».
Dal titolo del film alla realtà, essendo conosciuta in tutto il mondo sin da piccola come ha fatto a proteggere la sua, di vita privata?
«Sforzandomi sempre molto. Lavorando sin da bambina sapevo di dovermi proteggere: volevo andare a Disneyland, ma senza le telecamere che mi seguissero. Volevo essere libera di andare al supermercato, o prenotare un volo senza che nessuno lo facesse al posto mio. Ci ho sempre tenuto a mantenere viva la mia indipendenza, tracciando una linea netta tra la mia vita pubblica e quella privata. Oggi sono contenta di aver seguito quell’impulso».
Nel film la sentiamo sfoggiare un francese fluente…
«Mi fa sentire più sicura di me, rispetto all’inglese. Sarà che devo la passione per il francese a mia madre, che me lo fece studiare».
Come mai?
«Non aveva mai viaggiato fuori dagli Stati Uniti fino ai cinquant’anni, ma la cultura europea l’affascinava. Comprava di continuo riviste e libri su Parigi e Napoleone, addirittura dipinse le pareti di casa con i colori delle antiche pietre romane. Quando ero bambina fece il viaggio dei suoi sogni e andò in Francia, con un tour in bus di quelli turistici».
Che cosa le disse al ritorno?
«"Jodie, impara il francese e diventa una grande attrice francese". Era il suo modo di dirmi che sognava per me una vita più ampia di quella americana. Anche perché erano gli anni 70, al potere c’era Nixon, non era facile essere americani. A mia madre piaceva l’idea che potessi scegliere di essere libera di inventarmi una vita tutta mia».
Ha fatto lo stesso con i suoi figli?
«Dovrebbe chiederlo a loro (Charlie e Kit, 27 e 24 anni, ndr). Intanto uno di loro sa parlare benissimo il tedesco, le mie radici tedesche ne sono contente».
Che rapporto ha con la psichiatria?
«Sempre stata scettica, ma una volta mi sono fatta ipnotizzare».
Com’è andata?
«Mi ripetevo: "Ma perché pagare 90 dollari a un tipo quando potrei smettere di fumare gratis oggi stesso?", eppure ha funzionato. Non amo la psicanalisi, per quanto la trovi attraente da un punto di vista cinematografico: non mi piace Freud, in America nessuno lo stima più, era un grandissimo sessista. Trovo però importante che al cinema si parli di salute mentale».
E che si mostri come le donne over 50 abbiano desideri, diritto al piacere e una vita sessuale appagante, come la sua Lilian con l’ex marito interpretato da Daniel Auteuil: perché tutto questo al cinema si vede ancora poco?
«Dovremmo parlare per ore della rappresentazione del corpo femminile. Purtroppo i pregiudizi sulle donne dopo una certa età sopravvivono, non solo al cinema. Ma sono speranzosa: registe come Zlotowski dimostrano di voler raccontare le donne per quello che sono, con tutti i loro desideri. La mia Liliane non è solo una psichiatra, una madre e una nonna, ma una donna che si esprime anche attraverso il corpo».
Con Auteuil avete avuto un intimacy coordinator?
«È una figura che ho scoperto sul set di True Detective. Ho detto: "Che lavoro pazzesco, dov’eri tu quando avevo 16 anni?". Ormai io e Auteil abbiamo superato i 60 e abbiamo risolto senza, ma sono contenta che questa figura esista, era importante che ci fosse».
Che cosa di lei non hanno mai capito finora?
«Non sono seria come credono. Non ho mai capito perché il pubblico mi affibbi quest’aura di serietà, io sono una persona leggera. Certo, se mi fanno domande serie rispondo in modo serio e amo fare lavori significativi, ma se sapeste com’è la mia giornata ideale cambiereste idea».
Com’è la sua giornata ideale?
«Sveglia presto, sci ai piedi, la sera una partita di calcio in tv e una cena gustosa. Altro che tormentata, sono una persona felice e ottimista verso il futuro».
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