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Bellezza

Il Kitty Cut di Ellie Goulding è il taglio medio da tenere d’occhio

Il Kitty Cut di Ellie Goulding è il taglio medio da tenere d'occhio

foto di Grazia.it Grazia.it — 31 Luglio 2026
Ellie Goulding
Saloni pieni di richieste per il kitty cut, il nuovo taglio medio pensato per capelli fini e giornate umide da mattina a sera.

Le onde lucide da red carpet e i bob tagliati col righello stanno vivendo un momento di crisi silenziosa. Sulle passerelle e sui social le chiome più interessanti non sono perfette, ma vissute: scalate, spettinate il giusto, morbide. In questo cambio di mood il protagonista assoluto è uno: il taglio capelli kitty cut, che sta insidiando seriamente il trono del bob strutturato.

Le ricerche su Google per «kitty cut» sono cresciute di oltre il 400% secondo vari media internazionali, mentre attrici come Ellie Goulding, Suki Waterhouse o Daisy Edgar-Jones lo sfoggiano in versioni sempre più disinvolte. L’idea è chiara: meno geometria, più movimento. E soprattutto, meno tempo davanti allo specchio.

Cos’è il kitty cut, in due parole

Immaginate un lob, quindi un taglio medio che sfiora spalle o clavicola, ma senza la linea netta del bob. Il kitty cut è esattamente questo: una lunghezza media, resa leggera da scalature morbide e da una frangia a tendina che si apre sugli occhi. Il risultato è una silhouette «felina», con ciocche che accarezzano zigomi e mandibola.

Gli hairstylist descrivono il kitty cut come un taglio "shattered": niente blocchi pieni, niente bordi squadrati, punte testurizzate e movimento ovunque. A differenza del più estremo wolf cut anni ’70, qui tutto è più soft e chic. L’effetto finale è quello di un taglio quasi invisibile, che non mostra gradini marcati ma costruisce volume in modo molto fluido.

Perché il kitty cut batte il bob strutturato (soprattutto d’estate)

Il bob liscissimo è bellissimo… finché non entrano in scena umidità, sudore, condizionatori e scooter. Con il kitty cut, la texture «intenzionalmente spettinata» gioca a vostro favore. Se l’aria è umida, il mosso diventa più pieno, se c’è un po’ di crespo sembra voluto. In pratica è un taglio pensato per sopravvivere a giornate intere fuori casa senza ansia da piastra.

C’è poi il tema manutenzione. Con una lunghezza su spalle o clavicola potete ancora raccogliere i capelli in coda bassa o messy bun, ma il taglio funziona benissimo anche sciolto. Diversi hairstylist consigliano un ritocco ogni 6-8 settimane per mantenere la forma, ma la ricrescita è molto più indulgente rispetto a un bob netto: le scalature continuano a dare movimento anche quando qualche centimetro in più si fa vedere.

A chi sta bene: capelli fini, ricci, over 40

Uno dei motivi del successo del kitty cut è che non discrimina la texture. Su capelli fini crea volume perché le scalature alleggeriscono le lunghezze senza svuotare troppo le punte. Su capelli medi o spessi permette di togliere peso, soprattutto davanti, rendendo la chioma più morbida intorno al viso. Sugli ondulati naturali è praticamente un match perfetto: basta pochissimo prodotto per valorizzare il movimento.

Funziona anche sui ricci, se le scalature sono fatte con mano leggera: il segreto è non creare “boccoli a casco”, ma ciocche di diverse lunghezze che incorniciano il viso. Per le forme del viso, gli esperti ricordano che le ciocche alla mandibola snelliscono un volto rotondo, mentre un po’ di volume laterale aiuta a “accorciare” viso lunghi. Molte donne over 40 e 50 lo scelgono per l’effetto antietà: la frangia a tendina addolcisce la fronte e le zampe di gallina, le scalature luminose vicino allo sguardo fanno subito più fresco.

Cosa dire al parrucchiere e come metterlo in piega in 10 minuti

Arrivare in salone con le idee chiare fa la differenza. Le parole chiave: taglio medio sulle spalle o clavicola, scalato morbido, nessuna linea netta, punte texturizzate, frangia a tendina lunga che si apre sugli occhi, ciocche frontali che sfiorano zigomi e mandibola. Le foto di riferimento sono fondamentali: scegliete immagini dove si veda bene la lunghezza e la quantità di scalatura, non solo il colore.

Gli errori da evitare? Sfilare troppo se avete capelli fini (rischio effetto tre ciocche), chiedere una frangia piena e corta che annulla l’effetto “felino”, accorciare troppo dietro trasformando il tutto in un bob rigido. Puntate su un lavoro più morbido possibile: il kitty cut vi deve permettere di muovere le mani tra i capelli senza incontrare scalini.

Per lo styling bastano 5-10 minuti. Su capelli lisci: asciugatura a testa in giù con il phon per sollevare le radici, poi una passata veloce di spazzola rotonda solo sulle punte e uno spray texturizzante leggero sulle lunghezze. Su mossi naturali: un leave-in leggero, qualche gesto di scrunch con le mani e asciugatura all’aria o con diffusore, definendo solo le ciocche frontali. Su ricci: crema specifica con protezione calore, diffusore a bassa velocità, senza separare troppo i ricci per mantenere il look lived-in.

Il kit minimo? Uno spray volumizzante, uno spray texturizzante, una spazzola rotonda media e, se vi piace il mosso più definito, un ferro a grosso diametro da usare solo su qualche ciocca qua e là. Il resto lo fa il taglio. E, questa estate, l’idea di archiviare il bob perfetto potrebbe non sembrarvi più così radicale.

© Riproduzione riservata

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