Il ritorno inatteso dell'ombretto blu anni ’90 e perché sta bene a tutte
Secondo il Summer Trends Report 2026 di Pinterest, le ricerche di "’90s blue eyeshadow" sono aumentate dell’81%. Non stiamo parlando di un micro trend da beauty addicted, ma di un vero ritorno di fiamma globale per l’ombretto blu in chiave anni ’90.
Dopo stagioni di make-up “quasi invisibile”, eyeliner marrone e gloss trasparente, la bussola si sposta verso qualcosa di più grintoso. Lo avete già visto con il ritorno della matita nera sbavata, stile supermodel e Pamela Anderson. Ora tocca all’ombretto blu: proprio quello che pensavate di aver archiviato con le Spice Girls.
Perché l’ombretto blu anni ’90 torna proprio adesso
Già Pinterest Predicts 2024 segnalava un +65% di ricerche per “ombretto blu” e make-up acquamarina. Due anni dopo, il focus si stringe ancora di più: il blu specifico anni ’90, ghiaccio o denim, è diventato un’estetica riconoscibile. Fa colpo in foto, si vede subito nei reel e soprattutto ha un altissimo fattore nostalgia.
Alle sfilate primavera/estate 2026, designer come Anna Sui e Marc Jacobs hanno mandato in passerella palpebre azzurre e icy, come se fossero screenshot di un videoclip del 1997. Anche il mondo dei prodotti si è allineato: la collezione Chanel Denim Dream lavora sul concetto di blu “lavato” tipo jeans, più sofisticato dei glitter spessi di un tempo.
Le immagini cult: da Kate Moss a Christina Ricci
Se aprite Pinterest e cercate "blue eyeshadow 90s", compaiono sempre gli stessi volti. In testa, Kate Moss alla sfilata Gucci primavera/estate 1996, con quel blu oceanico leggermente fumato che sembra fatto apposta per tornare virale nel 2026. Subito dietro, Naomi Campbell e Kate insieme agli eventi di fine decennio: palpebre icy, pelle luminosa, labbra nude.
Poi c’è il filone la matita aqua di Princess Diana, il blu saturo di Tyra Banks, Baby Spice con l’azzurro pastello. Al cinema, l’azzurro dreamy di Christina Ricci in Buffalo ’66 è diventato un riferimento per il trucco occhi più cinematografico. Oggi Zendaya riporta tutto in chiave smokey elettrica, Florence Pugh gioca con il liner turchese, Zara Larsson aggiunge strass: la genealogia del blu è chiara.
Dal kohl egiziano al frost anni ’90
Secondo diversi studi di storia del costume, l’ombretto blu nasce nell’Antico Egitto: era simbolo di bellezza e regalità, lo vediamo nelle rappresentazioni di Cleopatra. Negli anni ’60, ’70 e ’80 torna in versione teatrale, molto shimmer. Negli anni ’90 succede qualcosa di nuovo: da un lato il finish frost metallico (argento, azzurro, rosa ghiaccio), dall’altro il famoso “minimalist wash”, un velo uniforme di blu sulla palpebra mobile.
A chi sta bene l’ombretto blu anni ’90 (e quale scegliere)
Gli esperti di make-up concordano: il blu non è così difficile come sembra. Su incarnati neutro-caldi funzionano bene turchese e blu petrolio. Su pelli fredde risaltano cobalto, blu elettrico e navy. Se la carnagione è olivastra, i blu un po’ polverosi effetto denim risultano particolarmente chic.
Sugli occhi marroni e nocciola il blu è quasi un filtro Instagram: li rende più intensi e profondi. Sugli occhi azzurri, un blu scuro o navy crea contrasto elegante. Con gli occhi verdi, invece, meglio evitare gli azzurri troppo chiari e optare per blu fumosi mescolati a grigio o bronzo, per non spegnere l’iride.
Tre modi per portarlo oggi senza sembrare in maschera
Per chi è alle prime armi, il look ideale è il “minimalist wash” anni ’90 rivisitato. Scegliete un ombretto in crema o gel azzurro tenue, fate un velo su tutta la palpebra con il dito, sfumate i bordi con un pennello morbido e aggiungete solo mascara nero. La make-up artist Lan Nguyen-Grealis, che collabora con la redazione beauty di Grazia nel Regno Unito, consiglia proprio le texture cremose perché si sfumano in un attimo e sono quasi impossibili da rovinare.
Secondo livello: il frost pop da sera, erede diretto delle Spice Girls. Serve un ombretto dal finish metallico o frost in tonalità blu o azzurro ghiaccio. Primer obbligatorio, poi si picchietta il colore al centro della palpebra e si sfuma verso l’esterno. Si abbina a base leggera, blush soft e labbra nude o gloss trasparente, per evitare l’effetto eccessivo.
Per chi ha la mano sicura, c’è lo smokey blu grunge-chic. Matita blu scuro o eyeliner morbido lungo la rima ciliare superiore e inferiore, subito sfumati verso l’alto; sopra, un ombretto in tinta o un eye tint liquido vengono tamponati per fissare il colore. L’idea è quella di un fumo blu profondo, non di un blocco compatto: pensate a Zendaya sul red carpet, non a un trucco di carnevale.
Texture, finiture ed errori da evitare
Nguyen-Grealis sottolinea che lo sviluppo di nuove formulazioni ha reso il blu più democratico: il colore è modulabile, le perlescenze sono sottili, il finish “denim wash” dà un effetto costoso senza bisogno di glitter grossi. In pratica, potete sovrapporre più strati finché trovate l’intensità giusta, anche con un semplice stick o una tinta liquida.
Gli errori da evitare? Troppo prodotto senza primer, che finisce nelle pieghe dopo due ore. Un blu glaciale su una base viso disomogenea, che lo fa sembrare fuori posto. E, soprattutto, caricare occhi e labbra allo stesso livello: se l’ombretto è protagonista, il resto del trucco deve accompagnare, non competere. Così l’ombretto blu anni ’90 diventa un alleato, non un sabotatore del vostro beauty look.
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